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La strega

La donna nasce fata, in amore è maga, ma per le società e le religioni è strega. La più violenta condanna che sia mai stata inflitta al genere femminile, che fra il 1300 e il 1600 portò sul rogo oltre ventimila innocenti, costituisce l’occasione, per il grande scrittore francese, di comporre il suo inno alla strega, simbolo della donna ribelle e “redenzione d’Eva, maledetta dal cristianesimo”.
Redatto su cronache, atti giudiziari e documenti d’archivio sfuggiti alla distruzione, questo testo forza i confini tra ricostruzione storica e scrittura letteraria: così quello che molti considerano l’atto di nascita dell’etnografia moderna, la più violenta denuncia dell’Inquisizione cattolica e dell’esclusione sociale che sia mai stata scritta, diventa anche uno straordinario romanzo, traboccante di lucida pietà verso le tante donne condannate ogni giorno alla vergogna.
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### Sinossi
La donna nasce fata, in amore è maga, ma per le società e le religioni è strega. La più violenta condanna che sia mai stata inflitta al genere femminile, che fra il 1300 e il 1600 portò sul rogo oltre ventimila innocenti, costituisce l’occasione, per il grande scrittore francese, di comporre il suo inno alla strega, simbolo della donna ribelle e “redenzione d’Eva, maledetta dal cristianesimo”.
Redatto su cronache, atti giudiziari e documenti d’archivio sfuggiti alla distruzione, questo testo forza i confini tra ricostruzione storica e scrittura letteraria: così quello che molti considerano l’atto di nascita dell’etnografia moderna, la più violenta denuncia dell’Inquisizione cattolica e dell’esclusione sociale che sia mai stata scritta, diventa anche uno straordinario romanzo, traboccante di lucida pietà verso le tante donne condannate ogni giorno alla vergogna.

La strega

“Thomas Disch è anzitutto una persona intelligente, che si rivolge a lettori intelligenti. Non blandendoli, però, ma prendendoli a spintoni, tirandoli per la cravatta, schiaffeggiandoli con impeto divertito. Insomma uno scrittore da combattimento, satanico quel tanto che occorre…” Valerio Evangelisti Diana Turney, maestra elementare di un piccolo borgo del Minnesota, scopre di essere al centro di un vortice di magia e malvagità, di una realtà perturbante e inaspettata. Diana è infatti in possesso di uno straordinario potere: quale novella Circe, ha la capacità di trasformare gli esseri umani negli animali a cui intimamente sono piú affini, scatenando un turbine di maiali, scrofe, corvi, serpenti e ragni, di gente che sparisce nel nulla… Una volta avviata questa tremenda metamorfosi dell’ordine naturale, Diana viene in contatto con altre sconvolgenti verità: non è la sola ad avere questi poteri, e la sua volontà non è del tutto libera: oscuramente la influenzano immortali entità maligne come quella del padre, una coscienza a lungo sepolta e improvvisamente tornata in vita. Dopo The Businessman, Il taumaturgo (Sperling & Kupfer) e Il prete (Fanucci), Thomas M. Disch continua a disegnare la mappa immaginaria del suo ‘Minnesota sovrannaturale’ ricco di atmosfere horror-fantasy. Opera di ampio respiro, intessuta di trame diverse del pensiero contemporaneo che compongono un mosaico raffinato e dai colori sfarzosi, La strega è un romanzo denso di humor nero, che nasconde dietro la piacevolissima trama demoniaca un senso di profondo turbamento.

La strega e il cavaliere

Cosa fareste voi se vi scopriste in grado di poter leggere i pensieri altrui? Di avere premonizioni e di poter scagliare maledizioni? Viola decide di rifugiarsi per qualche tempo lontano da tutto e da tutti nella baita di famiglia sperduta tra le montagne. Ha bisogno di quiete e tempo per pensare, ma i suoi poteri, bizzarri e incontrollabili compiono per lei l’irreparabile: tramutano un falco in uomo. Una storia magica e senza tempo, di terre ed epoche perdute…

