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Alphabetum. La confraternita del saio nero

Quale segreto nasconde l’Alfabeto di Erode?1599. A pochi mesi dall’apertura dell’Anno Santo, una terrificante rivelazione sta per scuotere la Città Eterna.Nelle proprietà di Francesco Cenci, ucciso dalla figlia Beatrice, un antiquario rinviene un teschio deforme. L’uomo lo sottopone subito a Leonia e Grifo, emissari di Rodolfo II , il folle imperatore noto per la sua passione per gli oggetti bizzarri. Ma davanti a quei resti così inquietanti, Leonia non ha alcun dubbio: è il cranio del famoso e temibile Maestro del Monogramma, il pittore romano condannato dall’Inquisizione, autore dell’Alfabeto di Erode, il libro che conteneva incisioni raccapriccianti e sacrileghe. L’inattesa scoperta sembra dischiudere per Leonia e la sua guardia del corpo una grande opportunità. E se quel reperto fosse un indizio per rintracciare un testo così raro e smisuratamente prezioso?Roma intanto è teatro di gravi eventi. Durante le sue ripetute estasi, una suora annuncia un giubileo infernale e l’apertura del Regno dei Morti. Poco dopo, quattro bambini, con i nomi degli Evangelisti, spariscono misteriosamente. C’è forse un legame tra l’angosciante profezia, le incisioni dell’Alfabeto di Erode e le quattro scomparse? Chi trama per seminare sospetti e paure in una Roma che si prepara all’Anno Santo? Nelle viscere di Roma, dove un tempo si svolgevano strani riti e terribili sacrifici, è nascosta la verità. Ma la via per raggiungerla è disseminata di morte…1599.Un pittore misterioso.Un libro blasfemo.Una profezia infernale.Quale verità si nasconde nel ventre di Roma?Il mistero è custodito nelle sue pagine. Avvicinati e ti sarà rivelato. Massimo Pietrosellinasce a Roma nel 1964. Nel 1994 vince il Premio Urania con Miraggi di silicio. Nel 2004 vince il premio Fantascienza.com con il romanzo L’undicesima frattonube. L’anno successivo vince il Premio Tedeschi e pubblica il suo primo giallo, Il palazzo del diavolo, seguito da La porta sulle tenebre (che è stato tradotto in Spagna) e da L’affare Testa di Morto. All’interno del progetto coordinato da Valerio Massimo Manfredi esce L’aquila di sabbia e di ghiaccio, ambientato sotto l’impero di Marco Aurelio. Nel 2011 pubblica Saturno il Nero.

Almeno il cane è un tipo a posto

Massimo non è uno sfigato: ce lo hanno fatto diventare. La colpa al novanta percento è di Vito. È lui ad avergli affibbiato il nomignolo di Minimo, e se ti danno quel soprannome negli spogliatoi della piscina, è difficile che gli altri pensino che il tuo è un problema di altezza o di torace stretto. Vito però ha un segreto, un segreto fatto di lividi e serate trascorse trincerato in camera sua, e Massimo, suo malgrado, sta per scoprirlo. Poi c’è Celeste, divisa tra l’essere se stessa o trasformarsi in come mamma e papà la vorrebbero; Stefania, che desidera soltanto dimagrire; Margò, alle prese con un’estate da gigante prima di tornare hobbit a settembre. Intorno a loro, un’intera galassia di amici, parenti e adulti alle prese con una tempesta di incontri e scontri che nel corso di una manciata di giorni li cambierà per sempre.
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### Sinossi
Massimo non è uno sfigato: ce lo hanno fatto diventare. La colpa al novanta percento è di Vito. È lui ad avergli affibbiato il nomignolo di Minimo, e se ti danno quel soprannome negli spogliatoi della piscina, è difficile che gli altri pensino che il tuo è un problema di altezza o di torace stretto. Vito però ha un segreto, un segreto fatto di lividi e serate trascorse trincerato in camera sua, e Massimo, suo malgrado, sta per scoprirlo. Poi c’è Celeste, divisa tra l’essere se stessa o trasformarsi in come mamma e papà la vorrebbero; Stefania, che desidera soltanto dimagrire; Margò, alle prese con un’estate da gigante prima di tornare hobbit a settembre. Intorno a loro, un’intera galassia di amici, parenti e adulti alle prese con una tempesta di incontri e scontri che nel corso di una manciata di giorni li cambierà per sempre.

