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Chi ha riportato Doruntina?

La tranquillità di un borgo dell’Albania medievale viene turbata improvvisamente da un fatto terribile: Doruntina e sua madre, sole superstiti di quella che era un tempo la grande famiglia dei Vranaj, si ritrovano dopo alcuni anni di separazione, e quell’incontro suscita in entrambe un’emozione così forte da risultare di lì a poco fatale per madre e figlia.
Il capitano Stres è incaricato di far luce sull’evento che subito rivela risvolti macabri: Doruntina ha detto alla madre di essere stata riportata a casa – dal lontano paese in cui è andata sposa – dal fratello Costantino.
Solo che costui (e la ragazza manca da troppo tempo per saperlo) è morto e sepolto con tutti gli altri figli maschi della casata. Possibile che sia uscito dalla tomba, come tutto congiura a far credere? Può, una promessa fatta alla madre, vincere le leggi di natura? O forse una passione, per quanto colpevole, è in grado di rivelarsi più potente della morte? E se Doruntina si fosse inventata tutto? Se fosse vero il racconto del venditore di icone, che ha confessato sotto tortura di avere accompagnato la ragazza per godere dei suoi favori lungo il cammino? Quale ruolo svolge nel racconto lo stesso Stres, che un tempo ha amato Doruntina?
Attingendo al patrimonio leggendario del suo Paese, Kadaré ci offre un thriller fuori del tempo, pieno di brume, di cavalcate notturne, di pietre tombali spostate, ma da cui traspare in filigrana una profonda riflessione sullo scontro fra generazioni.

Il Canzoniere, i Trionfi. Commentario

Nel 1470 vide la luce a Venezia, per i tipi di Vindelino da Spira, la prima stampa delle poesie volgari di Francesco Petrarca: i “Rerum vulgarium fragmenta” e i “Triumphi”. Fu un evento, garantito dal fatto che precedette persino la Commedia di Dante, la cui prima stampa uscirà solo nel 1472 (tre nel medesimo anno; ma ben dodici furono le stampe del Petrarca tra il 1470 e il 1478). Un esemplare di questo prezioso (e oggi rarissimo) incunabolo fini nelle mani di Antonio Grifo, letterato veneziano, rimatore egli stesso e appassionato lettore di Petrarca (e di Dante), che si applicò in una singolare opera di “commento” dei testi petrarcheschi, costituita da fitte postille manoscritte ai versi e da un ampio apparato illustrativo che, nella tradizione trecentesca dei codici miniati, cercava di dare un’interpretazione figurativa del testo poetico. Il Canzoniere queriniano risulta infatti l’unico testimone della produzione poetica volgare di Petrarca in cui ogni componimento appaia corredato di sue proprie illustrazioni, tanto più suggestive in quanto opere di un miniatore evidentemente lontano dalle forme stereotipate della tradizione di scuola, originalissimo nella rappresentazione figurativa del messaggio poetico petrarchesco. Grazie alla puntuale esegesi, “critica” e figurativa, del Grifo, questo esemplare è diventato un sontuoso “manoscritto” cartaceo, in cui il dettato petrarchesco impresso tipograficamente viene corredato di un grandioso apparato di chiose manoscritte e di rappresentazioni figurative che occupano ogni spazio bianco della pagina, in una ricchissima decorazione pressoché continua dalla prima all’ultima facciata. L’opera – mirabile documento della fortuna di Petrarca nel Rinascimento – fu commissionata da (o venne destinata, in dono, a) una illustre nobildonna, cui si allude nella dedica come « Vostra Alteza », rimasta però ignota. Come ignoto è rimasto il destino successivo del manufatto, che compare agli inizi del Settecento, forse in possesso della famiglia bresciana Gagliardi, dalla quale sarebbe stato poi trasferito alla Biblioteca Queriniana, dove tuttora si trova. Questo straordinario incunabolo è stato ora riprodotto in facsimile, onde consentirne una più ampia circolazione.. Nel presente Commentario il lettore troverà tutte le informazioni necessarie per l’opportuno approfondimento critico-iconografico del prezioso lavoro compiuto da Antonio Grifo.

