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Lentamente prima di morire

In fondo è un giorno uguale a tutti gli altri, se non fosse per un po’ di sole spuntato all’improvviso su Bologna in questa primavera grigia e piovosa. La solita sensazione di vuoto che lo assale al risveglio da quando Alice ha deciso di lasciarlo. Qualcosa che incrina da lontano quello sguardo deciso e sicuro che ha guadagnato a Gabriele Riccardi la fama di commissario tutto d’un pezzo. Forse non proprio un giorno qualunque. Gaspare Nunia, un pericoloso mafioso rinchiuso nel supercarcere di Marino del Tronto, è evaso la notte precedente. Nunia, una bestia oltre il metro e novanta che di sicuro non si è scordato di lui, perché in galera c’è finito proprio a causa sua. E perché il giorno che l’hanno incastrato, Riccardi ha ucciso per errore Teresa Rizzo, la sua ragazza. Il commissario sa bene che da questo momento non sarà più solo la sua coscienza a tormentarlo. Forse non un giorno qualunque. Stamattina hanno trovato Alice nel suo letto, immobile e muta. Ora che lei è in coma in ospedale e i medici sospettano che sia stata avvelenata, tutto è cambiato. Ora Gabriele ha paura. Una paura nuova per lui, non quella che qualche fuori di testa ti pianti una pallottola in corpo, o di sbagliare, di fare del male a qualcuno che non c’entra niente. La paura di cui si nutre colui che ha messo in atto questo gioco terribile e crudele. Un uomo misterioso che nessuno ha mai visto ma che da anni, in silenzio, semina una scia di morte.
(source: Bol.com)

Lentamente fra le tue braccia

La ricerca del grande amore. Quello vero, l’unico, il solo che ci sorprende e ci afferra proprio quando non ce l’aspettiamo. Angelina si trova improvvisamente davanti l’amante perfetto. Un giorno, una porta, una mano che si posa sulla sua per aiutarla ad aprirla, un ascensore, due occhi scuri penetranti, un sorriso carezzevole e la vita cambia, ti spinge a “buttarti su di lui, a perderti nel suo calore, a mangiarlo”. Ma quest’uomo così buono, così pronto ad amare, così palesemente innamorato, è davvero reale o si tratta invece dell’amante ideale, dell’eterno mito che tutte le donne sognano?
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Lemonade

“La limonata è la bevanda più innocua e salutare di ogni sala da ballo…” (The London Magazine, 3 luglio 1826) Beh, forse potrà essere vero a Londra, ma nelle campagne del Kent la limonata nasconde inaspettati pericoli; e il bellissimo e arrogante Christopher Davenport, giunto a Coxton in cerca di vendetta, sta per scoprirlo a sue spese… Innocua, la limonata? Se lo dite, per piacere, non fatevi sentire da Anna Champion. A causa dell’infida bevanda la sua vita è stata sconvolta, e ora ha un nemico, un nemico implacabile con occhi d’angelo e anima dannata. Tra picche e ripicche, schiaffi e baci rubati, l’attrazione tra i due cresce inconfessata e travolgente. E quando a Coxton si comincia a vociferare di un fidanzamento tra Anna e un ricco possidente, Christopher decide di strapparla al rivale con ogni mezzo… anche il più infame.
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Leielui

“‘Leielui’ è una storia d’amore. Si svolge tutta nel corso di un’estate caldissima, tra Milano, la costa della Liguria, il sud della Francia e Vancouver, in Canada. Lei è Clare Moletto, un’americana che vive in Italia da diversi anni e lavora al call center di una grande compagnia di assicurazioni. Lui è Daniel Deserti, autore del bestseller internazionale ‘Lo sguardo della lepre’ e di altri romanzi di minore successo. In un giorno di pioggia torrenziale, lui, ubriaco e in piena crisi creativa, con la sua macchina va addosso alla macchina in cui lei viaggia con il suo fidanzato. Da questo evento potenzialmente catastrofico, nasce un rapporto che passa dall’ostilità alla diffidenza alla curiosità, all’attrazione incontrollabile. Volevo raccontare le ragioni, i dubbi, le contraddizioni profonde che una donna e un uomo di oggi si trovano a fronteggiare quando gli capita di innamorarsi davvero. La scommessa era parlarne nel modo più onesto possibile, e dare ai due protagonisti, donna e uomo, lo stesso peso. Così a capitoli alterni la storia è raccontata dal punto di vista di lei e di lui: la prospettiva cambia, e cambiano le percezioni, i sentimenti in gioco, i pensieri, le domande senza risposta. Credo che per una lettrice o un lettore sia quasi inevitabile identificarsi in uno dei due personaggi, e che questo possa suscitare in certi casi una strana alternanza di partecipazione e rabbia. A me è successo, con lei e con lui.” Andrea De Carlo

