34977–34992 di 74503 risultati

L’uomo a una dimensione

Scritto in inglese nel 1964 e pubblicato nel 1967 in Europa e in Italia, L’uomo a una dimensione, a suon di centinaia di migliaia di copie,fece di Herbert Marcuse il maestro della nuova sinistra,che in quegli anni andava mettendo vigorose radici nelle università europee. Nel libro di Marcuse i giovani del ’68 trovarono gli argomenti e le parole atte a dare forma definita a un’idea che in modo meno articolato circolava già da tempo in Europa, l’idea che le società europee, uscite ormai da vent’anni dall’esperienza del fascismo e della guerra e dedicatesi con devozione alla pratica della democrazia,fossero in realtà, ciascuna a suo modo,forme di “società bloccata”, sul piano sia politico sia culturale e ideale.
A oltre trent’anni dalla sua apparizione, e nonostante i non pochi elementi rimasti ancorati a uno scenario politico e sociale profondamente diverso da quello attuale, L’uomo a una dimensione, una delle più radicali disamine e contestazioni della condizione umana nelle società industriali avanzate, non ha certo esaurito la forza del suo impatto critico e polemico. L’attualità dell’opera non è soltanto legata al persistere delle stesse distorsioni, nelle società industriali avanzate, che il suo autore intravvide all’epoca con lucidità. È la storia più recente che si è incaricata di restituire al libro un’inquietante presa diretta.

L’uomo a rovescio

Ma è davvero un lupo che uccide le pecore tra le montagne del Mercantour? Mentre superstizioni e leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è un animale, potrebbe essere un lupo mannaro. E quando una donna viene ritrovata sgozzata, il dubbio diventa certezza.

Uomini e no

Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.
**
### Sinossi
Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.

Uomini di mais

Uomini di mais non è un fiume che si può navigare dalla sorgente alla foce seguendo un unico percorso, un’unica rotta. È piuttosto come la foresta tropicale che del romanzo è protagonista: un intrico, un intreccio di passioni, di racconti, di metamorfosi in cui farsi largo. Volendo trovarvi un centro, un protagonista, possiamo pensare a Goyo Yic, che attraversa le montagne in cerca della moglie fuggita, o a Nicho Aquino, misterioso uomo-coyote, oppure a Gaspar Ilóm, eroe mitico e poderoso guerriero, incarnazione della lotta del popolo guatemalteco che rivendica il proprio diritto a coltivare il mais senza scopi commerciali. Perché dal mais non dipende solo la sopravvivenza fisica dei contadini discendenti dei Maya, ma anche quella della loro cultura, che trae diretta origine dal Popol Vuh, il libro sacro. E proprio partendo dalle leggende, dalle tradizioni, dal sistema di credenze contenute in questo testo che Asturias, facendo incontrare la poesia surrealista con le suggestioni delle civiltà precolombiane, dà vita a un grande affresco di storie e personaggi che è al tempo stesso un lucido manifesto politico di denuncia.

L’uno dall’altro

Bernie Gunther, l’iconoclasta detective privato della serie di thrillers storici conosciuta come ‘Trilogia Berlinese’, torna in questo romanzo a fare i conti con la sua vita di prima della guerra solo per trovarsi tradito dal suo passato e braccato ingiustamente come criminale nazista. L’intrico nel quale è caduto inghiotte Gunther nelle sue spire. Non avendo mai nutrito illusioni, Gunther è il narratore ideale di questa oscura vicenda di sporchi patteggiamenti tra vincitori e vinti. Avendo dovuto imparare che non c’è modo di distinguere ‘l’uno dall’altro’, il cinico detective possiede una chiarezza morale sufficiente a penetrare la falsità e l’ipocrisia sia dell’amico che del nemico. (New York Times Book Review)

Unico indizio la luna piena

Il primo urlo agghiacciò la notte del plenilunio di gennaio. A Tarker’s Mills comincia così un anno di terrore. Quando le morti si susseguono ogni mese al plenilunio quello che ciascuno penserà sarà di essere impazzito, eppure è così, ogni notte di luna piena porta con se una morte…

