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Stelle & stellette: la via lattea mormorÚ

Racconto di fantascienza nel quale l'autore, sotto il velo di un ingestibile esercito intergalattico, composto di soldati gassosi o liquidi, alti cinque chilometri o delle dimensioni di pochi millimetri, immateriali o ermafroditi, satirizza le assurdità della mentalità e della prosa burocratico-militare dei giorni nostri e di sempre.

La stella nera di New York

New York City, 1926. I vetri dei grattacieli risplendono dei bagliori di mille feste animate da balli sfrenati a ritmo di charleston e dal tintinnio delle perle sui vestiti luccicanti. L’alcol scorre a fiumi nonostante i divieti e, a giudicare dall’effervescenza di Manhattan, il mondo sembra destinato a un futuro radioso. È qui che in seguito all’ennesima eccentricità viene spedita dai genitori l’irriverente Evie O’Neill, una ragazza dell’Ohio che non aspetta altro che tuffarsi tra le infinite possibilità offerte dalla metropoli. A ospitarla è lo zio Will, un professore, parente dei Fitzgerald, che dirige il Museo Americano del Folklore, delle Superstizioni e dell’Occulto, detto anche Musco del Brivido: un luogo magico dal fascino decadente, che custodisce nelle sue teche e tra i suoi bui corridoi le tracce del retroterra misterioso dell’America. Ma quando lo sfolgorio della città viene oscurato da una serie di delitti a sfondo esoterico, New York precipita in un vortice di paura ed Evie, che da subito assiste lo zio nella consulenza alla polizia, è chiamata a collaborare alle indagini, anche per quel suo dono di vedere il passato delle persone toccando un oggetto a loro appartenuto. Muovendosi tra fumosi jazz club e bassifondi urbani, scintillanti negozi e sale spettrali, la ragazza s’inoltrerà insieme a molti compagni di strada in un gorgo di eventi evocato dal passato, e che nel passato dovrà essere ricacciato, pena il sopravvento di un antico male oscuro.
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La stella di Strindberg

Le distese dell’Artico alla fine dell’Ottocento. Tre esploratori svedesi scompaiono dopo un avventuroso viaggio in pallone. Sono in pochi a sapere che a bordo di quel pallone Nils Strindberg aveva con sé una stella e una croce di origine sconosciuta. Ma nessuno sa dove sono finite. Più di cento anni dopo, immergendosi in una vecchia galleria mineraria di una remota regione della Svezia, un sommozzatore scopre un corpo che la miniera custodisce da lunghi anni, con il suo segreto: una croce ansata che rappresenta il simbolo egizio della vita. Potrebbe trattarsi dello stesso oggetto gelosamente conservato da Strindberg? Ma dove si nasconde la stella? Don Titelman, uno storico eccentrico esperto di miti e simboli religiosi, viene coinvolto e trascinato suo malgrado nella ricerca dell’altra metà della chiave: braccato da una misteriosa e potente Fondazione segreta, Titelman fugge attraverso l’Europa inseguendo l’antico mistero che lo porterà a ripercorrere le tracce di Strindberg tra i ghiacci del Polo e a scoprire il vero scopo della sua spedizione.

La stella di pietra

Ogni cento anni l’umanità viene messa alla prova. Ogni cento anni quattro ragazzi devono partecipare a una grande sfida. Cento anni sono appena passati, siamo in una NewYork chiusa nella morsa del frecco: Harvey, Mistral, Elettra e Sheng sono nella hall del Mandarin Hotel. In mezzo a loro c’è un’antica mappa di legno che hanno trovato a Roma e ognuno di loro stringe in mano una trottola… Età di lettura: da 9 anni.
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Stella di Gondwana

Diecimila anni fa nel Medio Oriente antichissime genti abitavano un continente misterioso, già allora considerato una leggenda: il Gondwana. Circondato dall’insuperabile Collana degli Atolli su cui naufragano i vascelli che cercano di raggiungerlo, il Gondwana non sprofonda nell’oceano soltanto grazie alle macchine sepolte degli Antichi. Della scomparsa civiltà di questi ultimi resta soltanto una custode, la Khoiné, venerata in virtù del potere benevolo della stella d’oro impressa sulla sua mano sinistra. “Stella di Gondwana” narra come in un giorno infausto i Dottori dell’Oscuro riescano a generare la gemella maligna della custode, la Stella Nera, che scatena un folle tentativo di conquista attraverso la potenza delle macchine.

