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Il sapore della gloria

Noboru Kuroda ha tredici anni, vive a Yokohama solo con sua madre Fusako da quando il padre è morto, cinque anni prima. È un ragazzo duro e fiero della propria insensibilità, mosso come i suoi amici dal desiderio di negare ogni senso alla vita degli adulti, e tuttavia curioso delle loro esistenze e segretamente attratto dalle loro passioni. Una sera viene come ospite a casa un ufficiale di marina, Tsukazaki Ryūji, e da questo momento si innesca un tormentato rapporto tra ladolescente, con il suo atteggiamento ambivalente, e quello che diventa lamante della madre. Ryūji capisce intanto che Fusako è la donna che può fargli abbandonare il mare per restare a terra. Noboru, da parte sua, scopre linconciliabilità tra reale e ideale, e dovrà infine rassegnarsi alla spietata volontà della sua piccola banda, animata da unintransigente volontà nichilista e per scelta crudele fino al sadismo. Mishima scandaglia con maestria il fondo oscuro dellanimo di questi ragazzi e il loro anelito a rifiutare tutto del mondo dei padri. Per costoro che si affacciano alla vita conta infatti solo la capacità di non provare compassione o emozione, e la maturazione pare non consistere in altro che nellimpassibilità davanti allesperienza del sangue e della morte.
(source: Bol.com)

Il sapore del Natale

**I proventi della vendita del *Sapore del Natale* saranno devoluti in beneficenza alla Comunità Riabilitativa Alta assistenza di Piario (Bg)**.
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Americo Rigazzi non ha un minuto da perdere. Mancano poche ore a Natale, e i tre capponi che aveva allevato per il pranzo della festa sono spariti. Rubati. Lui sa da chi, e sospetta anche dove il malfattore li tenga. Se i carabinieri si spicciassero, farebbe in tempo a recuperarli, perché altrimenti va a finire che se li mangia qualcun altro e addio. Per questo è lì, in caserma, a chiedere che gli diano retta. Sua moglie non è tipo da sentire ragioni: a Natale, in tavola, ci vogliono i capponi. Punto. Ma le cose non vanno lisce come il Rigazzi vorrebbe. Non è che uno può pretendere di dare ordini ai carabinieri. E poi è Natale anche in caserma, o no?
Con l’abilità nel tratteggiare storie e personaggi che restano nel cuore dei lettori, **Andrea Vitali allieta il nostro Natale con un racconto che condisce di sana ironia la festa dei buoni sentimenti**. L’arguzia spesso è più efficace del rigore della legge, e un buon stratagemma distribuisce a ciascuno il suo, senza tanti orpelli. Perché il sapore del Natale non è uguale per tutti, e non è detto che sia quello che ognuno si aspetta.
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### Sinossi
**I proventi della vendita del *Sapore del Natale* saranno devoluti in beneficenza alla Comunità Riabilitativa Alta assistenza di Piario (Bg)**.
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Americo Rigazzi non ha un minuto da perdere. Mancano poche ore a Natale, e i tre capponi che aveva allevato per il pranzo della festa sono spariti. Rubati. Lui sa da chi, e sospetta anche dove il malfattore li tenga. Se i carabinieri si spicciassero, farebbe in tempo a recuperarli, perché altrimenti va a finire che se li mangia qualcun altro e addio. Per questo è lì, in caserma, a chiedere che gli diano retta. Sua moglie non è tipo da sentire ragioni: a Natale, in tavola, ci vogliono i capponi. Punto. Ma le cose non vanno lisce come il Rigazzi vorrebbe. Non è che uno può pretendere di dare ordini ai carabinieri. E poi è Natale anche in caserma, o no?
Con l’abilità nel tratteggiare storie e personaggi che restano nel cuore dei lettori, **Andrea Vitali allieta il nostro Natale con un racconto che condisce di sana ironia la festa dei buoni sentimenti**. L’arguzia spesso è più efficace del rigore della legge, e un buon stratagemma distribuisce a ciascuno il suo, senza tanti orpelli. Perché il sapore del Natale non è uguale per tutti, e non è detto che sia quello che ognuno si aspetta.

