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La morte non dimentica

Un giorno come tanti la violenza irrompe nella vita di Dave Boyle, undici anni, devastandola. Ore e ore di torture e sevizie per mano di due spietati rapinatori, poi la fuga. Venticinque anni più tardi, Dave Boyle è ancora ostaggio di quell’incubo: è il maggiore indiziato in un caso di omicidio. La vittima è Katie Marcus, figlia amatissima di Jimmy, amico d’infanzia di Dave e di Sean Devine, l’agente incaricato delle indagini. Per i tre ex amici Sean, Jimmy e Dave è giunto il momento di fare i conti col passato, e con l’agghiacciante episodio che ha sfregiato per sempre le loro anime. Solo scavando indietro nel tempo Sean riuscirà a scoprire la sconvolgente verità sulla morte di Katie.

La morte nel villaggio

A St Mary Mead, un tranquillo villaggio nella campagna inglese, la vita scorre monotona, senza che accada mai nulla di nuovo. O almeno così pensano tutti. Questa però non è l’opinione di Miss Marple, persuasa che il male possa nascondersi ovunque. E infatti, quasi a dimostrare la teoria della simpatica ed estrosa anziana signora, proprio nella canonica davanti alla sua villetta vittoriana viene commesso un feroce delitto. L’inatteso crimine sgomenta l’intera comunità, tanto più che la vittima, il prepotente colonnello Protheroe, era un personaggio molto in vista, anche se odiato persino dai membri della sua famiglia. Le indagini della polizia locale non portano a nulla, ma la mansueta Miss Marple, grazie alla sua abilità nel raccogliere i pettegolezzi e alla capacità di sondare l’animo di chi le sta intorno, riuscirà comunque a trovare il bandolo della matassa, fino a scoprire l’insospettabile colpevole. Presentata ai lettori nel 1930 proprio con questo romanzo, Miss Marple conquistò immediatamente la loro simpatia, tanto da diventare la protagonista di una fortunata serie di romanzi che godono ancora oggi di indiscussa fama.

La morte negli occhi

Tipo riservato, Bernadette Saint Clare è un’agente dell’FBI. Piglio mascolino, modi bruschi e la fama che la precede non ne fanno una beniamina tra i colleghi. Infatti ciò che la rende un personaggio scomodo è l’aura di cupo mistero che avvolge i suoi metodi d’indagine. Chiamata a risolvere casi sempre più torbidi dove il reale sembra sconfinare nel soprannaturale. la donna pare dotata di poteri inquietanti: “visioni” che la portano attraverso un processo psichicamente devastante a vedere con gli occhi dell’assassino. E per uno scottante incarico che viene trasferita nel Minnesota, sulle tracce di un killer che amputa la mano destra delle sue vittime, lasciandole morire dissanguate. Sola e sempre più sotto pressione, Bernadette piomba in un tunnel dove spesso la realtà si confonde con le spaventose ombre della sua mente. Chi sono il misterioso e inquisitorio frate che la paralizza nel buio di una chiesa e Io strano vicino di casa che le sussurra dritte sinistramente azzeccate?
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La morte necessaria di Lewis Winter

Calum MacLean ha ventinove anni e, a vederlo, sembra proprio un ragazzo normale. Quando non lavora passa il tempo libero a casa, immerso nella lettura di vecchi romanzi o sul divano a giocare ai suoi videogame. Finché non riceve una telefonata che gli affida un incarico. Perché a Calum piace essere free-lance, lavorare solo se ne ha bisogno, scegliere quali incarichi accettare e quali rifiutare. Rende la vita più comoda e fa diminuire il rischio di essere notato dalla polizia. Il che aiuta se sei un killer. Già, Calum è un assassino professionista, “il migliore della nuova leva”, secondo il suo vecchio maestro Frank MacLeod, uno dei più temuti killer di Glasgow. Questa volta a chiamarlo è John Young, il braccio destro di Peter Jamieson, capo di una delle più grandi organizzazioni criminali della città. E Calum accetta. La vittima è Lewis Winter, una mezza tacca, un modesto trafficante di droga senza arte né parte, con una grande debolezza: vive con Zara Cope, bomba sexy dal carattere difficile e dalle abitudini molto costose. Da un po’ di tempo Lewis sta cercando di espandere il suo territorio con strane manovre, ed è evidente che c’è qualcuno dietro. Così, secondo Jamieson e Young, è arrivata l’ora di mandare un messaggio. Calum deve occuparsene e pianificare tutto, perché uccidere un uomo non è affatto facile se vuoi fare le cose per bene, ci sono imprevisti e conseguenze. La morte necessaria di Lewis Winter segna il debutto di un nuovo grande autore di noir e di un nuovo grande personaggio che sarà protagonista di una trilogia. Lo stile di Mackay è perfetto, il ritmo è serrato e il lettore si trova come ipnotizzato, proiettato in una Glasgow cupa e piena di fascino, in un universo di relazioni pericolose e moralità flessibili. Un romanzo memorabile, duro e spietato come un piano perfetto.

