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Il treno dell’ultima notte

Emanuele è un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli, si arrampica sui ciliegi e si lancia in bicicletta giù per le strade sterrate. Ma tutto ciò che resta di lui è un pugno di lettere e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Per ritrovare le sue tracce, Amara, l’inseparabile amica d’infanzia, attraversa l’Europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. Visita sgomenta i resti del girone infernale di Auschwitz- Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a Budapest mentre scoppia la rivolta, e trema quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. Nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell’abisso in cui è precipitato il Novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso.

Treni strettamente sorvegliati

Come l’ordigno che alla fine esplode, questo romanzo fa sentire a ogni pagina il proprio ticchettio, sino all’ultima riga, quando, riposto il libro e a distanza di giorni, deflagra il capolavoro… Molti conoscono la tenera storia del giovane Miloš, ferroviere in una stazioncina dell’Europa centrale, per averla vista in un film che vinse l’Oscar nel 1966. Miloš, Charlot boemo, diventa adulto tra i propri insuccessi amorosi e gli scintillanti successi del capomanovra Hubička (che stampa timbri sulle chiappe della telegrafista), tra il ricordo del nonno che voleva fermare i tank con l’ipnosi e quella bomba, quella “cosina” che lui, Miloš, deve infilare nel treno dei nazisti. «L’ironia praghese è un gioco apparentemente infantile, folle e stupido in senso superiore, è la battaglia contro una felicitante teoria dello stato e contro l’apparato burocratico. Naturalmente è anche coscienza della vanità di tale lotta. È l’abolizione di una soggettività che è giunta fino in fondo, è la più alta libertà possibile nel mondo senza dio».

La tregua

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Martin Santome, viudo con tres hijos, en las visperas de su jubilacion comienza a registrar en un diario su vida gris у sin relieve. La vida cotidiana de la rutina en la oficina у la de un hogar desunido у crispado se veran alteradas cuando irrumpe en su camino la joven Laura Avellaneda, su nueva empleada. Y este hombre, casi sin proponerselo, decide abrir en su vida un parentesis luminoso.
La soledad у la incomunicacion, el amor у la sexualidad, la felicidad, la muerte у los problemas politicos son algunos de los temas que араrecen en La tregua, una novela que se ha traducido a decenas de idiomas у ha sido adaptada al cine, la television, el teatro у la radio, pero que sobre todo ha gozado de la excepcional acogida de los lectores de distintas partes del mundo.

I tredici fiori della guerra

Inverno 1937. La guerra è arrivata a Nanchino. Le allieve del collegio di Santa Maria Maddalena, sotto la guida di padre Engelmann, devono lasciare al più presto quel luogo in procinto di sprofondare nel terrore e nel caos. Mentre attendono sulla banchina l’arrivo del vaporetto che dovrebbe condurle a Pukou, un gruppo di soldati feriti viene fatto passare davanti a loro. Sulla barca non c’è più posto per le ragazze, e padre Engelmann non può far altro che riportarle al collegio: restare allo scoperto è pericoloso per chiunque, figuriamoci per delle fanciulle di buona famiglia terrorizzate e sotto shock. Tra loro c’è anche Shujuan, giovane zia del l’autrice. Da giorni aspetta invano che i genitori, in viaggio negli Stati Uniti, tornino a prenderla nella città assediata dai giapponesi e dalla fame. Ma quando tredici prostitute poco più che bambine e un drappello di soldati cinesi si presentano al collegio in cerca di rifugio, una realtà dura e aliena quasi quanto la guerra irrompe nella vita di Shujuan e delle compagne. Costrette a fare i conti con un mondo del quale ignoravano l’esistenza, le ragazze scopriranno che i f iori più belli, a volte, si nascondono dove meno te lo aspetti. Ispirato a una storia vera, I tredici fiori della guerra è un grande successo di pubblico e critica in patria e all’estero. Zhang Yimou, acclamato regista di Lanterne rosse e La foresta dei pugnali volanti, ne ha tratto un memorabile film con il premio Oscar Christian Bale nella parte del protagonista.

