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A piedi nudi, a cuore aperto

***** Premio Selezione Bancarellino 2016 *****
*L’amore può essere difficile. Una battaglia. Una sfida. Il nostro è come scalare una montagna a piedi nudi. Ma il mio cuore ha deciso. E io non ho intenzione di arrendermi.*
Da quando Rachele ha incrociato lo sguardo di Taisir non riesce più a fare a meno di pensare a lui. Sarà colpa dei suoi occhi scuri e profondi, del suo sorriso ammaliante o del suo modo di muoversi, così disinvolto e sicuro ogni volta che sale sullo skateboard e se ne va in giro come se fosse solo al mondo… Sta di fatto che la ragazza ha completamente perso la testa. Ha deciso che vuole sapere tutto di lui: dove vive, cosa gli piace, come passa le giornate dopo la scuola. C’è solo un piccolo problema di cui Rachele non ha tenuto conto e che per Taisir sembra insormontabile: lui è arabo-palestinese, lei è italiana. Lui ha conosciuto l’odio, il dolore e la diffidenza, lei solo l’amore e la speranza. Ma Rachele non ha alcuna intenzione di arrendersi. Perché, in fondo al cuore, sa che Taisir le somiglia più di quanto possa immaginare. Ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di conquistarlo… anche dimostrare che, quando c’è l’amore, le differenze sociali e culturali non hanno importanza.
Dalla penna di una grande autrice una storia potente e indimenticabile in cui l’amore è l’unica arma che riesce a vincere il pregiudizio.
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### Sinossi
***** Premio Selezione Bancarellino 2016 *****
*L’amore può essere difficile. Una battaglia. Una sfida. Il nostro è come scalare una montagna a piedi nudi. Ma il mio cuore ha deciso. E io non ho intenzione di arrendermi.*
Da quando Rachele ha incrociato lo sguardo di Taisir non riesce più a fare a meno di pensare a lui. Sarà colpa dei suoi occhi scuri e profondi, del suo sorriso ammaliante o del suo modo di muoversi, così disinvolto e sicuro ogni volta che sale sullo skateboard e se ne va in giro come se fosse solo al mondo… Sta di fatto che la ragazza ha completamente perso la testa. Ha deciso che vuole sapere tutto di lui: dove vive, cosa gli piace, come passa le giornate dopo la scuola. C’è solo un piccolo problema di cui Rachele non ha tenuto conto e che per Taisir sembra insormontabile: lui è arabo-palestinese, lei è italiana. Lui ha conosciuto l’odio, il dolore e la diffidenza, lei solo l’amore e la speranza. Ma Rachele non ha alcuna intenzione di arrendersi. Perché, in fondo al cuore, sa che Taisir le somiglia più di quanto possa immaginare. Ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di conquistarlo… anche dimostrare che, quando c’è l’amore, le differenze sociali e culturali non hanno importanza.
Dalla penna di una grande autrice una storia potente e indimenticabile in cui l’amore è l’unica arma che riesce a vincere il pregiudizio.
### Dalla seconda/terza di copertina
Paola Zannoner è una delle maggiori autrici italiane per ragazzi: per De Agostini ha pubblicato Voglio fare la scrittrice, Rocco+Colomba e Lasciatemi in pace!

A piedi nudi verso te

Martina vive a Firenze, una delle città più belle del mondo e ha 32 anni. Cammina spesso a piedi nudi, lo fa per sentirsi libera e spensierata. Ha una vita piena e nessun sogno particolare nel cassetto. Finché un giorno il destino le presenta Thomas Bailey, l’uomo dei sogni di molte o forse di tutte le donne. I due si innamorano perdutamente l’uno dell’altra e né il passato oscuro e sconvolgente del ragazzo, né le insicurezze di Martina riescono a dividerli. Finché a dividerli diventa la distanza. Si perché Thomas vive a New York e dopo la morte del padre è lui che deve andare avanti con il piccolo impero di famiglia… Questo romanzo è adatto a un pubblico giovane, una storia studiata per far vivere l’amore con spensieratezza e leggerezza.

