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La gatta rossa

I giorni d’infanzia, intorno a una Pasqua remota nel tempo, e intorno all’amicizia complice con una gatta rossa – straordinario animale, celebre nel villaggio – di un bambino ebreo, quart’ultimo di ventitré fratelli, entro una stimata famiglia patriarcale. *Arthur Aronymus* e *La gatta rossa* formano due cronache, colte da quell’attimo della storia, promettente e rapido – e rinchiuso dall’autrice come in una bolla atemporale di poesia e di espressione – in cui sembrava che la comunità ebraica tedesca stesse per assimilarsi, con intatta l’identità culturale, i caratteri e le tradizioni, nel mondo germanico. Furono scritte nel 1932, alla vigilia della caduta della Repubblica di Weimar, dalla Lasker-Schüler, il «cigno nero» della poesia ebraico-tedesca, che si apprestava all’esilio, sul filo della memoria familiare (Arthur è il padre). Una memoria che non puntava all’esattezza biografica e politica, quanto a ripetere il tema caro dell’infanzia quale luogo eletto di comprensione mitica e poetica del mondo: «da allora vado vegetando» diceva della sua vita postadolescenziale Else Lasker-Schüler. E, nell’urgenza di fermare un passato che gli eventi del presente stanno per sfigurare, non vibra direttamente in essa la denuncia. Ma una specie di nostalgia dell’Eden, come se fosse il crescere in se stesso malattia, oltre ogni, anche orrendo, accidente della storia.

La gang del pensiero

Eddie Coffin, il protagonista del libro, è uno dei criminali più incredibili, geniali e divertenti della storia. Calvo e grassottello, di professione filosofo (per la precisione “ricercatore a Cambridge”), incline all’alcol, ex bancario fuori da ogni norma, sospetto di irriferibili reati sessuali e pericolosamente incline a farsi arrestare in costume adamitico, un bel giorno si trova talmente nei guai che deve lasciare la natia Gran Bretagna. Per il suo esilio sceglie la Francia, dove conosce Hubert, rapinatore sfortunato dalle mille protesi. E l’oltraggioso Eddie Coffin trova l’ispirazione per iniziare una strabiliante carriera di rapinatore e seduttore.
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La gang dei sogni

Ellis Island, 1909: da uno dei tanti transatlantici in arrivo sotto la Statua della Libertà sbarcano una giovane donna e il suo bambino. Provengono dall’Italia, dall’Aspromonte più arcaico e violento. I loro nomi sono Cetta e Natale: ma il bimbo viene subito chiamato, dagli addetti dell’Immigrazione americana, ”Christmas”.
Natale-Christmas: nella trasformazione di questo nome è racchiuso tutto il sogno della giovane, indomita Cetta, che affronta con coraggio le umiliazioni e le difficoltà della vita nel ghetto italiano del Lower East Side di New York con un solo desiderio – che il suo bambino diventi un vero americano, libero di essere felice ma ancor prima libero di essere se stesso.
Essere ”americani” nei sobborghi di New York ai primi del Novecento, però, significa anche confrontarsi con una società di immigrati provenienti da ogni dove, nella quale a dettare legge sono i gangster e i loro scagnozzi. Per Christmas, diventare uomo significa affrontare una realtà in cui non contano tanto la rettitudine e l’entusiasmo quanto la spregiudicatezza e la forza. Una realtà nella quale, se si vuole sopravvivere, le regole non possono essere cambiate. A meno che…
… a meno che non si abbia un dono speciale. E Christmas può contare sulla sua fantasia vivissima, e sulla capacità di renderla concreta attraverso storie che fanno sognare chiunque lo ascolti. È così che nasce la gang immaginaria dei Diamond Dogs, composta solo da due ragazzini ma capace di diventare padrona di New York, addirittura di arrivare in tutte le case della Grande Mela attraverso la prima radio indipendente. Ed è così che a Christmas può capitare di salvare la vita a Ruth, una ricchissima ragazza ebrea, e di innamorarsene come solo a un sognatore può succedere.
La gang dei sogni è la storia di Christmas e Cetta, e di tutte le vite che si intrecciano al loro percorso, dall’inizio del secolo fino al 1929, dall’Aspromonte alla New York dei ruggenti Anni Venti fino alla California della nascente industria di Hollywood.
Con una scrittura incalzante, capace di affreschi potenti come campi lunghi del cinema ma anche della delicatezza più profonda nel dar vita alle emozioni dei suoi personaggi, Luca Di Fulvio ci regala un grande romanzo che racconta la nascita della radio, del cinema, di Broadway, della pubblicità, dei grattacieli, delle macchine – e soprattutto la nascita di un grande amore, quello fra Christmas e Ruth, e la tenacia di un sogno, che forse può trionfare sulla realtà.
(source: Bol.com)

