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Le ali della vita

Dopo l’enorme successo del Linguaggio segreto dei fiori, bestseller internazionale ancora ai vertici delle classifiche italiane a tre anni dall’uscita, Vanessa Diffenbaugh torna con un romanzo dalla forza dirompente. La storia di una madre e di un figlio, di amore e paure inconfessabili, della forza di un abbraccio contro la solitudine del cuore. Una storia impossibile da dimenticare.È notte e la nebbia è illuminata a tratti dai fari delle macchine che sfrecciano accanto a lei. Letty si asciuga l’ennesima lacrima e preme ancora più forte il piede sull’acceleratore. Deve correre il più lontano possibile, fuggire da tutti i suoi sbagli, è la cosa migliore per tutti. Perché la sua vita è stata difficile, ha inanellato una serie di errori uno dietro l’altro e adesso tutte le sue paure sono tornate a tormentarla, senza lasciarle una via di scampo. Intanto, ormai molte miglia lontano, i suoi due figli, Alex e la piccola Luna, stanno dormendo serenamente. Non sanno che la loro mamma li ha lasciati da soli nel loro letto, schiacciata dal terrore di non essere una buona madre. Convinta che senza di lei Alex e Luna saranno più felici. Quando Alex si sveglia e si accorge che Letty non c’è più, capisce che non deve farsi prendere dal panico. Deve occuparsi della sorellina e seguire le regole. Perché Alex ha quindici anni ed è solo un ragazzino, ma è dovuto crescere in fretta per aiutare sua madre Letty e i suoi occhi troppo spesso tristi.A volte guarda verso il cielo e sogna di volare via, in un posto dove l’azzurro del cielo li possa di nuovo colorare di felicità. La sua passione sono la matematica e lo studio delle rotte migratorie degli uccelli. Da loro ha imparato che non importa quanto voli lontano, c’è sempre un modo per tornare a casa. Alex sa che deve trovare il modo di far tornare anche la sua mamma. Solo lui può farlo, solo lui può curare le sue ali ferite e farle spiccare di nuovo il volo. Perché anche quando l’orientamento è perso, l’amore può farci ritrovare la rotta verso il nostro cuore.

Le ali della mente

Stati Uniti, 21° secolo: l’Iowa è uno stato di polizia, prospero e repressivo. A est domina la violenza, la povertà e la decadenza. Così Daniel e sua moglie fuggono a New York. Dove impareranno che non tutti possono volare: solo coloro che sanno rendere il proprio corpo leggero, leggero come una canzone.
Copertina di : Oscar Chiconi

Alfheim: Il dragone rosso di britanna

Inseguendo il mitico cernunnos, Arthun raggiunge Lundain, sul Tamigi. Rassicurato, vede le navi dei romani lasciare Pridein. È il tempo di Tethal e Teithrin, il quale ebbe tre figli: Teithfalt-Emrys, Meurig-Pendragon e Twerig. Ma, al fianco del buon Teithrin, si pone il traditore Vawr-Tigern.
Vedono la barbara invasione di juti e sassoni; vedono l’eccidio della Notte dei lunghi coltelli. Seguendo il proprio cervo banco, Arthun conosce il trionfo, il prodigio, la perdizione e la sconfitta. Corroborato da studio e ricerca, Il Dragone rosso di Britannia (primo volume della trilogia Alfheim) è storia, costume, tradizione, filosofia, miti, archeologia e, non meno importante, un’opera dai decisi contenuti educativi. Perché se ignora la propria provenienza, nessuna civiltà potrà mai comprendere la propria direzione.
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### Sinossi
Inseguendo il mitico cernunnos, Arthun raggiunge Lundain, sul Tamigi. Rassicurato, vede le navi dei romani lasciare Pridein. È il tempo di Tethal e Teithrin, il quale ebbe tre figli: Teithfalt-Emrys, Meurig-Pendragon e Twerig. Ma, al fianco del buon Teithrin, si pone il traditore Vawr-Tigern.
Vedono la barbara invasione di juti e sassoni; vedono l’eccidio della Notte dei lunghi coltelli. Seguendo il proprio cervo banco, Arthun conosce il trionfo, il prodigio, la perdizione e la sconfitta. Corroborato da studio e ricerca, Il Dragone rosso di Britannia (primo volume della trilogia Alfheim) è storia, costume, tradizione, filosofia, miti, archeologia e, non meno importante, un’opera dai decisi contenuti educativi. Perché se ignora la propria provenienza, nessuna civiltà potrà mai comprendere la propria direzione.

