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La pietra sacra

Cinquantamila anni fa un meteorite radioattivo aveva colpito la Terra. Ritrovato intorno all’anno Mille da Erik il Rosso e i suoi vichinghi, era stato sepolto in una caverna. Ora, due fazioni rivali vogliono impossessarsi del meteorite per costruire una bomba di enorme potenza, capace di spazzar via un’intera metropoli. Un gruppo di terroristi islamici dell’Ucraina e quello guidato da un folle miliardario che vuole spazzar via l’Islam si fronteggiano senza esclusione di colpi. Solo l’organizzazione del geniale Juan Cabrillo con le sue meraviglie tecnologiche che solcano i mari, dotate di armamenti sofisticatissimi, può salvare l’Occidente e il resto del mondo dall’Occidente. Ma il meteorite non è l’unica pietra al centro dell’intrigo: alla Mecca è scomparsa la pietra più sacra, la Pietra Nera della Kaaba, e gli uomini di Cabrillo rischiano la decapitazione se questa non verrà ricollocata al suo posto.

Pietra di pazienza

Una donna veglia un uomo disteso in un letto. L’uomo è privo di conoscenza, ha una pallottola in testa, gli ha sparato qualcuno per un futile motivo. In un paese che assomiglia all’Afghanistan, in un tempo che potrebbe anche essere oggi. La donna parla senza interruzione, come non ha mai fatto prima. Racconta al marito, finalmente presente e muto, molte storie che fanno la loro storia e quella del loro paese. Prima sussurra, poi grida, si adira, ha paura. Piange. Esce per poi ritornare. E ancora sussurra, piano, dolcemente. Si prende cura dell’uomo e insieme lo rimprovera. Lo rimprovera di aver voluto essere un eroe, di aver preferito le armi e la guerra a sua moglie e alle figlie. Di non avere mai parole per lei. Di possederla in fretta e con violenza, senza dolcezza, né piacere. A poco a poco, respiro dopo respiro, grano dopo grano del rosario che tiene in mano, escono dalla bocca della donna parole proibite, parole ribelli. La stanza dove si svolge il monologo è uno spazio chiuso in cui si consuma una vita e si prepara una tragedia. Lì vicino, uno stretto corridoio apre su altre camere dove si sentono le voci delle bambine. Una finestra coperta da una tenda con uccelli migratori affaccia sul mondo esterno. Tutto intorno infuria la guerra. Bombardamenti, violenze e distruzioni. La gente muore e impazzisce dal dolore. Chi può, fugge e non guarda in faccia nessuno. Poi, anche il mondo esterno penetra nella stanza, sotto le spoglie minacciose di tre uomini armati. Insieme a loro entrano la violenza e l’arroganza, ma anche una dolcezza timida e balbuziente come le parole del giovane che chiede amore a pagamento e l’affetto di una madre. La tragedia raggiunge inevitabilmente la sua acme. In un crescendo serrato la donna inizia a svelare al marito piccole furbizie e grandi colpe. Menzogne necessarie per non essere ripudiata con ignominia. Confessioni, inevitabili e terribili, da cui non si può tornare indietro. Forse, un limite c’è anche per la sang-e sabur, la pietra di pazienza. Quella pietra che nella mitologia persiana si tiene accanto per confidarle tutto quello che non si può rivelare a nessun altro. Riversando su di lei i propri malesseri, sofferenze, dolori, miserie. La pietra ascolta, assorbe come una spugna, tutte le parole, tutti i segreti finché un bel giorno non esplode. E quel giorno saremo liberati.

