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Antropologia dell’uomo globale. Storia e concetti

Apertura: ecco la decisiva parola-chiave per comprendere oggi l’uomo globale. Il cambiamento che ha investito l’oggetto della vecchia antropologia normativa sta trascinando con sé gli steccati disciplinari, destabilizzando i metodi consolidati, pluralizzando i paradigmi, ridefinendo gli ambiti tematici. Lo statuto del sapere antropologico esce sostanzialmente riconfigurato da ricerche che ormai si caratterizzano come transdisciplinari, multiparadigmatiche e transnazionali. È a Christoph Wulf che si devono le riflessioni più conseguenti e lungimiranti sui recentissimi assetti dell’antropologia storico-culturale, così mutati da determinare la sua necessaria fuoriuscita dagli alvei canonici e da spingerla verso altre centralità. Il corpo umano, innanzi tutto, luogo di produzione, trasmissione e trasformazione della cultura attraverso rituali, atti linguistici, processi mimetici e performativi. E con il corpo, la temporalità e la finitezza, la nascita e la morte. In un saggio che convoglia la ricchissima ricognizione del passato verso l’autocomprensione del presente, l’unico presupposto irrinunciabile è la consapevolezza che non esiste un unico, riduttivo concetto di uomo. A questo riguardo, il gioco delle analogie e delle differenze costituisce un fondamentale correttivo nei confronti di una globalizzazione uniformatrice.

Antracite

Sono trascorsi dieci anni dalla fine della Guerra Civile, e gli Stati Uniti sono preda della cupidigia di potenti gruppi industriali. Pantera, misterioso pistolero-stregone messicano, viene assoldato come sicario da una setta terroristica operante tra i minatori irlandesi della Pennsylvania, e non tarda a rendersi conto che dietro ciò che appare un rudimentale conflitto sociale operano forze che si battono senza esclusione di colpi per la conquista dell’intero paese. Ma dovrà compiere un lungo e tortuoso itinerario prima di capire che a confronto sono due diverse anime dell’America, e che quella che vincerà lascerà la sua impronta sui secoli a venire. Davanti a tutto ciò, anche un pistolero cinico e spietato può rivelarsi agente del bene. Non è detto, però, che questa volta basti una Colt per arrestare un nemico occulto e pericoloso, l’Uomo dei Topi…

Antologia filosofica

Emanuele Severino ripropone le pagine più significative dei pensatori della filosofia occidentale in un’ampia ed esauriente antologia, ripartita cronologicamente in tre sezioni. L’antologia si snoda attraverso i brani dei filosofi antichi, moderni e contemporanei, dai presocratici a Bacone a Heidegger, con un aggiornamento dedicato a pensatori “atipici”, come Leopardi, e alla filosofia moderna, in particolare di Hobbes, Bacone, Galilei, Spinoza, Vico e dell’Illuminismo.

L’antologia erotica di SAS (Segretissimo SAS)

Lisa Park, Tania, Maureen e Latifa, Esmeralda, Isabel e Mandy Brown… queste e cento altre sono le donne che popolano l’universo di Sua Altezza Serenissima. Quelle che ha sedotto e quelle che hanno cercato di sedurre lui. Quelle che hanno usato il sesso come un’arma infallibile e quelle che del sesso sono rimaste vittime. Piene di dolcezza e sensualità, o corrotte dal lusso e dal desiderio. Innocenti e sottomesse o protagoniste delle orge più sfrenate, tra danze afrodisiache e giochi molto pericolosi. Una missione dopo l’altra, una galleria da Mille e una notte dei personaggi che hanno incrociato il cammino del Principe delle Spie e che ne porteranno il ricordo per sempre. In un montaggio serrato delle scene più bollenti, un giro del mondo con Malko Linge attraverso la lente dell’erotismo, alla riscoperta delle sue mille conquiste.
(source: Bol.com)

