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Il ladro di sogni

Da sempre Patrick Rush sogna di fare lo scrittore. O meglio, di essere un autore. Invece si è sempre dovuto accontentare di scrivere recensioni sul principale quotidiano di Toronto. Stroncature, per la verità: di romanzi altrui e di programmi tv spazzatura. Ma un giorno, per colmare la sua mancanza di ispirazione, decide di frequentare un laboratorio di scrittura: il Circolo Kensington. Nessuno tra i partecipanti spicca per particolare talento. Tranne Angela, che legge dal suo diario una favola inquietante: quella di una bambina perseguitata da una sorta di uomo nero che turba i suoi sogni, e che poi, fuggito dalla sua mente, entra nel mondo reale, dove comincia a rapire e fare a pezzi altre bambine. Mentre, di lezione in lezione, all’interno del circolo tutti ascoltano avvinti la storia di Angela (che Patrick registra di nascosto), in città un killer semina il panico, lasciando indizi criptici sui corpi smembrati delle sue vittime. Come se fantasia e realtà si fondessero pian piano. Inesorabilmente, quel cerchio di morte si stringe sempre più intorno a Patrick e a suo figlio Sam, di soli otto anni. Finché Patrick dovrà fare i conti con il senso di colpa per un furto mai dichiarato, e con una storia di cui ha voluto farsi autore ma che sembra ritorcersi contro di lui. Trasformato nel protagonista di una trama a lui oscura, avrà solo un modo per scoprire come andrà a finire: viverla sulla propria pelle.

Il ladro di cadaveri

Un fatto di cronaca realmente avvenuto nella Londra dell’Ottocento si trasforma, sotto la penna di Robert Louis Stevenson, in una oscura vicenda gotica: nel Ladro di cadaveri, i giovani e ambiziosi Macfarlane e Fettes si occupano di ricevere le spoglie destinate al sezionamento nell’aula del famoso professore di anatomia Robert Knox.Un giorno Fettes identifica in una delle salme una donna di sua conoscenza e, vedendo segni di violenza sul suo corpo, capisce che è stata assassinata. Macfarlane lo persuade a non denunciare il fatto, ma il loro cinismo non resterà impunito. Nel racconto che segue, Gli allegri compari, vanno in scena alcuni dei temi d’avventura più cari allo scrittore scozzese: naufragi, tesori maledetti, follia. Due racconti gotici tra i più belli di Stevenson, densi di mistero e di magia.

Il labirinto magico

Gli umani che dopo la morte hanno avuto in sorte una nuova vita lungo le sponde del grande Fiume stanno per assistere a una battaglia epica. Dopo trentatré anni di navigazione, il Rex Grandissimus, l’enorme nave d’acciaio di Giovanni Senza Terra, è ormai giunta in prossimità delle sorgenti. Il re e il suo equipaggio si apprestano a violare l’impenetrabile torre degli Etici, ma prima devono fare i conti con Samtlemens che, con il suo Riservato, li incalza pronto a vendicare il tradimento. A tentare di scongiurare la catastrofe sarà l’ex gerarca nazista Hermann Göring, che in quel mondo di redenzione si ritrova a essere un apostolo della pacifica Chiesa della Seconda Possibilità. Potrà la nuova umanità sopravvivere, a uno scontro di tale portata? Riusciranno le forze misteriose e sovrannaturali degli Etici a piegare il destino del Mondo del Fiume al loro volere?
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Il labirinto delle streghe