La camera chiara. Nota sulla fotografia

Questa nota sulla fotografia (nota nel senso di riflessioni, considerazioni, anche digressione), scritta da Roland Barthes pochi mesi prima della morte, risulta il suo testo piú penetrante. La fotografia, «medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo», viene scrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi, fotografie con le quali si stabilisce una speciale corrente determinata da «attrazione» e «avventura», in un raccordo con la cultura surrealista della foto-descrizione anni Trenta e con una riconsiderazione dell’immaginario sartriano anni Quaranta, e un oggi, un qui e ora, puntualmente vissuto e colto.
Passando poi a uno scavo autobiografico obiettivo – «dovevo penetrare maggiormente dentro di me per trovare l’evidenza della Fotografia» – in cui si ricrea, in una sorta di percorso proustiano, il sentire per affetti e sentimenti. Perché il discorso è interrogazione, è dialogo, ma è anche confessione; al «linguaggio espressivo» e al «linguaggio critico» se ne aggiunge un altro, piú ineffabile e rilevante, vera e propria premonizione: da qui scaturisce una considerazione della fotografia come «studium» e come «punctum» (i due termini usati da Barthes in un distinguo illuminante), ma soprattutto dello storico e dell’effimero in cui viviamo.

Cambia il cervello, cambia la vita: Impara a riprogrammare la mente per eliminare le cattive abitudini e vivere felice.

Le ultime scoperte delle neuroscienze al servizio della vita quotidiana.DA UNO DEI MAGGIORI ESPERTI MONDIALI DI NEUROSCIENZE LA RICETTA PER MIGLIORARE LA NOSTRA VITA Il libro che spiega come modificare i processi mentali e le azioni che ci impediscono di cambiare in meglio la nostra vita personale e professionale. «Quest’anno cambio lavoro, mi iscrivo in palestra, imparo una nuova lingua…»Eppure l’idea di cambiare spesso ci mette a disagio e finisce che non ci proviamo nemmeno: ancorati alla nostra comfort zone, non riusciamo a liberarci dagli automatismi che ci danneggiano e ci rendono infelici.La causa non siamo noi, ma il nostro cervello.La buona notizia è che possiamo migliorare, a qualunque età: le recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che la nostra attività mentale stimola la modificazione delle connessioni tra neuroni e ne crea di nuove.Bachrach è uno straordinario allenatore di cervelli, che può aiutarci a scoprire questo enorme potenziale di crescita, di apprendimento e di evoluzione.Il suo libro è un vero e proprio training ricco di istruzioni ed esercizi, mirato a cambiare il nostro panorama cerebrale creando nuove abitudini mentali in grado di rivoluzionare la nostra esistenza.

Calda Follia (eLit)

**DEPARTMENT 6 – Vol. 1**
Una notte di passione, un ti amo caduto nel vuoto… Tra Rachel Jessop e Nate Ferrentino, agenti dell’organizzazione di sicurezza Department 6, c’è un muro di disagio eretto dopo un episodio del passato. Questa barriera invisibile dev’essere abbattuta per forza quando ai due viene affidata una missione delicata: fingersi sposati per infiltrarsi in una setta di fanatici e assicurare alla giustizia Ethan Wycliff, che si fa chiamare il Santo, ma si comporta come un demonio. Nel torrido deserto dell’Arizona, fra oscuri segreti, riti scabrosi, misteriose scomparse, divampa nuovamente la passione fra Rachel e Nate. Ma quando il Santo mette gli occhi su Rachel, la situazione si complica… Bisogna fermare Ethan prima che altre persone muoiano, e la prossima vittima potrebbe essere proprio lei, Rachel.

