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Leggere

Perché si legge e come si impara a farlo? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta far male? In queste densissime e scorrevolissime pagine Corrado Augias si chiede che cosa significhi ”leggere”, e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici (I Sepolcri di Foscolo, Guerra e pace di Tolstoj, I miserabili di Victor Hugo), ma anche alcuni libri ”proibiti” (come L’amante di Lady Chatterley), alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle, Raymond Chandler e del genere poliziesco, fino all’amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, gli autori modermi, George Orwell, Ray Bradbury, Philip Roth, accanto a quelli antichi, Dante, Petrarca, Saffo… Un libro stimolante, e per molti versi sorprendente, sul piacere insostituibile della lettura, sulla sua capacità di aiutarci a conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda, a crescere, a diventare più liberi e, perché no, più allegri.
(source: Bol.com)

Leggende napoletane-Neapolitan legends

La presenza fisica del Vesuvio, delle isole di Nisida e Capri, di un piatto di pasta, di una porcellana rinomata, persino l’origine della città di Napoli ed il suo possibile futuro. Le “leggende” di Matilde Serao sono frammenti di lunghi avvenimenti dimenticati, connessi a questi simboli ed arricchiti dalla sua immaginazione, trasformati in magia che trascina gli adulti in quel regno fantastico troppo spesso relegato ingiustamente al solo mondo infantile. Un omaggio allo spirito di Napoli e della sua gente, ai monumenti ed ai paesaggi assimilati dalla sua anima, alla città da lei amata. Sono storie semplici, dal linguaggio semplice, ma imbevute di immagini incisive di una città piena di contrasti.

Leggende e fiabe

Immersi in un clima mitico-simbolico soffuso di poesia, i temi della favolistica tradizionale (vita-morte, amoreodio) insieme a quelli della tentazione, della povertà, del miracolo, rivivono nelle leggende dei Padri del Deserto e degli eremiti della Tebaide, del Medioevo francescano o cortese e cavalleresco, dell’Italia rinascimentale e umanistica.

Leggende del Mondo Emerso – 2. Figlia del sangue

Il male che il popolo degli elfi ha seminato nel Mondo Emerso sta decimando la popolazione e ha gettato città e villaggi in un gorgo di violenza e disperazione. Mentre la sacerdotessa Theana cerca una cura per il morbo e la regina Dubhe organizza una debole resistenza contro le milizie elfiche, la sola speranza del Regno minaccia di svanire: Adhara, la ragazza senza passato. Perché Adhara è molto più che una guerriera: è un’arma, la più potente che il Mondo Emerso abbia mai posseduto nella lotta contro chi insidia la sua pace. E soprattutto, Adhara non è una predestinata: è una Consacrata, una creatura generata al solo scopo di combattere il Marvash, il male assoluto che eternamente si alterna al bene nei cicli della storia. Ma il suo destino era un altro, quello di una ragazza mortale abbandonata dalla vita su un prato, e quel destino ora vuole riprendere il suo corso, a costo di distruggerla. Un nuovo, imprevisto nemico ostacola Adhara nella sua missione: non più l’amore per Amhal e la sua anima dannata, non più la follia della peste, ma un’ombra inestinguibile che le chiederà un prezzo altissimo.
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Leggende Cristiane

Angeli e demoni, santi e martiri, eremiti e anacoreti, pellegrini e nomadi di Dio… sono alcune delle straordinarie figure che popolano queste antiche leggende. Fede, meraviglia e incanto si mescolano e si rincorrono nei racconti di gesta eroiche e imprese miracolose. Storie sacre dal sapore antico, scaturite dal magico gioco della fantasia, della parola e dello spirito. Un repertorio di racconti popolari, miti e aneddoti, attinti alle fonti piu varie e riscritti in linguaggio corrente.

