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La ragazza che amava la pioggia

«Le storie e la scrittura di K.A. Tucker sono appassionanti, tenere e divertenti, proprio come i suoi personaggi.» Jay Crownover Dall’autrice dei bestseller Dieci piccoli respiri e Quattro secondi per perderti Luke Boone non sa esattamente di cosa si occupi suo zio Rust, ma è deciso a entrare nello stesso giro per avere ciò che ha lui: auto, soldi, donne. E sembra che il suo desiderio si stia finalmente realizzando. Quando Rust gli consegna le chiavi della sua autofficina, c’è un secondo mazzo che apre la porta a tonnellate di denaro e opportunità. Certo, si tratta di affari non esattamente legali, ma Luke non è mai stato il tipo che si preoccupa per questo genere di cose. Soprattutto quando in ballo ci sono una Porsche 911 e una ragazza mozzafiato di nome Rain. Clara Bertelli è una ragazza in carriera: a soli ventisei anni è uno dei migliori agenti sotto copertura della polizia di Washington, e le hanno appena affidato un caso che potrebbe far schizzare la sua carriera portandola a incastrare una delle più famigerate bande di ladri d’auto della costa occidentale. Per riuscirci però, dovrà calarsi molto a fondo nel personaggio di Rain Martines. Il suo obiettivo? Il nipote ventiquattrenne di un pezzo grosso, pronto a seguire le orme dello zio. Mentre Clara scivola sempre più nella lussuosa vita di Rain, e tra le braccia del suo bellissimo e affascinante obiettivo, il confine tra giusto e sbagliato inizia a farsi confuso. Sarà capace di lasciarsi tutto alle spalle? E lo vorrà davvero? Autrice bestseller di USA Today Oltre 40.000 copie in Italia «Un altro trionfo. I romanzi di K.A. Tucker creano dipendenza.» Globe and Mail «La Tucker dirige abilmente la storia della damigella salvata da un cavaliere dall’armatura lucente, rendendo irresistibile la vicenda di questi amanti sfortunati. Una storia romantica, con qualche elemento di suspense, in questo nuovo romanzo da divorare.» Kirkus Reviews «Le storie e la scrittura di K.A. Tucker sono appassionanti, tenere e divertenti, proprio come i suoi personaggi.» Jay Crownover K.A. TuckerVive vicino a Toronto con il marito e le due figlie. I suoi romanzi, inizialmente autopubblicati, grazie al grande successo sono stati acquisiti da Simon & Schuster, uno dei maggiori gruppi editoriali di lingua inglese. La Newton Compton ha pubblicato Dieci piccoli respiri, Una piccola bugia, Quattro secondi per perderti e Cinque ragioni per odiarti, anche raccolti in un unico volume, 99 giorni, e in ebook La ragazza che amava la pioggia e La cosa più bella che ho.

Una ragazza bugiarda

Il thriller di cui tutti parlano Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo… Uno degli esordi più attesi dell’anno Subito in testa alle classifiche inglesi a pochi giorni dall’uscita Diritti di traduzione venduti in 20 Paesi «Il nuovo La ragazza del treno. Questo thriller psicologico è impressionante.» Cosmopolitan «Scomodo, scioccante e coinvolgente. Un consiglio: mettete questo libro in cima alla lista delle vostre letture.» The Sun «Inquietante. Cattura la nostra attenzione dalla prima pagina. Tutto in questo libro è degno di elogio.» The Guardian «Non è solo un fantastico thriller, ma è un’immersione nella psicologia della protagonista. Ci vuole raffinatezza e un equilibrio perfetto per far funzionare una storia oscura come questa. L’autrice non ha mai incertezze e la sua scrittura è ipnotizzante.» Julia Heaberlin, autrice di Gli occhi neri di Susan «Affascinante. Di sicuro sarà un libro di cui si parlerà molto quest’anno!» Daily Express «La storia avvincente di un’adolescente in attesa di testimoniare al processo contro uno spietato criminale. Inquietante e indimenticabile.» Heat Ali LandDopo la laurea in Psicologia, ha trascorso dieci anni lavorando negli ospedali e nelle scuole di Regno Unito e Australia. Adesso è una scrittrice a tempo pieno e vive nel nord di Londra. Una ragazza bugiarda è in corso di traduzione in venti Paesi.