Il sapore dei semi di mela

Bootshaven, lontano nord della Germania. L’odore di mele è intenso e pungente e avvolge la vecchia casa e il giardino. Basta quel profumo e Iris, bibliotecaria di Friburgo, di colpo torna bambina. Sono passati anni, ma tutto è rimasto come allora: la casa avvolta dal fitto fogliame, i ribes bianchi, i tappeti di non-ti-scordar-di-me sepolti dalle erbacce. Un giardino quasi incantato, dominato dal vecchio albero di melo, sotto i cui rami le donne della famiglia Lünschen hanno trovato l’amore, l’amicizia, ma anche la morte. Come Rosmarie, l’amata cugina di Iris, morta ad appena quindici anni. Una fine misteriosa, cui nessuno ha mai saputo dare una spiegazione. Ma adesso è venuto il momento di occuparsi della casa. Per farlo deve imparare a conoscere veramente le donne della sua famiglia e i segreti che custodiscono. Come Inga, venuta al mondo mentre il melo era colpito da un fulmine, che trasmette scosse elettriche ogni volta che tocca qualcuno; o Harriet, convinta che i torsoli di mela sappiano di marzapane; o Mira, l’amica di giochi di Rosmarie, che ora ha assunto in tutto e per tutto le sembianze della cugina. Stanza dopo stanza, le domande si rincorrono l’una dopo l’altra: che cosa aveva fatto veramente il nonno di Iris prima di andare in guerra? Che cosa voleva dire Rosmarie a Iris quella notte lontana, prima di arrampicarsi sul tetto del giardino d’inverno? Che rapporto c’era tra Mira e Rosmarie? C’è solo un modo per dimenticare. Ed è ricordare.

Il sapore dei baci

Marco ed Elena stanno insieme da sempre, sono la coppia fissa, quella coppia che nessuno si aspetterebbe di vedere separata. Stanno crescendo insieme e a tutti sembra che le cose tra loro vadano a gonfie vele.
Ma il sapore dei baci non mente mai e se dapprima questi erano timidi, impacciati perché carichi di emozione, ora sanno di abitudine.
Qualcosa tra loro sta cambiando, le emozioni sono sempre meno, alcuni gesti vengono dati per scontati e, lasciando tutti a bocca aperta, Marco commette il grande errore.
Il cuore di Elena è distrutto, ma lei continua ad andare avanti. Conosce David, trova un nuovo equilibrio e anche Marco sembra abbia iniziato una vita nuova. Ma alle volte l’amore ti stravolge, ti confonde e dopo anni, lui incontra di nuovo quegli occhi e riaffiorano i ricordi di sei lunghi anni.
Quel primo bacio, la loro prima volta. Quel primo amore che, si sa, non si scorda mai. I dubbi attanagliano il loro cuore. Cos’è successo? Cos’è quella passione che vibra tra i loro sguardi? Quel fuoco si era spento o solo assopito? È forse troppo tardi per tornare indietro?
***Il romanzo contiene scene di natura erotica***
Estratto
Ho viaggiato, ho vissuto con altre donne, poi sono ritornato. E ora scopro che non sono cambiato. Sono ancora quell’adolescente che ti spiava a ricreazione. Mi sento così anche ora. Ti sto spiando, ti sto desiderando come il primo giorno che ti vidi e il primo che ti persi.
Dall’autrice di:
L’uomo (im)perfetto
Solo a un passo da te
A natale non puoi fingere
Dammi un altro Natale
Inside me – Le insidie del destino
Le bugie hanno le gambe di Chiara
**
### Sinossi
Marco ed Elena stanno insieme da sempre, sono la coppia fissa, quella coppia che nessuno si aspetterebbe di vedere separata. Stanno crescendo insieme e a tutti sembra che le cose tra loro vadano a gonfie vele.
Ma il sapore dei baci non mente mai e se dapprima questi erano timidi, impacciati perché carichi di emozione, ora sanno di abitudine.
Qualcosa tra loro sta cambiando, le emozioni sono sempre meno, alcuni gesti vengono dati per scontati e, lasciando tutti a bocca aperta, Marco commette il grande errore.
Il cuore di Elena è distrutto, ma lei continua ad andare avanti. Conosce David, trova un nuovo equilibrio e anche Marco sembra abbia iniziato una vita nuova. Ma alle volte l’amore ti stravolge, ti confonde e dopo anni, lui incontra di nuovo quegli occhi e riaffiorano i ricordi di sei lunghi anni.
Quel primo bacio, la loro prima volta. Quel primo amore che, si sa, non si scorda mai. I dubbi attanagliano il loro cuore. Cos’è successo? Cos’è quella passione che vibra tra i loro sguardi? Quel fuoco si era spento o solo assopito? È forse troppo tardi per tornare indietro?
***Il romanzo contiene scene di natura erotica***
Estratto
Ho viaggiato, ho vissuto con altre donne, poi sono ritornato. E ora scopro che non sono cambiato. Sono ancora quell’adolescente che ti spiava a ricreazione. Mi sento così anche ora. Ti sto spiando, ti sto desiderando come il primo giorno che ti vidi e il primo che ti persi.
Dall’autrice di:
L’uomo (im)perfetto
Solo a un passo da te
A natale non puoi fingere
Dammi un altro Natale
Inside me – Le insidie del destino
Le bugie hanno le gambe di Chiara

