35265–35280 di 62912 risultati

Morte di lunedì

Durante un gelido dicembre canadese, Tempe Brennan è a Montreal per una perizia durante un processo, quando nella cantina di una pizzeria vengono scoperti tre scheletri umani, sepolti sotto il pavimento. L’investigatore della polizia canadese, Luc Claudel, pensa che si tratti di antiche tombe, ma grazie alla tecnologia più sofisticata Tempe riesce a stabilire che le tre persone sono state assassinate recentemente. A chi appartengono quelle ossa? E cosa è accaduto davvero? Mentre l’indagine procede a ritmi serrati, e Tempe si accorge che il fidanzato di sempre, il detective Andrew Ryan, si comporta in maniera inspiegabile, appare sempre più chiaro che questi recenti delitti riportano alla luce una vicenda passata ancora più orribile.
**

Morte del piccolo giudice. Le indagini di Mary Lester, ispettore di polizia in Bretagna

In una piazza deserta alla periferia di Saint- Nazaire due bambini scoprono un cadavere. Si tratta del giudice Ménaudoux, morto d’infarto in seguito a una brutale aggressione. Se non si trattasse di un uomo in vista, il delitto verrebbe archiviato come la tragica conseguenza di un atto criminoso compiuto da un piccolo delinquente. Ma il morto è proprio colui che i mass-media avevano soprannominato “il piccolo giudice”. La personalità della vittima e le circostanze della sua morte rendono il caso scottante. Ménaudoux è stato assassinato intenzionalmente? E se sì, per quale motivo? Mary Lester viene spedita al locale commissariato per occuparsi della vicenda. Aggirandosi per i sobborghi della città scopre indizi che nessuno aveva considerato e poco alla volta, vincendo anche la ritrosia dei colleghi a volerla spalleggiare, incastra le tessere di un puzzle torbido nel quale alla fine la verità è, forse, banale e sicuramente molto amara.

Il morso della reclusa

Nebbioso, beccheggiante, indolente. Sempre perso nelle sue vaghezze. È il commissario Adamsberg, capo dell’Anticrimine al tredicesimo arrondissement parigino. – Non ci posso credere, – disse Danglard, – non ci voglio credere. Torni fra noi, commissario. Ma in quali nebbie ha perso la vista, porca miseria? – Nella nebbia ci vedo benissimo, – replicò Adamsberg in tono un po’ secco, appoggiando i palmi sul tavolo. – Anzi, meglio che altrove. Quindi sarò chiaro, Danglard. Non credo a una moltiplicazione delle recluse. Non credo a una mutazione del loro veleno, cosí grave e cosí improvvisa. Credo che quei tre uomini siano stati assassinati. Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d’accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.

Il morso della reclusa (Einaudi. Stile libero big)

Nebbioso, beccheggiante, indolente. Sempre perso nelle sue vaghezze. È il commissario Adamsberg, capo dell’Anticrimine al tredicesimo *arrondissement* parigino.
* Non ci posso credere, – disse Danglard, – non ci voglio credere. Torni fra noi, commissario. Ma in quali nebbie ha perso la vista, porca miseria?
* Nella nebbia ci vedo benissimo, – replicò Adamsberg in tono un po’ secco, appoggiando i palmi sul tavolo. – Anzi, meglio che altrove. Quindi sarò chiaro, Danglard. Non credo a una moltiplicazione delle recluse. Non credo a una mutazione del loro veleno, cosí grave e cosí improvvisa. Credo che quei tre uomini siano stati assassinati.
Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d’accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.
**
### Sinossi
Nebbioso, beccheggiante, indolente. Sempre perso nelle sue vaghezze. È il commissario Adamsberg, capo dell’Anticrimine al tredicesimo *arrondissement* parigino.
* Non ci posso credere, – disse Danglard, – non ci voglio credere. Torni fra noi, commissario. Ma in quali nebbie ha perso la vista, porca miseria?
* Nella nebbia ci vedo benissimo, – replicò Adamsberg in tono un po’ secco, appoggiando i palmi sul tavolo. – Anzi, meglio che altrove. Quindi sarò chiaro, Danglard. Non credo a una moltiplicazione delle recluse. Non credo a una mutazione del loro veleno, cosí grave e cosí improvvisa. Credo che quei tre uomini siano stati assassinati.
Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d’accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.

