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L’altra verità

Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del “sentire”. Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock sguardo della poetessa su questo inferno, come un’onda che alterna la lucidità all’incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo “sperdimento”, ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l’abitudine, l’indifferenza e la paura del mondo che c’è “fuori”.
(source: Bol.com)

Un’altra storia

La vita di Chiara (già protagonista della Storia spezzata), non è stata facile: un grande amore, una bambina, e adesso un grande dolore. Dopo aver perso l’uomo che amava, stroncato da un infarto, Chiara sa di non poter semplicemente rinunciare a combattere: deve ricominciare, per se stessa e per Sara. Decide allora di lasciarsi il passato alle spalle e regalare a entrambe la freschezza di un inizio nuovo di zecca: nuova la città, nuova la casa, nuovo il lavoro. Un programma attentamente pianificato e che, soprattutto, non prevede l’amore: mai più. Ma a Roma molte sorprese attendono Chiara, che dovrà ancora una volta fare i conti con la perdita, il dolore e l’irresistibile forza dei sentimenti.
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### Sinossi
La vita di Chiara (già protagonista della Storia spezzata), non è stata facile: un grande amore, una bambina, e adesso un grande dolore. Dopo aver perso l’uomo che amava, stroncato da un infarto, Chiara sa di non poter semplicemente rinunciare a combattere: deve ricominciare, per se stessa e per Sara. Decide allora di lasciarsi il passato alle spalle e regalare a entrambe la freschezza di un inizio nuovo di zecca: nuova la città, nuova la casa, nuovo il lavoro. Un programma attentamente pianificato e che, soprattutto, non prevede l’amore: mai più. Ma a Roma molte sorprese attendono Chiara, che dovrà ancora una volta fare i conti con la perdita, il dolore e l’irresistibile forza dei sentimenti.
### Descrizione
Un’opera di comodo formato, aggiornata al 2002, con molteplici chiavi di accesso in grado di favorire l’accostamento alla materia anche allo studente più riluttante. Un volume progettato per facilitare la memorizzazione degli argomenti, corredato di schemi riassuntivi alla fine di ogni capitolo e di agili box che approfondiscono temi specifici o sviluppano aspetti generali o, come si dice oggi, “trasversali”.

L’altra regina

Per la prima volta Philippa Gregory scava nella biografia più intima di Maria Stuarda, icona tragica, donna bellissima, manipolatrice e indomabile. È il 1568. Maria, regina cattolica di Scozia ed erede legittima al trono d’Inghilterra, in fuga dai tumulti della sua patria cerca aiuto in Elisabetta I. Ma la cugina si affretta a confinarla nelle proprietà del conte di Shrewsbury, George Talbot, e della moglie Bess. Nobile di nascita integerrimo e fedelissimo alla Corona, lui; abile affarista che si è fatta da sola, lei. La coppia accoglie la sfortunata sovrana, certa che questa permanenza porterà solo vantaggi nella ristretta cerchia dei Tudor. Ben presto, però, i Talbot scoprono con orrore che la loro dimora è diventata l’epicentro di intrighi e tresche d’ogni tipo. Maria – tenuta in esilio lontana da corte – ripudia mariti e si procaccia fidanzati potenti semplicemente per riconquistare la libertà oppure mira ad appropriarsi del trono? E l’inflessibile Regina Vergine agisce per difesa o ha ordito freddamente un piano per liberarsi di una pericolosa rivale?
Mentre il Paese è scosso da rivolte e insurrezioni, e vive sotto la minaccia di attacchi nemici, i due “custodi”, incatenati alla scomoda ospite, vedono sgretolarsi il loro patrimonio insieme con la reputazione e la felicità matrimoniale. Bess diventa la spia segreta del potentissimo consigliere di Elisabetta, mentre il marito è un burattino nelle mani dell’incantevole scozzese. Quando la disperata ammirazione di George per l’avvenente Maria non può più essere negata, viene messa in dubbio anche la lealtà dei Talbot alla regina. E tutto precipita. Un romanzo eccezionale, teso, drammatico, che va dal cuore dei protagonisti al cuore della Storia, senza soluzione di continuità. Uno dei momenti più oscuri e torbidi dell’epoca moderna raccontato con tanto pathos e intensità che sembra di viverlo, pagina dopo pagina.

