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Perry mason e le bugie dalle gambe lunghe

Signori, entra la Corte. Un «giallo» di Gardner è – come sempre – più di un romanzo poliziesco: è un «caso» umano realistico; è un’indagine poliziesca appassionante; è un dibattito giudiziario rigoroso, un processo autentico, con gli elementi spettacolari delle Aule Giudiziarie: colpi di scena, duello Accusa-Difesa, situazioni paradossali e perfino divertenti, fra le tante sfumature drammatiche. Insomma, un romanzo di Gardner è un «giallo» completo. Il «caso» di questa settimana verte intorno a una causa che il povero Perry Mason sembra destinato a perdere, glielo dice persino il suo detective Paul Drake, ma è proprio perché è una delle sue più dure e difficili, che il nostro «avvocato del diavolo» ce la mette tutta, per sostituire, all’imputata sua cliente, il vero colpevole di un inesplicabile omicidio. Un groviglio di donne, che spariscono e ricompaiono, un vero groviglio di vipere, è quello dove Perry infila la mano rischiando di farsi mordere. Ma come sempre (altrimenti non ne farebbe un romanzo) toglie, «in extremis», il veleno alla serpe e sottrae un innocente alla condanna a morte.

Perry Mason e la reginetta spodestata

La cliente che si presenta inattesa nello studio di Perry Mason è una donna bellissima – ha persino vinto un concorso di bellezza – dal portamento quasi regale, altera ed enigmatica.
Vorrebbe ad ogni costo l’aiuto dell’avvocato, ma senza collaborare con lui, senza dirgli nulla, senza spiegargli le ragioni della sua richiesta. E quando si decide a raccontargli qualcosa, mente a tutto spiano. Finché, alle vivaci proteste di Mason, decide bruscamente di fare a meno del suo intervento e lo «licenzia» sui due piedi. Ma ormai l’atteggiamento della strana cliente ha stuzzicato la curiosità e lo spirito d’avventura dell’avvocato, il quale decide di continuare l’impresa, da solo e a proprie spese, considerandola «una piacevole vacanza». Non valgono a dissuaderlo né i prudenti consigli della fedele segretaria Della Street né i timori e gli avvertimenti dell’amico e investigatore Paul Drake.
Perry Mason si butta a capofitto, e quando si trova nelle peste e vorrebbe tornare indietro, si accorge che è troppo tardi.
Ormai deve continuare a lottare se non vuole soccombere.
Intanto la cliente, che ha cambiato idea, torna da lui a chiedergli aiuto, a raccontargli altre bugie, a procurargli nuovi guai… La faccenda finisce in tribunale e sulla donna grava un’accusa di omicidio. Tutte le prove sono contro di lei e la situazione è disperata. Ma l’acume di Mason e un imprevisto colpo di scena riportano il sereno dopo tanta burrasca.

Perry Mason e la modella altruista

Il quadro è un capolavoro d’arte moderna. Ma è poi autentico? Tre periti ci scommettono la loro reputazione, ma Collin Durant sostiene che è un falso grossolano. La testimone alla quale Durant ha fatto la sua dichiarazione rilascia a Perry Mason una deposizione giurata. La faccenda è grave. Ne va dell’onore di varie persone. E Otto Olney, il ricchissimo proprietario del quadro, inizia un’azione legale. Ma all’improvviso, la testimone scompare. Simultaneamente appare un cadavere, un cadavere molto ingombrante. Così, Perry Mason che, una volta tanto, si dirigeva lemme lemme verso il palazzo di giustizia, per discutere una semplice querela per diffamazione, si ritroverà invece in aula con la sua nuova cliente sulla quale pesa un’imputazione d’assassinio di primo grado…

Perry Mason e il testimone aggressivo

Gli azionisti di una grossa società industriale lottano per impadronirsi della maggioranza delle azioni. La lotta, da una schermaglia finanziaria corretta, degenera, fino a scatenare la mano di un assassino. In questo delicato ginepraio vengono a trovarsi di fronte – accaniti come nemici personali – ancora una volta l’Avvocato del Diavolo e il Procuratore Distrettuale Hamilton Burger. Come in una gara a chi riesce ad arrivare primo, i due uomini di legge tendono ad accaparrarsi il maggior numero di testimoni, di esperti, di prove. Il primo, convinto che la sua cliente non ha ucciso l’industriale Casselman, ha dalla sua soltanto il simpatico Paul Drake, mentre Hamilton Burger può valersi del più efficiente aiuto della polizia. Chi la spunterà? Facile dirlo: come sempre, Perry Mason. Ma non sarà agevole come in altri “casi”. Poiché l’assassino può contare anche sull’involontaria complicità del Tribunale. Un «Perry Mason» tra i migliori.