Lei non tornerà

Da tre anni Dara Prince è scomparsa da Winston, portando con sé i suoi diciannove anni, la sua bellezza, diecimila dollari e un bel po’ d’inquietudine. Dopo la morte della madre, infatti, Dara sopportava sempre più a fatica la nuova moglie del padre e i due orfani a lui affidati come tutore. Insomma, l’ennesima storia del figlio che scappa di casa. O così sembrava, fino a quando, tre anni dopo, un corpo avvolto in un telo di plastica viene ritrovato nel fiume che attraversa il villaggio…

La legione perduta

Marco Emilio Scauro non sentiva dentro di sé un’autentica vocazione guerriera: aveva intrapreso la carriera militare come tribuno dell’esercito di Roma solo perché era un buon trampolino per la sua futura carriera politica.Ma quando la sua spada, infusa della magia degli antichi druidi, toccò la lama del capo celta Viridovix, egualmente incantata, l’intera legione – e Viridovix con essa – fu trascinata in un altro tempo e in un altro spazio.Nel magnifico ma tormentato impero di Videssos i romani erano esuli, stranieri in terra straniera. Solo con il coraggio, con le spade e con la perizia militare la legione perduta poteva ritagliarsi un posto adeguato nella storia della sua nuova, fantastica patria.I barbari Yezda, istigati dal perfido mago Avshar, dilagavano nelle terre dell’Impero portando la disperazione e la morte in nome del satanico dio Skotos. L’Impero aveva bisogno di mercenari, ma Marco Emilio Scauro non avrebbe mai immaginato di dover marciare con imperatore Mavrikios Gavras verso la battaglia finale!

La legione occulta dell’impero romano

Per la storia non sono mai esistiti ma l’Impero Romano ha nei loro confronti un inestimabile debito di riconoscenza. Il loro intervento ha permesso di realizzare strategie impensabili, di vincere battaglie impossibili. Non sono addestrati a combattere, ma a leggere e interpretare i segni degli dèi, spianando la strada alle daghe romane, o a intervenire quando la forza delle armi lascia il posto al potere del trascendente. Indossano armature bianche come la neve e tuniche nere come la notte. Veggenti, auguri, negromanti, aruspici raccolti da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi in fiamme. Le storie che corrono sulla bocca degli ubriachi nelle bettole di confine raccontano che siano guidati da un generale padrone di un misterioso linguaggio dei gesti. Si muovono sui campi di battaglia come spettri, inarrestabili e letali. Giulio Cesare ne ha fatto un manipolo di eroi, Ottaviano Augusto li ha resi leggenda. Vigiles in tenebris è il loro motto e il nero destriero di Plutone il loro simbolo. Sono i soldati della Legio Occulta. **