Alcune ragazze mordono

Dopo aver vissuto nell’ombra per tanti secoli, i vampiri decidono di rivelare la loro esistenza al mondo. Essi sono riuniti in “Case”, e si governano con un sistema del tutto simile a quello feuda- le: ogni Casa ha un Signore (Master) a cui tutti i vampiri appartenenti a quella casa devono giurare fedeltà e sottomettersi.A ventisette anni Merit viene trasformata in vampiro dal Master della Casa dei Cadogan. Merit deve adattarsi alla sua nuova vita notturna e ai suoi nuovi immensi poteri, che fanno di lei uno dei vampiri più potenti del mondo; inoltre deve integrarsi nella Casa, di cui diventa la Sentinella. In un momento molto delicato, sotto la minaccia di una guerra tra vampiri e tra vampiri e umani, Merit deve proteggere il suo clan e il suo Master terribilmente sexy, diventando allo stesso tempo un’importante liason tra il mondo sovrannaturale e quello umano.”Meravigliosamente irresistibile… il primo libro di una nuova serie che si preannuncia favolosa.” Usa Today “Spiritoso, sexy e delizioso… una lettura obbligata per chi ama la Urban Fantasy!” Romantic Times

L’alchimia dell’omicidio

È il 1889 a Parigi, l’anno dell’Esposizione Universale in cui la Ville Lumière vorrebbe mostrarsi al mondo intero come la capitale vera del XIX secolo, la città del progresso e della modernità. Nellie Bly è una cronista, precisamente una giornalista del newyorchese World del signor Pulitzer. Una giornalista che è andata a caccia delle storie più stravaganti ed è al corrente di cose che inaridirebbero l’anima di chiunque. Ora Nellie, è a Montmartre snidare un’altra forza maligna che si aggira per le strade della collina famosa per i suoi artisti, i suoi poeti e le sue prostitute. Grazie a una serie di intuizioni, qualche informazione e anche una bella dose di imprudenza, ha seguito le imprese raccapriccianti di un killer da New York a Londra e ora a Parigi. Un mostro depravato assetato di sangue femminile, un alchimista dell’omicidio che, come un chimico medievale, ha una passione per il lato oscuro del sapere e colora la scienza di follia e crimine. Thriller che ci conduce al tempo di Jack lo Squartatore e della Febbre Nera, in compagnia di illustri personaggi, quali Oscar Wilde, Jules Verne e Louis Pasteur, “L’alchimia dell’omicidio” presenta “una protagonista femminile indimenticabile” (Thomas Fleming) ispirata al personaggio reale di Elizabeth Jane Cochran, la prima reporter investigativa americana che firmava i suoi articoli con lo pseudonimo di Nellie Bly.
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L’alchimia del piacere, 2. Nigredo

