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Chi comanda davvero in Italia. I clan del potere che decidono per tutti noi

Chi ci governa effettivamente e, senza esporsi, influisce nascostamente sulla nostra vita di tutti i giorni? Quante volte ci siamo detti: sarebbe così semplice risolvere quel problema, e allora perché nessuno lo fa? Questo libro cerca di spiegarlo, andando a scovare e portando alla luce le reti nascoste del potere in Italia.
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Cherudek

Nel mondo perduto di Cherudek, un universo fatto di nebbia, popolato da personaggi dall’identità incerta e vacillante e regolato da leggi diaboliche e misteriose, Eymerich sarà costretto ad affrontare un nemico sconosciuto e inafferrabile, capace di sfidare le barriere del tempo e di alterare la percezione del reale. E mentre l’inquisitore dovrà ricorrere alla sua gelida razionalità per fronteggiare guerre e flagelli, gli enigmi s’infittiranno sempre di più… La più misteriosa e terrificante avventura di Nicolas Eymerich, lo spietato inquisitore trecentesco protagonista di un’avvincente saga a metà strada tra la fantascienza e il noir.

Che pasticcio, Bridget Jones!

La vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark. Un brillante spaccato del mondo femminile scritto con lo stile spumeggiante che contraddistingue Helen Fielding, “Che pasticcio, Bridget Jones!” è il ritorno di una delle eroine moderne più amate degli ultimi anni.
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Charleston

È una domenica dell’estate del ’29 quando, nel giardino della sua villa di Cannes, Claire inganna la noia esercitandosi nel tiro a segno. Il colpo che parte dal suo fucile, però, manca il bersaglio centrando una macchia gialla fra gli oleandri. Claire si convince di aver ucciso Stella, la sua bella e misteriosa maestra di danza, ed è così terrorizzata che solo molto più tardi riesce a spingersi in fondo al giardino per scoprire la verità. Del cadavere che temeva di trovare non c’è traccia, ma da quel giorno Stella scompare e ogni tentativo di rintracciarla risulta vano. Non è che il primo strappo nella vita spensierata di Claire: qualche mese più tardi, il giovedì nero di Wall Street riduce sul lastrico il padre, facoltoso uomo d’affari americano, inducendolo al suicidio. Eppure è proprio quando il suo mondo dorato va in pezzi e lei si trasferisce nel quartiere più popolare di Marsiglia che Claire inizia un grande viaggio: da Sanremo, sulle tracce di Stella, a Damasco, patria dell’affascinante Michel, e attraverso il tempo, dagli anni bui della guerra alla lotta per l’indipendenza in Siria fino a quel novembre del ’63, a Dallas, quando JFK viene ucciso… Cinzia Tani ci immerge in un passato minuziosamente descritto nei luoghi e felicemente evocato nelle atmosfere, negli abiti e nelle musiche così come nei suoi protagonisti più celebri; un passato che richiama da vicino le crisi e i conflitti dei nostri giorni, le sconfitte della Storia e il desiderio, nonostante tutto, di essere felici.
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Chaos. La guerra

Cosa sei disposto a sacrificare per la pace? Tre eserciti sono in marcia verso New Prentisstown, ognuno intenzionato a distruggere l’altro. Todd e Viola sono intrappolati, senza un’apparente via di fuga. La battaglia ha inizio: come possono Todd e Viola sperare di vincere contro avversari così numerosi e inferociti? La guerra trasforma gli uomini in mostri, nessuno escluso.

Chanel: una vita da favola

Quella Coco Chanel che il mondo eleggerà regina del gusto, musa della bellezza, consacrata da successi assoluti, è la protagonista di un’epopea drammatica che vince e lotta contro le brutalità di un mondo, di un secolo. Curiosità innata, paura divorante che t’insegue, ti fa correre. Un desiderio di grazia e bellezza capaci di sanare un’infanzia e un’adolescenza sfigurate dalla tristezza. Signorini legge nelle pupille accese di questa ragazzina inquieta tutte le intenzioni future di Coco, il brivido d’ansia che la piccola Gabrielle sente sulla pelle, il fuoco segreto che le brucia dentro. Anche la scrittura è pervasa da queste percezioni. Sensualità e passione senza respiro, le stesse che Coco mette nei suoi abiti, nei cappelli, nelle fragranze inconfondibili del suo profumo. Ma vediamo anche una Gabrielle sorridente, vezzosa, cantare al Café Chantant quel “Chi ha visto Coco al Trocadero”, che le regala il “primo boccone di successo” e quel celebre nome di battesimo artistico: Coco. Orgoglio, tenacia, ambizione, sguardo verso orizzonti lontani, il talento di Coco comincia a farsi strada. La sartina di campagna dalle idee “fin troppo spavalde”, la graziosa fanciulla travestita da maschietto, incontra Boy Capel, ed è subito emozione. Boy irrompe nei giorni infelici di Coco. La aiuta a trovare la strada, la guarisce dalla sfiducia. Nasce Coco Chanel. La Coco che trionfa nel mondo della moda, con le sue creazioni piene di fantasia e di charme.