Gli antipatici

Pubblicato nel 1963, “Gli antipatici” torna in libreria in una collana dedicata a tutte le opere di Oriana Fallaci. Gli antipatici sono quei personaggi destinati a trovarsi sempre sulla bocca di tutti, e dei quali tutto si sa e tutto si dice. Inviata de “L’Europeo”, agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci va a intervistarli: registi da Oscar, poeti premi Nobel, dive di fama planetaria, compositori, scrittrici di alto profilo, Ingrid Bergman, don Jaime de Mora y Aragón, Nilde Iotti, Federico Fellini, Arletty, Baby Pignatari, Catherine Spaak, Gianni Rivera, Afdera Fonda Franchetti, Antonio Ordoñez, Cayetana duchessa d’Alba, Salvatore Quasimodo, Jeanne Moreau, Alfred Hitchcock, Anna Magnani, Porfirio Rubirosa, Natalia Ginzburg, Giancarlo Menotti: in un faccia a faccia implacabile e sottile, ironico e pungente, si trovano alle prese con un magnetofono e una intervistatrice alla quale, ancor più che al mezzo tecnico, nulla sfugge, neppure “uno scintillare di occhi, un agitarsi di mani”. Ogni intervista è preceduta da una breve presentazione in cui la Fallaci, con grande senso dello humor e una dote innata per il racconto, esprime il suo giudizio. Come lei stessa scrive, i suoi antipatici sono “quasi sempre simpaticissimi”.

Antipasti italiani semplici per chi non sa cucinare

Il punto forte di questo libro? La semplicità delle ricette! Si tratta infatti di antipasti italiani facili e veloci da preparare. Io non sono un cuoco esperto: se posso prepararle io, significa che anche voi, e chiunque, può farcela.

Antimanuale del sesso

Di sesso si parla troppo e male. Ogni giorno i mass media ci propinano ricette per diventare amanti migliori, ci promettono le “chiavi” per risolvere i nostri “problemi sessuali”. Il risultato, però, non è altro che un proliferare di stereotipi e schematismi che si allontanano dall’esperienza quotidiana di ognuno e con cui fatichiamo a rapportarci. Perché? La risposta di Valérie Tasso è che tutte queste voci non parlano realmente di sesso, ma ripetono a pappagallo un discorso normativo sul sesso, dettato dalla morale – scientifica, religiosa, economica, politica – allo scopo di imporci modelli omologanti, una trappola per il controllo sociale. La sessualità della persona non è riconducibile a un generico manuale d’uso e consumo. Di qui la necessità di un pratico “antimanuale”. Con rivoluzionaria spregiudicatezza e raffinata ironia, l’autrice utilizza la propria esperienza sul campo per smentire uno a uno i luoghi comuni assimilati, e per arginare la fiumana di parole intesa a reprimere la nostra natura e a soffocare la nostra individualità. Chi crede, fra le altre cose, che la prima volta è fondamentale, che con l’età cala il desiderio, che le fantasie sessuali si possono realizzare, che l’eiaculazione precoce è uno dei problemi dell’uomo, che la religione e il sesso non hanno niente in comune, che il sesso si conclude con l’orgasmo, troverà risposte sorprendenti nelle piacevoli pagine di questa analisi acuta, limpida, liberatoria, che non mira a risolvere problemi, ma piuttosto a evitare che insorgano dove, in realtà, non esistono affatto.