L’altra realtà

Ogni sera Vargas lascia la moglie Squaw, i figli Guy e Doll e la sua bella casa nel New Jersey per recarsi con la sua Dodge Viper GTS Coupé in una Manhattan buia, silenziosa e deserta. Vargas lavora al Dipartimento di polizia di New York. E’ incaricato di rimuovere i cadaveri della notte. Ma se il cadavere da rimuovere è quello di una donna troppo sana per farsi portare via o di un informatico svanito nel nulla, allora le cose si complicano. Forse la Manhattan piena di corpi da ripulire non è quella che sembra. O forse è lui…
Copertina: Franco Brambilla
* supplemento a Urania # 1505

L’altra madre

Genny ha sedici anni e lavora in un bar dalle parti di via Toledo; gli piace giocare a pallone e fare il buffone sul motorino. Perché, dicono gli amici, come lo porta lui, il mezzo, non lo porta nessuno. Tania di anni ne ha quindici, va ancora a scuola e dorme in una stanza che “tiene il soffitto pittato di stelle”; le piacciono le scarpe da ginnastica rosa e i bastoncini di merluzzo. La madre di Genny “ha quarant’anni, forse pure qualcuno in meno, ma il viso è segnato da certe occhiaie scure che la fanno sembrare più vecchia”; passa le giornate a fare gli orli ai jeans: venti orli ottanta euro; ogni tanto si interrompe, prende le carte e fa i tarocchi; e ogni tanto, quando non riesce a respirare, si attacca all’ossigeno. La madre di Tania fa la poliziotta, ha un corpo asciutto, muscoloso, e vicino all’ombelico “la cicatrice tonda di quando l’hanno sparata”; ed è una che se qualcosa va storto non esita a tirare fuori la pistola. Un sabato pomeriggio, in una strada del Vomero, le vite di Genny e di Tania si incrociano in modo tragico: e una madre decide di fare giustizia. A modo suo. Come già in “Dieci” con quella scrittura spigolosa e incalzante che riesce, è stato scritto, “a riattivare ciò che giace inerte nel linguaggio collettivo e privato”, Andrej Longo ci racconta una certa Napoli, e gli uomini e le donne che la abitano: protervi e feriti, crudeli e generosi.
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L’altra figlia

In un’assolata domenica d’estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse. È una rivelazione che diviene spartiacque di un’infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice.
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L’Altra Famiglia

Zoe Baxter per dieci anni ha cercato disperatamente di avere un figlio e finalmente il sogno suo e del marito Max sembra diventare realtà: ormai è al settimo mese di gravidanza. Ma il sogno è destinato a tramutarsi in un incubo. Anche questa volta Zoe non riesce a portare a termina la gravidanza e il suo matrimonio non regge di fronte a questo ennesimo, grande dolore. Zoe si rifugia nella sua professione di musicoterapeuta e insieme alla collega Vanessa cerca di aiutare un adolescente che ha tentato il suicidio. Fra le due nasce un’amicizia profonda che, con grande sorpresa di Zoe, è destinata a diventare amore. Al punto che Zoe spera di poter costruire una nuova famiglia e di avere con Vanessa quel figlio tanto desiderato, grazie agli spermatozoi conservati da lei e Max in una banca del seme. Ma Max si oppone con tutte le sue forze all’idea che Zoe possa avere un figlio, che lui rivendica anche come suo, insieme a un’altra donna. Il caso finisce in tribunale, dove si scontreranno non solo Zoe e Max, ma anche due concezioni diverse e opposte della famiglia, e dove i sentimenti più profondi e radicati di ciascuno verranno alla luce, fino all’inatteso e sorprendente finale.