A piedi nudi sulla terra

Un baba, un sadhu, è un uomo che ha rinunciato: la sua città è la giungla, il suo tetto è una grotta, il suo letto la terra, la sua acqua quella del fiume, il suo cibo le offerte spontanee. Il sadhu non vuole possedere niente, tiene acceso il fuoco, si dedica all’esecuzione dei riti che scandiscono la giornata in accordo con i ritmi della natura, parla poco ma sa ascoltare. A volte si illumina in un sorriso: e comunica con il divino. Ma come si arriva fino a qui? Baba Cesare – l’asceta italiano protagonista di questo libro -, dopo essersi ribellato a un’esistenza ordinaria e a ogni ruolo sociale prescritto, si è avvicinato al mondo dei sadhu indiani. Il suo percorso è molto diverso da quello che potremmo immaginare noi occidentali, abituati ai “processi di beatificazione” con i quali si cercano tracce di ascesi nelle vite di chi sfiora la santità. Dal mondo senza frontiere e senza passaporti degli anni Settanta, attraversato dai magic bus che portavano in India passando per la Turchia, l’Iran, l’Afghanistan, il Pakistan, il suo cammino di uomo avventuroso e assetato di vita ci conduce fino a oggi, alle nazioni chiuse e blindate dei nostri tempi. Prima di costruire tra le antiche rovine di Hampi il suo ashram, oggi meta di pellegrinaggi e centro di devozione, Baba Cesare ha vissuto all’insegna dell’eccesso: giovane intriso di controcultura hippie, pittore alternativo a Torino, moderno bohémien nel paradiso psichedelico di Goa, uomo niente affatto insensibile alle lusinghe femminili. Ha oscillato vertiginosamente tra profano e sacro, con il coraggio e la fame di conoscenza di chi si butta a capofitto nelle esperienze, consapevole che il senso dell’esistenza scaturisce al di là delle scelte e della volontà, “perché il male e il bene, cosa ne sai? Allora te lo prendi tutto. Tutto. Prenditelo tutto, che poi dal male viene il bene”. Non è un caso se Folco Terzani, che per anni ha viaggiato per il mondo frequentando figure dalla spiritualità carismatica – da Madre Teresa ai moltissimi asceti delle terre himalayane -, ha riconosciuto in Baba Cesare un autentico cercatore, intimamente libero: un uomo abitato da una sete di assoluto, capace di spogliarsi di tutto per seguire una chiamata, in comunicazione silenziosa con l’universo ma insieme capace di raccontare la propria umanissima esperienza in maniera sorprendente, appassionante, ironica. L’incontro tra Folco Terzani e Baba Cesare dà vita a un libro unico – romanzo di avventure, viaggio spirituale, inchiesta su un mondo svelato nel suo fascino controverso, dialogo sul senso ultimo della vita -, le cui pagine possono essere lette come un imprevedibile mémoire, un postmoderno romanzo di formazione e insieme come un testo sapienziale dal passo umile ma rivoluzionario, in grado di cambiare il nostro modo di camminare per le strade del mondo.

A passo di gambero

Gli scritti di questo libro sono apparsi tra inizio 2000 e fine 2005, negli anni dell’11 settembre, delle guerre in Afghanistan e in Iraq, dell’instaurazione in Italia di un regime di populismo mediatico. Leggendoli ci si accorge che sin dalla fine dello scorso millennio si sono verificati drammatici passi all’indietro. Dopo la caduta del Muro di Berlino si erano dovuti riesumare gli atlanti del 1914, e da tempo le nostre famiglie ospitavano di nuovo servi di colore, come in “Via col vento”. A poco a poco col videoregistratore si è passati dalla televisione al cinematografo, con Internet e le pay-tv Meucci l’ha avuta vinta su Marconi (telegrafia con i fili) e ora l’i-Pod ha reinventato la radio. Terminata la Guerra Fredda, abbiamo avuto con Afghanistan e Iraq il ritorno della Guerra Calda; riesumando il Grande Gioco kiplinghiano, si è tornati allo scontro tra Islam e Cristianità, compresi gli Assassini suicidi del Veglio della Montagna, e al grido di “mamma li turchi!” È risorto il fantasma del Pericolo Giallo, è stata riaperta la polemica antidarwiniana del XIX secolo, abbiamo di nuovo l’antisemitismo e i fascisti (per quanto molto post, ma alcuni sono ancora gli stessi) al governo, si è riaperto il contenzioso post-cavouriano tra Chiesa e Stato. Sembra quasi che la Storia, affannata per i balzi fatti nei due millenni precedenti, si riavvoltoli su se stessa, marciando velocemente a passo di gambero!
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A ovest di Roma