Sapevo tutto di lei

Emily, giovane avvocato penalista, lascia la sua città per allontanarsi dall’ex marito e da un maniaco che la perseguita. Rileva una vecchia proprietà di famiglia in una cittadina del New Jersey, ma quando decide di ristrutturarla trova nel terreno qualcosa che giace lì da un secolo e qualcos’altro più recente ma altrettanto sconvolgente. Intanto un pericoloso assassino, nascosto in città, sembra essere a conoscenza di quegli eventi avvenuti centodieci anni prima. Emily viene così risucchiata in un’indagine che la renderà bersaglio dell’ossessione malata di qualcuno con un macabro progetto.
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Il sangue non mente

Ben Dafoe lavora in un pronto soccorso ed è consulente della polizia di Seattle. Viene chiamato sulla scena di un delitto per il riconoscimento di una vittima, e scopre che è Emily Kenmore, la sua ex fidanzata, l’ennesima persona che ha amato e che è caduta nella rete della droga. Anche suo fratello gemello, Aaron, tossicodipendente, è scomparso due anni prima. Ma le analisi sul sangue rinvenuto nell’appartamento della donna indicano proprio Ben come unico indiziato: il test del DNA lo inchioda. Nel tentativo di trovare il vero colpevole, Defoe assume una falsa identità e si dà a una disperata fuga dalla polizia, aiutato da suo cugino Kyle, ex socio di Aaron nel traffico di droga, e dall’affascinante collega Alex Lindquist. Ma c’è qualcun altro deciso a ostacolare la sua ricerca a ogni costo, e la verità si nasconde molto più vicino di quanto lui non immagini.

Sangue di yogurt

Quattro storie di emarginati orgogliosi. Orgogliosi di essere emarginati. In una città francese politicamente corrotta, due giornalisti politicamente scorretti si ritrovano come pesci fuor d’acqua. Ma il serial killer delle “Miss Yogurt” non è l’unico squalo della fauna locale. Nell’America degli anni Cinquanta il maccartismo perseguita i paperi. Ma un eroico manipolo di pennuti si riunisce nel DDTeam, per riparare i torti, difendere i deboli e dare ai paperi quel che è dei paperi. Nella Milano non più “da bere” degli anni Novanta, una ragazza in cerca di successo affronta il mondo grottesco della TV portando in borsetta un riccio di nome Fred. Nella vita bisogna essere pungenti. In una cittadina finora tranquilla, il dottor Totem, psicanalista, indaga sull’uomo che trent’anni prima bruciava i bambini e che ora è tornato per bruciare i trentenni. I bambini li portano le cicogne… E chi porta le cicogne? Andrea G. Pinketts non balla coi lupi, non sussurra ai cavalli, ma va all’arrembaggio come le tigri di Mompracem.
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### Sinossi
Quattro storie di emarginati orgogliosi. Orgogliosi di essere emarginati. In una città francese politicamente corrotta, due giornalisti politicamente scorretti si ritrovano come pesci fuor d’acqua. Ma il serial killer delle “Miss Yogurt” non è l’unico squalo della fauna locale. Nell’America degli anni Cinquanta il maccartismo perseguita i paperi. Ma un eroico manipolo di pennuti si riunisce nel DDTeam, per riparare i torti, difendere i deboli e dare ai paperi quel che è dei paperi. Nella Milano non più “da bere” degli anni Novanta, una ragazza in cerca di successo affronta il mondo grottesco della TV portando in borsetta un riccio di nome Fred. Nella vita bisogna essere pungenti. In una cittadina finora tranquilla, il dottor Totem, psicanalista, indaga sull’uomo che trent’anni prima bruciava i bambini e che ora è tornato per bruciare i trentenni. I bambini li portano le cicogne… E chi porta le cicogne? Andrea G. Pinketts non balla coi lupi, non sussurra ai cavalli, ma va all’arrembaggio come le tigri di Mompracem.