La ragazza arrabbiata

Sara è una persona frustrata che gode a veder fallire gli altri perché la sua vita è terribilmente squallida e, anche se si odia per ciò che è diventata, non riesce a cambiare. E’ quando pensa di non poter finire più in basso di così che molla tutto e scappa da Federico, il ragazzo di cui le basta vedere il sorriso, abbagliante come il sole d’estate, per sentirsi meglio.
Lei non ha avuto il coraggio di rivolgergli la parola per dieci anni ma ha finalmente deciso di provarci. Riuscirà a conquistarlo ma soprattutto… ritroverà se stessa?
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### Sinossi
Sara è una persona frustrata che gode a veder fallire gli altri perché la sua vita è terribilmente squallida e, anche se si odia per ciò che è diventata, non riesce a cambiare. E’ quando pensa di non poter finire più in basso di così che molla tutto e scappa da Federico, il ragazzo di cui le basta vedere il sorriso, abbagliante come il sole d’estate, per sentirsi meglio.
Lei non ha avuto il coraggio di rivolgergli la parola per dieci anni ma ha finalmente deciso di provarci. Riuscirà a conquistarlo ma soprattutto… ritroverà se stessa?

Le radici dell’albero d’ulivo

La famiglia Keller è davvero particolare: cinque generazioni di sole donne, riunite sotto lo stesso tetto in una vecchia casa che sorge nei pressi di un grande uliveto, nel cuore della California. Anna Keller, l’indomita matriarca, ha centododici anni ed è determinata a diventare la persona più vecchia del mondo. Emigrata dall’Australia nel 1898 all’età di quattro anni, con il suo temperamento volitivo governa la casa che divide con la figlia Bets, ora novantenne, la nipote Callie, la bisnipote Deb e la trisnipote Erin. La veneranda età e l’ottima salute di Anna e Bets attirano l’attenzione di un genetista interessato a scoprire la chiave della loro longevità. Qual è l’elisir di lunga vita di questa dinastia tutta al femminile? La risposta è forse racchiusa nelle radici degli alberi d’ulivo arrivati dall’Australia con Anna e i suoi genitori? Anna è convinta che ci siano verità relative alle sue origini che lei custodisce da più di cent’anni e devono rimanere celate. E, come Anna, anche le altre Keller nascondono dei segreti. Pur essendo unite dai legami familiari e dalla casa in cui abitano, la loro vita insieme non è sempre stata facile, e sta per diventare ancora più complicata ora che Erin, la più giovane, è tornata, sola e incinta, dopo essere stata costretta ad abbandonare una promettente carriera di cantante lirica. Il suo ritorno e l’arrivo del genetista riaccendono emozioni tenute sepolte per troppi anni, scatenando rivelazioni che scuoteranno i loro equilibri nel profondo.
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Il racconto d’inverno

Leonte, re di Sicilia, ha sposato Ermione. Crede però che il figlio che la moglie aspetta sia in realtà di Polissene, re di Boemia e suo amico. Leonte ordina a Camillo, un cortigiano, di uccidere Polissene, ma questi lo avverte e fugge con lui. Viene istituito un processo per adulterio contro Ermione, ma si decide anche di consultare l’oracolo di Delfi. Leonte ordina anche che la bambina, nata nel frattempo, venga abbandonata su una spiaggia deserta. Perdita, questo è il nome della bambina, si salva e, cresciuta, ama il figlio di Polissene con cui fugge in Sicilia. Intanto Ermione è morta di dolore, prima che di essere scagionata dall’oracolo. Infine però Perdita è riconosciuta dal padre che, pentito, riceverà in dono una statua, che in realtà è Ermione stessa.

Racconti umoristici e satirici

Da tre celebri raccolte di racconti di Heinrich Böll è tratta l’antologia della sua vena dissacratoria: storie brevi in cui ha affinato le sue armi per combattere le ipocrisie e le ingiustizie della Germania occidentale. Zampate morbide all’apparenza, in sostanza feroci, alla purulenta illusione della società del benessere.

