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Il commissario De Vincenzi. Il do tragico

Milano, 22 dicembre 1928. La nebbia è impenetrabile. Sei persone ricevono un’identica busta azzurra che li fa precipitare nell’angoscia. Contemporaneamente, una cantante lirica cade svenuta al primo do maggiore durante un programma radiofonico. Chi l’ha barbaramente uccisa? E perché? In un crescendo musicale, fra personaggi equivoci, interrogatori meticolosi e un misterioso cofanetto, anche questa volta l’intuito del Commissario riuscirà a risolvere l’enigma. Una delle inchieste più intriganti del Capo della Mobile milanese.

Il commissario De Vincenzi. Cinque inchieste

Cinque inchieste del famoso Commissario milanese: L’impronta del gatto, Il mistero delle tre orchidee, L’albergo delle tre rose, Sei donne e un libro, Il candeliere a sette fiamme. Un classico del giallo italiano ambientato tra le vie nebbiose e fredde della Milano tra le due guerre. Primo di una serie di volumi dedicati al Commissario della Mobile milanese.

Il commissario cade in trappola: Un caso per il commissario Van Veeteren

**HÅKAN NESSER: UN GRANDE MAESTRO DEL GIALLO NORDICO**
**«C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…»**
* La Repubblica*
Una telefonata di lavoro interrompe la malinconia degli ultimi giorni di vacanza del commissario Van Veeteren. Nella cittadina di Kaalbringen, infatti, poco lontano dal posto dove il commissario sta trascorrendo le ferie, un assassino ha già colpito due volte. Due vittime a distanza di pochi giorni, due individui molto diversi tra loro, un piccolo spacciatore e un ricco imprenditore, uccisi con una mannaia da quello che la stampa ha già soprannominato «il Tagliateste». L’ipotesi più accreditata: un folle che colpisce a caso.
La città è in preda al panico, la polizia del luogo è in difficoltà e c’è bisogno dell’acume e dell’esperienza di Van Veeteren, che viene accolto con grande simpatia dal collega Bausen, ormai prossimo alla pensione. Ma mentre i giorni passano e non emerge nulla che faccia progredire le indagini, il killer torna a colpire. Ancora una volta senza una logica apparente. Unica differenza rispetto ai due casi precedenti: l’arma che è servita per il barbaro assassinio è abbandonata sulla scena del delitto, quasi a voler segnalare che il suo compito è ormai concluso. Il rebus appare indecifrabile e il Tagliateste destinato a farla franca, ma Van Veeteren ha un’intuizione…
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### Sinossi
**HÅKAN NESSER: UN GRANDE MAESTRO DEL GIALLO NORDICO**
**«C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…»**
* La Repubblica*
Una telefonata di lavoro interrompe la malinconia degli ultimi giorni di vacanza del commissario Van Veeteren. Nella cittadina di Kaalbringen, infatti, poco lontano dal posto dove il commissario sta trascorrendo le ferie, un assassino ha già colpito due volte. Due vittime a distanza di pochi giorni, due individui molto diversi tra loro, un piccolo spacciatore e un ricco imprenditore, uccisi con una mannaia da quello che la stampa ha già soprannominato «il Tagliateste». L’ipotesi più accreditata: un folle che colpisce a caso.
La città è in preda al panico, la polizia del luogo è in difficoltà e c’è bisogno dell’acume e dell’esperienza di Van Veeteren, che viene accolto con grande simpatia dal collega Bausen, ormai prossimo alla pensione. Ma mentre i giorni passano e non emerge nulla che faccia progredire le indagini, il killer torna a colpire. Ancora una volta senza una logica apparente. Unica differenza rispetto ai due casi precedenti: l’arma che è servita per il barbaro assassinio è abbandonata sulla scena del delitto, quasi a voler segnalare che il suo compito è ormai concluso. Il rebus appare indecifrabile e il Tagliateste destinato a farla franca, ma Van Veeteren ha un’intuizione…