Quattro figli dediti all’erba e alla musica di Frank Zappa, una moglie stanca e annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell’oceano: la vita di Henry Molise, scrittore in crisi di ispirazione sembrerebbe destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche. Questo l’antefatto narratico del romanzo “Il mio cane stupido” contenuto nel presente volume insieme a “L’orgia” che narra della fine brutale di un’infanzia di un sogno infranto o meglio polverizzato tra le mani.

A ogni santo la sua candela

Trovare lavoro in Italia in tempo di crisi non è poi così difficile, basta capire come funzionano le cose. E Maristella, donna ambiziosa e calcolatrice rimasta presto vedova con un unico figlio da far arrivare in alto, lo sa bene, e sa che la prima cosa è “mettersi dietro il santo giusto”.
Ernesto si è finalmente laureato in economia e la sua spasmodica ricerca di un’affermazione personale nasce proprio dagli insegnamenti della madre che, cresciuta nei Quartieri Spagnoli di Napoli tra mille difficoltà, ha sempre accarezzato l’idea di un radicale riscatto sociale. In gioventù il suo debole per uomini carismatici e potenti aveva fatto incrociare la sua strada con quella di Alfonso Malatesta, che anni dopo sarebbe diventato un potente boss.
Ernesto è il mezzo attraverso il quale Maristella può finalmente realizzare il suo sogno, e Malatesta potrebbe essere il santo giusto per sistemare suo figlio, trovandogli un impiego adeguato. E così avviene. D’altronde Ernesto ha ereditato da lei la determinazione e l’assenza di scrupoli: per diventare davvero qualcuno non bisogna mai mostrare debolezze, bisogna avere i peli sul cuore, e lui non esita ad applicare la lezione della madre nella sua nuova vita d’ufficio, tra grandi regalie e piccole meschinità.
*A ogni santo la sua candela* racconta la rapida ascesa di un ragazzo convinto di potersi emancipare dalle sue umili origini inserendosi a ogni costo in un meccanismo che si fa sempre più pressante. Dove lo condurrà questa sua smania di farsi strada nel mondo?
Stefano Crupi affronta senza moralismi e ipocrisie un tema di grande attualità, l’Italia del potere corrotto, delle scorciatoie e delle raccomandazioni. Il cuore del romanzo è però la storia vivida e spietata di una madre pronta a tutto per suo figlio e del loro rapporto simbiotico ed esclusivo.
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### Recensione
**La vita è agra a Napoli per il figlio del boss in carriera**
*Bruno Quaranta*, Tuttolibri – La Stampa
Una vita agra a rovescio. Da Luciano Bianciardi a Stefano Crupi. Dall’Italia che fece boom, dalla «nobile» alienazione (nobile perché chi la pativa mirava a scrollarsela di dosso) ai nostri dissipati tempi, in cui il rovello è non arrivare, non riuscire ad abbeverarsi alla fonte di questo o quel potente, non superare l’ostacolo che è – quando sussiste – l’altrui valore.
Un biopsia del quotidiano degradare, come bisturi il grottesco: ecco *A ogni santo la sua candela* di **Stefano Crupi**, napoletano, giornalista (oltre che scrittore), uno scrittore che non scorda, salvificamente, d’essere cronista, sensibile quindi al ritmo, all’essenza, al nocciolo della questione.
Ascesa e tramonto (e schianto) di un giovane sinistramente ambizioso, Ernesto. Irredimibile come il mondo che lo alleva: «Le mura sbrecciate dei palazzi, i cassonetti ribaltati, le ferraglie arrugginite ammonticchiate negli angoli», i vicoli che «ci vorrebbe un macchinario capace di allargarli»…
Inesorabile «cazzimma» (Cazzimma, il titolo d’esordio di Stefano Crupi), ovvero la sovranità dei furbi sui fessi, sulle vite perbene, un fil rouge naturalmente italico, da Collodi a Prezzolini, a Domenico Rea, il testimone indigeno che sovviene seguendo Ernesto mimetizzarsi e mitidratizzarsi nel ventre urbano così suo: «In aggiunta all’affermazione di Stendhal, secondo cui “il carattere nei napoletani è stato formato dal clima”, noi diremo “anche dal vicolo”». Nel bene come nel male, al di là di uggiose agiografie e diffamazioni.