L’altra faccia dell’amore

Profondamente turbato dagli oscuri segreti della sua famiglia e dall’aver rovinato la vita all’unica donna che abbia mai amato, Matteo Arvedi, ha diverse questioni da risolvere, un’azienda da guidare, la Tessilk, e una vendetta da portare a termine.Un’unica certezza: farla pagare al suo vero padre.Un unico obiettivo: riconquistare Francesca.Già, Francesca… È vero che l’amore vince su tutto? Qual è l’altra faccia dell’amore? Ma poi, era vero amore? Chi è Francesca? L’altra faccia dell’amore è il secondo capitolo della mia trilogia.Un romanzo d’amore a tratti divertente che vi sorprenderà.Nome Illustratore Sherazade’s GraphicsHanno scritto de L’amore è un’altra cosa: lalibreriadiluce: Le uniche interruzioni che si frappongono allo scorrere delle pagine sono determinate da battute di sagace umorismo.Ilmondoviola: Questo romanzo trovo sia un giusto mix tra amore, passione, un pizzico di erotismo, che però viene introdotto senza strafare e/o stufare, amicizia, amore, ironia, dramma, e colpi di scena. Il libro si presta ad essere letto tutto d’un fiato.OltreYume: È lei, ma siamo tutte. Si viene travolti nel libro come nella vita.

Alto tradimento

In un assolato pomeriggio di fine giugno del 1914, Joseph Reavley, professore di Cambridge, sta assistendo a una partita di cricket tra studenti, quando gli giunge la notizia che i suoi genitori sono morti in un incidente stradale. Nel comunicargli il tragico evento, suo fratello Matthew, impiegato nei servizi segreti, gli rivela che il padre stava per consegnargli un misterioso documento, che pare abbia il potere di portare alla rovina l’Inghilterra se non l’intero mondo civilizzato. Cos’è accaduto a quel documento, se mai è realmente esistito? Come ha fatto a finire in possesso di un uomo tranquillo, insospettabile? I fratelli Reavley dovranno scoprire e sventare il terribile complotto che potrebbe ridisegnare per sempre i confini del mondo.
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L’alternativa

Philip K. Dick, il grande autore di fantascienza, è proprio morto? Tutti sono convinti di si, finchè un giorno di fine Secolo entra nello studio del suo medico. Ed è l’inizio dell’Avventura.
Copertina di : Oscar Chiconi

L’alternativa del diavolo

«Non ho alcuna possibilità di scelta. O piuttosto, qualsiasi scelta faccia, degli uomini moriranno.» Il presidente degli Stati Uniti e altri capi di Stato nel mondo si trovano di fronte alla cosiddetta “Alternativa del Diavolo”: dover decidere la perdita di vite umane senza assumersene la responsabilità. La carestia che minaccia l’Unione Sovietica significa infatti la condanna a morte per migliaia di persone. Da Mosca a Washington, da Londra a Rotterdam, dalla campagna irlandese alla più grande petroliera del mondo, decine di personaggi, tra cui un gruppo di terroristi e un solitario agente segreto inglese incaricato di una delicatissima missione, si mettono in moto per risolvere il diabolico dilemma, in un continuo susseguirsi di colpi di scena che culmineranno in un’incredibile sorpresa finale. Un capolavoro del romanzo d’azione da uno degli indiscussi maestri del genere.

Alterazioni

Un romanzo che trasporta il lettore in uno dei tanti futuri possibili della farmacologia. Edward Amstrong, biochimico di Harvard, scopre un fungo allucinogeno da cui è possibile ricavare un farmaco capace di “addolcire” la vita agendo sull’umore. Un vero business in grado di arricchire chi lo produce. Se non fosse che in città si verificano strani episodi.

