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Aspro e dolce

L’epopea di Erto e dei suoi abitanti narrata in prima persona da Mauro Corona, protagonista e sciamano. Uomini di foreste e bevute, donne di coraggio e fatica, femmine sciccose per rompere la solitudine di una sera, tra una sbronza e una rissa. La fantasia e la rabbia, la gioia di vivere, la festa e la morte riportate alla memoria in un’ennesima levata di bicchieri, brindisi alla vita, il duro e il dolce assaporati insieme. Autobiografia di un uomo, romanzo fatto di avventure, di beffe e di omeriche bevute, il libro è anche la storia di un intero paese distrutto e rinato, a suo modo, dalla catastrofe. Immancabile sfondo è la natura, madre e matrigna di uomini, animali, piante e rocce. Padre benigno e traditore quel vino amato e odiato, fiume viola che inganna la paura, riversato a litri in bicchieri sempre colmi e sempre vuoti come sono i giorni della vita.

Aspettando i barbari

Per anni, il magistrato si è concentrato su poche, piccole cose quotidiane: l’amministrazione giudiziaria della sua cittadina di frontiera durante il giorno, la lettura dei classici la sera, gli scavi archeologici nel tempo libero. Per anni, ha applicato la legge senza mettere in forse la propria fedeltà all’Impero, senza consentire ad alcun dubbio di turbare le sue serate con gli amici, le sue notti con le prostitute. Per anni. Finché i barbari non cominciano a premere lungo la frontiera – o almeno, cosí dicono nella capitale; finché due di quei barbari non vengono catturati e torturati. Il magistrato, all’improvviso, si trova a confrontarsi con la realtà: con la violenza, con il pregiudizio, perfino con l’amore. E da suddito dell’Impero si trasforma in nemico, da giudice in imputato – senza mai avere la certezza di battersi per una causa giusta, o di resistere a una causa ingiusta: «Qualcosa mi ha guardato dritto in faccia e io ancora non la vedo». Grande successo in tutto il mondo anglosassone, Aspettando i barbari ha vinto nel 1980 il Cna Prize, il piú prestigioso riconoscimento letterario del Sudafrica.

Aspettando Eros…Prequel

“Gli occhi guardano, ma il cuore legge. Da cuore a cuore si comunica meglio”. Vittoria è una giovane ragazza – un po’ sfortunata, un po’ brontolona – che aspetta il suo “Eros”. Nell’attesa, deve fare i conti con una sorella perfetta, una famiglia ordinaria, la precarietà del lavoro e diversi fidanzati “sbagliati”. Desidera un amore travolgente, di quelli passionali e sorprendenti. Quando arriverà, saprà identificarlo? Impariamo a conoscerla attraverso questo breve prequel, in attesa che arrivi il romanzo “Eros mi ha rapito!” Dopo “La forza dell’amore” e “Quando l’amore è amore”, Emme X continua a raccontare storie romantiche ai suoi lettori.
(source: Bol.com)

