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La Nave Dei Folli

La Vera è un transatlantico che nell’agosto del 1931 naviga per ventisette giorni da Veracruz nel Messico a Bremerhaven in Germania. Ma è anche, simbolicamente, la nave di questo mondo, su cui s’imbarca una umanità ignara del proprio destino: tedeschi o americani, spagnoli o svedesi, cattolici, protestanti o ebrei, conservatori o rivoluzionari, i passeggeri di questa Narrenschiff del ventesimo secolo non sono soltanto le persone che ci appaiono con i propri pregiudizi, odi, passioni, – ma anche i ciechi strumenti della stoltezza da cui sarà determinata la successiva storia del mondo. Ognuno di questi personaggi ha un proprio «tarlo» intimo: che può essere disperata inquietudine per i propri casi personali, o incertezza per il proprio avvenire più immediato, o gretto conformismo, o irrequieta incomunicabilità, o aberrante delirio razzista; e il dramma del bene e del male nella coscienza di ognuno: Rieber l’antisemita e Löwenthal l’ebreo; una contessa ninfomane ed un medico che se ne innamora; Graf, vecchio paralitico convinto di essere taumaturgo; Herr e Fräu Hütten, coniugi borghesi di mezza età, ansiosi per la salute del loro bulldog Bébé, in preda al mal di mare; un gruppo di studenti cubani; una compagnia di ballerini spagnoli, prostitute le donne, sfruttatori gli uomini, ladri le une e gli altri. Ma presi nel loro complesso, essi hanno l’aria di sapere tutto quello che c’è da sapere sulla vita e sul mondo, e su ciò che vogliono e su ciò che faranno: parlano, agiscono, progettano con la sicurezza di chi è certo che domani sarà vivo in un mondo che non ha perso la propria ben nota, comprensibile fisionomia. Eppure quella fisionomia sta già dissolvendosi, le consuete risposte ai perché della vita si stanno disgregando; e i personaggi, nella loro perfetta coerenza di creature cieche, ci appaiono a volte come le vittime di una catastrofe in un documentario cinematografico proiettato col rallentatore, che ce le mostra pochi minuti prima della disgrazia, ancora ignare ed illuse nella propria sicurezza.
Nessun romanzo contemporaneo dà forse più di questo il senso della disperata condizione umana in un mondo divenuto estraneo, l’agghiacciante frattura fra l’uomo e il proprio destino. Con esso Katherine Anne Porter che è l’ultima rappresentante della grande generazione americana degli Hemingway e dei Faulkner, ma che finora doveva la sua fama solo a un certo numero di magistrali short stories, ha affrontato il romanzo come summa, a un tempo «commedia umana» realistica e allegoria intellettuale, ottenendo una straordinaria, inattesa popolarità nel pubblico più vasto. Quanto al titolo, *Ship of Fools* – o Stultifera Navis, o Narrenschiff, allegorie che si ritrovano nella letteratura teologica e nell’arte figurativa del XV secolo – l’autrice ne spiega l’origine e il significato nell’Avvertenza. Nessuna forse delle parole italiane che più o meno corrispondono a stultus, Narr e fool in questa particolare accezione riesce a renderne il valore precipuo. Ma poiché «Dio toglie la ragione a coloro che vuol perdere», ci sembra che folli possa più di ogni altra esprimere la cecità dell’intelletto di fronte ai moti oscuri della vita.

Naufraghi senza volto

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; i resti di un bambino che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti nel tentativo di arrivare nel nostro paese su barconi fatiscenti, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Il libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

(source: Bol.com)

Nati per credere

La teoria darwiniana dell’evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo; eppure molte persone che non si occupano di scienza a livello professionale la rifiutano e mostrano invece di credere in varie forme di creazionismo. Sembra, come ha osservato Richard Dawkins, che il nostro cervello sia stato specificamente “progettato” per fraintendere il darwinismo e che l’ipotesi di una “mente creatrice superiore” sia per l’uomo più attraente e naturale. In questo volume uno psicologo cognitivo, un filosofo della scienza e un neuroscienziato intrecciano le proprie riflessioni e le proprie esperienze di ricerca per offrire al lettore una tesi affascinante: il meccanismo evolutivo ha fatto sì che credere nel sovrannaturale sia diventato una parte integrante dei nostri normali processi cognitivi. La mente umana si è infatti evoluta, in virtù del meccanismo della selezione naturale, per pensare in termini di obiettivi e di intenzioni, un adattamento biologico importantissimo per un animale sociale come l’uomo.
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Natale Da Chanel

