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Melodia

Mattia è a caccia della prossima nota. La nota giusta per completare la musica che vuole comporre, la musica che deve ricordare a ogni costo. La ricerca lo porta a indagare sui suoi genitori, che l’hanno abbandonato in fasce alle porte di un monastero. E nella cappella dei frati, seduto a un pianoforte incatenato che contiene la spada di un guerriero vichingo, trova l’unica nota possibile; ma la frase musicale è ancora sospesa, incompleta. Un monaco lo avverte: «Attento ai mostri piccoli!», un altro vuole ucciderlo, e la caccia diventa una fuga. Non c’è tempo di pensare, Mattia è braccato da inquisitori che lo vogliono morto. A Venezia incontra Marina, che lo stava aspettando e gli mostra l’altra faccia del mondo tracciando arabeschi di simboli in lingue morte e dimenticate. Con lei e pochi altri – ferini – alleati, Mattia segue gli indizi e ascolta i suoi incubi premonitori. Allora comincia a comprendere chi sia, coinvolto in un conflitto millenario nel quale il bene e il male sono solo menzogne. Tutto combacia, anche i tasselli inesplicabili della storia del genere umano – e oltre – trovano in questo schema una collocazione, ma lui sa che manca ancora la tessera fondamentale, e che per svelare l’ultimo segreto è necessario combattere e uccidere, o morire. Sta a lui decidere se accettare o tentare di cambiare il ruolo per cui è stato predestinato. Ma in fondo, l’unica cosa che conta è conoscere la verità, e per questo non c’è scelta: deve trovare la prossima nota, deve portare a compimento la Melodia.

Melissa la donna che cambiò la storia

Crotone, 509 a. C. Melissa, giovane allieva della scuola di Pitagora, si salva dall’eccidio dei pitagorici, ordito dai cittadini più abbienti della città, grazie a Liseo, appartenente al gruppo dei congiurati ma da sempre innamorato di lei. La ragazza però si rifiuta di concedersi al giovane che, accecato dall’ira, la stupra. Consapevole di averla persa per sempre, la vende come schiava a Cluvio, vecchio capo dei Sanniti.
Al villaggio sannita, Cluvio le affida l’educazione dei figli e delle giovani donne di casa. Melissa saprà dimostrarsi utile, conquistando in breve tempo la fiducia delle donne, che impareranno da lei preziose nozioni mediche e pedagogiche. Con la sola conoscenza dei numeri e della musica Melissa guarirà Aris, il figlio di Cluvio, da un’intossicazione, e, resa libera per questo, lo sposerà. Ormai amata e rispettata dai Sanniti, diventerà madre di due figli. Il futuro le riserverà molte avventure e avversità, che Melissa affronterà imponendo la sua forte personalità in un mondo governato dagli uomini. Nel dolore, nella passione e nella difficile arte della politica la carta segreta di Melissa sarà quella che il mondo si è sempre rifiutato di riconoscere: la sapienza femminile

Melampus: La metamorfosi amorosa di una donna

Liza Baldwin, una ragazza americana come tante: niente trucco, solo acqua e sapone. Se ne innamora Giorgio Fabro, di mestiere sceneggiatore, un italiano in viaggio negli USA per motivi di lavoro. L’amore fra i due è, però, tutt’altro che qualsiasi. Giorgio scopre che Liza è presa da forme di stranissima devozione. La natura di Liza non è quella che appare, ma «diversa», segreta. Liza sa che l’amore non è un rapporto paritario; sa che è un intreccio di dipendenze reciproche. Giorgio è talmente coinvolto nel gioco della ragazza da assecondarlo fin quasi alle soglie della follia. Liza si comporta con lui con la devozione di un cane: ma questa scoperta vuole forse intendere che Liza è malata, che ha bisogno di cure. Ma, chissà che non sia Giorgio il vero malato, il vero inabile a capire? Favola dell’amore deluso, amara leggenda sull’incomprensibilità della dedizione amorosa, Melampus non soltanto è del miglior Flaiano, ma è certamente uno dei più bei racconti italiani di questi ultimi anni.
Da Melampus, Marco Ferreri ricavò un film, La cagna, interpretato da Catherine Deneuve e Marcello Mastroianni.