Perry Mason e il grido nella notte (Il Giallo Mondadori)

Perry Mason ha una regola: niente casi che contemplino rapporti coniugali. Non lo interessano le cause di divorzio. Ma il suo nuovo incarico promette di essere più unico che raro. Una donna lo ingaggia perché interroghi il marito su una strana storia. L’uomo ha offerto un passaggio a una ragazza incontrata di notte lungo una strada; le avevano rubato l’auto e la borsetta con i documenti, e tuttavia lei non voleva chiamare la polizia. Eccedendo forse in altruismo più che in prudenza, lui le ha preso una stanza in un motel, dopodiché non ne ha saputo più nulla. Un’avventura davvero inconsueta che potrebbe riservare brutte sorprese, soprattutto se connessa all’omicidio di un medico, aggredito quella stessa notte da una ragazza che corrisponderebbe alla descrizione. È solo il primo atto di un’oscura vicenda di adozioni illegali e trafficanti di bambini. Un abisso di infamie che l’avvocato del diavolo si prepara a scoperchiare.
**ALL’INTERNO**, il racconto ”La vendetta del Lamassu” di Allegra Iafrate, secondo classificato alla nona edizione del concorso Carabinieri in Giallo.
(source: Bol.com)

Perle ai porci

Settembre, il giorno della prima campanella. Il professor Perboni prende servizio come docente di Lingua e letteratura inglese all’Istituto tecnico De Bernardi nel corso C. Il più ostico, a detta della vicepreside. Un corso come tutti gli altri, è convinto Perboni, lui che — con svariati anni di insegnamento alle spalle, prima da precario, poi di ruolo — conosce bene gli studenti italiani di oggi. Una generazione scoraggiante, irrecuperabile, bovinamente supina. Ragazzi che, in cima alla scala delle proprie aspirazioni, pongono quella di partecipare ad Amici e, al secondo posto, “almeno conoscere qualcuno che abbia partecipato ad Amici”. Adolescenti viziati da genitori disposti a procurare certificati medici fasulli che consentano di uscire dall’aula per andare in bagno ogni dieci minuti, e pronti a denunciare l’insegnante al primo brutto voto (non importa se meritato). Allievi ormai resi incontrollabili da docenti sempre più demotivati, confusi — troppo entusiasti o troppo negligenti — e fiaccati da uno stipendio ridicolo e da obblighi burocratici assurdi e contraddittori. Ma Perboni non teme più nulla perché ha messo a punto il suo personale metodo da carogna… Nato da un blog di “appunti disorganizzati per trovare ancora un senso nella scuola”, questo romanzo è il diario di un anno scritto da un insegnante appassionato che ormai nelle vene ha veleno. Leggerlo, insieme, avvilisce e fa sbellicare dalle risate. Perché, raccontando interrogazioni da purga staliniana, inquietanti consigli docenti e surreali colloqui con i genitori, mostra un quadro — ahinoi realistico — che dovrebbe far piangere ma diventa irresistibilmente comico. (source: Bol.com)

La Perla Sanguinosa

Palicur, abile pescatore di perle, uccide un settario per liberare l’amata Juga, rapita da una potente setta religiosa. Finira deportato a Port Cornwallis, bagno penale, tristemente famoso, delle isole Andamane. L’unica possibilita per riavere Juga e il recupero della famosa e venerata “Perla Sanguinosa,” una perla rossa di straordinarie dimensioni, trafugata dalla statua di Siddharta Gautama, sulla quale si trovava e finita, dopo molte vicissitudini, tra i fondali perliferi dei banchi di Manaar.”
(source: Bol.com)

Il periplo di Baldassarre

1665. Baldassarre, raffinato libraio di origine genovese trasferitosi in terra musulmana, riceve in dono da un vecchio misterioso mendicante un antico manoscritto intitolato “Il centesimo nome”. Questo preziosissimo libro conterrebbe, secondo le teorie millenariste, verità definitive sul nome di Dio e annuncerebbe un’imminente Apocalisse per il 1666, l’anno della “Bestia”. Ma il testo gli viene sottratto. Inizia così un lungo e avventuroso viaggio che conduce il protagonista, accompagnato da due nipoti e da una donna di cui si è invaghito, lungo l’intera costa nordafricana, e poi ancora a Lisbona, Amsterdam, Londra, per approdare infine nella città natale, Genova.