Il Bosco Di Mila

***** VINCITORE del Premio *Fai viaggiare la tua storia* 2017 ****** Quanti segreti nasconde una famiglia perfetta?* La notte di Santa Lucia è la più lunga dell’anno, una notte magica di trepidante attesa nelle case di Brescia per l’arrivo dei doni che anticipano il Natale. Nella villa dei Morlupo tutto tace, le luci sono spente, nessuno attende regali, ma notizie della piccola Mila, scomparsa quella mattina nel bosco di Mompiano. Le ricerche delle forze dell’ordine e dei volontari che setacciano la zona non si fermano neanche al calar del buio: i Morlupo sono una delle famiglie più ricche e influenti della città. A complicare le cose la scoperta della scomparsa di un’altra compagna di classe di Mila. Un intrico di voci, verità sussurrate e silenzi ostili in tutti gli ambienti cittadini fanno temere il peggio. La capo commissario Vittoria Troisi è riluttante ad accettare le indagini, ma la delicatezza del caso richiede la sua esperienza. In quella ricca città di provincia del Nord è stata trasferita solo l’estate prima da Roma, per riprendersi da un brutto incidente e curare le ferite che ancora si porta addosso. Accompagnata dal giovane agente del posto Mirko Rota, dal suo angelo custode rimasto nella capitale e dai fantasmi che non la abbandonano, Vittoria Troisi si trova a rimestare tra torbide relazioni vendette e rancori mai sopiti che risalgono agli anni di piombo e ancora più indietro fino all’epilogo della Seconda guerra mondiale. Un’avventura umana e investigativa nella quale gli ingredienti che hanno fatto il successo del giallo italiano sono combinati in un thriller originale e sorprendente. **Leggi in anteprima il primo capitolo del nuovo romanzo di Irma Cantoni, *Il segreto di Palazzo Moresco.* ** «Se un cassetto ha tenuto nascosto finora questo libro, andrebbe arrestato per occultamento di potenziale bestseller.» Lia Celi

Il borghese fa il mondo

Secondo alcuni il mondo è una biblioteca; ma se persino le stelle fisse, fisse non sono, allora una biblioteca non sarà un luogo ordinato quanto piuttosto un tentativo, una possibilità, una sfida all’ordine. Il borghese fa il mondo davanti ai suoi libri, ma i suoi libri lo guardano, lo impensieriscono e lo provocano fino ad annientarlo. Questo libro, scaturito dal lavoro che l’Opificio di Letteratura Reale di Francesco de Cristofaro e Giovanni Maffei ha condotto negli ultimi anni, studia l’immaginario della borghesia attraverso un ampio corpus di opere, giudiziosamente accoppiate, suddivise in tre movimenti (il borghese / fa / il mondo) e infine indagate con spirito libero: per esempio, la solitudine di Robinson si rispecchia in quella di Gesualdo, Maigret e Sherlock Holmes pipano in compagnia, la silhouette di Tristram Shandy è risucchiata dal sottosuolo di Dostoevskij, Barry Lyndon duella con i duellanti di Conrad, il borghese gentiluomo si pavoneggia al fianco di Totò-Sciosciammocca. Ancora, i villeggianti goldoniani conversano con il commesso viaggiatore Willy Loman; e il farmacista Homais, già segreto beniamino di Flaubert, flirta mostruosamente con Homer Simpson. Così, giocando sul serio e passando le frontiere disciplinari, gli autori si sono messi sulle tracce di questo strano animale che da più di duecento anni informa della sua presenza la modernità; lo hanno seguito su strade diverse e nuove senza mai riuscire a prenderlo davvero ma cogliendone sempre un frammento, la scheggia di un prisma infinito che ci riporta a quanto forse conosciamo meno: il nostro volto. Quindici accoppiamenti giudiziosi tra Melville e Huysmans, Sterne e Dostoevskij, Conan Do­yle e Simenon, Manzoni e Leopardi, Svevo e Roth, Defoe e Verga, Shakespeare e Galdós, Molière e Scarpetta, Goethe e Mann, Thackeray e Conrad, Woolf e Ginzburg, Balzac e Dickens, Tocqueville e Cechov, Nievo e Zola, Brecht e Ibsen raccontati da Sergio De Santis e Giovanni Maffei, Enrico Terrinoni e Massimo Palma, Ric­cardo Capoferro e Marco Viscardi, Romano Luperini e Antonio Prete, Sil­via Acocella e Arturo Mazzarella, Riccardo Martina e Francesco de Cristofa­ro, Stefano Manferlotti e Antonio Gargano, Francesco Fiorentino e Matteo Palum­bo, Giovanni Sampaolo e Simone Costagli, Enrica Villari e Claudio Gigante, Elisabetta Abignente e Antonio Bibbò, Gennaro Carillo e Clotilde Ber­toni, Francesco M. De Sanctis e Fausto Mal­covati, Ugo M. Olivieri e Pierluigi Pellini, Marco Meriggi e Fran­co Moretti. Note introduttive di Emanuele Canzaniello. Fotografie di Cesare Accetta, Monica Biancardi, Ludovico Brancaccio e Flavio Gregori. Con una conversazione su Miller e Goldoni tra Elio De Capitani e Toni Servillo. L’Opificio di Letteratura Reale è una comunità di ricercatori di età e di storie diverse che dal 2012 porta avanti, presso l’Università di Napoli «Federico II», una libera esperienza di ricerca. I primi due cicli scientifici, su Coincidenze e Attese, hanno prodotto altrettanti volumi (Ad est dell’equatore, 2012 e 2015). I frutti del più recente e articolato progetto su Borghesia sono, oltre a questo libro, lo schedario bibliografico Borghesia. Approssimazioni (Diogene, 2017) e il fascicolo monografico Borghesia disambientata («Status Quaestionis», XII, 2017).

