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La ragazza di prima

Con quest’uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato.Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall’aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra.Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l’avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta.Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l’austerità e l’ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa.Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest’uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall’aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione.Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest’uomo.Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa.

La ragazza di fuoco

Non puoi rifiutarti di partecipare agli Hunger Games. Una volta scelto, il tuo destino è scritto. Dovrai lottare fino all’ultimo, persino uccidere per farcela. Katniss ha vinto. Ma è davvero salva? Dopo la settantaquattresima edizione degli Hunger Games, l’implacabile reality show che si svolge a Panem ogni anno, lei e Peeta sono, miracolosamente, ancora vivi. Katniss dovrebbe sentirsi sollevata, perfino felice. Dopotutto, è riuscita a tornare dalla sua famiglia e dall’amico di sempre, Gale. Invece nulla va come Katniss vorrebbe. Gale è freddo e la tiene a distanza. Peeta le volta le spalle. E in giro si mormora di una rivolta contro Ca-pitol City, che Katniss e Peeta potrebbero avere contribuito a fomentare. La ragazza di fuoco è sconvolta: ha acceso una sommossa. Ora ha paura di non riuscire a spegnerla. E forse non vuole neppure farlo. Mentre si avvicina il momento in cui lei e Peeta dovranno passare da un distretto all’altro per il crudele Tour della Vittoria, la posta in gioco si fa sempre più alta. Se non riusciranno a dimostrare di essere perdutamente innamorati l’uno dell’altra, Katniss e Peeta rischiano di pagare con la vita… Età di lettura: da 14 anni.