La leggenda di Redenta Tiria

«Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l’agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune». Al bambino che chiede il perché, la nonna risponde solo che quando la Voce ti chiama tu non puoi fare altro che ubbidire. Ma un giorno, non si sa da dove, è arrivata in paese «una femmina cieca, con i capelli lucidi come ali di corvo e i piedi scalzi»: ha detto di chiamarsi Redenta Tiria, e di essere figlia del sole. Da quel giorno la gente di Abacrasta ha smesso di impiccarsi.Questo il filo che regge la narrazione di Salvatore Niffoi, scrittore di Barbagia: scrittore rapace, è stato detto, fulmineo nel calarsi a ghermire la preda, e altrettanto nel risalire a dominare gli spazi. E le sue prede sono gli innumerevoli personaggi, o «creature», che descrive con pochi tratti di micidiale incisività, con una sorta di straniata e nera comicità, e insieme con la pietà di chi non è estraneo a ciò di cui parla, anzi ne fa intrinsecamente, visceralmente par- te. Il minuscolo paesino di Abacrasta è un caotico e grottesco teatro del mondo, in cui ciascuna delle creature – quelle che finiscono «appese» come quelle che si salvano quando Redenta Tiria riesce a «tagliare la lingua alla Voce» – rappresenta una delle forme possibili che può assumere, nella sua beffarda, stupefacente molteplicità, la condizione umana. Con Niffoi si presenta finalmente un narratore vero, una voce che riconosciamo all’istante come quella, antichissima e vivificante, di uno scrittore di razza: capace di inventare una lingua insieme alta, primigenia e sensuale, ibridata di dialetto in un modo che non è mai futile o meccanico o folkloristico, ma sempre necessario, preciso e forte.

La leggenda di Otori

In un lontano Giappone feudale, splendido e al tempo stesso crudele, teatro di guerre tra clan, Tomasu vive in un villaggio abitato da una setta religiosa perseguitata dal cattivo Lord Iida, signore dei Tohan. Un giorno, tornando a casa dopo una passeggiata, Tomasu scopre di essere l’unico sopravvissuto di un massacro perpetrato da Iida. Miracolosamente salvo, viene adottato da Lord Shigeru del clan di Otori. D’ora in poi si chiamerà Takeo e la sua vita cambierà per sempre. Diventato muto in seguito alla tragedia, egli scopre di colpo di avere un udito straordinario e degli insospettati poteri magici che gli permetteranno di salvare da un brutale assassinio il suo benefattore.
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La leggenda di Nift

Nifft è un ladro di professione in un paese in cui la vita e la morte contano poco: ma quando, insieme all’amico Haldar, vede una donna morta da sette anni salvarlo da un branco di lupi giganti e chiedergli, in cambio, di trovare a tutti i costi l’uomo che ha tradito il suo amore, capisce che sta per cominciare un’avventura molto più grossa di quella alla quale si era preparato. Nifft visiterà quattro regni nelle quattro parti di questo sorprendente romanzo, da ognuno riporterà un insegnamento e una vittoria: regni d’incubo, terre al confine con l’inferno, ma anche luoghi di sortilegio e di magia. E andrà perfino a pesca in un mare di demoni, pur di non cacciarsi in un mare di guai. Paragonato a Cugel l’Astuto, il protagonista del ciclo della Terra Morente di Jack Vance, Nifft è in realtà un uomo come tutti noi alle prese con l’avventura e l’ignoto, e alla fine del suo viaggio sarà diventato più maturo e più coraggioso grazie alle prove che avrà saputo affrontare.

