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Volevo uccidere Johnny Fry

Nella vita di Cordell Carmel non succede mai niente. Nero, di mezza età, traduttore mediocre di testi che non legge quasi nessuno, da otto anni è il compagno di una donna che non sa neppure se ama o no. Un giorno la scopre mentre fa sesso con un amico comune, Johnny Fry, e la sua vita cambia di colpo. Il corpo della sua donna nelle mani di un bianco è un’immagine brutale, uno schiaffo che porta in sé l’urgenza della vendetta, fino all’omicidio, allo strazio dell’altro. Ma la pistola tarda a sparare. Il protagonista s’inoltra cosí nelle viscere infernali di una New York popolata di puttane splendenti come specchi, guidato da una star del sadomaso, Sisypha, che riuscirà a distruggerlo. E a farlo rinascere. Perché non ci sono piú soglie che non possano essere violate, quando ogni desiderio di morte, sottomissione o dominio è un territorio che conduce al cuore buio delle cose, al sesso estremo, ai margini piú nascosti dell’identità. Resta l’imperativo di uccidere Johnny, l’uomo che ha dato inizio a tutto questo. Ma le cose non vanno mai come si vorrebbe. «Jo era seduta sullo schienale del divano. Aveva la camicetta nera sollevata fino alle ascelle, sopra il seno, e i pantaloni neri sfilati quasi del tutto, tranne per la gamba sinistra ancora appesa alla caviglia. John Fry portava solo una maglietta di seta grigia. Era in piedi tra le sue gambe e la stuzzicava con la sua erezione. Lei lo guardava fisso negli occhi, le mani bruno ramato strette sul bianco pallore del petto e della spalla sinistra. Lui sembrava come concentrato su qualcosa dentro di sé. Forse si stava trattenendo. Forse la stava tenendo sulla corda. Continuarono quel gioco per un po’. Notai che Johnny portava un preservativo, rosso. Chissà perché quel colore mi mandò in bestia».

Volevo solo vendere la pizza

Un giornalista prova a diventare imprenditore. Segue i corsi di primo soccorso, quello anti-incendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le «lavoratrici gestanti» dei rischi che corrono – ma solo quelle «di età superiore ad anni 15». E poi c’è l’ASL con tutti i regolamenti sull’igiene e l’obbligo di installare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida, vogliono fare una statistica?). C’è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un’infinità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre finalmente l’attività: un piccolo negozio di pizza d’asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti «lavoratori» e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega: non è sfiga, è il sistema. Quello di Furini non è un trattato di economia del lavoro. È il resoconto di due anni impossibili, con tanti aneddoti spassosi. Eroica e sfortunata protagonista, una piccola società che «voleva solo vendere la pizza».

Volevo guidare il taxi

Toccante questa storia che ha come protagonista una ragazza non vedente, Elena. Il suo handicap non le impedisce di vivere con grande coraggio una sua normalità, piena di amore e affetti. Non vuole commiserazione da parte della gente, né cerca aiuto, indipendente e caparbia com’è. Ma una malattia molto grave la costringe a prendersi cura di se stessa, a mettersi in gioco, a dimostrare e dimostrarsi di che pasta è fatta, ad aprirsi agli altri e ad accettare il loro aiuto. Forte e debole allo stesso tempo; ottimista eppure profondamente scoraggiata nei momenti più duri della malattia, Elena dimostra di essere una ragazza capace di tutto. Con grinta e con l’appoggio e l’amore che la sua famiglia non le fa mancare, si lancia nella lotta più dura che la vita le abbia proposto, non rinunciando a quella felicità che tutti meritiamo.

Volare. La straordinaria vita degli uccelli

Noah Strycker, naturalista e fotografo, escursionista instancabile e scrittore scientifico, ha viaggiato per due anni attraverso decine di paesi e osservato oltre 2500 specie di uccelli. Da questa esperienza è nato “volare”, un libro in cui la passione dell’ornitologo si unisce a una capacità narrativa fuori dal comune. Ogni capitolo racconta le stupefacenti qualità intellettive degli uccelli. La gazza sa riconoscere la propria immagine riflessa in uno specchio. Le nocciolaie sono in grado di memorizzare centinaia di luoghi in cui hanno immagazzinato il cibo. I piccioni viaggiatori possiedono uno straordinario senso dell’orientamento, una bussola interna di una perfezione che ha dell’incredibile. “volare” è un inno d’amore alla meravigliosa ricchezza della natura. Una lettura per gli esperti di uccelli, e per tutti noi che ci limitiamo a guardarli con invidia mentre si librano nell’aria.
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Voglio ritrovarti (I Romanzi Oro)