Il commesso

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957, "Il commesso" è considerato da molti il capolavoro di Bernard Malamud. La storia è quella di Morris Bober, umile commerciante ebreo che nel cuore di Manhattan conduce una vita misera e consumata dagli anni, e di Frank Alpine, un ladruncolo di origini italiane, deciso a riscattarsi e diventare un uomo onesto e degno di stima, aiutando Morris al negozio. Tuttavia il giovane Frank non resisterebbe dietro al bancone, sempre più assediato dalla concorrenza, se non si innamorasse di Helen, la figlia di Morris. La vicenda è intrecciata intorno alle emozioni, ai segreti, al destino di queste tre esistenze. Il ritmo quasi ipnotico della narrazione, la capacità di attenzione al dettaglio, lo stile limpido e ironico regalano al romanzo quell'atmosfera inconfondibile, a metà fra il tragico e il comico, che rende affascinante la narrativa di Malamud. Prefazione di MArco Missiroli.

Commedia in minore

In Olanda sono i giorni angosciosi dell’occupazione nazista, Wim e Marie si sono sposati da poco e vivono come possono la difficile quotidianità. Un giorno però un collega propone a Wim di ospitare e nascondere un ebreo, “di questi tempi lo fanno quasi tutti” dice. Wim e Marie non sono due eroi, sono due persone normali, con tutte le loro paure e le loro insicurezze, e sanno bene che avere un estraneo sotto il proprio tetto per chissà quanto tempo significa entrare in un’intimità rischiosa con il suo destino. Nonostante i dubbi, però, acconsentono ad accogliere quest’uomo di cui conoscono solo il nome, Nico. Dopo un anno di cautele e adattamenti, giornate passate a tendere l’orecchio al minimo rumore sospetto e a sognare la fine della guerra, Nico improvvisamente muore. Per Wim e Marie comincia allora una serie di problemi che li trova drammaticamente impreparati. Cosa fare del cadavere di Nico? E cosa fare quando il cadavere viene scoperto? Inizia a questo punto una strana e imprevedibile commedia degli equivoci, che Hans Keilson compone con grazia sublime facendo suonare tutte le corde dei sentimenti, da quelli nobili a quelli meno nobili, con cui Wim e Marie si trovano a fare i conti. Perché la morte inaspettata non solo li priva della ricompensa di poter un giorno mostrare al mondo che hanno fatto la cosa giusta, ma fa scivolare loro stessi nella condizione di perseguitati in fuga, grazie alla quale capiranno per la prima volta, e con ineluttabile intensità, il dramma di Nico.

Comma 22

L’espressione “Comma 22”, è diventata, grazie a questo libro, emblema dell’assurdità e della demenza militare. Protagonista è l’antieroico bombardiere americano Yossarian, ossessionato dall’idea che migliaia di persone sconosciute, alle quali lui personalmente non ha fatto nulla, tentino continuamente di porre fine ai suoi giorni. La storia è popolata di personaggi stravaganti e irreparabilmente maniaci, che nella zelante applicazione della disciplina marziale mettono in ridicolo la ferrea e folle logica del Comma 22. Pubblicato per la prima volta nel 1963, questo romanzo è stato universalmente riconosciuto come il capolavoro della letteratura antimilitarista di tutti i tempi, per la rappresentazione grottesca della retorica militare della morte. Molti dei pacifisti che manifestavano davanti alla Casa Bianca ai tempi del Vietnam portavano appunto una spilla con lo slogan “Yossarian vive”.

Cominciò per gioco, fra di noi. I migliori racconti erotici 2011

Questo volume raccoglie tutti i racconti finalisti dell’edizione 2010/11 degli oXè Awards, la V competizione nazionale per il miglior racconto erotico. Le categorie sono cinque: Maestri d’Eros (miglior racconto assoluto); Il corpo e l’anima (miglior personaggio femminile); Ladri d’amore (miglior personaggio maschile); Storie di un peccato (miglior situazione erotica); Ridicole passioni (miglior racconto comico). Non sono indicati né il vincitore assoluto né quelli di categoria per il semplice motivo che la pubblicazione del volume è antecedente alle decisioni della giuria.
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Comincia a far male