La stella del mattino

Lexine Parker è convinta di essere diversa, e da quando è entrata nel mondo notturno dei Vampiri Templari sente che qualcosa in lei sta cambiando. Constantine Draegon è il più pericoloso tra i fratelli: torturato dalle memorie del passato e più mostro che uomo, è una creatura solitaria consumata dall’odio. È convinto che per lui non vi sia redenzione, fino a quando Lex, con il suo amore e la sua fiducia, gli fa intravedere la salvezza. Ma un pericolo mortale incombe. Nemici oscuri tramano per avere il misterioso potere che dentro Lex sta crescendo, e Constantine è pronto a tutto pur di proteggerla. Anche a rischiare l’eternità tra le fiamme dell’inferno.

La stella del deserto

La sposa perfetta per Sua Maestà.
Per rafforzare il suo regno, il principe Xavian deve sposare una principessa mai vista prima, facendone la regina del Qusay. La sua prima notte di nozze, quindi, sarà solo l’ennesimo dovere da assolvere per il suo paese. Ma quando Layla si presenta a lui senza veli, la pelle lucida di oli profumati, Xavian scopre una bellezza pari al cielo stellato del deserto, che merita di essere amata come la protagonista di una favola.
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### Sinossi
La sposa perfetta per Sua Maestà.
Per rafforzare il suo regno, il principe Xavian deve sposare una principessa mai vista prima, facendone la regina del Qusay. La sua prima notte di nozze, quindi, sarà solo l’ennesimo dovere da assolvere per il suo paese. Ma quando Layla si presenta a lui senza veli, la pelle lucida di oli profumati, Xavian scopre una bellezza pari al cielo stellato del deserto, che merita di essere amata come la protagonista di una favola.

La stella dei re Magi

Una nuova edizione del testo edito nella collana “Nativitas” nel 2003: sedici tavole che illustrano il viaggio compiuto dai Re magi. “Fin da piccolo questi personaggi hanno stimolato la mia fantasia: per la loro provenienza dal lontano Oriente, per il lungo viaggio, per la regalità, per i doni. Ora mi è sembrato bello dedicargli le tavole di questo libro che ne ricostruisce l’avventura, ispirandomi ai testi della tradizione, spesso poco conosciuti e curiosi. Sono frammenti, dall’antichità a oggi, che ricompongono il loro viaggio lunghissimo, la loro magia e il loro mistero che forse sta in quella stella avvistata da ognuno dei tre, separatamente. Ho cercato di umanizzarli, togliendogli la patina di favola, facendoli incontrare con la gente”. Età di lettura: da 6 anni.
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La Stella degli Elfi

Pietra, cielo, fuoco e acqua. Quattro regni diversi per separare i popoli, per cancellare la storia. E i Patryn, che di quel mondo un tempo erano i dominatori, sono reclusi da eoni nel mortale Labirinto. Ma ora il Lord del Nexus, il signore dei Patryn, ha trovato il modo di inviare un suo emissario oltre Death Gate, la Porta della Morte, fino ai quattro regni. La sua missione: esplorare, scoprire la storia perduta, ritrovare gli antichi oppressori… e aiutare il suo padrone a conquistare il dominio assoluto. Haplo viaggia nel torrido Pryan, un mondo dove la luce solare ininterrotta e le pioggie copiose hanno dato vita a una giungla possente e intricata, nella quale gli elfi e gli umani vivono sulle cime degli alberi e i nani abitano vicino al suolo. Haplo ha l’incarico di fomentare il caos tra gli abitanti di Pryan, per indebolirli in vista dell’avvento dei Patryn. Ma le continue guerre, alimentate dal commercio d’armi degli elfi, hanno già raggiunto questo obiettivo. Dopo generazioni di conflitti e odi razziali, nemmeno la minaccia di distruzione per mano dei leggendari titani riesce a creare l’unità. L’apocalisse è annunciata.

Steelheart

David è solo un bambino quando l’oscurità
perpetua cala sulla Terra e in cielo compare Calamity, una misteriosa stella
che dona a uomini e donne, prima di allora intrappolati nelle loro ordinarie
esistenze, poteri fuori dal comune. Questi esseri straordinari vengono
ribattezzati con il nome di Epici e ben presto il loro dono li rende avidi di
supremazia sugli altri uomini. Due anni più tardi, a Newcago, la città che una
volta era stata Chicago, David assiste all’assassinio di suo padre da parte di
uno degli Epici più potenti, Steelheart. Ora cerca vendetta, e sa che l’unico
modo per ottenerla è entrare a far parte degli Eliminatori, un’organizzazione
che agisce nell’ombra, studiando le debolezze degli Epici e combattendoli
strenuamente. E nonostante tutti pensino che Steelheart, Cuore d’Acciaio, sia
invincibile, David sa che non è così, perché lo ha visto sanguinare con i propri
occhi.

 
Un fantasy in cui ad avere i superpoteri sono
i cattivi, in stile Marvel, un romanzo che vi lascerà senza fiato.