Il tredicesimo giurato

L’avvocato Dismas Hardy è incaricato di difendere Jennifer Witt, accusata di aver ucciso il marito Larry, un medico affermato, e il figlioletto di sette anni. Lei ha un movente, il ricco premio dell’assicurazione, e nessun alibi; si dichiara innocente, ma si mostra altera e indifferente alla propria sorte. Hardy scopre che anche il suo primo marito è morto in circostanze oscure e che i due uomini le usavano violenza ma, in aula, l’atteggiamento ambiguo di Jennifer e la sua ostinazione a tacere sul passato suscitano l’ostilità della giuria e persino del giudice, donna a sua volta: è lei il “tredicesimo giurato” da cui dipenderà il destino dell’imputata. Chi è Jennifer in realtà, un’assassina calcolatrice o la vittima innocente di indicibili soprusi?
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Il tredicesimo apostolo

Padre Andrei era un cercatore di verità. Ma la verità che aveva ricavato dallo studio dei testi antichi era di quelle pericolose. Perché non corrispondeva a quella ufficiale, e la Chiesa non apprezza chi mina la solidità delle sue fondamenta.Forse per questo qualcuno lo ha ucciso sul treno che lo riportava a Parigi dal Vaticano, dove era stato convocato dalla temibile Congregazione per la Fede. Il caso viene archiviato come suicidio. Ma padre Nil, suo amico e compagno di studi, fatica a crederci. Andrei aveva scoperto qualcosa di scomodo, e ora tocca a lui andare fino in fondo.La sua ricerca lo porta indietro nel tempo, ai giorni precedenti la morte di Gesù, all’ultima cena con gli apostoli. A un tradimento che non era un tradimento e a una figura misteriosa. Un tredicesimo apostolo di cui non c’è traccia nelle testimonianze ufficiali, ignorato dai Vangeli, ma che era il seguace prediletto di Gesù, il successore predestinato, che ha consegnato a una lettera il suo segreto.Dal Vaticano alle grotte di Qumran, dai misteri degli Esseni a quelli dei Templari, Nil vuole a ogni costo ritrovare quella lettera che nessuno vorrebbe veder rivelata, né il Vaticano, né il Mossad e neppure la Mecca. Infatti, nei secoli, mai nessuno di coloro che hanno scoperto l’enigma del tredicesimo apostolo è vissuto abbastanza per parlarne.

La tredicesima storia

Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che, negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall’oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta il giorno in cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, la incarica di scrivere la sua biografia ufficiale. Margaret parte alla volta dell’isolata magione dell’anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire, e rimane immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare… La tredicesima storia dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l’una nell’altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.

La tredicesima morte del cavaliere

A Saint-George – cavaliere mulatto, personaggio di primo piano della Francia post-rivoluzionaria – rimangono pochi giorni di vita. Anzi, coinvolto in un intrigo internazionale, in una storia d’amore impossibile e in una sfida d’onore, il gentiluomo incontrerà spesso la morte, fino a scoprire il significato della frase che la madre era solita ripetergli: “l’ uomo muore dodici volte. La tredicesima è l’oblio”. Così, con il fiato sospeso e un sorriso venato di malinconia, l’eroe moderno di questo romanzo di cappa e spada, una sorta di Cyrano de Bergerac uscito dalla cultura mélange della corte di Maria Antonietta, affronta con coraggio la propria inesorabile decadenza. L’avventura chiama e Saint-George risponde…

Il Trecentonovelle

Franco Sacchetti (1332 o 1334 – 1400 circa), novelliere e lirico fiorentino, cominciò nel 1385 a lavorare al Trecentonovelle, una raccolta di novelle, aneddoti, beffe e pettegolezzi, che sarà destinato a diventare il capolavoro comico della narrativa popolana. Quest’opera, data alle stampe da Biscioni solo nel 1724, si può oggi leggere nella nuova versione digitale critica messa a punto da Utet, completa di apparato critico collegato tramite ipertesto.

Tre uomini paradossali

Bologna, 1993. Un piccolo industriale si suicida, inspiegabilmente, con una pistola degli “anni di piombo”. La sua morte riporta a galla la memoria di un’amicizia tra quattro militanti del movimento del ’77 uniti dall’amore, dalla politica, dalla passione per i western e il caffé. Qualcosa collega quel suicidio con la misteriosa morte di Barbara, la ragazza del gruppo, e con un altro industriale, assassinato da una formazione terrorista anni addietro. Un romanzo sulla generazione che ha attraversato gli anni della violenza per uscirne sconfitta, ma non vinta, né tantomeno persa. Un romanzo sull’amicizia, sulle scelte che segnano una vita, sul peso del passato.