**Un libro che sta bene su tutto

Dall’autrice del bestseller Via Chanel N°5**

Dopo aver trascorso un periodo a Parigi, Rebecca, detta “Coco”, è partita per New York, dove dovrà dirigere una delle filiali dell’agenzia per cui lavora. Coco affronta con grande entusiasmo il nuovo incarico e la vita nella Grande Mela, la città che ha rilanciato la mitica Chanel quando la sua carriera sembrava in declino. Ed è proprio tra le pagine del diario di una donna vissuta ai tempi della sua eroina che Rebecca si perde: storie che parlano di tempi lontani, scelte difficili e di una donna che forse era una spia… La vita della nostra Coco non è certo meno rocambolesca. E per il momento non ancora destinata a trovare pace. Perché Étienne, il suo ritrovato amore, non è partito insieme a lei, ma è rimasto in Francia. Che cosa può essere mai l’Oceano per due che si amano così tanto? Questo hanno pensato entrambi. Ma la lontananza può a volte ingigantire piccoli equivoci trasformandoli in mostruose incomprensioni… Riuscirà Coco a salvare il suo grande amore e a festeggiare con lui il Natale a New York?

**Il regalo che tutte sognano

Un’autrice da oltre 250.000 copie**

‘Ogni donna può essere unica, basta volerlo. E la storia di Rebecca lo dimostra.’
Vanity Fair

‘Ecco come sopravvivere alle tempeste sentimentali.’
Il Venerdì di Repubblica

‘Se a fare da filo conduttore sono gli aforismi della Chanel, quello che ne esce è un bel manuale di sopravvivenza per ragazze. […] Una storia che parla di amori e moda, traslochi e sogni, ambizioni e amicizia.’
ttL – La Stampa

Daniela Farnese

È nata a Napoli e ha vissuto in giro per il mondo prima di fermarsi a Milano. Ha una laurea in Lingue orientali, la passione per il vino e due gatti. Collabora con agenzie di comunicazione, produzioni cinematografiche, riviste, radio e TV. Dal 2003 cura il seguitissimo blog dottoressadania.it. Con la Newton Compton ha pubblicato 101 modi per far soffrire gli uomini, Via Chanel N°5, I love Chanel, A noi donne piace il rosso e l’ebook Un’estate con le amiche. Natale da Chanel è il terzo episodio della vita di Rebecca Bruni.

(source: Bol.com)

Natale a Notting Hill

Numero 1 in Italia
Dall’autrice del bestseller Un diamante da Tiffany

Migliaia di addobbi e luci scintillanti decorano Londra mentre si avvicina il Natale, ma Nettie Watson non è in vena né di feste né di regali. Il Natale, per lei, è solo il ricordo doloroso di quello che aveva, della vita che era abituata a fare e di chi non c’è più… Quando, con sua grande sorpresa, si ritrova al centro di una campagna mediatica senza precedenti e, ancora più inaspettatamente, attira l’attenzione di Jamie Westlake, la popstar più amata del momento, la situazione la coglie del tutto impreparata. Jamie è famoso per essere un impenitente spirito libero ma l’attrazione nei confronti di Nettie è evidente e innegabile, come del resto i suoi sforzi per ignorare i propri sentimenti e la straordinaria chimica tra loro… Nettie, dal canto suo, è alle prese con profonde ferite: il dolore per la scomparsa della madre è ancora troppo fresco e non ha idea di come lasciarselo alle spalle per accogliere la gioia di quelle luci sfavillanti, della pienezza degli abeti carichi di neve e la promessa di quell’amore che sta bussando al suo cuore…

