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La modista

‘*Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.*’
La Lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico

‘*Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.*’
Tuttolibri – Bruno Quaranta

Nella notte hanno tentato un furto in comune, ma la guardia Firmato Bicicli non ha visto nulla. Invece, quando al gruppetto dei curiosi accorsi davanti al municipio s’avvicina Anna Montani, il maresciallo Accadi la vede, eccome: un vestito di cotonina leggera e lì sotto pienezze e avvallamenti da far venire l’acquolina in bocca. Da quel giorno Bicicli avrà un solo pensiero: acciuffare i ladri che l’hanno messo in ridicolo e che continuano a colpire indisturbati. Anche il maresciallo Accadi, da poco comandante della locale stazione dei carabinieri, da quel momento ha un’idea fissa. Ma intorno alla bella modista e al suo segreto ronzano altri mosconi: per primo Romeo Gargassa, che ha fatto i soldi con il mercato nero durante la guerra e ora continua i suoi loschi traffici; e anche il giovane Eugenio Pochezza, erede della benestante signora Eutrice nonché corrispondente locale della ‘Provincia’.

Il nuovo romanzo di Andrea Vitali è centrato su una protagonista femminile vitale, ambi-ziosa e sensuale, un po’ furba e un po’ ingenua. Intorno al suo frequentatissimo atelier, tra cognac doppi e partite a scala quaranta, si muove e si agita tutto il paese: dal sindaco Balbiani con il segretario comunale Bianchi, giù giù fino al trio di giovinastri composto dal Fès, dal Ciliegia e dal Picchio, passando per l’appuntato Marinara, che deve rimediare alle distrazioni del superiore, e poi le misteriose titolari della farmacia Gerbera e Austera Petracchi, la cuoca di casa Pochezza e sua figlia Ersilia, lo spazzino Oreste e il messo Milico.
Nei suoi romanzi – divertenti, intelligenti, godibilissimi – Andrea Vitali ha reinventato magistralmente la commedia all’italiana: riesce così a restituire l’immagine più vera e profonda del nostro paese, in un’incessante girandola di caratteri e di sorprese.
(source: Bol.com)

La modella e il milionario

Dalla Grecia agli Stati Uniti, dall’Italia all’Inghilterra, innamorarsi di un milionario non è poi così difficile. Ma riuscire a rapirne il cuore non è un’impresa da tutti. Per la prima volta nella sua vita, Amber Taylor si è sentita speciale. E il merito di questo miracolo è tutto di Miguel Menendez: il suo sguardo penetrante, il suo accento castigliano e il suo fascino mediterraneo hanno avuto su di lei un effetto dirompente. Per entrambi l’idea è di vivere intensamente i pochi giorni che hanno a disposizione, ma in breve tempo le cose iniziano a cambiare.
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### Sinossi
Dalla Grecia agli Stati Uniti, dall’Italia all’Inghilterra, innamorarsi di un milionario non è poi così difficile. Ma riuscire a rapirne il cuore non è un’impresa da tutti. Per la prima volta nella sua vita, Amber Taylor si è sentita speciale. E il merito di questo miracolo è tutto di Miguel Menendez: il suo sguardo penetrante, il suo accento castigliano e il suo fascino mediterraneo hanno avuto su di lei un effetto dirompente. Per entrambi l’idea è di vivere intensamente i pochi giorni che hanno a disposizione, ma in breve tempo le cose iniziano a cambiare.

