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24 ore di terrore

Tre rapitori e tre ostaggi in tre posti diversi, un piano spietato ma maledettamente geniale. Abby Jennings, cinque anni, prigioniera di un gigante, ritardato mentale. Karen, sua madre, inchiodata in casa con il capobanda, Joey Hickey. Will, il padre, a chilometri di distanza, in una camera d’albergo con il terzo complice. Se Huey, il gigante, non riceve ogni mezz’ora una telefonata da Joey, ucciderà la bambina. Durata dell’operazione: 24 ore. Poi, via col riscatto. Ma stavolta qualcosa va storto, il meccanismo si inceppa. Abby è malata di diabete e senza le iniezioni di insulina potrebbe morire nel giro di poche ore e Karen non è tipo da sottometersi ai giochi di Hickey, ma anche Will non è da meno, abituato com’è a muoversi sul filo del rasoio.

22/11/63

Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle – e follemente possibile: impedire l’assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un’anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l’amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

2084. La fine del mondo

Nell’Abistan – un impero così vasto da coprire buona parte del mondo – 2084 è una data presente ovunque, stampata nel cervello di ognuno, pronunciata in ogni discorso, impressa sui cartelli commemorativi affissi accanto alle vestigia dello Shar, la Grande Guerra santa contro i makuf, i propagandisti della «Grande Miscredenza». Nessuno sa a che cosa corrisponda davvero quella data. Qualcuno dice che ha a che fare con l’inizio del conflitto, altri con un suo particolare episodio. Altri ancora che riguardi l’anno di nascita di Abi, il Delegato di Yölah, oppure il giorno in cui Abi fu illuminato dalla luce divina, al compimento del suo cinquantesimo anno di età. In ogni caso, è da allora che l’immenso paese, che era detto semplicemente il «paese dei credenti», fu chiamato Abistan, il mondo in cui ci si sottomette gioiosamente alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi. La Grande Guerra santa è stata lunga e terribile. Le sue tracce sono religiosamente conservate: edifici sventrati, muri crivellati, interi quartieri sepolti sotto le macerie, enormi crateri trasformati in immondezzai fumanti. Tuttavia, l’armonia più totale regna ora nelle terre dell’Abistan. Nessuno dubita delle autorità – gli Onorevoli e gli Adepti della Giusta Fraternità e i membri dell’Apparato – così come nessuno dubita che Yölah abbia offerto ad Abi di imprimere un nuovo inizio alla storia dell’umanità. L’abilang, una nuova lingua, ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Le date, il calendario, l’intera storia passata dell’umanità non hanno ormai più alcuna importanza e senso nella Nuova Era, e tutto è nella mano di Yölah. Yölah sa le cose, decide del loro significato e istruisce chi vuole. Agli uomini non resta che «morire per vivere felici», come recita il motto dell’esercito abistano. Perché, però, dubbi e sospetti si insinuano nella mente del trentacinquenne Ati al ritorno a Qodsabad, la capitale dell’impero, dopo anni trascorsi in un sanatorio arroccato su una montagna? Perché nel suo cuore si fa strada la tentazione di attraversare la Frontiera, al di là della quale, si dice, vivano i Rinnegati, i makuf, i propagandisti della Grande Miscredenza capaci di tutto? Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, 2084. La fine del mondo, narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una feroce teocrazia totalitaria.

2055. False Hearts

Cresciute all’interno della rigida comunità di Mana’s Hearth, le sorelle siamesi Taema e Tila sognano una vita al di fuori della foresta di sequoie che le nasconde dal mondo. Il cuore che condividono ha iniziato a dare i primi segni di cedimento e se vogliono sopravvivere non hanno altra scelta che raggiungere l’altro lato della baia, dove le attende una San Francisco sconosciuta, sconvolta dal terremoto del 2055, e dove verranno separate chirurgicamente. Una notte di dieci anni dopo, Tila viene arrestata davanti alla sua casa. È fuori di sé, coperta di sangue. Su di lei pende un’accusa di omicidio, il primo in città da decenni. È sospettata di essere coinvolta nella Ratel, una potente organizzazione criminale, e di aver agito sotto gli effetti dello Zeal, un farmaco che può spingere le menti più violente e deviate a compiere i propri desideri più violenti e terrificanti. Taema sa che se vuole salvare sua sorella e sé stessa non ha altra scelta che immergersi negli anfratti più oscuri della città alla ricerca della di ciò che, indecifrabile e torvo, lega il presente al loro difficile passato, rendendo indissolubili i loro destini. Un romanzo distopico che unisce un’ambientazione fantascientifica a una trama da thriller, con richiami alle grandi opere che hanno fondato l’immaginario cyberpunk, dai romanzi di Philip K. Dick a Matrix a Strange Days.