Morituri

Il mestiere di poliziotto è pericoloso a qualsiasi latitudine, ma ad Algeri diventa sfida con la morte perché anche i cadaveri sono imbottiti di esplosivo. Lo sa bene il commissario Llob, protagonista di una serie di noir ambientati nella capitale nordafricana: «Algeri è un malessere, vi si estirpano i sogni come ascessi. Algeri è un’anticamera della morte. Dio vi fa da sedativo, e più nessuno vuole credere che la gioia sia un problema di mentalità. Il suo avvenire non avrà riguardi per un’alba spettrale e incerta più di quanto ne abbiano gli sciacalli per un loro simile che soccombe». «È un giallo eccellente, rapido ed efficace. Costruito attorno alla sparizione della figlia di un grosso papavero del regime, Morituri è uno sconvolgente ritratto dell’orrore quotidiano della guerra civile algerina. Raccontata in prima persona da un commissario di polizia che è ovviamente un bersaglio privilegiato dei terroristi. Ma ciò che più colpisce in questo libro duro e bruciante è il coraggio e la lucidità dello sguardo. Senza compromessi, né con la barbarie integralista né con i privilegi inauditi e i loschi traffici della mafia politico- finanziaria ai vertici del regime algerino. Morituri è un romanzo straordinariamente vivo». —Le Monde

Morire per vivere

Dopo anni passati a combattere per le Forze di Difesa Coloniale come soldato artificialmente potenziato, John Perry ha infine trovato un’oasi di pace in un universo violento. Un piccolo pianeta periferico dove vive con moglie e figlia servendo l’Unione Coloniale come semplice difensore civico. Un giorno però il passato bussa alla porta della sua fattoria: John e Jane, anche lei ex soldato delle FDC, sono stati scelti per guidare la colonizzazione di un nuovo pianeta in un’operazione che si prospetta da subito di grande importanza strategica per il futuro dell’Unione. I due non ci impiegheranno molto a capire che nulla è come sembra e che la nuova colonia è solo una pedina in un gioco di potere interstellare fra la razza umana e gli alieni, in bilico fra diplomazia e azioni di rappresaglia militare. John Perry dovrà districare una fitta rete di menzogne per salvare se stesso e la gente di cui è responsabile, impedendo che la loro finisca per essere l’ultima colonia del genere umano.

Morire il 25 aprile

Julien non aveva quella paura che avevano in tanti: non aveva paura di morire, nemmeno adesso, nemmeno quando aveva la vittoria tra le mani. Lo disse anche in seguito, tante volte, quando tutto fu diverso e l’Italia non diventò quel Paese migliore che avevano sognato: disse che lui era rimasto lassù: che lui doveva rimanere lassù. Perché non c’era un dopo, non c’era un futuro, e in quel momento capì che tutto era finito. Avevano vinto. «In che rapporto stanno il passato e l’avvenire? A prima vista, questo romanzo sembra rispondere che chi non ha memoria, non ha futuro. Il protagonista indaga su un episodio della Resistenza che coinvolge la sua famiglia e un amico appena defunto, molto più anziano di lui. Nel frattempo, mentre ricerca quell’antica verità, s’interroga sui tempi che gli si schiudono dinnanzi, i primi anni Zero del nuovo millennio. Lo smarrimento della memoria sembra andare di pari passo con l’incapacità di comprendere il da farsi. Mettere ordine nella vita di un altro, un padre putativo, sembra il requisito per orientarsi nella propria. In realtà, via via che procede, la vicenda rovescia l’assunto iniziale, ed è chiarendosi cosa chiedere al domani, che il protagonista ottiene una risposta dal passato. Trovando il modo di tenere insieme, in un gesto simbolico e grottesco, entrambe le dimensioni del tempo. In quel momento, giunti all’ultima pagina, ci accorgiamo che ormai tutti gli episodi narrati sono alle nostre spalle, e che si pone anche per noi lettori il problema di metterli in prospettiva, guardando in avanti. Chi non ha futuro, non ha memoria.» Wu Ming 2