Il sangue dei vinti

Con questo libro Pansa squarcia il velo di silenzio su pagine di storia assai poco indagate: la resa dei conti imposta ai fascisti sconfitti, un tema proibito per gran parte della storiografia dei vincitori. Aiutato da una vastissima documentazione, l’autore ricostruisce nei dettagli gli eccidi e gli omicidi compiuti per punizione, vendetta, fanatismo politico e odio di classe di migliaia di italiani che avevano scelto di combattere l’ultima battaglia di Mussolini. Un bagno di sangue compiuto nell’Italia del nord, dal 25 aprile 1945 alla fine del 1946. Un racconto terribile e spietato: per molti la morte arriva dopo una via crucis di umiliazioni, violenze, torture e stupri. E si incrocia con l’eliminazione preventiva di quanti avrebbero potuto opporsi alla vittoria del comunismo in Italia: i borghesi ricchi, gli agrari, i preti, i democristiani. Il lettore vi troverà le storie di tantissimi italiani incappati nella sorte che sempre tocca agli sconfitti: dai gerarchi del fascismo a una folla di donne e uomini qualunque. Le loro figure riemergono da queste pagine come fantasmi ancora in attesa di una dignitosa sepoltura. Pansa squarcia la cortina di silenzio sull’altra faccia della guerra che divise in due l’Italia. E ci offre una nuova testimonianza della sua onestà di narratore, capace di osservare con sguardo limpido le vicende e le figure più controverse.

(source: Bol.com)

Il sangue degli innocenti

Sóc espia i tinc por…
Així comença la crònica que el segle XIII va escriure un monjo, fra Julià, sobre els conflictes que es van desencadenar a la fortalesa de Montsegur (França) i el sagnant final de la creuada contra els càtars. Passats uns segles, el 1939, un medievalista agnòstic, per trobar la seva esposa, d’origen jueu, emprèn un viatge perillós pel Berlín nazi. En l’actualitat, un grup de musulmans radicals s’immolen a Frankfurt i deixen un missatge críptic que posa en estat d’alerta el Centre Antiterrorista de la Unió Europea. Els seus agents, ajudats pels serveis secrets del Vaticà, intentaran desvetllar un enigma que uneix la intolerància de la Inquisició, el feixisme i l’integrisme islàmic en una sola frase: «Algun dia algú venjarà la sang dels innocents». Un musulmà captat per una cèl·lula terrorista, un jesuïta expert en heretgies, un comte francès obsessionat per una herència familiar dramàtica, un home misteriós -El Facilitador- que des de l’ombra mou els fils del poder i una jove intrèpida dels serveis antiterroristes protagonitzen aquest apassionant llibre de venjança i traïció, amb el violent conflicte entre Orient i Occident com a telóde fons.