I 200 Proverbi e Modi di dire italiani più usati: L’Italiano in tasca

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## La bellezza della lingua italiana nell’uso popolare e colloquiale.
In **Italiano** si contano migliaia di *Proverbi*, detti, adagi, massime e motti, cioè tutte quelle espressioni della saggezza popolare tramandate di generazione in generazione ed entrate ormai a far parte del bagaglio culturale di ogni individuo.
I *Modi di dire*, invece, nascono dall’accostamento di termini magari anche lontani fra loro, fino a formare delle locuzioni o frasi di senso figurato che, a forza di essere usate comunemente nel linguaggio parlato, sono entrate di diritto nei vocabolari della lingua italiana come espressioni idiomatiche a tutti gli effetti.
In questo ebook ci divertiremo a imparare il significato di più di 200 tra i proverbi e i modi di dire **italiani** più diffusi.
*Scarica anche*:
## L’Inglese Facile: Parolacce Insulti Oscenità
## Lo Spagnolo Facile: 101 Proverbi & Modi di dire
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### Sinossi
## La bellezza della lingua italiana nell’uso popolare e colloquiale.
In **Italiano** si contano migliaia di *Proverbi*, detti, adagi, massime e motti, cioè tutte quelle espressioni della saggezza popolare tramandate di generazione in generazione ed entrate ormai a far parte del bagaglio culturale di ogni individuo.
I *Modi di dire*, invece, nascono dall’accostamento di termini magari anche lontani fra loro, fino a formare delle locuzioni o frasi di senso figurato che, a forza di essere usate comunemente nel linguaggio parlato, sono entrate di diritto nei vocabolari della lingua italiana come espressioni idiomatiche a tutti gli effetti.
In questo ebook ci divertiremo a imparare il significato di più di 200 tra i proverbi e i modi di dire **italiani** più diffusi.
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## L’Inglese Facile: Parolacce Insulti Oscenità
## Lo Spagnolo Facile: 101 Proverbi & Modi di dire