La strega di Praga

Amore e odio sono le passioni che governano questo romanzo. Scienza e magia, mesmerismo e incantesimo, danno vita ad un intreccio nel quale i personaggi, dominati dall’ambigua presenza di Unorna, la strega di Praga, si muovono in una coreografia dai toni cupi e distorti; fra di essi spicca Ke-jork, lo gnomo imbalsamatore. Il tentativo della bellissima Unorna di impadronirsi del cuore dell’Errante costringerà la donna ad accorgersi che i suoi poteri esoterici non possono risolvere il conflitto morale tra agevole menzogna e scomoda verità. La vecchia capitale boema, con le sue pietre e le sue leggende millenarie, è la cornice ammaliante e nebbiosa della vicenda. L’attenzione per i luoghi, caratteristica della narrativa à effet del XIX secolo, è per il lettore di oggi uno stimolo in più per scoprire quest’opera che contribuì a fare di Francis Marion Crawford uno dei più famosi e più ricchi intellettuali dell’epoca.

La strega di Ilse

Nelle Quattro Terre sembra definitivamente tornare la pace. Ma un giorno un Cavaliere Alato trova sulla spiaggia un naufrago in fin di vita. Gli hanno strappato occhi e lingua, e adesso ha uno strano braccialetto e una misteriosa mappa. Bisogna subito chiedere consiglio al re degli Elfi. Inizia così, a bordo della nave alata “Jerle Shannara”, una spedizione piena di pericoli e avventure, alla ricerca della “magia fatta di parole” in grado di cambiare per sempre i destini del mondo.

Strategie di fuga

Lo scrittore e saggista inglese Sebastian Faulks ha descritto in modo persuasivo l’esperienza donata da un libro della Fitzgerald: «Leggere un romanzo di Penelope Fitzgerald è come salire su un’automobile per una corsa un po’ speciale. Ogni cosa è al massimo della qualità – il motore, la carrozzeria, gli interni, tutto vi dà un senso di affidamento. Poi, dopo qualche chilometro, qualcuno scaglia il volante fuori dal finestrino». L’impressione può estendersi immediatamente ai suoi racconti. Ne scrisse pochi preferendo la forma romanzo, composti per occasioni e riviste e questa raccolta, pubblicata postuma, li riunisce quasi tutti. Spesso, come scrive Masolino D’Amico nell’Introduzione, sembrano contenere un intero romanzo compresso, tanta è la ricchezza di temi e personaggi.

La straordinaria avventura di una vita che nasce

Questo libro racconta una straordinaria avventura: quella di una semplice cellula fecondata, così piccola da essere invisibile a occhio nudo, che moltiplicandosi in miliardi di altre cellule riesce a diventare, in soli nove mesi, un Homo sapiens.
La straordinaria avventura di una vita che nasce è la cronaca di questa crescita, raccontata in base alle più recenti scoperte scientifiche. Ma è anche un utilissimo strumento per rispondere ai dubbi, alle curiosità e ai timori dei neogenitori su tutti gli argomenti relativi al benessere di mamma e bambino, dai problemi legati alla fertilità allo sviluppo psicofisico del neonato.
(source: Bol.com)

Lo strano caso di Stoccolma

Vincent Franke e la donna venuta dal nullaUn viaggio infernale nella Svezia più segreta e trasgressiva, in un thriller che colpisce al cuoreVero e proprio caso letterario in Svezia, Lo strano caso di Stoccolma è l’esordio fulminante del giovanissimo Christoffer Carlsson: un thriller psicologico che colpisce al cuore, una storia di segreti e ambiguità, ambientata negli oscuri meandri della capitale svedese.Vincent, giovane tossicodipendente e spacciatore, trascina i suoi giorni, stretto nell’abbraccio mortale della morfina, in uno squallido appartamento nei bassifondi di Stoccolma. La sua triste routine viene scossa quando il suo amico Marko gli lascia in casa una ragazza legata e bendata, picchiata a sangue, di cui Vincent non sa nulla tranne il nome: Maria Magdalena. A poco a poco tra i due giovani nasce un’inaspettata complicità… Il desiderio di salvare la sconosciuta porterà Vincent a lottare disperatamente contro la brutale violenza del mondo che lo circonda e lo costringerà a guardare in faccia, per la prima volta, un passato oscuro che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Ma fino a dove dovrà spingersi per scoprire il segreto della ragazza venuta dal nulla?Christoffer Carlssonclasse 1986, vive a Stoccolma dove studia Criminologia. Con Lo strano caso di Stoccolma, formidabile romanzo d’esordio, ha ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica. Il suo sito internet è christoffercarlsson.wordpress.com.