La morte mi ama

Alan Goombridge si sente in trappola. Sposato a una donna che non ama, padre di due figli che non ha voluto, ha un lavoro noioso come manager in una sperduta filiale della Anglian Victoria Bank. Trascina la sua vita tra una mortale routine e il sogno di fuggire, dopo aver rubato alla banca il necessario per vivere un anno di libertà. Fino a che il destino non gli offre l’occasione di sparire davvero quando alcuni rapinatori assaltano la banca. Ma presto il suo sogno si trasforma in un incubo…
(source: Bol.com)

La morte in versi

La Rendell è riuscita a ricreare, senza mai cadere nei meccanismi noiosi e ripetitivi della letteratura seriale, un mondo con precise caratterizzazioni e regole che però rispecchia la realtà.”Paolo Zaccagnini, Il Messaggero L’ispettore Wexford ricorda molto bene il caso Painter. Forse per i colleghi era stato un caso qualunque, ma per lui aveva avuto una grande importanza: il primo omicidio, la prima indagine della sua vita, la prima prova da superare. E anche per Painter era stato decisivo, poiché lo aveva condotto al patibolo. Nessun mistero, quell’uomo era colpevole. Nessun dubbio, tutti ne erano certi. Fino a quel momento… Quindici anni dopo, il caso deve essere riaperto. Per qualcuno il passato è morto e dimenticato, per altri non è ancora stato sepolto. Si risveglia la paura, tornano a galla segreti tenuti volutamente nascosti e adesso quella vicenda deve essere riesaminata, la storia cambiata, la realtà modificata… E bisogna dimostrare che Wexford aveva torto. Dopo il romanzo Con la morte nel cuore, torna in libreria l’ispettore Wexford con un nuovo caso.

La morte in più

Chi ha detto che a Holloman, piccola città del Connecticut, non succede mai niente? È il 3 aprile 1967: mentre la Guerra Fredda sembra traghettare il mondo verso un futuro catastrofico, nella sonnacchiosa cittadina americana, in un solo giorno si consumano dodici delitti. Dodici morti, tutte diverse, inflitte con mano spietata, esperta e perfino fantasiosa: dallo studente Evan Pugh, stritolato da una tagliola per orsi, a Desmond Skeps, il boss del colosso degli armamenti Cornucopia, torturato e avvelenato. Tocca al capitano di polizia Delmonico indagare su questa serie di crimini senza precedenti: l’istinto gli dice che gli omicidi portano tutti la stessa firma, quella di un individuo meticolosissimo e capace di agghiacciante crudeltà. E così tra una telefonata alla moglie e un pranzo con i fidati colleghi nel suo ristorantino preferito, Delmonico comincia una spericolata discesa negli inferi della “tranquilla” Holloman. Finché, con il suo irresistibile misto di astuzia e imperturbabilità, arriverà per primo a vedere al di là delle apparenze. Con La morte in più Colleen McCullough ci regala un giallo dal sapore classico e dall’esecuzione impeccabile, mettendo di nuovo in scena uno dei suoi personaggi più riusciti, il poliziotto italoamericano Carmine Delmonico, con tutte le sue manie e un sesto senso che non sbaglia (quasi) mai; e insieme, la grande scrittrice tesse una trama piena di chiaroscuri, degna di una vera maestra del genere.
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La morte in palcoscenico

Londra, 1754. Di fronte al pubblico estasiato e commosso, Jasper Harcross, nei panni del bandito Macheath, protagonista dell’Opera del mendicante, si prepara a salire sul patibolo allestito in palcoscenico. Ma quando il corpo di Harcross viene staccato dal capestro per l’attore non c’è più nulla da fare. Qualcuno ha infatti trasformato la finzione in un vero assassinio, e sotto gli occhi di centinaia di persone.

La morte ha freddo

Phoebe, Diana e Anne sono tre signore che vivono insieme in una villa appena fuori un piccolo villaggio inglese. Sulle loro vite stravaganti si addensano pesanti sostetti che danno adito a molti pettegolezzi. Come se non bastasse nella ghiacciaia della villa viene trovato il corpo mutilato di un uomo. Il cadavere è forse quello del marito di Phoebe, scomparso dieci anni prima? O appartiene a qualcun altro? E perché è mutilato? libro è stato tratto anche un serial televisivo.
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La morte facile e altri scenari

Diciannove racconti “fantascientifici” – dove questo genere è spesso un piccolo pretesto per fare critica sociale, o per proporre riflessioni – scritti con uno stile attento e acuto dall’autore de “Lo scrittore”, che negli ultimi anni si è fatto conoscere e apprezzare anche sulle pagine di KULT Underground.