Galeotto fu il libro

Israel Armstrong – lo sventurato bibliotecario sovrappeso, mezzo ebreo, mezzo irlandese, vegetariano, patologicamente timido e nevrotico, che, alla guida del suo bibliobus lungo le strade dell’Irlanda del Nord, risolve, più che altro per caso, piani criminosi e problemi domestici – è ormai prossimo al suo trentesimo compleanno. Ma le sue speranze di festeggiare l’evento sono stroncate da una terribile circostanza: all’improvviso la figlia di un noto personaggio politico della cittadina di Tundrum sparisce misteriosamente. E Israel ha l’orrenda sensazione che quella sparizione abbia a che fare con quel libro, Pastorale americana, che proprio lui le aveva prestato sebbene appartenesse ai cosiddetti «fuori scaffale», cioè quei libri tenuti «sotto il banco di distribuzione, debitamente catalogati e disponibili per il prestito, ma fuori dalla vista dei giovani, degli impressionabili e dei mentalmente infermi». A Israel non resta che ritrovare la ragazzina prima di essere scoperto e radiato dal ruolo di bibliotecario. E come se non bastasse, nel frattempo, deve anche cercare di ricucire con la sua ex fidanzata Gloria, che sembra non volerne più sapere di lui, e organizzare la sua festa di compleanno…

Galateo

“La verità vuole la maschera”, diceva Nietzsche. E una maschera appunto indossò monsignor Giovanni Della Casa, quando decise di porre alcune sue riflessioni circa la convivenza civile sulle labbra di un vecchio che si proclama ripetutamente alquanto ignorante. È la sua voce che ci accompagna durante tutta la lettura del “Galateo”: ed è una voce che mette alla berlina maleducazione e bizzarria inanellando esempi spassosi, che propone norme di comportamento e di conversazione ma confessa anche di non averle sempre rispettate, che si spinge con dissimulata malizia fino a criticare il linguaggio dantesco con il tono di chi si affida, nel giudicare, quasi soltanto all’esperienza vissuta. Una prosa classicamente misurata, una voce confidente: un “trattatello” intessuto di raffinata sapienza umanistica e insieme un’opera che è stata subito accolta con straordinario favore, fin dal suo primo apparire, da un ampio pubblico nell’Europa intera.

Galatea

Excerpt from Galatea: Romanzo

Blaml1. Galatea.tanto gli pare d’esser tuttavia sfiaccolato. Pure non faccio nulla, assolutamente nulla; questa lettera, che viene un po’ tardi in ri sposta al tuo cortese biglietto, e la prima ia tica dopo un mese di quiete. Gia, non potrei far nulla, anche volendo. Non sento piu; e se, come dice il filosofo, niente puo essere nell’ intelletto che non sia stato prima nel senso, io posso stimarrni finito, e metter ma gari l’appigionasi in fronte, come sulla fac ciata d’una casa vuota. Che bella cosa, dopo tutto, non sentir nulla; esser libero e netto d’ogni cura del mondo circostante; udendo senza commuoversi, vedendo senza parteci pare, vivendo la vita dello specchio, che ri ?ette tranquillamente ogni cosa e sorride! Ma si, un po’ d’ ironia nel fondo ce la do vrebbe avere anche lui; per virtu, non fos s’altro, degl’ingredienti che lo rendono opaco. Quel po’ d’ironia non e finalmente la meno fe roce delle nostre vendette? E il genere umano, salva sempre la immagine del suo creatore. Non meriterebbe di peggio?

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La gabbia delle scimmie

Un cadavere senza testa nel bagagliaio della sua Chrysler. Un killer psicopatico e maniaco degli esplosivi come collega. Un “lavoretto” facile e pulito che deflagra in un’escalation di violenza. Per Charlie Swift, gangster di Orlando, Florida, questa è ordinaria amministrazione.
Le cose si complicano quando il suo capo Stan, boss incontrastato della mala locale, si ritrova con le spalle al muro: Beggar Johnson, che da Miami controlla la criminalità organizzata di quasi tutto lo Stato, ha deciso di impossessarsi anche del suo territorio.
La banda di Stan viene massacrata e Charlie si ritrova unico superstite della mattanza, ma con i registri contabili dell’impero criminale di Johnson fra le mani, diventando così l’obiettivo di una sfrenata caccia all’uomo scatenata dall’FBI e dalla gang di Miami.
Forte di un congegno narrativo a orologeria, *La gabbia delle scimmie* incastra ultraviolenza e humour nero, ritmo cinematografico e scene da grandguignol, intreccio narrativo e azione mozzafiato.
In questo durissimo romanzo d’esordio che gli è valso la nomination all’Edgar Award, Gischler tiene il lettore incollato a una storia che è come una corsa impazzita su un’autostrada americana.

