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La nascita di un mago. Trilogia di Elminster. Forgotten Realms

L’azione è collocata in un’epoca oscura, allorché le Heartlands sono attraversate dai barbari e draghi malvagi dominano i cieli incontrastati. In questi giorni lontani vive Elminster, un pastorello che sogna avventure eroiche e avvincenti. Quando un mago che cavalca un drago si abbatte su di lui, il ragazzo è catapultato improvvisamente in una realtà piena di crudezze, di governanti corrotti e di maghi malvagi. Con pazienza e ardore, Elminster si accinge a ribaltare la caotica situazione riuscendo finalmente, al termine di tutte le sue strabilianti avventure, a rigenerare la magia e a riportare l’armonia e l’equilibrio nel mondo.

La nascita di Roma

Roma: culla della civiltà e della nostra cultura. In un racconto appassionante viene narrata la nascita leggendaria di un impero destinato a lasciare una traccia indelebile nella storia.
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La nascita del Terzo Reich

Agli inizi del Novecento la Germania era considerata una delle nazioni più avanzate e intraprendenti. Come è stato possibile che in poco più di una generazione questo paese democratico, tollerante, equilibrato e moderno abbia potuto gettare l’Europa nel baratro della disperazione e della rovina morale, fisica e culturale? Alla luce della documentazione resasi di recente disponibile, Richard J. Evans riscrive la storia di quello che nella coscienza collettiva resta il più tragico e inspiegabile periodo del XX secolo, includendo gli eventi militari e politici, quelli sociali e psicologici e studiando anche le vita quotidiana del popolo tedesco. Un racconto inquietante che, in modo autorevole ma emotivamente coinvolto, rintraccia le radici del Terzo Reich e descrive la successione fatale di circostanze che ha permesso che si arrivasse alla presa del potere di Hitler e del nazismo. Un evento che avrebbe cambiato il mondo e con cui ancora oggi dobbiamo fare i conti.
(source: Bol.com)

La narrazione

Nella prima parte del testo si forniscono le coordinate generali della narrazione letteraria e una prima definizione degli strumenti di analisi del testo narrativo. Nella seconda parte – grazie all’impiego di esempi di alcuni classici del genere romanzo – si definiscono in particolare alcuni tra i principali dispositivi e strumenti narrativi. Il testo ha il pregio di illustrare l’essenziale delle tecniche di costruzione e analisi del testo letterario, fornendo un utile e interessante strumento di base per studenti e docenti in cerca di una prima definizione della materia narratologica.
(source: Bol.com)

Nanà (Einaudi. Stile libero. Noir)

Serge Gorodish, fotografo scandaloso e incompreso, già *enfant prodige* del pianoforte, pittore e autista di gangster, sbarca in una sonnacchiosa cittadina francese. Sembra voglia soltanto prendersi una breve vacanza.
In realtà, infaticabile, metodico, sta preparando un colpo clamoroso.
E per farlo studia ciascuno degli abitanti, i loro vizi e le loro scarse virtú, e ben presto li mette uno contro l’altro, creando un favorevole clima di sospetto. Ad aiutarlo, nientemeno che un’adolescente cleptomane, attratta dal vandalismo, bella come la Venere di Botticelli.
Gorodish, l’inguaribile esteta per il quale tutto deve essere costruito come un’opera d’arte, anche il crimine, e la sua Lolita innocente e perversa sono la coppia di banditi piú eccezionale del polar francese.
Con una scrittura perfetta, capace di raccontare sottilmente potere e sensualità, e ribaltando le regole classiche del poliziesco, Delacorta ci ha consegnato l’idillio impossibile tra un uomo e una ragazzina, due personaggi assoluti che hanno bucato con forza il nostro immaginario.
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### Sinossi
Serge Gorodish, fotografo scandaloso e incompreso, già *enfant prodige* del pianoforte, pittore e autista di gangster, sbarca in una sonnacchiosa cittadina francese. Sembra voglia soltanto prendersi una breve vacanza.
In realtà, infaticabile, metodico, sta preparando un colpo clamoroso.
E per farlo studia ciascuno degli abitanti, i loro vizi e le loro scarse virtú, e ben presto li mette uno contro l’altro, creando un favorevole clima di sospetto. Ad aiutarlo, nientemeno che un’adolescente cleptomane, attratta dal vandalismo, bella come la Venere di Botticelli.
Gorodish, l’inguaribile esteta per il quale tutto deve essere costruito come un’opera d’arte, anche il crimine, e la sua Lolita innocente e perversa sono la coppia di banditi piú eccezionale del polar francese.
Con una scrittura perfetta, capace di raccontare sottilmente potere e sensualità, e ribaltando le regole classiche del poliziesco, Delacorta ci ha consegnato l’idillio impossibile tra un uomo e una ragazzina, due personaggi assoluti che hanno bucato con forza il nostro immaginario.