Ally nella tempesta. Le sette sorelle

Distesa al sole di uno yacht in mezzo all’Egeo, la giovane Ally, velista esperta, sta vivendo uno dei momenti più emozionant della sua vita: l’intesa professionale con il famoso skipper Theo Falys-Kings si è da poco trasformata in un amore appassionato. Ma la loro felicità viene bruscamente interrotta dalla notizia della morte di Pa’ Salt, il magnate svizzero che ha adottato Ally e le sue cinque sorelle e che ha lasciato a ciascuna una serie di indizi per mettersi sulle tracce del loro passato. Ally è troppo sconvolta per esaudire la volontà di suo padre; vuole solo abbandonarsi nelle braccia di Theo e ritrovare un po’ di serenità: non sa però quello che sta per succederle, né sa che presto dovrà gettarsi nella lettura del volume lasciatole da Pa’ Salt, la burrascosa stioria di Anna Landvik, una cantante d’opera norvegese che nella seconda metà dell’Ottocento divenne la musa del compositore Edvard Grieg. Ed è proprio nella gelida e romantica Norvegia che Ally dovrà scoprire cosa la lega a questa donna misteriosa.
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Allmen e le libellule

Un nuovo, sofisticato congegno narrativo, in cui Martin Suter trascina il lettore senza sforzo né artificio. Prima avventura di una coppia di detective delle belle arti.

Allmen e il diamante rosa

Nuova avventura per Johann Friedrich von Allmen, investigatore per necessità, amante di libri ed esperto d’arte perennemente squattrinato. Dopo il caso delle libellule ha aperto insieme a Carlos, il profugo guatemalteco che gli fa da giardiniere, la ‘Allmen International Inquiries’, un’agenzia per il ritrovamento di oggetti d’arte scomparsi. Mentre le cose non vanno a gonfie vele arriva un incarico importante: recuperare il «diamante rosa», gioiello di valore inestimabile rubato a una festa.

Allison corre nel buio

“Lo zio si è trasformato in un albero.” Non sono solo le parole che escono dalla sua bocca a fare di Coco una bambina strana. I tratti del viso insoliti, un sorriso fin troppo generoso, la maglietta macchiata di sangue con cui si aggira da sola per Central Park. Eppure il senso di quella frase diventa chiaro quando la polizia ritrova il corpo dello zio Red, a cui qualcuno ha riservato un trattamento a dir poco sadico: dopo averlo legato e chiuso in un sacco, lo ha issato a un ramo. L’agente Kathy Mallory si prende subito a cuore la sorte della ragazzina, la cui mente confusa chiama “zio” quell’uomo che invece l’aveva rapita con le peggiori intenzioni, e che ora ha pagato per le sue colpe. Ma soprattutto intuisce che Coco è una testimone chiave per arrivare all’assassino. Una testimone preziosa quando, poco dopo, altre due persone vengono ritrovate nelle stesse condizioni. Le tre vittime avevano frequentato in passato la medesima scuola, un istituto di beneficenza di proprietà di Grace Driscol, donna ricca e molto odiata. Avida ed egoista, non si è fatta scrupoli a servirsi per i propri scopi della figlia, Phoebe, mentalmente instabile. La ragazza non si è mai del tutto ripresa da una serie di episodi drammatici avvenuti quindici anni prima. Ma Mallory conosce i meccanismi di una mente criminale e comprende che Phoebe non è la sola a non essersi lasciata alle spalle quel passato di violenza. Forse è proprio lì che deve iniziare a cercare le risposte di cui ha bisogno.