L’altare dell’Eden

Iraq, aprile 2003. Baghdad è stata appena conquistata dall’esercito americano: la città è nel caos e, mentre i soldati cercano di arginare rapine e saccheggi, alcuni uomini armati irrompono nel giardino zoologico e sottraggono da un laboratorio sotterraneo i risultati di un esperimento rivoluzionario. Le armi, però, non possono proteggerli dalla creatura che, all’improvviso, emerge dall’oscurità… New Orleans, oggi. Un peschereccio naufragato sulle coste della Louisiana, i membri dell’equipaggio scomparsi, sangue ovunque e, nella stiva, un carico clandestino di animali esotici: è questo lo scenario che si presenta alla veterinaria Lorna Polk, chiamata dall’agente Jack Menard per prestare le prime cure ai preziosi animali. Incuriosita dalle loro singolari anomalie fisiche e dalla loro stupefacente intelligenza, Lorna sospetta subito che siano le cavie di audaci manipolazioni genetiche. Ma la curiosità si trasforma in terrore quando prima scopre che un feroce giaguaro dai denti a sciabola è fuggito nella palude, e poi si salva per miracolo dall’esplosione che distrugge il peschereccio. Per far luce sulla provenienza di quel misterioso carico, infatti, Jack e Lorna dovranno affrontare un nemico potente e implacabile, disposto a tutto pur di nascondere la verità. Perché quegli animali sono gli ignari custodi di un segreto sconvolgente, un segreto che risale all’origine stessa della razza umana…

L’ altalena del respiro

Gennaio 1945, la guerra non è ancora finita: per ordine sovietico inizia la deportazione della minoranza tedesca rumena nei campi di lavoro forzato dell’Ucraina. Qui inizia anche la storia del diciassettenne Leo Auberg, partito per il lager con l’ingenua incoscienza del ragazzo ansioso di sfuggire all’angustia della vita di provincia. Cinque anni durerà l’esperienza terribile della fame e del freddo, della fatica estrema e della morte quotidiana. Per scrivere questo libro Herta Müller ha raccolto le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti e in primo luogo quelli del poeta rumeno tedesco Oskar Pastior. Avrebbe dovuto essere un’opera scritta a quattro mani, che Herta Müller decise di proseguire e concludere da sola dopo la morte di Pastior nel 2006. È infatti attraverso gli occhi di quest’ultimo, e cioè quelli del ragazzo Leo nel libro, che la realtà del lager si mostra al lettore. Gli occhi e la memoria parlano con lingua poetica e dura, metaforica e scarna, reale e nello stesso tempo surreale – come la condizione stessa della mente quando il corpo è piagato dal freddo e dalla fame. Fondato sulla realtà del lager, intessuto dei suoi oggetti e della passione, quasi dell’ossessione per il dettaglio quale essenza della memoria e della percezione, questo romanzo è un potente testo narrativo.

Altai

Venezia, 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l’Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito. Costantinopoli sarà l’approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d’Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell’impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l’ultimo appuntamento con la Storia.
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Alta marea

Questa volta l’avventura di Dirk Pitt si chiama Qin Shang, un contrabbandiere cinese, avido e abbietto, che ha fondato il proprio impero sul traffico di droga, di armi e di vite umane, la sua “merce” preferita. Ora Qin Shang è disposto a tutto pur di impadronirsi del relitto di una misteriosa nave carica di capolavori dell’arte antica cinese e di leggendari reperti come i resti preziosissimi del cosiddetto Uomo di Pechino. Inseguendo le sue tracce, Pitt scopre inoltre che Qin Shang ha costruito un’enorme installazione portuale in una zona lontana da qualsiasi rotta commerciale. Perché proprio lì? Che cosa si nasconde dietro quell’impresa? Tra mille domande e misteri, una sola cosa è sicura: Pitt ha di fronte il nemico più pericoloso che abbia mai incontrato.
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