Mela marcia. La mutazione genetica di Apple

Hanno sfondato la porta di casa con la furia devastatrice delle teste di cuoio. Hanno rovistato nell’appartamento del blogger californiano Jason Chen sequestrando computer e archivi. Il tutto per venire a capo del giallo della scomparsa di un segretissimo prototipo di iPhone 4, dimenticato in un bar “per una birra di troppo”. Nata in un garage con la bandiera dei pirati sventolante, creata da un ex hippy e da un hacker, oggi Apple lancia strali contro i software liberi, promuove crociate antiporno e dichiara dissanguanti guerre di brevetti. Sullo sfondo pulsano la guerra dei formati, del web e delle libertà digitali. Apple non è più l’azienda dei creativi che anni fa ci esortava con il Think Different, ma il peggior nemico dell’underground digitale, come dimostra il blitz contro il blogger di Gizmodo che ha realizzato lo scoop dell’anno: le foto in anteprima dell’iPhone 4G. Mela marcia parte da questa vicenda per sviscerare cosa si nasconde dietro alla mutazione di Apple: la mania della segretezza, l’astuto ruolo del messia laico Steve Jobs, il potere del marketing aggressivo e il bluff dell’iPad. Il volume è completato dalla storia del giornalismo 2.0 nell’era di blogger coraggiosi e di “gossip merchant”. Mela marcia è anche un libro interattivo: grazie ai codici QR sparsi nel testo è possibile accedere ad approfondimenti e filmati in rete, tramite uno smartphone e un’applicazione (rigorosamente free).
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Meglio un uomo oggi

Per una donna c’è una sola cosa peggiore della crisi dei trent’anni: quella dei trentacinque. Geppi, attrice comica, donna con una vita sentimentale apparentemente appagante, lo sa bene. È in notevole ritardo sui suoi progetti di vita e dopo due anni di relazione a distanza si trova ancora alle prese con Michele, conosciuto in “Meglio donna che male accompagnata”. Intelligente, ironico e abbastanza in carriera, senza ex fidanzate psicolabili nell’armadio, quest’uomo sembra avere tutti i requisiti per renderla madre e moglie. Nota stonata di questo romantico fidanzamento il fatto che Michele non ha mai pronunciato le parole “io”, “te”, “per sempre”, “bambini” nella stessa frase; e a Geppi questa mancanza di progettualità comincia a pesare. Lui, a Las Vegas per questioni di lavoro, le ha appena fatto recapitare un biglietto aereo per raggiungerlo, accompagnato da tre invitanti parole: “Vola da me”. Quale destinazione, poi, meglio di Las Vegas per capire se questa relazione è un bluff oppure no? Nella capitale del vizio, però, fa la sua comparsa un terzo giocatore che prende malignamente le sembianze di una notevole, competitiva e sfrontata architetto di venticinque anni, Erika, figlia del padrone dell’azienda di cui Michele è il miglior interior designer.

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

“C’erano una volta un ragazzo e una ragazza.C’erano una volta perché adesso non ci sono più.Un sabato mattina di fine aprile lui si sorprese a piangere davanti a lei. Non riusciva a parlare. Avrebbe voluto confessarle che era finita, ma sapeva che poi lei avrebbe iniziato a singhiozzare, e non ne sopportava nemmeno l’idea.Lei alzò lo sguardo dal suo libro come se avesse avvertito una forza nuova in casa, incontenibile, che l’avrebbe schiacciata contro il muro se non si fosse aggrappata a qualcosa, così si aggrappò al suo orgoglio, o a quello che ne rimaneva. Chiuse il libro, si alzò dal divano e si diresse verso di lui, si mise sulle punte e gli accarezzò la testa. Gli disse di stare tranquillo. Lui le faceva del male e lei lo consolava. Gli diede un bacio sulla guancia e uscì di casa senza voltarsi, per non essere costretta a dirgli addio.Quando, quasi tre ore dopo, tornò a casa, lui non c’era più. Sfinita, si addormentò su quello che era stato il loro letto. Più tardi, si svegliò di soprassalto e mise a fuoco nel buio quella parte di letto, così vuota, e avvertì un macigno sul petto che non la faceva respirare. Si rese conto di non essere pronta a lasciarlo andare. Si alzò per cercare un quaderno, come se improvvisamente fosse una questione di vita o di morte. Ne trovò uno. Conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!!!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità. Conosceva le regole, ma le stavano strette, perché stavolta, in quella storia, ci aveva creduto talmente tanto da sentirsi quasi adatta a un futuro felice. Per questo, per la prima volta in ventisette anni, decise di iniziare a tenere un diario segreto, che poi, a voler essere davvero sinceri, altro non era che un modo per continuare a parlare con lui.” Nel raccontarci la storia d’amore di Anna e Tommaso, Susanna Casciani racconta la storia di ognuno di noi. Di chiunque abbia mai vissuto (e perso) un grande amore. E lo fa con la grazia e la profondità di parole che abbiamo imparato ad amare sulla sua pagina Facebook, capaci di farci sentire, sentire tutto, anche il male. E di farci tornare a sorridere sempre.Susanna Casciani è nata a Firenze nel 1985. Vive a Pistoia ed è un’insegnante di scuola primaria. Scrive su internet da quando internet esiste utilizzando una serie infinita di pseudonimi. Nel 2010 ha aperto la pagina Facebook Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore, oggi seguita da quasi 200.000 persone.

