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Chicago

In una Chicago mitica e solforosa troviamo una piccola comunità di egiziani in esilio, forgiata sul modello del dipartimento dell’Università di Chicago che l’autore ha conosciuto bene negli anni della formazione americana. In questo mondo claustrofobico e formicolante di vite, ‘Ala al-Aswani intreccia storie di esistenze che si cercano e si perdono. Sono esistenze strappate alla loro terra d’origine che vivono in un universo strano e straniero: la tentazione di conformarsi all’American way of life non è abbastanza. L’Egitto è lì, nel cuore di un’America traumatizzata dagli attentati terroristici dell’11 settembre. Quando viene annunciata la visita ufficiale del presidente egiziano a Chicago, si mette in moto il sistema di sicurezza dell’ambasciata, orchestrato dal temibile Safuat Shaker, che controlla e sorveglia tutti gli egiziani residenti in America. Complotto, manipolazione, proteste di libertà e sottomissione al potere, coraggio e vigliaccheria: al-Aswani trova così l’ampiezza e l’ambizione del romanzo politico riuscendo al contempo ad esprimere la dolcezza dei sogni e la violenza delle contraddizioni del mondo quale lo conosciamo..

Chiamami col tuo nome

«Un eccezionale debutto, una grande storia d’amore romantico.»The Washington Post«Una scrittura ardita, profonda, esaltante, brutale, tenera, generosa…»Nicole Krauss«Un libro di straordinaria bellezza.»The New York Times Book Review«Una storia d’amore delicata, scritta in maniera impeccabile, con echi di Marguerite Duras e Patrck White.»Kirkus ReviewsVent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno lunghe passeggiate e nuotate. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

Che Guevara

La vita quotidiana, la famiglia, gli ideali, la simpatia, l’impegno di un uomo diventato il simbolo universale della rivoluzione.
(source: Bol.com)

Le cento migliori ricette con le erbe aromatiche

Ci sono profumi in cucina difficili da dimenticare, piatti il cui successo è inevitabilmente legato a un sapore che diventa ricordo. Il segreto sta nell’inconfondibile essenza delle erbe aromatiche, vere signore del gusto in tutte le ricette. Alcune di esse, come l’origano, il rosmarino, la maggiorana, la salvia, il timo, il dragoncello, il finocchio selvatico e l’erba cipollina, reggono bene la cottura, mentre altre – basilico, prezzemolo, pimpinella, acetosella, cerfoglio, menta – sono più delicate. Accanto agli accostamenti classici, questo volume ne propone altri più moderni e inediti, suggerendoci i tanti possibili usi di questi preziosi elementi.Alba Allottasommelier, scrive di enogastronomia su riviste specializzate. Autrice di diversi libri di cucina tradotti in varie lingue, è da anni impegnata nella scoperta e nella valorizzazione dei sapori perduti della cucina mediterranea, soprattutto attraverso il recupero della tradizione orale e della gastronomia popolare. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 1001 ricette da cucinare almeno una volta nella vita, 101 ricette da preparare al tuo bambino, La cucina siciliana, Il cucchiaio di cioccolata, 500 ricette di insalate e insalatone, 500 ricette senza grassi, 500 ricette con i legumi, 500 ricette di riso e risotti.
(source: Bol.com)

Le cento migliori ricette con le erbe aromatiche (eNewton Zeroquarantanove)