Lo strano caso del signor Mesina

A Montanelli, che gli metteva a disposizione in qualunque momento un letto e un pasto caldo, Graziano Mesina ha risposto d’esser stanco di fuggire. Erano i mesi del rapimento a Porto Cervo del piccolo Farouk Kassam. Classe 1942, di Orgosolo, Mesina non è stato solo un bandito-mito della Sardegna anni ’60. Ha conosciuto Giangiacomo Feltrinelli, che lo voleva trasformare, romanticamente, in un “guerriero” simbolo della lotta contro lo Stato. Quarant’anni di galera, ha cavalcato la vita come un romanzo d’avventura. Nove evasioni e un diario di bordo che racconta etica e tormenti di un fuorilegge. E il mistero della grazia, negata ufficialmente ad agosto e riesumata dal ministro cento giorni più tardi.

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Holmes

Un delitto raccapricciante sconvolge la buona società londinese: l’omicidio del parlamentare Sir Denvers Carew monopolizza le prime pagine dei quotidiani e arriva perfino a turbare gli ambienti ovattati di Buckingham Palace… Scotland Yard brancola nel buio. Edward Hyde, l’assassino subito identificato, sembra scomparso nel nulla… La regina Vittoria in persona decide che c’è un solo uomo che può dipanare una matassa che appare diversamente inestricabile: Sherlock Holmes. Ecco, narrato dalla viva voce del Dr Watson, il resoconto di come si svolsero i fatti che portarono il principe degli investigatori a incrociare la propria strada con Henry Jekyll ed Edward Hyde. Anche un certo Robert Louis Stevenson si occupò di questa storia, traendone un’opera letteraria di un certo successo, ma basandosi su notizie di pubblico dominio o su particolari messi insieme in modo frammentario e non sempre rispondenti esattamente alla realtà…
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Lo straniero

Dallo sconvolgente “Psicospettro” di Urania 458 alla più recente e sinistra “Leva di Archimede”, il filone dei romanzi di L. P. Davies si svolge su uno sfondo di modesta e apparentemente tranquilla provincia inglese. Non siamo nell’anno 3500 dell’Era Galattica e neppure “soltanto” nel 1990. Siamo al giorno d’oggi, tra personaggi che assomigliano molto di più a quelli di un “mistery” di Agatha Christie che a quelli della FS tradizionale. La sola differenza è che qui non sembra sia stato commesso alcun delitto. A meno che sia un delitto avere nelle vene invece del sangue una sostanza sconosciuta…

Lo strangolatore

Boston, 1963. C’è tensione nell’aria. Agli angoli delle strade i venditori di giornali gridano titoli scioccanti, mentre nel sottobosco criminale della città è in corso una guerra senza esclusione di colpi tra gang. Ma la cosa più terrorizzante per i cittadini è il misterioso killer che ha già colpito dodici volte, e che passerà alla storia come lo Strangolatore di Boston. Per i tre fratelli Daley, figli di un poliziotto, il crimine è l’impresa di famiglia. È solo che si trovano su sponde diverse. Joe, il maggiore, è un poliziotto dai modi duri con un debole per le scommesse – belle donne e cavalli perdenti – e in rotta di collisione con il crimine organizzato. Michael, il mezzano, è un avvocato laureato ad Harvard alle dipendenze di un procuratore ambizioso. Ricky, il più giovane, è il fratello scavezzacollo, esperto scassinatore. Un giorno lo Strangolatore colpisce ciò che i tre hanno di più caro al mondo, costringendoli a prendere posizione, a guardare più a fondo nella rabbia omicida dell’assassino, nei terribili segreti di famiglia e nel mistero di una morte che li ha cambiati per sempre. Fino al punto in cui due misteri si scontrano rivelando una verità sconvolgente. Una trama originale e intrigante, personaggi inediti e un intreccio che non dimenticherete facilmente; questo è il nuovo romanzo di William Landay, l’autore del best seller In difesa di Jacob.