La pietra di Gaunar

Il volume contiene:
La pietra di Gaunar di Roberta Rambelli
In mezzo al nulla (The Middle of Nowhere, 1955) di Frederik Pohl
Scherzo temporale di Guido Giorgio Montanari
Selvaggina pregiata di Mauro Gallis

La pietra del cielo

È l’anno del Signore 369. La Britannia, fino a poco prima in saldo possesso dei Romani, si trova a dover fronteggiare la minaccia delle genti barbare. Un attacco di proporzioni terrificanti viene mosso al confine settentrionale difeso dal Vallo di Adriano. Gaio Publio Varro, veterano delle legioni africane, ancora una volta è chiamato a dare prova del suo valore. In quelle prospere terre, la civiltà romana è messa a dura prova. Quelli che seguono sono anni bui, in cui sono in molti a chiedersi se valga davvero la pena battersi per difendere un mondo che pare destinato a finire, o se non sia meglio fuggire lontano. Ma non Publio Varro. Dopo una lunga carriera militare, decide di lasciare l’esercito romano, per tornare nel luogo che gli ha dato i natali e riprendere l’attività che fu dei suoi avi: il fabbro. Anni prima, suo nonno, con il ferro estratto da una pietra ”caduta dal cielo”, aveva creato armi che si conservano affilate e lucenti come nessun’altra. In possesso di un sapere prezioso, affronta mille vicissitudini, giungendo a prosciugare un intero lago per ritrovare quelle pietre misteriose e forgiare una spada leggendaria: la mitica Excalibur. Sarà così che darà un futuro alla sua terra. Lui ancora non lo sa, ma quella spada segnerà il destino di un suo diretto discendente, colui che diverrà re di tutta la Britannia: Artù.
(source: Bol.com)

Pietà per gli insonni

Michael Hrubeck, schizofrenico psicopatico, fugge dal manicomio criminale in cui è internato. La fuga è stata lucidamente preparata, secondo un piano e un obiettivo: trovare Lis Acheson, la donna che aveva testimoniato contro di lui nel processo in cui era stato giudicato colpevole di omicidio. Inizia la caccia all’uomo. Sulle tracce dello psicopatico si mettono lo psichiatra che lo ha in cura, un ex agente di polizia col suo cane da pista e il marito di Lis che vuole trovare Michael prima che uccida sua moglie. Ma la mente disturbata di Michael ha un solo punto chiaro: lui conosce Lis meglio di quanto lei conosca se stessa. Contemporaneamente, attraverso flashback si dipana una storia di intrecci familiari che culminerà in un assassinio.

Piccolo blues

Georges Gerfaut è una persona che non farebbe male a una mosca, nonostante porti il nome di un rapace, il girifalco. Marito e padre ideale, impiegato modello, conduce una vita senza pecche. Quando vede un’auto incidentata ai bordi della strada, dunque, non esita a fermarsi per soccorrere eventuali feriti. Basta un gesto per sconvolgere una vita. Gerfaut si trova infatti braccato da una coppia di assassini. E neppure lui avrebbe immaginato di avere tutta quella carica per combattere, attaccare, vincere.

Il piccolo Big Bang

“Il mio papà è grasso. Meglio, il mio papà era grasso finché non sono iniziate a succedergli strane cose, cose così assurde che chi le leggerà non ci crederà che possono avvenire. Ma di queste parlerò solo in seguito, quando accadranno. Per il momento non sono ancora successe, e io devo tornare al mio papà grasso per il cui grasso tutto è iniziato, ancora prima che qualcosa succedesse per davvero, come avviene sempre con gli inizi improvvisi, che prima di loro non c’è niente che possa essere una causa di ciò che verrà dopo”.

Piccoli suicidi tra amici

Un bel mattino Onni Rellonen, piccolo imprenditore in crisi, e il colonnello Hermanni Kemppainen, vedovo inconsolabile, decidono di suicidarsi. Il caso vuole che i due uomini scelgano lo stesso granaio per mettere fine ai loro giorni. Importunati dall’incontro fortuito, rinunciano al comune proposito e si mettono a parlare dei motivi che li hanno spinti alla tragica decisione. Pensano allora di fondare un’associazione dove gli aspiranti suicidi potranno conoscersi e discutere dei loro problemi. Pubblicano un annuncio sul giornale. Il successo non si fa attendere, le adesioni sono più di seicento. Dopo un incontro al ristorante, decidono di noleggiare un autobus e di partire insieme. Inizia così un folle viaggio attraverso la Finlandia…

Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera

I venticinque Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera apparvero sull”Osaka Asahi Shimbun’ a partire dal 1909, e vennero riuniti da Sōseki in questa raccolta nel 1910. A prima vista, non sembra esistere un filo conduttore che li leghi, tanto sono diversi sia nel contenuto sia nello stile – soprattutto nelle pagine in cui vengono utilizzate tecniche sperimentali di scrittura. Ma è proprio il titolo così fortemente evocativo (Eijitsu Shōhin) a contenere l’elemento unificante. ‘Eijitsu’, la ‘giornata lunga’, non indica soltanto un giorno in cui il tempo sembra dilatarsi all’infinito, ma evoca anche ciò che accomuna i protagonisti dei diversi racconti: il desiderio di conservare quella sensazione di intensa felicità legata a un momento, a un’occasione, a una stagione, nella speranza che possa non finire mai.

(source: Bol.com)

Piccoli crimini

“Nove anni fa ero sommerso dai debiti di gioco. Dovevo un sacco di soldi a Manny. Lo ripagavo come potevo, ma non era mai abbastanza e lui mi teneva sotto pressione. Dovevo a tutti i costi svincolarmi, e mi misi a scommettere cifre sempre più alte con quello che rubavo nel deposito reperti della polizia. Lo sceriffo della contea di Bradley, Dan Pleasant, il poliziotto più corrotto che avessi mai conosciuto, venne a sapere che Phil aveva scoperto alcuni documenti contraffatti da me e stava costruendo un caso per portarmi in tribunale. Ero fatto niente male, la notte in cui entrai nell’ufficio di Phil. Trovai subito il documento che mi comprometteva. Stavo versando benzina dappertutto quando arrivò lui. Ci guardammo in faccia. Lui sapeva cosa avevo in mente, e avrebbe dovuto darsela a gambe e chiamare la polizia. Invece cercò di fermarmi. Phil è un omone. Al liceo era un difensore di tutto rispetto e aveva giocato anche al college, ma io combattevo per la vita. Forse ero anche fuori di testa pervia della coca e dell’adrenalina. Riuscii in qualche modo ad atterrarlo e presi un tagliacarte dalla scrivania. Devo averlo colpito con quello. A essere sincero di questa parte ho solo un ricordo confuso. Ricordo che però a un certo punto Phil aveva smesso di muoversi. Gli smontai di dosso, accesi un fiammifero e aspettai che il fuoco si propagasse, poi me ne andai.”

Piccole voglie 2

E’ sempre il momento di abbandonarsi al piacere… in compagnia di una storia stuzzicante. Pagina dopo pagina, questi racconti sensuali e travolgenti vi trasporteranno in una dimensione erotica dove il desiderio la fa da padrone. Scaturiti dalla fantasia travolgente di famose autrici come, tra le altre, Megan Hart, Jenesi Ash, Charlotte Featherstone e Saskia Walker sono una garanzia di brividi caldi! Un’antologia che vede come protagonista il piacere declinato in tutte le sue sfumature, dal nero di una guaina di pelle al rosso di una bocca che si schiude in un bacio, dall’oro dei faraoni al bianco di un merletto antico.

Le piccole virtù

Nelle “Piccole virtù” Natalia Ginzburg raccolse in volume undici pezzi composti fra il 1944 e il 1962 e pubblicati via via su quotidiani e riviste. Muovendosi su un terreno che sta tra l’autobiografia, il saggio di costume e l’impegno pedagogico, l’autrice offre di se stessa e del mondo nel quale è vissuta un quadro sempre garbato e penetrante, dagli squarci di vita abruzzese relativi al periodo di confino con il marito Leone Ginzburg al desolato dopoguerra, dal ritratto dell’amico Pavese alle considerazioni sul proprio mestiere di scrittrice, fino al matrimonio con Gabriele Baldini.