Racconti sardi

La raccolta intitolata “Racconti sardi” venne pubblicata per la prima volta nel 1894 ed è composta da otto novelle.
La prima, intitolata “Di notte”, narra di un tradimento che “va punito con la vendetta”, perché così recita l’ordinamento giuridico barbaricino non scritto, che impone alle famiglie di vendicare le offese ricevute.
Seguono “Il mago” e “Ancora magie”, due novelle che testimoniano la profonda conoscenza, da parte della Deledda, della mentalità superstiziosa e magica assai diffusa in Sardegna, ieri come oggi. Entrambe si rifanno alle pratiche di medicina popolare e agli antichi culti che legano il folklore sardo alle religioni primitive: il primo racconta di un mago e di una misteriosa pietra parlante; il secondo dei presunti poteri di un olio consacrato. Sebbene possano sembrare due “storie” di fantasia, si tratta al contrario di due “racconti storici” dei quali si occuparono, come specificò la Deledda in una nota, “persino i giornali dell’isola”.
Con “Romanzo minimo” la Deledda si confronta con una trama più intricata che ha come tema principale quello dell’amore tormentato e dei legami familiari ambigui. I paesaggi, dall’atmosfera gotica e romantica, insieme alle particolari descrizioni dei personaggi, riescono magistralmente a trasmettere quel senso di conflitto latente tra modernità ed arcaicità, novità e decadenza, tipico della produzione deleddiana.
Segue “La dama bianca”, racconto fantastico che si richiama alla tradizione orale dei Contos de foghile: le antiche fiabe e leggende che i maestri della narrazione erano soliti raccontare ai più giovani davanti al fuoco. Un “mistero diabolico” per una novella ricca di tesori ed enigmi che saranno svelati da un prezioso e “bizzarro” testamento, redatto in lingua sarda e scritto con “calligrafia antica”.
È un dramma intimo, invece, quello che fa da sfondo a “In sartu”, racconto che, come indicato dal titolo in sardo, si svolge all’aperto, nella campagna sarda. Magistrale descrizione della vita pastorale, oltre che di alcune pratiche magiche e stregonesche tipiche della medicina popolare sarda, come sa medichina de s’istria.
Misteri e gelosie sono i fili conduttori della novella “Il padre”: storia ambientata in una Sardegna che non svolge il ruolo passivo di sfondo neutro, ma emerge con carattere nel paesaggio e nei modi di comportarsi e di parlare dei protagonisti. La raccolta si conclude con “Macchiette”, una novella composta da cinque scene tematiche o “macchie” che rappresentano ognuna una fase del giorno: la mattina, il pomeriggio, l’ora del tramonto, la sera e la notte.
In queste novelle della Deledda, realtà e fantasia, storia e leggenda, sembrano continuamente intrecciarsi, al punto che alcuni racconti storici possono sembrare fiabe e le storie di fantasia realtà. Sullo sfondo la Sardegna, ovvero la “terra delle leggende, delle storie cruente e sovrannaturali, delle avventure inverosimili”, abitata da genti dalla “fantasia calda e immaginosa”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Canne al vento, La madre e Cosima.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interatti e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la
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### Sinossi
La raccolta intitolata “Racconti sardi” venne pubblicata per la prima volta nel 1894 ed è composta da otto novelle.
La prima, intitolata “Di notte”, narra di un tradimento che “va punito con la vendetta”, perché così recita l’ordinamento giuridico barbaricino non scritto, che impone alle famiglie di vendicare le offese ricevute.
Seguono “Il mago” e “Ancora magie”, due novelle che testimoniano la profonda conoscenza, da parte della Deledda, della mentalità superstiziosa e magica assai diffusa in Sardegna, ieri come oggi. Entrambe si rifanno alle pratiche di medicina popolare e agli antichi culti che legano il folklore sardo alle religioni primitive: il primo racconta di un mago e di una misteriosa pietra parlante; il secondo dei presunti poteri di un olio consacrato. Sebbene possano sembrare due “storie” di fantasia, si tratta al contrario di due “racconti storici” dei quali si occuparono, come specificò la Deledda in una nota, “persino i giornali dell’isola”.
Con “Romanzo minimo” la Deledda si confronta con una trama più intricata che ha come tema principale quello dell’amore tormentato e dei legami familiari ambigui. I paesaggi, dall’atmosfera gotica e romantica, insieme alle particolari descrizioni dei personaggi, riescono magistralmente a trasmettere quel senso di conflitto latente tra modernità ed arcaicità, novità e decadenza, tipico della produzione deleddiana.
Segue “La dama bianca”, racconto fantastico che si richiama alla tradizione orale dei Contos de foghile: le antiche fiabe e leggende che i maestri della narrazione erano soliti raccontare ai più giovani davanti al fuoco. Un “mistero diabolico” per una novella ricca di tesori ed enigmi che saranno svelati da un prezioso e “bizzarro” testamento, redatto in lingua sarda e scritto con “calligrafia antica”.
È un dramma intimo, invece, quello che fa da sfondo a “In sartu”, racconto che, come indicato dal titolo in sardo, si svolge all’aperto, nella campagna sarda. Magistrale descrizione della vita pastorale, oltre che di alcune pratiche magiche e stregonesche tipiche della medicina popolare sarda, come sa medichina de s’istria.
Misteri e gelosie sono i fili conduttori della novella “Il padre”: storia ambientata in una Sardegna che non svolge il ruolo passivo di sfondo neutro, ma emerge con carattere nel paesaggio e nei modi di comportarsi e di parlare dei protagonisti. La raccolta si conclude con “Macchiette”, una novella composta da cinque scene tematiche o “macchie” che rappresentano ognuna una fase del giorno: la mattina, il pomeriggio, l’ora del tramonto, la sera e la notte.
In queste novelle della Deledda, realtà e fantasia, storia e leggenda, sembrano continuamente intrecciarsi, al punto che alcuni racconti storici possono sembrare fiabe e le storie di fantasia realtà. Sullo sfondo la Sardegna, ovvero la “terra delle leggende, delle storie cruente e sovrannaturali, delle avventure inverosimili”, abitata da genti dalla “fantasia calda e immaginosa”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Canne al vento, La madre e Cosima.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interatti e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la

