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La paura

Mentre la neve scende su Oslo l’ultima domenica d’Avvento, una serie di omicidi spezza l’incanto del Natale. E catapulta in prima linea due veterani del corpo di polizia, la profiler Johanne Vik e suo marito, il commissario Yngvar Stube. Il primo a essere ritrovato è il cadavere di un giovane rifugiato, ormai irriconoscibile, che galleggia nelle acque gelide della baia. Nessuno si era preso la briga di denunciarne la scomparsa, nessuno si presenta a reclamarne il corpo. Una settimana più tardi, Eva Karin Lysgaard, vescovo di Bergen, viene accoltellata a morte per strada. Eva era una figura pubblica, molto stimata, strano che fosse in giro da sola la vigilia di Natale. Infine un tossicodipendente, trovato morto di overdose in uno scantinato. Una serie di avvenimenti in apparenza scollegati tra loro, ma che pazientemente Johanne e Vik cominciano a mettere in relazione. Da questo romanzo, la serie tv Modus.
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La paura

Un grande thriller dall’autrice del bestseller Il carneficeMigliaia di lettori ne sono caduti vittimaUn capanno lontano dalla città e avvolto nel buio. Due ragazze legate a una sedia, una di fronte all’altra. Cos’hanno in comune? Apparentemente nulla. Solo una serata trascorsa a bere nello stesso bar di Torino. Eppure qualcuno le ha stordite, rapite e rinchiuse entrambe in un luogo che odora di morte. E con implacabile e spietato calcolo si accanisce contro una di loro, torturandola fino a ucciderla. Ma non Giuditta: l’ignoto carnefice ha deciso di risparmiarla e lasciarla andare. Pur sconvolta e sotto shock, in mente ha un solo obiettivo: allontanarsi dalla casa delle torture e mantenere una promessa. «Via Exilles 12. Emma. Promettilo. Emma»: le ultime parole della ragazza rapita insieme a lei. La sorpresa non tarderà ad arrivare: Emma è una bambina di soli cinque anni e la casa in cui vive rivela torbidi e inquietanti particolari sulla madre che non vedrà mai più. Un lavoro in un ambiguo locale, tanti soldi in contanti di dubbia provenienza, nessun legame. Ma cosa nascondeva nel suo passato? Chi può avere avuto una ragione per vendicarsi di lei? Giud inizia a cercare, scavare, indagare nella sua vita, senza che nulla emerga. Qual è il particolare che le sfugge e che potrebbe dare un senso a ciò che è accaduto? Forse è qualcosa di importante, qualcosa che la sua memoria ha voluto rimuovere…Due donne rapite. Un sadico omicidio. Chi è il cacciatore e chi la preda?Francesca Bertuzziè nata a Roma nel 1981. A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e attualmente sta lavorando a due sceneggiature cinematografiche con produzioni internazionali. Con la Newton Compton ha esordito nel 2011 con Il carnefice, che ha riscosso un grande successo, vincendo anche il premio letteratura e cinema Roberto Rossellini 2011.

La paura è una sega mentale. Come liberarsene per sempre

La paura sistematica, che da disturbi anche gravi come ansia, attacchi di panico, depressione e somatizzazioni, è dovuta al mancato sviluppo della personalità adulta e quindi al permanere della personalità infantile. In questo nuovo libro Giulio Cesare Giacobbe mostra invece come sviluppare la personalità adulta e liberarsi finalmente dalla paura nevrotica con un training, un percorso di cura che chiunque può affrontare facilmente anche da solo. Questo è quindi il manuale ufficiale della psicoterapia evolutiva. Ma è anche, come tutti i libri di Giacobbe, un libro divertente e di semplice lettura. Niente paura.

La paura e la speranza

Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. Il superfluo costa meno del necessario: puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l’età dell’oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette, i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie, stiamo consumando le risorse del pianeta e i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. Giulio Tremonti ha da tempo compreso ciò che sta lentamente emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro fatto di disoccupazione e salari bassi, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l’Europa in cui viviamo, un doppio declino: cadono i numeri della popolazione e anche quelli della produzione. Con un’analisi sferzante e autorevole, questo libro ci racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le spietate dinamiche della finanza internazionale. Ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento, per vincere la paura e tornare alla speranza.

Paura e carne

Cagliari, fine dell’Ottocento. Il feroce assassinio di un noto avvocato dà il via a una serie di omicidi apparentemente inspiegabili e privi di un nesso tra loro, che turbano la comunità e mettono in difficoltà gli inquirenti. Efisio Marini, medico imbalsamatore già protagonista del primo romanzo di Todde, “Lo stato delle anime”, sospetta invece che esista un rapporto tra queste morti.

Paura di volare

Prima di Carrie Bradshaw in Sex and the City e di Anastasia Steele in Cinquanta sfumatura di grigio, c’era Isadora Wing, la protagonista disinibita ed esplicita del romanzo rivoluzionario di Erica Jong. Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1973, Paura di volare ha destato da subito scalpore, alimentando le fantasie dei lettori e infiammando il dibattito sul sesso e le donne. John Updike ha scritto che Isadora Wing “riserva al corpo maschile più parole gentili di ogni altro autore dai tempi di Fanny Hill”. Il racconto esuberante e sincero delle avventure – e disavventure – sessuali di Isadora, con le sue osservazioni penetranti su matrimonio, maternità e ambizione, continua oggi a provocare e ispirare, restando un’icona della scoperta di sé e dell’emancipazione femminile.