‘Colta, capace di gestire la propria immaginazione con la lucida professionalità di un orologiaio svizzero, Karen Swan sa bene come creare un bestseller.’
Il Messaggero

‘Uno scrigno che è un mix di leggerezza e sentimento.’
D – la Repubblica

‘È il libro da regalare, regalarsi e divorare.’
Panorama

Karen Swan

Ha iniziato la carriera di giornalista di moda, prima di rinunciare a tutto per prendersi cura dei suoi tre figli e realizzare il sogno di diventare una scrittrice. La casa in cui vive si affaccia sulle splendide scogliere del Sussex. Con la Newton Compton ha pubblicato i bestseller Un diamante da Tiffany (numero 1 nelle classifiche italiane), Un regalo perfetto, Shopping da Prada e appuntamento da Tiffany, Quell’estate senza te, Natale a Londra con amore, Quell’estate da Tiffany, Natale sotto la neve e Natale a Notting Hill. Ha partecipato al prestigioso Festival Internazionale di Roma – Letterature.

(source: Bol.com)

Nata Per Te

Alba ha la sindrome di Down e appena nata è stata lasciata in ospedale. Trenta famiglie l’hanno rifiutata prima che il tribunale decidesse di affidarla a Luca Trapanese. Gay, cattolico praticante, impegnato nel sociale: con lui è stato inaugurato il registro degli affidi previsti dalla legge per i single. Ma Luca non è spaventato. Di battaglie ne ha combattute tante, conosce il dolore e ha imparato a trasformarlo, abbattendo muri e costruendo spazi di solidarietà. Il suo non è un gesto caritatevole: vuole semplicemente una famiglia. E per difenderla consegna la sua storia a un altro padre, che ha la sua età e il suo stesso nome, ma non potrebbe essere piú diverso. Luca Mercadante è ateo e favorevole all’interruzione di gravidanza. Ed è convinto che la paternità passi per il sangue prima che per l’accudimento. Cosa resta del padre quando è privato anche di qualcuno che possa raccogliere la sua eredità intellettuale? Dal racconto della vicenda di Alba, tra difficoltà pratiche, momenti di sconforto e molta gioia, affiorano inattese le ragioni di una scelta importante e fortissima.

‘Qualche minuto prima che il sole sorga, Luca prende Alba e la porta alla finestra per farle vedere l’inizio della vita. Spalanca le persiane, l’aria nuova ripulisce la stanza dalle paure della notte. Il primo raggio di luce si arrampica sulla vetta della montagna e a Luca viene in mente la storia di un gigante scalatore che vuole arrivare al cielo. Pensa che dovrebbe scriverla per raccontarla al suo nuovo amore; per il momento si accontenta di bisbigliarle una canzone all’orecchio mentre la culla’.

(source: Bol.com)

La Nascita Dell’individualismo Politico

Il saggio identifica nel pensiero di Lutero uno dei passaggi fondamentali di quella radicale trasformazione filosofica destinata a incidere in ambito religioso, politico, giuridico ed etico che segna l’aprirsi dell’età moderna. Se la visione politica di Machiavelli è portatrice di un’immagine della natura umana – pur pronta al tradimento, all’inganno e alla sopraffazione – ancora ambivalente, in Lutero i presupposti antropologici si radicalizzano nella teorizzazione di un pessimismo ontologico denso di importanti conseguenze in campo politico, sociale, etico. Distaccandosi dalla tradizione di pensiero classico-cristiana precedente, che sosteneva la spontanea socievolezza degli individui e la loro naturale tendenza al raggiungimento del proprio bene e del bene comune, l’antropologia luterana pone al centro dell’indagine socio-politica l’intrinseca malvagità degli uomini, e dunque la loro inevitabile conflittualità: una linea di pensiero che, portata a compimento da Hobbes, costituisce uno degli indirizzi principali della politica della modernità.