Ci sono profumi in cucina difficili da dimenticare, piatti il cui successo è inevitabilmente legato a un sapore che diventa ricordo. Il segreto sta nell’inconfondibile essenza delle erbe aromatiche, vere signore del gusto in tutte le ricette. Alcune di esse, come l’origano, il rosmarino, la maggiorana, la salvia, il timo, il dragoncello, il finocchio selvatico e l’erba cipollina, reggono bene la cottura, mentre altre – basilico, prezzemolo, pimpinella, acetosella, cerfoglio, menta – sono più delicate. Accanto agli accostamenti classici, questo volume ne propone altri più moderni e inediti, suggerendoci i tanti possibili usi di questi preziosi elementi.
Alba Allotta
sommelier, scrive di enogastronomia su riviste specializzate. Autrice di diversi libri di cucina tradotti in varie lingue, è da anni impegnata nella scoperta e nella valorizzazione dei sapori perduti della cucina mediterranea, soprattutto attraverso il recupero della tradizione orale e della gastronomia popolare. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 1001 ricette da cucinare almeno una volta nella vita, 101 ricette da preparare al tuo bambino, La cucina siciliana, Il cucchiaio di cioccolata, 500 ricette di insalate e insalatone, 500 ricette senza grassi, 500 ricette con i legumi, 500 ricette di riso e risotti.
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### Sinossi
Ci sono profumi in cucina difficili da dimenticare, piatti il cui successo è inevitabilmente legato a un sapore che diventa ricordo. Il segreto sta nell’inconfondibile essenza delle erbe aromatiche, vere signore del gusto in tutte le ricette. Alcune di esse, come l’origano, il rosmarino, la maggiorana, la salvia, il timo, il dragoncello, il finocchio selvatico e l’erba cipollina, reggono bene la cottura, mentre altre – basilico, prezzemolo, pimpinella, acetosella, cerfoglio, menta – sono più delicate. Accanto agli accostamenti classici, questo volume ne propone altri più moderni e inediti, suggerendoci i tanti possibili usi di questi preziosi elementi.
Alba Allotta
sommelier, scrive di enogastronomia su riviste specializzate. Autrice di diversi libri di cucina tradotti in varie lingue, è da anni impegnata nella scoperta e nella valorizzazione dei sapori perduti della cucina mediterranea, soprattutto attraverso il recupero della tradizione orale e della gastronomia popolare. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 1001 ricette da cucinare almeno una volta nella vita, 101 ricette da preparare al tuo bambino, La cucina siciliana, Il cucchiaio di cioccolata, 500 ricette di insalate e insalatone, 500 ricette senza grassi, 500 ricette con i legumi, 500 ricette di riso e risotti.

Le cento migliori ricette con la frutta

Un ricettario di rapida consultazione, semplice e chiaro nella forma espositiva quanto fedele alla ricca tradizione culinaria del nostro paese, concepito per raggiungere il pubblico più vasto con il prezzo più economico.

Il cattivo cronista

Come ci è finito il protagonista di questo romanzo su un letto d’ospedale, delirante di morfina e con braccia e gambe rotte? Lo si saprà avventurandosi all’indietro in un anno della sua esistenza. Lo si saprà seguendo Rodolfo Saporito, Rudy, cronista di nera. Rudy sta al centro della storia: perché è lui, sbruffone ciarliero con carico grosso di vanità, a gestirla con la sua voce la storia, proprio come s’industria o s’illude, nella vita, di gestire e manovrare le persone che gli stanno intorno e i fatti di cronaca che con penna scaltra ri-plasma a suo uso e consumo. Tutt’intorno una giostra di fatti e persone che sono le tante storie e la varia e commovente umanità di questo romanzo.

Le cattive ragazze non muoiono mai

Alexis ha un’unica passione, la fotografia, e passa molto tempo da sola. Odia le ragazze ricche e viziate della scuola e sua madre è troppo presa dai suoi problemi per curarsi di lei. E poi c’è sua sorella Kasey, di dodici anni, che è ossessionata dalle bambole. Ma ultimamente in casa sta succedendo qualcosa di strano. A volte una luce inquietante avvolge le stanze, e le porte sembrano aprirsi da sole. Anche gli elettrodomestici si accendono all’improvviso… E cosa sta accadendo a Kasey? I suoi occhi sembrano diversi, quasi verdi. Parla in modo strano, dice di non ricordare più ciò che è accaduto soltanto poco tempo prima e solleva gli oggetti con una forza che non può appartenere a una ragazzina. Ma soprattutto, diventa sempre più cattiva… E se quella creatura dagli occhi verdi non fosse più la sorellina di Alex?

Il caso Schirmer

Jena, ottobre 1806: il sergente Franz Schirmer, gravemente ferito in battaglia, trova rifugio presso la famiglia locale dei Dutka. Subito dopo, con brusco stacco cinematografico, ci troviamo trasportati in uno studio legale novecentesco, dove l’avvocato George L. Carey viene incaricato di scovare il destinatario della favolosa eredità di Amelia Schneider Johnson, vedova Schirmer. Per raggiungere il suo scopo, Carey – con l’aiuto di una sensuale segretaria e interprete – dovrà spostarsi incessantemente non solo nello spazio ma anche nel tempo, scardinando le serrature di molti armadi della memoria storica, dai quali caverà ogni volta scheletri perturbanti. Per una felice circostanza, “Il caso Schirmer”, che è forse il thriller più compatto e ispirato di Ambler, fu tradotto da Giorgio Manganelli, in anni in cui non era ancora stato riconosciuto come un maestro della prosa italiana. “Il caso Schirmer” apparve per la prima volta nel 1953.
(source: Bol.com)