Nada

Presi a uno a uno, gli anarchici del gruppo NADA non hanno niente di eccezionale, vivono le loro giornate come meglio possono, chi insegnando filosofia, chi lavorando in un bistrot, chi rincorrendo i propri sogni. Se si trovano insieme è perché perseguono un unico obiettivo: dare vita a un processo rivoluzionario in grado di spazzare dalla faccia della terra ogni ipocrisia. C’è un’unica strada che sembra in grado di condurre dritta all’obiettivo, si chiama rivoluzione e, se non ci si fa spaventare dal nome altisonante, può rivelarsi una del tutto percorribile. Gli anarchici del gruppo NADA pensano che la mossa giusta per iniziare la rivoluzione sia rapire l’ambasciatore degli Stati Uniti a Parigi.

Mutandine di chiffon

Perché “retribuite”, queste memorie? Perché, salvo due o tre eccezioni, sono state scritte su richiesta di vari giornali, settimanali, riviste, libri bisognosi di prefazione, e naturalmente pagate. Non si tratta quindi di un’autobiografia o di una confessione alla maniera di Alfieri o Rousseau. Mi chiedevano qualcosa sulla mia prima sigaretta, sul turpiloquio dei bambini, sui castelli piemontesi, perché mai avessi lasciato l’alta cultura per andarmi a occupare di fantascienza e fumetti, quali fossero stati i miei rapporti con Italo Calvino, Franco Lucentini, Pietro Citati, e così via. Tutto molto occasionale, casuale e, come accade nella vita di tutti, con milioni di cose non dette, lasciate fuori. Ma non ho certo dimenticato le tante amiche e i tanti amici che mi hanno aiutato e confortato nel corso degli anni e che considero la mia più grande fortuna. Quanto alle mutandine, figurano solo nel titolo, cui non ho saputo rinunciare. Nel libro non ce ne sono, non c’è gossip, non ci sono rivelazioni piccanti né ricordi maliziosi (anche se, volendo…). C.F.

La musica sveglia il tempo

“Questo non è un libro per musicisti o per non-musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all’orecchio pensante. Tali scoperte non sono privilegi riservati ai musicisti di grande talento che fin dalla più tenera età ricevono un’educazione musicale, né una torre d’avorio o un lusso riservato ai ricchi; sono convinto che sviluppare l’intelligenza dell’orecchio sia una necessità fondamentale”. (Daniel Barenboim)

