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L’addormentato cuore

Adolfo e Ulrico Brea, fratelli, sono proprietari di un grande albergo a Nizza. Adolfo si è innamorato di Désirée, una drogata che lo sta portando su quella strada. Ospite dei Brea vi è Soledad, la cugina spagnola, che capisce il pericolo che corre Adolfo e sarà la sola capace di aiutarlo.

Addominali Scolpiti. Il Metodo IBER per Avere un Addome Magro e Forte senza Palestra né Attrezzi

Programma di Addominali Scolpiti
Il Metodo IBER per Avere un Addome Magro e Forte senza Palestra né Attrezzi

COME INIZIARE PER NON FALLIRE
Scopri il ruolo degli addominali nella funzionalità del corpo.
Quali sono i muscoli che ti permettono di flettere e ruotate il busto.
Perchè allenare i tuoi addominali con il Functional Training.
Come allenarti senza spendere soldi ottenendo risultati.
Cos’è il Metodo IBER.
Come ottenere risultati allenandoti in 10-15 minuti.

COME AFFRONTARE IL METODO IBER PRINCIPIANTE
Chi può adottare il Metodo IBER per Principianti.
A cosa serve il Test Addominali Principiante.
Gli esercizi del livello Principiante per non incorrere in spiacevoli infortuni.
Cosa fare se gli esercizi per il Metodo IBER Principiante sono troppo semplici o impegnativi per il tuo livello.

COME AFFRONTARE IL METODO IBER INTERMEDIO
Scopri se il Metodo IBER Intermedio è adatto a te.
Come superare il Test Addominali Intermedio.
Quali sono gli esercizi che compongono il Metodo IBER Intermedio.
Come eseguire gli esercizi sempre con la tecnica corretta.

COME AFFRONTARE IL METODO IBER AVANZATO
Scopri se il Metodo IBER Avanzato è adatto a te.
I Segreti per superare il Test Addominali Avanzato.
Quali esercizi compongono il Metodo IBER Avanzato.
(source: Bol.com)

Addomesticati: La strana evoluzione degli animali che vivono accanto all’uomo

Molte specie antenate degli attuali animali domestici si sono estinte. Altre, come il lupo – progenitore riconosciuto di tutti i nostri cani – vivono ancora allo stato selvatico, ma non possono certo vantare la consistenza numerica e l’onnipresenza dei loro discendenti domestici. Dal punto di vista evoluzionistico, insomma, lasciarsi addomesticare dall’uomo conviene: è una sorta di assicurazione contro l’estinzione.
La domesticazione è un fenomeno evoluzionistico vistosamente accelerato, nel quale la prossimità con l’uomo agisce come un potente fattore selettivo. Con l’incremento della docilità, però, compaiono numerose alterazioni anatomiche e comportamentali, che sono in qualche modo collegate tra loro e sono comuni a tutte le specie domestiche. Gli scienziati la chiamano «sindrome da domesticazione»: una specie di «pacchetto tutto compreso», da accettare in cambio di un pasto sicuro e un rifugio all’ombra degli umani, che non riguarda solo cani e gatti, ma anche maiali, pecore, capre, bovini, cavalli, cammelli, renne e perfino i procioni, sempre più comuni nei cortili delle case degli Stati Uniti.
A fronte di una variabilità morfologica strabiliante (si pensi alle enormi differenze che ci sono tra un danese e un chihuahua), gli animali domestici mostrano però un’incredibile uniformità genetica, il che apre interessanti quesiti sui meccanismi evolutivi coinvolti, che sono magistralmente esposti dall’autore di questo libro.
E c’è di più: sembrerebbe che anche noi umani ci siamo «auto-addomesticati», accelerando in questo modo la nostra evoluzione e la nostra adattabilità.
In questo libro Richard Francis ci accompagna con enorme competenza in un viaggio alla scoperta del mondo della domesticazione, armato delle più recenti conoscenze scientifiche, ma anche di un’insaziabile voglia di raccontare storie.
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### Sinossi
Molte specie antenate degli attuali animali domestici si sono estinte. Altre, come il lupo – progenitore riconosciuto di tutti i nostri cani – vivono ancora allo stato selvatico, ma non possono certo vantare la consistenza numerica e l’onnipresenza dei loro discendenti domestici. Dal punto di vista evoluzionistico, insomma, lasciarsi addomesticare dall’uomo conviene: è una sorta di assicurazione contro l’estinzione.
La domesticazione è un fenomeno evoluzionistico vistosamente accelerato, nel quale la prossimità con l’uomo agisce come un potente fattore selettivo. Con l’incremento della docilità, però, compaiono numerose alterazioni anatomiche e comportamentali, che sono in qualche modo collegate tra loro e sono comuni a tutte le specie domestiche. Gli scienziati la chiamano «sindrome da domesticazione»: una specie di «pacchetto tutto compreso», da accettare in cambio di un pasto sicuro e un rifugio all’ombra degli umani, che non riguarda solo cani e gatti, ma anche maiali, pecore, capre, bovini, cavalli, cammelli, renne e perfino i procioni, sempre più comuni nei cortili delle case degli Stati Uniti.
A fronte di una variabilità morfologica strabiliante (si pensi alle enormi differenze che ci sono tra un danese e un chihuahua), gli animali domestici mostrano però un’incredibile uniformità genetica, il che apre interessanti quesiti sui meccanismi evolutivi coinvolti, che sono magistralmente esposti dall’autore di questo libro.
E c’è di più: sembrerebbe che anche noi umani ci siamo «auto-addomesticati», accelerando in questo modo la nostra evoluzione e la nostra adattabilità.
In questo libro Richard Francis ci accompagna con enorme competenza in un viaggio alla scoperta del mondo della domesticazione, armato delle più recenti conoscenze scientifiche, ma anche di un’insaziabile voglia di raccontare storie.

