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La rivelazione

La vita era già abbastanza dura. Bisognava combattere contro gli alieni, salvare la Terra e nello stesso tempo vivere una vita normale. Marco, gli altri Animorph e Ax ormai ci erano abituati. Ma ora qualcosa è cambiato. L’invasione della Terra da parte degli Yeerk era cominciata in maniera occulta, segreta. Ma adesso la faccenda sembra evolversi diversamente. Persino il padre di Marco comincia a parlare di un progetto segretissimo a cui sta lavorano, un progetto che riguardo lo Spazio Zero… Marco ancora non sa se suo padre è un Controller. Ma sa per certo che questa volta non permetterà agli Yeerk di averla vinta. Si sono già presi sua madre ma non avranno suo padre, perché per salvarlo Marco ha intenzione di fare qualunque cosa.

La rivale

Questo straordinario racconto su Maria Callas esce in occasione del trentesimo anniversario della misteriosa scomparsa della grande cantante lirica. E’ la storia di Maria Callas raccontata dalla sua più acerrima rivale (nel racconto Carmela Babaldi). Questo inedito e poco celebrativo punto di osservazione consente a Schmitt di evitare la solita biografia agiografica e di regalarci un racconto dissacrante e divertente ricco di aneddoti gustosi e di osservazioni molto competenti sul mondo della lirica. Carmela Babaldi che prima dell’avvento della Callas era stata il soprano più amato dal pubblico torna dall’”esilio” argentino a Milano dopo tanti anni di assenza. E’ ormai una donna anziana inacidita dai ricordi dei successi della sua rivale (che è morta da anni). Entra alla Scala per ritrovare l’atmosfera dei suoi giorni di gloria e si trova faccia a faccia con un gruppo di turisti ai quali la guida spiega che Maria Callas è stata la voce più bella di tutti i tempi e che non ha mai conosciuto rivali capaci di contenderle lo scettro della lirica. Per Carmela Babaldi questo è un colpo e solo il primo che la trascinerà in una straziante (ma anche per i lettori comica) rievocazione della feroce sfida tra le due primedonne della lirica. Schmitt così fa raccontare all’inferocita rivale tanti episodi pubblici e privati dell’ascesa e del trionfo di Maria Callas. Schmitt oltre a confermarsi straordinario narratore è un conoscitore raffinato della musica classica e lirica (vedi La mia storia con Mozart) e questo racconto è anche una deliziosa introduzione alle gioie dell’opera e del bel canto. In appendice una discografia ragionata e una cronologia di Maria Callas.

La riva del silenzio

Un giovane prigioniero di guerra nordcoreano, ribattezzato Yohan dagli americani, viene mandato via nave in Brasile perché si ricostruisca una vita dopo gli orrori di un conflitto che ha finora poco interessato la letteratura. Grazie all’abilità manuale di cui ha dato prova al campo, viene assegnato come aiutante alla bottega di un sarto giapponese, a sua volta emigrato, a sua volta spaesato. Ed è grazie al silenzio leggero, colmo di gentilezza, saggezza ed empatia, del sarto, e all’incontro con due straordinari ragazzi di strada brasiliani, che Yohan a poco a poco comincia a rinascere, a creare legami di affetto, e perfino a sognare. L’atmosfera magica inserisce questa storia in un percorso di speranza che la porterà a una conclusione felice.

Il rituale dell’ombra

Aprile 2005. A Gerusalemme, un archeologo viene ucciso con uno strano rituale, e la pietra di Thebbah, un prezioso reperto risalente alla costruzione del tempio di Salomone, scompare. La sera stessa, a Roma, nel corso di un ricevimento a palazzo Farnese sede dell’ambasciata francese, un’esperta di manoscritti antichi subisce la stessa sorte. Tre colpi di lama, alla spalla, alla nuca e alla faccia. Antoine Marcas, commissario parigino e massone, inizia a indagare insieme a Jade, responsabile della sicurezza e amica della vittima. Marcas riconosce nel modus operandi un antico rituale massonico, che rimanda a Hiram, architetto del tempio di Salomone. Dagli indizi raccolti, comincia a delinearsi l’ombra di Thule, una società segreta da sempre avversaria della massoneria e che influenzò anche il nazismo. I suoi adepti da sempre sono in cerca del segreto del rituale dell’ombra, che mette in contatto con l’Architetto Supremo. Per farlo è necessaria una pozione la cui composizione è sconosciuta, ma che può avere immense applicazioni. Per questo i seguaci di Thule la inseguono da secoli, a qualunque costo. Ben presto l’indagine di Marcas e Jade assume i tratti di una discesa agli inferi, di un viaggio pericoloso nel cuore marcio delle sette massoniche, nei rigagnoli più oscuri della storia del III Reich, fino agli intrighi attuali.