L’Anticristo

Le opere che, in sequenza incalzante, Nietzsche riuscì a scrivere in pochi mesi nel 1888, prima di sprofondare nella follia, si presentano innanzitutto come una sorta di fulminea chiusura dei conti: con Wagner e la musica (“Il caso Wagner”), con la filosofia (“Crepuscolo degli idoli”), con se stesso (“Ecce homo”). All’”Anticristo”, infine, spetta la funzione di chiudere i conti con il cristianesimo, oggetto sempre più ossessivo delle analisi e degli attacchi dell’ultimo Nietzsche. Il tono è ultimativo, da manifesto, preludio a un’«azione» che doveva essere un attacco radicale a tutta la nostra civiltà. Ma, al tempo stesso, Nietzsche si mostra qui ancora una volta di una sottigliezza psicologica (nel suo senso) prodigiosa, come dimostrano le parole bellissime, e profondamente amiche, sulla figura di Cristo. Mentre la condanna del cristianesimo e della morale convogliano in sé quella, più generale, contro tutte le forze nemiche della vita e capaci di camuffarsi dietro le potenze della religione e della cultura. Contro di esse Nietzsche scende definitivamente in guerra in queste pagine devastatrici, giungendo a siglare, alla fine, la sua «legge contro il cristianesimo» col nome terribile dell’Anticristo, in quanto «trasvalutatore di tutti i valori».

Le ansie carnivore del niente

Una collana che propone in una nuova veste grafica i romanzi di Alejandro Jodorowsky, ripercorrendo l’avventura letteraria di un artista totale, che non appartiene a nessuna scuola né corrente, pur avendole attraversate tutte. Tre misteriosi personaggi dal cappello nero attraversano una lunga e stretta striscia di terra affacciata sul mare e pressata dalla cordigliera (come non riconoscervi il Cile, paese di nascita di Jodorowsky?), chiedendosi chi sono, perseguitati dalla mistica e politica figura di un capo supremo – il Generale – che parla solo in poesia tramite oscuri e onnipresenti televisori disseminati ovunque. Sono Angeli forse, arrivati su quella terra devastata dalla dittatura solo per salvarla? Sono forse invece degli Assassini con l’incarico di uccidere le ultime frange insurrezionali contro il Generale, o semplicemente delle Ombre, dei Morti, dei Sogni? Titolo originale: Las ansias carnívoras de la nada (2006).

Anomalie

“Ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, lo so. Ma io sento di essermi fermalo già da tempo, come un albero che finge di essere ancora vivo, dritto in piedi in mezzo agli altri, mentre dentro non gli scorre più neanche una goccia d’acqua.”

L’anomalia

I maggiori scienziati del nostro tempo sono riuniti in un convegno riservato per discutere delle grandi emergenze planetarie.
Tra gli invitati ci sono anche Massimo Redi, professore universitario che della scienza ama indagare soprattutto le zone oscure, e Fabio Moebius, analista di reti informatiche e hacker geniale. Una sera i due trovano in fin di vita Alexander Kaposka, fisico ucraino noto nell’ambiente per aver firmato uno scomodo rapporto sulla sicurezza della centrale nucleare di Chernobyl. È un malore o qualcuno ha voluto tappargli la bocca per sempre? Massimo e Fabio saranno coinvolti in un pericoloso intrigo internazionale, in cui l’arma più pericolosa è la conoscenza.
Un thriller travolgente che non ha paura di frantumare le nostre certezze, di mostrarci la realtà e le sue profonde anomalie.
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### Sinossi
I maggiori scienziati del nostro tempo sono riuniti in un convegno riservato per discutere delle grandi emergenze planetarie.
Tra gli invitati ci sono anche Massimo Redi, professore universitario che della scienza ama indagare soprattutto le zone oscure, e Fabio Moebius, analista di reti informatiche e hacker geniale. Una sera i due trovano in fin di vita Alexander Kaposka, fisico ucraino noto nell’ambiente per aver firmato uno scomodo rapporto sulla sicurezza della centrale nucleare di Chernobyl. È un malore o qualcuno ha voluto tappargli la bocca per sempre? Massimo e Fabio saranno coinvolti in un pericoloso intrigo internazionale, in cui l’arma più pericolosa è la conoscenza.
Un thriller travolgente che non ha paura di frantumare le nostre certezze, di mostrarci la realtà e le sue profonde anomalie. 