Metà del XVII Secolo. Amintha è nella prigione di un piccolo paese sui Pirenei, dove sarà processata per stregoneria. In attesa della sentenza è già stata “condannata” dagli uomini del conte, con l’accusa di essere giovane e bella. Quando Nathaniel de La Forge la incontra per la prima volta di lei è rimasto ben poco. Abbastanza, tuttavia, perché lui si renda conto che è un Seme d’Ombra e la porti via, salvandole la vita. Da quel momento in poi i loro destini saranno legati in un intreccio di passione e reciproche ferite. Nel corso dei secoli, tra le alterne vicende di entrambi, Amintha resterà fedele all’uomo complicatissimo a cui si è legata. Fino ad arrivare ai giorni nostri, quando ogni cosa sembra sul punto di cambiare per sempre… — ATTENZIONE CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO — “«Adesso toccati» disse Nathaniel. «Eh?». «La risposta giusta sarebbe “Sì, mio signore”». Amintha gli lanciò uno sguardo confuso. «Sì, mio signore, ma come…» «Mm… chiudi gli occhi. Dove hai bisogno di una carezza?». «Non lo so. Mi fanno male le costole». «Inizia da lì, allora. Sfiorale. Accarezzale». Lei lo fece. Provò una lieve fitta di dolore, seguita da una sorta di benessere. Il suo corpo era caldo e ancora saturo di energia, sfiorarlo era piacevole. «Un seno, ora. Mh-mh. Quella tettina lì va benissimo. Strofina il capezzolo con il palmo della mano… chiudi le dita sulla mammella… stringi. Piano. Palpala… massaggiala. Che cos’era?». Amintha aveva aggrottato le sopracciglia, se ne rese conto un istante dopo che Nathaniel gliene ebbe chiesto il motivo. «Non dovreste guardare» spiegò. «No?». «È… privato». «Quindi non ti piace che guardi. Nemmeno una piccola parte di te». «Non è questo, è che… se ora continuo, no? Ho capito che cosa volete che faccia. Posso farlo… se non guardate». «Mh-mh. Chiudo gli occhi, se me lo racconti tu». Amintha si mordicchiò il labbro inferiore. Non sapeva se così fosse meglio o peggio. Le faceva piacere che lui non si fosse semplicemente alzato, che non avesse interrotto quella specie di gioco. «V-va bene. Quindi ora continuo così per un po’, diciamo. È come quando impasti, ma alla fine». «Alla fine». «Sì, quando la pasta è già lievitata e morbida». «Non è tutta morbida». Lei sospirò. «No, è come… un’uvetta». «Il capezzolo». «Sì». «È eretto?». «Sì». «Che cosa provi?». «È… gradevole. Ho voglia di continuare a impastare e di stringere tra le dita… il chicco di uvetta. Ma…» La voce di Nathaniel era vicina al suo orecchio, ma non era invadente. Con gli occhi chiusi, era come una presenza incorporea. «Ma c’è un’altra parte che richiede la tua attenzione, è vero?». «S-sì». «Hai piegato le ginocchia? Hai aperto le cosce?».”

Alberto Savinio E La Filosofia: Materiali Per Una Vita Filosofica

Uno dei più originali protagonisti del Novecento, Alberto Savinio, è qui esplorato per la prima volta da una prospettiva di pratica filosofica, cioè con l’intento di mettere in luce un intero sistema di coordinate, un intero cosmo di valori e di prospettive, di possibilità e di errori. Si tratta allora di raccontare la realtà allargata, di far emergere il senso dell’arte dal cuore stesso dell’esistenza, di assumere lo sguardo del fanciullo, con il suo telescopio-microscopio, e di fare esperienza di quella superficialità che è leggerezza, al di là dei modelli, degli Déi, di ogni Verità Unica. Ciò che emerge è il sentimento giocoso e l’ironia con le quali l’artista assiste alla tragedia dell’infanzia, alla morte del borghese. E, ancora, Savinio ci fa osservare la vita nella realtà estesa, nel commercio quotidiano con la rete dei possibili, e con la morte che sporca ogni cosa. Ne esce una profonda e originale testimonianza del Novecento e delle sue incertezze, e il profilo di una esistenza vissuta filosoficamente, cioè con consapevolezza e con l’inesausto desiderio di capire, di interrogare, di mettere in questione. Ne esce, soprattutto, la traccia di un mondo nuovo, e quindi una serie di luoghi di riflessione irrinunciabili per noi tutti. Qui e ora.
(source: Bol.com)