La casa della vita e della morte

La storia di Asimov che apre questa antologia con un delitto perfetto, è un classico esempio di FS “poliziesca”. Il racconto che segue rientra in pieno diritto nella tradizione della FS “teratologica” (o dei mostri). Mentre il terzo è senz’altro classificabile come FS “di spionaggio”. Ma a che specie di FS appartiene la pazzesca storia di Zelazny che chiude il volume? Forse qualche lettore esperto di egittologia riuscirà a decifrarne i geroglifici interpretando per esempio in chiave di FS “sociologica” il rapporto tra il dio Osiride e l’uomo che chiede una sigaretta dopo essersi cosparso di liquido infiammabile. Secondo noi tuttavia dopo essere riusciti dagli oscuri corridoi e dalle inaudite stanze della CASA DELLA VITA E DELLA MORTE, il meglio sarà di non voltarsi indietro e di non guardare se sulla porta ci fossero etichette o targhe di sorta.
INDICE
NECROLOGIO Obituary (1959) ISAAC ASIMOV
ZANNA LUNGA Longtooth (1969) EDGAR PANGBORN
UN’OPERAZIONE DELICATA A delicate operation (1969) ROBIN SCOTT
LA CASA DELLA VITA E DELLA MORTE Creature of leight (1968) ROGER ZELAZNY
UN GIORNO DI VITA NELLA CITTA’ MORTA Survival (1969) STEVEN GUY OLIVER

La casa della moschea (Narrativa)

Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell’incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall’intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell’imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all’entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell’azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell’emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall’esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente, il romanzo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell’Iran.
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### Sinossi
Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell’incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall’intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell’imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all’entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell’azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell’emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall’esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente, il romanzo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell’Iran.

La casa degli spiriti

“Ci sono molti bambini che hanno sogni divinatori, ma queste cose passano quando perdono l’innocenza”
Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo. Un grande affresco che, per fascino ed emozione, può essere paragonato, nell’ambito della narrativa sudamericana, soltanto a Cent’anni di solitudine di García Márquez. L’amore, la magia, il mistero, i sogni si mescolano alle violenze e agli orrori della guerra cilena che portò all’ascesa di Pinochet. Alle Tre Marie, splendida tenuta di proprietà di Esteban Trueba, si intrecciano le passioni dei diversi protagonisti: Clara, la moglie del proprietario, trascorre un’esistenza avvolta nei ricordi; Férula, sorella di Esteban, dedica la sua vita agli altri; Blanca è innamorata di un servo del padre, Pedro, che avrà parte nella guerriglia della rivoluzione; Alba, la nipote, dovrà invece affrontare la dittatura mentre Esteban scoprirà, proprio a causa dei tragici eventi politici del suo paese, di amare innanzitutto la sua famiglia.
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### Sinossi
“Ci sono molti bambini che hanno sogni divinatori, ma queste cose passano quando perdono l’innocenza”
Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo. Un grande affresco che, per fascino ed emozione, può essere paragonato, nell’ambito della narrativa sudamericana, soltanto a Cent’anni di solitudine di García Márquez. L’amore, la magia, il mistero, i sogni si mescolano alle violenze e agli orrori della guerra cilena che portò all’ascesa di Pinochet. Alle Tre Marie, splendida tenuta di proprietà di Esteban Trueba, si intrecciano le passioni dei diversi protagonisti: Clara, la moglie del proprietario, trascorre un’esistenza avvolta nei ricordi; Férula, sorella di Esteban, dedica la sua vita agli altri; Blanca è innamorata di un servo del padre, Pedro, che avrà parte nella guerriglia della rivoluzione; Alba, la nipote, dovrà invece affrontare la dittatura mentre Esteban scoprirà, proprio a causa dei tragici eventi politici del suo paese, di amare innanzitutto la sua famiglia.