Annus Mirabilis

È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra, e nel cottage in cui vive, Anna Frith ha appena finito di allattare il piccolo Tom e di scrutare amorevolmente Jamie, che gioca da solo accanto al focolare. Anna si avvia verso la scala della soffitta, per raggiungere la stanza dove dorme Mr. Viccars. Dal giorno in cui Sam Frith se n’è andato, sepolto da una valanga nel giacimento di piombo in cui lavorava, è trascorso un inverno. In primavera, George Viccars è venuto a bussare alla porta del cottage in cerca d’un alloggio e Anna, vedova a diciotto anni con due bambini, ha pensato che l’avesse mandato Dio. Viccars è un sarto girovago, conosce Londra e York, l’intensa vita portuale di Plymouth e il traffico di pellegrini di Canterbury. Ed è gentile: ieri le ha fatto dono di un vestito di lana fine verde dorato. Perché però ora l’accoglie con strani gemiti? Anna entra nella stanzetta e per poco la brocca non le cade di mano. Il volto giovane e bello della sera precedente è scomparso. George Viccars giace con la testa spinta di lato da un rigonfiamento di carne lucida e pulsante. Così, nelle pagine di questo romanzo, la peste giunge a Eyam. Inaspettata e innocente eroina, Anna deve affrontare la morte nella sua famiglia, la disintegrazione della sua comunità e il pericolo di un amore illecito. L’Annus Horribilis della peste, però, è destinato a trasformarsi in un Annus Mirabilis, un anno di meraviglie…
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Un anno sognato pericolosamente: Frammenti di utopia vivono già nel nostro presente

Siamo entrati in un’epoca di rivolgimenti politici e sociali cui mai avremmo creduto di poter assistere, un’epoca segnata dalla ripresa delle lotte di emancipazione su scala generale – si pensi alla Primavera araba e al movimento Occupy – ma anche dal ridestarsi di potenti forze antidemocratiche: il sentimento xenofobo e integralista che dilaga in Europa, e che è sfociato nella follia omicida di Breivik, autore della strage di Utoya; i governi «politicamente neutri» dei tecnici in Italia, Grecia e Spagna, senza escludere la riedizione dell’ossimoro contemporaneo per eccellenza, ossia la guerra umanitaria (in Libia). È stato un anno sognato pericolosamente, in cui agli straordinari slanci di partecipazione democratica hanno fatto da controcanto le misure di iniquo «risanamento» imposte alla collettività dai sicari dell’economia. Slavoj Žižek ci propone un’attenta e originale lettura di questi eventi, unitamente all’esame di alcuni tra i più significativi fenomeni culturali del momento, per fare luce sull’«antagonismo centrale del capitalismo contemporaneo». Abbinando il giudizio appassionato del militante politico al contegno filosofico del critico dell’ideologia, Žižek cerca di rispondere alla domanda cruciale del nostro tempo: come possiamo combattere il sistema senza contribuire, involontariamente, al suo rafforzamento?

L’anno senza estate

Cosa accade in un villaggio turistico in Sardegna se, a causa dell’esplosione di un vulcano in Asia, l’estate non arriva? E se il protagonista di questa storia è un subacqueo che lavora in un diving ormai senza clienti? A rendergli la situazione ancora più complicata, gli viene annunciato l’arrivo di una donna amata e perduta in un passato ormai sepolto. Un ricordo che viene rivissuto e ingigantito dalla nostalgia, dal rimorso, dai timori delle conseguenze. Il racconto del protagonista si muove tra il villaggio dei turisti sconvolto dal maltempo ed il paese dell’entroterra, luogo di segreti e solitudini.