Anno del Signore 1357. Anche in Francia l’Inquisizione ricerca e condanna spietatamente gli eretici incoraggiando la caccia alle streghe. Suor Marie Françoise, nata Sybille, sin da bambina ha dimostrato un grande talento per la magia – un dono chiaramente malvisto dalla Chiesa cattolica. Per questo, dopo essere stata iniziata al culto di Diana, ha abbandonato il suo villaggio e si è rifugiata sotto mentite spoglie in un convento francescano. I suoi persecutori non tardano però a rintracciarla, così Sybille è processata e sta per essere mandata al rogo. Sembra tutto già scritto, a meno che il pio monaco mandato a raccoglierne la confessione, Michel, turbato dal racconto della presunta strega, non riconosca quanto i loro due destini siano legati in modo oscuro e indissolubile. Con la precisione e l’arte di un’alchimista, Jeanne Kalogridis ha creato la storia di una donna che osò sfidare le fiamme dell’Inquisizione, di un amore osteggiato dalle stelle, tra fede ed eresia, misticismo e stregoneria, su uno sfondo storico meravigliosamente evocato: l’epidemia di peste, la Guerra dei Cent’Anni e la catastrofica sconfitta della Francia per mano degli Inglesi. Il risultato è un romanzo su un’epoca densa di misteri, che si legge tutto d’un fiato.’Kalogridis ricrea con accesa accuratezza l’Inquisizione, la peste e la Guerra dei Cent’Anni… Narrazione avvincente.’School Library JournalJeanne Kalogridis, nata in Florida nel 1954, attualmente vive in California. Ha insegnato inglese all’Università americana di Washington. Autrice di romanzi storici, scrittrice di culto grazie al successo ottenuto con I diari della famiglia Dracula, ha al suo attivo numerosi bestseller mondiali. Oltre alla fortunata trilogia su Vlad Tsepesh, la Newton Compton ha pubblicato anche il romanzo Il labirinto delle streghe.
(source: Bol.com)

Il labirinto degli spiriti

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo.

Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime.

È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Dodici anni dopo L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon torna con un’opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati.

Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.
(source: Bol.com)

Il labirinto d’acqua

La chiave di una cassetta di sicurezza custodita in una banca di New York è l’enigmatica eredità che la giovane archeologa Afdera Brooks ha ricevuto dalla nonna, una collezionista d’arte ben nota per la sua stravaganza. E il contenuto della cassetta è un autentico rompicapo: un manoscritto, composto da antichissimi fogli di papiro, e un diario, in cui è raccontata la storia di quello strano reperto. Ma Afdera non può immaginare che, per anni, quella banca è stata tenuta costantemente sotto controllo dal Circolo Octagonus, un ordine occulto del Vaticano che protegge da secoli le istituzioni ecclesiastiche e che è autorizzato a far ricorso a qualunque mezzo, lecito e illecito, per difendere l’integrità della Chiesa. Infatti quel manoscritto è l’unica copia esistente del Vangelo di Giuda, un testo che, se correttamente interpretato, dimostrerebbe l’inganno su cui è stata fondata la religione cattolica. Armata di pochi, labili indizi, ma decisa a scoprire il mistero celato in quelle pagine, Afdera inizia una ricerca che la porterà da Ginevra ad Alessandria d’Egitto, da Antiochia ad Acri, sempre seguita e minacciata dalla longa manus del Circolo Octagonus. Ma sarà soltanto a Venezia, il “labirinto d’acqua”, che la verità riuscirà a emergere. E, con essa, il segreto più inquietante della Storia…
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Là dove danzano i morti

Ci sono due ragazzi, uno Zuni (Ernesto Cata) e uno Navajo (George Bowlegs) che sono molto amici. Il primo si prepara a interpretare la parte del Piccolo Dio del Fuoco in un importante rito religioso. Però lo Zuni scompare, e si scopre che è stato assassinato. Anche l’amico Navajo non si ritrova ed è logico pensare che a uccidere sia stato lui. Il tenente Joe Leaphorn della Polizia Tribale Navajo è incaricato di ricercare George Bowlegs, mentre dell’assassinio di Ernesto Cata si occupa Ed Pasquaanti, capo de!la Polizia Tribale Zuni. Qualcosa hanno da dire anche Orange Naranjo, vice sceriffo della Contea McKinley e J.D. Highsmlth della Polizia di Stato del Nuovo Messico. L’FBI nella persona di John O’Malley e l’Antidroga nella persona di Baker, che indagano su un supposto traffico di stupefacenti nella zona, non mancano di dir la loro. È un groviglio di passioni e paure in cui Tony Hillerman (vedere «li popolo delle tenebre» Giallo Mondadori n. 1747), profonde i! suo amore per la cultura e la personalità degli Indiani d’America insieme con il suo talento e la sua suggestione di narratore di misteri da risolvere.

