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La spada

Con una verve e un gusto del *pastiche* che fanno irresistibilmente pensare a un certo Borges, Landolfi ci offre in questa silloge novellistica un breve ma strabiliante repertorio di pezzi di bravura, che rinnoverà nei suoi lettori più fedeli il sottile piacere di essere partecipi, e complici, del gioco di alta prestidigitazione della scrittura landolfiana. E il piacere verrà moltiplicato dalle innumerevoli sfaccettature dei temi e delle tonalità: dal racconto eponimo – una perfetta parabola sulla tormentosa gestione del talento e dell’irresolutezza –, dove si narra di un nobiluomo che usa una spada avita per tagliare in due la fanciulla che ama in una sorta di rito dolcissimo e struggente; alla relazione accademica di un cane – un professore arzebeigiano, Onisammot Iflodnal –, il quale annuncia a un pubblico parecchio irritato che anche gli uomini, sebbene non tutti, «intendono, sentono, pensano»; a «una cronaca brigantesca» che già nell’epigrafe, tratta da *Michael Kohlhaas*, evoca atmosfere kleistiane; al solo apparentemente comico *Il babbo di Kafka*, in cui l’ironia vela a malapena risvolti dolorosamente autobiografici… Uscito da Vallecchi nel 1942 e poi confluito nei *Racconti*, sempre vallecchiani, del 1961, *La spada* raduna – con l’eccezione di *Nuove rivelazioni della psiche umana* e *Voltaluna*, inediti – testi originariamente apparsi in quotidiani e riviste fra il 1939 e il 1941.

La spada

* La spada, di Yukio Mishima
* Riflessioni sulla morte di Mishima, di Henry Miller
* Proclama, di Yukio Mishima
* L’ideologia della morte folle, di Hashikawa Bunzô
* Dietro tanta vivacità un senso di vuoto, di Donald Keene
* Mishima, di Marguerite Yourcenar
24 foto in appendice.

La spada spezzata

Nel 1954 vennero pubblicati due libri simili. Il primo, uscito negli Stati Uniti, era “La spada spezzata” di Poul Anderson. Il secondo, uscito in Inghilterra, era “La compagnia dell’anello” di J.R.R. Tolkien. Entrambi i romanzi si rifacevano ai miti scandinavi e anglosassoni, ma quello di Anderson era per molti versi più vicino a quelle origini: una composizione quasi lirica, dal ritmo rapido, nella quale elementi umani come l’eroismo, l’amore e l’ambizione, manipolati da dèi malvagi, elfi e troll, si scontravano con un destino ineluttabilmente tragico.

La spada incantata

Andrew Carr, terrestre di passaggio su Darkover, vede il volto della bellissima Guardiana Callista Alton riflesso in una sorta di sfera di cristallo. Per trovare la ragazza decide di fermarsi sul Pianeta. Durante una missione di ricognizione, il suo aereo precipita e Andrew, unico superstite, viene salvato proprio da Callista, che si mette in comunicazione con lui telepaticamente e lo guida ad Armida, la residenza degli Alton. Una volta a destinazione, Andrew scopre che Callista è stata rapita…
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La spada e l’onore. L’impero

Marco Valerio Aquila, giovane pretoriano, è appena sbarcato in Britannia, scampato miracolosamente all’orrenda strage di tutta la famiglia perpetrata da Commodo. L’imperatore, accecato dal potere, ha emesso contro la sua stirpe una condanna a morte senza appello. Inseguito, braccato, costretto a nascondersi, grazie al favore di un misterioso legato romano, Marco Valerio è accolto sotto falso nome in una legione di stanza presso il Vallo di Adriano, al confine settentrionale della provincia. Qui, grazie al suo valore e alla sua onestà, si procura presto amici fidati fra i soldati della Cohors Tungrorum, la leggendaria coorte dei Tungri. E altrettanti nemici, che sembrano guidati dalla stessa mano che ha sterminato i suoi familiari. Il giovane “Due spade” così lo hanno soprannominato – diventa centurione, ed è chiamato ogni giorno a dimostrare le sue capacità mentre affronta i compiti che il grado e l’onore del soldato romano gli impongono. Nell’infuriare della sanguinosa e impari battaglia contro i Britanni, il suo coraggio, il rispetto e il sostegno incondizionato degli uomini che comanda, uniti all’amore di una donna forte e determinata come lui, gli permetteranno di salvare molte vite. E di conquistare un prezioso trofeo: la certezza che la Roma dei padri, la città e l’ideale difesi nei secoli da eserciti ineguagliabili, non è stata ancora sopraffatta dalla pazzia dei suoi imperatori.
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La spada e il calice