Addio. Il romanzo della fine del lavoro

Un romanzo sulla nostra identità perduta, sul lavoro come valore fondante che rinnova una tradizione che sembrava ormai persa, quella di una letteratura civile che racconta la vita, le lotte e il sangue versato dai lavoratori. Angelo Ferracuti, non nuovo al genere del romanzo-verità in presa diretta sulla società in cambiamento, ambienta il nuovo libro in una zona della Sardegna che in passato dava lavoro a migliaia di persone e che adesso è praticamente abbandonata. Siamo nel Sulcis-Iglesiente, terra di miniere e dell’epica operaia, e ora provincia più povera d’Europa con i suoi 30.000 disoccupati su 130.000 abitanti e 40.000 pensionati spesso usciti dal mondo del lavoro dopo aver contratto malattie terribili come la silicosi. Ecco la crisi di un mondo in disfacimento, legata a un modello di organizzazione del lavoro novecentesco e ormai ossidato come il ferro dei castelli degli ascensori abbandonati di Carbonia. Ferracuti viaggia tra queste terre avvelenate e incontra una popolazione vinta, malata, povera ma piena di dignità, in una condizione che riassume tutte le contraddizioni del presente, come quella tra salute e lavoro, mentre le multinazionali dell’alluminio delocalizzano in Islanda e in Arabia Saudita. Qui è finito il Novecento ed è iniziato non si sa che cosa. Rimane la nostalgia e un buco nero a tratti rischiarato dall’assistenza dello Stato che tutti aspettano come unica salvezza.
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Addio, Mister Chips

Romanzo dello scrittore inglese James Hilton (1900-1954), pubblicato nel 1934. Mr Chipping, chiamato confidenzialmente Chips, ha insegnato per molti decenni nella scuola di Brookfield. Ora, a ottantacinque anni, sa che la morte è vicina e lascia scorrere davanti agli occhi della memoria il film della sua vita: le prime esperienze professionali nel 1870, una serie quasi interminabile di vicende con alunni e colleghi, il breve felice periodo del matrimonio, il pensionamento nel 1913, il ritorno all'insegnamento durante la prima guerra mondiale e il collocamento a riposo dopo il 1918. Ai ricordi personali si mescolano quelli di eventi importanti per l'Inghilterra a partire dal 1870: la guerra fra Francia e Prussia, la guerra dei boeri, la morte della regina Vittoria, la prima guerra mondiale, lo sciopero generale del 1926 e la crisi economica. Nonostante l'amore per la scuola, Mr. Chips non è mai stato un pedagogo per vocazione, così cóme non a mai posseduto un particolare «talento» per l'insegnamento. Con la storia del suo anti-eroe, H. si rivolgeva ai sentimenti di quegli inglesi che, con più o meno giustificata nostalgia, pensavano al «buon tempo antico» antecedente al 1914, quando la potenza mondiale dell'Inghilterra appariva florida e indistruttibile. La figura del vecchio amabile insegnante, che H. a evocato anche in Ghirlanda per mister Chips [To you, Mr Chips, 1938], incontrò fra i lettori inglesi e americani grande successo. Hermann Hesse lo definì «un racconto particolarmente riuscito, un pezzo da collezione, per la carica di umorismo, in fondo un libro sentimentale».