20 lezioni d’amore: di filosofi e poeti dall’antichità ai giorni nostri

Da chi avete imparato ad amare ora imparate a guarire, consigliava Ovidio più di 2000 anni fa. Che l’amore sia un balsamo per le nostre vite, un farmaco potente o un meraviglioso veleno, ancora oggi è possibile imparare ad avere cura delle nostre passioni grazie alle più belle, illuminanti e insolite “lezioni d’amore” disseminate nelle pagine di filosofi e poeti.
«Anche nel momento del possesso tituba in incerti ondeggiamenti l’ardore degli amanti», scrive Lucrezio nel De rerum natura. Gli fa idealmente eco il Cantico dei Cantici: «Sul letto mio, dentro le notti, cercavo lui che desidera la gola mia, il respiro di me, cercavo lui e non arrivavo a toccarlo».
C’è nell’amore un’idea di mobilità, un’energia cinetica che sposta più in là l’oggetto delle passioni e ne sfuma i contorni. Il fatto è che l’amore sfugge alle definizioni e preesiste alle teorie. Nel mito della biga raccontato da Platone, rischierebbe di fare a volte la parte del cavallo bianco che, etereo, ci porta alle soglie dell’Iperuranio, e a volte quella del cavallo nero, che ci trascina a terra con la gravità languida e sofferta del desiderio.
In queste 20 rapidissime lezioni, capisaldi come l’Arte d’amare di Ovidio, le lettere di Abelardo ed Eloisa o i Frammenti di un discorso amoroso di Barthes si alternano a scelte extravaganti ma feconde come le Confessioni di sant’Agostino (veri capitoli di un romanzo d’amore, a tratti per nulla spirituale) o il Saggio sull’intelletto di John Locke (dove l’ineludibilità della passione è un uragano che ci travolge, privandoci della «libertà di pensare ad altre cose che preferiremmo»), senza tralasciare riferimenti pop, da Giorgio Gaber a Woody Allen, da Liala a Inside Out.
Armando Massarenti costruisce così un prontuario filosofico, retorico e letterario che interpreta, rischiara e spesso sdrammatizza, per fortuna, il complesso intrico delle nostre umane passioni.
Con le più belle lezioni lette, inventate, riscritte dalla comunità di @TwitSofia_It
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### Sinossi
Da chi avete imparato ad amare ora imparate a guarire, consigliava Ovidio più di 2000 anni fa. Che l’amore sia un balsamo per le nostre vite, un farmaco potente o un meraviglioso veleno, ancora oggi è possibile imparare ad avere cura delle nostre passioni grazie alle più belle, illuminanti e insolite “lezioni d’amore” disseminate nelle pagine di filosofi e poeti.
«Anche nel momento del possesso tituba in incerti ondeggiamenti l’ardore degli amanti», scrive Lucrezio nel De rerum natura. Gli fa idealmente eco il Cantico dei Cantici: «Sul letto mio, dentro le notti, cercavo lui che desidera la gola mia, il respiro di me, cercavo lui e non arrivavo a toccarlo».
C’è nell’amore un’idea di mobilità, un’energia cinetica che sposta più in là l’oggetto delle passioni e ne sfuma i contorni. Il fatto è che l’amore sfugge alle definizioni e preesiste alle teorie. Nel mito della biga raccontato da Platone, rischierebbe di fare a volte la parte del cavallo bianco che, etereo, ci porta alle soglie dell’Iperuranio, e a volte quella del cavallo nero, che ci trascina a terra con la gravità languida e sofferta del desiderio.
In queste 20 rapidissime lezioni, capisaldi come l’Arte d’amare di Ovidio, le lettere di Abelardo ed Eloisa o i Frammenti di un discorso amoroso di Barthes si alternano a scelte extravaganti ma feconde come le Confessioni di sant’Agostino (veri capitoli di un romanzo d’amore, a tratti per nulla spirituale) o il Saggio sull’intelletto di John Locke (dove l’ineludibilità della passione è un uragano che ci travolge, privandoci della «libertà di pensare ad altre cose che preferiremmo»), senza tralasciare riferimenti pop, da Giorgio Gaber a Woody Allen, da Liala a Inside Out.
Armando Massarenti costruisce così un prontuario filosofico, retorico e letterario che interpreta, rischiara e spesso sdrammatizza, per fortuna, il complesso intrico delle nostre umane passioni.
Con le più belle lezioni lette, inventate, riscritte dalla comunità di @TwitSofia_It

1Q84 – Libro 1 e 2

Aomame è spietata e fragile. È un killer che in minigonna e tacchi a spillo, con una tecnica micidiale e impalpabile, vendica tutte le donne che subiscono una violenza. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante e pericoloso come una profezia.
Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame, sollevando gli occhi al cielo, vede sorgere una seconda luna, capisce che non potranno condividere neppure la stessa realtà.
Mai come in 1Q84 Murakami ha esplorato le nostre ossessioni per dare vita a un mondo così personale, onirico e malinconico.

1984

“Fu grazie all’immaginazione creativa con cui seppe trasformare le sue idee in romanzo che Orwell generò qualcosa di immortale. Il dattiloscritto battuto con tanta fatica dall’autore (un originale su carta inconsistente più due copie carbone) ha lasciato le sue mani, è andato per il mondo e l’ha cambiato.” (dalla prefazione di Robert Harris) Età di lettura: da 12 anni.

1974

Edward Dunford ha appena ottenuto il lavoro a cui ha sempre ambito: corrispondente di cronaca nera per lo Yorkshire Post. La prima storia che gli viene affidata è la scomparsa della piccola Clare Kemplay, che in seguito verrà ritrovata morta con evidenti segni di violenza. Il caso diventa un incubo, un’ossessione per Dunford, insieme al terribile sospetto che la morte di Clare sia collegata ad altri casi di bambine scomparse. La ricerca della verità fa sprofondare il giornalista nel cuore malato della Gran Bretagna, segnato da corruzione, tensioni sociali e intolleranza. “1974” inaugura una tetralogia rivoluzionaria, in cui il romanzo noir diventa lo strumento privilegiato per raccontare lo spaccato sociale di una nazione e i suoi luoghi