Il vicolo che è madre e matrigna. L’humus di Maristella, la madre di Ernesto, colei che non ha dubbi: «In Italia il lavoro esiste, dipende da quanto sei disposto a pagare». Stanno, lei e lui, in una palazzina dei Quartieri, «alla fine di una strada chiusa». Come spalancarla, come giungere sul podio più alto, come irridere la Miseria?
Stefano Crupi è l’architetto di un ingegnoso monopoli, casella dopo casella, agitando una varietà di dadi che si chiamano efferatezza, inganno, protervia, ricatto. Badando a non lasciarsi aspirare (travolgere) dai personaggi, figure o sembianze marionettistiche, obbedienti a un inflessibile cronometro, pirandellianamente non contemplando strappi nel cielo di carta.
Ha il respiro di un teatro meccanico, A ogni santo la sua candela, usci che si aprono e che si chiudono, tende che si sollevano e che si abbassano, labbra che si schiudono e che si serrano, gesti inequivoci, che orientano e che disorientano, battute sopravvissute a mille rappresentazioni: «Quando il mare è in tempesta, ogni pertugio diventa un porto».
Di santo in santo, quasi ogni foglio di diario aureolato (da Sant’Alessio a Santa Margherita d’Ungheria), relegando San Gennaro fra le righe: «Una volta c’era solo san Gennaro. Era il santo di tutti…». Il segreto di Maristella – agit-prop del figlio – «sta nel non mettersi dietro a un unico santo. Ogni santo vuole la sua candela».
Oliando, oliando Ernesto il laureato si impone nell’Ente Pubblico che a passi voraci muove verso il Centenario, di tangente in tangente, fino ai piani alti, dove «le cifre crescono, cifre a quattro, cinque zeri». Pelosi favori, fantozzesche genuflessioni, feroci vis-à-vis, una tribù vile e servile.
Dietro le quinte, a muovere il corso delle cose, un boss, il padre di Ernesto, che sarà sopraffatto, una volta ammalatosi, da un boss fresco di conio, il padrino dell’avversario di Ernesto nell’anticamera direzionale. Morale: se un nuovo santo sale sull’altare, a quel santo bisognerà accendere il cero…
(Avanzando di santo in santo, a riaffiorare è la lezione di Oreste del Buono, quando affermò: «Non scriverò più romanzi, meglio fare del giornalismo…Meglio personaggi veri, con storie autentiche. Argomento per un buon libro? Il concorso per il posto di primario chirurgico…». Ecco il pregio di A ogni santo la sua candela: un romanzo che non vuol essere un romanzo).
### Sinossi
Trovare lavoro in Italia in tempo di crisi non è poi così difficile, basta capire come funzionano le cose. E Maristella, donna ambiziosa e calcolatrice rimasta presto vedova con un unico figlio da far arrivare in alto, lo sa bene, e sa che la prima cosa è “mettersi dietro il santo giusto”.
Ernesto si è finalmente laureato in economia e la sua spasmodica ricerca di un’affermazione personale nasce proprio dagli insegnamenti della madre che, cresciuta nei Quartieri Spagnoli di Napoli tra mille difficoltà, ha sempre accarezzato l’idea di un radicale riscatto sociale. In gioventù il suo debole per uomini carismatici e potenti aveva fatto incrociare la sua strada con quella di Alfonso Malatesta, che anni dopo sarebbe diventato un potente boss.
Ernesto è il mezzo attraverso il quale Maristella può finalmente realizzare il suo sogno, e Malatesta potrebbe essere il santo giusto per sistemare suo figlio, trovandogli un impiego adeguato. E così avviene. D’altronde Ernesto ha ereditato da lei la determinazione e l’assenza di scrupoli: per diventare davvero qualcuno non bisogna mai mostrare debolezze, bisogna avere i peli sul cuore, e lui non esita ad applicare la lezione della madre nella sua nuova vita d’ufficio, tra grandi regalie e piccole meschinità.
*A ogni santo la sua candela* racconta la rapida ascesa di un ragazzo convinto di potersi emancipare dalle sue umili origini inserendosi a ogni costo in un meccanismo che si fa sempre più pressante. Dove lo condurrà questa sua smania di farsi strada nel mondo?
Stefano Crupi affronta senza moralismi e ipocrisie un tema di grande attualità, l’Italia del potere corrotto, delle scorciatoie e delle raccomandazioni. Il cuore del romanzo è però la storia vivida e spietata di una madre pronta a tutto per suo figlio e del loro rapporto simbiotico ed esclusivo.