“Per tre anni si era sentito l’uomo più felice della terra, e il più fortunato: Marie non gli aveva mai chiesto di lasciare la famiglia e anche questo lo considerava parte della sua fortuna. E poi, di punto in bianco, lei aveva troncato. “Sono innamorata di te”, gli aveva detto in tono pragmatico, “e comincia a far male”.” I protagonisti di James Lasdun sono uomini che si confrontano con crisi morali, che prendono tempo, che vacillano; che per un istante si sentono pronti a cambiare, ma restano poi inesorabilmente inchiodati lì dove sono sempre stati. Eventi banali nella vita di una coppia, impreviste deviazioni in un viaggio si rivelano in grado di stravolgere il senso di un’esistenza, mentre dietro le scontate certezze e le giustificazioni che puntellano il quotidiano balena un’altra possibilità, il lato oscuro e parallelo del cosa sarebbe successo se… Sono fantasmi della vita quotidiana, desideri rimossi che irrompono imperiosi o paure del passato che tornano dietro il volto di un vecchio compagno di classe, del primo amore: fantasmi e desideri oltre i quali si distingue, in filigrana, il profilo di una consapevolezza che finalmente accenna ad affiorare. I racconti di James Lasdun parlano di piccole rivelazioni e sottili confusioni, parlano d’amore e di denaro; parlano di noi, e a noi, quasi fossero altrettanti specchi delle nostre esistenze, ingrati e taglienti.

Comici Spaventati Guerrieri

Comici spaventati guerrieri è una “recherche” metropolitana che si dilata coralmente come un blues ritmando spostamenti e appostamenti, separazioni e incontri, agguati e fughe, colpi di kung-fu e spari, amori improvvisi e improvvise amicizie, dialoghi, monologhi, visioni e sogni. Sulle sue note ilari aleggia l’atmosfera acre della città e l’infinita distanza tra “centro” e “periferia”. Giacché questo è un romanzo in cui il riso ricade sul cinismo, la corruzione squallida e dorata, la stupidità di questi anni che qualcuno ha definito e qualcuno ha voluto bui. E’ un romanzo che risuona delle impreviste possibilità polifoniche del tragicomico quotidiano, un libro in definitiva che non somiglia a nessun altro somigliando a Stefano Benni. Il quale raggiunge qui un’altra meta del suo percorso solitario, rivolto a riscattare il comico dagli avvilimenti imperanti, a restituirgli dignità letteraria in una scrittura vibrante di modulazioni musicali e poetiche, e in una tensione tematica che porta questo genere ad affacciarsi – come per sfida – sull’opposta sponda del tragico. E’ una ricerca la sua che ha già suscitato interesse anche fuori d’Italia.

Cometa sull’Annapurna

Simone Moro è un alpinista d’alta quota. In questo libro, il primo che scrive, vuole raccontare la spedizione sull’Annapurna del 1997 che è costata la vita ai suoi due compagni di cordata e che lo ha visto miracolosamente sopravvissuto alla valanga che ha ucciso gli altri e che lo ha fatto precipitare per 800 metri. E così parte dalla sua infanzia e cerca di spiegare come mai ha fatto della montagna il suo mestiere, perché scalare è la sua vita e che cosa significa per lui raggiungere la vetta. Ci racconta le sue esperienze, le sue paure, i suoi dubbi e la grande, indimenticabile amicizia con Anatolij Bukreev, il grande alpinista kazako morto sull’Annapurna. Perché erano lì in pieno inverno? Come mai avevano deciso di affrontare quella parete in una stagione così ostile? Quale era il loro obiettivo? Simone racconta, descrive, spiega. Ci fa sentire il freddo e la stanchezza e poi la solitudine e la disperazione della sua discesa dopo la valanga, con le mani ferite e inutilizzabili, i tendini recisi, e la sensazione di non farcela. Ma il vero dolore Simone lo prova quando non può più sperare nella salvezza dei suoi due compagni. Il suo racconto è però un inno alla montagna e a quell’amico che sarà sempre vivo nel suo cuore.