La ragazza di fronte

Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte.
Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri.
Come una folata di vento che scompigli la quiete del grande cortile che li separa, ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola, con un solo motto – bastare a se stessi, come i gatti – e un solo piacere segreto: spiare da dietro le tende, al buio, la finestra di fronte. È andata lontano, ha viaggiato e da poco è tornata a casa, in un condominio simile a quello dell’infanzia. Anche Michele si è spinto dove nessuno avrebbe pensato, e ogni giorno per mestiere vede gente che fugge e che torna: guida i Frecciarossa attraverso l’Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento e affacciarsi ancora una volta su un cortile.
Fino a quando succede una cosa imprevista, anzi più d’una: di quelle che accelerano il corso dell’esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo, a guardarsi negli occhi.
A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri? Margherita Oggero intesse con sapienza l’invisibile rete di sguardi e traiettorie, di significati e desideri nati tra quelle finestre e destinati a unire, separare, far danzare i suoi personaggi tra le quinte reali eppure poetiche della sua Torino.
Queste pagine sono percorse da una sorta di “leggerezza dolente”, da un’ironia che non è mai disgiunta dall’umanissima partecipazione alle sorti di persone autenticamente impegnate a trovare un senso ai propri giorni.
La ragazza di fronte è uno splendido spaccato della storia sociale di una grande città italiana negli ultimi cinquant’anni e insieme una storia d’amore bellissima, veloce, sorprendente.
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### Recensione
Gli amori imperfetti covano dietro le finestre
Torino, per Margherita Oggero, è uno o due versi di Kavafis: «Ti verrà dietro la città. Per le stesse strade / girerai. / Negli stessi quartieri invecchierai». Una simbiosi che si riverbera (anche) nel suo secondo, ormai primo, mestiere, appartenendo a stagioni fa l’insegnamento. La ragazza di fronte rinsalda il legame con la Mole, sovrapponendo nuove orme ai passi fortunati, ossia seguitissimi, della prof Baudino. Sin dall’esordio, «Bastare a se stessi come i gatti», che rinvia alla promessa di serenità da Pavese formulata, incautamente, a se stesso: «Ho trovato compagni trovando me stesso». 
Due vite parallele. Né potrebbe essere diversamente nella città casoratianamente «geometrica e misurata come un teorema». Margherita Oggero via via sbalza le figure di Marta, un’anima borghese, e di Michele, un guaglione che dai vicoli di Napoli emigra al Nord, laureandosi in ingegneria, quindi coronando il sogno infantile: guidare i treni. Lei, lui. E la loro levatrice, che non li vezzeggia, ma li incalza, svestendoli di ogni alibi, infine gratificandoli di una coincidenza: fra progetto e destino. 
Un eco, La ragazza di fronte di Margherita Oggero, simenoniano? Tra Le finestre di fronte e L’uomo che guardava passare i treni? Piuttosto, fino a un certo batticuore, prima di modellare il lieto fine (temporaneo?), il gemellaggio è con La finestra di Mario Soldati, storia di una perduta e, insieme, ostinata illusione sentimentale, ripercorsa immaginando agitarsi dietro i vetri di case versicolori una galleria di vite. 
Nell’officina di Margherita Oggero ondeggiano – sì, il passo narrativo è lieve, felpato, quanto certo, un bisturi-pennello – etero ed omo amori imperfetti. Chi è tradito, chi è abbandonato (a ore o for ever), chi è arenato in una relazione extraconiugale, chi affoga in una lattiera…
Marta e Michele, dunque. E il bagaglio inseparabile che sono le rispettive famiglie. Marta: studi a Cambridge, archivista in una fondazione presieduta da una vedova che acquieta il lutto cenando al Cambio, il Taittinger come aperitivo (chapeau, ma perché Margherita Oggero in un’ulteriore scena dimentica il Punt&Mes per l’Aperol?), padre cardiochirurgo di fama, madre «a distanza», due fratelli, l’uno psichiatra, l’altro guardiano di una diga. Michele: uno spirito di barriera, a brillare, nell’albero genealogico, il materno nonno barbiere, una scintillante, anguillesca saggezza. 
Dialogando e dialogando (la Oggero eccelle fra le virgolette, componendo i frammenti che è il nostro odierno discorso) Marta e Michele si avvicinano, dicendo addio alla «giovinezza ascendente». Lei che «ricorda un po’ Katharine Hepburn da giovane», lui naturale seduttore. Calamitati da un richiamo ancestrale, il cortile, l’eden che fu per l’infanzia d’antan, «salvato» nella capitale subalpina in questo o in quel quadro di Italo Cremona e di Mario Calandri. 
Parla, ricordo… Michele bambino che, le gambe penzoloni sotto la ringhiera, intravide una bambina lettrice sul balcone di fronte, per imitazione scoprendo I ragazzi di via Pál… Non aveva la piccola i capelli biondi quasi rossi (a proposito: la donna «con una gran chioma di capelli rossi» alla finestra di Soldati)? Non ha i capelli biondi quasi rossi la nuova dirimpettaia? Di sguardo in sguardo, incrociando il dramma (un caduto di ‘ndrangheta), saggiando l’autoanalisi, imbastendo il magico rendez-vous. 
Ma non è una nipote di Liala, Margherita Oggero. Condivide il sentire di Natalia Ginzburg: «Ogni passione amorosa è imperfetta se non la illumina lo sguardo ilare, acuto e penetrante della conoscenza». Se mai Marta non sapesse ancora abbastanza, ecco la sua artefice venirle in soccorso. Evitandole – antidoto contro l’eventuale smacco – di farle dire e di sentirsi dire: «Ti amo». No, a Torino non usa. E allora? «Baciami, stupido» (da Billy Wilder). Scaramanzia, salvifica diffidenza indigena? Tra un portico e un bignè, non è forse sempre in agguato un Gozzano lesto a levare il ponte levatoio? «Non ho amato mai…».
Recensione di Tuttolibri, a cura di Bruno Quaranta
### Sinossi
Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte.
Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri.
Come una folata di vento che scompigli la quiete del grande cortile che li separa, ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola, con un solo motto – bastare a se stessi, come i gatti – e un solo piacere segreto: spiare da dietro le tende, al buio, la finestra di fronte. È andata lontano, ha viaggiato e da poco è tornata a casa, in un condominio simile a quello dell’infanzia. Anche Michele si è spinto dove nessuno avrebbe pensato, e ogni giorno per mestiere vede gente che fugge e che torna: guida i Frecciarossa attraverso l’Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento e affacciarsi ancora una volta su un cortile.
Fino a quando succede una cosa imprevista, anzi più d’una: di quelle che accelerano il corso dell’esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo, a guardarsi negli occhi.
A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri? Margherita Oggero intesse con sapienza l’invisibile rete di sguardi e traiettorie, di significati e desideri nati tra quelle finestre e destinati a unire, separare, far danzare i suoi personaggi tra le quinte reali eppure poetiche della sua Torino.
Queste pagine sono percorse da una sorta di “leggerezza dolente”, da un’ironia che non è mai disgiunta dall’umanissima partecipazione alle sorti di persone autenticamente impegnate a trovare un senso ai propri giorni.
La ragazza di fronte è uno splendido spaccato della storia sociale di una grande città italiana negli ultimi cinquant’anni e insieme una storia d’amore bellissima, veloce, sorprendente.