Champion (versione italiana)

Per il bene della Repubblica, June e Day hanno rinunciato all’amore che provano. In cambio, June è tornata nelle grazie dell’élite, mentre Day ha raggiunto i vertici della gerarchia militare. Purtroppo è esattamente per il bene della Repubblica che sono chiamati di nuovo a lavorare fianco a fianco. Ma le richieste del nuovo governo non si limitano a questo. June dovrà convincere l’unica persona che ama a sacrificare tutto quello a cui tiene per salvare migliaia di vite sconosciute. Il che significa usare il proprio fascino, non dire tutto, fingere una convinzione che non ha e, quel che è peggio, sapere che Day non saprà rinunciare a fare la cosa giusta, costi quel che costi. Fra colpi di scena e suspense, la trilogia distopica ambientata in un’America divisa fra Colonie e Repubblica arriva al suo gran finale.

Un cervo in metropolitana

“Questo libro parla della gioia di osservare il mondo. È un testo autobiografico, però non riguarda tanto me quanto le cose che ho visto. Sono affascinato dal mondo che mi circonda e da quello che sono riuscito a vedere e a registrare in sessant’anni di osservazione, prima come studioso del comportamento animale e poi come studioso del comportamento umano.Per tutta l’infanzia sono stato attorniato da animali: dividevo con essi perfino la carrozzina. Da grande ho studiato zoologia e sono diventato etologo. I miei studi sul comportamento animale mi hanno condotto allo Zoo di Londra, dove ho ricoperto la carica di conservatore dei mammiferi. Poi le mie ricerche sugli scimpanzé mi hanno spinto ad analizzare il più affascinante di tutti gli esemplari: la scimmia nuda.In questo libro introdurrò il lettore nei vari scenari della mia vita: da uno studio televisivo nello Zoo di Londra a una casa di geishe a Kyoto; da una sperduta tribù africana a un casinò di Las Vegas; dalla ‘dolce vita’ mediterranea alla dura realtà della malavita di Los Angeles. Ammetto che ho spesso sorriso del lato più leggero della vita o riso di gusto delle bizzarre manie e idiosincrasie dell’umanità, ma non me ne scuso. È indubbiamente una mia debolezza, ma credo che renderà più gradevole la lettura.” Con strepitoso humour britannico, Desmond Morris racconta in questo libro la sua carriera di uomo di scienza e divulgatore, e i tantissimi incontri con animali straordinari e altrettanto straordinari esseri umani, da Dylan Thomas a Joan Miró, a Yoko Ono, Stanley Kubrick e Marlon Brando. Un libro imperdibile per chi ama gli animali, illuminante per tutti.

Cervello

Il protagonista di questo romanzo, il medico Martin Philips, scopre che nel centro medico in cui lavora, giovani donne con pap test anomali, ricoverate per accertamenti, manifestano sintomi di lesioni cerebrali e muoiono. Nell’obitorio dell’ospedale, Martin ha la sconcertante rivelazione che nelle scatole craniche dei cadaveri il cervello non c’è più. Per porre fine a un simile obbrobrio si trova a rischiare molto di più di una promettente carriera. Anche la vita.

Un certo tipo d’intimità

Quando giunge da un torbido passato nella sua nuova casa in un tranquillo quartiere inglese con la testa piena di propositi presi dai suoi libri sull’autostima Annie pensa che a ventisette anni la sua vita sia finalmente iniziata. Si fissa subito su Neil un giovane vicino di casa scambiando la sua gentilezza per interesse sentimentale nonostante lui conviva felicemente con una modella di nome Lucy. Portando avanti il proprio programma di miglioramento personale Annie organizza una catastrofica festa per conoscere i vicini di casa si regala una nuova acconciatura e inizia a tormentare Lucy. Poco alla volta però emergono dettagli inquietanti del suo passato: dove sono finiti il suo ex marito e la loro figlioletta? Chi sono gli uomini che Annie ha incontrato attraverso la rivista erotica per amanti delle donne obese Abundance? È una vittima della solitudine e di un’infanzia infelice oppure una pericolosa sociopatica bugiarda e con gravi disturbi mentali? Con uno stile dalla sconvolgente lucidità Jenn Ashworth cattura il lettore e lo tiene avvinto dall’inizio alla fine portandolo con sé attraverso una trama ricca tanto di eventi quanto di elucubrazioni e introspezioni uno sguardo lucido come davvero pochi sul tortuoso cammino di quella che a conti fatti resta pur sempre la vita di una persona “normale”.
(source: Bol.com)