La misura del mondo

Nel 1828, Gauss, matematico, fisico, astronomo, al momento direttore dell’osservatorio di Gottinga, dove vive con la seconda moglie Minna e i figli, viene invitato da Alexander von Humboldt, esploratore, geografo e scienziato, a Berlino, dove si svolge un congresso di scienziati tedeschi. Gauss non ha nessuna voglia di parteciparvi, non ama viaggiare, la gente non gli interessa, è un tipo solitario, pedante e scorbutico, ma Humboldt è più testardo e riesce a convincerlo. L’incontro fra due delle menti più geniali della Germania illuminista fornisce all’autore l’occasione di narrare le incomparabili vite dei due personaggi, dall’infanzia al 1828 passando per il viaggio e il trattato che hanno fondato la geografia e la matematica moderne. Kehlmann descrive l’ambiente politico e accademico della Prussia, della Francia, della Spagna, delle Americhe e della Russia. Racconta di rapporti familiari, affetti e amori, di scienziati alle prese con i più svariati e originali campi di studio, riferisce di guerre e colonialismo, di schiavi e rivoluzioni, di bustarelle e sedute spiritiche, scende nella mente dei due protagonisti svelandone sogni e ideali, idiosincrasie e intuizioni, creando un mozzafiato romanzo d’avventura costruito su una fulgida ironia. Prende per mano il lettore che si ritrova a viaggiare con Humboldt su traballanti canoe, a salire le più alte montagne, a scendere nei crateri e a viaggiare su navi che non si sa bene come raggiungono le loro mete, a seguire con chiarezza le scoperte di Gauss, a sorridere delle sue manie, ad appassionarsi alle sue idee, al suo modo di vedere il mondo e la vita, di guardare al futuro. Un romanzo intelligente, brillante, divertente, ricco di humour; il ritratto irridente ma appassionato e devoto dell’epoca di massimo splendore della cultura tedesca: i mostri sacri, da Goethe a Kant, scendono dal piedistallo e diventano esilaranti personaggi di una commedia fondata su un’assoluta accuratezza storica.

La mistica della croce. Scritti spirituali sul senso della vita

“In fondo, ciò che devo dire è sempre una piccola, semplice verità: come imparare a vivere mano nella mano del Signore” . Diario, lettere, scritti vari, preghiere e poesie rivelano, accanto ad una Edith Stein filosofa rigorosa e fenomenologa di altissimo livello, una donna di grande profondità spirituale che però non rinnega la ricerca intellettuale, ma anzi se ne arricchisce, senza per questo perdere in semplicità. l’appartenenza al popolo ebraico e la persecuzione, fino ad Auschwitz, non fanno che ribadire in Edith Stein la sua personale scelta della croce, intesa sempre come testimonianza e come segno di solidarietà.
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Mistero napoletano

“Forse questo è soltanto un giallo esistenziale, perché indaga su un suicidio apparentemente senza ragione” Con le armi del grande narratore, Ermanno Rea conduce un’indagine in forma di diario sulle ragioni del suicidio di Francesca Spada, giornalista culturale de “l’Unità” e critico musicale. A ospitare la vicenda è una Napoli lacerata dalla guerra fredda. L’inchiesta è resa difficile dalla distanza temporale da eventi avvenuti oltre trent’anni prima, in un momento in cui le coscienze si confrontavano in modo ossessivo con la politica. Una stagione per certi versi drammatica in cui si intersecano le ragioni esistenziali dei protagonisti, il destino di una città come Napoli (il cui porto era controllato di fatto dagli americani), le incertezze di una generazione appena uscita dalla guerra, alle prese per di più con un Partito comunista ancora fortemente ancorato all’identità stalinista. A poco a poco, con un andamento concentrico, si fa luce sulla complessità dei fatti che spinge la giovane giornalista al suo atto estremo. Da storia privata quindi l’indagine si fa storia collettiva di un’intera classe politica, di una generazione, delle sue speranze e dei suoi valori. Il romanzo-inchiesta di Ermanno Rea, premio Viareggio 1996: forse il suo capolavoro.