Bellissima e talentuosa, Jessica Wentworth è l’attrice più in vista del momento e l’intera Londra è ai suoi piedi. Le basta un cenno e può ottenere tutto ciò che desidera. Ma dietro un’aura eterea e perfetta si nasconde in realtà Julia Hargate, con il suo inconfessabile segreto: un marito misterioso, che non ha mai visto, del quale non può far parola con nessuno e, cosa ben più grave, che non può amare. Per anni Damon, marchese di Savage, ha cercato la sconosciuta fanciulla a cui il padre lo aveva sposato quando era solo un bambino. E ora è ben sorpreso di scoprire che sua moglie è l’incantevole attrice che tutto il mondo desidera e da cui si sente irresistibilmente attratto

Voglio guardare

Celeste ha sedici anni, un corpo come molti e un segreto tutto suo. Ogni tanto, spinta da non si sa quale bisogno, scende sulla litoranea e aspetta. Quando una macchina si ferma, lei sale. Davide Heller è un avvocato penalista di successo. Vive solo in un grande appartamento, è un uomo giovane, bello, taciturno. Anche lui ha un segreto da sempre. Una mattina Davide Heller esce di casa in tenuta da jogging, con un grosso zaino sulle spalle: dentro, il cadavere di una bambina. Celeste lo segue per non mollarlo più. Di cosa è fatto l’interesse che porta Celeste a frequentare la casa di un assassino senz’altro scopo apparente che non sia quello di conoscerla, scoprirla, camminare per le sue stanze quasi visitasse il male che l’uomo ha dentro? E perché Heller permette a un’estranea che non lo denuncia, non lo ricatta, non vuole nulla, di occupare un posto nella sua vita? Che cosa spinge due esistenze doppie, ordinarie e malate, a instaurare un incomprensibile legame che le induce a cercarsi, aggredirsi e difendersi senza ragioni?
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La voglia

Jelinek, l’autrice de “La pianista”, alla quale è stato attribuito il premio Nobel per la letteratura nel 2004, svela ancora una volta la grottesca corruzione della società austriaca moderna. Il direttore di una cartiera situata in una valle alpina, adulato e rispettato in paese poiché la sua azienda dà lavoro alla maggior parte della popolazione locale, è in privato un individuo gretto, brutale, senza scrupoli, che opprime gli operai e assoggetta la moglie Gerti alla propria insaziabile lussuria. Lacerata tra il ruolo di madre e quello di oggetto sessuale, Gerti cerca invano rifugio nell’amore per uno studente, che invece la umilia con crudeltà, spingendola in un’inesorabile corsa verso la tragedia.
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La voce invisibile del vento

Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all’improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c’è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l’appartamento nel quale l’attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c’è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l’aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c’è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l’accento dell’Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa.Dopo l’incredibile successo del Profumo delle foglie di limone, un fenomeno editoriale unico, ancora nella classifica dei bestseller a un anno dall’uscita, Clara Sánchez torna con un romanzo dalla forza dirompente. La voce invisibile del vento racconta una storia di fiducia e di perdono, di colpa e di memoria individuale, di amore e di segreti, una storia che sarà impossibile dimenticare.
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### Sinossi
Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all’improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c’è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l’appartamento nel quale l’attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c’è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l’aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c’è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l’accento dell’Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa.Dopo l’incredibile successo del Profumo delle foglie di limone, un fenomeno editoriale unico, ancora nella classifica dei bestseller a un anno dall’uscita, Clara Sánchez torna con un romanzo dalla forza dirompente. La voce invisibile del vento racconta una storia di fiducia e di perdono, di colpa e di memoria individuale, di amore e di segreti, una storia che sarà impossibile dimenticare.