Asiatici ricchi da pazzi

Quando la newyorkese Rachel Chu accetta di conoscere la famiglia del fidanzato Nicholas Young, con la scusa di accompagnarlo a un matrimonio a Singapore, certo non si immagina che Nick è lo scapolo d’oro del mondo asiatico. Che la sua casa di famiglia sembra un castello uscito dalle favole e che probabilmente nel corso della sua vita lui ha preso più jet privati che taxi. Non ha idea che sta per partecipare al matrimonio dell’anno, a un evento senza precedenti, con il Cirque du Soleil e i Piccoli cantori di Vienna ad aprire le danze, abiti disegnati ad hoc da Valentino e una silenziosa gara a chi è il più ricco fatta a suon di regali di nozze che nessuno in Occidente potrebbe mai permettersi.
E sicuramente non può arrivare a pensare che la madre del fidanzato le ha messo un detective privato alle calcagna perché sicuramente lei non è all’altezza del figlio, l’uomo più ricco di tutta l’Asia. Un po’ *Dallas*, un po’ *Orgoglio e pregiudizio*, *Asiatici ricchi da pazzi* è una commedia sfavillante, un viaggio nel jet set dei veri ricchi. Un racconto esilarante su cosa significhi essere asiatici, giovani, innamorati e pieni di soldi ben oltre l’immaginabile.
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### Sinossi
Quando la newyorkese Rachel Chu accetta di conoscere la famiglia del fidanzato Nicholas Young, con la scusa di accompagnarlo a un matrimonio a Singapore, certo non si immagina che Nick è lo scapolo d’oro del mondo asiatico. Che la sua casa di famiglia sembra un castello uscito dalle favole e che probabilmente nel corso della sua vita lui ha preso più jet privati che taxi. Non ha idea che sta per partecipare al matrimonio dell’anno, a un evento senza precedenti, con il Cirque du Soleil e i Piccoli cantori di Vienna ad aprire le danze, abiti disegnati ad hoc da Valentino e una silenziosa gara a chi è il più ricco fatta a suon di regali di nozze che nessuno in Occidente potrebbe mai permettersi.
E sicuramente non può arrivare a pensare che la madre del fidanzato le ha messo un detective privato alle calcagna perché sicuramente lei non è all’altezza del figlio, l’uomo più ricco di tutta l’Asia. Un po’ *Dallas*, un po’ *Orgoglio e pregiudizio*, *Asiatici ricchi da pazzi* è una commedia sfavillante, un viaggio nel jet set dei veri ricchi. Un racconto esilarante su cosa significhi essere asiatici, giovani, innamorati e pieni di soldi ben oltre l’immaginabile.
### Dalla seconda/terza di copertina
Kevin Kwan, l’autore del bestseller internazionale Asiatici ricchi da pazzi, è nato e cresciuto a Singapore ma vive a Manhattan da quasi vent’anni. Il libro sta per diventare un film.

Ashford park

Inghilterra, inizi del Novecento. Le torri di Ashford Park dominano il paesaggio per miglia e miglia. In quella dimora immersa nella campagna inglese, dove la nonna Addie è cresciuta dopo aver perso i genitori, si nasconde il segreto delle radici di Clemmie, giovane avvocato newyorkese. Per diventare socio dello studio legale in cui lavora ha dovuto rinunciare a tutto il resto. L’unica consolazione rimane l’anziana nonna Addie, la sua confidente, la sua sola certezza. Almeno fino a quando, da brandelli di conversazione, inizia a sospettare che il passato dell’adorata nonna nasconda uno scandalo inconfessabile. Attorno a Clemmie, determinata a ricostruire le proprie origini, rivive il mondo ormai scomparso di Ashford Park: la timidezza di Addie, ragazzina impacciata dai boccoli castani, così sbagliati in mezzo alle chiome bionde di una famiglia che non è la sua; il debutto di Bea, la bellissima, sofisticata e capricciosa cugina, e il suo primo, infelice matrimonio; l’amore per lo stesso uomo, che piomba come un tornado a sconvolgere il loro legame e trascinerà i loro destini nei circoli della dissoluta Londra postbellica, fino alle piantagioni di caffè di Mombasa, dove un’orribile tragedia le attende, nel caldo soffocante della notte africana. Una saga familiare intessuta con arte che esplora la rivalità tra due donne forti e indipendenti e le terribili scelte richieste dall’amore. “Mentre filava spedita nel paesaggio sonnacchioso, con l’erba ancora fresca di rugiada, poteva fingere che gli ultimi anni non fossero mai esistiti, fingere di essere di nuovo ad Ashford, la vera Ashford, e di avere ancora il mondo da conquistare.”