L’addio

«Mi chiamo D’Arco e sono uno sbirro morto.» Comincia così questo travolgente romanzo, metafisico e d’azione. Il protagonista è un uomo pieno di dolore, delicatezza e furore, chiamato a compiere una missione impossibile. La città dei vivi e quella dei morti sono vicine, comunicanti, e si assomigliano molto. La polizia dei vivi e la polizia dei morti sono in contatto e collaborano, quando devono risolvere i casi più difficili. Dispongono di cellulari tarati per la comunicazione tra vivi e morti, e di e-mail criptate. Ma c’è un’altra cosa, che però nessuno sa dire: quale dei due mondi venga prima. Ora D’Arco deve tornare nel mondo dei vivi, nel quale fu ucciso, per fermare un massacro di vittime innocenti. Ma, se la morte venisse davvero prima della vita e il male prima del bene, come si potrà invertire la spirale? D’Arco ci proverà perché è uno che non si arrende, perché ha una formidabile guida e un alleato: un bambino dal cranio rasato, gli occhi spalancati e i denti serrati, una creatura senza più voce e con il collo percorso da una cicatrice prodotta da una collana di filo spinato, ma con la volontà attraversata dalla stessa indomabile sete di giustizia. Una coppia di eroi fragili e indistruttibili, individui solitari e disillusi ma disposti a mettere in gioco tutto per difendere chi sia stato umiliato e offeso: un uomo che si è gettato alle spalle le speranze e un bambino muto ma capace di guardare e vedere nel futuro e nell’abisso, come quei fanciulli straordinari cari all’apologetica di alcune fedi religiose. Un romanzo di combattimento attraversa­to da una cocente storia d’amore e da interrogativi vertiginosi, che è anche una meditazione estrema sulla presenza del male e del dolore nel mondo e sulla possibilità di salvezza. Un’avventura totale, poetica e conoscitiva, nata in un momento cruciale della vita dell’autore. Con questa nuova opera Moresco irrompe in un genere letterario popolare e nobile al tempo stesso, il romanzo poliziesco, per terremotarlo, aprirlo a nuovi orizzonti e condurlo in territori inesplorati. Come è caratteristica di questo scrittore, sempre fedele a se stesso e alle sue tematiche eppure capace di spingere ogni volta più in là la sua energia visionaria e la sua incrollabile fiducia nella forza dell’intransigenza e nelle possibilità della letteratura.

Addio mia amata

Sullo sfondo di una California ricca e corrotta, pullulante anche di miserabili in attesa del colpo grosso, Philiph Marlowe viene sguinzagliato sulle tracce di un marito scomparso. Si imbatte in un ex carcerato, uscito di galera dopo otto anni di detenzione, e da lui viene incaricato di trovare la sua donna, anche lei scomparsa. Ne nasce una vicenda a tinte forti, condita di ricatti e violenza, lusso e una lunga catena di delitti. Un autentico capolavoro del genere “hard boiled”. Dal romanzo sono stati tratti anche i film “L’ombra del passato” (1944), interpretato da Dick Powell, e “Marlowe, il poliziotto privato” (1975), con Robert Mitchum e Charlotte Rampling.

Addio e ritorno

Virginia è bella e determinata. Cresciuta tra la miseria e le sopraffazioni, sa da cosa sta scappando e dove vuole arrivare: la carriera di attrice a Roma, una vita felice. Francesco invece è il viziato rampollo di una dinastia di industriali e quando si ha tutto, come lui, niente ha più valore.
Il loro è un incontro destinato a scolorare nell’oblio: troppe le differenze, infinite le incomprensioni.
Poi Virginia resta coinvolta con Francesco in un violento sequestro di persona e, nell’inferno dei mesi di prigionia, solo l’amore reciproco riesce a tenerli in vita. Ma quel sentimento saprà resistere ai pregiudizi e alle macchinazioni del mondo esterno? La storia spietata e incantevole di un amore più forte della violenza e della menzogna.

