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La società contro lo Stato. Ricerche di antropologia politica

Partendo dalla critica del pregiudizio etnocentrico, Clastres muove alla scoperta di quelle culture amerindiane in gran parte distrutte dall’avanzata della civiltà occidentale, che non riuscì a integrarle. Attraverso una attenta lettura dei miti, dei riti, delle istituzioni sociali, dei costumi sessuali, dei modi di produzione, la scoperta principale a cui perviene Clastres è l’importanza politica dei capi, non tanto come incapacità di produrre forme più evolute di convivenza, ma come alternativa culturale al modello occidentale di società politica, lo Stato.
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Smith, uno strano ladro nella strana Londra

Si chiama semplicemente Smith, ha dodici anni ed è il borsaiolo più abile di Londra: rapide e leggere, le sue dita vuotano le tasche dei ricchi con la rapidità del lampo… Finché, un giorno, Smith si trova tra le mani un misterioso documento, e da quell’istante non ha più pace. Inseguito per le cantine e i vicoli della vecchia Londra da feroci avversari, dopo mille avventure riuscirà finalmente a trovare il bandolo dell’intricata matassa, con l’aiuto di un giudice cieco e di un bandito gentiluomo.

Smettila di incasinarti!

Non c’è alcun dubbio che l’esistenza di tutti noi si sia fatta più complicata. Il problema è che nella maggioranza dei casi siamo noi stessi, seppur inconsapevolmente, a incasinarla. Con questo libro Roberto Re, il più famoso life coach italiano e autore del bestseller Leader di te stesso, svela i meccanismi psicologici che costituiscono le cause principali dei nostri casini. Con stile chiaro e pratico, l’autore descrive così le dieci situazioni-tipo di casino, offrendo per ognuna di queste le contromosse adeguate. L’obiettivo, nelle parole dello stesso Re, è quello ”di pensare in maniera diversa, di desiderare qualcosa di più per te stesso, di reclamare il tuo diritto di nascita come essere umano: la felicità. Insomma, spingerti a fare qualcosa di diverso, per ottenere risultati migliori. Per te stesso. E scoprire che la vita, alla fin fine, è molto meno complicata di quello che si dice in giro”.
(source: Bol.com)

Lo smemorato di Tapiola

Il sole splende raggiante, una leggera brezza turbina nell’aria, dalle parti di Lestijarvi, una madre di famiglia sforna brioche alla cannella; un automobilista ubriaco, nelle vicinanze di Kokkola, provoca un incidente mortale. Insomma in Finlandia è iniziata l’estate. In questa frizzante mattina, il vecchio consulente agrimensore Taavetti Rytkonen, in preda all’amnesia, si trova in mezzo a un parcheggio di taxi, con l’apparente e unica preoccupazione di farsi un perfetto nodo alla cravatta. E’ il giovane tassista Seppo Sorjonen che si offre di aiutarlo. Rytkonen scopre una mazzetta di banconote nella sua tasca, Sorjonen è su quattro ruote pronto a godersi l’estate. Così i due uomini scorrazzano nell’Ostrobotnia.

Il sistema riproduttivo

Classico romanzo d’automazione, ma anche di indiavolato divertimento, Il sistema riproduttivo ha consacrato John Sladek fra i grandi della fantascienza e la sua pubblicazione in questa collana non poteva mancare. Molte volte la sf si è occupata di macchine, ma mai con il vigore e l’astuzia di questo grande libro: infatti, che cosa accadrebbe se un giorno venisse inventata la macchina capace di figliare? Un interrogativo che quando il romanzo fu scritto sembrava del tutto utopico e futuribile, ma che oggi, in tempi di robot industriali, ha assunto un nuovo, sinistro colorito senza perdere nulla dell’originario divertimento. Se le macchine di tutto il mondo trovassero davvero il sistema di riprodursi da sole, qualcuno, sulla Terra, sarebbe di troppo…

Il sistema periodico

Azoto, carbonio, idrogeno, oro, arsenico… Sono ventuno gli elementi chimici che dànno il titolo ai racconti di questo libro, e ventuno i capitoli di un’autobiografia che per affinità e accostamenti corre sul filo di una storia personale e collettiva, affondando le radici nell’oscura qualità della materia, raccontando le storie di un mestiere «che è poi un caso particolare, una versione piú strenua del mestiere di vivere». È questo il gigantesco minuscolo gioco che lega osservazione, memoria, scrittura: ne esce ricostruita la vicenda di una formazione maturata negli anni del fascismo, poi nelle drammatiche vicende della guerra: di chi, partendo dalla concretezza del lavoro, impara a capire le cose e gli uomini, a prendere posizione, a misurarsi con ironia e autoironia. Un De rerum natura metafora dell’esistenza, in cui emergono, nel volgersi del racconto, stranezze, fallimenti e riuscite imprevedibili. Con un’intervista all’autore di Philip Roth.