La morte fa l’autostop

Reduce dal Vietnam, appena congedato, Harry Mitchell, ex-sergente paracadutista, ritorna negli Stati Uniti dopo aver trascorso tre anni nella giungla. Ed eccolo a Paradise City, in Florida, paradiso per miliardari, deciso a passare una bella vacanza, a godersi il sole e l’aria di mare. E scrolla le spalle incredulo quando un sergente della polizia locale gli dice:”Ma va là, questa zona è più malsana e pericolosa delle tue risaie del Vietnam.” Una esagerazione ridicola, pensa Harry Mitchell. Ma non tarderà a capire a proprie spese di essersi sbagliato.

La Morte E La Vita Dopo La Morte «morire È Come Nascere»

Nel campo della ricerca sulla morte, la dottoressa Elizabeth Kübler-Ross si è meritatamente conquistata grande fama. Le innumerevoli ore che trascorse accanto ai pazienti allo stadio terminale le consentirono di fare scoperte in seguito confermate da altri ricercatori, ormai patrimonio acquisito di questo campo di studio. Elizabeth Kübler-Ross non esitò a mettere a repentaglio il suo buon nome di scienziata affermando ciò che le esperienze dei morenti le avevano insegnato: la morte in realtà non esiste, “è un passaggio a un altro stato di coscienza, in cui si continua a crescere psichicamente e spiritualmente”. “Per tanti secoli”, disse, “si è cercato di convincere la gente a credere alle cose ultraterrene. Per me non è più questione di credere, ma di sapere: la morte è soltanto il passaggio ad una casa più bella!”.

La morte e la fanciulla

L’azione si svolge ai giorni nostri, probabilmente in Cile, ma potrebbe trattarsi di un qualsiasi altro Paese in cui è tornata la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura. I protagonisti sono Gerardo Escobar, un dissidente del precedente governo, ora prescelto dal nuovo presidente democratico per una commissione d’indagine che deve far luce sui crimini commessi durante l’ex dittatura Paulina Salas, sua moglie, che durante il regime fascista è stata violentata e torturata dagli aguzzini che la tenevano prigioniera, e Roberto Miranda, un medico dal passato a dir poco equivoco. Nella loro casa al mare si svolgerà un vero e proprio processo a Miranda, accusato di complicità nelle torture compiute durante la dittatura da una vittima, Paulina – una donna apparentemente dolce che si trasforma in un’accusatrice spietata – che lo riconosce quando, per un banale incidente, capiterà a casa sua. Una commedia forte, intensa, sulla violenza e la crudeltà che creano nuova violenza e nuova crudeltà, dal ritmo pressante e in costante crescendo.

Morte di un signore oscuro. Le nebbie di Ravenloft

Nel villaggio di Cortton si è diffusa un’epidemia che colpisce i morti: cadaveri decomposti vagano per le vie alla ricerca della carne dei viventi. Gli abitanti della cittadina chiedono aiuto a Jonathan Ambrose, l’unico a conoscere il turpe segreto che si cela dietro l’incubo. Il Signore Oscuro del Reame, il crudele Harkon Lukas, ha appena iniziato a porre in atto la magia che lo aiuterà a fuggire dal suo Dominio e che lo porterà a seminare morte per tutti gli altri Domini. Ma Lukas ha bisogno di uno dei compagni di Ambrose per scatenare il potere della sua stregoneria…

Morte di un commesso viaggiatore

Andato in scena a New York nel febbraio del ’49 per la regia di Elia Kazan, Morte di un commesso viaggiatore costituisce forse il più clamoroso successo teatrale del dopoguerra – un successo che, dagli Stati Uniti, dilaga in tutto il mondo. Partendo dall’idea di descrivere, in chiave quasi comica, quanto si agita all’interno della testa di un uomo, Miller lavorò sin dall’inizio sull’ipotesi di restituire – non solo letterariamente, ma anche e soprattutto sul piano della scrittura scenica – il coesistere di presente e passato nella vita di un essere umano. Willy Loman, l’esausto commesso viaggiatore vittima di un sistema fondato sulle leggi inesorabili della produttività, è stato ed è non solo il rappresentante di un’America già percorsa dai primi brividi del maccarthismo, ma anche un eroe tragico di straordinaria efficacia.