Un anno per un giorno

Noi amiamo essenzialmente quello che ci manca.
Alex Gioia è uno dei più famosi cantanti italiani. La sua vita, baciata dal successo, è attraversata da un cruccio che lo tormenta: non aver potuto vivere fino in fondo la sua storia d’amore con Greta, una ragazza più giovane di lui, conosciuta durante un evento a Napoli. Alex e Greta si sono rincorsi, si sono sfiorati, ma il momento per loro non è stato mai quello giusto.
Da qualche tempo Alex si è trasferito a Parigi, per riprendere fiato in una città in cui non conosce nessuno e nessuno lo conosce, per ritrovare la sua ispirazione perduta. Un giorno, in metrò, si incuriosisce osservando una donna che scende sempre a fermate diverse con persone diverse, facendo delle bolle di sapone. Ne resta affascinato, si presenta e si ritrovano a parlare di occasioni mancate e di rimpianti. Improvvisamente Nirvana, questo è il nome della ragazza, offre ad Alex un dono: un tubo di bolle di sapone. Un tubo magico, gli spiega, e ogni volta che soffierà potrà tornare a un giorno del suo passato, e cambiarlo. Ma ogni viaggio avrà un prezzo. Per ogni tentativo fatto per tornare indietro nel tempo, Alex dovrà dare in cambio un anno della sua vita. Un anno per un giorno.
Alex torna all’albergo in cui vive, credendo sia uno scherzo. Finché, ripensando a Greta, non osserva il tubo e viene preso dalla voglia di soffiare. E se Nirvana avesse detto la verità? Se davvero il passato si potesse cambiare?
A due anni dallo straordinario successo del *Quadro mai dipinto*, Massimo Bisotti torna in libreria con il suo nuovo romanzo. Le meditazioni sui temi fondamentali dell’esistenza umana, quali il tempo e la sua stretta connessione con il caso, il destino e il vero amore, si inseriscono in una trama avvincente e metafisica. Ambientato tra Parigi e Napoli, di cui Bisotti come nessuno sa restituire l’incanto e la bellezza, e popolato di personaggi indimenticabili, come il concierge Etienne e la bellissima modella Charlotte – rimasta paralizzata dalla vita in giù dopo un incidente – che Alex ha conosciuto sulla tomba di Oscar Wilde al cimitero di Père-Lachaise, *Un anno per un giorno* è un libro emozionante, inatteso, profondo.
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### Sinossi
Noi amiamo essenzialmente quello che ci manca.
Alex Gioia è uno dei più famosi cantanti italiani. La sua vita, baciata dal successo, è attraversata da un cruccio che lo tormenta: non aver potuto vivere fino in fondo la sua storia d’amore con Greta, una ragazza più giovane di lui, conosciuta durante un evento a Napoli. Alex e Greta si sono rincorsi, si sono sfiorati, ma il momento per loro non è stato mai quello giusto.
Da qualche tempo Alex si è trasferito a Parigi, per riprendere fiato in una città in cui non conosce nessuno e nessuno lo conosce, per ritrovare la sua ispirazione perduta. Un giorno, in metrò, si incuriosisce osservando una donna che scende sempre a fermate diverse con persone diverse, facendo delle bolle di sapone. Ne resta affascinato, si presenta e si ritrovano a parlare di occasioni mancate e di rimpianti. Improvvisamente Nirvana, questo è il nome della ragazza, offre ad Alex un dono: un tubo di bolle di sapone. Un tubo magico, gli spiega, e ogni volta che soffierà potrà tornare a un giorno del suo passato, e cambiarlo. Ma ogni viaggio avrà un prezzo. Per ogni tentativo fatto per tornare indietro nel tempo, Alex dovrà dare in cambio un anno della sua vita. Un anno per un giorno.
Alex torna all’albergo in cui vive, credendo sia uno scherzo. Finché, ripensando a Greta, non osserva il tubo e viene preso dalla voglia di soffiare. E se Nirvana avesse detto la verità? Se davvero il passato si potesse cambiare?
A due anni dallo straordinario successo del *Quadro mai dipinto*, Massimo Bisotti torna in libreria con il suo nuovo romanzo. Le meditazioni sui temi fondamentali dell’esistenza umana, quali il tempo e la sua stretta connessione con il caso, il destino e il vero amore, si inseriscono in una trama avvincente e metafisica. Ambientato tra Parigi e Napoli, di cui Bisotti come nessuno sa restituire l’incanto e la bellezza, e popolato di personaggi indimenticabili, come il concierge Etienne e la bellissima modella Charlotte – rimasta paralizzata dalla vita in giù dopo un incidente – che Alex ha conosciuto sulla tomba di Oscar Wilde al cimitero di Père-Lachaise, *Un anno per un giorno* è un libro emozionante, inatteso, profondo.
### Dalla seconda/terza di copertina
Massimo Bisotti è nato e vive a Roma, ha studiato Lettere, suona il pianoforte ed è appassionato di psicologia. Dice di sé di avere iniziato a scrivere perché le sue parole rimarginassero le ferite e si chiudessero in cicatrici. Nel 2012 ha pubblicato il suo romanzo di esordio La luna blu (prima edizione Psiconline, seconda edizione 2013 Ultranovel), che è stato uno dei casi editoriali dell’anno. Il successo è stato confermato e accresciuto dal romanzo seguente, Il quadro mai dipinto (Mondadori), uno dei libri più letti degli ultimi anni. Nel 2015, ancora per Mondadori, ha ripubblicato iFoto/grammi dell’anima, una raccolta illustrata di favole, scritte a poco più di venti anni. Un anno per un giorno è il suo nuovo romanzo.