La leggenda di Magda Searus

LA LEGGENDA DI MAGDA SEARUS È IL FONDAMENTO DELLA SERIE LA SPADA DELLA VERITÀ. QUESTO È L’INIZIO DELLA GRANDE AVVENTURA.
In un tempo antico e in un mondo oscuro e pericoloso in cui il tradimento e i traditori sono all’ordine del giorno, una donna coraggiosa, Magda Searus, ha appena perso il marito e smarrito la sua rotta nella vita. Alric Rahl, sovrano del D’Hara, è l’unica persona in grado di aiutarla, ma a quale prezzo?
Mentre una guerra violenta e sanguinosa oppone il Vecchio al Nuovo Mondo, i maghi di Aydindril, nelle Terre Centrali, lavorano febbrilmente per escogitare contromisure alle armi dell’imperatore Sulachan e per inventarne di nuove. Proprio allora il Primo Mago Baraccus si toglie la vita senza alcuna spiegazione apparente. Sua moglie, Magda Searus, non riesce a capire le motivazioni del suo gesto. Dopo aver trovato un messaggio lasciatole dal marito, dà inizio a una difficile e pericolosa ricerca della verità, che la condurrà a confrontarsi con traditori e minacce del Vecchio Mondo, tra cui i temibili tiranni dei sogni, capaci di insinuarsi come spie nelle menti delle persone e assumerne il controllo. Ma sarà l’incontro con il mago Merritt, un artefice dotato di notevoli conoscenze e straordinari poteri, che cambierà la sua vita per sempre, facendola diventare la prima Depositaria.

La leggenda di Bobby Z.

Tim Kearney è un criminale di piccolo calibro che la legge californiana vorrebbe condannato all’ergastolo se la DEA – l’agenzia americana per la lotta alla droga – non gli proponesse un patto: assumere l’identità di Bobby Z (un leggendario, potentissimo trafficante di marijuana morto recentemente per infarto) ed espatriare in Messico dove verrà scambiato con un agente della stessa DEA prigioniero di un delinquente messicano. Tim accetta e iniziano le sue peripezie…

La leggenda del morto contento

È il 25 luglio 1843, una mattina d’estate senza una nube e con una luce che ammazza tutti i colori. Due giovani in cerca d’avventura salpano su una barchetta con tre vele latine. Dal molo di Bellano, li segue lo sguardo preoccupato del sarto Lepido: non è giornata, sta per alzarsi il vento. L’imbarcazione è presto al largo, in un attimo lo scafo si rovescia. Un’imprudenza. Una disgrazia. Ma la tragedia crea un problema. A riva viene riportato il corpo dell’irrequieto Francesco, figlio di Giangenesio Gorgia, ricco e potente mercante del paese. Il disperso è Emilio Spanzen, figlio di un ingegnere che sta progettando la ferrovia che congiungerà Milano alla Valtellina. Due famiglie importanti. Bisogna a tutti i costi trovare un colpevole. Per la prima volta, Andrea Vitali risale il corso del tempo verso l’Ottocento, per raccontare un altro squarcio della sua Bellano. Ritroviamo così l’eco della dominazione austriaca, con i notabili e i poveracci, gli scapestrati e le bisbetiche, le autorità e gli ubriaconi… Tra lacrime e sorrisi, “La leggenda del morto contento” racconta una storia di padri e di figli, di colpevoli e di innocenti, di giustizia e di malagiustizia: ottocentesca, ma solo in apparenza.
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La leggenda dei robot

«In uno dei racconti un uomo ascolta della “musica”. “Uomo”, questo è il nome di quella strana razza di cui parlano gli appunti. Quel pazzo che ha scritto il manoscritto afferma che siamo stati creati da “uomini”.»Un manoscritto trovato da un robot, una storia ormai mitica in cui dall’abisso del passato spunta il nome ormai dimenticato dell’uomo. Un racconto poetico e avvincente scritto da un autore considerato uno dei migliori specialisti di racconti robotici, Voltz: un autore nuovo per l’Italia, che ha scritto un classico di domani.