Un certo sorriso

Miranda è una bella donna di quarant’anni rimasta vedova. Lavora come stilista in una affermata casa di moda che ha sede in Colorado dove lei vive con i suoi due figli. Inaspettatamente un giorno viene inviata in Cina per un viaggio d’affari. Giunta a Pechino, Miranda incontra all’aereoporto Yuan Li, un uomo d’affari cinese di grande fascino che, comprendendo lo smarrimento della signora, le offre aiuto e attenzione. Ben presto i due si innamorano e vivono un’intensa storia di passione che li metterà di fronte a difficili scelte personali e politiche.
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Un certo Smith

Una bella ragazza scomparsa e una lettera anonima che parla di omicidio. Ancora non è stato ritrovato alcun cadavere, ma l’ispettore Wexford sa che in città è successo qualcosa di orribile. Da dove iniziare le indagini? In questo caso tutto sembra misterioso e sfuggente, a partire dall’evanescente figura del principale indiziato, “un certo Smith”.
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Certi momenti

Quasi una vita, momento per momento, quelli più intensi che nel tempo acquistano ancora più vigore e ritornano in tutta la loro vividezza. Tanti incontri qui offerti nella forma del racconto, ognuno dei quali ha una luce, un’atmosfera e dei personaggi indimenticabili che hanno segnato soprattutto la giovinezza e l’adolescenza di Camilleri. Alcuni conosciuti negli anni più maturi, durante la sua carriera di regista teatrale e televisivo, molti altri sconosciuti, che ci riportano ai tempi del fascismo, della guerra, momenti segnati da storie che nei loro risvolti più umani e sinceri acquistano un tratto epico e la magia del ricordo assoluto perché unico nel costituire una tappa, una svolta nella formazione dello scrittore. L’anarchica, invincibile indifferenza di Antonio, insensibile ai richiami militari e agli orrori della guerra; la bellezza sorprendente dell’incontro con un vescovo libero nella mente e nel cuore; l’indelebile ricordo di quella notte di burrasca quando il padre di Camilleri andò a salvare l’eroico comandante Campanella, dato per disperso; il coraggio della “Sarduzza” e la determinazione nel difenderla dal tenente tedesco; l’ultimo saluto a “Foffa”, prostituta per necessità, sola nella vita e negli affetti. Intermezzati gli uni con gli altri ecco l’incontro con Primo Levi e i suoi silenzi, la stravaganza di Gadda e la suscettibilità di D’Arrigo, il franco scontro con Pasolini riguardo alla regia di una sua opera teatrale, poco prima della sua morte…
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Certi bambini

Rosario, undici anni, un completino da calciatore nella borsa degli allenamenti, va a compiere la sua prima esecuzione di camorra al termine di un lungo tirocinio d’istruzione a uccidere. Tornando nel suo quartiere in metropolitana, ripercorre a ritroso le tappe più significative del cammino che lo ha portato fino a quel punto. E la storia di Rosario diventa il racconto di un mondo spaventoso che è il nostro mondo. De Silva racconta uno dei peggiori delitti che la criminalità contemporanea abbia scelto di commettere, il furto dell’infanzia.
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Certezze provvisorie: Il vero volto delle scienze investigative forensi (Strade blu. Non Fiction)