La carrozza stregata

Fino al giorno del suo dodicesimo compleanno, nulla aveva turbato la vita di Sadie.
All’improvviso tutto cambia: una notte viene svegliata da un misterioso tintinnio di campanelli e un profumo dolce e intenso pervade la sua stanza…
Da quella notte il fantasma di una donna, che le somiglia incredibilmente, le appare sempre più di frequente…

Il carrettiere della Provvidenza

«"Che diavolo ci faceva quella donna in un posto simile?".«In una stalla, con gli orecchini di perle, il braccialetto firmato, le scarpe di camoscio bianco! «Doveva essere arrivata ancora viva, visto che il delitto era stato commesso dopo le dieci di sera. «Ma in che modo? E perché? E nessuno aveva sentito nulla! Lei non aveva gridato, e i cavallanti non si erano neppure svegliati… «Se non fosse stato per quella frusta che non si trovava, probabilmente sarebbero passati anche quindici giorni o un mese prima che qualcuno scoprisse il cadavere, per caso, nel rivoltare la paglia! «E altri cavallanti sarebbero venuti a russare accanto a quel corpo di donna!».

l carrettiere della "Provvidenza" (titolo originale francese Le charretier de "La Providence", pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli Maigret si commuove e Il cavallante della "Providence") è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret. È il secondo romanzo dedicato alle inchieste del celebre commissario.

Carabinieri per la democrazia

Carabinieri per la democrazia by AA.VV.
«Molti anni dovranno ancora trascorrere, prima che si possa considerare chiusa definitivamente la lunga stagione del terrorismo italiano» scrive Paolo Mieli nella prefazione a questo volume.
Una stagione cruenta, gli «anni di piombo», durante la quale l’Arma dei carabinieri ha pagato un tributo di sangue altissimo. Sotto i proiettili dei terroristi di destra e di sinistra, che miravano a sovvertire a colpi di mitra quello Stato che da sempre gli uomini con gli alamari rappresentano, sono caduti in trentasei: investigatori di esperienza, scelti per la loro azione efficace e coraggiosa, e semplici carabinieri colpiti a caso, per il solo fatto di indossare un’uniforme, tutte vittime sacrificali della violenza cieca, senza pietà né appello, che tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta ha seminato odio, avvelenando il clima sociale nel nostro Paese.
In questa antologia, che raccoglie i contributi di Giovanni Bianconi, Piero Colaprico, Andrea Galli, Carlo Lucarelli, Massimo Lugli, Roberto Riccardi, Valerio Varesi, vengono ripercorse le storie di ognuno di loro, e insieme delle diverse fasi del terrorismo politico in Italia: dalle bombe ai tralicci in Alto Adige già negli anni Sessanta alla strage di Peteano nel 1972 a firma di Ordine nuovo, dalle spietate azioni di fuoco delle Brigate rosse, che arrivarono a rapire e assassinare Aldo Moro uccidendo tutti gli uomini della scorta, a quelle firmate da Prima linea e da altri gruppi della sinistra eversiva, passando per la violenza di segno opposto dei Nuclei armati rivoluzionari.
Ma soprattutto viene data voce a mogli, figli, fratelli che videro un giorno le proprie famiglie spezzarsi e i propri cari – come scrive il comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette nell’introduzione – «diventare eroi di una guerra che non avevano dichiarato».

Cara Ijeawele

Cosa significa essere femminista oggi? Per prima cosa reclamare la propria importanza, di individuo e di donna insieme; reclamare il diritto all’uguaglianza senza se e senza ma. E cosa significa essere una madre femminista? Non smettere di essere una donna, una professionista, una persona, e condividere alla pari la responsabilità con il proprio compagno. Mostrare a una figlia le trappole tese da chi la vuole ingabbiare per mezzo della violenza, fisica o psicologica, in un ruolo predefinito, e spiegarle che quel ruolo non ha nessun valore reale e che potrà scegliere di essere ciò che vorrà. Farle capire che la sua dignità non dipende dallo sguardo e dal giudizio degli altri e che la sua realizzazione non dipenderà dal compiacere quello sguardo. E significa soprattutto insegnarle che l’amore è la cosa più importante, ma che bisogna anche capire quando è il caso di battersi contro l’ingiustizia.
Adichie ha scritto un intenso pamphlet sotto forma di lettera, con uno sguardo confidenziale eppure politico. La sua voce, che sa essere intima e allo stesso tempo universale, ha saputo dare vita a un manifesto necessario in un presente in cui dobbiamo imparare a vivere la differenza per poterci ancora dire umani.
(source: Bol.com)