Asgard

Questo è il racconto del giorno di Ragnarok, il crepuscolo degli dei: data fatale per gli Asi che vivono nell’immensa Asgard, e che si abbatterà su di loro quando Balder, il giovane dio del sole, verrà annientato. In questo romanzo, che si riallaccia profondamente alla mitologia nordica, Nigel Frith ricrea un mondo magico e dominato da grandi passioni: quella di Balder per Iduna, dea della giovinezza, quella terribile di Loki, il dio del fuoco che trama contro i suoi fratelli, quelle possenti di Thor e Odino. In un mondo abitato da nani e troll, da elfi e giganti, si profila l’ombra di una guerra cosmica che porterà alla fine degli dei del nord: perchè questo è Ragnarok, il giorno maledetto, anche se il coraggio e la forza potranno rimandare la data dello scontro finale

Ascolta o muori

La seconda indagine di Stadler e Montario. Una macabra sorpresa attende Georg Stadler, capo della Omicidi di Düsseldorf, mentre apre come ogni giorno la posta sulla sua scrivania: da una strana busta imbottita, senza mittente, spunta un involucro di nylon che contiene due dita umane mozzate di netto. E se appartenessero all’ennesima vittima del feroce serial killer su cui Stadler indaga da mesi? Il commissario ha ancora negli occhi le agghiaccianti immagini dei cadaveri di due ragazzi e una ragazza ventenni, orribilmente mutilati. Nella gola di ognuno il killer ha conficcato un ritaglio di giornale con proverbi dalle allusioni inquietanti: “Chi ha orecchie per intendere intenda”, “Occhio per occhio, dente per dente”… Stadler capisce che l’assassino lo sta sfidando, e c’è solo una persona in grado di aiutarlo, una persona che come nessun’altra riesce a penetrare le menti criminali: Elisabeth Montario, la brillante psicologa che un anno prima aveva dato una svolta decisiva alle indagini sullo “Squartatore”. E il cui fascino inquieto aveva messo a dura prova l’etica professionale di Stadler… Liz, che ormai vive e lavora a Liverpool, non è certo il tipo da tirarsi indietro e mentre la sete di sangue del killer cresce di ora in ora, lei e Stadler si ritroveranno di nuovo fianco a fianco in una spietata caccia all’uomo.

Ascolta la mia voce

Cosa ne è stato della nipote di Olga, la nonna protagonista di *Va’ dove ti porta il cuore*? È tornata dall’America in tempo per rappacificarsi con la nonna o ha trovato solo la lunga lettera diario a lei indirizzata? E se il destino le avesse riservato invece una terza ipotesi che esclude le precedenti? Se, vagando per le stanze di quella grande casa, la solitudine l’avesse spinta a salire in soffitta a cercare tracce delle due uniche persone che davvero avrebbe voluto conoscere: sua madre e suo padre? Chi erano? Qual è stata la loro storia? È davvero figlia di un principe turco, come le raccontava la nonna da bambina, o c’è qualcosa che chiede ancora di essere svelato? Alla ricerca di quel segreto, la ragazza scava tra bauli, carte e quaderni ingialliti ricomponendo, pagina dopo pagina, i vari tasselli di un mosaico generazionale. Scopre così, in un diario, le fragilità, i sogni e le inquietudini di sua madre Ilaria, studentessa di filosofia, affascinata da un professore di vent’anni più vecchio di lei. Scopre che un anziano prozio si è rifugiato in un paese lontano per sfuggire alle leggi razziali e da laggiù ha continuato a mandare sporadiche notizie. Forte di questi pochi indizi, la ragazza deciderà di andare alla ricerca del padre e di quel lontano zio, in un viaggio sorprendente e solitario che la condurrà alle origini della propria inquietudine. *Ascolta la mia voce* rappresenta il grande ritorno al romanzo di Susanna Tamaro. È una storia intensa e coinvolgente che non ha paura di affrontare temi eterni: l’esigenza di riconoscerci in un passato in cui affondare le nostre radici, la necessità vitale di coltivare con pazienza un senso del futuro.