” Dottoressa, in obitorio ci sarebbero delle ossa per lei. Il mio primo morto – anzi scheletro di una persona morta per colpi di arma da fuoco – aveva a che fare con un caso di criminalità organizzata.” Negli ultimi anni è andata crescendo l’attenzione di giornali e tv nei confronti delle cosiddette scienze investigative, discipline che popolarissime fiction dipingono come praticamente infallibili. Se lo fossero davvero, non dovrebbero esserci casi irrisolti. In realtà, non è così. Cristina Cattaneo, una delle più note antropologhe forensi del nostro paese, ci spiega invece come i più moderni metodi investigativi non sempre siano in grado di rivelarci la verità su un reperto o un ritrovamento. La realtà con cui l’autrice si confronta quotidianamente è molto più complessa di come sembra, e richiede, oltre a strumenti di analisi innovativi e a una grande dose di intuito, una profonda consapevolezza dei limiti e delle imprecisioni della scienza. E il motivo per cui il dato scientifico non è sufficiente lo scopriamo attraverso i tanti casi che la Cattaneo e il suo team si sono trovati ad affrontare nel loro lavoro. Dalla vicenda dello scheletro rinvenuto in una discarica abusiva alle indagini commissionate dalla Chiesa su alcune ossa di santi; dalla storia di una madre uccisa, fatta a pezzi e nascosta dal figlio in cantina al misterioso ritrovamento di una necropoli del Seicento nel centro di Milano, sono tanti i casi in cui la patologa analizza resti umani, nel tentativo di ricostruire gli ultimi momenti di vita delle vittime e di individuare le cause della loro morte. E dietro a sopralluoghi, messa a punto dei macchinari, analisi di laboratorio, il libro ci restituisce, con sguardo toccante, le storie di persone morte tragicamente e le esistenze di uomini, medici e tecnici, che lavorano per restituire un’identità a scheletri abbandonati di cui non è rimasto neppure un brandello di memoria. Con l’umiltà di chi sa per esperienza che nessuna scienza può dirci con certezza la verità, Cristina Cattaneo ci racconta dall’interno un mondo affascinante e misterioso, fatto di razionalità e di complicate formule fisico- matematiche, ma anche di passione e tenacia, di frustrazione e coraggio.
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### Sinossi
” Dottoressa, in obitorio ci sarebbero delle ossa per lei. Il mio primo morto – anzi scheletro di una persona morta per colpi di arma da fuoco – aveva a che fare con un caso di criminalità organizzata.” Negli ultimi anni è andata crescendo l’attenzione di giornali e tv nei confronti delle cosiddette scienze investigative, discipline che popolarissime fiction dipingono come praticamente infallibili. Se lo fossero davvero, non dovrebbero esserci casi irrisolti. In realtà, non è così. Cristina Cattaneo, una delle più note antropologhe forensi del nostro paese, ci spiega invece come i più moderni metodi investigativi non sempre siano in grado di rivelarci la verità su un reperto o un ritrovamento. La realtà con cui l’autrice si confronta quotidianamente è molto più complessa di come sembra, e richiede, oltre a strumenti di analisi innovativi e a una grande dose di intuito, una profonda consapevolezza dei limiti e delle imprecisioni della scienza. E il motivo per cui il dato scientifico non è sufficiente lo scopriamo attraverso i tanti casi che la Cattaneo e il suo team si sono trovati ad affrontare nel loro lavoro. Dalla vicenda dello scheletro rinvenuto in una discarica abusiva alle indagini commissionate dalla Chiesa su alcune ossa di santi; dalla storia di una madre uccisa, fatta a pezzi e nascosta dal figlio in cantina al misterioso ritrovamento di una necropoli del Seicento nel centro di Milano, sono tanti i casi in cui la patologa analizza resti umani, nel tentativo di ricostruire gli ultimi momenti di vita delle vittime e di individuare le cause della loro morte. E dietro a sopralluoghi, messa a punto dei macchinari, analisi di laboratorio, il libro ci restituisce, con sguardo toccante, le storie di persone morte tragicamente e le esistenze di uomini, medici e tecnici, che lavorano per restituire un’identità a scheletri abbandonati di cui non è rimasto neppure un brandello di memoria. Con l’umiltà di chi sa per esperienza che nessuna scienza può dirci con certezza la verità, Cristina Cattaneo ci racconta dall’interno un mondo affascinante e misterioso, fatto di razionalità e di complicate formule fisico- matematiche, ma anche di passione e tenacia, di frustrazione e coraggio.

Il cerchio del lupo

È da quando è scomparsa nel 1993, uscendo da un supermercato, che Marie Gesto è una spina nel cuore per Harry Bosch. Ai tempi l’indagine era stata affidata proprio a lui, ma non c’era stato verso di ritrovare la ragazza, né il suo cadavere. Negli anni Bosch ha preso in mano il fascicolo più volte, battendo ogni pista come un lupo a caccia della sua preda. E ora che è tornato all’Unità Casi Irrisolti, gli incartamenti su Marie Gesto sono di nuovo sulla sua scrivania. Così, quando lo chiamano dalla Omicidi per chiedergli proprio quel fascicolo, sente una morsa allo stomaco. È il pubblico ministero O’Shea a informarlo degli sviluppi: Raynard Waits, un serial killer da poco arrestato per duplice omicidio, si attribuisce anche il delitto di Marie Gesto, più una serie di altri, che in passato non avevano mai trovato soluzione. Waits è disposto a confessare, ma vuole patteggiare: l’ergastolo anziché la pena di morte. A Bosch però non piace scendere a patti, e la storia del serial killer non lo convince, forse anche perché fa troppo gioco a uno come O’Shea, che è in corsa per l’elezione a procuratore distrettuale e farebbe carte false per appuntarsi l’intero caso come un fiore all’occhiello. Ma dare la caccia alla verità sarà più dura questa volta, perché quando emerge un indizio trascurato che avrebbe potuto fermare l’assassino anni prima, Bosch deve fare i conti soprattutto con il suo senso di colpa.