La sirena rossa

Lui è Hugo Cornelius Toorop, “spirito libero” reduce dalla Bosnia. Lei è Alice Kristensen, una ragazzina in fuga dalla madre, diabolica imprenditrice di snuff movies, videocassette che grondano sangue. Hugo ed Alice si incontrano per caso ad Amsterdam, mentre alle spalle della bambina incalzano i killer incaricati di farla tacere. Uniche speranze di salvezza, forse, un Paese lontano, il ricordo di un ex marinaio e un enigmatico nome in codice, da decifrare a ogni costo: Sirena Rossa… Inizia così un lungo, rischiosissimo viaggio che, chilometro dopo chilometro, frontiera dopo frontiera, cadavere dopo cadavere, si trasforma in un’allucinata discesa nel cuore nero del Vecchio Continente.

Sinistra e popolo. Il conflitto politico nell’era dei populismi

Luca Ricolti ripercorre i cambiamenti sociopolitici degli ultimi quarant’anni, dalle origini della globalizzazione alla crisi delle economie avanzate, per arrivare a una dolorosa, stringente riflessione: ovunque in Occidente il popolo cerca protezione dalle conseguenze della crisi e dalle fragilità dello scenario globale, ma la sinistra inevitabilmente impegna le sue energie per sminuire i problemi che gli elettori percepiscono come principali: disoccupazione, politiche di austerità, immigrazione, terrorismo. Se dunque, al di qua quanto al di là dell’Atlantico, i cittadini alzano aggressivamente la testa nei confronti di una sinistra impotente quando non addirittura cieca di fronte all’onda montante di paura che li travolge, non è così strano che il populismo si proponga come risposta, per quanto sommaria e inadeguata, alle angosce del presente.

La Sinfonia delle Tenebre

Diversi secoli fa la Terra venne spazzata da una lunga serie di guerre disastrose, lasciando intatte nello spazio numerose colonie di ribelli e fuoriusciti politici. E dal loro pianeta un giorno i Musicisti decisero di tornare per riprendere possesso del mondo che li aveva scacciati: decisero di tornare e di vendicarsi. Ora la grande città-stato dei Musici si erge con i suoi palazzi di puro suono e le sue mura invalicabili al centro di una brulla distesa abitata da creature che difficilmente potrebbero essere chiamate uomini: i Mutanti. Ma il germe di una Strana rivolta serpeggia fra gli ultimi discendenti di coloro che furono gli originali proprietari della Terra e contagia un giovane Musico il cui passato cela un incredibile segreto. Travolto nella congiura che per vent’anni si è maturata alla sua ombra, dovrà lottare per la vita attraverso l’unica via di scampo consentita: la morte.

La simmetria dei desideri

Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trentanni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, lesercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza ver-gogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto.
Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista ir-responsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie.
Durante la partita Amichai ha unidea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati?
Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima lha vista alla mensa delluniversità, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dellamico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».
Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai pros-simi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Pos-sibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.
Intorno a loro, allinizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita. I quattro protagonisti hanno a loro volta cercato di dimenticare la Prima Intifada, quando erano soldati dellesercito, mentre la Seconda Intifada li costringe a porsi domande sul proprio futuro. In un mondo come questo è davvero possibile, è davvero giusto avere dei desideri?
«Ognuno potrebbe scrivere su un bigliettino dove sogna di trovarsi fra quattro anni. Dal punto di vista personale, professionale. Da tutti i punti di vista. E ai prossimi Mondiali apriremo ibiglietti e vedremo cos’è successo nel frattempo».
Quattro giovani amici, il meglio della vita davanti a loro, tre desideri ciascuno. Magari la ragazza ideale, la speranza di un mondo più giusto. O una passione che diventi realtà. Ma cosa accade quando l’attrito del tempo fa desistere i sogni, e dissolve le ambizioni più vere?
«La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle Avventure della ragazza cattiva di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto, e che non m’ intenerivo così per la causa di un personaggio».
Alessandro Piperno, Il Corriere della Sera
«Eshkol Nevo è una voce fondamentale della giovane narrativa israeliana, forse il più vicino a David Grossman per la capacità di raccontare il rapporto sottile che esiste tra le vite individuali e la storia collettiva».
Nouvel Observateur
«Ironico e disincantato, Eshkol Nevo è uno dei nuovi e controversi autori che arrivano oggi da Israele».
D, la Repubblica delle donne
«La simmetria dei desideri è scritto meravigliosamente, in uno stile felice e diretto, di delicato umorismo. Eshkol Nevo riveste un ruolo importante nella nostra letteratura contemporanea».
Haaretz
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### Sinossi
Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trentanni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, lesercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza ver-gogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto.
Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista ir-responsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie.
Durante la partita Amichai ha unidea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati?
Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima lha vista alla mensa delluniversità, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dellamico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».
Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai pros-simi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Pos-sibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.
Intorno a loro, allinizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita. I quattro protagonisti hanno a loro volta cercato di dimenticare la Prima Intifada, quando erano soldati dellesercito, mentre la Seconda Intifada li costringe a porsi domande sul proprio futuro. In un mondo come questo è davvero possibile, è davvero giusto avere dei desideri?
«Ognuno potrebbe scrivere su un bigliettino dove sogna di trovarsi fra quattro anni. Dal punto di vista personale, professionale. Da tutti i punti di vista. E ai prossimi Mondiali apriremo ibiglietti e vedremo cos’è successo nel frattempo».
Quattro giovani amici, il meglio della vita davanti a loro, tre desideri ciascuno. Magari la ragazza ideale, la speranza di un mondo più giusto. O una passione che diventi realtà. Ma cosa accade quando l’attrito del tempo fa desistere i sogni, e dissolve le ambizioni più vere?
«La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle Avventure della ragazza cattiva di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto, e che non m’ intenerivo così per la causa di un personaggio».
Alessandro Piperno, Il Corriere della Sera
«Eshkol Nevo è una voce fondamentale della giovane narrativa israeliana, forse il più vicino a David Grossman per la capacità di raccontare il rapporto sottile che esiste tra le vite individuali e la storia collettiva».
Nouvel Observateur
«Ironico e disincantato, Eshkol Nevo è uno dei nuovi e controversi autori che arrivano oggi da Israele».
D, la Repubblica delle donne
«La simmetria dei desideri è scritto meravigliosamente, in uno stile felice e diretto, di delicato umorismo. Eshkol Nevo riveste un ruolo importante nella nostra letteratura contemporanea».
Haaretz

