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Il cuore oscuro di Firenze

Rabbia, vendetta, delirio. Nel buio della sua cella fetida, il serial killer Daniele De Robertis può solo immaginare la propria vita al di là delle sbarre. Ha troppi conti in sospeso con il mondo. L’omicidio del gemello Leonardo. L’odio cieco verso Sir George Holley. La fame sessuale che incendia le sue fantasie notturne. Il sogno diventa realtà quando riesce a evadere e a far perdere ogni traccia di sé. Nello stesso momento, comincia per il commissario Ferrara il peggiore degli incubi, quando un avvocato di grido e la moglie vengono uccisi nell’oasi da cartolina del borgo Bellavista, nelle campagne toscane. È l’inizio della fine: al primo sopralluogo, gli agenti della Mobile trovano nella casa delle vittime nove fotografie agghiaccianti, vere e proprie istantanee di morte di alcune donne immolate sull’altare di un dio sbagliato. Da un giorno all’altro, tutto il Male sepolto solo pochi mesi prima negli inferi di Firenze torna in superficie con una forza inarrestabile. Sulle tracce del fuggitivo, l’indagine costringerà Ferrara a scavare tra i segreti di personaggi illustri e intoccabili, in una spirale di ossessioni e violenza – nel segno di una misteriosa Rosa Nera – che in Italia ha soltanto il suo epicentro. Con la precisione chirurgica di chi ha vissuto sulla propria pelle quello che racconta e il ritmo sferzante del grande narratore, Michele Giuttari torna a inquietarci con un romanzo che ci mette faccia a faccia con i nostri fantasmi e le nostre paure.

(source: Bol.com)

Cuore Fossile

Quando al paleontologo Nick Eisenberg giunge la notizia che qualcuno crede di aver trovato le ossa di un velociraptor nell’Alberta, la sua curiosità prevale sul desiderio di restare a Londra. Dopotutto, è uno dei più grandi esperti al mondo di predatori preistorici e ha sempre voluto trovare i cugini nordamericani dei velociraptor. C’è solo un problema: l’ambientalista Hunter Joseph. Mentre Nick supervisiona lo scavo, Hunter si aggiudica il sostegno degli abitanti della zona e si oppone alla distruzione del paesaggio portata avanti dai paleontologi alla ricerca di ossa di dinosauri.
Nick e Hunter non riescono proprio ad andare d’accordo. Hunter è un integralista perennemente imbronciato. Nick è un nerd dalle vedute ristrette. Ma devono trovare il modo di lavorare nello stesso sito senza uccidersi a vicenda, perché c’è qualcun altro lì fuori che sembra determinato a causare a Nick più problemi di quanti possa immaginare.
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### Sinossi
Quando al paleontologo Nick Eisenberg giunge la notizia che qualcuno crede di aver trovato le ossa di un velociraptor nell’Alberta, la sua curiosità prevale sul desiderio di restare a Londra. Dopotutto, è uno dei più grandi esperti al mondo di predatori preistorici e ha sempre voluto trovare i cugini nordamericani dei velociraptor. C’è solo un problema: l’ambientalista Hunter Joseph. Mentre Nick supervisiona lo scavo, Hunter si aggiudica il sostegno degli abitanti della zona e si oppone alla distruzione del paesaggio portata avanti dai paleontologi alla ricerca di ossa di dinosauri.
Nick e Hunter non riescono proprio ad andare d’accordo. Hunter è un integralista perennemente imbronciato. Nick è un nerd dalle vedute ristrette. Ma devono trovare il modo di lavorare nello stesso sito senza uccidersi a vicenda, perché c’è qualcun altro lì fuori che sembra determinato a causare a Nick più problemi di quanti possa immaginare.