A occhi bassi

Il libro è dedicato alla pastorella di M’Zouda. E della pastorella ricostruisce passo passo tutta la storia: la tenera infanzia tra i berberi, il lavoro umile dei campi, il governo degli animali e della terra, via via fino al suo arrivo in Francia e più propriamente a Parigi. Qui il contatto con il mondo cosmopolita esercita su di lei una forte attrazione. Tutto ciò che la circonda stimola un mutamento e la presa di coscienza di una possibile sua affermazione. Avviene una evoluzione intensa e determinata da una forte volontà; la pastorella si trasforma in donna moderna e aggressiva,inserita nella cultura metropolitana occidentale; una donna che non sa e non vuole tenere gli “occhi bassi”.
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A nudo per te

Lei è Eva Tramell, giovane neolaureata che sta per iniziare il suo primo lavoro in un’importante agenzia pubblicitaria a Manhattan. Lui è Gideon Cross, carismatico e affascinante uomo d’affari, proprietario dell’agenzia e del lussuoso palazzo in cui entrambi lavorano.
Quando si incontrano, l’attrazione tra loro è istantanea e irresistibile, di quelle che non lasciano scampo. Gideon desidera Eva sopra a ogni cosa, ma rifiuta qualunque coinvolgimento sentimentale, perché non vuole mescolare sesso e amore.
Eva, dal canto suo, è travolta da una passione che non pensava avrebbe mai provato, ma non accetta di farsi trattare come un semplice oggetto del desiderio o una trattativa d’affari da portare a termine rapidamente e con successo, cosa a cui lui è abituato da sempre. Entrambi devono fare i conti con un passato difficile e tormentato, e quando inizia a farsi strada un sentimento più profondo, le barriere che hanno faticosamente costruito negli anni per proteggersi rischiano inevitabilmente di crollare.
Sullo sfondo della New York sfavillante dell’alta finanza, dove apparenza e ricchezza contano più di ogni altra cosa, Eva e Gideon sono costretti a mettersi totalmente in gioco e a lasciarsi andare alla loro ossessione. A nudo per te è il primo romanzo della Crossfire Trilogy che ha raggiunto subito i vertici delle classifiche americane e inglesi, diventando in pochissime settimane un bestseller internazionale. Una storia unica e indimenticabile, un mix esplosivo di erotismo e seduzione: A nudo per te è questo e molto di più.
(source: Bol.com)

A noi vivi

“È a noi vivi che spetta portare a termine il lavoro lasciato incompiuto da quelli che qui combatterono”, disse il presidente Abramo Lincoln nel celebre discorso di Gettysburg del 1863, pensando al futuro della nazione americana. Ed è a noi vivi – lettori del ventunesimo secolo – che spetta meditare sul progetto utopico di Robert A. Heinlein, già tutto racchiuso in questo suo primo romanzo scritto tra il 1938 e il 1939 e rimasto inedito fino al 2004. Un libro che racconta il mondo come sarà fra ottant’anni, pieno di benessere e libertà, una minuziosa indagine storica” che comincia nel più classico dei modi: il 12 luglio 1939 Perry Nelson finisce fuori strada per una gomma bucata e precipita verso il mare. L’ultima cosa che vede è una ragazza con un costume da bagno verde, ma quando riapre gli occhi c’è un’altra donna accanto a lui, Diana; il paesaggio è cambiato e soprattutto diversa è la data sul calendario: 7 gennaio 2086…
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A mosca cieca