Bombardare Auschwitz

Si poteva intervenire dal cielo evitando alla più grande fabbrica di morte di continuare a uccidere? Si poteva bombardare Auschwitz? Era una strada percorribile nella fase conclusiva della seconda guerra mondiale? Di ciò che stava accadendo nei campi di concentramento si sapeva molto (almeno dal 1942), eppure la macchina dello sterminio nazista è rimasta in piedi; quei binari hanno continuato a trasportare treni merci stracolmi di vite e di storie che giunte a destinazione prendevano una via senza ritorno. Il complesso di Auschwitz-Birkenau non rientra tra gli obiettivi degli attacchi dell’aviazione alleata, non compare nelle zone coperte dall’aerea bombing e non raccoglie le attenzioni necessarie da politici e alti comandi. Così, in un terribile paradosso della storia, mentre le sorti della guerra danno ragione alla grande coalizione delle Nazioni Unite e la sconfitta nazista si avvicina inesorabile, non si interrompe la macchina dello sterminio, le sue strutture rimangono in piedi operanti e perfezionate. Lo sforzo verso la vittoria finale è imponente, impegnativo fino all’ultimo istante, non ammette distrazioni o secondi fini. Non è pensabile concentrarsi su priorità che non siano quelle della condotta militare, su scelte e indirizzi segnati dall’urgenza di far presto per liberare il mondo da una minaccia incombente, senza precedenti. Così gli appelli di quei pochi testimoni oculari riusciti a fuggire dai lager, anche di coloro che chiedono un’azione mirata e repentina, non vengono ascoltati. I racconti dei sopravvissuti ci dicono che per mesi avevano sperato che quegli aerei, di cui sentivano i motori in lontananza, si potessero avvicinare per colpire, altri hanno creduto che presto o tardi la catena di morte si sarebbe interrotta. E per decenni, quando la dimensione della tragedia è emersa con chiarezza, sono prevalse le giustificazioni del momento e poi le scuse di fronte al mondo per un mancato intervento che avrebbe dato alla vittoria finale uno spessore più forte e convincente. Lontano dalle «retoriche della memoria», Umberto Gentiloni Silveri ricostruisce la fitta trama di incomprensioni che nei mesi cruciali del 1944 portò a sottovalutare la necessità di un intervento su Auschwitz e getta luce sul ritardo con cui istituzioni e opinione pubblica sono finalmente giunti a comprendere la tragedia della Shoah, a guardare dentro le proprie responsabilità, a raccoglierne il peso e l’eredità.