Cuore di seta

”Per tutto il viaggio me ne restai con la testa appoggiata al sedile. Era la prima volta che volavo, mi facevano male le orecchie, avevo un po’ di nausea, e mi spaventavo ogni volta che l’aereo traballava. Nei pochi momenti che ero sveglio sbirciavo verso il finestrino alla mia sinistra e inventavo storie coi personaggi che le forme delle nuvole di volta in volta mi suggerivano. Erano nuvole di mían hūatáng, ‘cotone caramella’, lo zucchero filato che spiluccavo, in Cina, fra le bancarelle dei mercatini serali.
Era il marzo del 1990 e, a soli undici anni, stavo volando verso Oūzhōu, l’Europa, insieme a Mama, mia madre…” Inizia così l’avventura di Shi Yang Shi in Italia, un mondo sul quale ha spesso fantasticato ma che scoprirà fin da subito molto diverso da come lo aveva immaginato. Dopo un viaggio interminabile, infatti, il piccolo Yang, in Cina studente brillante e figlio unico adorato di genitori benestanti, si ritrova a Milano, senza il padre, costretto a dormire insieme a Mama su giacigli improvvisati nella cucina di una famiglia di conoscenti, alle prese con una lingua di cui non sa nemmeno una parola e circondato da lǎowài, stranieri dagli occhi grandi e naso grosso che si assomigliano un po’ tutti. Tutto per lui è nuovo e difficile, e dopo solo pochi mesi che sembrano però una vita intera, i suoi sogni di bambino si sono già accartocciati l’uno dopo l’altro di fronte alla realtà. A mano a mano che questo accade, lo strappo che la partenza da Jǐnán ha prodotto nel suo giovane cuore di seta avanza, inesorabile e silenzioso. Perché la sua anima è divisa, in bilico, tra la vecchia vita in Cina e la nuova in Yìdàlì, tra vecchie e nuove abitudini, tra la voglia di rispettare la tradizione e la famiglia e il desiderio di affermare se stesso, realizzando i suoi sogni. Come se dentro di lui germogliasse invisibilmente un seme biforcuto, che non sa se svilupparsi verso l’obbedienza o la ribellione.
Nel raccontarci i tentativi fatti per raggiungere un equilibrio faticoso quanto delicato, Yang ci trasporta nel suo mondo multicolore di giovane cinese cresciuto in Italia regalandoci una storia che sa essere amara, ma anche divertente e piena di speranza.
(source: Bol.com)

Cucinare il sushi a casa propria? (Cucina Giapponese Vol. 1)

Sei appassionato di cucina giapponese? Rinunceresti a tutto ma non al sushi? Sei stufo di mangiare surrogati di cucina giapponese in ristoranti non giapponesi? E perchè non provi a cucinartelo a casa?
Ottima guida in italiano su come cucinare un ottimo sushi ed altro ancora… Dopo aver letto il libro, solo un VERO giapponese farà meglio di voi!
Cucino da oltre 15 anni, da 5 cucino giapponese… condivido i miei segreti con voi!
Disclamer: Il libro, per problemi di conversione, è in vendita su amazon senza immagini.
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### Sinossi
Sei appassionato di cucina giapponese? Rinunceresti a tutto ma non al sushi? Sei stufo di mangiare surrogati di cucina giapponese in ristoranti non giapponesi? E perchè non provi a cucinartelo a casa?
Ottima guida in italiano su come cucinare un ottimo sushi ed altro ancora… Dopo aver letto il libro, solo un VERO giapponese farà meglio di voi!
Cucino da oltre 15 anni, da 5 cucino giapponese… condivido i miei segreti con voi!
Disclamer: Il libro, per problemi di conversione, è in vendita su amazon senza immagini.

Cuando Éramos Mayores

**Anne Tyler, autora galardonada con el Premio Pulitzer en 1989, nos habla en esta novela del valor de los recuerdos y el inmenso coraje que se precisa para volver a escribir toda una vida.**
Aunque las patas de gallo ya crezcan junto a sus hermosos ojos, aunque decenas de familiares -hijas, hijastras, nietos y tíos- aseguren que ya no queda tiempo para emprender un nuevo camino, Rebecca se resiste a convertirse para siempre en alguien que no es. Ya no le basta con reinventar la cocina tradicional en su salón de banquetes o cuidar de niños que nunca la llamarán abuela.
Rebecca necesita adueñarse de su futuro. Y retoma los estudios que abandonó el día que contrajo matrimonio, se apunta a un gimnasio, compra ropa interior de seda, se atreve a descolgar el teléfono y a marcar un número que creía olvidado.
**Reseña:**
«Tyler tiene un don para crear personajes fascinantes.»
*Publishers Weekly*