L’albero di ferro

Non più ragazzo, ma non ancora uomo, Jarred vive nelle desertiche regioni meridionali dei Quattro Regni di Tir. Benché amatissimo dalla madre e dai suoi amici, Jarred è inquieto: a seguirlo come un’ombra è infatti il ricordo del padre, che ha lasciato la famiglia molti anni prima. E sebbene l’uomo avesse giurato di fare ritorno, quella promessa si è finora rivelata vana. Eppure Jarred si è ormai convinto che la propria vita e quella del padre siano inestricabilmente legate: anche lui deve diventare un viaggiatore, destinato a trovare fortuna e gloria in Paesi lontani e misteriosi. Il giovane si mette dunque in cammino e ben presto raggiunge la regione dell’Acquitrino, una distesa segnata da corsi d’acqua, lagune e boscaglie, dove l’aria sembra vibrare di magia. E qui Jarred incontra Lilith, una donna che entrerà nei suoi sogni e gli ruberà il cuore: ma i due giovani amanti non possono sapere che un legame ben più profondo e antico del loro amore li unisce…

L’albero delle ossa

Non è facile per **Penn Cage** essere un sindaco bianco, con un passato di avvocato e un padre accusato dell’omicidio di una donna nera, a Natchez, Mississippi, nel cuore del Sud americano dove certe ferite della Storia restano ancora aperte, e forse lo resteranno per sempre. Ferite nate dalla violenza, dal razzismo, e dall’incomprensione: quel cuore nero della storia americana che ha avuto la sua incarnazione nel Ku Klux Klan e continua a pulsare anche nell’America di oggi, con nomi diversi ma intenzioni troppo simili. Come i Double Eagle, che al Ku Klux Klan si ispirano come se cinquant’anni di battaglie civili fossero trascorsi invano. È con tutto questo – con il passato che non passa, e anzi ritorna – che Penn deve fare i conti, ma non solo. Come scoprirà a sue spese, la violenza razziale si insinua anche laddove dovrebbero regnare l’uguaglianza e il rispetto della legge: nelle stesse aule dei tribunali e negli uffici della polizia.
**Greg Iles**, l’autore che più di ogni altro riesce a raccontare l’America delle battaglie tra neri e bianchi, e il tragico riverbero della Storia sugli eventi di oggi, ci regala un altro serratissimo legal thriller, che continua il racconto inziato ne ***L’affare Cage***, e mette in scena passioni, conflitti, onore e vergona sul magnifico palcoscenico dell’America più profonda, e più ferita. Un grande romanzo, per mesi ai primi posti delle classifiche americane.
**«Vi sfido a cominciare un romanzo di Greg Iles e non arrivare alla fine.» *Stephen King***
**«Questo sì che è un grande romanzo.» *John Grisham***
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### Sinossi
Non è facile per **Penn Cage** essere un sindaco bianco, con un passato di avvocato e un padre accusato dell’omicidio di una donna nera, a Natchez, Mississippi, nel cuore del Sud americano dove certe ferite della Storia restano ancora aperte, e forse lo resteranno per sempre. Ferite nate dalla violenza, dal razzismo, e dall’incomprensione: quel cuore nero della storia americana che ha avuto la sua incarnazione nel Ku Klux Klan e continua a pulsare anche nell’America di oggi, con nomi diversi ma intenzioni troppo simili. Come i Double Eagle, che al Ku Klux Klan si ispirano come se cinquant’anni di battaglie civili fossero trascorsi invano. È con tutto questo – con il passato che non passa, e anzi ritorna – che Penn deve fare i conti, ma non solo. Come scoprirà a sue spese, la violenza razziale si insinua anche laddove dovrebbero regnare l’uguaglianza e il rispetto della legge: nelle stesse aule dei tribunali e negli uffici della polizia.
**Greg Iles**, l’autore che più di ogni altro riesce a raccontare l’America delle battaglie tra neri e bianchi, e il tragico riverbero della Storia sugli eventi di oggi, ci regala un altro serratissimo legal thriller, che continua il racconto inziato ne ***L’affare Cage***, e mette in scena passioni, conflitti, onore e vergona sul magnifico palcoscenico dell’America più profonda, e più ferita. Un grande romanzo, per mesi ai primi posti delle classifiche americane.
**«Vi sfido a cominciare un romanzo di Greg Iles e non arrivare alla fine.» *Stephen King***
**«Questo sì che è un grande romanzo.» *John Grisham***