La ragazza delle perle. Le sette sorelle

Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta. Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero… Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.
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La ragazza delle perle (Le Sette Sorelle Vol. 4)

Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta. Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero…
Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.
Nel quarto, emozionante capitolo della saga bestseller de *Le Sette Sorelle*, Lucinda Riley ci regala una storia ricca di intrighi e passione, di colpi di scena e personaggi indimenticabili.
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### Sinossi
Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta. Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero…
Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.
Nel quarto, emozionante capitolo della saga bestseller de *Le Sette Sorelle*, Lucinda Riley ci regala una storia ricca di intrighi e passione, di colpi di scena e personaggi indimenticabili.

La ragazza delle ciliegie

Inghilterra, 1919. La guerra è finita da poco, ma la sua fine non sembra aver portato la pace nel cuore della giovane Emeline Vane. In quell’anno, infatti, Emeline, diciannove anni e volontà di ferro, scompare, lasciandosi dietro il fratellino per cui pure provava un amore sconfinato. Cinquant’anni dopo, Bill Perch è un giovane avvocato a cui viene chiesto di provare legalmente la morte della signora Emeline Vane, unico modo perché i suoi due nipoti possano finalmente ereditare la tenuta nel Norfolk appartenuta alla zia. È così che Bill parte per Hallerton; lì, si ritrova tra le mani le pagine sottili e consunte di un vecchio diario, quello che la ragazza aveva scritto prima della sua scomparsa. Una storia che spezza il cuore, tanto che il giovane avvocato decide di scoprire tutta la verità sulla vita di Emeline, invece di limitarsi a cercare prove della sua morte. La sua ricerca lo condurrà al sud, nella Francia meridionale, in un incantevole paesino dei Pirenei, Cerbère. Scoprirà che lì, nel posto dove crescono le ciliegie, Emeline aveva ritrovato la voglia di assaggiare la vita e viverla fino in fondo… Un delizioso romanzo che unisce amore, nostalgia, cucina e voglia di fuga, in una storia che intreccia mirabilmente presente e passato, e riesce a farci sognare a occhi aperti.