Il Crollo Del Noi

«Per chi sono io?». L’interrogativo proposto da Vincenzo Paglia non solo allarga la visuale dell’ergo sum, su cui si è costruita e si costruisce l’identità personale, ma obbliga a ricercare il senso di sé nella relazione con gli altri. In un periodo di ripiegamento su se stessi, in cui prevale un compiacimento narcisistico che vede gli altri come scenario che confermi il proprio io, è la Chiesa cattolica a riproporre in modo appassionato il messaggio del ‘noi’, della condivisione, della reciproca comprensione. Massimo Ammaniti, “Il Venerdì di Repubblica”
‘Noi’ non è soltanto una parola. È un programma che presenta molte difficoltà a realizzarsi, ma il cui valore è indiscutibile. Il libro di Vincenzo Paglia è una critica del narcisismo contemporaneo, alla scoperta di ideali condivisi. Anche dai laici. Eugenio Scalfari
Una delle voci più autorevoli e rispettate della Chiesa italiana. Un’analisi lucida ma non rassegnata sulla più grave emergenza del presente: il crollo dei legami umani.
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### Sinossi
«Per chi sono io?». L’interrogativo proposto da Vincenzo Paglia non solo allarga la visuale dell’ergo sum, su cui si è costruita e si costruisce l’identità personale, ma obbliga a ricercare il senso di sé nella relazione con gli altri. In un periodo di ripiegamento su se stessi, in cui prevale un compiacimento narcisistico che vede gli altri come scenario che confermi il proprio io, è la Chiesa cattolica a riproporre in modo appassionato il messaggio del ‘noi’, della condivisione, della reciproca comprensione. Massimo Ammaniti, “Il Venerdì di Repubblica”
‘Noi’ non è soltanto una parola. È un programma che presenta molte difficoltà a realizzarsi, ma il cui valore è indiscutibile. Il libro di Vincenzo Paglia è una critica del narcisismo contemporaneo, alla scoperta di ideali condivisi. Anche dai laici. Eugenio Scalfari
Una delle voci più autorevoli e rispettate della Chiesa italiana. Un’analisi lucida ma non rassegnata sulla più grave emergenza del presente: il crollo dei legami umani.

La Crociata Dei Bambini

Sono passati vent’anni da quando l’apocalisse atomica ha cancellato la civiltà dalla Terra. Come le altre metropoli del pianeta, anche Milano è un cumulo di macerie in cui gli scampati alla distruzione sopravvivono sottoterra, nelle gallerie della vecchia rete metropolitana, divisi in comunità e perennemente in lotta per il controllo delle poche risorse disponibili.John Daniels, giovane seminarista ai tempi della catastrofe e già protagonista de Le Radici del Cielo, dovrà cercare, fra le comunità che popolano la metro milanese, nuovi alleati per la sua crociata contro il Male. Daniels, infatti, ha una missione da compiere: distruggere con una bomba il disumano fanatismo che si è annidato tra i resti della cattolicità romana, nelle Catacombe di San Callisto. L’inattesa piega degli eventi, però, costringe il sacerdote a Milano per recuperare l’ordigno sottrattogli dai Figli dell’Ira, un nemico potente e crudele che terrorizza i gruppi di sopravvissuti della desolata provincia lombarda.Con La Crociata dei Bambini Tullio Avoledo aggiunge un tassello importante all’universo espanso di Metro 2033, fantascienti co mondo interattivo creato dallo scrittore russo Dmitry Glukhovsky.

Critica della tolleranza

«Tempo fa – scrivono gli autori di questo volume – ci accordammo per stendere i nostri pensieri intorno alla tolleranza e al posto che occupa nell’atmosfera politica che ci circonda.
Partendo da punti di vista molto diversi e attraverso strade molto diverse, siamo tutti e tre arrivati all’incirca alla stessa conclusione. Ad ognuno di noi la teoria e la pratica oggi prevalenti della tolleranza si sono rivelate dopo attento esame essere in varia misura nient’altro che maschere ipocrite per coprire realtà politiche spaventose. L’indignazione sale di saggio in saggio. Noi speriamo, forse invano, che il lettore seguirà i gradini del ragionamento che ci hanno condotto a questo risultato. V’è, dopo tutto, un senso di offesa e di indignazione che accende l’intelletto oltre che il cuore».