Meglio morti

Nella campagna gelida viene trovato il corpo senza vita di Ines, dodici anni: nessuna violenza, un dito unto di olio rituale, un aborto subito da poco. E altre tre ragazzine sono scomparse. Che cosa lega le quattro sparizioni? Il maresciallo Pili, il commissario Correli e il sostituto procuratore Danila Comastri indagando scoprono una verità molto piu complessa di quanto immaginassero. Una verità che mescola storie di cattiva amministrazione e appalti truccati, tragedie e vendette familiari, tradizioni e misteri isolani. E allora il colpevole potrebbe essere Paolo, giovane disoccupato; o sua zia Badora, una vecchia mammana; oppure Maciste e i suoi amici piccoli delinquenti, o Santino Pau che devasta Nuoro con i suoi cantieri… e la soluzione del mistero intreccia antichi e a volte macabri rituali con la moderna avidità umana che, senza scrupoli, sta modificando i caratteri di un popolo.

Meglio donna che male accompagnata

Tre amiche. Tutte sarde. Tutte single. Lucia, capace di parlare in tribunale come di attaccare una mensola o di ricamare a punto croce; Stefania, che fa la giornalista letteraria ed è la “stronza magra” delle tre; Geppi, che da qualche tempo sta realizzando il suo sogno di fare l’attrice. La loro vita sembra scorrere (quasi) normalmente fino all’arrivo di una lettera dall’aspetto anonimo, che all’apertura si rivela più pericolosa di un pacco bomba: l’invito al matrimonio di un’amica d’infanzia, quella che sembrava avere meno chance. Così loro dovranno subire l’onta terribile di tornare in Sardegna e presentarsi di fronte a tutto il paese senza un uomo al fianco che sostenga il passo malfermo dopo un’intera cerimonia sui tacchi alti!

Medusa, e altri dei

Otto racconti di uno dei più grandi poeti della fantascienza di tutti i tempi, otto racconti per farvi sognare, rabbrividire, commuovere. Una raccolta che vi farà entrare in uno dei più rimarchevoli regni dell’immaginazione, quel territorio in cui solo Sturgeon sa muoversi a proprio agio… riuscendo a mettere sempre tutti a loro completo disagio. Otto racconti di dèi, uomini, mostri e alieni, otto saggi sull’arte della scrittura, dell’invenzione, dell’immaginazione. Tutto quello che avreste voluto leggere di fantascienza, e che non avevate ancora letto.
Indice:
Piccolo grande dio (Microcosmic God, 1941)
Medusa (Medusa, 1942)
Presenza di spirito (Ghost of a Chance, 1955)
Colabrodo (Blabbermouth, 1946)
Bambino prodigio (Prodigy, 1949)
Un’ombra sul muro (Shadow, Shadow On the Wall…, 1951)
Twink (Twink, 1955)
Frammento luminoso (Bright Segment)
Copertina di Vicente Segrelles

Medjugorje. È tutto falso

Da quando, il 24 giugno 1981, sei ragazzi videro “una figura femminile luminosa sul sentiero”, il caso delle apparizioni mariane a Medjugorje è esploso in tutto il mondo. Corvaglia rievoca la vicenda a partire dalle settimane immediatamente successive al miracolo, non celando al lettore nessuno dei suoi molti lati oscuri. Sospesa com’è tra fede, superstizione e affarismo, Medjugorje, comunque la si pensi, resta un caso eclatante ed emblematico della spiritualità di oggi.
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Meditazioni metafisiche

Le “Meditazioni Metafisiche” sono il pilastro filosofico su cui Cartesio appoggia quella riforma di tutto il sapere che segna l’inizio dell’epoca moderna. Abbandonato il paradigma della filosofia scolastica, dominante per secoli nel pensiero occidentale, Cartesio offre ai suoi contemporanei un nuovo medello di pensiero, partendo da una costatazione che qualunque osservatore attento non poteva non condividere: non c’è argomento filosofico che non sia oggetto di discussione e fonte di disaccordo tra i filosofi. Per riparare a un tale stato di confusione, è necessario fondare la filosofia su qualcosa di altrettanto coerente e consistente quanto le scienze. Testo latino a fronte e in appendice la traduzione francese rivista personalmente da Cartesio.
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Meditazioni del Chisciotte