La legione maledetta. La fortezza dei dannati

**Ai confini dell’impero sorge l’alba di una nuova storia**
Il tribuno Marco Cornelio Rubro guida un gruppo di evasi comprati al mercato nero dell’Urbe. Ha una precisa missione da compiere che lo riscatterà agli occhi dell’imperatore: trovare quella città in Dacia che si è ribellata al potere di Roma prima di scomparire da tutte le carte geografiche. Ma è autunno inoltrato e l’ufficiale romano è cosciente che bisogna fare presto, prima che la neve impedisca il passaggio delle Porte di Ferro, il gigantesco ponte costruito dalle legioni di Traiano nel cuore delle terre del nemico. Una corsa contro il tempo ai limiti della sopravvivenza, tra pericoli, insidie e agguati in una zona governata da predatori feroci e bande di irregolari. Un viaggio al termine del quale il tribuno della “malasorte” e i suoi compagni troveranno un misterioso avamposto fortificato inghiottito dalle viscere delle montagne, i cui abitanti hanno osato stringere un patto di sangue con antiche divinità vendicative che ora sono pronte a minacciare le sorti di tutto l’impero.
**Dal maestro italiano del fantasy storico
Una città fantasma
Un esercito schiavo
Un’oscura minaccia nascosta nelle viscere della terra
Un nemico mai visto prima
Hanno scritto della sua precedente saga:**
«Una storia assai originale, ad ampio respiro, piena di personaggi, ricca di descrizioni e di invenzioni narrative.» 
**Il Giornale**
«Un avvincente romanzo storico con spruzzate di fantasy.»
**Il Sole 24 Ore**
**Roberto Genovesi**
È giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo. Ha collaborato ai più importanti periodici e quotidiani italiani tra cui «L’Espresso», «Panorama», «TV Sorrisi e Canzoni», «la Repubblica». Considerato tra i maggiori esperti italiani di videogiochi, insegna Teoria e Tecnica dei linguaggi interattivi e cross-mediali in diverse università. Con Sergio Toppi ha realizzato le biografie a fumetti di Federico di Svevia, Carlo Magno, Archimede di Siracusa e Gengis Khan. Ha pubblicato i romanzi* Inferi On Net *e *L’angelo di Mauthausen*. Con la Newton Compton ha pubblicato* La legione occulta dell’impero romano*, *Il comandante della legione occulta*,* Il ritorno della Legione occulta. Il re dei Giudei*,* La mano sinistra di Satana*,* Il Templare nero* e *La legione maledetta. Il generale dei dannati*. I suoi romanzi sono pubblicati in Spagna da Editorial Bóveda. *Vigiles in Tenebris* è la pagina Facebook dedicata alla Legio Occulta.
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### Sinossi
**Ai confini dell’impero sorge l’alba di una nuova storia**
Il tribuno Marco Cornelio Rubro guida un gruppo di evasi comprati al mercato nero dell’Urbe. Ha una precisa missione da compiere che lo riscatterà agli occhi dell’imperatore: trovare quella città in Dacia che si è ribellata al potere di Roma prima di scomparire da tutte le carte geografiche. Ma è autunno inoltrato e l’ufficiale romano è cosciente che bisogna fare presto, prima che la neve impedisca il passaggio delle Porte di Ferro, il gigantesco ponte costruito dalle legioni di Traiano nel cuore delle terre del nemico. Una corsa contro il tempo ai limiti della sopravvivenza, tra pericoli, insidie e agguati in una zona governata da predatori feroci e bande di irregolari. Un viaggio al termine del quale il tribuno della “malasorte” e i suoi compagni troveranno un misterioso avamposto fortificato inghiottito dalle viscere delle montagne, i cui abitanti hanno osato stringere un patto di sangue con antiche divinità vendicative che ora sono pronte a minacciare le sorti di tutto l’impero.
**Dal maestro italiano del fantasy storico
Una città fantasma
Un esercito schiavo
Un’oscura minaccia nascosta nelle viscere della terra
Un nemico mai visto prima
Hanno scritto della sua precedente saga:**
«Una storia assai originale, ad ampio respiro, piena di personaggi, ricca di descrizioni e di invenzioni narrative.» 
**Il Giornale**
«Un avvincente romanzo storico con spruzzate di fantasy.»
**Il Sole 24 Ore**
**Roberto Genovesi**
È giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo. Ha collaborato ai più importanti periodici e quotidiani italiani tra cui «L’Espresso», «Panorama», «TV Sorrisi e Canzoni», «la Repubblica». Considerato tra i maggiori esperti italiani di videogiochi, insegna Teoria e Tecnica dei linguaggi interattivi e cross-mediali in diverse università. Con Sergio Toppi ha realizzato le biografie a fumetti di Federico di Svevia, Carlo Magno, Archimede di Siracusa e Gengis Khan. Ha pubblicato i romanzi* Inferi On Net *e *L’angelo di Mauthausen*. Con la Newton Compton ha pubblicato* La legione occulta dell’impero romano*, *Il comandante della legione occulta*,* Il ritorno della Legione occulta. Il re dei Giudei*,* La mano sinistra di Satana*,* Il Templare nero* e *La legione maledetta. Il generale dei dannati*. I suoi romanzi sono pubblicati in Spagna da Editorial Bóveda. *Vigiles in Tenebris* è la pagina Facebook dedicata alla Legio Occulta.