Cristianesimo e potere

‘Il potere ha sempre a che fare con il sacro e la grandezza dell’Occidente è consistita soprattutto nel recintare il sacro, non nell’espellerlo come un demone. Questo ha permesso la de-magificazione del mondo e la nascita della politica come tecnica. L’Occidente nella sua storia ha imparato a tenere a bada il sacro senza scacciarlo e questa è la nostra conquista della laicità, conquista che ora è in pericolo sotto il duplice attacco dei fondamentalismi e delle nuove religioni politiche’ Il volume affronta un tema che costituisce il filo rosso di tutta l’indagine dello storico Prodi: una ricerca dedicata a mettere in luce come la caratteristica della civiltà europea sia la peculiare divisione di ambiti fra Chiesa e Stato. Indagine storica ma insieme riflessione sulle trasformazioni di un presente in cui questo secolare equilibrio pare destinato a spezzarsi.
(source: Bol.com)

La Crisi Narrata

La competizione e la punizione,
l’invidia sociale e la colpa,
la vergogna e il ricatto, sono i nodi
di un progetto divisivo in cui le membra del corpo sociale si elidono invece di sommarsi
e tendono allo zero civile.
La crisi produttiva, occupazionale e sociale del nostro Paese non è che il capitolo di un arretramento più generale dei diritti e del benessere diffuso che sta investendo l’Occidente democratico. Le sue cause sono spesso raccontate con gli strumenti della politica e dell’economia. Con questa raccolta ragionata di saggi l’autore si propone di «raccontare quel racconto» per individuare nella rappresentazione del declino e, paradossalmente, delle ricette con cui si pretende di superarlo, la sua radice più profonda e tenace. Il «romanzo» dei capitali che occupano lo Stato reclamandone le prerogative con vincoli finanziari, privatizzazioni, deflazione competitiva e cessioni della sovranità popolare è tanto più pericoloso in quanto acclamato dalle sue stesse vittime e tollerato da chi vi si deve opporre.
Il Pedante è un blogger indipendente attivo dal 2014. Già traduttore di opere saggistiche e politiche, ha esordito su internet con il generatore automatico facciamocome.org, seguito dal blog ilpedante.org. Vive e lavora tra la Lombardia e l’Austria. Quando non scrive, suona il contrabbasso.
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### Sinossi
La competizione e la punizione,
l’invidia sociale e la colpa,
la vergogna e il ricatto, sono i nodi
di un progetto divisivo in cui le membra del corpo sociale si elidono invece di sommarsi
e tendono allo zero civile.
La crisi produttiva, occupazionale e sociale del nostro Paese non è che il capitolo di un arretramento più generale dei diritti e del benessere diffuso che sta investendo l’Occidente democratico. Le sue cause sono spesso raccontate con gli strumenti della politica e dell’economia. Con questa raccolta ragionata di saggi l’autore si propone di «raccontare quel racconto» per individuare nella rappresentazione del declino e, paradossalmente, delle ricette con cui si pretende di superarlo, la sua radice più profonda e tenace. Il «romanzo» dei capitali che occupano lo Stato reclamandone le prerogative con vincoli finanziari, privatizzazioni, deflazione competitiva e cessioni della sovranità popolare è tanto più pericoloso in quanto acclamato dalle sue stesse vittime e tollerato da chi vi si deve opporre.
Il Pedante è un blogger indipendente attivo dal 2014. Già traduttore di opere saggistiche e politiche, ha esordito su internet con il generatore automatico facciamocome.org, seguito dal blog ilpedante.org. Vive e lavora tra la Lombardia e l’Austria. Quando non scrive, suona il contrabbasso.