La strana guerra

La sera del 31 agosto 1939 un commando speciale di dodici uomini travestiti da soldati polacchi assalta la stazione radio di Gleiwitz alla frontiera tra Germania e Polonia, lanciando un messaggio di sfida al Terzo Reich. Il finto ”incidente”, organizzato dai vertici delle ss, darà il pretesto a Hitler per invadere il territorio polacco e far scoppiare così la seconda guerra mondiale.
Preparato da un patto di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica, che dava campo libero alle due potenze firmatarie nelle reciproche aree d’influenza, e inauguratosi con una Blitzkrieg, ossia un attacco fulmineo alla Polonia da parte dei tedeschi, il conflitto ebbe, nella sua prima fase, sviluppi singolari e contraddittori, che suscitano interrogativi ancora oggi senza risposta.
Perché Francia e Inghilterra aprirono le ostilità con la Germania dopo la sua offensiva in Polonia, e non con l’Unione Sovietica che aveva fatto altrettanto fagocitando, per giunta, tutti i paesi baltici? E come mai sul confine franco-tedesco, dove si fronteggiavano l’inespugnabile Linea Maginot e la Linea Sigfrido, l’esercito francese, considerato il più forte del mondo, al quale si era aggiunto il Corpo di spedizione britannico, non approfittò della debolezza delle truppe tedesche, impegnate a combattere soprattutto sul fronte polacco? Per mesi non venne sparato un solo colpo fra i due schieramenti, che fecero il possibile per non irritarsi a vicenda. Temporeggiavano, giocando alla guerra. A una ”strana guerra”, nome con cui quella stagione di schermaglie e attese è passata alla storia.
Ma alla fine del novembre 1939 il cannone cominciò a tuonare per davvero nel profondo Nord, con il conflitto russo-finnico. Eppure le ”stranezze” continuarono: anziché combattere i tedeschi, gli Alleati corsero ad aiutare la Finlandia pianificando grandiose operazioni militari contro Stalin. Che cosa accadeva? L’Europa stava forse impazzendo?
È quanto si propone di indagare Arrigo Petacco che, attraverso una cronaca puntuale e coinvolgente, racconta gli eventi, i personaggi, gli accordi segreti, i retroscena del periodo fra il 1939 e il 1940 in cui Germania e Unione Sovietica si tenevano la mano e negli ambienti politici e militari occidentali il vero nemico sembrava essere più Stalin che Hitler. In questo scacchiere ancora incerto, un ruolo primario fu svolto dall’Italia, di cui queste pagine ripercorrono i nove mesi di ”non belligeranza” descrivendo l’intensa attività diplomatica, palese e occulta, di Mussolini. Fra contraddizioni, tentennamenti e bluff, il Duce cercò di procrastinare il più possibile l’intervento in guerra, nella speranza di giungere a una conferenza internazionale e di ripetere così il successo ottenuto a Monaco nel 1938 come ”salvatore della pace”. Ma dovette ben presto arrendersi di fronte alla potenza distruttiva della macchina bellica tedesca, che avanzava inesorabile. La ”strana guerra” era finita e cominciava quella vera.

(source: Bol.com)

La strage dimenticata

Alla fine di questo libro sono elencati centoquattordici nomi che non compaiono in nessuna lapide del nostro risorgimento, centoquattordici caduti nella rivolta del 1848 in Sicilia. «Servi di pena» – com’erano chiamati i galeotti nelle carte burocratiche del tempo a registrazione dei servigi resi col lavoro coatto – uccisi dalla polizia borbonica non per colpe particolari né perché rappresentavano un pericolo reale; se non quello, forse, che si associassero agli insorti. Le autorità, quelle borboniche e quelle unitarie, per diversa responsabilità ma per uguale malafede ne confusero e occultarono la sorte, e nessuno storico si è mai occupato di loro. Gli assassini e i complici silenziosi fecero la loro carriera, sotto i Borboni, prima, e poi nell’Italia unita. *La strage dimenticata* trae dall’oblio quei nomi, rintraccia gli assassini, ricostruisce i moventi. Ci rammenta, una volta ancora, come sia più «maestra» di quella delle lapidi la storia che cerca le acri, tragiche ed umili verità.

La strage dei potenti

Quando Bill Duffy, fotocronista del Tribune, accetta l’incarico di fotografare di nascosto una certa scena, non sa in quali guai va a cacciarsi. Bill non è uno stinco di santo, ama le donne, ama il denaro, e quando non riesce a guadagnarselo onestamente, cerca di procurarselo come può; tuttavia Bill sembra un agnellino in confronto alla gente con cui si trova alle prese…