La legione di Videssos

Nel tormentato impero di Videssos, dove è stata magicamente sbalzata la Legione Romana comandata dal tribuno Marcos Scaurus, l’imperatore Mavrikios Gavras è morto, e al trono è salito suo fratello Thorisin. Ma il pericolo, rappresentato dalle onde selvagge del perfido Avshar, incombe sulle frontiere dell’impero. Gli uomini della Legione sono costretti a dividersi per andare a cercare nuove alleanze, e solo Marcus, con i suoi fedeli legionari, rimane a Videssos.
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La legione delle bambole

Parigi: Annabelle si assenta da una cena per portare fuori il cane e da quel momento gli invitati non la rivedranno più. Washington: Galan sale su un taxi, l’uomo che vorrebbe sedurla riesce a raggiungere l’auto dopo un centinaio di metri, ma lei è scomparsa. Tokyo: Suyani si infila in un vicolo, due malviventi ne bloccano le uscite, ma si ritrovano faccia a faccia nella viuzza deserta. A Seattle, a Mosca, a New York, altre donne spariscono senza lasciare traccia. Sono giovani, belle, brillanti, laureate nelle migliori università. E tutte occupano posizioni chiave presso uomini molto potenti, o capi di Stato. Le indagini sono a un punto fermo, la polizia brancola nel buio, le pressioni si moltiplicano. A Sylvie Bautch, profiler belga, non resta che rivolgersi a Nathan Love, l’affascinante investigatore cultore dello zen e delle arti marziali, ritiratesi in un luogo remoto dell’Australia, sempre che riesca a snidarlo dal volontario esilio in cui ha scelto di vivere. Ma con un po’ di psicologia, molto charme e una ferrea determinazione ce la farà. In un crescendo di azioni che lo condurranno ai quattro angoli del pianeta, dal Giappone all’Africa, dal Mar della Cina ai Balcani, Love viene trascinato in un mondo tanto pericoloso quanto insospettabile. Nel quale sarà costretto a immergersi, per scoprire che fine abbiano fatto le 247 donne svanite nel nulla. Lo attende una verità ben più sconvolgente di quanto avesse immaginato.

La legione dei semiumani

Si conclude l’affascinante viaggio di Aldair e dei suoi compagni attraverso tutte le terre ed i mari conosciuti e non della Terra, alla ricerca spasmodica delle proprie origini, e della razza che millenni prima li ha preceduti scomparendo poi nel nulla.
Non saremo ovviamente così sadici da dirvi quale sarà l’esito della ricerca che anche voi avete seguito nell’arco dei tre precedenti volumi, per cui ci limiteremo a qualche osservazione sui contenuti complessivi dell’opera nel suo complesso.
Se un appunto si può fare a narrett, non sarà certo quello di essere stato parco di avventure nei suoi romanzi: l’avventura con la A maiuscola l’ha infatti profusa a piene mani, e sicuramente costituisce uno dei motivi principali del successo di questo Ciclo. I personaggi poi sono delineati stupendamente, e la bravura di Barrett consiste proprio nel non averli fatti, né troppo umani, né troppo animaleschi: dei Semiumani appunto.
Ma non pensate che sia ormai ora di conoscere il segreto del mondo di Aldair?

Leghisti e sudisti

Com’è accaduto che la terra supersfruttata, che negli anni Cinquanta attrasse le attenzioni e la voglia di riforme degli spiriti laici, alle soglie degli anni Novanta diventasse la palla della discordia, uno scrupolo fastidioso da eliminare? L’autore è attento soprattutto a ricercare le ragioni che hanno reso il Sud prima il mercato di sbocco dei prodotti dell’industria del Nord, poi il complice e la vittima del voto di scambio di una politica inerte, che otteneva consenso con l’intervento straordinario.

