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Le strade dell’innocenza

Il Bene e il Male, Lloyd Hopkins e Teddy Verplanck. È inevitabile che si scontrino nelle buie strade di Los Angeles, dove non c’è riparo per i deboli e gli innocenti. Dove Hopkins accorre per portare salvezza e dove Verplanck da troppi anni sceglie le sue vittime. Tra i due uomini è sfida aperta. Una sfida che si rinnova, furibonda, ogni notte finché uno di loro non sarà annientato.

La strada

Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell’oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po’ di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po’ di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore. «Guardati intorno, – disse. – Non c’è profeta nella lunga storia della terra a cui questo momento non renda giustizia. Di qualunque forma abbiate parlato, avevate ragione». Che cosa resta quando non c’è più un dopo perché il dopo è già qui? Generazioni di scienziati, mistici e scrittori hanno offerto in risposta le loro visioni di luce e tenebra. Ci hanno prospettato inferni d’acqua e di fuoco e aldilà celesti, fini irrevocabili e nuove nascite, ci hanno variamente affascinato o repulso, rassicurato o atterrito. Nell’insuperabile creazione mccarthiana, la post-apocalisse ha il volto realistico di un padre e un figlio in viaggio su un groviglio di strade senza origine e senza meta, dentro una natura ridotta a involucro asciutto, fra le vestigia paurosamente riconoscibili di un mondo svuotato e inutile. Restano dunque, su questa strada, esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare i bisogni insopprimibili e cancellare gli altri, la furia dell’umanità tradita e i residui, impagabili scampoli di piacere dell’essere vivi; restano i cristalli purissimi del sentimento che lega padre e figlio e delle relazioni che i due intessono fra loro e con gli altri, ridotte all’estrema essenza nella ferocia come nella tenerezza. E restano le parole, splendide, precise, molto più numerose ormai delle cose che servono a designare; la prodigiosa lingua di McCarthy elevata a canto funebre per «il sacro idioma, privato dei suoi referenti e quindi della sua realtà». Resta dell’altro, un residuo via via più cospicuo in mezzo al niente circostante: resta un bambino che porta il fuoco e un uomo che lo protegge dalle intemperie del mondo semimorto con implacabile amore, uomo e bambino tradotti in ogni Uomo e ogni Bambino, con responsabilità e ruoli che inglobano e trascendono quelli dei singoli individui. E resta, perciò, uno sguardo discreto in avanti e forse in alto, oltre a quello nostalgico voltato a rimirare il regno dell’uomo così come lo conosciamo. In questa risposta di McCarthy – epica, elegiaca, mitica, profetica, straziante, universale – resta perfino l’imprevedibile: un’affettuosa quotidianità che consola e scalda il cuore.

La strada verso casa

Marco non ha mai scelto, perché ha paura che una scelta escluda tutte le altre. Non ha mai dato retta a nessuno, solo a se stesso. Sembra dire a tutti: amatemi pure, ma tenetevi lontani. Andrea, suo fratello maggiore, ha deciso da subito come doveva essere la sua vita, ha sempre fatto le cose come andavano fatte. È sposato con Daniela, una donna sobria, elegante, slenne e pallida. Insieme avrebbero potuto essere perfetti. Marco invece ha molte donne, e Isabella, la prima fidanzata. *La strada verso casa* racconta la storia di due fratelli che gli eventi costringono ad avvicinarsi, a capirsi di nuovo. E di un inconfessabile segreto di famiglia che li segue come un fantasma. Racconta una grande e tormentata storia d’amore che attraversa gli anni, e come tutte le grandi storie d’amore ha a che fare con le cose splendide e con quelle terribili della vita.
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### Sinossi
Marco non ha mai scelto, perché ha paura che una scelta escluda tutte le altre. Non ha mai dato retta a nessuno, solo a se stesso. Sembra dire a tutti: amatemi pure, ma tenetevi lontani. Andrea, suo fratello maggiore, ha deciso da subito come doveva essere la sua vita, ha sempre fatto le cose come andavano fatte. È sposato con Daniela, una donna sobria, elegante, slenne e pallida. Insieme avrebbero potuto essere perfetti. Marco invece ha molte donne, e Isabella, la prima fidanzata. *La strada verso casa* racconta la storia di due fratelli che gli eventi costringono ad avvicinarsi, a capirsi di nuovo. E di un inconfessabile segreto di famiglia che li segue come un fantasma. Racconta una grande e tormentata storia d’amore che attraversa gli anni, e come tutte le grandi storie d’amore ha a che fare con le cose splendide e con quelle terribili della vita.