Un anno nella città lineare

Fantascienza – romanzo breve (97 pagine) – Una storia intrigante e originale dall’autore più eclettico della fantascienza moderna

Diego Patchen, un autore di narrativa cosmogonica, vive nell’isolato 10.394.850 di Broadway, l’unica strada della città di Gritsavage in uno strano mondo illuminato da due soli. Lungo tutta la città, per quanto essa sia lunga, corre una linea della metropolitana: ogni isolato è separato da un un vicolo, lungo soltanto come la larghezza dell’isolato. Poi, da una parte c’è un fiume e dall’altra una ferrovia. Oltre questi confini ci sono dei mondi paralleli, equivalenti dell’inferno e del paradiso: il “Lato Sbagliato del Sentiero” e “l’Altra Sponda”, perché in questo mondo c’è la certezza di quello che avviene dopo la morte. Questo è particolarmente rilevante per Diego, perché suo padre che sta morendo è amaramente orgoglioso di immaginare quanti Tori Alati si stiano radunando per portarlo sul Lato Sbagliato (infatti è convinto di non aver vissuto in modo abbastanza virtuoso da essere condotto dalle Sirene Alate all’Altra Sponda).

Romanzo finalista al Premio Hugo, al World Fantasy Award, al Premio Sturgeon e al Premio Locus

Paul Di Filippo è nato nel 1954 a Providence, Rhode Island. È noto per essere uno scrittore eclettico, originale e mai prevedibile. I suoi racconti spaziano in tutti i sottogeneri della fantascienza. Ha esordito con grande successo nel 1995 con La trilogia Steampunk, a cui hanno fatto seguito nove romanzi – molti ancora inediti nel nostro paese – e nove raccolte di racconti. Il romanzo Un anno nella città lineare, uscito in Italia nella collana Odissea, è stato finalista ai maggiori primi del settore, e ha introdotto il Mondo Lineare, una delle sue creazioni più originali, un omaggio a grandi scrittori d’avventura come Edgar Rice Burroughs e Jack Vance, mondo al quale è tornato col recente La principessa della Giungla Lineare. Di Filippo esercita inoltre l’attività di critico letterario per le più importanti riviste americane di sf. Nel 2005 si è poi impegnato nella stesura di testi per fumetti, realizzando la mini serie Beyond the Farthest Precinct illustrata da Jerry Ordway basata sulla serie Top 10 creata da Alan Moore per la America’s Best Comics.

(source: Bol.com)