La ragazza delle camelie

Alphonsine Plessis nasce in Normandia nel 1824. La madre, Marie Plessis, è una donna di umili origini ma dal portamento e l’educazione aristocratici. Il padre, Marin, è un ambulante squattrinato e violento che in virtú della sua bellezza mozzafiato passa di donna in donna, riuscendo spesso a farsi mantenere nei suoi innumerevoli vizi. Quando la madre muore, Alphonsine e la sorella maggiore Delphine vengono separate e accolte in casa di parenti impietositi. A soli dodici anni, Alphonsine impara a procurarsi il cibo da sola, spesso mendicando, e qualche volta vendendosi a contadini e negozianti. Il padre si approfitta della situazione «prestando» la figlia a un losco settantenne che la ricompensa per gli innominati servigi, fin quando la ragazza non fugge a Parigi. Nella capitale Alphonsine abbandona lo status di contadinotta per diventare una grisette , ovvero un’operaia di facili costumi, spesso al braccio di studenti o di commercianti piccolo borghesi. All’inizio Alphonsine ha un mestiere rispettabile in una stireria industriale; ma presto la sua avvenenza le guadagna molti ammiratori, uno dei quali le offre un appartamento tutto per lei. Ed è cosí che Alphonsine si trasforma in lorette. La lorette è una grisette che non si concede piú per puro piacere o in cambio di una bella serata, ma per calcolo. Normale è per una lorette passare di protettore in protettore, puntando sempre piú in alto. Conti, duchi, uomini potenti e del bel mondo sono ora gli amanti e i protettori di Alphonsine, diventata ormai Marie Duplessis. Queste nuove amicizie le consentono di circondarsi di un lusso senza pari, per il quale sembra avere un gusto innato. Introdotta nei circoli intellettuali ed edonisti piú esclusivi di Parigi, Marie incanta le migliori menti del secolo, da Gauthier a Dumas padre, dal celebre dandy Nestor Roqueplan al potentissimo Louis Veron, fondatore dei «Discepoli di Eros», ad Alexandre Dumas figlio a Franz Liszt. La professione di Marie le consente un accesso privilegiato al meglio del suo tempo, e presto il suo tempo si accorge di lei, per non dimenticarla piú. *** «Da diversi giorni i quotidiani hanno lasciato perdere tutte le questioni politiche, artistiche ed economiche. Ogni cosa impallidisce al cospetto di un incidente assai piú importante: la morte romantica di una gloria del demi-monde , la bella e famosa Marie Duplessis». Charles Dickens, Parigi 1847

La ragazza della porta accanto

**«Magnifico!»
Angela Marsons
Un grande thriller**
**Sei mesi dopo l’accoltellamento della sedicenne Deanna Barker, la comunità di Stockleigh è funestata da una serie di attacchi criminali che coinvolgono gli adolescenti della zona**. È un tentativo di vendicare Deanna o qualcos’altro? La detective Eden Berrisford è impegnata in una corsa contro il tempo per trovare i responsabili, ma non riesce a venirne a capo. E la situazione si complica maledettamente quando a essere rapita è Jess Mountford, nipote di Eden… Coinvolta anche a livello personale, la detective è disposta a rischiare ogni cosa per cercare di salvare Jess e impedire che Stockleigh pianga un’altra vittima innocente. 
**Una storia perfetta**
«5 stelle per questo libro, sicuramente.»
**Angela Marsons**
«Una voce unica del genere thriller.»
**Mail on Sunday**
«Un thriller crudo, pieno di colpi di scena.»
**Crime Book Junkie**
«La scrittura di Mel Sherratt è eccezionale.»
**Bibliophile Book Club**
**Mel Sherratt**
È autrice e blogger di successo. Ha iniziato a scrivere da bambina e non ha più smesso. Nel dicembre 2011 ha autopubblicato *La verità sul caso Ryder*, che è subito schizzato in testa alle classifiche inglesi, ed è uscito in Italia con la Newton Compton.
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### Sinossi
**«Magnifico!»
Angela Marsons
Un grande thriller**
**Sei mesi dopo l’accoltellamento della sedicenne Deanna Barker, la comunità di Stockleigh è funestata da una serie di attacchi criminali che coinvolgono gli adolescenti della zona**. È un tentativo di vendicare Deanna o qualcos’altro? La detective Eden Berrisford è impegnata in una corsa contro il tempo per trovare i responsabili, ma non riesce a venirne a capo. E la situazione si complica maledettamente quando a essere rapita è Jess Mountford, nipote di Eden… Coinvolta anche a livello personale, la detective è disposta a rischiare ogni cosa per cercare di salvare Jess e impedire che Stockleigh pianga un’altra vittima innocente. 
**Una storia perfetta**
«5 stelle per questo libro, sicuramente.»
**Angela Marsons**
«Una voce unica del genere thriller.»
**Mail on Sunday**
«Un thriller crudo, pieno di colpi di scena.»
**Crime Book Junkie**
«La scrittura di Mel Sherratt è eccezionale.»
**Bibliophile Book Club**
**Mel Sherratt**
È autrice e blogger di successo. Ha iniziato a scrivere da bambina e non ha più smesso. Nel dicembre 2011 ha autopubblicato *La verità sul caso Ryder*, che è subito schizzato in testa alle classifiche inglesi, ed è uscito in Italia con la Newton Compton.