Narrate, uomini, la vostra storia

Questo libro, il più celebre di Savinio e per molti il suo capolavoro, fu pubblicato per la prima volta nel 1942, in quegli anni della guerra che segnarono per lo scrittore l’apice dell’intensità creativa. Il successo fu immediato. Ma il suo vero pubblico questo libro dovrebbe raggiungerlo oggi, per la sua impressionante concordanza con la sensibilità di anni come i nostri, che si trovano – senza loro merito – ad aver bruciato ogni essenza della Storia. Mai tanto congeniale sarà stato per noi ascoltare Savinio come in questo «invito alla confessione», invito «tutto dolcezza e perfidia», che evoca i ritratti fantomatici di alcuni esseri quanto mai diversi – da Isadora Duncan al torero Bienvenida, da Nostradamus a Jules Verne –, sospinti verso di noi dalla risacca del tempo.

My Love Story. L’Autobiografia

*“Ma sapete che cosa rispondo quando mi chiedono: «Che cosa fai quando è tutto contro di te?». Io dico: «Vai avanti. Vai avanti senza fermarti. Non importa se ti arriva uno schiaffo in faccia, tu porgi l’altra guancia. E il dolore che senti? Non puoi fermarti a pensare a quello che ti hanno fatto, adesso o in passato. Devi solo andare avanti».” *
**Tina Turner**, incontrastata regina del rock e leggenda vivente, racconta la sua illustre carriera e la sua complicata vita personale in questo memoir sincero e appassionante.
Dall’infanzia trascorsa a Nutbush, in Tennessee, alla fama raggiunta con Ike Turner, fino allo straordinario successo negli anni Ottanta e oltre, Tina ripercorre con grande onestà la propria storia, le difficoltà, i trionfi. Condivide con i lettori aneddoti degli anni trascorsi a lavorare al fianco dei più grandi nomi della musica, come Mick Jagger, Keith Richards, David Bowie, Beyoncé, e narra anche dell’incontro inaspettato nel 1986 con il grande amore della sua vita, con il quale si è sposata ventisette anni dopo. Perché, come lei stessa afferma, “qualche volta la felicità più grande arriva proprio nel momento in cui siamo in grado di apprezzarla”.
Dopo aver affrontato negli ultimi anni problemi di salute e tragedie familiari, la Turner riflette sulla propria storia straordinaria, e mentre approda a nuove certezze sul significato della vita, trova dentro di sé la forza che le permette di superare anche i momenti più bui.
**My Love Story** è la testimonianza indimenticabile di una donna che ha avuto il coraggio di superare tutti gli ostacoli che ha incontrato sulla propria strada. Ricco di coraggio, energia, cuore e anima, segni distintivi di Tina, questo libro è toccante e coinvolgente proprio come ognuno dei suoi indimenticabili grandi successi.

Mussolini Ha Fatto Anche Cose Buone

Dopo oltre settant’anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l’idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo’ di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt’altro obiettivo. E fanno presa. 
La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L’accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. 
Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un’agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune». 
Per reagire a questo nuovo attacco non resta che la forza dello studio. Non resta che rispondere punto su punto, per mostrare la realtà storica che si cela dietro alle «sparate» della Rete. Perché una cosa è certa: Mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt’altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa. 
Basta un’ora per leggere questo volume, e sarà un’ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social.

Mussolini e i ladri di regime

Il 5 agosto 1943, a pochi giorni dall’arresto di Mussolini, i giornali pubblicano una notizia sensazionale: il governo Badoglio ha istituito una commissione con il compito d’indagare sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio, i cosiddetti illeciti arricchimenti del fascismo. Il duce e i capi del regime, un tempo intoccabili, finiscono in prima pagina, dati in pasto a un’opinione pubblica che fino al giorno prima li aveva temuti, odiati, riveriti, spesso invidiati. Chi sono e quanto hanno ‘rubato’? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio, consentendo ai più di farla franca? Infine, quanto è tornato nelle tasche degli italiani?

Quello che l’inchiesta scoperchia è un autentico verminaio. Una storia di corruzione e concussione, di tangenti e appalti, di capitali che trovano riparo all’estero, di raccomandazioni; un intreccio perverso tra politica e affari alla faccia del rigore e dell’onestà tanto proclamati dalla propaganda fascista. È una storia anche grottesca, fatta di fughe rocambolesche, di rotoli di banconote nascosti nell’acqua degli sciacquoni, di tesori sotterrati in giardino; e verbali di sequestro cosí scrupolosi da non crederci: favolosi patrimoni in ville e palazzi, pellicce, arazzi, gioielli, fino al numero di posate in argento, all’ultima pantofola, calza e mutanda del gerarca inquisito.