Il ritratto di Elsa Greer

Per la giuria non c’erano stati dubbi. A uccidere il geniale pittore Amyas Crale era stata la moglie Caroline, in procinto di essere abbandonata per una giovane modella. Tutte le prove erano schiaccianti e la donna inoltre, durante tutto il processo, aveva mantenuto un comportamento decisamente remissivo, quasi volesse ammettere lei stessa la propria colpa. Sedici anni dopo, per&ograve, alla figlia di Caroline viene consegnata una lettera della genitrice che, nel frattempo, &egrave morta in carcere. In essa la donna rassicura la figlia, dichiarandole di essere innocente. La situazione si presenta decisamente oscura. Se Caroline era innocente perch&egrave non si &egrave opposta al verdetto? E chi ha ucciso Amyas Crale? A risolvere il caso viene chiamato il migliore degli investigatori, il celebre Poirot, e ancora una volta la fiducia sar&agrave ben riposta. In questo romanzo, del 1942, la Christie ha realizzato uno dei suoi pi&ugrave interessanti esercizi di bravura, costruendo un meccanismo tanto intricato quanto perfetto.

Il ritratto di Dorian Gray

Sei bello, Dorian Gray, bello come nessuno, e hai una certezza: la tua vita deve essere un’opera d’arte. Ti interessa solo il piacere, del resto te lo puoi permettere, i soldi non ti mancano. Vivi senza freni, ti fanno orrore le convenzioni e uccidere un altro uomo non ti turba, se quest’uomo rischia di diventare un problema. Sei perfino riuscito a non invecchiare, lasciando che a portare i segni del tempo sia il ritratto dipinto per te dall’amico Basil. “Guardati nello specchio”, aveva detto Plutarco, “e se ti sembra di essere bello, opera cose degne della tua bellezza. Se invece ti credi deforme, fa’ in modo che i difetti del tuo volto siano emendati dai virtuosi costumi.” Conosci Plutarco, Dorian?

Il ritratto Bellini

Con il fido Palewski, Yashim si aggira in una Venezia spettrale e oppressa dal giogo della dominazione austriaca. Due cadaveri che appaiono nella melma dei canali fanno subito capire che la partita non sarà né semplice, né incruenta. Tra gli echi di Istanbul che risuonano in tutta la laguna – un palazzo che ospitava un caravanserraglio, dimore fatiscenti che celano tesori -, niente è come sembra, tutto rimanda a un disegno nascosto che muta di continuo, intrecciando presente e passato, finzione e realtà. Il ritratto di Maometto il Conquistatore di Gentile Bellini (o «attribuito a» come dicono prudentemente gli esperti), al centro di questo romanzo, non è invenzione. È un dipinto famoso oggi custodito alla National Gallery di Londra. Le peripezie storiche del dipinto sono ricostruite da Goodwin in una divertente Appendice al romanzo.

Il ritorno dell’aquila

Nel 1943 Kurt Steiner, paracadutista tedesco, è stato fatto prigioniero dagli inglesi, mentre tentava di rapire Churchill. Il generale Schellenberg viene incaricato da Himmler di liberare l'”Aquila” (nel tentativo di distrarlo dal complotto per uccidere Hitler). Ma il nostro eroe non solo riuscirà ad organizzare un piano perfetto, ma anche a sventare il losco gioco di Himmler. ne che hanno fatto impazzire re e imperatori? circolari INPS e INPDAI.