La Dieta Anti-Artrosi

L’artrite reumatoide è una tipica malattia cronica, in cui il rivestimento delle articolazioni diventa infiammata a tal punto che il dolore e l’incapacità della funzionalità ossea sono il logico risultato negativo. I rimedi ci sono e non si tratta solo di quelli strettamente legati a farmaci, ma anche una dieta adeguata è in grado di fornire ottimi risultati e lenire le sofferenze dettate dalla condizione infiammatoria in cui il corpo viene a trovarsi.
Frutta e verdura dei tipi coltivati biologicamente, cosi come l’olio extravergine d’oliva, rappresentano i cibi base indispensabili per ottimizzare il risultato di una dieta specifica e quindi aiutare a ridurre gli effetti negativi della malattia.
La deformità delle articolazioni colpite, fatica fisica, debolezza generale, anemia e febbre bassa sono altri sintomi associati alla malattia degenerativa dei tessuti osseo – articolari. Le reazioni avverse ai suddetti cibi possono tuttavia anche svolgere un ruolo importante nei sintomi dell’artrite reumatoide.
Anche la frutta fresca e le verdure descrivendoli nel dettaglio, contengono importantissimi antiossidanti anti-infiammatori come ad esempio la vitamina C e la vitamina E, così come fibre. Gli elementi nutrienti del cibo che possono aiutare a combattere la malattia sono come già citato nei capitoli precedenti di questo e-book gli acidi grassi Omega-3 il cui equilibrio nel corpo possono risultare determinanti per stare in buona salute sempre e specie nel caso di artrite reumatoide conclamata. Quando il corpo è, infatti, ricco di acidi grassi omega-3 e coadiuvato da una buona dieta, può produrre delle cellule sane, un sistema immunitario funzionale, e delle sostanze che limitano la quantità di infiammazione che si verifica a seguito della malattia.
Un altro importante elemento come il selenio aiuta tantissimo a combattere i radicali liberi, tra i principali responsabili del danneggiamento dei vari tessuti sani del corpo.
La vitamina C è invece uno dei principali antiossidanti nel corpo.
Purtroppo, gli studi dimostrano che molti pazienti con artrite reumatoide hanno dei livelli molto bassi di vitamina C nei loro corpi, perché viene utilizzata troppo in fretta, per cui i soggetti con artrite reumatoide, hanno bisogno di ottenere molta più vitamina C nella loro dieta.
Le persone affette da artrite reumatoide tendono ad avere problemi alle ossa a causa della loro condizione e sono esposti al rischio di finire con l’osteoporosi.
Tutti o quasi amano un succo di frutta appena spremuto o un rinfrescante frullato, infatti, entrambi hanno un ottimo sapore sono ricchi di vitamine e minerali, e soprattutto in grado di offrire un modo sano per aumentare l’energia di cui il corpo ha bisogno.
Il tè verde inoltre è una delle bevande più popolari al mondo, e viene utilizzato moltissimo come coadiuvante per ridurre l’infiammazione nel corpo. In uno studio del 2010 si è scoperto che il tè verde aiuta sia i pazienti con l’artrite reumatoide che con l’osteoartrite.
Per quanto riguarda invece le erbe, i componenti attivi del rosmarino sono soprattutto degli eccellenti antiossidanti, anti-infiammatori e anti-cancerogeni.
Le diete con dei cibi ricchi di beta-carotene, presente proprio nel rosmarino sono anche associate ad un ridotto rischio per lo sviluppo e la progressione di diverse malattie.

L’ultimo Giorno Di Sole

L’ultimo giorno di sole è «anche» l’ultimo racconto scritto da Giorgio Faletti. Mentre tutti fuggono alla ricerca di un improbabile luogo dove potersi salvare da una imminente esplosione solare, una donna decide di restare nel paese dov’è nata, e di guardarsi dentro. Racconta a se stessa e al mondo che scompare ciò che ha visto e chi ha incontrato, le cose che ha vissuto e quelle che ha sognato. E canta per esorcizzare il buio. O per accoglierlo nel modo migliore, nel segno di una commovente tenerezza per le cose umane.
Il racconto è diventato e tornerà a essere uno spettacolo teatrale, diretto da Fausto Brizzi e interpretato da Chiara Buratti (per la quale lo spettacolo era stato scritto e pensato).