La ragazza del passato

«*Un romanzo d’esordio così convincente che inizierete a dubitare persino della vostra famiglia.*»
**Entertainment Weekly**
«*Un libro che i lettori della “Ragazza del treno” adoreranno.*»
**Booklist**
«*Questo è davvero un thriller da non perdere.*»
**Marie Claire**
**Credi di conoscere tua figlia.**
**Ma forse ti sbagl****i.**
È una splendida serata estiva in un quartiere di Houston. E a casa Whitaker tutto è tranquillo. Finché qualcuno non bussa alla porta. Sulla soglia compare una ragazza con grandi occhi blu e lunghi capelli biondi. È a piedi nudi. Ha il viso pallido, segnato dalla stanchezza. Ad Anna, però, quel viso è familiare. Non appena allunga le braccia per sorreggerla, ne è certa: è sua figlia Julie, scomparsa otto anni prima. Quella figlia che non vedeva l’ora di riabbracciare è finalmente tornata a casa sana e salva.
Ma i dubbi non tardano ad arrivare e ben presto si fanno sempre più insistenti. Anna vorrebbe ignorarli. E invece l’accompagnano ovunque. Con quale coraggio osa solo pensare che quella ragazza spaventata non sia veramente sua figlia? Da madre attenta e premurosa, non può permettere che la minima incertezza faccia vacillare il suo cuore. Eppure c’è qualcosa di diverso in Julie. Piccoli dettagli e comportamenti che non le ricordano sua figlia. E allora Anna non può fare a meno di chiedersi se sia la verità quella che la ragazza racconta o sia tutta una montatura. Di domandarsi come mai salti le sedute dal terapista. O cosa c’entri in tutta questa storia il ritrovamento del corpo di una giovane in una casa dall’altra parte della città.
Quando un investigatore privato la contatta dicendole di aver scoperto qualcosa, Anna non sa più cosa fare. E se Julie si stesse solo prendendo gioco di lei? Se non fosse veramente sua figlia? Anna non tarderà a scoprire che l’impossibile a volte è possibile. Perché non tutto è come sembra…
*La ragazza del passato* è un esordio letterario potente. Appena uscito è stato salutato dalla stampa estera come il thriller dell’anno e Amy Gentry si è imposta come una delle voci più fresche del panorama letterario contemporaneo. Il successo immediato ne ha fatto un bestseller e ha innescato un passaparola senza precedenti. Un romanzo ad alta tensione, ipnotico e coinvolgente. Una storia di legami familiari perduti e ritrovati e di segreti inconfessabili capaci di far crollare persino le certezze di una madre.
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### Sinossi
«*Un romanzo d’esordio così convincente che inizierete a dubitare persino della vostra famiglia.*»
**Entertainment Weekly**
«*Un libro che i lettori della “Ragazza del treno” adoreranno.*»
**Booklist**
«*Questo è davvero un thriller da non perdere.*»
**Marie Claire**
**Credi di conoscere tua figlia.**
**Ma forse ti sbagl****i.**
È una splendida serata estiva in un quartiere di Houston. E a casa Whitaker tutto è tranquillo. Finché qualcuno non bussa alla porta. Sulla soglia compare una ragazza con grandi occhi blu e lunghi capelli biondi. È a piedi nudi. Ha il viso pallido, segnato dalla stanchezza. Ad Anna, però, quel viso è familiare. Non appena allunga le braccia per sorreggerla, ne è certa: è sua figlia Julie, scomparsa otto anni prima. Quella figlia che non vedeva l’ora di riabbracciare è finalmente tornata a casa sana e salva.
Ma i dubbi non tardano ad arrivare e ben presto si fanno sempre più insistenti. Anna vorrebbe ignorarli. E invece l’accompagnano ovunque. Con quale coraggio osa solo pensare che quella ragazza spaventata non sia veramente sua figlia? Da madre attenta e premurosa, non può permettere che la minima incertezza faccia vacillare il suo cuore. Eppure c’è qualcosa di diverso in Julie. Piccoli dettagli e comportamenti che non le ricordano sua figlia. E allora Anna non può fare a meno di chiedersi se sia la verità quella che la ragazza racconta o sia tutta una montatura. Di domandarsi come mai salti le sedute dal terapista. O cosa c’entri in tutta questa storia il ritrovamento del corpo di una giovane in una casa dall’altra parte della città.
Quando un investigatore privato la contatta dicendole di aver scoperto qualcosa, Anna non sa più cosa fare. E se Julie si stesse solo prendendo gioco di lei? Se non fosse veramente sua figlia? Anna non tarderà a scoprire che l’impossibile a volte è possibile. Perché non tutto è come sembra…
*La ragazza del passato* è un esordio letterario potente. Appena uscito è stato salutato dalla stampa estera come il thriller dell’anno e Amy Gentry si è imposta come una delle voci più fresche del panorama letterario contemporaneo. Il successo immediato ne ha fatto un bestseller e ha innescato un passaparola senza precedenti. Un romanzo ad alta tensione, ipnotico e coinvolgente. Una storia di legami familiari perduti e ritrovati e di segreti inconfessabili capaci di far crollare persino le certezze di una madre.