L’episodio conclusivo della ricerca del Sacro Graal ambientato al tempo della Guerra dei cent’anni, che sconvolse l’Europa tra il 1300 e il 1400. Le avventure di Thomas di Hookton si avviano alla conclusione. Un dettaglio nel libro che gli ha lasciato il padre gli indicherà la giusta via per il ritrovamento della coppa tanto contesa. Dopo aver fatto credere al suo signore che la reliquia causa di tante lotte è andata perduta, torna nel suo paese natale, in Inghilterra, perché è proprio lì dove tutto è cominciato che il cerchio si chiude…

La spada di Cartagine

L’omicidio del nobile Abdosir sconvolge Cartagine, amplificando la tensione per le imminenti elezioni governative. Sono passati dieci anni dalla prima guerra punica e a contendersi l’arena politica sono ancora la fazione del diabolico Annone e quella del grande stratega Amilcare Barca. Il reo confesso viene subito catturato, ma non convince Bomilcare, l’intraprendente capo delle guardie: che interesse ha un piccolo delinquente dei bassifondi a uccidere uno dei dignitari punici, assicurandosi un’atroce condanna a morte? E perché il delitto coincide con la misteriosa scomparsa di un’antica spada sacra, che secondo la leggenda è stata portata dalla Fenicia dalla stessa Elissa, la mitica fondatrice della città? Chi muove i fili di un vasto complotto per il potere che sembra coinvolgere i mercenari numidi? Gli indizi conducono Bomilcare fino ad Alessandria, quindi in Iberia e in una tenebrosa valle del deserto libico. Ad accompagnarlo in questo incerto viaggio, costellato di pericoli, tranelli e colpi di scena, la sensuale compagna Aspasia e il romano Letilio, l’audace amico-nemico di vecchia data.
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La spada di Avalon

Allertata da una delle sue visioni, Anderle, somma sacerdotessa e Signora di Avalon, riesce a mettere in salvo il piccolo Mikantor, figlio di sua cugina, da un incendio scatenato dagli uomini di Galid, l’usurpatore del trono della loro tribù. Mikantor è infatti colui che le profezie acclamano come il Figlio di Cento Re, il guerriero che riunirà le tribù per guidarle nella battaglia contro le forze della disgregazione e del caos in cui il mondo sembra destinato a sprofondare. Perché ciò si avveri, però, Mikantor dovrà prendere coscienza del proprio destino e affrontare un percorso irto di ostacoli e rinunce, in un viaggio che lo priverà dell’affetto dei compagni e della dolce e caparbia Tirilan e che lo vedrà approdare, come schiavo, sulle lontane sponde del Mare di Mezzo. Qui le sue sorti si intrecceranno a quelle del nuovo padrone, Velantos, cui gli dei hanno riservato il compito di forgiare una spada di un materiale venuto dalle stelle, una spada invincibile che chiuderà un’era, giungendo intatta fino alle mani di re Artù… Dalla regina del fantasy, un nuovo capitolo del ciclo di Avalon che intreccia mirabilmente storia e mito, leggenda e realtà, accompagnando il lettore in un tempo antico e perduto, testimone dell’infanzia della civiltà.
(source: Bol.com)

La spada dell’aurora

Quando Dorian Hawkmoon strappò l’Amuleto Rosso dal collo del Dio Pazzo e si impossessò del potente talismano, tornò a rifugiarsi nel Castello di Brass insieme ai pochi eroi che ancora si opponevano alle devastazioni dell’Alfiere del Caos, il barone Meliadus di Kroiden. Ma ormai le legioni dell’Impero Nero erano cosi potenti da minacciare perfino la provincia più ribelle e meglio agguerrita, e venne cosi a porsi l’incognita di un «viaggio» spaventoso offerto dalle leggi della stregoneria verso un’altra Kamarg, verso una base sicura ove gli orrori della Gran Bretagna devastata dalle Orde Nere non esistessero, e ove fosse possibile organizzare una nuova lotta contro le armate trionfanti del Caos in quell’altro universo… in quel mondo dal quale li separava solo l’artificio di una mocchina di cristallo e la necessità di preparare nuove armi ben affilate da opporre al barone Mediadus.