Allison Carter: Il caso bright

La monotona quotidianità della cittadina di Bluehill viene spezzata dal rapimento di tre giovani donne, e con essa anche quella di Allison Carter, detective del dipartimento di polizia cittadina. Sarà infatti costretta a buttarsi a capofitto in un’indagine surreale dove niente fila e i conti sembrano non tornare mai. Quando gli indizi e i testimoni la spingono a credere che il colpevole abbia a che fare con il Naticode, il malfamato nightclub sulla strada statale poco fuori città, Allison dovrà anche far fronte ai suoi fantasmi personali e sconvolgere di nuovo la sua vita privata.
“La scrittura è agile, veloce ma allo stesso tempo psicologicamente introspettiva, le atmosfere sono quelle del thriller, dove la violenza irrompe in una piccola realtà cittadina, ma soprattutto i personaggi, che si mostrano al lettore nudi, senza filtri, in preda a passioni ed emozioni tangibili.
Sarà una scia di efferati delitti, sarà la spirale di dolore che avvolge ogni cosa, sarà la fragilità che accomuna uomini e donne soli, in balia di un destino spesso crudele, ad avvicinare i due protagonisti principali, Allison Carter, detective coraggiosa dal passato difficile, e Aaron Fisher, il ragazzo che, gradualmente, riuscirà a far breccia nel suo cuore indurito dalla vita. L’adrenalina cresce, l’uso del flashback e della narrazione in prima persona dei vari personaggi conferisce freschezza ed empatia verso il lettore, l’epilogo è una sorpresa continua, che spiazza il lettore con sapienza: chi entra nel mondo di Allison Carter, difficilmente ne esce.”
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### Sinossi
La monotona quotidianità della cittadina di Bluehill viene spezzata dal rapimento di tre giovani donne, e con essa anche quella di Allison Carter, detective del dipartimento di polizia cittadina. Sarà infatti costretta a buttarsi a capofitto in un’indagine surreale dove niente fila e i conti sembrano non tornare mai. Quando gli indizi e i testimoni la spingono a credere che il colpevole abbia a che fare con il Naticode, il malfamato nightclub sulla strada statale poco fuori città, Allison dovrà anche far fronte ai suoi fantasmi personali e sconvolgere di nuovo la sua vita privata.
“La scrittura è agile, veloce ma allo stesso tempo psicologicamente introspettiva, le atmosfere sono quelle del thriller, dove la violenza irrompe in una piccola realtà cittadina, ma soprattutto i personaggi, che si mostrano al lettore nudi, senza filtri, in preda a passioni ed emozioni tangibili.
Sarà una scia di efferati delitti, sarà la spirale di dolore che avvolge ogni cosa, sarà la fragilità che accomuna uomini e donne soli, in balia di un destino spesso crudele, ad avvicinare i due protagonisti principali, Allison Carter, detective coraggiosa dal passato difficile, e Aaron Fisher, il ragazzo che, gradualmente, riuscirà a far breccia nel suo cuore indurito dalla vita. L’adrenalina cresce, l’uso del flashback e della narrazione in prima persona dei vari personaggi conferisce freschezza ed empatia verso il lettore, l’epilogo è una sorpresa continua, che spiazza il lettore con sapienza: chi entra nel mondo di Allison Carter, difficilmente ne esce.”