La ragazza del libro dei fuochi

Londra 1752. Fra i vicoli umidi di pioggia si aggira la giovane Agnes Trussell, con in tasca una manciata di monete rubate e nel grembo una vita che cresce suo malgrado. Ma una porta si apre all’improvviso nel buio e Agnes si ritrova ad accettare un impiego come apprendista in un laboratorio di fuochi d’artificio. Mentre impara a muoversi in un mondo fatto di polveri esplosive, gesti prudenti e tentativi malriusciti, la ragazza conquista lentamente la fiducia dell’enigmatico John Blacklock e si unisce alla sua missione: creare i fuochi più spettacolari che l’occhio umano abbia mai visto. I mesi corrono, e per Agnes diventa sempre più complicato celare il suo segreto agli sguardi ambigui della signora Blight, la governante che controlla ogni sua mossa. Ma in una casa dove nulla è ciò che sembra, il destino può prendere pieghe inaspettate e neanche la fervida immaginazione di Agnes prevede ciò che il futuro ha in serbo per lei.

(source: Bol.com)

La ragazza del dipinto

‘Magnificamente narrato. E con un finale da togliere il fiato. Un esordio perfetto.’ Vienna, 1939. Mentre lo spettro della guerra terrorizza l’Europa, i genitori di Rose Zimmer cercano disperatamente un modo per lasciare l’Austria. Non riuscendoci, decidono di salvare almeno la loro giovane figlia. Rose viene così affidata a degli sconosciuti e portata in Inghilterra. Sei anni più tardi, quando la guerra è finalmente terminata, Rose tenta di ricostruire la propria vita devastata: si mette quindi alla ricerca di un quadro di Soutine, appartenuto alla madre, e al quale la donna era legatissima. Dopo essersi trasferita a Los Angeles e aver trascorso lì la propria vita, Rose si imbatterà nuovamente nelle tracce di quel dipinto, diventato per lei quasi un’ossessione, e in Lizzie Goldstein, che ne è entrata in possesso dopo di lei. Tra Lizzie e Rose nasce un’amicizia inaspettata, destinata però a interrompersi bruscamente quando le due donne si troveranno di fronte a una verità dolorosa: un segreto che ha a che fare con il quadro di Soutine e che è rimasto nascosto per tanti anni… Una prosa cristallina per una storia che parla di nostalgia, dolore, perdita e perdono. Tra passato e presente sulle tracce di un quadro che unisce i destini di due famiglie ‘I personaggi del bellissimo romanzo di Ellen Umansky sono minacciati non solo dalla perdita ma dal peso che ogni perdita comporta… Una profonda e commovente esplorazione del dolore e della riconciliazione.’ ‘Un mistero avvincente che riguarda la sorte di un dipinto e la vita di due donne molto diverse, entrambe affrante per averlo perso. Un esordio seducente.’ ‘Notevole. Una delle tante doti della Umansky è la capacità di gettare una luce sul potere dell’arte e insieme sulla sua impotenza di fronte a una perdita devastante.’ Ellen Umanskyè cresciuta a Los Angeles e vive a Brooklyn con il marito e le sue due figlie. Ha pubblicato sia racconti che saggi, apparsi, tra gli altri, su ‘New York Times’, ‘Salon’ e ‘Playboy’. Ha lavorato nelle redazioni di ‘The New Yorker’, ‘Forward’ e ‘Tablet’. La ragazza del dipinto è il suo romanzo d’esordio.
(source: Bol.com)