Una telefonata nel cuore della notte convoca Peter Deker, detective della Omicidi di Los Angeles, sulla scena di un efferato delitto: qualcuno ha fatto irruzione nella proprietà di Guy Kaffey, ricchissimo imprenditore edile, e ha assassinato lui, sua moglie e quattro dipendenti.
Deker e i suoi non ci mettono molto a capire che Kaffey, filantropo noto per aver finanziato associazioni benefiche che operano nel recupero degli ex delinquenti e per averne assunti alcuni come guardie del corpo è stato ucciso in quello che ha tutte le caratteristiche di un inside job… ma si tratta di un semplice tentativo di rapina finito male o è qualcosa di più? Perché è evidente che un uomo del genere non diventa ricco senza farsi dei nemici.
Per Deker l’unica consolazione, durante le complicate indagini per risalire al mandante dell’omicidio, è sapere che sua moglie, Rina Lazarus, è stata scelta come membro della giuria in un processo e quindi è al sicuro. Poi l’incontro casuale con un interprete che lavora in tribunale trascina Rina nel cuore delle indagini del marito e sulla strada di una gang di killer spietati. E a quel punto Deker non ha alternative: se vuole salvarla deve scoprire il colpevole.
Un’indagine appassionante e realistica, un susseguirsi di colpi di scena e due protagonisti favolosi: Deker e Rina. Un romanzo perfetto per tutti i fan di Kathy Reichs e serie tv come Law & Order.
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### Sinossi
Una telefonata nel cuore della notte convoca Peter Deker, detective della Omicidi di Los Angeles, sulla scena di un efferato delitto: qualcuno ha fatto irruzione nella proprietà di Guy Kaffey, ricchissimo imprenditore edile, e ha assassinato lui, sua moglie e quattro dipendenti.
Deker e i suoi non ci mettono molto a capire che Kaffey, filantropo noto per aver finanziato associazioni benefiche che operano nel recupero degli ex delinquenti e per averne assunti alcuni come guardie del corpo è stato ucciso in quello che ha tutte le caratteristiche di un inside job… ma si tratta di un semplice tentativo di rapina finito male o è qualcosa di più? Perché è evidente che un uomo del genere non diventa ricco senza farsi dei nemici.
Per Deker l’unica consolazione, durante le complicate indagini per risalire al mandante dell’omicidio, è sapere che sua moglie, Rina Lazarus, è stata scelta come membro della giuria in un processo e quindi è al sicuro. Poi l’incontro casuale con un interprete che lavora in tribunale trascina Rina nel cuore delle indagini del marito e sulla strada di una gang di killer spietati. E a quel punto Deker non ha alternative: se vuole salvarla deve scoprire il colpevole.
Un’indagine appassionante e realistica, un susseguirsi di colpi di scena e due protagonisti favolosi: Deker e Rina. Un romanzo perfetto per tutti i fan di Kathy Reichs e serie tv come Law & Order.

A morte lo shogun

Ha un che di contagioso l’energia che circola per le vie di Edo, l’antica Tokio: un viavai incessante, un grande fiume che scorre giorno e notte. Guardie e mercanti, acrobati e mendicanti, operai, manovali e capannelli animati da pettegolezzi che rimbalzano in infinite nuove versioni, Ieyasu, il nuovo shogun, è scampato per un soffio a un attentato mortale. La notizia si propaga come le onde di un terremoto. I suoi fedeli hanno già un nome per l’attentatore: Matsuyama Kaze. Kaze – letteralmente ‘vento nella pineta’ – è un samurai viandante, un maestro di spada, non avrebbe mai usato un moschetto per uccidere. Bello come un attore, saggio come un maestro zen, forte e astuto come un guerriero, quest’uomo straordinario si aggira nel luogo dell’attentato per tutt’altra ragione. Ha promesso ai suoi ex signori, rovinati e disonorati proprio dall’avvento di Ieyasu, di ritrovare la loro figlia, una bimba di nove anni, probabilmente finita in un bordello nella ‘Città delle bambole’, il quartiere a luci rosse della capitale. Costretto a camuffarsi da giocoliere per sfuggire alle guardie imperiali, Kaze fa innamorare un’attrice kabuki, aiuta due balordi a evitare la bancarotta e porta finalmente a compimento la propria missione.
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A Me Le Guardie!