L’allieva: romanzo

Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

L’allieva

” *L’allieva mi è piaciuto tantissimo! La trama coinvolge, lo stile è vivo, si sorride e si ride, e poi si legge d’un fiato* “. **Alicia Giménez Bartlett**
Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

L’allenatore

Dopo quindici anni Neely Crenshaw torna nella sua cittadina. Come tanti anche lui è stato richiamato dalla notizia che Eddie Rake, il mitico allenatore della squadra di football del liceo, sta per morire. Ma chi era veramente, Eddie Rake? Per decenni quell’uomo aveva guidato la squadra degli Spartans attraverso una serie di trionfi, riempiendo a ogni partita uno stadio di duemila posti più grande del numero degli abitanti della cittadina. E aveva conquistato tutto ciò sottoponendo i suoi ragazzi a metodi degni del più accanito sergente dei marines. Neely era uno di quei ragazzi. È soltanto al funerale di Rake che Neely scoprirà la verità che prima non aveva saputo vedere, e la lunga, coercitiva forza che quell’allenatore aveva esercitato su tutti. Con L’allenatore John Grisham porta il lettore nel cuore dell’America ma anche nel cuore delle questioni semplici ed eterne che riguardano tutti: l’amicizia, l’amore, il compito di diventare adulti accettando i propri limiti e imparando a perdonare e ad amare.

Allegro occidentale

“Allegro Occidentale” è la storia di Mister Piccolo, uno scrittore giornalista al quale hanno proposto di vedere il mondo (o quanto meno una buona parte di questo) insieme ad altri otto colleghi. E Mister Piccolo comincia questo lungo viaggio a occhi sbarrati scoprendo subito, da quando mette piede per la prima volta nella business class dell’aereo diretto in Sri Lanka, che il privilegio sarà, per tutto il tempo della sua Odissea, l’unico vero luogo che fa la differenza, quello che uniforma tutti i luoghi, che azzera le distanze geografiche e amplifica quelle sociali, che crea paradisi e li distrugge.

L’allegria degli angoli

«Il futuro è nelle mani di Dio.
Speriamo non lo lasci cadere».
Lorenzo è un geometra, ma ha imparato
a proprie spese che di geometrico
a questo mondo c’è veramente poco.
Le rette parallele, nella realtà, finiscono
spesso per incontrarsi, e il quadrato
costruito sull’ipotenusa – probabilmente
in modo abusivo – non equivale
mai alla somma dei quadrati costruiti
sui cateti.
Vive con la madre, circondato da un
piccolo gruppo di amici – tra cui Massimo,
pervaso da un’insana passione per
gli articoli da bagno, e Fabio, detto «Il
Tranquillizzatore» per la sua capacità
di confortare tutti con prevedibili ma
graditissime frasi di rito.
Lorenzo è serenamente disperato, perché
gli manca una cosa fondamentale:
il lavoro. Cosí si piega a fare di tutto,
persino la statua vivente in una piccola
piazza del centro. Trasformandosi da
mite geometra a faraone immobile, dal
suo angolo comincerà a vedere il mondo.
Osserverà il microcosmo che gli sfila
davanti: turisti euforici, connazionali
annoiati e un cane bruttissimo, ad
esempio. E s’innamorerà – molto – di
una ragazza che non fa proprio per lui,
d’altra parte «all’interno d’ogni amore
deve esserci un circuito stampato, fragile
e complicato, che lo rende unico e
incomprensibile». Piloterà nell’ombra qualche vita che gli è cara, nel frattempo.
Ma soprattutto, alla fine, lui, proprio
lui, messo all’angolo e spalle al muro,
farà un gesto imprevisto che ha la
forza di un’esplosione: uno di quei gesti
che possono inaugurare una nuova
vita.

L’allegria (Mondadori)