Leggero il passo sui tatami

«Ma non si stancano mai questi giapponesi, mi viene a volte da pensare, di controllare sempre ogni gesto e fare tante cerimonie? Di non dire mai una parola di troppo, non mangiare per la strada, mettere la mascherina quando sono raffreddati, sorridere di continuo, inchinarsi in ogni momento?» Quando vi offrono il tè, i giapponesi pongono la tazza non al centro del vassoio, «ma un po’ di lato, in un punto intuitivamente calcolato in modo da creare un equilibrio ben più originale e poetico di quello che imporrebbe l’estetica occidentale, banalmente basata sulla simmetria». Ma come si concilia tanta finezza con le musichette assordanti nei luoghi pubblici e le ragazze in uniforme che si inchinano come automi, all’ingresso dei grandi magazzini, per dare il benvenuto a clienti che le ignorano? Nel corso di sedici anni di vita in Giappone, la fascinazione iniziale per la raffinatezza del gusto, la soavità dei gesti femminili, la discrezione e la delicatezza delle persone lascia così il posto al fastidio per l’apparente ipocrisia, la formalità e la rigidità dei giapponesi. Ma il percorso dell’autrice, e del lettore, segue un doppio movimento. A poco a poco, infatti, il sospetto di non aver capito fino in fondo i meccanismi di questa società, di non averne colto l’essenza, si fa strada. E allora Antonietta Pastore mette in discussione i suoi parametri interpretativi e comportamentali: quelli propri di noi occidentali. Storie minime, spesso divertenti, compongono il racconto di questo libro curioso: l’intimità forzata durante un fine settimana in montagna con i colleghi, il ricorso di un uomo a una veggente per trovare l’anima gemella, una serata danzante tutt’altro che voluttuosa, la gentilezza un po’ invadente di un venditore al castello di Hikone… Anche grazie alla letteratura giapponese e all’apprendimento degli ideogrammi, l’autrice si cimenta nella comprensione di una cultura piena di contraddizioni, «sofisticata e al tempo stesso provinciale, ipertecnologica ma per certi versi arretrata, ipocrita eppure onesta». Arrivando alla definitiva consapevolezza che si tratta davvero di un mondo particolare, fuori da tutti i luoghi comuni, a cui non si può che tentare di avvicinarsi all’infinito. E in questo avvicinamento Antonietta Pastore ci accompagna generosa, con la limpidezza della scrittura e la delicatezza del suo sguardo sulle cose, su quei particolari capaci di illuminare improvvisamente l’insieme.

La leggerezza del dovere

L’ispettore capo Reg Wexford è chiamato ad indagare sull’omicidio di Annette Bystock una riservata, non più giovanissima, quanto “comune”, impiegata dell’ufficio assistenza all’occupazione della cittadina di Kingsmarkham, nel Sussex in una afosa estate inglese alla vigilia delle elezioni comunali. Sullo sfondo del problema della disoccupazione che coinvolge più classi sociali e generazioni, quello che appare un delitto passionale, intrecciandosi con le indagini per la scomparsa di Melanie, la figlia ventenne dei coniugi Akande (colti, benestanti, di colore), avvenuta proprio dopo una visita all’ufficio dove lavorava Annette, si allarga alla tematica della convivenza razziale e i suoi pregiudizi, che sommessamente ma consistentemente acquistano evidenza e spessore agli occhi dell’acuto Wexford che sperimenta proprio su se stesso quanto subdolo sia il pregiudizio al ritrovamento del cadavere di un giovane corpo martoriato appartenuto ad una ragazza di colore. Un crimine insospettato nella contemporanea civile Inghilterra (e non solo): la perdita del rispetto della dignità umana e che accomuna le vittime ai carnefici al tragico compiersi del progetto di inevitabile distruzione.

Leggere: perchè i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi

Perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'”attività del leggere”, e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici ma anche alcuni libri “proibiti” come “L’amante di Lady Chatterley”, alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle e Raymond Chandler e della narrativa poliziesca, all’amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, Dante, Petrarca, George Orwell, Philip Roth.

Leggere Shakespeare a Kabul

Dopo un lungo viaggio in Afghanistan, l’attrice e regista Corinne Jaber decide di mettere in scena a Kabul Pene d’amor perdute di Shakespeare. Il primo scoglio che deve affrontare è il testo, non esistono infatti traduzioni in Dari dell’immortale poeta inglese. E poi bisogna trovare gli attori: sfilano davanti agli occhi di Corinne e dei suoi collaboratori persone dalle più diverse provenienze sociali, tutte disposte a rischiare, e molto, pur di realizzare un sogno. Ci sono anche le donne, consapevoli dei pericoli cui vanno incontro in un Paese in cui mai si è vista una donna sul palcoscenico insieme agli uomini. Grazie al coraggio e alla passione di tutti, in mezzo a mille difficoltà, Pene d’amor perdute prende forma, gli attori si rivelano geniali, e capiscono che il grande e lontano Shakespeare ha scritto una commedia “afghana”, tanto la sua ironia, la leggerezza e la poesia sono vicine alla loro cultura. Ma in che modo verrà accolta la commedia in un Paese dove guerra, violenza e discriminazioni sono all’ordine del giorno?
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