Alla ribalta salgono nomi eccellenti: si scopre per esempio che Alessandro Pavolini, ministro del Minculpop, gran signore del cinema di regime, è pronto a tutto, anche a cambiare le leggi, pur di far felice l’amante, l’attrice e icona sexy Doris Duranti; che l’integerrimo Roberto Farinacci, l’ideologo della purezza fascista, ha accumulato un patrimonio di centinaia di milioni, niente male per un ex ferroviere diventato avvocato copiando la tesi di laurea; o, ancora, che Edmondo Rossoni, ex leader sindacale – ‘la migliore forchetta del regime’ e non solo perché usa pasteggiare con posate d’oro – si è costruito nel Ferrarese un vero e proprio impero immobiliare. C’è poi Mussolini e i suoi ‘affari di famiglia’, con gli intrallazzi di Galeazzo e Edda Ciano, l’avidità di donna Rachele e la rapacità del clan Petacci.

Mauro Canali e Clemente Volpini forniscono con documenti inediti una radiografia del malaffare in camicia nera, facendo i ‘conti in tasca’ ai vertici della nomenclatura fascista. Una pagina che ancora mancava della storia del ventennio.

(source: Bol.com)

Il Musicista che catturò l’Unicorno

## — Non puoi nascondere delle crepe sotto le luci dei riflettori.—
**Dusk.** Leader degli Underdogs. Destinato al successo. Vive godendosi il momento.**Abe.** Anche noto come Lolly. Iridescente. Unicorno.Tutto ciò che Dusk desidera dalla vita è che la sua band diventi famosa in tutto il mondo. Vuole anche divertirsi e spassarsela tra le lenzuola. Quando desidera qualcosa, ce la mette tutta, e al diavolo le conseguenze.Per questo motivo, quando nota un bellissimo ragazzo dai capelli rosa che sembra l’equivalente umano di uno zucchero filato pieno di tatuaggi, non può trattenersi dall’averne un assaggio. Tuttavia, soltanto quando Lolly finirà nel pullman del tour, Dusk si renderà conto che il loro incontro era scritto nel destino. Abe è il classico ragazzo che segue la corrente. Dato che stava già facendo l’autostop, perché avrebbe dovuto rinunciare a trascorrere una settimana con un rockettaro super fico e a lasciarsi domare dai suoi capelli lunghi e sensuali? E perché non comportarsi anche da ragazzo carino e solidale già che c’è? Non sarebbe comunque rimasto da quelle parti per molto.Tutto va a farsi benedire quando compaiono online delle foto di Abe e Dusk, portando all’improvviso il gruppo sotto i riflettori. Per approfittare di quell’inaspettata popolarità, la band offre ad Abe dei soldi per restare.Questo implica guadagnare dei soldi per una finta relazione con Dusk.Che non è nemmeno poi così falsa.O sì?POSSIBILI SPOILER:**Temi:** Rock band, stili di vita alternativi, tatuaggi, bisessualità, relazione, instalove, trauma da abbandono, fama, outing, coming out, vita in tournée**Genere:** Contemporary M/M Rocker Romance**Lunghezza:** ~52,000 parole (Può essere letto come uno stand-alone con un lieto fine)
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Il Museo Delle Ombre Segrete