Il Crepuscolo Di Una Nazione

‘Per alcuni professionisti della salute mentale, il dibattito etico [sullo stato mentale di Trump] è una distrazione da una questione più ampia. In Il crepuscolo di una nazione Allen Frances sostiene che la preoccupazione più urgente sia svelare la psiche della nazione che ha portato la nostra politica fino a questo punto. ‘
The New Yorker

‘Il crepuscolo di una nazione è informato, perspicace, illuminante e interessante, a volte fa infuriare, ma quasi sempre è corretto. ‘
Simon Wessely, presidente della Royal Society of Medicine e Regius Professor di Psichiatria presso il King’s College di Londra

‘Per alcuni professionisti della salute mentale, il dibattito etico [sullo stato mentale di Trump] è una distrazione da una questione più ampia. In Il crepuscolo di una nazione Allen Frances sostiene che la preoccupazione più urgente sia svelare la psiche della nazione che ha portato la nostra politica fino a questo punto. ‘
The New Yorker

‘Il crepuscolo di una nazione è informato, perspicace, illuminante e interessante, a volte fa infuriare, ma quasi sempre è corretto. ‘
Simon Wessely, presidente della Royal Society of Medicine e Regius Professor di Psichiatria presso il King’s College di Londra

Tutto è nato all’indomani dell’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Donald Trump, quando – dopo lo shock iniziale – analisti politici e giornalisti hanno cominciato a interrogarsi sulla sua effettiva capacità di rivestire quel ruolo, al punto che sui giornali è nato un dibattito vivace e serio sulla sua presunta, o meno, sanità mentale. Non capita spesso di vedere sulle pagine del ‘New York Times’ e del ‘New Yorker’ la definizione di ‘narcisista’ o ‘pazzo’ accostata a un presidente in carica. È allora che Allen Frances, già estensore della voce ‘Narcisismo’ del DSM-IV – la ‘bibbia’della psichiatria mondiale – chiamato in causa direttamente, ha deciso di dare una risposta chiara. Così è nato questo libro.

Ebbene no. Donald Trump non è pazzo. I suoi comportamenti, certamente divisivi, sono sopra le righe, ma l’uomo non rientra nello spettro clinico del narcisista. Forse, però, invece di interrogarsi sullo stato di sanità mentale di Trump, suggerisce Frances, è il caso di analizzare il fenomeno che ne ha permesso l’ascesa. Perché la democrazia occidentale più avanzata ha affidato a una personalità tanto poco specchiata il suo destino? Perché milioni di elettori hanno creduto alle sue menzogne e lo hanno ritenuto in grado di diventare il comandante in capo dell’esercito più potente del mondo? Allen Frances scrive un’analisi impietosa del sistema democratico, che risulta valida, in questi tempi incerti, per ogni Stato che sia tentato dal fenomeno populista. La sua voce autorevole, non allarmista, mette sul lettino dell’analista lo spirito di un’intera nazione. Trump –sostiene Frances – potrà anche essere ‘un cattivo presidente, ma non è sicuramente pazzo’, la vera questione con cui confrontarci è come noi, come paese, abbiamo potuto sceglierlo come nostro capo.

Già caso editoriale negli Stati Uniti, Il crepuscolo di una nazione non è un’inchiesta giornalistica, non svela informazioni riservate, è invece una vera e propria indagine della psiche di una nazione, un lavoro essenziale per comprendere la crisi dello spirito democratico in questo inizio di secolo.

(source: Bol.com)

Credere disobbedire combattere

Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”. Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale -, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: “assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza”.
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### Sinossi
Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”. Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale -, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: “assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza”.