Il ritorno del naufrago

UN CASO LETTERARIO SORPRENDENTE E AVVINCENTE, VINCITORE DEL PREMIO GONCOURT. Metà del diciannovesimo secolo: Narcisse Pelletier, un giovane marinaio francese, viene dato per disperso e abbandonato su una costa inesplorata dell’Australia, dove era approdato insieme ad altri marinai alla ricerca di acqua dolce su una scialuppa calata da una goletta. Diciassette anni più tardi, un veliero inglese di passaggio in quei luoghi scorge fra gli indigeni un uomo bianco. Nudo, tatuato, caccia e si comporta come loro. Ha perduto l’uso della lingua francese e ha dimenticato il suo nome. Che cosa è successo in questi diciassette anni? Che esperienze ha avuto, come è sopravvissuto Narcisse? Sono le domande che si pone Octave de Vallombrun a cui Narcisse viene affidato, geografo e studioso, ma soprattutto uomo sensibile e privo di pregiudizi che dapprima incuriosito da quello che ritiene un oggetto di studio, sviluppa con il marinaio una profonda amicizia basata su una comprensione che va oltre ogni forma e convenzione. Vincitore del premio Goncourt per l’opera prima, Il ritorno del naufrago è uno straordinario romanzo d’avventura e al tempo stesso una riflessione sull’identità e la differenza. E su quello che la vita a volte ci costringe a imparare e a comprendere.

Ritorno dall’India

Un giovane medico israeliano, Benji Rubin, è coinvolto dal dottor Lazar, direttore sanitario dell’ospedale in cui lavora, in un viaggio in India che sconvolgerà la sua vita di studente e figlio modello. Si tratta di andare a riprendere e riportare in Israele la figlia di Lazar, Einat, che si è ammalata laggiù di epatite. Durante il viaggio Benji si innamora non di Einat, ma della madre di lei, Dori. Nasce così un triangolo “impossibile”: per gli anni che dividono Benji dall’amante cinquantenne, per il sentimento di amicizia profonda che nel frattempo ha maturato per Lazar. Il senso di colpa spinge il prudente e timoroso Benji a scelte azzardate fino al matrimonio con un’amica di Einat.

Ritorno alla base: Le opere di Giovannino Guareschi #22

In principio era il Lager, dove tutto sembra provvisorio, anche la vita stessa. E gli uomini si aggrappano ancora disperatamente ai loro affetti e alle loro consuetudini e ai loro pensieri che erano rimasti tutti al di là (del Lager) e non trovano la forza di staccarsene. Guareschi Dei due anni di prigionia, Guareschi aveva conservato e riportato in Italia le numerosissime pagine scritte per rendere meno duro a se stesso e ai suoi compagni di sventura il periodo dell’internamento. Nel 1945 pubblicò parte di queste pagine neLa favola di Natale e nel 1949 nel Diario clandestino. Nel 1957 tornò nei Lager in cui era stato internato, per ritrovare le speranze e i sogni del Giovannino di allora, quel Giovannino che – come ancora dichiara – fra i reticolati ci stava meravigliosamente bene… “perché ebbi subito la fortuna di incontrare nel Lager il tipo più simpatico e interessante del mondo. […] Incontrai, insomma, me stesso e là imparai a stimarmi e a volermi bene”. Questo volume è la storia del suo “ritorno”.

Il risveglio di Endymion

Anno 3131. Il pellegrino padre Lenar Hoyt, nominato papa Urbano XVI, proclama la crociata definitiva contro i rinnegati Ouster, muovendo contro di loro la flotta spaziale messa a disposizione dalla Pax. Intanto, Aenea e tutti i suoi nuovi fedeli lottano per distruggere la Chiesa dei cristiani rinati e ripristinare l’equilibrio tra la vita e la morte: gli uomini non devono dimenticare che l’esistenza eterna non si addice alla loro vera natura. Chi sono veramente gli Ouster e quali sono i loro scopi? E qual è l’effettiva funzione del misterioso crucimorfo? E soprattutto da dove… o da quando viene il sanguinario Shrike? Domande che devono trovare una risposta, per salvare l’universo e, allo stesso tempo, l’anima di un uomo.

(source: Bol.com)