Il sangue degli elfi

Il regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d’assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l’intera famiglia reale. La principessa Ciri è l’unica che riesce a fuggire ma, all’improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato… Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un’estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per EllandAer, dove una maga le insegnerà a controllare quell’immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos…

Sangue caldo

La vita di un negro vale meno di un soldo. È la legge. E un negro che si ribella e, per di più, pretende di fare l’investigatore privato si butta a occhi chiusi verso la camera della morte. Questo è quanto capita a Touie Moore in un romanzo che per molti aspetti ricorda un famoso e bellissimo libro di Wright, Ragazzo negro. Qui la letteratura sembra sposare il « giallo » in una formula felice: New York e il Sud, bianchi e negri nella loro vita quotidiana; le ragazze negre dalle forme eccitanti e i bianchi prepotenti; una grande organizzazione pubblicitario-televisiva, una ragazza equivoca che fuma la pipa in pubblico, una « trovata » per reclamizzare un prodotto, e due uomini la cui pelle vale meno di uno solo dei prodotti da reclamizzare. Seguendo la giornata squallida e dura di Touie che fa l’investigatore privato, arriveremo alle pagine calde, nelle quali il sangue sembra salire alla testa dei protagonisti. Un giallo « vero » che ha vinto il Premio Edgar Allan Poe nel 1957.

San Francisco-Milano. Un italiano nell’altra America

“Questi dieci anni, dal mio trasloco Milano-San Francisco, nello specchietto retrovisore mi appaiono come un periodo di inaudita decelerazione dei cambiamenti. Hanno ‘concentrato’ due o tre ère geologiche, in una compressione del tempo. Sono arrivato a San Francisco quando sembrava che chiunque avesse un’idea legata a Internet potesse diventare milionario (se non miliardario) nel giro di chi mesi, qualche anno al massimo. L’Alitalia aveva inaugurato un volo diretto da Malpensa, ed era sempre pieno: per il pellegrinaggio di imprenditori italiani alla Mecca dell’innovazione tecnologica, la Silicon Valley. Poi arrivò il crac, il Nasdaq precipitò. Poi l’11 settembre, la mini-recessione successiva, poi la supercrisi del 2008. Ma invece di fermarsi per botte ricevute, la Silicon Valley continuò a partorire nuove idee, nuovi protagonisti della modernità. La rapidità con cui si bruciavano i miti e se ne creavano altri, è diventata ancora più vertiginosa”. Federico Rampini racconta l’America con gli occhi dell’esploratore, misurando le differenze tra l’estremo Occidente e l’angolo di Vecchio mondo da cui proviene. Dalla grande politica ai piccoli gesti della vita quotidiana, questo libro è un itinerario culturale insolito, un diario intimo e un’appassionata dichiarazione d’amore per una città. Ma è anche una speciale guida turistica per il viaggiatore curioso che ha voglia di scoprire la West Coast andando oltre le apparenze.

Samaritan

Un pezzo d’uomo alto due metri, addominali da paura, occhi di un verde lussurioso e selvaggio, Samaritan è appena arrivato su un aereo bimotore dall’Amazzonia direttamente al cuore della famiglia Saxton. Porta con sé un dolore da dimenticare, una maledizione con cui convivere e una vendetta da compiere. Quando Linda Tanner, vita grigia animata solo a sprazzi da un dispettoso diavolo personale, affronterà il pilota dalla pelle color miele non avrà altra possibilità: dovrà fare appello a una ostinata, vincente e disperata voglia di vivere.
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### Sinossi
Un pezzo d’uomo alto due metri, addominali da paura, occhi di un verde lussurioso e selvaggio, Samaritan è appena arrivato su un aereo bimotore dall’Amazzonia direttamente al cuore della famiglia Saxton. Porta con sé un dolore da dimenticare, una maledizione con cui convivere e una vendetta da compiere. Quando Linda Tanner, vita grigia animata solo a sprazzi da un dispettoso diavolo personale, affronterà il pilota dalla pelle color miele non avrà altra possibilità: dovrà fare appello a una ostinata, vincente e disperata voglia di vivere.