La paura di Montalbano

Tre racconti brevi e tre lunghi, quasi tre romanzi, compongono il libro, ennesima testimonianza del talento di Andrea Camilleri nel costruire e narrare intrecci. Ma soprattutto ennesima prova della straordinaria simpatia e umanità del suo eroe, il commissario Montalbano. Un personaggio capace di evolvere e crescere, avventura dopo avventura. Di diventare più saggio o più ribelle, più duro o più sensibile al dolore del mondo. Perché Montalbano è sì un poliziotto incorruttibile, ma prima di tutto è un uomo. Istintivo, non sempre ragionevole, capace di rimanere di “umore nivuro” un’intera giornata se c’è brutto tempo. Insomma, un uomo normale. E proprio per questo così amato.

La paura della verità

Un consulente aziendale ritiratosi a fare il contadino nella campagna toscana viene riportato al passato dal suicidio di un suo ex collega e amico. La moglie del defunto lo convince che solamente lui può scoprire il motivo di quel gesto, così il contadino inizia un’indagine che lo costringe a dover utilizzare tutta la sua esperienza nel mondo aziendale e nei rapporti umani e a ripercorrere le tappe che lo hanno condotto alla sua scelta di vita contadina. I ritmi, i sapori e i colori della campagna toscana fanno da sfondo all’indagine che il protagonista conduce con il sostegno e l’aiuto dei suoi nuovi compagni di vita: il postino del piccolo paese in cui vive e un pittore sudamericano. Dovrà lasciare il suo rifugio e attraversare la realtà dell’immigrazione clandestina e della prostituzione per scoprire la verità…
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La paura cresce

L’atmosfera paurosa nei racconti cresce perchè i bambini non hanno ormai più paura di nulla. O forse ancora tremano all’idea di passare una notte con un morto, o di abitare in una pensione per trapassati, o di venir seguiti da uno spirito che non li abbandona mai, come avviene in queste storie da leggere rabbrividendo, e possibilmente al buio!
Racconti di Washington Irving, Théophile Gautier, E.T.A. Hoffmann, Edward Bulwer-Lytton, Ambrose Bierce, Ernest Hoffmann Price, Arthur Conan Doyle

La pattuglia dell’alba

Boone Daniels è un ex poliziotto, che ormai vive per il surf: per lui, uscire in pattuglia non significa più affrontare i criminali piccoli e grandi di San Diego, ma le onde dell’oceano. E la sua nuova squadra è fatta di surfisti come lui: stravaganti, eterni ragazzi innamorati del rischio e delle traiettorie più difficili e perfette. Quando però una avvocatessa lo coinvolge nell’indagine su una colossale truffa a un’assicurazione, dovrà rinunciare per un po’ alle sue uscite nell’oceano e alla grande mareggiata che incombe e che nessun surfista è disposto a perdere. A Boone non resta che tentare di concludere in fretta la sua inchiesta: peccato che nella San Diego del vecchio e nuovo crimine non esista mai niente di semplice o scontato, e la violenza si nasconda dietro ogni angolo.

La pattuglia del tempo

La capacità di viaggiare nel tempo ha fatto della Storia qualcosa di estremamente fragile. Per proteggere la continuità degli avvenimenti storici e salvaguardare il destino dell’Umanità, viene creata la Pattuglia del Tempo, un organismo che opera a largo raggio e che è dedito a conservare le linee temporali stabilite dall’armonico scorrere delle ere. In una giostra continua di colpi di scena, gli uomini della Pattuglia scorrazzano su e giù lungo le linee della Storia per eliminare le storture apportate da quanti vogliono introdurre mutamenti alla Storia.
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Il patto di mezzanotte

Agorà: una città in cui tutto si può vendere e comprare, perfino le emozioni. Un mercato totale, dove il denaro non esiste, dove vendere è l’unico sistema di vita e indebitarsi significa morire. La Gilda degli Astrologi ha in pugno la città, ma una misteriosa società segreta, la Società della Bilancia, trama nel buio. Nella Torre dell’Osservatorio, uno dei cuori del potere di agorà, si incontrano due ragazzi, Mark e Lily. Mark è stato venduto da suo padre. Lily è stata abbandonata dai suoi genitori in orfanotrofio, diversi come il giorno e la notte, i due diventano amici. Legati da qualcosa che va oltre l’affetto, uniti da un destino, da una profezia. Da un patto, il Patto di mezzanotte. Età di lettura: da 12 anni.