I pericoli di Hellquad – Urania N’ 991 1985

Hellquad: un sistema solare sull’orlo del nulla, composto di quattro pianeti uno più infame dell’altro. Hellquad: la chiavica dell’universo. Hellquad: la nuova destinazione di John W. Sand, soldato di ventura… “Ma quanto mi date se accetto il vostro dannato incarico?” chiede Sand. “200.000 superdollari?” propone il dirigente della Soldati di Ventura S.p.A. “Volete scherzare? – dice Sand. – Sono posti terribili.” “Non poi così brutti, via!” dice mellifluo l’altro. “Peggiori!” replica Sand. Ma tutto è relativo, per cui: a) i due finiscono per mettersi d’accordo sulla cifra di 300.000 superdollari; b) il lettore, in aggiunta al romanzo, troverà un lungo e chiarissimo, esauriente, illuminante saggio di Isaac Asimov sulla Relatività Generale di Einstein.

Pericle. La democrazia ateniese alla prova di un grand’uomo

«Personaggio familiare dei libri di scuola e delle opere dedicate alla Grecia antica, Pericle ha il raro privilegio d’incarnare da solo un “secolo intero”, condensando intorno al suo nome l’apogeo di Atene e il fiorire della prima democrazia della storia. Rivelato da un busto di epoca romana, il suo volto impenetrabile sembra costituire una sfida lanciata allo storico. Come interpretare questa statua levigata, priva della minima asperità? Come proporre un nuovo sguardo su un soggetto già studiato cosi tante volte? Accingersi all’analisi di questo monumento della storia comporta chiaramente il rischio di perdersi nell’oceano di una storiografia pletorica senza mai raggiungere un porto sicuro… Se Pericle ha indubbiamente pesato sulle decisioni collettive della città, inversamente la vita del grand’uomo rivela in filigrana l’influenza del ‘demos’ ateniese sui suoi dirigenti. Anche solo per esercitare il minimo potere, il grand’uomo doveva tener conto delle aspettative popolari, e in tal senso armonizzare, allineare e adattare il proprio comportamento. E proprio la complessa interazione tra il popolo e i suoi capi ciò che merita di venir posto al centro dell’indagine. Un progetto incentrato su Pericle dovrà quindi muoversi su uno stretto crinale: guardarsi dall’idealizzare Atene, senza per altro negare la rottura prodotta dall’invenzione della democrazia; evitare se possibile i paralleli ingannevoli senza rinunciare a lasciar affiorare alcuni anacronismi ben controllati, poiché la storia, anche quella di marca positivista, è sempre alimentata dai dibattiti di oggi; infine, non cedere né all’illusione del grand’uomo, né a quella dell’onnipotenza delle masse, per indagare piuttosto la tensione produttiva sussistente tra lo stratega e la comunità ateniese. È soltanto in vista di questa triplice condizione che si può sperare di accordare tutto il loro spessore storico a Pericle e alla città, sottolineando i profondi divari e le poche analogie con la vita democratica contemporanea.»
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Le perfezioni provvisorie

Le giornate di Guido Guerrieri trascorrono in equilibrio instabile fra il suo lavoro di avvocato – un nuovo elegante studio, nuovi collaboratori, una carriera di successo – e la solitudine venata di malinconia delle sue ore private. Antidoti a questa malinconia: il consueto senso dell’umorismo, la musica, i libri e le surreali conversazioni con il sacco da boxe, nel soggiorno di casa.
Tutto inizia quando un collega gli propone un incarico insolito: cercare gli elementi per dare nuovo impulso a un’inchiesta di cui la procura si accinge a chiedere l’archiviazione. Manuela, studentessa universitaria a Roma, figlia di una Bari opulenta, è scomparsa in una stazione ferroviaria, inghiottita nel nulla dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Inizialmente Guerrieri esita ad accettare l’incarico, più adatto a un detective che a un legale. Poi, scettico e curioso a un tempo, inizia a studiare le carte e a incontrare i personaggi coinvolti nell’inchiesta. Tra questi, la migliore amica di Manuela, Caterina. Una ragazza dei suoi tempi giovane, bella, immediata al limite della sfrontatezza. L’avvocato, diviso fra imbarazzo e attrazione, si lascia accompagnare da lei nel ricostruire il mondo segreto di Manuela e le ragioni della sua scomparsa.
In parallelo con l’indagine, nasce e si sviluppa – in lunghe conversazioni notturne e inattese confessioni – l’amicizia con Nadia, ex cliente di Guido, donna singolare e affascinante, dal passato burrascoso.
Se Caterina è la normalità inquietante e indecifrabile, Nadia, con la sua storia irregolare ma il suo animo limpido, è quasi un simbolo della possibilità di cambiare il proprio destino.
Nelle pieghe di questo contrasto l’avvocato Guerrieri percorre una ripida traiettoria attraverso la mutazione genetica dei suoi tempi e della sua Bari. Emergono verità nascoste, in un mondo apparentemente stabile e normale, in realtà insospettato e torbido, dove l’unica salvezza sembra essere nella nitida perfezione di alcuni rari, provvisori momenti di felicità.