Racconti ritrovati

Universo fantastico di immagini e di personale mitologia, i “Racconti ritrovati” segnano l’inizio della creazione fiabesca di Tolkien. Vi si trovano i grandi temi narrativi del cosmo tolkieniano, che accompagneranno poi per decenni la sua straordinaria produzione: la musica degli Ainur, con la quale il dio supremo dà forma al mondo; i grandi Dei, gli Ainur appunto, che si innamorano della loro stessa creazione e vi si rifugiano, edificando le dimore leggendarie; la lotta mai conclusa contro Melko; l’avvento nel mondo degli Elfi. Iniziati tra il 1916 e il 1917 i “Racconti ritrovati”, primo volume di una trilogia che racchiude il nucleo fondamentale della mitologia di Tolkien, sono qui accompagnati dal puntuale commento del figlio Christopher Tolkien.

Racconti fantastici

Dall’incipit del libro: Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano? È una verità di cui siamo testimonii ogni giorno, ma che alla nostra ragione freddamente positiva, avvezza a non accettare che i fatti i quali cadono sotto il dominio dei nostri sensi, ripugna sempre di ammettere.Se noi esaminiamo attentamente tutte le opere nostre, anche le più comuni e le più inconcludenti, vedremo nondimeno non esservene una da cui questa credenza ci abbia distolti, o a compiere la quale non ci abbia in qualche maniera eccitati. Questa superstizione entra in tutti i fatti della nostra vita. […]Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Racconti fantastici

Racconti: La caffettiera, Onuphrius, Onfale, La morta innamorata, La pipa d’oppio, Il piede di mummia, Due attori per una parte, Il club dei mangiatori di hascisc, Arria Marcella, Avatar, Iettatura. ‘L’Arte contro la morte – spiega Lanfranco Binni nell’introduzione: un conflitto e una possibilità, senza illusioni. È questo tema, centrale nella poetica di Gautier, a vivere in forme diverse nei racconti fantastici. In un fantastico liberato dalle leggi che regolano lo spazio e il tempo dei mortali, l’Amore, la Bellezza, il Desiderio, possono essere affermati e vissuti pienamente. E così il Lusso e la Voluttà, in uno sfarzo che le preziose descrizioni di Gautier sanno restituire con straordinaria abilità. Lo spazio artificioso di un racconto fantastico diventa un magico “prisma del desiderio”, capace di riflettere eventi squisitamente stilistici che il ritorno all’ordine non potrà cancellare’.
(source: Bol.com)

Racconti e novelle

Guy de Maupassant, discepolo ideale di Flaubert, scrisse più di 300 tra racconti e novelle brevi; tranne pochissime eccezioni questi, prima d’esser pubblicati in volume vennero stampati singolarmente su giornali quotidiani d’importante tiratura dell’epoca. I suoi racconti ed i suoi romanzi nascono spesso dal disgusto nei confronti dell’ipocrisia, dell’opportunismo, del meschino egoismo della piccola borghesia. Per contro, Maupassant mostra una sensibilità costante verso i tormenti cui sono sottoposti i deboli, coloro che non si possono difendere dalla stupida, ottusa crudeltà dei “benpensanti”. Le sue novelle si contraddistinguono per lo stile secco, sintetico, e per la lucidità con cui i temi sono sviluppati. Maupassant eccelle nella costruzione dell’intreccio. La sua espressività si identifica con quella della fotografia (che alla fine dell’Ottocento stava raggiungendo livelli di grande maturità): gli sono sufficienti poche pagine per fissare in modo straordinariamente incisivo le caratteristiche di una vita intera. Il suo stile sceglie quindi la sintesi piuttosto che l’analisi. In questo egli prende le distanze rispetto agli scrittori naturalisti suoi contemporanei.
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Racconti di un pellegrino russo