L’albero delle lattine

‘La mia scrittrice preferita.’
**Nick Hornby**
‘Un’autrice che rappresenta il meglio della letteratura americana di oggi, una squisita cronista della vita di tutti i giorni. I suoi personaggi fanno a un tempo rabbia e tenerezza, sono tradizionali eppure eccentrici.’
**The Observer**
‘Anne Tyler dimostra una creatività instancabile: sembra non esserci fine alla quantità di storie che riesce a inventare.’
**London Review of Books**
‘La Tyler si è fatta cronista attenta e affettuosa di un’America piccola piccola, e bisogna darle atto di una straordinaria bravura.’
**La Stampa**

Quando la piccola Janie Rose Pike muore, a sei anni, per un banale incidente, il microcosmo della lunga casa trifamiliare dal tetto di latta che ospita la sua famiglia, le signorine Potter e i due fratelli Green sembra scombussolato per sempre. Il dolore di ciascuno e il senso di impotenza di fronte alla sofferenza degli altri alterano gli equilibri, riportano a galla vecchie ferite, mettono a nudo paralisi emotive ormai croniche. Ma Simon, il fratello maggiore di Janie Rose, è solo un bambino: ha bisogno di attenzioni, di qualcuno che giochi con lui e lo aiuti a ricordare, a integrare in quel presente desolato gli oggetti, i frammenti di memoria legati alla sorella che – per quanto strano e innaturale – le sopravvivono, si riaffacciano immancabilmente proprio quando, per un momento, si era riusciti a non pensarci. Un particolare rimasto intrappolato per sbaglio in una fotografia, un francobollo italiano, delle lattine appese a un albero spelacchiato che tintinnano al vento… Ed è proprio l’ostinato istinto vitale di Simon, la sua determinazione a cercare una via di fuga, a scuotere gli adulti dal proprio dolore, a ricordare loro che ‘l’aspetto più coraggioso degli uomini’ è che ‘continuano a voler bene alle creature mortali anche dopo avere scoperto che esiste la morte’, e a riunirli in un inatteso festeggiamento corale, tenero e solenne.

‘Non esiste forse oggi uno scrittore americano migliore di Anne Tyler. Quando un autore è di questo livello, è impossibile trovare dei termini di paragone.’
**Los Angeles Times**
‘Non è solo brava, è straordinariamente brava!’
**John Updike**
‘Il piacere dei romanzi della Tyler: un miscuglio di pathos e ironia, di personaggi nevrotici o sbiaditi, di tragedie e di quotidianità.’
**l’Espresso**
‘Semplici tragedie quotidiane. Stupidità del vivere, forse, ma scritta con una prosa che ci emoziona e ci incanta. Ogni volta.’
**D di Repubblica**
‘Una voce innovativa nella scena letteraria americana.’
**Corriere della Sera**
(source: Bol.com)

L’albero dei mille anni

Non ci pensiamo mai, ma la vita può deragliare improvvisamente. Bastano due parole. È successo il 19 maggio 2009 a Pietro Calabrese, una carriera luminosa nel giornalismo e un’esistenza piena. Nel suo caso le due parole sono state addensamento polmonare, pietoso eufemismo per significare che è entrato di diritto nella costellazione del cancro (quale acutezza nella battuta di Woody Allen: “Oggi le due parole che è più bello sentirsi dire non sono ‘ti amo’ ma ‘è benigno’”). In questo libro tanto lucido quanto toccante Calabrese racconta il suo cammino, giorno per giorno, dopo quel fulmine a ciel sereno. Un cammino che passa per l’altalena dello sconforto e della speranza, per le notti sotto l’assalto molesto dei pensieri e per il ricordo sognante di quando la notte – invece – si parlava d’amore, per il tempo che diventa sospeso e per il calore benefico delle persone care (“già, e adesso chilo dice agli amici?”). Ed è un cammino che passa inevitabilmente per la brutalità delle cure e per un corpo devastato in cui non ti riconosci più. Eppure, a un certo punto, fa una svolta radicale e diventa un cammino di crescita e di consapevolezza nuova. Raggiunta durante una chiacchierata con un amico sotto un baobab africano, il monumentale albero dei mille anni. Da lì Pietro, scoprendo una verità semplice e rivoluzionaria ma nascosta, lancia a tutti un messaggio salvifico, scritto con la penna del grande giornalista ma pensato con la mente e con il cuore dell’uomo.