Le tre stimmate di Palmer Eldritch

Scritto nel 1964 e pubblicato nel 1965 dalla Doubleday, Le tre stimmate di Palmer Eldritch è stato osannato come un grande romanzo psichedelico, una navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall’inquietante figura di un mostruoso imprenditore-spacciatore, non del tutto umano e forse strumento di un’oscura divinità. Ma dietro la storia di una delle più originali invasioni aliene mai raccontate si nascondono diversi livelli di lettura, dove la provocatoria meditazione teologica va a braccetto con la denuncia politica e sociale. Palmer Eldritch, produttore e spacciatore del Chew-Z, è forse un abominevole Cristo negativo, forse personificazione di una Tecnica che tutto vede, afferra e mastica; ma forse è solo una povera vittima, un uomo qualunque…

Le tre minestre

Le tre minestre che danno il titolo al racconto autobiografico di Andrea Vitali rappresentano le tre zie che accompagnano gli anni della sua infanzia. Siamo in un’Italia di provincia, negli anni Sessanta, dove ancora si parla il dialetto e le zie circondano il ragazzino con un affetto “rustico ma profumato”. Ne emerge uno spaccato di vita vissuta e di costume di grande suggestione, delicatamente nostalgico e al contempo ironico. Un autentico tuffo nel passato al quale contribuisce anche il verace ricettario della tradizione locale che affonda le radici nel territorio, tra le sponde del lago di Como e le valli retrostanti.

Tre metri sopra il cielo

“Lei era una ragazza romantica, lui un tipo violento. Il destino li fece incontrare e cominciarono i guai per tutti…”
Le ragazze vestono Onyx, o qualunque sia l’ultima marca in fatto di body, parlano di Avant, di Marsan e delle mode dell’ultimo minuto. I ragazzi invece girano con la Bmw lunga, magari fregata al papà. Le ragazze si preparano a incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Fino all’ultimo respiro. Sullo sfondo di una frenetica vita di banda, Step e Babi si incontrano. Babi è un’ottima studentessa, Step è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in piazza davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto facile perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori. Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine – faticosamente costruita – di superduro. E in effetti muscoli palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un’ombra scura sulla vita familiare di Step e sulla tormentata love story con Babi. Un libro di culto. Una grande storia d’amo­re. Da una parte i giovani, la vita di gruppo, le moto, le sfide, dall’altra i vuoti e i silenzi di famiglie infelici. Un microcosmo di vite arrabbiate che cerca di staccarsi da terra.
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### Sinossi
“Lei era una ragazza romantica, lui un tipo violento. Il destino li fece incontrare e cominciarono i guai per tutti…”
Le ragazze vestono Onyx, o qualunque sia l’ultima marca in fatto di body, parlano di Avant, di Marsan e delle mode dell’ultimo minuto. I ragazzi invece girano con la Bmw lunga, magari fregata al papà. Le ragazze si preparano a incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Fino all’ultimo respiro. Sullo sfondo di una frenetica vita di banda, Step e Babi si incontrano. Babi è un’ottima studentessa, Step è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in piazza davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto facile perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori. Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine – faticosamente costruita – di superduro. E in effetti muscoli palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un’ombra scura sulla vita familiare di Step e sulla tormentata love story con Babi. Un libro di culto. Una grande storia d’amo­re. Da una parte i giovani, la vita di gruppo, le moto, le sfide, dall’altra i vuoti e i silenzi di famiglie infelici. Un microcosmo di vite arrabbiate che cerca di staccarsi da terra.

Tre cavalli

Tre anni una siepe, tre siepi un cane, tre cani un cavallo, tre cavalli un uomo.Se questa è la durata assegnata, qui si narra il corso dei primi due cavalli della vita di un uomo. Partito da ragazzo per amore in Argentina, si butta nella furiosa guerra clandestina contro la dittatura quando gli ammazzano la sposa. Scende in fondo all’America per salvarsi la vita inseguita e impara il rovescio geografico del mondo: quello toccato non è il fondo delle ultime terre, ma il culmine delle prime. Il sud è il cappello, non le scarpe, del mondo. Molti anni e molta fortuna dopo, una donna in Italia gli rinnova in corpo l’amore e l’Argentina insanguinata dei vent’anni. Fa il giardiniere, capisce gli alberi e la solitudine. Da un africano immigrato impara che il futuro è pieno di avvisi e che la gratitudine sta tra un coltello e una fioritura. Chi cerca in quest’uomo un verbo rivolto al passato non lo troverà. Come l’amore, possiede solo il tempo presente..