Salvarsi

Gli ebrei sfuggiti alla Shoah in Italia furono piú dell’ottantuno per cento. Questo volume presenta i risultati del progetto ‘Memoria della salvezza’ del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), volto a riflettere su come essi abbiano potuto salvarsi malgrado le ricerche, gli arresti, le deportazioni, da parte delle autorità fasciste e naziste. Al contrario di quanto già descritto da Liliana Picciotto ne Il libro della memoria e in altri studi, si parla qui dunque del ‘rovescio della medaglia’. Nessuno in precedenza si era posto, in modo sistematico e scientifico, la domanda su chi fossero i salvi e come mai si fossero salvati. Si toccano qui temi quali: che cosa sapevano gli ebrei in Italia della Shoah che infuriava già nell’Europa nazista? E che cosa ne sapeva la gente comune? Qual era il rischio per un normale cittadino che desse soccorso agli ebrei? Può questo soccorso definirsi come resistenza civile? C’era differenza tra il soccorso agli ebrei e quello ad altre parti sociali ugualmente bisognose di passare nella clandestinità: renitenti alla leva, soldati dell’esercito alleato evasi, antifascisti? Come il fatto di essere perseguitati per famiglie intere ha influito sulla scelta delle modalità di cercare salvezza?
Questo volume presenta i risultati di nove anni di ricerca del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), generosamente sostenuta dalla Viterbi Family Foundation, sul modo in cui un’alta percentuale di cittadini ebrei, sia italiani che stranieri, abbia potuto salvarsi in Italia negli anni 1943-1945. La spiegazione sta in una molteplicità di fattori: la buona integrazione degli ebrei nella società, la generosità di molti, le infinite modalità che quegli ebrei hanno saputo mettere in campo per evitare a se stessi e alle proprie famiglie l’arresto e la deportazione. Quest’opera è anche un omaggio a quei capifamiglia di allora che seppero usare preveggenza, coraggio e capacità di affrontare uno stato di emergenza permanente. Le domande cui il progetto del CDEC ha voluto dare risposta riguardano le circostanze esterne obiettive che hanno giocato in favore della salvezza: il caso, il periodo temporale, la geografia, il contesto sociale, la cerchia amicale, trovarsi in città o in campagna, avere certi legami professionali, avere conoscenze nel mondo ecclesiastico, disporre di denaro e altro. Oltre a una approfondita ricostruzione storiografica, l’ultima parte del volume è dedicata a testimoni diretti che raccontano in prima persona le loro vicende. Sono stati scelti episodi paradigmatici di soccorso ricevuto da cittadini laici o da religiosi e episodi dove, autonomamente, cittadini ebrei trovarono il modo per salvarsi.
(source: Bol.com)

Salvare Mozart

Questa è la storia di un attentato musicale. Estate 1940, l’Austria è già territorio tedesco. E mentre la Storia affila i coltelli, Otto J. Steiner trascorre i suoi giorni in un sanatorio di Salisburgo. Austriaco, ebreo (un po’), completamente solo, ha un unico amore, la musica. La tubercolosi lo divora, la malattia lo umilia, le privazioni lo costringono ai margini del mondo. Un mondo dissonante per il suo orecchio da melomane, una mancanza di gusto imperdonabile per quest’anima libera, testimone privilegiata e involontaria di una certa visione dell’uomo ormai in disfacimento. Tutto sembra perduto quando un evento inatteso porterà Otto a un passo dal cambiare i destini del secolo. E se l’unico da salvare fosse Mozart? Con umorismo raggelante, puntigliosa ferocia e una gravità non priva di malizia, Raphael Jerusalmy firma un primo romanzo crudelmente sovversivo.

La Salute dalla Farmacia del Signore

Maria Treben si è conquistata un posto d’onore come una delle più importanti antesignane della scienza delle erbe medicinali. Da molti venerata alla stregua di una “santa”, Maria Treben si è occupata per tutta la sua vita di erbe curative, cercando inoltre di trasmettere la sua grande esperienza al maggior numero possibile di persone. Con il trascorrere degli anni non è mai diminuita la popolarità di Maria Treben e delle sue opere, anzi, grazie a una maggiore attenzione alla medicina alternativa, i suoi libri vivono oggi una nuova e invariata attualità. Nella “Salute della Farmacia del Signore”, considerato il più importante dei suoi libri, sono descritte in maniera dettagliata ben 31 erbe mediche con le modalità di preparazione e il loro utilizzo come infusi, tinture e poltiglie per applicazioni, succhi e bagni.