La gabbia d’oro

Le vittime dell’anoressia sono, spesso, ragazze adolescenti o preadolescenti, figlie modello di “buona famiglia” che si sentono spesso imprigionate da mete irraggiungibili e aspettative irrealizzabili. Sembrano chiuse in una “gabbia d’oro” di privilegi nella quale sentono di non essere al proprio posto e di non poter sopravvivere. La manifestazione principale della malattia è sconvolgente e comporta perdite di peso catastrofiche; la terapia è difficile e la guarigione incerta; i meccanismi di formazione della patologia non sono ancora definiti. Hilde Bruch, utilizzando numerosi esempi della propria casistica, disegna un quadro delle cause, degli effetti e della possibile terapia che, per essere efficace, necessita di una diagnosi precoce.
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Furto d’identità

Un appassionante noir marziano dell’autore vincitore del Premio Hugo e NebulaIn un prossimo futuro la nuova frontiera è su Marte, dove sono stati trovati resti fossili di antichissime forme di vita. I fossili hanno un grande valore commerciale e destano l’interesse di disperati cercatori di fortuna. Un investigatore privato che vive nella colonia marziana, Alexander Lomax, viene incaricato di scoprire per quale ragione un certo Joshua Wilkins si sia suicidato. Ma c’è qualcosa di poco chiaro; infatti presto si scopre che il cadavere di Wilkins è un corpo artificiale mai utilizzato. L’uomo avrebbe potuto fingere il suicidio trasferendosi in un corpo diverso? Ma a quale scopo? In un susseguirsi di colpi di scena, che coinvolgono il lettore fino alla conclusione della storia, l’investigatore arriverà a scoprire la verità, ma si tratterà di una drammatica rivelazione che nessuno avrebbe mai potuto prevedere.

La furia

Per il giudice che lo ha condannato alla sedia elettrica, per la polizia e per la gente di Seattle, Walter Leroy Himes è «lo Spazzino», il serial killer che ha violentato e ucciso otto donne in poco più di due mesi. A soli sei giorni dalla sua esecuzione, la testimone che lo inchiodò al processo decide di ritrattare. Himes è il capro espiatore ideale, e nessuno ha interesse a scagionarlo. Nessuno tranne Frank Corso, giornalista scontroso e ostinato con l’ossessione della verità.

Furia divina

L’intercettazione di un messaggio segreto di al-Qaeda fa scattare l’allarme a Washington. Lo storico e crittografo portoghese Tomás Noronha si riunisce a Venezia con gli agenti della CIA e viene messo davanti a uno strano enigma. Ahmed è un ragazzo egiziano al quale il mullah Saad insegna nella moschea il carattere pacifico e indulgente dell’Islam. Ma durante le lezioni nella madrassa appare un nuovo professore che proporrà un Islam ben diverso, aggressivo e intollerante. Il mullah e il nuovo professore si contenderanno Ahmed e il ragazzo farà una scelta carica di profonde conseguenze. Attraverso le storie incrociate di Tomás, proiettato sullo scenario del terrorismo internazionale, e di Ahmed, trasportato nel cuore dell’Islam, il lettore si imbarcherà in un viaggio spaventoso che lo porterà dalle Azzorre alla Russia, dall’Egitto al Pakistan, dall’Afghanistan all’Armenia, in un’avventura che culminerà di fronte al più grande incubo del nostro tempo: “E se Al-Qaeda avesse la bomba atomica?”