Mistero doppio

Nell’afosa estate dell’anno del Signore 1141 due monaci giungono all’abbazia di Shrewsbury. Hanno nomi singolari e un passato sul quale preferiscono tacere: fratello Humilis, eroico ex crociato che ha abbandonato la promessa sposa poco prima delle nozze per votarsi al Signore, e fratello Fidelis, giovane novizio muto, schivo ed enigmatico. Ma qual è la loro vera identità? Quale indissolubile legame li unisce e quali segreti si nascondono nelle loro storie? E che fine ha fatto la ragzza abbandonata da Humilis e misteriosamente scomparsa? Toccherà come sempre a fratello Cadfael indagare, nei ricordi, nelle azioni e nei cuori dei protagonisti di quello che sta per trasformarsi in uno scandalo funesto per l’intero Ordine benedettino.

Il mistero di Tunguska. 1908: la devastante esplosione che sconvolse la Siberia

Alle sette di mattino del 30 giugno 1908, un’enorme palla di fuoco esplose nel cielo siberiano. L’intensità fu di mille volte superiore a quella della bomba di Hiroshima, l’onda d’urto si avvertì fino a San Pietroburgo e il “fungo” raggiunse quasi lo spazio. Di cosa si trattava? Dopo un secolo è ancora impossibile dirlo con certezza. Una cometa? Buchi neri? Extraterrestri? Surendra Verma racconta l’incredibile storia del mistero di Tunguska, senza dimenticare i tanti scienziati e i moltissimi ciarlatani che l’hanno alimentata. E alla fine avanza la sua personale risposta a questo enigma.
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Il mistero di Edwin Drood

L’8 giugno 1870 Charles Dickens, morendo, lasciò incompiuto il suo ultimo romanzo, “Il mistero di Edwin Drood”, e già all’indomani della sua prima edizione esso fu definito “la più misteriosa storia che sia mai stata scritta”. Al fascino della vicenda di suspense costruita dalla fantasia creativa del grande scrittore inglese s’aggiunse la curiosità per il mistero non risolto, l’emozione della ricerca di una soluzione, di un finale, che Dickens non aveva rivelato né affidato a nessuno dei suoi appunti. Ci provarono in tanti a dare una risposta ai molti interrogativi della trama. La risposta più convincente venne da Leon Garfield, lo studioso inglese che più di tutti riuscì a penetrare nel mondo dickensiano.

Il mistero della morte di Bradmoor

Protagonista di questa sequenza di racconti è il grande investigatore Sir Henry Marquis, che si trova a risolvere casi ambientati tra America e Inghilterra, giardini in Asia e deserti libici. I suggestivi scenari, gli avvenimenti avvolti da circostanze misteriose, lasciano il lettore in una suspense continua, nel dubbio che non tutto possa essere spiegato dalla ragione, e che non sempre il controllo degli eventi sia esclusivamente dei vivi…Melville D. PostMelville Davisson Post (1871-1930), avvocato e scrittore americano, scrisse molti racconti polizieschi poi divenuti dei classici e raccolti in volume. Oltre al celebre personaggio di Uncle Abner, Post creò il personaggio di Sir Henry Marquis, protagonista della raccolta Il mistero della morte di Bradmoor.
(source: Bol.com)

Il mistero della camera gialla

Joseph Joséphin, detto Rouletabille, è un giovanissimo reporter nella Parigi vitale e caotica della Belle Époque. “Il mistero della camera gialla”, pubblicato nel 1907, è un’originale variazione sul classico “enigma della camera chiusa” e fu uno straordinario successo popolare. Gaston Leroux, che avrebbe creato tre anni dopo “Il fantasma dell’Opera”, esalta la logica fiduciosamente positivista del suo eroe, ma la immerge in una nebbia misteriosa e quasi onirica che ha permesso alle avventure di Rouletabille di travalicare i confini del genere. Se la perfezione del congegno narrativo ha reso questo romanzo uno dei capolavori imprescindibili del giallo, è stata la bizzarra aura poetica che avvolge ambienti e personaggi a sedurre Jean Cocteau e a farne un oggetto di culto per i surrealisti.