L’unico figlio

«Hanne Wilhelmsen è la piccola grande sorpresa che Anne Holt ci regala¿ ironica, determinata al limite della durezza, elegantemente gay…» Piero Soria, Ttl «Impossibile non restare affascinati dalla detective Wilhelmsen…» Tiziana Lo Porto, D di Repubblica «Ecco, un personaggio cosí è perfetto per raccontare una storia come questa, che dimostra come la società, anche quella norvegese e scandinava, non sia perfetta per niente…» Carlo Lucarelli, la Repubblica In un gelido e plumbeo febbraio norvegese, l’arrivo di un ragazzino in una casa famiglia alle porte di Oslo è causa di grande scompiglio. Il dodicenne Olav infatti, sottratto alla madre dai servizi sociali, pare infinitamente piú duro e indocile degli altri ragazzini e tutti i tentativi di domarlo sembrano fallire. Quando Agnes Vestavik, direttrice della casa famiglia, viene trovata uccisa con un coltello da cucina nel suo ufficio ed emerge che il piccolo Olav è scomparso dopo un brutale litigio con lei, la polizia di Oslo tenta di far luce sul caso. Prima fra tutti l’ispettore capo Hanne Wilhelmsen, che non ci pensa due volte a scendere per le strade di Oslo, tra il peggior degrado ma anche nell’umanità piú dolorosamente viva.

L’undicesimo comandamento

Una religione scismatica ed eretica ha assunto il controllo del mondo e incoraggia, anzi ordina (è appunto questo l’undicesimo comandamento del titolo) al popolo di crescere e procreare in continuazione: il vero, unico peccato mortale per gli uomini è quello di non avere figli. L’opera, che sembra un violento attacco alla Chiesa Cattolica e alla sua opposizione al controllo delle nascite, termina invece con un clamoroso colpo di scena. Il protagonista, che si batte per sconfiggere il potere teocratico, scoprirà che l’undicesimo comandamento è l’unica speranza che ha l’umanità di salvarsi dalla sterilità e di ottenere una selezione della razza umana non inquinata dalle mutazioni genetiche.
**

L’undicesima ora: Un’indagine delle donne del Club Omicidi

La villa e il meraviglioso parco che la circonda sono considerati tra gli esempi più spettacolari di edilizia residenziale di San Francisco, tappa fissa dei tour della città. Il proprietario è una star di Hollywood, noto playboy, nel cui passato si nasconde un mistero: l’improvvisa scomparsa della moglie, avvenuta dieci anni prima. L’uomo è uscito pulito dalle indagini, ma l’ombra del sospetto è rimasta sospesa su di lui. Come potrà spiegare, ora, le due teste di donna rinvenute nel patio della sua villa circondate di fiori, in una macabra messinscena? Soprattutto perché l’orrore non si ferma: nel giardino vengono ritrovate altre teste sepolte. Chi erano quelle donne? Chi le ha uccise? Mentre la stampa impazzisce, ventilando le ipotesi più incredibili, la detective Lindsay Boxer, benché aspetti un bambino, lavora senza tregua per venire a capo dell’enigma, aiutata dalle amiche del Club Omicidi, in particolare dall’anatomopatologa Claire Washburn, determinata a dare un’identità alle vittime. E non è l’unico enigma che Lindsay deve risolvere. Un giustiziere misterioso ha infatti deciso di sterminare gli spacciatori della città, usando armi sottratte dal deposito in cui la polizia conserva le prove. Quindi l’assassino porta per forza il distintivo… Ma chi è, dei colleghi di Lindsay? Forse qualcuno molto vicino a lei…

Umiliati e offesi

Pubblicato a puntate nel 1861 sulla rivista “Vremja”, è il primo grande romanzo di Dostoevskij dopo il ritorno dalla deportazione in Siberia. “Umiliati e offesi” è costruito secondo i moduli del romanzo d’appendice in cui colpi di scena, intreccio, estrema inquietudine dei personaggi, tempi narrativi ora bruschi, ora trattenuti, danno vita a una narrazione d’effetto, spesso avvolta nel mistero. L’autore schiera i suoi personaggi su due fronti, secondo una contrapposizione netta tra vizi e virtù, luce e tenebre. Tuttavia, di là dall’epopea avventurosa, la sua capacità di soffrire insieme con i singoli personaggi, l’intensità dei sentimenti che egli infonde, conferiscono una tensione continua a questo romanzo di relazioni impossibili e d’amore.
**