Black moon: l’abbraccio della notte

Metà vampiro e metà lupo mannaro, Riley Jenson è sempre stata una donna decisa e determinata, sia in amore sia nel suo lavoro come Guardiana per il Dipartimento Razze Diverse di Melbourne. Ma stavolta deve affrontare un caso molto complicato: una ragazza è scomparsa nel nulla, e di altre ancora si perderanno ben presto le tracce. Non ci sono indizi, nessuna pista che porti alla verità, e Riley sente che qualcuno le sta tendendo una trappola. Nei club notturni dove umani e non umani si uniscono in una danza lasciva di orrore e seduzione, Riley si ritrova ad affrontare rischi ben più grandi di quelli che immaginava. Il gioco si è fatto pericoloso e lei dovrà lottare per salvare se stessa e ciò che ha di più caro al mondo prima che la notte la avvolga nelle sue spire…

Avviso ai naviganti

Quoyle vive a Brooklyn, sbarca il lunario facendo il giornalista, ha una moglie e due figlie. Una vita come tante, tra piccole gioie e grandi frustrazioni: finché, un giorno, viene licenziato dal quotidiano per cui lavora e, tornato a casa, trova ad attenderlo la babysitter con un messaggio da parte di sua moglie: ha deciso di abbandonarlo definitivamente per fuggire con un amante. Si ritrova così da solo, senza soldi e con due figlie da mantenere. Chiunque, davanti a due catastrofi di questa portata, si lascerebbe andare, tanto più se, come Quoyle, ha sempre vissuto di piccoli e grandi compromessi. E invece accade l’inverosimile. Ribellandosi a un destino che sembrerebbe già scritto, e facendo appello a un coraggio che ignorava di avere, prende il primo traghetto per Terranova insieme alle figlie e a un’attempata zia e va a stabilirsi in un villaggio coperto di neve quasi tutto l’anno, ai confini del mondo. Un luogo aspro ed estremo, permeato da legami antichissimi e oscure superstizioni, che si trasforma nell’ultima occasione per ritrovarsi, e impossessarsi, forse per la prima volta, della sua vita.Torna in libreria, dopo quasi vent’anni, il capolavoro di Annie Proulx: un romanzo carico di umorismo ed empatia, e una delle poche opere nella storia della narrativa americana ad aver ottenuto i due premi letterari più importanti degli Stati Uniti: il Pulitzer e il National Book Award.

Le api randage

Napoli, 1992. Il «re del cemento» Raul Aragona è diviso tra grandi ambizioni e grossi guai. Le ambizioni: condizionare la politica, portando a termine la scalata finanziaria più rischiosa della storia italiana. I guai: è alla disperata ricerca di un erede, ma suo figlio Manuel è uno sfaccendato e un ubriacone, mentre il figliastro Matteo ha abbandonato le attività di famiglia per diventare poliziotto. A conquistarsi la fiducia di Raul è il giovane e promettente Lorenzo Messina… ma nel suo passato c’è un segreto che sarà il motore di un complotto efferato. E che, tra le ombre della camorra e le inchieste giudiziarie di Tangentopoli, coinvolgerà tutti: perfino Sveva, la terza moglie di Raul, fino a quel momento rinchiusa nel lusso di villa Aragona e segretamente contesa dai giovani maschi. Nel nuovo romanzo di Angelo Petrella le ambizioni, il fasto e i vizi di una famiglia di industriali napoletani mettono in moto una vicenda appassionante e crudele, sorretta da incessanti colpi di scena. Una storia di padri e figli, ma anche l’intenso affresco di un passaggio cruciale della nostra epoca recente. Villa Aragona, nei cui giardini Raul accudisce con amore i suoi alveari, diventa così il simbolo di un’Italia arrogante e tragica, un paese dove si è disposti a sacrificare ogni valore in nome del potere e della ricchezza. Ma un paese dove c’è anche chi continua a cercare la verità, seppure a costo di perdere l’innocenza. Ed è per questo che i protagonisti si muovono come «api randage»: decisi a inseguire fino in fondo il loro destino individuale, eppure allo stesso tempo consapevoli che, fuori dal proprio sciame, ad attenderli può esserci solo la morte.