Comédia infantil

«È chiaro che amo tutti i libri che scrivo, ma questo romanzo ha un posto speciale nel mio cuore» Henning Mankell Dal tetto di un teatro in un porto africano un uomo contempla la città. Ai suoi piedi, sdraiato su un materasso sporco, c’è Nelio, bambino di strada e profeta. Ha solo dieci anni, ma la saggezza di un vecchio. Chi è Nelio? Da dove viene? Chi è stato a sparargli sul palcoscenico vuoto? E perché? Nove notti: è il tempo che serve a Nelio per raccontare la sua storia, la storia di un bambino africano, in un paese funestato dalla guerra civile. Ferito da un colpo d’arma da fuoco, sa che morirà non appena il racconto sarà finito. Nelio ricorda la sua fuga e l’arrivo nella grande città: il villaggio dove viveva assalito dai banditi e tutta la famiglia distrutta. Ha cominciato presto a conoscere le durezze del mondo degli adulti ed è diventato il capo di una banda di bambini di strada. In città, tutti gli attribuiscono poteri miracolosi e forze soprannaturali. Nelio è magico e continua a raccontare della vita dei bambini come lui: di Mandioca, che fa crescere pomodori e cipolle nelle sue tasche, di Deolinda, un’albina che suscita negli altri strane fantasie erotiche, del segreto della ricchezza, di una lucertola seccata in una borsa rubata e di una visita notturna al presidente. E poi, ancora, del paradiso, che non c’è su nessuna carta, ma trovarlo è possibile.

Come vivono i morti

Il terzo volume della serie Factory, un caposaldo della letteratura noir. Thornhill, dintorni di Londra. Marianne Mardy, un’affascinante e talentuosa cantante francese, è scomparsa lasciando dietro di sé un alone d’inquietudine. A occuparsi del caso è il sergente del dipartimento più malvisto della polizia londinese, la sezione Delitti irrisolti, un uomo naturalmente incline all’empatia ma forgiato dalla strada, dove l’unico insegnamento che vale la pena di seguire è quello di tenersi il più lontano possibile da ogni coinvolgimento. Guidato da un innato senso della giustizia che, nel suo caso, non significa necessariamente rispetto per la legge, il sergente ricostruisce i ruoli nella vicenda, a cominciare da quello del dottor William Mardy, il marito di Marianne, un uomo eccentrico che piange la scomparsa di sua moglie rintanato in una casa che sembra un set di un film horror. Passo dopo passo, entrando in profondità in uno schema fatto di crimini sordidi e spregevoli, il sergente solleva il velo di polvere che impedisce di veder chiaro sui fatti, portando a galla una storia torva di amore deviato e crimine, sullo sfondo di una provincia inglese degradata e violenta, teatro delle più basse meschinità.  Derek Raymond approfondisce la dissoluzione del poliziesco classico per regalarci un noir metafisico, intriso, ancora una volta, del dolore delle vittime.

Come vivevano i felici

Corruzione, finanza, dissoluzione della famiglia, un’immersione nell’inferno del nostro presente. “Come vivevano i felici” riscrive liberamente la storia di Madoff dalla parte di suo figlio, che a un anno di distanza dall’arresto del padre, il 10 dicembre 2012, si uccide impiccandosi con il guinzaglio del cane. Una famiglia, una società d’investimenti finanziari disonesta, un uomo che trascina nel crollo ogni cosa che tocca e gli appartiene, un diario: stravolto, puro, senza risparmio. Con una voce ghiacciata e brillante, “Come vivevano i felici” è costruito attraverso visioni allucinate eppure incredibilmente puntuali, spietate, incastonate al pari di diamanti nel centro perfetto di una vicenda che va ben oltre l’incredibile.