L’ascesa di Krispos

Nella capitale dell’Impero in decadenza di Videssos, per il giovane e coraggioso Krispos si prepara un destino di eroica grandezza. Una grande minaccia e un’immensa crisi minacciano le fondamenta dell’Impero; un potente nemico esterno è alle porte e la vita dell’imperatrice è in pericolo. Ma Krispos, un contadino fuggito dal suo podere dopo essere stato rovinato dal peso delle tasse, si è spinto fino alla capitale in cerca di fortuna. È accompagnato soltanto dal suo coraggio, dalla determinazione e da una sola moneta che un capo nomade gli ha regalato anni prima, sostenendo che si trattava di un oggetto magico…

L’ascesa dell’orda. World of Warcraft

Anche se il giovane Signore Supremo della Guerra Thrall ha posto fine alla maledizione demoniaca che per generazioni aveva tormentato la sua gente, gli orchi devono ancora pagare lo scotto dei peccati del loro passato di sangue. Dopo essersi radunati nella feroce Orda, per innumerevoli volte hanno mosso guerra contro il loro eterno nemico… l’Alleanza. Ma la rabbia e la sete di sangue che spinsero gli orchi a distruggere tutto ciò in cui si imbattevano costarono loro un prezzo molto caro. Consigliata la supervisione di un adulto.

L’ascesa dell’ombra. La ruota del tempo

La Pietra di Tear, inespugnabile fortezza, è stata conquistata e Callandor, la spada che non è una spada, è nelle mani di Rand al’Thor, il pastore che è diventato il Drago Rinato, all’inizio della sua nuova vita. La Torre Bianca è scossa da eventi impensabili, i Reietti cercano Callandor per acquisirne il potere e Rand per distruggerlo nella carne. Il Tenebroso lo brama per distruggergli l’anima; Perrin deve affrontare la realtà di Emond’s Field, alla ricerca di una via d’uscita dalla vita da lupo; Mat scopre un’incognita che potrebbe costargli la vita. Mentre amici e nemici complottano, il Drago studia i testi delle Profezie e combatte per controllare il proprio potere. Ma tutti sanno che vi sarà la guerra, contro i Reietti e i nemici del Drago Rinato…

L’artista del coltello

Jim Francis è felice e realizzato: vive in California con la moglie Melanie e le loro due splendide bambine, e ha da poco scoperto una vena artistica che non sospettava di avere. Le sue sculture di creta, ritratti di personaggi famosi sottoposti a crudeli mutilazioni, riscuotono un grande successo. Strumenti preferiti? Lame di ogni tipo: non solo quelle convenzionali, ma anche coltelli da caccia, bisturi… eredità di un passato nascosto che preme per uscire in superficie. Jim Francis, infatti, ne ha percorsa di strada dagli spazi angusti e claustrofobici di Leith agli orizzonti aperti di una casa affacciata sull’oceano; ma lui non è altri che Frank Begbie, personaggio psicotico e violento di “Trainspotting”. Quando viene a sapere che il figlio Sean, con cui non ha più rapporti da anni, è stato ucciso a Edimburgo, Begbie decide di tornare in Scozia per il funerale. Qui, tutti si aspettano da lui una sanguinosa vendetta e soffiano sulle braci per risvegliare, sotto quel ferreo, apparente autocontrollo, la fiamma della sua indimenticata follia omicida.
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L’artista dei veleni

Caleb Maddox è un tossicologo che studia gli effetti chimici del dolore. Dopo una brutale rottura con la sua ragazza, si trova in un locale per affogare i dispiaceri nel whisky, quando una donna seducente gli si avvicina. Emmeline gli sussurra qualcosa, poi lo saluta sfiorandogli l’orecchio con le labbra. C’è qualcosa di affascinante in quella donna misteriosa, e Caleb deve rivederla. Ma non appena inizia la sua ricerca, si trova invischiato in un’indagine su alcuni omicidi seriali. La polizia sta recuperando dei corpi dalla Baia di San Francisco e tra essi c’è anche quello di un uomo scomparso nello stesso posto e la stessa notte in cui Caleb ha incontrato Emmeline. I risultati delle analisi post mortem non rivelano alcun indizio, perciò in segreto Caleb decide di prestare aiuto al medico legale della città, suo vecchio amico, e analizzare le tracce chimiche sui resti delle vittime. Ben presto le ricerche dell’assassino s’intrecciano con quelle di Emmeline, e più Caleb si avvicina alla verità più sente che il suo mondo è in pericolo…
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L’arte ingannevole del gufo