Addio bocce

«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»Antonio D’Orrico, «La lettura – Corriere della Sera»«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»Bruno Quaranta, «Tuttolibri»«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»Fulvio Panzeri, «Avvenire»Arabino Scisté ha un solo obiettivo nella vita: trovare il modo di farsi apprezzare. Ma il destino si è accanito su di lui in maniera quasi beffarda. Un fisico inadatto a tutto, un carattere schivo e mille sfortune lo hanno relegato in un angolo, e a Bellano fa lo scrivano aggiunto in municipio. Finché, per una serie di circostanze per una volta favorevoli, gli viene chiesto di assumere l’incarico di dirigere la Società Sportiva Bocciofila Bellanese. È l’occasione del suo riscatto. Arabino ci si dedica con tutto sé stesso, vive ormai solo per la Bocciofila. E ottiene anche risultati. Su tutti, la creazione, nel 1954, della sezione Agonisti separata da quella degli Amatori. La Bocciofila miete successi ovunque e non sembra avere rivali, tranne uno, inaspettato e imprevedibile, che prende le forme incredibili della senatrice Merlin, colei che con la legge del 1958 decretò la chiusura delle case di tolleranza. Ma che c’entrano le signorine del casino di Lecco con le bocce di Bellano?

Addio alla Terra

Andre Norton, che i nostri lettori hanno già avuto modo di apprezzare, ci offre un altro dei suoi romanzi pieni di tensione e di suspense su uomini e fatti nello spazio cosmico. È, questo “Addio alla Terra”, un racconto di inseguimenti e di terrore, culminanti con la fuga di un gruppo di uomini audaci e disperati sul pianeta di un altro Sistema Solare. Sulla Terra è diventato impossibile vivere per chi ama la libertà e la giustizia, per chi odia le violenze e l’ignoranza bruta, per chi non si vuol adattare a una vita vuota, senza avvenire. Una fuga all’ultimo momento e un viaggio attraverso gli spazi cosmici, che dovrà durare secoli, porta i protagonisti di questo romanzo davvero straordinario sulla superficie di un altro pianeta, dove crescono alberi dai frutti dorati come i mitici pomi, e si estendono le rovine di antichissime metropoli di una civiltà che si è autoestinta. Uno strano popolo di anfibi fa infine la sua comparsa a coronare una delle più belle trame che la fantascienza avventurosa e di “anticipazione” abbia mai prodotto.

Addio all’estate

1929: l’estate si rifiuta di finire e l’inizio dell’ottobre si rivela inaspettatamente caldo. Ma nel villaggio di Green Town, Illinois, è scoppiata la guerra civile: quel conflitto vecchio come il mondo che oppone i giovani agli anziani. A scatenare le ostilità sono il tredicenne Douglas Spoulding e la sua schiera di amici e coetanei che hanno preso la decisione irrevocabile di non voler invecchiare. Comincia così un lungo e duro confronto che oppone le declinanti forze della vecchiaia all’entusiasmo e alla scanzonata determinazione della gioventù. Ma alla fine l’unico vincitore sarà il Tempo e la vita riuscirà a irretire Doug con il più affascinante dei suoi misteri: l’irresistibile richiamo dell’amore e del sesso, la deliziosa resa davanti al primo bacio¿ Addio all’estate è la continuazione di L’estate incantata, scritto esattamente cinquant’anni prima, ed è il fastoso coronamento della carriera di scrittore di Bradbury: un libro al centro del quale c’è il più dolce e impossibile dei sogni umani – la ribellione davanti all’invecchiamento e alla morte – salutato come straordinaria dimostrazione dell’inarrestabile immaginazione di un genio, il culmine di una carriera leggendaria e il testamento letterario di un maestro.

L’addestratore

Nessuno sfugge all’efferato Henry Loving, cacciatore di informazioni privo di scrupoli. Quando il detective Ryan Kessler di Washington finisce nel suo mirino, il difficile compito di proteggere lui e la sua famiglia viene affidato al migliore, l’agente federale Corte. Per incastrare Loving, Corte si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un’agenzia di sicurezza governativa, e parallelamente studia con ossessivo puntiglio le mosse del suo avversario, calandosi nei suoi panni. Ma tra lui e Loving c’è più di un conto in sospeso, e la loro partita si giocherà sul filo di un’insopportabile tensione, tra doppi giochi veri e presunti e misteriosi mandanti.