Come viaggiare con un salmone

“Come viaggiare con un salmone” è un libro di istruzioni. Istruzioni sui generis, date da un maestro d’eccezione come Umberto Eco per situazioni molto particolari: come imparare a fare vacanze intelligenti, come sopravvivere alla burocrazia, come evitare malattie contagiose, come mangiare in aereo, come viaggiare con un salmone al seguito (se te lo regalano e non vuoi rinunciare alla leccornia), come evitare il carnevale, come non cedere all’ossessione della visibilità, e molto altro. Un libro che ci guida nella selva delle nostre giornate, nella consapevolezza che la vita corre per lo più tra piccole cose, incontri fortuiti, piccoli problemi, e non tra dilemmi amletici e interrogativi sull’essere, che occupano solo una piccolissima porzione del nostro tempo, pur essendo l’unica cosa che conta.
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Come vento selvaggio

Mistral Vernati, grande pilota di Formula Uno, giace in coma in ospedale dopo un terribile incidente d’auto. Fuori della stanza in cui il campione lotta per la vita, si accalca una piccola folla di personaggi spinti da motivazioni diverse, a volte inconfessabili: Maria, il primo e unico amore di Mistral; sua madre, che in fondo non lo ha mai compreso; Chantal, l’avida moglie che intende rovinarlo; i figli Manuel e Fiamma… e altre, indimenticabili figure che insieme animano il superbo intreccio di questo intenso, commovente romanzo.

Come vendere per introversi

Impara a rimanere fedele a chi sei e ad utilizzare la tua forza come fa un introverso per aumentare le tue vendite!
Le persone introverse per loro natura vengono considerate automaticamente con lo status di “morti all’arrivo” nel mondo delle vendite. Tuttavia, questa reputazione è generalmente creato e creduta da persone che non hanno idea di chi possano essere i venditori di maggior successo. Molto spesso, alcuni dei leader sono in realtà tipi introversi che per auto-ammissione hanno imparato come fare delle loro inclinazioni naturali i loro punti di forza nel mondo del business.
Un introverso, per definizione, è una persona che preferisce attività solitarie come la lettura e la scrittura e a cui piace trascorrere il tempo da solo. Trae una ricompensa minore dal tempo trascorso con grandi gruppi di persone, anche se può godere di interazioni con gli amici intimi. Un introverso eccelle nelle sue abilità e prestazioni quando lavora da solo, la sua energia si espande attraverso la riflessione e preferisce concentrarsi su una sola attività alla volta ed ama osservare le situazioni prima di parteciparvi.
Il mondo delle vendite non appartiene ai chiassosi venditori di fumo, ma appartiene alle persone molto influenti che sono confortevoli e apprezzano le proprie forze naturali.
Così gli introversi hanno gioco e anche un bel po’, per essere esatti. I vantaggi ed i punti di forza degli introversi sono molteplici e quelli che hanno saputo sfruttare tali punti di forza si sono distinti notevolmente nel campo delle vendite e di conseguenza molte volte prendono i critici di sorpresa.
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### Sinossi
Impara a rimanere fedele a chi sei e ad utilizzare la tua forza come fa un introverso per aumentare le tue vendite!
Le persone introverse per loro natura vengono considerate automaticamente con lo status di “morti all’arrivo” nel mondo delle vendite. Tuttavia, questa reputazione è generalmente creato e creduta da persone che non hanno idea di chi possano essere i venditori di maggior successo. Molto spesso, alcuni dei leader sono in realtà tipi introversi che per auto-ammissione hanno imparato come fare delle loro inclinazioni naturali i loro punti di forza nel mondo del business.
Un introverso, per definizione, è una persona che preferisce attività solitarie come la lettura e la scrittura e a cui piace trascorrere il tempo da solo. Trae una ricompensa minore dal tempo trascorso con grandi gruppi di persone, anche se può godere di interazioni con gli amici intimi. Un introverso eccelle nelle sue abilità e prestazioni quando lavora da solo, la sua energia si espande attraverso la riflessione e preferisce concentrarsi su una sola attività alla volta ed ama osservare le situazioni prima di parteciparvi.
Il mondo delle vendite non appartiene ai chiassosi venditori di fumo, ma appartiene alle persone molto influenti che sono confortevoli e apprezzano le proprie forze naturali.
Così gli introversi hanno gioco e anche un bel po’, per essere esatti. I vantaggi ed i punti di forza degli introversi sono molteplici e quelli che hanno saputo sfruttare tali punti di forza si sono distinti notevolmente nel campo delle vendite e di conseguenza molte volte prendono i critici di sorpresa.