Il morbo scarlatto

Nell’estate del 2013 si cominciò a diffondere il morbo che avrebbe annientato l’umanità, un contagio che si manifesta tingendo di rosso scarlatto la faccia e il corpo delle vittime. All’inizio si registrarono casi sporadici, ma le morti erano comunque rapidissime. Infatti, la nuova peste che colpisce l’umanità è sbrigativa e non lascia scampo. Dai primi sintomi alla morte il passo è brevissimo: convulsioni, un torpore che sale e afferra il cuore in una morsa fatale. E la carne va in poltiglia in un batter d’occhio…
**

IL MORBO DI SAN FRANCESCO

San Francesco Saverio, missionario gesuita, morì in Cina nel 1551. I suoi compagni lo seppellirono alla meglio nella calce viva, ma quando tornarono tre mesi dopo per riportare in India le ossa, trovarono il corpo in perfetto stato di conservazione. Riesumata ed esaminata in numerose occasioni (l’ultima volta nel 1975), la salma non svelò mai il segreto della misteriosa o miracolosa mummificazione. A questo celebre santo sembrano votarsi gli scienziati, quando decidono di dare il suo nome a un’epidemia che dalle isole del Pacifico comincia a muoversi verso il continente americano, l’Australia, il mondo intero. Nulla di simile è mai stato visto: prima casi isolati, poi intere famiglie, poi villaggi, comunità, quartieri urbani sono colpiti dalla terribile piaga. Da dove viene? Chi la diffonde? E, soprattutto, che cosa può fermarla? Una specie di tragica corsa a cronometro si scatena tra gli uomini di governo, i militari, gli specialisti sanitari da un lato, e dall’altro un piccolo, comunissimo, invisibile insetto alato.

Morbide guance

Kasumi è nata e cresciuta nell’Hokkaido, ma fugge ben presto a Tokyo, dove sogna di realizzare una vita libera e diversa da quella monotona e squallida dei suoi genitori. Sposatasi con un tipografo mite e serio, Kasumi cerca una via di fuga nelle braccia di un cliente del marito con il quale inizierà una relazione segreta e appassionata, che indurrà l’uomo a comprare una casa nell’Hokkaido per ospitare la donna e la sua famiglia. Nel corso di questo soggiorno, la figlia maggiore di Kasumi scompare senza lasciare traccia. Convinta che la scomparsa della bambina sia il meritato castigo per aver tradito il marito, le figlie e, anni prima, i genitori, Kasumi intraprende un viaggio alla ricerca della figlia che la ricondurrà alle sue origini.

Moonraker

Hugo Drax è noto per essere un magnate leggendario, ma dietro la facciata affabile nasconde assai bene un passato criminale, così come coltiva in segreto un folle sogno: costruire un’arma micidiale in grado di spazzare via un’intera città per arrivare poi al progressivo annientamento della razza umana. E il suo piano sembra procedere senza intoppi, finché un giorno al tavolo da gioco del più esclusivo club di Londra, gli capita di attirare involontariamente l’attenzione di James Bond. Perché, si chiede l’agente segreto, un uomo ricco come Drax ha bisogno di barare? Che cosa significa un simile comportamento? Per rispondere Bond si troverà al centro del più spaventoso incubo di distruzione totale.

Moon Dance

Primo libro della serie “A.A.A. Vampiri offresi”. Moglie, madre, investigatrice privata e… vampiro. Fino a sei anni fa, l’agente federale Samantha Moon era la perfetta mamma moderna con una monovolume parcheggiata davanti a casa. Ma un giorno qualcosa di incredibile ha stravolto la sua vita. Adesso non sopporta la luce del sole, è costretta a indossare occhiali scuri iperfascianti, dormirebbe tutto il giorno mentre di notte è vispa, affamata e fredda come un rettile. Per tutti soffre di una rara malattia della pelle, ma la verità è ben altra. E ora, nella sua nuova attività di investigatrice privata, è alle prese con un caso alquanto singolare: chi ha tentato di uccidere con cinque colpi in testa Kingsley Fulcrum, l’aitante cliente a cui di tanto in tanto, soprattutto con la luna piena, sfugge un latrato? Tra un marito impietrito dalla sua repellente metamorfosi e un cyber amico a cui ha confidato tutti – ma proprio tutti – i suoi segreti, l’unica speranza per Samantha Moon di tornare alla normalità è un misterioso medaglione dai poteri magici.