La statua di sale

Nel 1947 Gore Vidal era un giovane di ventidue anni, con all’attivo due romanzi pubblicati e lanciato sulle orme del nonno verso una brillante carriera politica. Dopo aver finito di scrivere “The City and the Pillar” (tradotto con La statua di sale per rispettare la citazione del passo riguardante la moglie di Lot della Genesi), un romanzo dichiaratamente omosessuale, si trovò di fronte a un dilemma: pubblicarlo o meno? È la storia di Jim Willard, figlio “normale” di una famiglia della media borghesia del Sud: bello, atletico e schivo. E innamorato di Bob Ford, il suo migliore amico. Vidal scandalizzò l’America, suscitando reazioni sdegnate. Il suo editore newyorchese, E.P. Dutton, lo detestò. Il “New York Times” rifiutò di pubblicizzare il libro, nessun giornale americano lo recensì e “Life” lo accusò di aver fatto diventare omosessuale la più grande nazione del mondo. Ma in poche settimane il libro fu un bestseller. André Gide e Christopher lsherwood lo apprezzarono e Thomas Mann, nel suo diario, lo definì “un’opera nobile”. Il romanzo racconta la ricerca ostinata e ossessiva di Bob da parte di Jim, dopo un weekend d’amore sul fiume che segna per sempre il suo destino. Trascorrono gli anni e Jim, ancorato al passato, è come una statua di sale. Nessuno dei suoi amanti riesce ad avere il suo cuore, fino all’incontro finale con Bob, l’amore della sua giovinezza, che riserva un emozionante colpo di scena.

La statua che urla

Bill Sweeney è prima di tutto un irlandese, cocciuto fino alla morte. Ed è anche un ubriacone che passa le sue notti sulle panchine. Ma allo stesso tempo è uno straordinario cronista d’assalto. Una notte, assiste al quarto tentativo di omicidio dello Squartatore. Un tentativo che fallisce sotto gli occhi di decine di spettatori. La bellezza della scampata vittima scuote Sweeney dal suo torpore. Lui cerca di rimettersi in sesto e si lancia sulle tracce dell’assassino. Ha intuito che la chiave del mistero è un’equivoca statuetta posseduta dalle vittime. L’immagine della statuetta lo ossessiona al punto di dare il via al un processo di avvicinamento alla follia da cui si tiene fuori a stento. Ma dentro di sé, sa che questa è la chiave giusta…
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Stato in luogo

Arminio scrive poesie a oltranza e le sposta di continuo, una perenne migrazione interna che qui si ferma in un’ampia raccolta di poesie sul suo paese e sui paesi che visita. Negli ultimi anni ha pubblicato molti libri di prosa, sempre sullo stesso argomento e sempre diversi uno dall’altro. Anche questo libro è diverso da tutti gli altri. I testi qui presentati sono solo una piccolissima parte della sua sterminata produzione, ma danno subito la drastica sensazione di trovarsi di fronte a un autore che sembra avere accordato il suo corpo unicamente sulla scrittura. Ne esce una dizione esatta e allo stesso tempo febbrile, intima e corale. Arminio mette ogni giorno al lavoro il suo demone che ogni giorno lo mette alla prova con l’idea della fine. Un corpo a corpo che è segno di grande salute e che lascia sul campo una poesia attualissima e dal passo antico.
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Lo stato delle anime

Fine dell’Ottocento. Nel paese di Albinei, arroccato sui monti della Sardegna orientale, un superiore ordine divino ha sempre pareggiato il conto tra i vivi e i morti, giacché a ogni nascita corrisponde un trapasso, e viceversa: così nulla cambia mai. Ma la strana morte dell’anziana e ricca vedova del notaio altera la secolare immobilità della comunità. Il medico, Pierluigi Dehonis, ai numeri non ci bada, però in questa fine vede qualcosa di innaturale. Di fatto pensa ad un omicidio. I sospetti cadono sulla figlia naturale dello scomparso notaio. Ma altri delitti si aggiungono al primo fino a che la verità finalmente emerge a ristabilire l’ordine turbato. Il libro è stato pubblicato in coedizione con Il Maestrale.

Lo stato dell’arte

Questo volume è la prima raccolta di racconti di Iain M. Banks, e include il celebrato romanzo breve Allo stato dell’arte, in cui le vicende storiche del 1977 fanno da sfondo a quelle immaginarie che contraddistinguono il ciclo della Cultura. Gli altri racconti variano dalla fantascienza all’horror, dalla fantasy piú oscura all’apologo morale, e si propongono come la migliore introduzione al talento dello scrittore scozzese, considerato da molti una delle voci piú esaltanti e innovative della letteratura di immaginazione. «Banks è un fenomeno: autore di romanzi geniali e inquietanti di grande successo, dotato di una creatività senza limiti, è ugualmente a suo agio in una fantascienza di inconsueta eleganza e rabbiosa energia» William Gibson.