Con le meditazioni chisciottesche, Ortega indaga sulla peculiarità unica e irriducibile della vita umana, anche se il suo modo d’essere gli appare sotto forma di eroismo e tragedia, la cui espressione è affidata al romanzo. Dei molteplici approcci ermeneutici con cui è stata analizzata quest’opera unanimemente ritenuta fondamentale nell’evoluzione del pensiero orteghiano prediligiamo il significato filosofico con speciale riferimento al tema della vita circostanziale, che dev’essere salvata attraverso un rinnovato rapporto con la cultura, senza eludere la decisiva questione della verità, intesa come verità vitale e prospettiva. Benché incompiuto, da questo primo libro è possibile arguire uno schema sufficientemente organico, basato sull’insinuazione di una teoria metafisica del reale. Così il Proemio contiene la celebre definizione della vita come l’io interagente con la circostanza, con l’imperativo di salvezza di entrambi. La Meditazione preliminare sviluppa una critica della circostanza personale di Ortega e delle condizioni della Spagna del suo tempo. Infine, la Meditazione Prima delinea un’originale concezione del romanzo.
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Medicus

Londra 1021. Rob Cole ha solo nove anni quando si accorge di “sentire” l’istante in cui la vita abbandona il corpo. È la scoperta di una vocazione irresistibile: diventare medico. Un obiettivo che lo porterà all’università di Ispanhan dove in breve diverrà allievo prediletto e assistente di Avicenna, il principe dei medici. Inizia così la storia del leggendario capostipite della famiglia Cole, che si spinge fino in Persia per apprendere i segreti dell’arte della medicina e di quel dono misterioso che gli è toccanto in sorte. Un viaggio affascinante attraverso il Medioevo euroasiatico, per scoprire le pratiche mediche di ieri e di oggi e l’etica profonda e antichissima che guida i dottori di tutte le epoche. Il primo capitolo dell’ormai celebre trilogia dello Sciamano.
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Il medicorriere

Nei primi decenni del Duemila, le autorità hanno instaurato un sistema crudele e semplice per limitare l’eccesso di popolazione: l’assistenza medica è gratuita per tutti, ma a condizione che il malato accetti di essere prima reso sterile. Molti non accettano, e nasce così una medicina illegale, clandestina, svolta da medici e infermieri che operano in condizioni precarie e pericolose, braccati dalla polizia del Controllo Sanitario. Ma il personaggio centrale di questo sottobosco è il medicorriere, una specie di contrabbandiere di strumenti e medicinali che si muove tra loschi fornitori e dottori idealisti, tra l’assillo di essere scoperti e incarcerati e il terrore di finire nelle mani dei fanatici Naturisti, che vogliono distruggere qualsiasi tipo di medicina.
Copertina di Karel Thole

Il medico di Saragozza

Nella Spagna del XV secolo, dominata dall’Inquisizione, un giovane ebreo assiste a due crimini terribili, l’assassinio del padre e del fratello. Da un anziano medico chirurgo apprende i segreti della sua arte e scopre in sé una forte vocazione. Quando incontrerà gli odiati assassini deciderà di non vendicarsi, perché non può dare la morte chi vive ormai solamente per combatterla. Ora il suo compito è alleviare le sofferenze degli altri. Uno straordinario viaggio iniziatico, un nuovo appassionante romanzo di uno scrittore dotato di un raro talento: la felicità di narrare.

Il medico di corte

Una serie bizarra e curiosa di eventi porta Johann Friedrich Struensee, giovane medico tedesco, idealista, impregnato di idee illuministe, ad accettare l’incarico di medico personale, e poi di Primo Ministro, del re di Danimarca Cristiano VII. E’ il 1768: per quattro anni la Danimarca conosce una rivoluzione che anticipa, senza terrore, le conquiste della rivoluzione francese. Dalla libertà di pensiero, di stampa, di culto, fino al progetto di eliminazione della servitù della gleba: in seicentotrentadue decreti Struensee, intellettuale ignaro dei giochi della politica, firma la propria condanna, aprendo la strada a quella reazione che Guldberg, pietista assillato dalla missione di salvare la Danimarca, non farà che pilotare.