Umana avventura

Un uomo che non riesce più a conciliare i sogni con la realtà, che non riesce a far quadrare il bilancio della propria vita personale e familiare. Tra memorie e presagi, tra nuove speranze e vecchi rimpianti, quest’uomo deve combattere la più difficile delle sue battaglie. Un’avventura che comincia con un silenzioso, inquietante miraggio subacqueo, nel mare di Delo. Una storia in cui molti si possono rispecchiare.

Ultramarina: romanzo

Classico racconto di mare nella grande tradizione conradiana, e insieme storia della ruvida iniziazione di un ragazzo alla comunità degli uomini, Ultramarina è il romanzo d'esordio parzialmente autobiografico, nel quale hanno avuto origine e germinazione tutti i temi, le voci e le immagini che ossessionano Malcolm Lowry in Sotto il vulcano. Fu scritto in seguito a un viaggio per mare che l'autore fece tra il 1927 e il 1929, come giovinotto di coperta e poi come aiuto fuochista su un mercantile inglese diretto in estremo Oriente.
Diciottenne, appena diplomato a Cambridge, abitante a Coldy in una casa che s'affacciava sul grande porto di Liverpool, nutrito delle letture di O'Neil e di Conrad, il giovane Lowry aveva il mare nel sangue: insistette e ottenne infine dal padre il permesso di imbarcarsi, prima di entrare all'università. Dagli appunti presi durante il viaggio Lowry trasse due racconti, che fece poi confluire in Ultramarina. Quel viaggio fornì dunque l'ambientazione e lo sfondo del romanzo, nel quale si risente anche l'influsso di Conrad Aiken (Blue Voyage) e di Nordhal Grieg (The Ship Sails On) dalla cui lettura Lowry ricevette una forte impressione. Ma il vero tema di Ultramarina – altamente originale e per i tempi arditamente sperimentale – è il bisogno che sente un ragazzo, Dana Hilliot, di dar prova di sé, uomo fra altri uomini.

L’ultimo. Il memoriale inedito della guardia del corpo di Hitler (1940-1945)

Rochus Misch è l'ultimo. L'ultimo soprawissuto delle guardie del corpo di Adolf Hitler. L'ultimo soldato ad aver lasciato il bunker del Führer il 2 maggio 1945, il giorno in cui l'Armata Rossa s'impossessa della capitale del Terzo Reich, ormai in rovina. Uno dei pochi testimoni ad aver visto i corpi inerti del dittatore e della sua compagna, Eva Braun, accartocciati su un canapè nella loro tomba di cemento e acciaio. L'SS di ventisette anni a cui Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda, si è rivolto qualche minuto prima di suicidarsi a sua volta. Oggi Rochus Misch accetta di raccontare il suo passato, segnato dalla tragedia tedesca del secolo XX. Per la prima volta, accetta di ripercorrere le tappe della sua vita e di rivelare nei dettagli i suoi ricordi, in un'opera che porterà il suo nome. Questo racconto è il risultato del lavoro di diversi mesi. Un esercizio delicato, a volte penoso e molto spesso insopportabile per un uomo vecchio, che coltiva solitario e senza posa il giardino della sua memoria, avendo molta cura di mettere da parte i cattivi pensieri.