La leggenda dei monti naviganti

È un viaggio di ottomila chilometri che cavalca la lunga gobba montuosa della Balena-Italia lungo Alpi e Appennini, dal golfo del Quarnaro (Fiume) a Capo Sud (punto più meridionale della Penisola). Esso parte dal mare, arriva sul mare, naviga come un transatlantico con due murate affacciate sul mare, e lungo tutto il percorso evoca metafore marine, come di chi veleggiando forse vola – in un immenso arcipelago emerso. Trovi valli dove non esiste elettricità, grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, ferrovie abitate da mufloni, case cantoniere e paracarri da leggenda, bivacchi sotto la pioggia in fondo a caverne, santuari dove divinità pre-romane sbucano continuamente dietro ai santi del calendario. E poi parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela. Un’Italia di quota, poco visibile e poco raccontata, dove la tv sembra raccontare storie di un altro pianeta. Le due parti – o forse i due ‟libri”, alla maniera latina – del racconto, Alpi e Appennini, hanno andatura e metrica diversa. Le Alpi sono pilastri visibili, famosi; sono fatte di monoliti bene illuminati e sono transitate da grandi strade. Gli Appennini no: sono arcani, spopolati, dimenticati, nonostante in essi si annidi l’identità profonda della Nazione. L’altra differenza è che sulle Alpi non c’è mezzo di trasporto unitario e si fotografa una serie di luoghi monografici (per esempio: il lago del Vajont che non c’è più, il tunnel del Gottardo durante lo scavo), spesso senza dire del viaggio che collega i fuochi della narrazione. Sugli Appennini, invece, il mezzo di trasporto è unitario e la strada assume un ruolo preponderante, assieme alle persone incontrate secondo una trama casuale.

La leggenda dei cinque ardenti

Sono trascorsi duecentoventidue anni dalla nascita di Elsinor, elfa di Boscargento: ora, finalmente, il dono di Pirus sarà suo. Ma che cosa aveva previsto il vecchio saggio tanti anni prima? Già intuiva che il ghiaccio e il fuoco si sarebbero mossi nello stesso momento per impadronirsi del Regno? “Questo è il tempo in cui le profezie si avverano e il mito torna a camminare sulla terra”, proclama Eldaren il ghidra. Quando dal profondo nord discende un gelo innaturale e dal deserto avanza un popolo antico a reclamare la terra che gli fu tolta, agli abitanti del Regno, presi tra i Gelidi e i Tarraska, non resta che tentare un arcana e pericolosa evocazione: cinque eroi saranno chiamati a trasformare se stessi per virtù d’una Pietra che conferirà loro un potere ancora più grande e terribile al prezzo di…

La leggenda degli Albi: La saga degli Albi 1

Per secoli, gli uomini, gli elfi e i nani hanno prosperato nella Terra Nascosta, una regione circondata da una catena montuosa pressoché impenetrabile, le cui uniche vie d’accesso sono sbarrate da un potente incantesimo e difese da cinque stirpi di nani. E, per secoli, i loro nemici, gli albi, creature simili agli elfi, ma d’indole malvagia e dagli occhi completamente neri, hanno atteso. Ma ora la loro pazienza sta per essere premiata. Gli Eterni, i sovrani degli albi, hanno infatti scoperto che il Demone di Nebbia, un essere in grado di spezzare qualsiasi sortilegio, si è nascosto nella remota regione di nord-ovest, e hanno quindi deciso di inviare laggiù due guerrieri per convincerlo a combattere al loro fianco. Tuttavia i due albi – Caphalor e Sinthoras – non potrebbero essere più diversi. Il primo, mite e idealista, è contrario alla guerra contro i nani, perché lo terrebbe lontano dalla sua adorata famiglia; il secondo, temerario e borioso, vorrebbe invece iniziare al più presto una sanguinaria invasione, per ridurre in schiavitù tutti gli abitanti della Terra Nascosta. Se vorranno sopravvivere alla pericolosa missione, i due albi dovranno imparare a mettere da parte le loro divergenze e ad aiutarsi a vicenda, anche se la smodata ambizione di Sinthoras sta già prendendo forma in un piano inteso a volgere l’immenso potere del demone a proprio vantaggio…