Le Ali Del Serpente

**Narrativa** \- romanzo (260 pagine) – Durante il conflitto tra civiltà rinascimentale e oscurantismo, un complotto ordito da misteriosi individui vuole prendere il potere nel mondo e instaurare un nuovo ordine. In un 1500 alternativo, la Serenissima Unione delle Repubbliche d’Italia e i suoi alleati, Francia e Impero, si trovano ad affrontare la minaccia di una congrega che adora una divinità simile a un serpente alato. Una lotta senza quartiere in tre continenti tra navi volanti a vapore e armi sconosciute e micidiali e, dietro le quinte, intrighi, attentati e spionaggio orditi da Spagna e Inghilterra, acerrime nemiche della civiltà rinascimentale, anche loro ignari bersagli degli adoratori del Serpente Alato. **Paolo Ninzatti** è nato a Milano nel 1950. Oggi vive a Tommerup, nell’isola di Fionia in Danimarca. Pedagogista in pensione, suona in diverse band, o come solista. Presente in diverse antologie edite da Delos Books, Edizioni Scudo, Alcheringa, Reverie, Montecovello, ha scritto la sceneggiatura dei fumetti *Oltre il Cielo* e *Il Megalito* di Giorgio Sangiorgi, tradotti anche in danese. Da un’idea di Sangiorgi ha pubblicato il romanzo *La nuova stella*. Con Delos Digital ha pubblicato i romanzi *Il volo del leone, Missione Medea* e *La grande rapina a Trainville* , scritto a quattro mani con Alain Voudì, oltre a un racconto fantascientifico per la collana Futuro Presente.

Al di là del deserto: Che cos’è la metafisica e come adoperarla per cambiare vita

Che ce ne rendiamo conto o meno, tutti abbiamo una filosofia. Ma siccome la nostra filosofia può avere conseguenze enormi sulla nostra vita e su quella delle persone che ci sono vicine, è bene sapersela costruire con cura. Il modo migliore consiste nel partire dall’alto, da quella che gli esperti chiamano metafisica.
La metafisica è un’attività più semplice di quel che solitamente si crede: i bambini la praticano costantemente, sotto forma di domande. Metafisica è chiedersi: «Perché questa cosa è questa cosa?»
Purtroppo, gli adulti hanno perso la capacità di farsi queste domande. Quasi sempre sono chiusi in un recinto mentale che li rende conformisti, impauriti, prigionieri.
In questo libro troviamo le istruzioni avventurose per superare quel recinto e utilizzare la metafisica nella vita d’ogni giorno, nella scoperta di se stessi. Per accompagnarci in questo viaggio, Sibaldi riprende la più grande storia metafisica mai raccontata: l’Esodo di Mosè verso la Terra Promessa. Usciti, come Mosè, dalla prigionia d’Egitto, e passati al di là del deserto, possiamo riconquistare la possibilità di avere possibilità innumerevoli e il coraggio di lasciar avvenire ciò che desideriamo.  
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### Sinossi
Che ce ne rendiamo conto o meno, tutti abbiamo una filosofia. Ma siccome la nostra filosofia può avere conseguenze enormi sulla nostra vita e su quella delle persone che ci sono vicine, è bene sapersela costruire con cura. Il modo migliore consiste nel partire dall’alto, da quella che gli esperti chiamano metafisica.
La metafisica è un’attività più semplice di quel che solitamente si crede: i bambini la praticano costantemente, sotto forma di domande. Metafisica è chiedersi: «Perché questa cosa è questa cosa?»
Purtroppo, gli adulti hanno perso la capacità di farsi queste domande. Quasi sempre sono chiusi in un recinto mentale che li rende conformisti, impauriti, prigionieri.
In questo libro troviamo le istruzioni avventurose per superare quel recinto e utilizzare la metafisica nella vita d’ogni giorno, nella scoperta di se stessi. Per accompagnarci in questo viaggio, Sibaldi riprende la più grande storia metafisica mai raccontata: l’Esodo di Mosè verso la Terra Promessa. Usciti, come Mosè, dalla prigionia d’Egitto, e passati al di là del deserto, possiamo riconquistare la possibilità di avere possibilità innumerevoli e il coraggio di lasciar avvenire ciò che desideriamo.