Il silenzio dei rapiti

Kansas. Uno scuolabus viene bloccato da tre evasi che non hanno più niente da perdere: otto bambine sordomute vengono prese in ostaggio insieme alle loro insegnanti e trascinate in un vicino mattatoio. Il capo degli evasi, un sadico pluriomicida, minaccia di uccidere una persona ogni ora se le sue condizioni non verranno accettate, e Arthur Potter, il negoziatore mandato dall’FBI, ha solo dodici ore per convincerlo a rilasciare gli ostaggi. Dodici ore per trovare la giusta linea di trattativa e imparare a ragionare con la testa dell’assassino. Ma mentre si gioca questa estenuante guerra psicologica, all’interno del macabro mattatoio Melanie, un’insegnante sordomuta, si rivela un aiuto insperato.

Il silenzio dei chiostri

Un omicidio nel convento delle sorelle del Cuore Immacolato: il cadavere di frate Cristóbal dello Spirito Santo è stato ritrovato accanto alla teca che custodiva il Beato Asercio de Montcada. E il corpo sacro è scomparso. Per Petra e Garzón un ventaglio contraddittorio di ipotesi da verificare, in un ambiente odoroso di incenso ma alquanto reticente.

Il silenzio degli innocenti

Hannibal Lecter è una psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato, un perfetto gentiluomo dotato di un sottile senso dell’umorismo. Ha un unico difetto: è un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Quando Clarice Starling, brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento dell’Fbi, si reca a visitarlo nel manicomio criminale dove è rinchiuso, il dottor Lecter, attratto dalla ragazza e spinto dal desiderio di entrare nella sua personalita, decide di aiutarla. Clarice vuole da lui elementi utili alla cattura di Buffalo Bill, il “mostro” che terrorizza l’America. Ma il prezzo della collaborazione di Lecter è uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill solo se Clarice accetteràa di svelargli i suoi ricordi più tormentati.

Silenzio

Questo libro è dedicato al silenzio, uno spazio necessario per ritrovare la nostra identità, per perderci in sterminati campi incolti dove i sogni, come le piante, inaridiscono e muoiono. La nostra vita scorre in mezzo al chiasso, tra fiumi di parole spesso inutili che servono solo a coprire le nostre incertezze, il disagio interiore quando siamo a contatto con gli altri. Solo il silenzio ci consente di ritagliare spazi di buonsenso per non essere travolti dal ritmo incalzante dell’arroganza dilagante, per intrecciare un dialogo sereno con noi stessi e con gli altri.

La signorina

Dopo *Il ponte sulla Drina* e *La cronaca di Travnik*, il romanzo *La Signorina* (1943-1945) chiude la trilogia epica in cui Ivo Andric ripercorre attraverso l’invenzione narrativa gli eventi della sua terra, i Balcani.
In *La Signorina*, però, l’epica lascia il posto alla quotidianità per mostraci le vicende di una donna dominata dall’avarizia e da un giuramento fatto ai suoi avi che la conduce tragicamente alla devozione per la ricchezza: è l’emergere di una classe imprenditoriale che snatura il mito del passato. Alla stregua dei grandi della letteratura mitteleuropea, è l’indagine interiore e non il grande affresco storico a prefigurare i cambiamenti della storia del Novecento. *La Signorina* disprezza la vita e suoi tumulti, barricata nella certezza dell’accumulazione, unico vero bastione contro gli eventi esterni. Tardivamente, però, la passione irrompe nella sua vita e la travolge.