Inghilterra, Norfolk. Nel piccolo museo locale tutto è pronto: un’antica bara risalente al xiv secolo sta per essere aperta. Niente si muove, tranne le pagine di un antico manoscritto sfogliate dal vento. I maggiori accademici dell’università attendono di entrare. Tra di loro anche Ruth Galloway, antropologa forense, specialista nella datazione delle ossa antiche. Ma poco prima che la cerimonia abbia inizio, viene fatta una macabra scoperta: accanto al feretro giace il cadavere di Neil Topham, direttore del museo. Ruth si ritrova suo malgrado coinvolta nell’indagine, di cui si occupa l’ispettore Harry Nelson, proprio l’ultima persona con cui Ruth vorrebbe avere a che fare. Ma questo non è l’unico problema della donna, perché adesso come non mai la sua bambina, ancora piccola, avrebbe bisogno di lei. Gli unici indizi in mano alla polizia sono alcune lettere minatorie e una vecchia leggenda. E quando dopo pochi giorni la morte colpisce di nuovo il museo, e il detective Nelson rischia la vita, la superstizione prende sempre più piede. Ma Ruth sa che quelle morti non sono legate a un’antica maledizione come credono tutti. Sono le ossa ad avere tutte le risposte. E solo Ruth è in grado di decifrare il loro antico messaggio. Prima che sia troppo tardi e che tutto quello che le è più caro sia messo in pericolo. Il museo delle ombre segrete ha scalato le classifiche inglesi, proiettando Elly Griffiths nell’olimpo delle grandi maestre del thriller. Una nuova indagine per Ruth Galloway, l’antropologa forense che ha affascinato i lettori di tutto il mondo con la sua competenza e la sua goffa semplicità. Una donna come tante, che deve confrontarsi con verità nascoste e segreti che affondano le radici in un passato che non potrà mai essere sepolto.

I Muri Che Dividono Il Mondo

Non siamo mai stati così divisi. Ecco perché.

Siamo tornati a costruire muri. Sono infatti oltre 6000 i chilometri di barriere innalzati nel mondo negli ultimi dieci anni. Le nazioni europee avranno ben presto più sbarramenti ai loro confini di quanti non ce ne fossero durante la guerra fredda. Il mondo a cui eravamo abituati sta per diventare solo un vecchio ricordo: dalle recinzioni elettrificate costruite tra Botswana e Zimbabwe a quelle nate dopo gli scontri del 2015 tra Arabia Saudita e Yemen, dalla barriera in Cisgiordania fino al mai abbandonato progetto del presidente Donald Trump al confine tra Stati Uniti e Messico. Non appena una nazione si appresta a far nascere un nuovo muro, subito i paesi confinanti decidono di imitarla: quello tra Grecia e Macedonia ne ha generato uno tra Macedonia e Serbia, e poi subito un altro si è alzato tra Serbia e Ungheria. Innumerevoli sono le ragioni alla base di queste decisioni spesso dettate da paura, disuguaglianze economiche, scontri religiosi. Appassionante reportage e accorata denuncia, questo libro diventa quindi una preziosa ed essenziale bussola per comprendere le ragioni storiche di quello che sta accadendo oggi con la rinascita di forti sentimenti sovranisti e nazionalisti, nella speranza che questa drammatica tendenza si inverta al più presto.

Hanno scritto di Le 10 mappe che spiegano il mondo

‘Spiega sul serio come va il mondo. Forse come andrà… Gran libro.’
Antonio D’Orrico, la Lettura – Corriere della Sera

‘Una bussola preziosa.’
la Repubblica

‘Un modo completamente nuovo di guardare alle carte geografiche.’
The New York Times Book Review

‘In un mondo sempre più complesso, caotico e interconnesso, questo libro è una guida utile e concisa.’
Newsweek

(source: Bol.com)

La mucca viola

Che cosa hanno imprese internazionali come Apple, Google, Ikea o il macellaio italiano Dario Cecchini che la vostra azienda non ha? Le P tradizionali come prezzo, promozione, pubblicità, posizionamento e altre che gli uomini di marketing usano da tempo non funzionano più. Oggi, all’elenco, c’è da aggiungere un’altra P: quella di Purple Cow, la Mucca Viola. Che non è una funzione di marketing cui ricorrere a prodotto finito. La Mucca Viola spicca tra le tante marroni, è qualcosa di fenomenale, inatteso, che è dentro il prodotto. L’autore vi spiega come mettere una Mucca Viola in tutto ciò che fate e in tutto ciò che create, per sfornare prodotti che siano ”degni di marketing”.

(source: Bol.com)