Cowboy di città

Brighton McKenzie ha ereditato l’ultimo appezzamento di terra adibito a fattoria alla periferia di Baltimora. Appartiene alla sua famiglia da quando il Maryland era una colonia, ed è rimasto inattivo per anni. Venderlo come area edificabile sarebbe facile, ma Brighton vuole onorare il desiderio di suo nonno e riprendere a farlo fruttare. Sfortunatamente, un incidente lo obbliga a usare un bastone per camminare e ha quindi bisogno di aiuto. Tanner Houghton ha lavorato in un ranch nel Montana fino a quando un ex vendicativo non lo ha fatto licenziare a causa della sua sessualità. Arriva nel Maryland invitato dal cugino ed è entusiasta di tornare a fare il lavoro che ama.
Brighton è immediatamente attratto da Tanner che, alto e bello da togliere il fiato, rappresenta tutto ciò che lo affascina in un uomo. Non se la sente però di fare la prima mossa, innanzitutto perché è un suo dipendente, e poi perché non riesce a capire come un uomo così virile possa essere interessato a lui. Ma quello non è il più grave dei loro problemi. Devono affrontare le macchinazioni della zia di Brighton e dell’ex di Tanner, che all’improvviso lo rivuole con sé, e devono trovare il modo per rendere redditizia la fattoria prima che il patrimonio della famiglia di Brighton sia perduto per sempre.
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### Sinossi
Brighton McKenzie ha ereditato l’ultimo appezzamento di terra adibito a fattoria alla periferia di Baltimora. Appartiene alla sua famiglia da quando il Maryland era una colonia, ed è rimasto inattivo per anni. Venderlo come area edificabile sarebbe facile, ma Brighton vuole onorare il desiderio di suo nonno e riprendere a farlo fruttare. Sfortunatamente, un incidente lo obbliga a usare un bastone per camminare e ha quindi bisogno di aiuto. Tanner Houghton ha lavorato in un ranch nel Montana fino a quando un ex vendicativo non lo ha fatto licenziare a causa della sua sessualità. Arriva nel Maryland invitato dal cugino ed è entusiasta di tornare a fare il lavoro che ama.
Brighton è immediatamente attratto da Tanner che, alto e bello da togliere il fiato, rappresenta tutto ciò che lo affascina in un uomo. Non se la sente però di fare la prima mossa, innanzitutto perché è un suo dipendente, e poi perché non riesce a capire come un uomo così virile possa essere interessato a lui. Ma quello non è il più grave dei loro problemi. Devono affrontare le macchinazioni della zia di Brighton e dell’ex di Tanner, che all’improvviso lo rivuole con sé, e devono trovare il modo per rendere redditizia la fattoria prima che il patrimonio della famiglia di Brighton sia perduto per sempre.