La strada per Virgin River

VIRGIN RIVER 1
Virgin River è il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi. Protetta da torreggianti sequoie e scandita dal gorgoglio di acque cristalline, la vita di questo delizioso villaggio di montagna scorre senza affanni e pericoli. Ma non senza emozionanti sorprese.
In un momento particolare della sua vita, Melinda sente il bisogno di prendere le distanze dalle convulse follie di Los Angeles e si trasferisce a Virgin River. Qui l’attende una natura di incontrastata bellezza e un ambulatorio in cui esercitare la sua professione di ostetrica. Grazie a un’atmosfera serena e tranquilla, Mel ritrova il suo equilibrio. Almeno finché non compare sul suo cammino l’affascinante Jack che conosce tutti i sentieri dei boschi di Virgin River, compresi quelli che conducono verso una nuova, insperata, felicità.
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### Sinossi
VIRGIN RIVER 1
Virgin River è il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi. Protetta da torreggianti sequoie e scandita dal gorgoglio di acque cristalline, la vita di questo delizioso villaggio di montagna scorre senza affanni e pericoli. Ma non senza emozionanti sorprese.
In un momento particolare della sua vita, Melinda sente il bisogno di prendere le distanze dalle convulse follie di Los Angeles e si trasferisce a Virgin River. Qui l’attende una natura di incontrastata bellezza e un ambulatorio in cui esercitare la sua professione di ostetrica. Grazie a un’atmosfera serena e tranquilla, Mel ritrova il suo equilibrio. Almeno finché non compare sul suo cammino l’affascinante Jack che conosce tutti i sentieri dei boschi di Virgin River, compresi quelli che conducono verso una nuova, insperata, felicità.

La strada nell’ombra

«Dimmi la verità. È per questo che sono venuta oggi.Perché voglio conoscere la verità.» «La verità può essere una cosa difficile da accettare, Jo.Spesso è meglio tacerla.»

La strada di Smirne

È finita. La fuga è giunta alla sua conclusione. Al sicuro a bordo di una nave che li condurrà in Italia, Shushanig e i suoi quattro figli si lasciano alle spalle le atrocità che hanno sconvolto la loro vita e sterminato i loro cari e tante altre famiglie armene. Quello è il passato, racchiuso e conservato per sempre tra le pagine della “Masseria delle allodole”. Ora una nuova storia incalza. Mentre in Italia i figli di Shushanig si adattano dolorosamente a una nuova realtà, Ismene, la lamentatrice greca che tanto ha fatto per strapparli alla morte, cerca di dare corpo all’illusione di salvare altre vite, prendendosi cura degli orfani armeni che vagano nelle strade di Aleppo, ostaggi innocenti di una brutalità che non si può dimenticare. Ma proprio quando nella Piccola Città dove tutto ha avuto inizio qualcuno torna per riprendere quel che gli appartiene, ogni speranza di ricostruire un futuro compromesso cade in frantumi. La narrazione di Antonia Arslan stupisce per il coraggio di testimoniare fino in fondo le vicende di un popolo condannato all’esilio e per la capacità di dipingere un mondo vivo e pulsante di donne e uomini straordinari. Donne e uomini normali che hanno sofferto senza spezzarsi, attraversando le alte fiamme che, nell’incendio di Smirne, sembravano voler bruciare la speranza di una vita nuova.
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La strada delle farfalle