Questo poema russo è, contemporaneamente, fiaba poetica e trattato spirituale. Il pellegrino, risoluto a procedere per villaggi e foreste, alla ricerca del significato delle parole dell’apostolo Paolo “Pregate senza intermissione”, viene soccorso da uno starets che, come fosse il genio della fiaba, gli consegna la “formula magica” – l’antica invocazione del Nome di Cristo – e due talismani, un libro e un rosario. L’autore di questi racconti è ignoto. Secondo la tradizione sarebbe un contadino della provincia di Orel che, al ritorno dalla Terra Santa, si sarebbe fermato sul monte Athos per scrivere la storia del suo viaggio. Con un’introduzione di Cristina Campo.

I racconti di Sebastopoli

Nell’inverno del 1854 un giovane entusiasta Tolstòj, allora ufficiale d’artiglieria, chiese e ottenne di essere trasferito nel Caucaso, nella città di Sebastopoli assediata dai francesi e dai loro alleati turchi. Animato da un fervente patriottismo e da un’idea nobile della battaglia, il servizio effettivo sul campo gli insegnò presto gli orrori e le meschinità della guerra, mostrandogli soprattutto le deplorevoli condizioni in cui versava la fanteria russa, (una disarmante sorpresa per un ventiseienne aristocratico proveniente da Mosca, quale lui era), evidente sintomo della debolezza della monarchia russa. Iniziò con vivida lucidità a registrare sul suo diario quello che accadeva durante le diverse fasi d’assedio, e l’effetto che esso sortiva sugli uomini comuni e sui compagni d’armi. Il suo massimo obiettivo era catturare la verità in tutta la sua crudezza, per mostrare al pubblico colto del suo paese il coraggio e la viltà, la vanità e l’eroismo, l’esaurimento sia fisico che emotivo dei difensori che i dispacci militari non erano in grado di comunicare. Ne I racconti di Sebastopoli, pubblicati separatamente fra il 1855 e il 1856, nei quali già s’intravede il genio che in seguito scriverà quello che forse è il più grande romanzo mai scritto, Guerra e pace, Tolstòj riuscì ad esprimere in modo magistrale il fascino dell’uomo verso la guerra, la gioia quasi infantile di fronte alla prospettiva di assistere al conflitto, ma anche l’intorpidimento emotivo nell’affrontare la morte, infine il dissidio dell’uomo di fede nell’accettare, senza poter giustificare, l’inferno che gli uomini sono capaci di ricreare in terra.

I racconti di Nené: Raccolti da Francesco Anzalone e Giorgio Santelli

“‘Nonna, di là c’è un Ammiraglio che dice che si chiama Luigi Pirandello.’ ‘Oh Madre Santa,’ esclama mia nonna” Con le sue storie Andrea Camilleri riesce sempre a creare una magia narrativa. Si sentono gli odori e si percepiscono gli sguardi. Con poche pennellate evoca i personaggi in un modo talmente vivo da renderli realmente presenti. Con pochi tratti ce li fa conoscere nella loro intimità e con le loro piccole debolezze così umane. Ma sempre con uno sguardo insieme ironico e affettuoso. Ed è per questo che finiamo per amarli: ci sembra di conoscerli, di aver fatto con loro un tratto di strada. I racconti raccolti in questo libro ci restituiscono al meglio l’affabulatore Camilleri. Tra i più intimi, autobiografici e sentiti del romanziere siciliano, questi racconti fulminanti ci riservano una sorpresa in più, perché i personaggi evocati si chiamano Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo e Renato Rascel, Jean Genet e Samuel Beckett, George Patton. Ed è così che Camilleri ci porta per mano dentro storie vere, che appartengono alla sua vita e alla sua memoria, e che finalmente vedono la luce. L’avvento del fascismo e lo sbarco degli Alleati, il separatismo e la mafia, le amicizie e la famiglia, gli incontri con i grandi maestri e, su tutto, lei: l’amata Sicilia. Un libro che ci fa sedere vicino al creatore di Montalbano. Perché quando Camilleri prende la parola e si mette a raccontare, una cosa è certa: ci incanta.

I racconti di Mamma Oca

Fate e sortilegi, lupi famelici, scarpette di cristallo, gatti con gli stivali, castelli incantati e orchi con la barba blu… Le fiabe senza tempo di Charles Perrault, qui raccolte nella loro versione orginale. Introduzione di Silvia Vegetti Finzi. Età di lettura: da 8 anni.