Montessori Per Tutti

Insegnare al bambino a fare da sé significa renderlo libero.
Ispirato ai princìpi di un metodo che tutto il mondo ci invidia, questo manuale propone decine di attività pratiche da fare a casa con i propri figli in età prescolare. Preziosi suggerimenti su come allestire un ambiente a misura di bambino, spunti utili per realizzare da sé i principali materiali ideati dalla Montessori, esercizi suddivisi per fasce d’età, con spiegazioni semplici e tante fotografie a colori, per accompagnare i più piccoli nella conoscenza del mondo che li circonda.
Aiutami a fare da solo!

Le Montagne della Follia

Traduzione di Gianni PiloArtista geniale e spietato indagatore del lato oscuro dell’animo umano, Lovecraft è, insieme a Edgar Allan Poe, il padre della narrativa gotica americana, uno degli autori più affascinanti di tutti i tempi. Le Montagne della Follia è il suo romanzo più avventuroso, quello dove il genere dell’orrore trova nella dimensione psicologica il luogo da pervadere con un senso di inquietudine sottile e contagioso. Ambientato in Antartide, racconta le gesta di una spedizione scientifica alle prese con reperti vecchi di milioni di anni; vestigia di un’antichissima civiltà, scomparsa da millenni, custodite da esseri che, giunti sulla Terra dalle profondità del Cosmo, sono tornati alla vita dopo un lungo periodo di ibernazione. Nel sottosuolo antartico, i protagonisti della vicenda vivranno una serie di avventure da incubo, che li spingeranno sull’orlo della pazzia. Lovecraft, mettendo in scena la sua originale visione del Cosmo, tesse una trama avvincente, catapultando il lettore in un mondo visionario e fantastico dominato dalla paura e dall’orrore.«Malgrado l’orrore, ci era rimasto sufficiente zelo scientifico e spirito d’avventura per indagare sul regno sconosciuto che si stendeva al di là di quelle montagne misteriose.»Howard P. Lovecraftnacque il 20 agosto del 1890 a Providence nel Rhode Island. Vissuto in un ambiente familiare ben poco felice, dopo un’infanzia trascorsa in totale solitudine, fin da giovane dovette lottare con una serie di difficoltà economiche e si guadagnò da vivere con il mestiere ingrato e mal pagato di revisore dei testi narrativi di aspiranti scrittori. Grazie ai suoi romanzi e racconti, ispirati a una concezione del Cosmo particolare e singolarissima, è l’unico scrittore americano a poter rivaleggiare con Edgar Allan Poe. Divenuto, ancora vivente, una vera e propria “leggenda”, morì nella sua Providence, alla quale era legato in maniera viscerale, il 5 marzo del 1937. Moriva l’uomo, nasceva il mito.

La montagna che non c’è

“Apro un poco la porta del rifugio, uno spiraglio, giusto per osservare il cielo nero e i milioni di stelle che lo puntellano. Non un suono, solo il vento che scivola sul ghiaccio. Ed è in questo momento che capisco di averla trovata, di avere azzeccato la giusta prospettiva, la ragione che spinge chi come me ama la montagna a fare quello che fa, il senso che tiene insieme tutte le esperienze. È la pace dopo la fatica, la bellezza dei luoghi, il superamento delle paure. È l’amore.” Nessuno meglio di Anna Torretta può raccontare quanto vita e montagna siano strettamente intrecciate, se non la stessa cosa. Perché ha salito pareti di roccia e cascate gelate in ogni angolo del Pianeta, perché si è imposta in un ambiente maschile. E perché forse, da donna e madre, percepisce più forte il palpito vitale della natura. C’è tutto un mondo che prende vita in queste pagine, da una scalata all’altra: la guida alpina che distrugge i segnali sul percorso, perché se non sai ascoltare le fate del bosco che ti indicano la via, non sei degno di scalare. Lola, l’alpinista rimasta paralizzata, che, grazie agli amici, torna in quota. Le tante persone incontrate nei molti viaggi, ognuna con la sua storia. La bellezza che, come l’aria, salendo si fa pura, diventa quintessenza. Attraverso le esperienze di Anna, vediamo la montagna trasfigurarsi: da posto fisico diventa la meta che si sposta ogni volta che pensi di averla raggiunta, Diventa continua ricerca, l’istinto stesso che ti spinge a cercare e a cercarti. La montagna ti pone sempre un’altra sfida, come la vita.