Ankh-Morpork è la città più grande del Mondo Disco, che è un mondo piatto che vaga nello spazio, sorretto da quattro elefanti che poggiano sul guscio di una tartaruga gigante… Ad Ankh-Morpork tutto è in vendita, i ladri rubano solamente su appuntamento, gli assassini pagano regolarmente le tasse e i testi magici della Biblioteca dell’Università Invisibile vengono incatenati agli scaffali per impedire che scappino e le guardie non devono arrestare nessuno. O almeno, di solito e cosi…

A mani vuote

Il caldo umido e appiccicoso di un agosto a Parma riflette, curiosamente, la condizione del commissario Soneri, alle prese con un caso bollente, che lo invischia sempre più e la cui soluzione non è affatto a portata di mano. Francesco Galluzzo, commerciante del centro, è stato picchiato a morte, in casa sua, da ignoti aggressori. Il movente della rapina è debole, mentre – dopo le prime indagini – sembra più consistente quello di una “lezione” finita male. Ulteriori ricerche indirizzano il commissario verso un noto usuraio, Gerlanda, a cui la vittima doveva dei soldi, e, successivamente, su una pista che odora di cocaina. Ma con il procedere dell’inchiesta il poliziotto si rende conto che la fine di Galluzzo rappresenta solo un dettaglio, un particolare quasi insignificante in un disegno più vasto nel quale la vera vittima è la stessa città. Che inesorabilmente qualcuno si sta mangiando a morsi voraci. Una criminalità di tipo nuovo, travestita da irreprensibili società finanziarie e immobiliari, ha rimpiazzato la vecchia guardia, costituita da tipi come Gerlanda, ormai buoni solo per la pensione. E al commissario non rimane che prenderne atto mentre, con amarezza mista a indignazione, si avvia a chiudere il caso. La sua Parma si è perduta, ha sostituito Mammona a Dio e preferisce vivere solo nel presente, meglio se con pochi sacrifici¿
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Il caldo umido e appiccicoso di un agosto a Parma riflette, curiosamente, la condizione del commissario Soneri, alle prese con un caso bollente, che lo invischia sempre più e la cui soluzione non è affatto a portata di mano. Francesco Galluzzo, commerciante del centro, è stato picchiato a morte, in casa sua, da ignoti aggressori. Il movente della rapina è debole, mentre – dopo le prime indagini – sembra più consistente quello di una “lezione” finita male. Ulteriori ricerche indirizzano il commissario verso un noto usuraio, Gerlanda, a cui la vittima doveva dei soldi, e, successivamente, su una pista che odora di cocaina. Ma con il procedere dell’inchiesta il poliziotto si rende conto che la fine di Galluzzo rappresenta solo un dettaglio, un particolare quasi insignificante in un disegno più vasto nel quale la vera vittima è la stessa città. Che inesorabilmente qualcuno si sta mangiando a morsi voraci. Una criminalità di tipo nuovo, travestita da irreprensibili società finanziarie e immobiliari, ha rimpiazzato la vecchia guardia, costituita da tipi come Gerlanda, ormai buoni solo per la pensione. E al commissario non rimane che prenderne atto mentre, con amarezza mista a indignazione, si avvia a chiudere il caso. La sua Parma si è perduta, ha sostituito Mammona a Dio e preferisce vivere solo nel presente, meglio se con pochi sacrifici¿

A letto con Maggie

Rose e Maggie sono sorelle ma hanno davvero poco in comune. Rose è avvocato, ha una vita regolare e sogna di incontrare un uomo che la ami sinceramente. Maggie di uomini ne ha quanti ne vuole, ma la sua vita è un vero disastro. Tutto funziona finché gli ingredienti non si mescolano: a quel punto, il cocktail è esplosivo! Da un’autrice tradotta in tutto il mondo, il romanzo da cui è stato tratto il film In her shoes.