L’albero dei giannizzeri

Una serie di omicidi misteriosi scuotono il Palazzo. Una giovane circassa dell’harem, quattro cadetti della Nuova Guardia che da qualche tempo ha sostituito i giannizzeri, sciolti dopo la loro rivolta di dieci anni fa… Proprio ai giannizzeri, alle loro tradizioni mistiche e feroci, sembra condurre l’indagine di Yashim, mentre l’incubo degli incendi torna a impaurire la grande città sul Bosforo. Eunuco di corte, Yashim apprezza la buona cucina e i libri. Ama le donne, con impeto e pudore. Con l’occhio della sua intelligenza illumina un mondo vario e cosmopolita di ambasciatori stranieri, dark ladies , assassini efferati, magnifici travestiti, artigiani, sette religiose sufi , soldati combattuti tra l’invidia dell’Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate ottomane. Mentre la città lentamente sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro, e forse ci vuole qualcosa di grosso per risvegliarla…

L’albergo sulla baia di Mulberry

Elle Harte è una giovane architetta di successo, vive a Londra, e ormai da tempo ha lasciato l’Irlanda e il paese dove è nata, Mulberry Bay. Sua sorella minore Penny, invece, non ha mai abbandonato quel piccolo, idilliaco villaggio a picco sul mare, dove tutti si conoscono e il cui cuore pulsante è da decenni il Bay Hotel, lo storico albergo gestito proprio dalla loro famiglia, le cui sale hanno ospitato un’infinità di feste ed eventi. Quando però Anna, la loro gentile e infaticabile madre, muore, tutto è destinato a cambiare. Elle torna a casa e ad aspettarla trova i luoghi e gli affetti di una vita, un amore interrotto, ma anche spiazzanti sorprese e impreviste rivelazioni. L’antico hotel è in decadenza e non se la passa affatto bene e, senza Anna a occuparsi di tutto, loro padre Ned sembra perso nei ricordi scanditi dalle canzoni dei suoi amati Beatles. Elle dovrà allora affrontare spettri e delusioni del passato per ricomporre i pezzi del presente e tentare di salvare le sorti del Bay Hotel. Ma da dove incominciare? Come restituire la magia di un tempo a quell’albergo in rovina? Quali compromessi Elle sarà disposta a fare per il bene della sua famiglia e di tutta Mulberry Bay? Sullo sfondo del burrascoso mare di Irlanda e con le suggestioni dei Beatles, Melissa Hill ci regala un’imprevedibile storia d’amore, amicizia e speranza.

L’albergo delle tre rose

In un albergo popolato di strani figuri che si dedicano, la notte, al gioco d’azzardo, è stato ucciso, prima pugnalato e poi impiccato, un giovane inglese. Seguono a questo altri omicidi, mentre arriva in albergo un avvocato, anch’egli inglese, che deve leggere agli eredi un testamento la cui validità è, misteriosamente, sottoposta alla presenza di tre bambolette di porcellana. E in questa atmosfera alla Agatha Christie, De Vincenzi indaga, e scopre una verità che alla fine niente ha a che dire con le raffinatezze del delitto all’inglese. Piuttosto con la turpe e disillusa «Milano calibro 9» che sarà di Scerbanenco.

L’alba

Il male incombe su Fell’s Church. Basterà l’amore a fermarlo?
Stefan è salvo. Elena, con il suo amore, è riuscita a strapparlo alle tenebre. Ma Damon e Bonnie sono ancora nella Dimensione Oscura, e per salvarli Elena e Stefan saranno costretti ancora una volta a scendere in quel mondo infernale. Nel cuore di Elena, però, l’attrazione per Damon non si è mai spenta. E lui è ancora deciso a conquistare l’amore della sua vita. Intanto, a Fell’s Church, spiriti demoniaci hanno preso possesso della città. Matt e Meredith combattono con tutte le loro forze, ma presto capiranno che la fonte di quel terribile male è più vicina di quanto avrebbero mai potuto immaginare…