La ragazza dei fiori di vetro

Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l’archivio, come lo chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità. Pochissime persone erano al corrente dell’esistenza di quelle liste, erano informazioni troppo pericolose da condividere. Il giorno in cui viene prelevata e condotta al quartier generale della Gestapo di Varsavia, Irena è terrorizzata. Nell’autunno del 1943, nella Polonia occupata dai nazisti, e forse in tutta Europa, non esisteva un posto più spaventoso di quello. Tutti sapevano cosa succedeva là dentro, e lei pregava di farcela a reggere alla tortura, di non tradire nessuno. Molte vite dipendevano da lei. I suoi compagni della rete clandestina, il suo amato Adam, anch’egli nella resistenza, tutti i polacchi che offrivano il loro aiuto. E soprattutto i bambini. Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto. Mentre l’auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l’aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l’unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell’esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla.

La Ragazza Dai Capelli Turchini: Romanzo Rosa Fantasy

*Il mondo dell’Autunno e quello dei Terreni non possono mai collidere, al limite si sfiorano. E quando succede qualcosa di più, tutto è destinato al disastro.*
Cappuccetto Rosso, I Tre Porcellini, Pollicino, La Bella e la Bestia, insieme ad altre favole si mischiano in una nuova avventura romantica.
Se sei una ragazza albina un po’ strana non ti è facile vivere in una piccola comunità sperduta tra i monti.
Agata ha sogni semplici: vorrebbe essere una delle comari del paesino di Mezzavia e pensa di esserci riuscita quando uno scapolo la chiede in moglie. Pazienza se è un giovane rozzo e ha il chiodo fisso! 
Sposarsi però non le basta. Da sempre ha un desiderio: vedere la reliquia, che si dice abbia qualità soprannaturali, nascosta nella chiesa e custodita gelosamente dall’avido parroco.
A questo punto iniziano le sue disavventure, perché anche il Popolo fatato dell’Autunno vuole quella “cosa” misteriosa e per averla ha mandato la sua creatura più temuta… l’Orco! 
C’è un posto fuori dal tempo, in una Toscana fantastica e un po’ selvaggia che idealmente è situata nel Casentino, una zona montuosa e impervia proprio accanto agli Appennini. C’è una protagonista, la stramba del paese, ci sono gli abitanti e altri loschi figuri che non la capiscono. C’è una nonna acidissima e un po’ strega, un pretendente pretenzioso, un rude cacciatore e un mostro temuto perfino dai propri simili. Poi c’è l’evento scatenante: un oggetto magico che tutti vogliono e una serie di disavventure e sfortune maledette.
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La Ragazza dai capelli Turchini è una storia completa e autoconclusiva che comprende i volumi con un nuovo editing e una nuova versione romantica:
*** Il Patto dell’Orco (L’Occhio del Basilisco 1)**
*** La Serva dell’Orco (L’Occhio del Basilisco 2)**
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La ragazza dagli occhi d’argento