L’ultimo volo dell’angelo

Metà del Trecento. Un uomo, di ritorno da un viaggio, si fa strada nei campi assolati attorno a San Gimignano. Ancora qualche attimo e sarà di nuovo a casa, tra le braccia della moglie e della figlia di pochi anni. È felice. Non immagina che solo una manciata di ore più tardi gli zoccoli di una ricca cavalcatura calpesteranno tutto quello per cui ha sempre vissuto, trascinandolo in un abisso di follia e disperazione. Siena, 1359. Strani incidenti turbano la quieta quotidianità dello Spedale di Santa Maria della Scala, a un passo dal duomo, brulicante di viandanti e pellegrini alla volta di Roma. Apparizioni, misteriose trasformazioni. Fenomeni che sfiorano il soprannaturale. Spiegabili, volendo, ma come? Un’anima che non sa darsi pace e un’intera comunità che prova a ritrovare un equilibrio, soprattutto in vista della festa più importante dell’anno e delle sue rappresentazioni, fantasmagoriche e mirabolanti come mai nella storia dello Spedale. L’ultimo atto, per entrambe, sarà un omicidio. Violento, sacrilego. Venuto dal cielo, come la più canonica e la più atroce delle vendette divine. E come ogni intervento divino, apparentemente lontano da ogni possibile – o accettabile interpretazione razionale.
**

L’ultimo vero bacio

Davanti a Betty Sue Flowers gli uomini si riducono cosí, «tutti in fila in attesa del turno». Ma Betty Sue è scomparsa nel nulla, e in molti la rimpiangono. Anche il detective C. W. Sughrue si mette a cercarla, mentre è in caccia del vecchio Trahearne, lo scrittore alcolizzato in fuga dalle sue troppe donne. E mentre i colpi di scena si susseguono senza respiro, Sughrue sente di essersi cacciato in un guaio ancora piú grosso di quanto credeva, e che qualcuno – ma chi? – lo sta manovrando come un burattino. Inseguiti e inseguitori si scambiano continuamente la parte, e la realtà, fino alla fine, non è mai quella che sembra. *** «Il libro che ha cambiato per sempre le carte in tavola nel mondo del noir è stato L’ultimo vero bacio, nel 1978. E il bello è che l’ha fatto dall’interno stesso del genere, lasciando a bocca aperta il mondo dei lettori e quello degli scrittori. È stato proprio in quell’istante che io e tanti miei colleghi abbiamo capito con chiarezza cosa era possibile fare con un romanzo poliziesco, e quale livello si poteva raggiungere. Certo, bisogna chiamarsi James Crumley». Dennis Lehane «Il Grande Romanzo Americano? È uscito da un pezzo, e ha per titolo L’ultimo vero bacio». Neal Stephenson *** «… Scorsi una donna appoggiata allo stipite della porta, una silhouette in controluce, braccia conserte e caviglie incrociate come se ci aspettasse da chissà quanto, come se fosse lí da giorni interi, a scrutare un mare buio e tempestoso da un ballatoio coperto».

L’ultimo Vangelo

Vuole sapere chi è.E quello che ha fatto.Non si può fidare di nessuno,tantomeno di sé stessa.La sua ricerca della veritàè un viaggio nel passato.Un viaggio nel mistero.Italia, inverno 1453. All’interno di un’abbazia abbandonata, un rudere fortificato in mezzo alle nevi del Gran Sasso, Alessandra d’Ascoli, una mercante di reliquie e confidente di papa Niccolò V, si sveglia: è ferita ma non ricorda nulla, salvo l’immagine di una sanguinosa battaglia. Uno sconosciuto, che affermadi essere suo marito, le rivela che il suo nome è Alessia. C’è tuttavia qualcosa in quell’uomo che le fa paura, qualcosa che le sfugge ma la terrorizza… Nonostante sia così debole, Alessandra si costringe dunque ad alzarsi e si inoltra lungo un sentiero che circonda l’abbazia, fino a una tomba sulla cui lapide è inciso il suo stesso nome. Comincia così un viaggio verso le ombre che assediano il suo passato, un viaggio che ben presto si rivelerà infernale: qual è la sua reale identità? Cos’ha fatto prima di perdere la memoria? Nel frattempo, qualcuno si aggira nel cuore dell’abbazia. Cosa sta cercando? E a chi appartiene quella salma esposta all’interno della cripta? Un avvincente thriller storico che svela il segreto del mandylion, la raffigurazione del volto di Cristo la cui origine si perde nel buio dei secoli e del mito…

(source: Bol.com)