Tre camere e un corpo

Dopo che il Club Real Murder si è sciolto, Aurora Teagarden ha deciso di aiutare la madre che possiede un’agenzia immobiliare. La prima volta che accompagna dei clienti a visitare una casa, Aurora scopre nella camera matrimoniale il cadavere nudo di un’agente immobiliare concorrente. Poi il corpo di un altro agente viene trovato in un’altra casa in vendita, allora per Aurora e sua madre diventa chiaro che è in atto una sorta di guerra tra le agenzie immobiliari per screditare la concorrenza e assumere il controllo del territorio. A questo si aggiunge l’angoscia di Aurora che viene aumentata dalla crescente attrazione da lei provata nei confronti del misterioso Martin Bartell, trasferito a Lawrencetown dalla propria ditta per riorganizzare la fabbrica locale. La coraggiosa, affascinante Aurora si trova a dover scegliere fra il semplice, affidabile pastore della Chiesa episcopale con cui sta avendo una casta relazione, e Martin, un uomo in grado di sconvolgerle l’esistenza. Charlaine Harris è nata nel 1951 a Tunica (Mississippi). Dopo essersi laureata in Lettere presso il Rhodes College di Memphis da oltre vent’anni scrive opere di genere urban fantasy e mystery e i suoi libri sono frequentemente in testa alla classifica dei bestsellet del New York Times. È sposata e madre di tre figli. Tra i suoi successi, ricordiamo, in particolare ciclo di Sookie Stackhouse, che la Delos Books pubblica nella collana Odissea Vampiri finora composto da undici romanzi, dal quale è stata tratta la serie TV True Blood, trasmesse anche in Italia. Grande successo ha anche ottenuto il ciclo di Harper Connelly, una donna in possesso di poteri paranormali, pubblicato nella collana Odissea Streghe.

Tre camerati

Nel 1923 Robert Lohkamp guadagnava duecento miliardi di marchi al mese. Faceva laddetto alla pubblicità di una fabbrica tedesca di articoli di gomma. Veniva pagato due volte al giorno e si precipitava continuamente nei negozi a comperare qualcosa prima che il marco valesse la metà. La vita movimentata al tempo della grande inflazione! Dopo un impiego alle ferrovie in Turingia e un lavoretto come pianista al Café International, alla fine degli Anni Venti Robert Lohkamp non può, tuttavia, dire di passarsela male. Lavora alla ‘Köster & Co.’, lofficina meccanica aperta in una vecchia baracca da Otto Köster e Gottfried Lenz, i commilitoni con cui ha condiviso gli orrori della Grande Guerra. Köster, il comandante della compagnia, ha fatto il pilota daviazione, si è dato alle gare automobilistiche, ha frequentato qualche corso alluniversità prima di votarsi a quello cui è da sempre destinato: riparare automobili. Lenz invece ha girovagato qualche annetto per lAmerica del Sud, poi è tornato allovile o, meglio, alla turbolenta vita tedesca della fine degli anni Venti. Il lavoro allofficina è duro ma Lohkamp, Köster e Lenz sono ancora giovani, sani e forti. Certo di sera riaffiorano le immagini del passato coi loro occhi di morte, ma a quello come antidoto cè lacquavite. O, come accade da un po di tempo a questa parte per Robert Lohkamp, cè Patrice Hollmann. È apparsa un giorno al seguito di un eccentrico industriale, il proprietario di una fabbrica di cappotti che voleva sfidare con la sua lussuosa macchina la vecchia carretta da corsa di Otto Köster, e da allora non è più sparita dalla mente e dalla vita di Lohkamp. Capelli castani e lisci come seta, spalle squadrate, mani sottili, affusolate, viso pallido e occhi grandi dallenergia appassionata, Patrice Hollmann ha il potere di far dileguare dincanto dai pensieri di Robert la desolazione della squallida camera ammobiliata che lo aspetta ogni sera e la disperazione dellesistenza che attraversa il grande paese pronto a riabbracciare lorrore in agguato negli anni Trenta. Terzo libro della trilogia dedicata da Remarque alla Prima guerra mondiale e alla sua tragica eredità, Tre camerati, riproposto ora in una nuova traduzione italiana, è uno dei romanzi più popolari e riusciti del grande scrittore tedesco. Un intenso, personalissimo corpo a corpo con la caducità umana, e lamore e la morte in cui essa si espone.
(source: Bol.com)