Riposa in pace

Un grande thriller di una scrittrice svedese che ha venduto più di 1 milione di copieMaria Wern è un’investigatrice della polizia svedese che in passato ha risolto molti casi complicati. Lavorando a contatto con un mondo per lo più maschile, e con un capo che la sottovaluta, è costretta a lottare con tutte le sue forze per affermarsi professionalmente. Sta cercando di venire a capo della scomparsa di un uomo, quando una mattina si risveglia ferita e dolorante sul freddo pavimento di un capanno ancora avvolto nel buio. È ferita, non ricorda nulla e non sa dove si trova. Quando allunga una mano, scopre con orrore che accanto a lei c’è un cadavere. Come è finita in questa trappola? Maria può solo affidarsi ai propri ricordi: stava seguendo il caso di Clarence Haag, un agente immobiliare svanito nel nulla, senza lasciare tracce. Potrebbe essere suo il corpo senza vita che giace con lei in quella cella? O forse è Odd Molin, il suo ambiguo socio in affari? In ogni caso, chi li ha ridotti così e perché? A Maria non resta che scavare ancora più a fondo nella sua memoria, alla ricerca di qualche fondamentale indizio. Deve riuscire a salvarsi la pelle e a trovare il colpevole di quel misterioso delitto, prima che sia troppo tardi…Un grande successo internazionaleUn’autrice tradotta in 11 PaesiChi ha paura di Maria Wern?Anna Janssonè nata nel 1958 a Visby, sull’isola di Gotland (Svezia). Finora ha scritto tredici romanzi che hanno come protagonista l’agente investigativo Maria Wern e che hanno riscosso un grande successo, vendendo complessivamente più di un milione di copie. Sono stati tradotti in diversi Paesi e hanno ispirato anche una serie televisiva. Nel 2011 la Newton Compton ha pubblicato il primo episodio dedicato alle indagini della Wern, Il sacrificio.

Il rifugio dei cuori solitari

UN BESTSELLER CHE SCALDA IL CUORE«Una storia d’amore, la più bella… Credo non ci sia in circolazione un libro più perdutamente sentimentale di questo.»Antonio D’Orrico, Sette – Corriere della Sera«Tenero e caldo, una lettura perfetta per far sbocciare un nuovo amore.»ElleSeduta di fronte all’antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell’anziano notaio che sta sbrigando le ultime formalità testamentarie. Il suo sguardo è fisso sulla sua eredità: un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio, un orecchio nero floscio e l’altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell’eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l’amico prediletto. Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l’ha preparata al faticoso lavoro in campagna. Ma tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. Non tutto però è perduto e Rachel scopre, proprio grazie a Gem, di avere un sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei trovatelli del rifugio. Natalie e Johnny sono una coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra. Zoe crede che la piccola labrador Toffee sia uno scomodo regalo dell’ex marito ai suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l’ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato… A poche settimane dall’uscita Il rifugio dei cuori solitari ha scalato le classifiche grazie al passaparola dei lettori e dei librai che l’hanno adorato. Un romanzo commovente e memorabile sull’amicizia, le nuove opportunità e l’amore davvero incondizionato che solo gli animali sono capaci di regalarci.

Il riflesso del destino

Peter e Gemma sono amici fin da quand’erano bambini. Da sempre, Peter è il punto di riferimento di Gemma. È la spalla su cui piangere, la persona che la conosce meglio di chiunque altro. E, da sempre, Gemma è molto più di una semplice amica per Peter. È l’unica ragazza che abbia mai amato, l’unica per cui sarebbe disposto a sacrificare tutto. Ma come confessarle i suoi sentimenti senza rovinare il loro rapporto? Forse l’occasione giusta è una gita alle Split Rock Falls, le meravigliose cascate poco lontane dalla città. Lassù, tra boschi incontaminati e acque cristalline, Peter potrà finalmente aprire il suo cuore, e Gemma capirà che loro due sono fatti per stare insieme. Ma Peter non può immaginare che il destino di Gemma è già stato scritto… In occasione dell’uscita della «Carezza del destino», Elisa S. Amore ci regala un prequel al romanzo in cui s’intrecciano i fili dell’amore, dell’amicizia e della suspense, dando vita a una trama limpida eppure ricca di sfumature, semplice e sorprendente.

Riflessioni sulla pena di morte

“Il senso d’impotenza e di solitudine del condannato incatenato, di fronte alla coalizione pubblica che vuole la sua morte, è già di per sé una punizione inconcepibile. E anche per questo sarebbe preferibile che l’esecuzione avvenisse pubblicamente. L’attore che è in ogni uomo potrebbe allora venire in soccorso dell’animale terrorizzato, e aiutarlo a ben figurare, anche di fronte a se stesso. Ma la notte e la segretezza sono senza appello. In questo disastro, il coraggio, la forza d’animo, persino la fede rischiano di essere affidati al caso. Generalmente l’uomo è distrutto dall’attesa della pena capitale molto tempo prima di morire. Gli si infliggono due morti, e la prima è peggiore dell’altra, mentre egli ha ucciso una volta sola. Paragonata a questo supplizio, la legge del taglione appare ancora come una legge di civiltà. Non ha mai preteso che si dovessero cavare entrambi gli occhi a chi aveva reso cieco di un occhio il proprio fratello”.