Il Mistero Dell’isola Di Pasqua

Anno 2099. Gli archeologi, che operano sull’Isola di Pasqua da parecchi anni, cercano di svelare il mistero, un oggetto sacro che gli indigeni isolani identificano con questo termine ed intendono nascondere al resto del mondo. Ora la CIA ha spinto i possessori dell’isola, i cileni, a cedere questo possedimento oltremare agli Stati Uniti perche intende mettere in atto un piano molto losco e oscuro. Per quale motivo la nazione piA’ potente del globo e cosi interessata ad un’isola cosi piccola ed insignificante? Intanto si intravede anche una svolta nelle indagini degli archeologi, che sembrano essere ormai sulla pista giusta per scoprire il mistero dell’Isola di Pasqua ma la loro avventura sara lunga e tortuosa, piena di insidie.

Il mistero del Treno Azzurro

Conosciuto anche con il pomposo nome di ‘Treno dei miliardari’, il Treno Azzurro unisce nella notte Londra alle spiagge assolate della Costa Azzurra. Sulle sue lussuose carrozze si possono incontrare tutti i protagonisti dell’alta societ&agrave: miliardari americani, nobili europei, ereditiere e anche investigatori famosi come Hercule Poirot. La presenza di quest’ultimo, per quanto casuale, deve essere per forza collegata a qualche delitto. E infatti il delitto avviene. La giovane e bella Ruth Kettering, figlia del miliardario Van Aldin e moglie infedele del corrotto lord Kettering, viene ritrovata stangolata nel suo scompartimento senza la preziosa collana di rubini che aveva con s&eacute.

Il mistero del teschio

Aurora Teagarden, che nel precedente romanzo di questo ciclo (“Real Murders: il club dei delitti irrisolti”) ha fatto il suo strepitoso debutto, trasformandosi da bibliotecaria in investigatore dilettante, si ritrova improvvisamente a essere molto ricca quando un’anziana parente, Jane Engle, muore e le lascia il proprio patrimonio. Quando va a prendere possesso della casa ereditata, Aurora scopre che il posto è stato messo a soqquadro, e frugando in giro scopre un macabro oggetto sfuggito alle ricerche dell’intruso: un teschio umano, sfondato, nascosto in una cassapanca astutamente mascherata da sedile, sotto una finestra. Aurora comincia allora a scavare nella vita dei vicini, mascherando le proprie indagini e scopre che nel corso degli anni nel vicinato sono scomparsi due uomini.

Il misterioso signor Quin

Il misterioso signor Quin Questo volume raccoglie i dodici racconti preferiti da Agatha Christie all’interno della sua vasta produzione. Dodici miniature di altrettanti drammi umani ai quali assistono due insoliti spettatori: l’anziano signor Satterthwaite, pigro ma osservatore attento e curioso della vita che gli si svolge attorno, e il suo misterioso amico Harley Quin. Quest’ultimo, imprevedibile presenza a metà fra il personaggio in carne e ossa e l’apparizione spettrale, si materializza sempre al momento opportuno, dando l’impressione di sapere tutto, provocando l’azione ma ritirandosi e lasciando agire gli altri non appena gli ingranaggi si sono innescati. Grazie all’intervento quasi soprannaturale di Quin, e al suo potere di far capire alle persone la vera essenza delle cose che hanno visto e sentito, Satterthwaite riesce a venire a capo di molti casi apparentemente insolubili.

La misteriosa storia del ritratto di Oloferne

Roma, primi decenni del XIX secolo. C’è un misterioso fatto di sangue dietro il crudo realismo del ritratto di “Giuditta e Oloferne”, custodito nella sagrestia di una chiesa. A chi appartiene il volto dell’uomo dipinto sulla tela? E perché il suo autore è misteriosamente scomparso dopo aver concluso l’opera? Il dottor Klaus Lusterhandt proverà a ricomporre i frammenti di un’antica vicenda.
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