In una tranquilla cittadina inglese hanno inizio i lavori per costruire una nuova tangenziale. Ben presto alcuni gruppi ecologisti invadono l’area per bloccare l’opera. Hanno tutta l’aria di pacifici dimostranti e nessuno si preoccupa. Finché il sedicente Sacro Globo non rapisce la moglie dell’ispettore Wexford. E’ questo l’inizio di un’indagine febbrile di cui nessuno riesce a immaginare l’epilogo, straniante e sorprendente.
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La strada delle croci

Spuntano croci nella penisola di Monterey, in California, epigrafi per morti che devono ancora avvenire. C’è qualcuno che pianifica gli omicidi servendosi di informazioni carpite su blog e social network. I sospetti cadono su Travis Brigham, uno studente diciassettenne che, dopo un tragico incidente automobilistico, è divenuto bersaglio di violenti attacchi dei blogger. Quando Travis sparisce, sulle sue tracce si muove Kathryn Dance, agente del California Bureau of Investigation ed esperta nello studio dei linguaggi del corpo. Dovrà addentrarsi in un territorio a lei sconosciuto, e terribilmente ingannevole: il mondo elusivo della rete e dei giochi di ruolo online, dove la realtà ha mille facce. Perché è lì, tra social network e universi sintetici, che il sospetto omicida ha imparato a vivere tutte le vite che vuole, passando con sconvolgente disinvoltura dal ruolo di vittima a quello di carnefice, dal personaggio del martire a quello dello spietato vendicatore, a quello dell’eroe generoso. Ci vorranno tutta l’intelligenza e la prontezza dell’agente Dance per tirare le fila di una storia piena di deviazioni e false piste, e capire qual è quella giusta tra le tante versioni possibili della verità.

La strada dei re

Kim, Kevin, Jennifer, Dave e Paul: cinque simpatici studenti vengono trasportati dal potentissimo stregone Loren in un mondo fatato, leggendario, abitato da principi e principesse… il mondo di Fionavar! Una terra misteriosa, una dimensione sconosciuta e piena di insidie dove ognuno dei nostri eroi dovrà affrontare difficili prove, andando incontro al proprio destino. Kevin, Paul e Dave riscoprono il valore dell’amicizia e del coraggio, trasformandosi in prodi guerrieri. Kim acquista immense capacità divinatorie, diventando un’abile maga e veggente. Jennifer viene rapita da un’entità diabolica, liberatasi dalla sua prigione infernale e desiderosa di vendetta.

Storie sulla pelle

Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo «soffrirle» una seconda volta sulla propria pelle.
I criminali siberiani le loro vite se le portano addosso, incise dalla mano esperta del *kol’sik*: sacerdote e custode della tradizione, il tatuatore è l’unico a comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli.
Ma i tatuaggi, mentre raccontano delle storie, ne creano altre: generano incontri ed equivoci, stabiliscono legami, decidono, a volte, della vita e della morte.
Ed è attraverso questo vortice di storie che Nicolai Lilin ci conduce dentro la tradizione dei «marchi» siberiani. Sei racconti diversissimi – comici o disperati, violenti, romantici, rocamboleschi – nei quali ritroviamo alcuni dei personaggi memorabili di *Educazione siberiana* – la banda di minorenni capitanata da Gagarin, il colossale Mel, nonno Boris e gli altri vecchi fuorilegge di Fiume Basso – e ne incontriamo di nuovi: Oliva, che spara come un sicario e si porta sempre appresso la foto di una donna; Styopka con il suo amore impossibile; Pelmen, che pagherà caro un tatuaggio sbagliato nel posto sbagliato; e ancora Kievskij, criminale di Seme nero; il vecchio hippy Batterista in perenne lotta con una direttrice dittatoriale; il terribile Treno e la virginale Cristina.
A fare da filo rosso, c’è la voce inconfondibile di Nicolai «Kolima» e la storia della sua formazione da tatuatore. Dai primi tentativi in forma di gioco all’apprendistato nel laboratorio di nonno Lësa, fino all’esercizio di una vera e propria professione, il cammino di Kolima si rivela una messa a fuoco progressiva che dalla superficie – l’estetica affascinante dei simboli – si muove verso «il centro esatto del mistero».
Per le immagini interne © Stefano Fusaro e Nicolai Lilin