Il patto del giudice

La città è infuocata dalla rivolta. Per un giorno e una notte imperversano neri armati di bastoni, catene, spranghe di ferro. Poi se ne riappropriano i padroni, loro con pistole, fucili, coltelli. Mohà, Lodit e Kwei si sono nascosti. La vendetta li raggiunge ugualmente. L’unico testimone degli omicidi è Taiwo, che scappa lontano. Qualche mese dopo, in un container scaricato al porto, duecento chili di cocaina: i carabinieri montano la guardia, la droga scompare lo stesso, un funzionario della dogana fa una brutta fine. Due indagini parallele affidate ad Alberto Lenzi, il «giudice meschino» – magistrato indolente e indisciplinato e con un debole per le belle donne – nato e cresciuto in quella terra dove crimine vuol dire ’ndrangheta e dove nulla è come sembra. Giostrando sul filo del pericolo il suo rapporto diretto – di ingannevole complicità e amicizia – con un potente capobastone, Lenzi decifrerà i due misteri intrecciati, e farà la sua giustizia. Mimmo Gangemi è uno dei nostri grandi narratori, e in un poliziesco dallo stile unico sa restituire tutta la complessità dell’Italia di oggi.

Patria 1978-2008

Ma davvero è successo tutto questo? In un libro di novecento pagine, una cavalcata in quel vero romanzo che è stata l’Italia degli ultimi trent’anni. È come guardare un film sulla nostra vita, in cui gli avvenimenti sono raccontati mentre succedono. Si comincia con Aldo Moro nella prigione del popolo, nell’anno che ha cambiato tutto. E poi, l’ascesa della mafia, il rapporto stretto tra crimine e potere, la guerra e i segreti di Cosa Nostra, i morti e i soldi che li hanno accompagnati. I grandi condottieri dell’industria tra sogni e corruzione, la fine ingloriosa della Prima repubblica, l’ascesa della televisione e del suo magnate, il Nord conquistato dalla Lega, il nuovo potere del Vaticano, la rivalutazione del fascismo, la crisi e la deriva. La nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un libro per ricordare quanto è successo e per scoprire che – molto spesso – le cose non erano andate proprio così.

La Patente

La patente e una commedia in un atto scritta da Luigi Pirandello nel 1917 con il titolo ‘A patenti, destinata alla rappresentazione teatrale in lingua siciliana per l’attore Angelo Musco che la recito per la prima volta il 23 marzo 1918 al teatro Alfieri di Torino e successivamente il 19 febbraio 1919 al teatro Argentina di Roma. Il dramma ripropone il tema della novella dallo stesso titolo composta nel 1911. Una nuova versione della commedia in lingua italiana fu redatta tra il dicembre 1917 e il gennaio 1918. La commedia fu pubblicata nella Rivista d’Italia del 31 gennaio 1918 e in volume dai fratelli Treves (Milano, 1920). E con questa maschera da menagramo che Chiarchiaro si presenta in tribunale, poiche e cosi che lo vedono tutti quelli che terrorizzati lo incontrano facendo nel contempo gesti scaramantici; e dunque, se cosi deve essere, e meglio corrispondere a quello che gli altri credono che tu sia come tutti credono. Se tu mi vedi come uno jettatore per quanto io faccia non riusciro a cambiare la tua opinione e dunque saro come tu mi vuoi ma che almeno possa trarne un vantaggio. Il giudice D’Andrea, seriamente convinto che la jella non esista, vuole rendere giustizia al pover’uomo cosi ingiustamente messo al bando dalla societa per una sciocca superstizione ed e quindi disposto a condannare il figlio del sindaco e un assessore, contro i quali s’e querelato per diffamazione Chiarchiaro a seguito degli scongiuri che quelli hanno pubblicamente e sfacciatamente fatti al suo passaggio. Ma il giudice viene a sapere dallo stesso querelante che questi e andato a fornire prove e testimonianze certe della sua capacita jettatoria agli stessi avvocati dei querelati. Dunque sarebbe lui che vuole essere condannato. Eppure Chiarchiaro ha diversi motivi per chiedere giustizia: a causa della cattiva fama costruita su di lui la sua famiglia s’e rinchiusa in casa, le sue belle figliole non trovano piu nessuno che voglia sposarle, lui stesso ha perduto il lavoro e fa la fame. Ma proprio per questo il presunto jettatore vuole che non ci siano piu dubbi sulle sue doti di autore di malefici: chi li teme dovra pagare una piccola somma per evitarli e perche questo non appaia come un’estorsione egli pretende che il giudice gli dia, condannandolo, un attestato, una patente per esercitare legalmente la sua professione di jettatore. Come il giudice con la sua laurea puo esercitare la sua professione cosi Chiarchiaro potra scrivere sul suo biglietto da visita: “di professione jettatore” e cosi, apertamente, potra far pagare una tassa anti-jella ai superstiziosi. Il giudice naturalmente si rifiuta, quando, proprio mentre Chiarchiaro pretende ad alta voce la sua patente di jettatore, un colpo di vento fa cadere la gabbia dove, ormai morto per la caduta, cantava un cardellino, unico ricordo della defunta cara mamma del giudice. I giudici del collegio giudicante hanno assistito muti e sbigottiti all’accaduto: pagano in silenzio il loro obolo a Chiarchiaro, che lo accetta sghignazzando: da adesso potra ufficialmente esercitare la sua professione.”