Una voce di notte

Tutto congiura perché Montalbano prenda atto del proprio compleanno e, bravando e brontolando, si lasci ferire dalla ruvida evidenza dei suoi cinquantotto anni. Soliloquista e monologatore, il commissario di Vigàta scivola talvolta in una dimensione immaginativa di minacciosa intensità, ma sa come governare la giostra che il mondo gli fa intorno e deludere i toni di urgenza e le intimazioni di resa. Nuovi accidenti e strani, vili crudeltà e ampie atrocità, messinscene squallide o di fastosa turpitudine, si incastrano capziosamente in un gioco di scatole cinesi irto di replicazioni. Tutto comincia con il furto degli incassi in un supermercato. Seguono a valanga, come per una reazione a catena, delitti di crescente impatto. Il medico legale, Pasquano, ha il suo da fare fra tanto aroma di sangue. È burbero come sempre, nei suoi larghi giri di indisponenza; ma è cauteloso come mai. Si fiuta aria d’intimidazione tutt’attorno. Si intuisce un disegno criminale guidato, con mano di ghiaccio e cinica impudicizia, lungo la zona d’ombra nella quale il potere politico convive e si confonde con quello del malaffare e della mafia: non senza i dimenamenti, le scorrettezze o le connivenze, più o meno attive, persino di alcune autorità preposte al rispetto della legge. Lo stesso Montalbano, che è un rigoroso supervisore di dettagli e ha esatta intuizione scenica, è indotto a una cordialità cauta con i superiori ipocriti e pelosamente prudenti.” (Salvatore Silvano Nigro)

La voce della notte

In nessun luogo si sanno raccontare storie come a Damasco, e Salim è indiscutibilmente il suo narratore più famoso. Ma una notte perde la voce a causa di un misterioso incantesimo: muto e inconsolabile, il vecchio cocchiere si rivolge ai suoi più grandi amici perché lo aiutino. Per sette notti saranno loro a narrare di maghi e principesse, del contadino che vendette la sua voce al demonio, della lontana New York, del re bugiardo e della sua collezione di menzogne… fino all’ultima, insospettabile e decisiva storia. La voce della notte è il più grande successo di Rafik Schami: in testa alle classifiche tedesche per mesi, acclamato in America e in Europa, ci introduce ai misteri di Damasco facendoci scoprire l’antica arte della narrazione e le splendide fiabe della tradizione orientale, capaci di far volare la fantasia come una rondine che torna a solcare il cielo.
(source: Bol.com)

La voce della notte

Il timido, goffo, impacciato Colin ha improvvisamente trovato il suo migliore amico in Roy Borden, che al contrario di lui ha tutto per piacere e riuscire con successo. Ma è proprio l’amicizia tra i due ragazzi che spinge Colin a seguire Roy in una investigazione che riguarda un orrendo crimine commesso vent’anni prima. L’amicizia dei due adolescenti assume l’aspetto di un’ossessione, poi quello di una sinistra avventura. E’ l’inizio di una discesa agli inferi che sconvolge tutta la tranquilla cittadina di Santa Leone.
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La voce del violino

«Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva». Questo «capire» di Montalbano, essendo fondamentalmente una immersione ambientale, un annusare, un soppesare a occhio, è distante dallo «spiegare» deduttivo dei segugi di impostazione scientifica. Ma non collima neppure col simpatetico «comprendere» dei detectives più filantropi: anzi per il commissario di Vigàta – celebre per il laconico sarcasmo – identificare la molla che fa scattare l’assassinio costituisce «la parte peggiore» della ricostruzione poliziesca. E di comprensione per chi ammazza non se ne parla nemmeno. *La voce del violino* è la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e d’altro ancora. Soprattutto, è una storia di scambi: e Montalbano dovrà decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.