Adam

Ho sempre saputo come sarebbe stata la mia vita. La mia storia è stata scritta da qualcun altro e non è certo una trama felice. Solo. Letale. Killer. Circondata dalla feccia della società. Dipendente. Vuota. Niente legami. Fuori dal lavoro non esiste una vita vera per me. Soltanto il baratro. Tutti si proclamano innocenti, finché il mio proiettile non decide per loro. Io vedo cosa nascondono dietro la maschera. Li scopro animali. Poi qualcuno si mette in mezzo e complica le cose. Qualcuno mi ha urlato in faccia e sono stata costretta ad affrontare i mostri nella mia testa. Inizia la caccia. Inizio la fuga. Ora un bivio cambierà per sempre ciò che sono. Ora tutto sarà diverso. Finalmente sarò solo io e nessun’altra.

Ada o ardore

Dopo aver raggiunto le vette dello scandalo e della gloria, dopo aver pubblicato capolavori come ”Il dono”, ”Lolita” o ”Fuoco pallido”, Nabokov decise di scrivere un romanzo dove avrebbe sfrenato i suoi estri e i suoi capricci più nascosti e più cari, sfidando il lettore a seguirlo, come un seduttore irresistibile e sottilmente perverso. E fu Ada. Sarebbe stata una storia d’amore, di quell’amore ‘normale e misterioso’ che è come la rosa vera mescolata alle altre in un negozio di fiori finti, ‘pour attraper le client’. E anche una storia erotica. E, dietro a tutto, sarebbe stata una celebrazione del dettaglio. ‘Il dettaglio è sempre benvenuto’ diceva Nabokov. Dettaglio è ‘l’evento senza precedenti e irripetibile’ che si staglia fra miliardi di simili – e con ciò in fondo obbliga la letteratura a esistere, se non altro per replicargli con un tessuto di parole che dell’irripetibile mostri qualche filo. Ogni lettore, non appena comincerà ad addentrarsi in Ada, avrà l’impressione di trovarsi davanti a uno di quei libri in cui l’autore ha inteso mettere tutto, come in una vasta arca, grande quanto un leggendario maniero familiare o per lo meno la sua sterminata e veleggiante soffitta. E in quella soffitta costellata di segreti, come nel parco di quel maniero, cosparso di nascondigli erotici, sarà felice di perdersi. Scritto in inglese, Ada è stato pubblicato per la prima volta nel 1969.
(source: Bol.com)

Ad personam

Corrompere giudici e testimoni, falsificare bilanci, frodare il fisco. E non essere processati. Sedici anni di leggi prêt-à-porter (1994-2010) ad personam, ma anche ad personas, “ad aziendam”, “ad mafiam” e “ad castam” per pochi potenti illustri.
Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale (“Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato”, esultava Licio Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, con le norme pro Sofri e Dell’Utri, pro Sismi e Telecom, e con i condoni fiscali ed edilizi, con l’indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi. Sedici anni per tornare a Tangentopoli e a Mafiopoli, cancellando Mani pulite e la Primavera di Palermo, e beatificando Craxi, corrotto e latitante.
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### Sinossi
Corrompere giudici e testimoni, falsificare bilanci, frodare il fisco. E non essere processati. Sedici anni di leggi prêt-à-porter (1994-2010) ad personam, ma anche ad personas, “ad aziendam”, “ad mafiam” e “ad castam” per pochi potenti illustri.
Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale (“Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato”, esultava Licio Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, con le norme pro Sofri e Dell’Utri, pro Sismi e Telecom, e con i condoni fiscali ed edilizi, con l’indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi. Sedici anni per tornare a Tangentopoli e a Mafiopoli, cancellando Mani pulite e la Primavera di Palermo, e beatificando Craxi, corrotto e latitante.

Ad occhi chiusi

Nelle giornate dell’avvocato Guerrieri, ogni tanto piomba una pratica, di quelle che non portano né soldi né gloria, ma solo nuovi nemici. Lui non riesce a rifiutarla, una specie di molla gli scatta dentro. La nuova pratica di “Ad occhi chiusi” gli prospetta una giovane donna vittima di maltrattamenti che ha avuto il coraggio di denunciare l’ex compagno suo persecutore: nessun avvocato vuol rappresentarla per timore delle persone potenti implicate. E la molla che gliela fa accettare sembra essere la ragazza con un’aura di inquietudine, che una sera si presenta assieme all’amico ispettore di polizia nel suo studio per chiedergli di assumere la difesa della donna tormentata.
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