A Sud Del Confine, a Ovest Del Sole

Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lí dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un’abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di piú: a distinguerla non c’è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo.
Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un’altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi – è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l’esperienza – quando ormai la vita l’ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppía esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell’altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà. Torna in libreria, in una traduzione completamente rivista, uno dei romanzi piú amati di Murakami Haruki: un’opera malinconica e romantica, una storia di raffinata delicatezza, in cui l’esplorazione dei piú diafani movimenti dell’anima riesce a descrivere l’universale, umanissimo conflitto tra necessità e desiderio, destino e libertà.
* * *
«Il piú realista dei romanzi di Murakami e forse anche il piú emozionante».
**«Boston Globe»**
* * *
«Un libro bello e saggio pieno di verità nascoste».
**«The New York Times»**

A scuola di Giallo. Guida in sette passi per aspiranti scrittori di gialli

Ricevo molte domande sulla scrittura, gran parte delle quali mirate a ottenere dei consigli. Sfortunatamente, non esistono formule magiche che io possa condividere; la cosa più importante è iniziare a scrivere, senza badare al fatto che ogni frase venga composta alla perfezione. Una persona saggia una volta disse che scrivere è 1% ispirazione e 99% sudore e non posso essere che d’accordo! Quindi, piuttosto che essere ossessionati da come le parole filano tra loro, badate al fatto che le parole arrivino, lasciatele scorrere. In altre parole: scrivete, scrivete, scrivete!
Di seguito la mia guida in sette passi per aspiranti scrittori di gialli; ogni sezione contiene suggerimenti, esercizi e una piccola bibliografia che può esservi di aiuto. Buona fortuna!

A scuola dallo stregone: una via yaqui alla conoscenza

Carlos Castaneda, un giovane antropologo dell’Università di California, registra in questo libro le esperienze fatte durante cinque anni di apprendistato presso don Juan, uno stregone indiano Yaqui. In una serie di singolari dialoghi, Castaneda espone la sua parziale iniziazione al tipo di percezione di don Juan e al suo dominio della “realtà non ordinaria”. Descrive come il peyote e altre piante sacre agli indiani dei Messico siano usate come vie d’accesso ai misteri del “terribile”. Pur dovendo trattare di fenomeni fuori del comune, spesso di fatti di un ordine fantastico e inquietante, Castaneda scrive con semplicità e concretezza, lasciando che gli avvenimenti esprimano da soli il loro dramma. Dal resoconto emergono con vigore la nobiltà, profondità e autorità di don Juan e dei suoi insegnamenti. E’ un libro senza precedenti, stranamente bello, che si è assicurato un posto nella letteratura dell’etnologia come un documento sempre valido e vivo di una manifestazione dello spirito umano.
Taoismo, Voga, Vedanta e Zen – le antiche “Vie di liberazione” – appartengono anima e corpo all’Asia. E’ stato detto che l’Occidente non ha mai prodotto nessuna via di conoscenza spirituale paragonabile al grande sistema dell’Oriente, ed è per questo che il libro di Castaneda ha il valore di una vera e propria rivelazione.