Storie impreviste

I racconti di Roald Dahl sono perfetti meccanismi narrativi, piccole bombe che esplodono immancabilmente in finali sorprendenti e spiazzanti. Il punto di partenza è la normalità – incontri occasionali, piccole scommesse, gesti comuni – che proseguono per una decina di pagine attraverso ambienti, personaggi, situazioni in sé gustose, ma apparentemente scontate. Ed ecco, nell’ultima pagina, nell’ultima frase, spesso addirittura nell’ultima riga, il ribaltamento, l’irrisione, la beffa e soprattutto l’imprevisto: che puntualmente riesce a strappare al lettore una risata amara, crudele, ma proprio per questo liberatoria.
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Storie fiorentine dal 1378 al 1509

Nel 1508 Guicciardini era un giovane aristocratico fiorentino che, grazie anche a un matrimonio ben combinato, vedeva aprirsi davanti a sé le porte di una brillante carriera politica. Nello stesso anno, egli incominciò a scrivere le Storie fiorentine, la sua prima prova letteraria, già manifestando la stretta connessione tra vita, storia e politica che caratterizzerà i suoi scritti successivi. Per diversi aspetti, quest’opera si rivela come il laboratorio di messa a punto di alcuni elementi centrali del metodo guicciardiniano più maturo: l’utilizzo delle fonti; la ricerca della verità anche quando essa non coincide con l’ideale personale; l’indagine delle cause remote degli avvenimenti; il tratteggio dei grandi protagonisti della storia. Tuttavia, le Storie si discostano dall’opera successiva e si rivelano come opera giovanile – che peraltro rimase sconosciuta fino al XIX secolo – poiché vi si coglie l’utopistica speranza nel rinnovamento politico e morale del governo di Firenze, speranza in netto contrasto con il cupo pessimismo, dovuto anche alle disavventure personali cui l’autore andò incontro nel corso degli anni, che caratterizzerà in seguito la Storia d’Italia.

Storie di spionaggio e di finzioni

Tra confortevoli hotel svizzeri, sicari messicani, lussuose carrozze letto dell’Orient Express e falsi gentiluomini e sullo sfondo degli anni della prima guerra mondiale la spia Ashenden agisce senza scrupoli morali con una particolare inclinazione alla malvagità, ma sopratutto con una straordinaria capacità di capire la psicologia umana: perché oltre che spia è anche scrittore. Eccolo sulle tracce di Miss King mentre cerca di salvare l’Inghilterra; del Messicano calvo che uccide senza rimorso la persona sbagliata; dell’aristocratica italiana Giulia Lazzari disposta a tutto per salvarsi; dell’inglese Traditore e tronfio che riuscirà a smascherare; e di un ingenuo americano, capitalista un po’ imbecille, Mr Harrington, coinvolto grottescamente nella Rivoluzione russa. Ascheden assiste provoca racconta. Tutte le storie di Maughan anche quelle di “finzione” che compongono la seconda metà di questo volume sono costruite con mirabile dosaggio degli effetti e confermano lo scrittore inglese come maestro del racconto e capostipite delle moderne spy-stories.

Storie di pirati

Il terribile pirata Barbanera, la temeraria piratessa Mary Read, l’audace capitano Avery e il sanguinario Low… viaggi, avventure, guerre e amori di pirati illustri. Disegni di Gianni Peg, riquadri storici di Mauro Tangheroni e ricerca iconografica di Manuela Fugenzi.
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Storie di cani per una bambina

Cani che adorano i gelati, cani abbandonati in un cassonetto, cani innamorati dei loro padroni…ma anche cavalli, lontre e misteriosi uccelli, testimoni dell’intenso legame fra uomini e animali.