L’arte di insultare

L’insulto è un genere al quale tutti noi – anche le nature più impassibili – finiamo prima o poi per ricorrere, trascinati da inevitabili circostanze della vita. Ma, al pari della scherma o di qualsiasi altra tecnica di attacco e difesa, l’insulto, per risultare efficace e raggiungere il suo scopo, deve diventare oggetto di studio. Benché di solito lo si associ alla rozzezza e alla collericità, saper lanciare all’indirizzo altrui l’ingiuria, l’invettiva o l’improperio adatti, scientificamente studiati, implica infatti una vera e propria arte. Rovistando fra le carte edite e inedite di Schopenhauer, abbiamo trovato quel che fa al caso. Non una trattazione astratta dell’insulto in tutte le sue forme e varianti, ma una silloge di ingiurie concretamente proferite e scagliate con categorica impertinenza contro tutto e contro tutti: la società, il popolo, le istituzioni, le donne, l’amore, il sesso, il matrimonio, i colleghi, il genere umano, la storia, la vita – insomma: contro il mondo intero. Esse si imprimono nella nostra mente con la forza del paradigma da emulare non appena la vita ce ne offrirà l’occasione. Un’arte di insultare, dunque, che ci viene insegnata come nelle antiche scuole si insegnava l’etica: non con la teoria ma con l’esempio e la pratica.
(source: Bol.com)

L’apprendista sirena

Leilah è un’orfana con un raro caso di amnesia, non ricorda nulla della sua infanzia e sta cercando il suo posto nel mondo. Non si aspetta certo di incontrare Nathair, un ragazzo difficile che lavora nel mercato nero dell’isola di Mondreside, facendo affari con loschi criminali per mantenere sua madre malata. E invece i due si conosceranno in circostanze incredibili: sono infatti stati selezionati per tornare al mondo magico da cui non sanno ancora di provenire. Lì dovranno studiare sodo per diventare Ambasciatori degli Interspecie, anello di congiunzione tra gli umani e il popolo delle Sirene. Ma niente è come sembra tra queste bizzarre creature acquatiche, e molto presto i due si ritroveranno al centro di una pericolosa avventura, in cui dovranno soccorrere la figlia del re delle Sirene, la principessa Aquanetta che è stata rapita dal famigerato Barry, e insieme a lei salvare dalla distruzione tutta Sirenilandia. Pieretta Dawn è thailandese, ha 17 anni e vive con sua madre vicino al mare, salvo quando è in giro per il mondo a scovare creature magiche da raccontare. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo libro, che è rimasto in vetta alla classifica per un anno, ed è subito diventata una star nel suo paese, dove è stata nominata ambasciatrice della lettura tra i giovani.

L’amica incinta a cena

Quando si tratta di portare cibo in tavola anche il “lieto evento” per antonomasia può trasformarsi nel peggiore degli incubi per chi è ai fornelli. Quali piatti possiamo preparare quando un’amica in dolce attesa bussa alla porta? Quali sono i luoghi comuni sull’alimentazione in gravidanza e quali invece gli alimenti e le tecniche di cucina effettivamente sconsigliate per chi aspetta un bambino? Cinque sfiziosi menu completi e qualche indicazione di carattere generale per preparare una cena che soddisfi i palati delle future mamme come quelli degli altri commensali, senza troppi timori e preoccupazioni per il cuoco. Numero di caratteri: 37.961 Che fare quando inviti a cena qualcuno con problemi alimentari? E quando l’amica incinta bussa alla porta? Se hai la suocera alle costole cosa improvvisi tra i fornelli? E la sera in cui tocca a te organizzare la cena a tema o una romantica cena tête-à-tête? E se, invece, cucinare è lontano anni luce dalle tue capacità ma devi cavartela da solo? Tanti ricettari diversi, un unico obiettivo: aiutarti a uscire dalle situazioni gastronomiche più complicate in un attimo, senza fatica, senza scelte estenuanti e possibili passi falsi. In ogni ricettario troverai una proposta di menu completi, subito pronti ad aiutarti a trovare il piatto perfetto da servire in tavola.
(source: Bol.com)