1946: La guerra in tempo di pace

La fine della Seconda guerra mondiale non fu immediata. Non ci fu nessun ritorno istantaneo alla pace: decine di milioni di profughi, sopravvissuti e prigionieri rimasero in preda alla fame, alle malattie, alle vendette dei vincitori. Le macerie delle città bombardate rimasero dov’erano per anni, soprattutto nella Germania sconfitta. Il primo anno del dopoguerra segnò anche il culmine delle tensioni tra Truman e Stalin, mentre in Cina vennero gettate le premesse per l’ascesa di Mao; si affermò il Congresso Nazionale Indiano di Gandhi, mentre in Medio Oriente prendeva corpo l’idea di uno Stato d’Israele. Quando comincia una guerra e quando finisce? Quali sono le tracce che non si possono cancellare? Ogni guerra genera altre guerre?
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1914-1918. La Grande Guerra

La Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto “totale” – capace, cioè, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l’Europa, ma anche per molti paesi extraeuropei la “catastrofe originaria del XX secolo”. Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che, a partire dai Balcani, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l’assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto, dall’Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica, economica, militare e sociale – dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva ricca di sfaccettature.

1914-1918 Breve storia della Prima Guerra Mondiale (Italian Edition)

Alessandro Gualtieri ha realizzato una completa panoramica di ampio respiro, che introduce e sviluppa gli aspetti principali e molteplici approfondimenti sui cinque anni di conflitto globale che sconvolsero il mondo all’inizio del secolo scorso. Supportato da una profonda conoscenza della materia e dalla ricercatezza delle fonti, l’autore porta a compimento una esegesi esaustiva di ciò che fu la guerra 1914 – 1918. L’autore, da valido storico, non si sottrae al gravoso compito di raggiungere anche un pubblico particolarmente variegato e non esclusivamente composto da esperti conoscitori della materia, nella piu’ squisita ottica della divulgazione, “per non dimenticare” la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Un libro per conoscere la “Grande Guerra” sotto ogni aspetto, disponendo degli strumenti indispensabili per dedicarsi a ogni altro studio sull’argomento. L’opera è innovativa anzitutto per la capacità di ricostruire in modo esauriente e chiaro, grazie ai capitoli tematici, la vicenda del conflitto. Il casus belli, la cronologia essenziale, i principali fronti e le più importanti battaglie, infine i materiali, gli armamenti e le tecnologie: sono i pilastri a cui si avvolgono queste pagine, completate da alcune curiosità e un prezioso glossario militare dell’epoca.
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1914

La trama intricata delle “cause” che hanno portato alla Grande Guerra è un vero laboratorio per lo studioso di storia. Partendo dalla scintilla dell’attentato di Sarajevo, lo storico Luciano Canfora svolge un’analisi che offre al lettore una prospettiva nuova. Accanto alla discussione dei fatti, delle circostanze e delle interpretazioni, è qui condotto un esame (acuto com’è proprio della scienza del filologo Canfora) delle parole che allora furono dette, e furono mortifere. Questa vivace sintesi si svolge attraverso i principali nodi storiografici: le diverse interpretazioni di parte; i comportamenti delle forze in campo; il rapporto tra i sistemi politico elettorali e i meccanismi delle decisioni; gli “scivolamenti progressivi” che condussero al conflitto; la “colpa tedesca” o la “responsabilità collettiva”; la “guerra degli spiriti” dei grandi intellettuali e degli accademici; la “reazione a catena” delle alleanze; i “falsi di guerra”.
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180 SECONDI (Raccolta di racconti erotici)

180 secondi è un libro dedicato alla scrittura erotica. Qui potete trovare il meglio dei racconti di tipo erotico basati su storie vere e non solo.
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180 secondi è un libro dedicato alla scrittura erotica. Qui potete trovare il meglio dei racconti di tipo erotico basati su storie vere e non solo.

14 scoperte scientifiche che non sono servite niente. Benché tutto questo sia tutto da dimostrare

Ogni anno l’Università di Harvard ospita un gran gala di assurdità scientifiche: l’Annals of Improbable Research conferisce a dieci scoperte stravaganti i premi Ig Nobel, sorta di anti Nobel con l’intento programmatico di “far prima ridere e poi riflettere”. Le fisiche Kroh e Veyssié ne hanno selezionati 14 nei campi più disparati – dal buon vecchio mito degli extraterrestri, alle prodezze di guaritori mistici, agli alchimisti dei tempi moderni alla fisica all’economia all’arte – e ne raccontano le storie spassose fornendo però al lettore le informazioni scientifiche necessarie perché possa farsi la propria opinione sul valore reale della scoperta. Perché oggi più che mai, in un’epoca di bufale scientifiche e disinformazione, è importante difendere la reputazione della scienza e dei suoi servitori e diffondere consapevolezza di ciò che è scienza e ciò che non lo è.