La furia di Cthulhu

È certamente vero che l’orrore e la paura sono le due corde toccate più spesso dalla narrativa di Lovecraft e dei suoi epigoni. Comunque gli autori che si cimentano nel campo di questa letteratura inclassificata,o classificatà sotto etichette assolutamente inadeguate, presentano tutti delle caratteristiche comuni facilmente individuabili che vengono in genere compendiate nella dizione I MITI DI CTHULHU. Ad ogni modo, se consideriamo questi autori nel loro complesso, vediamo che la nota dominante che traspare dai loro scritti, non è tanto l’orrore, quanto piuttosto una sensazione di alterità, di alienità rispetto ai metri di giudizio e ai punti di riferimento umani, che può comunque raggiungere un senso di fascinazione e livelli notevolissimi dal punto di vista etico. In questo tredicesimo volume della serie, Luigi Cozzi ci presenta una nuova serie di affascinanti racconti nella tradizione dei Miti di Cthulhu.
INDICE:
– Esplorando Cthulhu e i suoi miti // Luigi COZZI
– Il sogno di Albert Moreland // Fritz LEIBER
tr. Daniela Galdo ed Emma Marciano
– L’idra // Henry KUTTNER
– La cosa che camminava nel vento // August DERLETH
– Un abitante di Carcosa // Ambrose BIERCE
– L’uomo da nessun luogo // Arthur MACHEN
– Il cimitero di Marlyweck // Jean RAY
– Ragazzi! Coltivate funghi giganti nella vostra cantina! // Ray BRADBURY
– Il mostruoso dio di Mamurth // Edmond HAMILTON
– Le due bottiglie di salsa // Lord DUNSANY
– Il banchetto nella casa del verme // Gary MYERS
– L’isola della paura // William SAMBROT
– L’abitatore del buio // Mariano RAMPINI

La furia dell’azteco

Il Messico all’inizio dell’Ottocento fa ancora parte di quel territorio chiamato “Nuova Spagna”: un luogo in cui gli spagnoli frustano a sangue gli indios che si oppongono al loro dominio e solo i diritti dei padroni sono rispettati. A Guanajuato il caballero Juan de Zavala vive nel lusso, seduce le donne più belle, è presuntuoso e spregiudicato. Fino al giorno in cui scopre di non essere fi glio di nobili spagnoli, bensì di indios. Accusato di crimini che non ha commesso, Juan fugge in Spagna e si unisce ai patrioti che combattono Napoleone. È solo l’inizio di una serie di audaci avventure che lo porteranno, di ritorno in America, a lottare al fi anco degli indios contro gli oppressori, e a scoprire che la nobiltà vera non sta nel nome che si porta, ma nelle azioni che si compiono

La furia dell’assassino

II principe Devoto è stato messo in salvo dai suoi carcerieri, e a corte è tornata la calma di sempre. Ma FitzChevalier della stirpe dei Lungavista, distrutto dalla perdita del suo compagno di sempre, il lupo Occhi-di-Notte, si stabilisce a Buckkeep lavorando come sicario. Ingaggiato come guardia del corpo, si rende conto che il suo regno si sta avvicinando inesorabilmente alla guerra civile, e deve fare di tutto perché nessuno scopra che anche il principe possiede la magia della Bestia, quella dell’empatia con gli animali. Solo l’amicizia con il Matto consola Fitz, ma perfino questa sembra sul punto di andare in pezzi quando lui gli rivela terribili segreti del proprio passato. Privato di ogni sostegno e perso in mille intrighi, Fitz scoprirà che la sua stessa sopravvivenza potrebbe essere la sfida più ardua da affrontare.
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I fuorilegge di Pern

Pern è il mondo di una stella lontana intorno alla quale ruotano due pianeti: quando le condizioni astronomiche lo permettono e la distanza fra i due corpi si riduce al minimo, Pern è attaccato da una sostanza in grado di attraversare lo spazio e di seminare ovunque morte e distruzione. Ma nel corso di lunghi secoli Pern ha imparato a difendersi: i suoi abitanti, infatti, riescono a comunicare con una razza di rettili intelligenti e telepatici, i draghi, con l’aiuto dei quali lottano contro il pericolo delle invasioni. Ecco lo sfondo su cui si muove la saga dei Dragonieri di Pern: un grande affresco di avventure nel futuro a cui si aggiungono sempre nuove tessere, come in un mosaico. Le civiltà, gli ambienti, le lotte e i costumi descritti in *I fuorilegge di Pern* ne fanno uno dei romanzi più avvincenti della McCaffrey. Mondo di fuorilegge, di avventurieri ed eroi, Pern rivela per la prima volta un volto nuovo e inedito, qualificandosi pienamente fra i mondi dell’avventura per eccellenza, ma anche come uno degli ambienti extraterrestri meglio delineati di tutta la fantascienza. Questo romanzo è stato pubblicato con grande successo nella collana Altri mondi.