l’amante immortale

La vecchia casa di famiglia in Scozia non è stata un granché nei pensieri di Hazel, negli ultimi anni. È un cottage pericolante, semi-inghiottito dalle erbacce, disperso nel nulla. L’edificio più vicino è un castello in rovina di epoca medioevale, ovviamente disabitato… o almeno così sembra. Quando Hazel, dopo la morte della madre, si decide a tornare alla vecchia casa per ripulirla e metterla in vendita, non si aspetta di trovare un vicino. Edan è brusco, burbero, scozzese fino al midollo, e ha un cane a cui piace un po’ troppo leccare la faccia alle persone. Ma è anche in grado di accendere un camino a legna e usare un tagliaerba, quindi ha i suoi aspetti positivi. Ah, ed è bello, a modo suo. Affascinante e scompigliato, anche se scostante. In realtà, conoscendolo meglio, vengono fuori sempre nuovi lati positivi… e un lato negativo davvero ingombrante, visto che Edan non è esattamente un essere umano. Ma come lui stesso dice a Hazel in tono seccato: «Dannazione, è il 2017, che cosa c’è di così sconvolgente in un vampiro?». — CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO — “Si voltò dal mio lato. La luce della candela giocava sui suoi lineamenti irregolari, eppure affascinanti. Sì, principalmente lo trovavo bello. Sexy. Virile. Con quei capelli scuri in disordine e gli occhi brillanti, la pelle compatta e chiara, il naso affilato e un po’ storto e la bocca… una bocca spaventosa, davvero, ma anche attraente. Socchiuse gli occhi e inspirò. «Mi piace il tuo odore». «Sì, l’hai già detto. Non so nemmeno di quale odori parli». «La tua pelle… l’odore del bagnoschiuma… quello della tua eccitazione». Rimasi in silenzio. Aveva dovuto dirlo lui perché me ne rendessi conto, ma aveva ragione: avevo il sesso umido, irrorato di sangue, in parte dischiuso. Non ne sentivo l’odore, ma sapevo che se mi avesse sfilato i pantaloni del pigiama si sarebbe diffuso nell’aria. Lui allungò una mano e mi slacciò il secondo bottone del pigiama, rivelando il solco tra i miei seni. I capezzoli mi si erano induriti e quasi mi facevano male. «Edan…» «Ho già detto che non ti mordo» rispose lui, un po’ seccato. «No, lo so. È un po’… complicato, quello che sento per te». Mi slacciò un altro bottone. «Mh-mh». Sospirai. Quell’avvicinamento lentissimo mi piaceva. E mi piaceva lui, i suoi occhi scintillanti, le sue mani dalle vene in rilievo… Chiusi gli occhi nello stesso momento in cui lui infilava una mano nella blusa e mi soppesava gentilmente una tetta. I suoi polpastrelli erano lisci come seta.”

L’arte di ricordare tutto

Quaranta giorni. È il tempo che ciascuno di noi spreca in media ogni anno per rimediare a ciò che dimentica: per andare a recuperare il cellulare lasciato chissà dove, per cercare le chiavi di casa o per rintracciare informazioni importanti. Joshua Foer rientrava a pieno titolo in questa media, ma dopo un anno di allenamento si è ritrovato alla finale del Campionato statunitense della memoria. Dunque la memoria si può davvero migliorare, chiunque può riuscire a imparare 1528 numeri a caso in un’ora e ricordarseli tutti, come il pluricampione del mondo Ben Pridmore. Ripercorrendo la storia della mnemotecnica dall’antica Grecia ai giorni nostri e illustrando metodi concreti grazie ai quali possiamo tenere a mente le informazioni che ci interessano, Joshua Foer ci dimostra che ‘in ognuno di noi si nasconde un piccolo Rain Man’. Che la memoria è un dono che tutti possediamo ma di cui spessissimo ignoriamo le potenzialità. ‘Che cosa ha significato per l’individuo e per la società’ si chiede Foer ‘il passaggio da una cultura fondata sulla memoria interna a una cultura basata sulle memorie immagazzinate al di fuori del cervello? Tutto questo per noi è stato senz’altro un guadagno, ma con che cosa l’abbiamo barattato? Come affrontiamo il fatto di aver perso la memoria?’ A queste e a molte altre domande cerca di rispondere il saggio di Joshua Foer, che ha suscitato un grande interesse nella stampa e nel pubblico degli Stati Uniti.

(source: Bol.com)