Le cose di Hold Hill: i segreti di Animantia

Le cose non sono mai soltanto delle cose ma hanno un’anima pulsante, celata sotto l’apparente immobilità e sono molto più che semplici mezzi per i nostri fini.
Quando Cristél ed Erik si trasferiscono a Hold Hill non sanno di certo ciò che li aspetta.
Infatti, dopo la morte del padre e con il grave peso della malattia di Erik, il più piccolo di casa, la madre si trasferisce là dove la tranquillità potrà permetterle di seguire i suoi figli, nonostante le pessime condizioni economiche che gravano sulla famiglia.
Ma giunti nella nuova casa cominciano ad accader loro cose strane, spaventose e vivide, sotto forma di presenze, rumori e sussurri, e persino la casa e il bosco di fronte a questa hanno uno strano aspetto: respirano e quasi possiedono la vita.
Nessuno di loro sembra crederci davvero, almeno fino a quando tutto precipita.
In un iniziale esplosione di tensione, i due fratelli scopriranno che in quella strana cittadina ogni cosa possiede un’anima e vive… Ma perché?
Attraverso un viaggio fantastico e terribile insieme, accompagnati da amici magici e incredibili, Cristél ed Erik si troveranno a lottare contro qualcosa di più grande di loro, per imparare il coraggio, l’accettazione e l’amore.
Le cose di Hold Hill dicono che nella vita, come nella morte, tutto torna.
E affermano anche che l’amore salva, sempre.
Della stessa autrice:
Sceglierò sempre te (Amazon)
Toccami L’anima (Amazon)
Tradiscimi se hai coraggio (Newton Compton Editori)
Un adorabile bugiardo (You Feel, Rizzoli)
Quel mostro di mia cugina (You Feel, Rizzoli)
Tutto quello che volevo da te? (You Feel, Rizzoli)
Il potere del sangue (0111 Edizioni)
Altri su Amazon:
Crimson Moon
La Foglia di Ambra
Mitochondrial
Ambrosia
Mamma: istruzioni per l’uso
Scelte d’amore
Nevaeh, il paradiso non ha l’abito bianco
Per contattare l’autrice: [email protected]
Facebook: https://www.facebook.com/deblorymartivale
Sito internet: http://deborahfasola2.wixsite.com/deborahfasola
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### Sinossi
Le cose non sono mai soltanto delle cose ma hanno un’anima pulsante, celata sotto l’apparente immobilità e sono molto più che semplici mezzi per i nostri fini.
Quando Cristél ed Erik si trasferiscono a Hold Hill non sanno di certo ciò che li aspetta.
Infatti, dopo la morte del padre e con il grave peso della malattia di Erik, il più piccolo di casa, la madre si trasferisce là dove la tranquillità potrà permetterle di seguire i suoi figli, nonostante le pessime condizioni economiche che gravano sulla famiglia.
Ma giunti nella nuova casa cominciano ad accader loro cose strane, spaventose e vivide, sotto forma di presenze, rumori e sussurri, e persino la casa e il bosco di fronte a questa hanno uno strano aspetto: respirano e quasi possiedono la vita.
Nessuno di loro sembra crederci davvero, almeno fino a quando tutto precipita.
In un iniziale esplosione di tensione, i due fratelli scopriranno che in quella strana cittadina ogni cosa possiede un’anima e vive… Ma perché?
Attraverso un viaggio fantastico e terribile insieme, accompagnati da amici magici e incredibili, Cristél ed Erik si troveranno a lottare contro qualcosa di più grande di loro, per imparare il coraggio, l’accettazione e l’amore.
Le cose di Hold Hill dicono che nella vita, come nella morte, tutto torna.
E affermano anche che l’amore salva, sempre.
Della stessa autrice:
Sceglierò sempre te (Amazon)
Toccami L’anima (Amazon)
Tradiscimi se hai coraggio (Newton Compton Editori)
Un adorabile bugiardo (You Feel, Rizzoli)
Quel mostro di mia cugina (You Feel, Rizzoli)
Tutto quello che volevo da te? (You Feel, Rizzoli)
Il potere del sangue (0111 Edizioni)
Altri su Amazon:
Crimson Moon
La Foglia di Ambra
Mitochondrial
Ambrosia
Mamma: istruzioni per l’uso
Scelte d’amore
Nevaeh, il paradiso non ha l’abito bianco
Per contattare l’autrice: [email protected]
Facebook: https://www.facebook.com/deblorymartivale
Sito internet: http://deborahfasola2.wixsite.com/deborahfasola
### L’autore
L’autrice Deborah Fasola, classe ’78, è autrice ed editor freelance. Il suo esordio letterario avviene nel 2011 con la sua prima opera fantasy; in seguito ha pubblicato altri romanzi dello stesso genere e alcuni manuali e racconti, per poi dedicarsi solo al romance e fare il grande salto. Nel 2015 pubblica infatti due romanzi con You Feel, Rizzoli, e il 30 giugno del 2016 esordisce in libreria con la commedia romantica Tradiscimi se hai coraggio, edita Newton Compton editori. Continuerà a pubblicare romance e fantasy e a sognare insieme ai suoi lettori.

La coscienza imperfetta. Le neuroscienze e il significato della vita

Il mondo vero è un grigio contenitore di molecole, silenzioso e opaco, null’altro che atomi e campi elettromagnetici in vibrazione. Invece nella nostra esperienza la realtà è una tavolozza di colori, odori, sapori, un flusso ininterrotto di emozioni, desideri, sentimenti. Il mondo in cui viviamo è dunque creato dal cervello. Ma perché vediamo le case e l’albero? Il suono è nella nostra mente, e però lo proiettiamo nell’orchestra oppure nel fastidioso motorino che sfreccia sotto casa. Che cosa ci fa credere che il contenuto della coscienza non sia dentro di noi, ma fuori, nello spazio e nel tempo? Per capire i meccanismi della coscienza, è utile studiarla quando il cervello è leso: per esempio, la vigilanza senza coscienza dello stato vegetativo, il crollo nella demenza, il dolore fisico o il prurito, i disturbi del movimento, del senso dello spazio e del tempo. Ma sono utili anche il suono, la musica e il silenzio. Pur seguendo questa strada, e avvalendosi delle più recenti acquisizioni delle neuroscienze, la definizione della coscienza continua a sfuggirci. La concezione che la riduce alla sequenza di scariche elettrochimiche nelle reti neurali ci pare una minaccia. A questa visione pare oltretutto opporsi un limite invalicabile, perché l’organo che studia la coscienza – il nostro cervello – è anche quello che la crea. Allora siamo forse condannati a cercare all’infinito i criteri per indagare su noi stessi, rimettendoli in discussione a ogni nuova scoperta.
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