Tutte le sere, dopo il tramonto, Viola si addentra nel bosco dietro casa. La grave malattia di cui soffre le impedisce di esporsi anche al minimo raggio di sole. Così, quando i suoi compagni sono impegnati con la scuola, lei dorme o sta in casa a suonare, e quando loro vanno a dormire, lei passeggia libera tra gli alberi del suo bosco, in compagnia del buio e di tutti gli animali che lo popolano. Una sera, però, sul sentiero sterrato da cui non passa anima viva, scorge un’auto: un ragazzo tira fuori un corpo pesante dal bagagliaio e lo trascina sul sedile di guida, prima di dare fuoco alla macchina. Poi seppellisce qualcosa nel terreno vicino. Sei alberi dal ciglio della strada: per Viola è facilissimo ritrovare il punto in cui quel tizio ha scavato la buca… e dare inizio alla sua personale, pericolosa indagine. Che cosa ci fanno tanti soldi sepolti nel bosco? E quel ragazzo è forse un assassino? Tornerà a cercarla? Una voce incantevole e ingenua rapisce il lettore in una storia che lascia col fiato sospeso. Delicato, commovente, ammaliante, L’arte ingannevole del gufo è un romanzo destinato a conquistare un pubblico di tutte le età.
(source: Bol.com)

L’arte di scomparire. Vivere con discrezione

In una società che vive di apparenza e spettacolarità, la discrezione è una necessaria forma di resistenza. Spegnere i riflettori, abbassare il volume, godere dell’anonimato sono gesti politici prima che morali. La discrezione è un’arte, un atto volontario, una consapevole scelta di vita in un mondo che ci vorrebbe sempre connessi, protagonisti, inesorabilmente presenti, e in cui s’impone l’urgenza di una tregua, di staccare e sparire. Come quando, in un paese straniero, assaporiamo la massima libertà di non essere riconosciuti, la discrezione è arte della scomparsa: non nascondere nulla fino a non avere più nulla da mostrare, fino a rendere la propria presenza impercettibile. È arte della sottrazione, non per negare ma per affermare se stessi, e al contempo far scomparire quello che ci definisce. È aprirsi al mondo senza toccarlo, è gioia di “lasciar essere” le cose. È ancora possibile oggi, tra selfie e YouTube, essere discreti? Secondo Pierre Zaoui la risposta è sì: anzi, la discrezione è la nuova faccia della modernità, frutto delle libertà offerte dalle nostre società democratiche. Nel suo saggio, Zaoui convoca i grandi pensatori della discrezione, da Kafka a Blanchot a Deleuze, passando per Virginia Woolf e Walter Benjamin, per delineare i tratti di questa esperienza “rara, ambigua e infinitamente preziosa”.
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L’arte di oziare

De otio – De tranquillitate animi Edizioni integrali con testo latino a fronte Cura e traduzione di Mario Scaffidi Abate Come la contemplazione non è assenza di attività, così la serenità non è mancanza di passioni, ma l’equilibrio armonico tra di esse. L’otium era, per i Romani, il riposo dalle pratiche consuete e come tale includeva anche la vita contemplativa. Giustificando il suo ritiro dalla politica, Seneca sostiene nel De otio che la contemplazione è pur essa un’azione. Noi aggiungeremmo che è l’azione per eccellenza, perché contempla tutte le azioni, nel duplice senso di “osservare” e “contenere”. Nel De tranquillitate animi, poi, vedremo che la serenità non esclude la partecipazione alla vita attiva e anzi in certi casi (stati di ansia, malinconia, noia) si può conseguire proprio nell’impegno sociale. Lucio Anneo Senecanacque a Cordova, in Spagna, intorno al 4 a.C. Avviatosi verso un ideale ascetico di vita, da cui lo distolse il padre, abbracciò la carriera forense e la vita politica prima sotto Caligola, poi sotto Claudio e infine sotto Nerone. Ricchissimo, fu oggetto di aspre critiche e venne anche citato in giudizio. Nel 65, coinvolto nella congiura di Pisone contro Nerone, si tagliò le vene. Di Seneca la Newton Compton ha pubblicato, con testo latino a fronte, L’arte di non adirarsi, L’arte di essere felici e vivere a lungo e L’arte di essere saggi.