«Dashiell Hammett – scriveva il suo discepolo Chandler nella *Semplice arte del delitto* – restituì l’assassinio alle persone che lo commettono per delle ragioni, non per fornire un cadavere, e con i mezzi a portata di mano, non con pistole intarsiate, curaro e veleni tropicali. Egli mise sulla carta queste persone come sono». In realtà è difficile dire che Hammett il fondatore dell’*Hard boiled school*, seguisse un preciso realismo: i suoi criminali sono gangster che battono le metropoli e non geni solitari che abitano magioni brumose: i suoi detective percorrono labirinti di strade e non dedali mentali tratti da testi di filosofia; ma non per questo è più probabile incontrarli nelle pagine della cronaca nera. Semmai Hammett immette nel genere poliziesco una pedagogia che mancava alla letteratura d’evasione: l’occhio critico, un inappagato desiderio di giustizia e di purezza, e ne sigla con questo il passaggio dalla separatezza alla letteratura maggiore. *La ragazza dagli occhi d’argento* è bella, maliosa, astuta, capace di doppie esistenze; se dietro di sé lascia una scia di cadaveri è per volgare sete di denaro, non perché appartenga al male metafisico, per l’ambizione inestinguibile di chi è stato povero. È un’anti-*dark lady*. E il detective che la stringe e infine la cattura è abbastanza sciatto e privo di immaginazione da non cadere innamorato di lei. Dopo tornerà al suo whisky e alla sua stanza fumosa, perché questo mondo è tutto indifferentemente brutto.

La ragazza che sapeva troppo

«Un capolavoro.» The Sun «Originale, avvincente, potente.» The Guardian «Accattivante, travolgente, commovente.» Vogue Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione. Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all’epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana. Melanie è la prossima detenuta destinata alla dissezione, nonostante la sua insegnante si sia opposta con tutte le forze a questa pratica atroce, nella speranza di salvarla. E proprio quando tutto sembra davvero perduto, Melanie riuscirà a fuggire. La ragazzina diventerà il nuovo leader della rivolta? E il genere umano sopravviverà? Un romanzo straordinario, un bestseller internazionale tradotto in tutto il mondo. In vetta alle classifiche dei libri più venduti di 22 Paesi Da questo libro presto il film con Glenn Close «Incalzante e tenero allo stesso tempo.» Marie Claire «Un capolavoro.» The Sun «Ti tiene sulle spine.» Elle «Enigmatico e avvincente.» Harper’s Bazaar «Travolgente, intenso.» io9.comM.R. CareyNato in Inghilterra nel 1959, è autore di vari libri e di fumetti, ha lavorato per la DC e la Marvel, firmando episodi acclamati dalla critica delle famose serie degli X-Men e dei Fantastici quattro. Le sue opere finiscono regolarmente nella classifica del «New York Times» dedicata alle graphic novel. È stato anche sceneggiatore di Hollywood. La ragazza che sapeva troppo, diventato in pochi mesi un successo internazionale e da cui stanno girando un film, è il suo primo romanzo.

La ragazza che hai lasciato

Francia, 1916. Sophie, sposa innamorata del pittore Édouard Lefèvre, allievo di Matisse, è rimasta sola dopo che il marito è partito per il fronte allo scoppio della Grande Guerra. La giovane donna ritorna quindi al suo paese natale nel Nord della Francia, ora occupato dai tedeschi. Con grande audacia Sophie aiuta le famiglie in difficoltà suscitando l’interesse e l’ammirazione del locale comandante delle truppe nemiche, fino al giorno in cui, disperata, è costretta a chiedergli aiuto, dopo aver saputo che Édouard è stato catturato e rischia la vita. Per riaverlo è disposta a offrire ciò che ha di più caro: un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato La ragazza che hai lasciato, divenuto per il tedesco una vera ossessione. Subito dopo, Sophie viene arrestata e portata via. Nessuno sa dove, né si hanno più sue notizie. Riuscirà a riunirsi al suo amato Édouard? Londra, 2010. Liv, vedova trentenne, sta ancora elaborando la dolorosa perdita del marito, un geniale architetto morto all’improvviso quattro anni prima. Ma quando incontra casualmente Paul, prova per lui una forte attrazione. L’uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d’arte trafugate durante la guerra, e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Come mai Liv è in possesso di quel prezioso dipinto? E quali conseguenze avrà questa scoperta sulle loro vite? In *La ragazza che hai lasciato* ritroviamo le due splendide protagoniste di *Luna di miele a Parigi*, divise da un secolo ma accomunate da una storia struggente e coinvolgente, e dalla ricerca dell’amore e della felicità. In questo nuovo romanzo Jojo Moyes conferma le doti narrative di un’autrice in continua ascesa.