La voce del tuono

Sean Courteney sta tornando dalla foresta col frutto della propria carabina: le zanne di cinquecento elefanti. È ricco, ma sente che qualcosa è cambiato, che l’epopea delle grandi cacce nella savana sta volgendo al termine e che si sta approssimando una nuova èra. È stanco della vita errabonda, preoccupato per il figlio Dirk, che è cresciuto senza madre, con un carro come casa e l’avventura come scuola. Sean è ancora un leone, ma un leone ormai adulto, e la guerra anglo-boera che scoppia di lì a poco ancora una volta gli toglie tutto, mettendo a dura prova il suo coraggio e la sua lealtà. Solo dopo cinque anni di vedovanza Sean s’innamora di nuovo, però Ruth è un tipo di donna che gli è sconosciuto: tenera ma autonoma, intraprendente, ribelle. È la donna del ‘tempo nuovo’ presentito e che si è definitivamente instaurato, con il quale Sean è chiamato a misurarsi. Grazie al cieco gioco del destino ha riconquistato tutto: accanto alle stalle dei cavalli adesso ha parcheggiato la Rolls, i recinti delle mandrie hanno lasciato il posto alle piantagioni e agli stabilimenti, e Sean deve tenere a freno i pugni (non riuscendovi sempre) ora che la lotta si è spostata dagli sterminati spazi selvaggi al terreno della politica. Non è una lotta meno dura o più avara di colpi di scena: questi anzi si susseguono con il ritmo incalzante tipico di quel gran maestro della suspense che è Wilbur Smith.
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(source: Bol.com)

La Voce del Padrone

Prima che Stanislaw Lem scrivesse i suoi capolavori, l’immaginario fantascientifico era ostaggio dei propri deperibili eccessi, ossia di congegni mirabolanti, di abissi siderali sempre minacciosi, di astruserie pseudomatematiche: un armamentario godibile, ma spinto a rapida obsolescenza dall’innovazione tecnologica e dalla scienza vera, non fantasticata. Lem invece ha saputo costruire perfette macchine narrative che non invecchiano, consegnando la fantascienza alla grande letteratura. Pubblicato nel 1968 e finora inedito in Italia, La Voce del Padrone non cade nelle trappole dello spirito del tempo, anzi risulta ancora più avvincente oggi, a distanza di decenni da quel sentore di guerra fredda che allora rischiava di ipotecarne la lettura. Certo, anche qui tutto è innescato dal mistero di un messaggio venuto dallo spazio, come in un romanzo di genere, ma l’oggetto è l’immane scenario che si allestisce nel tentativo di decifrarlo. Vi hanno fatto parte il potere politico e le gerarchie militari, ingerenti e depistanti, e una ridda di scienziati divisi da rivalità personali, congetture, stili di ricerca, presupposti morali. Niente di più romanzesco del fuoco d’artificio intellettuale e del corpo a corpo che li impegnano per due anni in pieno deserto, raccontati attraverso il diario di uno di loro. Laggiù si consumano i drammi della scienza incarnata, si rifà all’inverso il cammino che l’ha separata dal mito, e soprattutto si commettono sapientissimi errori. Si tratti di una musica delle sfere celesti o della voce neutrinica di un cosmo morente, di una sciarada non destinata agli umani o dei derivati del metabolismo planetario, la «lettera dalle stelle» mette alla prova i protocolli della nostra civiltà, i soli che interessino davvero a Lem e ai suoi lettori. Se tanti hanno scoperto con Solaris il potenziale letterario della fantascienza, ne riconosceranno in questo libro gli incanti più sottili e vertiginosi.

La voce del male

Due cadaveri, di due studentesse universitarie apparentemente senza nulla in comune: diversa la razza, l’estrazione sociale, il giro di amicizie. Eppure Darby McCormick, agente della Scientifica, non ha dubbi: l’assassino è lo stesso. Non solo perché le ragazze sono state uccise con un colpo di pistola alla nuca e ritrovate mesi dopo nel fiume che attraversa Boston, ma soprattutto perché entrambe avevano una statuetta della Vergine Maria nascosta in tasca. Al di là di questo dettaglio, tuttavia, non ci sono altri indizi: l’acqua ha cancellato ogni traccia e la polizia brancola nel buio. Finché, durante un sopralluogo nella casa di una delle vittime, Darby non s’imbatte in Malcolm Fletcher, un ex profiler dell’FBI, ora ricercato per una serie di efferati delitti. L’uomo fugge non appena comprende di essere stato riconosciuto, ma stabilisce un contatto telefonico con Darby, lasciando intendere di conoscere l’identità del killer. Naturalmente lei diffida di Fletcher ma, quando una terza studentessa viene rapita, intuisce di non avere scelta e, pur di salvare la ragazza, si lascia coinvolgere da quell’uomo manipolatore e perverso – in un ambiguo e angosciante confronto a distanza. Un gioco molto pericoloso, che costringerà Darby ad affrontare reticenze e segreti legati a un passato che nessuno vuole ricordare…
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