La spada del littore

Severian, il giovane Torturatore, continua il suo cammino verso Thrax, la città dove è stato mandato in esilio per essersi innamorato di una delle sue vittime, la bella castellana Thecla, e aver disobbedito alle regole della sua corporazione. Arrivato a destinazione scopre però di non essere più in grado di infliggere le torture così, dopo avere liberato un prigioniero, fugge sulle montagne e adotta un giovane. Questi però presto morirà ucciso da una rivificazione di Typhon, un antico nemico del Conciliatore, che ha lasciato a Severian “in eredità” un gioiello dai poteri terrificanti e miracolosi: l’Artiglio.
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La spada del destino: La saga di Geralt di Rivia

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può affrontare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un’orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio. Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l’unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore…

La spada del destino

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può affrontare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un’orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio. Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l’unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore…

(source: Bol.com)

La spada dei re

Afra è ormai libera dal giogo imperiale, ma l’Ombra di Soth incombe ancora. Le sacerdotesse dell’Ombra, infatti, tramano contro il giovane re Elias e la sua sposa, con la complicità di ministri e nobili corrotti. Elias sa che esiste un unico modo per debellarle: eliminare Soth. Il mago Derbeer, assieme ai suoi inseparabili amici, si prepara dunque ad affrontare la malvagia Entità, per relegarla nuovamente nel suo pianeta-prigione, e scopre che, a breve, vi sarà una doppia eclissi, durante la quale si decideranno le sorti dell’intero universo: se la luna di Soth oscurerà per la seconda volta quella di Aris, allora il male regnerà per sempre…
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La spada che canta

L’impero romano è ormai avviato verso la sua fine e la Britannia, abbandonata al suo destino, sta per inabissarsi nella lunga notte dei secoli bui. Barbari venuti dalle fredde terre del Nord invadono l’isola con inaudita ferocia. Nel drammatico affresco che va dipingendosi, in cui tanta parte ha, accanto alla minaccia delle armi, una pericolosa e inarrestabile degenerazione dei costumi, Publio Varro e sua moglie Luceia, insieme all’amico Caio Britannio, si battono per costruire un ultimo baluardo di legge e civiltà di fronte alle tenebre che avanzano. Ma il sacrificio cui si sono votati non sarà stato vano poiché un giorno, il rozzo fortino difeso a costo della loro stessa vita diverrà la leggendaria reggia di Camelot. E come una spada si forgia nel fuoco, così nel sangue e nella violenza, nel ferro e nella passione si va plasmando la Britannia di Artù, di Merlino e dei mitici Cavalieri della Tavola Rotonda.
(source: Bol.com)

Spaccio de la bestia trionfante

Pubblicato a Londra nel 1584, Lo spaccio de la bestia trionfante sostiene l’urgenza di una riforma morale: bisogna “spacciare” i simboli e i culti negativi che infestano l’animo umano. I tre dialoghi che compongono il volume si svolgono tra gli dei, convocati da Giove per liberare i cieli dalle bestie che hanno dato il nome alle costellazioni e che simboleggiano le false virtù. Giove spiega che i culti sono stati istituiti dagli dei solo per far vivere gli uomini nella pace: non esistono, quindi, religioni vere e religioni false, esistono religioni utili e religioni dannose. E l’efficacia di una religione si può misurare solo sugli effetti positivi o negativi che produce nella società. Attraverso una critica dell’etica cristiana, Bruno si fa così sostenitore di un audace progetto politico, che intende porre il culto religioso al servizio dello Stato e della pace.