Il primitivo titolo, strano, dicono, era Allegria di Naufragi. Strano se tutto non fosse naufragio, se tutto non fosse travolto, soffocato, consumato dal tempo. Esultanza che l’attimo, avvenendo, dà perché fuggitivo, attimo che soltanto amore può strappare al tempo, l’amore più forte che non possa essere la morte. È il punto dal quale scatta quell’esultanza d’un attimo, quell’allegria che, quale fonte, non avrà mai se non il sentimento della presenza della morte da scongiurare. Non si tratta di filosofia, si tratta d’esperienza concreta, compiuta sino dall’infanzia vissuta ad Alessandria e che la guerra 1914-1918 doveva fomentare, inasprire, approfondire, coronare. L’Allegria di Naufragi è la presa di coscienza di sé, è la scoperta che prima adagio avviene, poi culmina d’improvviso in un canto scritto il 16 agosto 1916, in piena guerra, in trincea, e che s’intitola I fiumi. Vi sono enumerate le quattro fonti che in me mescolavano le loro acque, i quattro fiumi il cui moto dettò i canti che allora scrissi. I fiumi è una poesia dell’Allegria lunga; di solito, a quei tempi, ero breve, spesso brevissimo, laconico: alcuni vocaboli deposti nel silenzio come un lampo nella notte, un gruppo fulmineo d’immagini, mi bastavano a evocare il paesaggio sorgente d’improvviso ad incontrarne tanti altri nella memoria. Notte di maggio, Fase d’Oriente, Tramonto, Fase, Silenzio: ecco alcune poesie dove, nell’attesa della guerra, in ”Lacerba”, era da me sorpreso il famigliare miraggio d’Alessandria. Alessandria all’orizzonte cancellata, Alessandria per sempre persa e per sempre ritrovata per via di poesia. S’ingannerebbe chi prendesse il mio tono nostalgico, frequente in quei miei primi tentativi, come il mio tono fondamentale. Non sono il poeta dell’abbandono alle delizie del sentimento, sono uno abituato a lottare, e devo confessarlo – gli anni vi hanno portato qualche rimedio – sono un violento: sdegno e coraggio di vivere sono stati la traccia della mia vita. Volontà di vivere nonostante tutto, stringendo i pugni, nonostante il tempo, nonostante la morte. Potrei così commentare Agonia, Pellegrinaggio, quelle poesie del primo momento, di ”Lacerba”, o quelle già del Porto Sepolto, dove mi scopro e mi identifico, dentro gli orrori della guerra, nell’uomo di pena e, come tale, Ungaretti, uomo di pena, mi parrà di dovermi anche in seguito, sempre, identificare.
Giuseppe Ungaretti
(source: Bol.com)

L’allegra compagnia del sogno

Blake, un giovane che ha lasciato la carriera universitaria così come la vocazione ecclesiastica e poi il suo lavoro di scrittore di opere pornografiche, è ossessionato dall’idea di volare. Riesce a farsi assumere all’aeroporto di Londra e ruba un aereo leggero, col quale precipita nel suo tragitto lungo il Tamigi, a Shepperton. Uno scenario idealmente luminoso per Ballard, ricco di elementi suburbani, intessuto di corsi d’acqua, chiuso da una superstrada, e che ospita uno studio cinematografico. Miracolosamente e in modo misterioso Blake riesce a sopravvivere al disastro, ed esce dall’acqua per immergersi in un mondo che somiglia a un dipinto surrealista, popolato da figure in posa – una dottoressa, una squilibrata e un sacerdote – che tentano in ogni modo di impossessarsi di lui. Blake cerca di lasciare Shepperton, ma la città lo trattiene, e i suoi abitanti per qualche strano motivo sembravano attendere la sua venuta, come quella di un messia o di un eroe dagli arcani poteri, che lui dimostra di possedere. L’aereo scintilla nell’acqua, con all’interno un corpo senza vita, forse il suo. Per i cittadini di Shepperton, Blake compie meraviglie, porta abbondanza ed emana energia sessuale, distogliendoli dalle loro occupazioni e proiettandoli in un nuovo mondo di perversione dalle mille forme, e di apocalittiche visioni del bene e del male.

L’allegra apocalisse

La Terra non ci sopporta più. E basta un'enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l'Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d'acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l'economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista "grande bruciachiese", in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt'attorno quest'improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l'incoscienza di un'Utopia senza tempo. Paasilinna immagina un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l'Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.