La musica salva la vita

Venezuela: uno dei posti al mondo dove vivere è più difficile, tra crimine e povertà. Tre membri della popolazione urbana su dieci vivono nei barrios, baraccopoli dove manca tutto. Eppure nel paese, oggi, sono 350 mila i bambini e ragazzi a rischio che attraverso la musica trovano un senso alla vita, un riscatto sociale, spesso una professione. A volte, diventano essi stessi star internazionali, come è accaduto a Gustavo Dudamel, Diego Matheuz, Edicson Ruiz. È il miracolo del Sistema, creato da José Antonio Abreu nel 1975 a Caracas, e da lì esteso a ogni angolo del Venezuela e poi a tutto il mondo. Nel 2012 sono 285 le scuole di musica sparse per il paese latinoamericano; si comincia a giocare con le note già a due anni, e poi ci sono i corsi nelle carceri e le iniziative dirette ai portatori di handicap. Soprattutto, ci sono infinite orchestre, cori, gruppi, per imparare a suonare ma anche per crescere. Grazie a generosi sostegni soprattutto pubblici, il Sistema può contare su una rete capillare di orchestre per bambini e giovani, in cui l’educazione musicale è completamente gratuita (compresi strumenti, spartiti e, se necessario, cibo e vestiti). E sta diventando un modello non solo per i paesi in via di sviluppo. Claudio Abbado ha annunciato che intende portare in Italia il “Sistema”.Questo libro racconta la storia di José Antonio Abreu, un grande visionario, ma anche di un modello artistico, educativo e sociale valido a tutte le latitudini: la storia di un’utopia realizzata, fatta di tante storie e di mille volti.
(source: Bol.com)

Musica nera

Versilia, 1967. Mentre lo scenario internazionale è dominato dalla Guerra Fredda e dall’escalation americana in Vietnam, l’Italia si gode i frutti della ripresa economica. Il benessere è diffuso, la 500 e le vacanze al mare sono ormai alla portata di quasi tutti, nei juke-box impazzano Gianni Morandi e Caterina Caselli. Eppure, lungo il litorale turistico di Viareggio, qualcuno sembra molto, molto lontano da questo clima di euforia collettiva. Si tratta di un gruppo di donne in nero che, sul pontile del Cinquale, si ritrova ogni sera per guardare il mare, in silenzio. Le nota Bruno Arcieri, venuto al funerale di un vecchio amico, un ufficiale della Marina militare morto per un’apparente disgrazia in un fosso inquinato pieno di schiuma. Ma sarà il jazz della sua giovinezza, suonato dalla misteriosa tromba di un musicista che è come emerso dall’abisso del tempo, a condurlo in una trappola mortale, a cui sfugge in modo inspiegabile. Proprio per darsene ragione e per trovare le radici remote di varie morti – quattro bambini uccisi dai nazifascisti nel 1944, un faccendiere italiano legato ad ambienti poco chiari dei servizi segreti, l’equipaggio di un mini-sommergibile lasciato morire negli abissi Arcieri condurrà un’indagine privata destinata a scoperchiare un intrico di trame eversive e di interessi privati di assoluto cinismo, che sporcano l’Italia del 1945 come quella vacanziera del boom economico.
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Musica dura

Sulle colline di Hollywood, in fondo a una strada sterrata viene ritrovata una Rolls. Nel baule il cadavere di Tony Aliso, produttore cinematografico di quart’ordine, un uomo ambiguo la cui morte turba ben poco gli animi. Tutto fa pensare che si tratti di un delitto di mafia, le modalità dell’omicidio, la posizione del corpo, il portafogli ancora nella tasca della vittima. Ma Harry Bosch, detective della polizia di Los Angeles, sa che le apparenze spesso ingannano.
Mentre la sua vita privata va in pezzi, le indagini lo costringono a spostarsi da Hollywood a Las Vegas, la grande Disneyland del deserto, tra casinò e squillo di lusso, giocatori disperati e criminali astuti, tra piste che si intrecciano e finiscono fatalmente in un vicolo cieco.
Travolto da una girandola di sentimenti che gli scavano il cuore, Bosch sa che dovrà spingersi al di là di ogni evidenza, di ogni certezza…

(source: Bol.com)

La musica di Pitagora. La nascita del pensiero scientifico

Benché Pitagora e il suo famoso teorema siano universalmente noti, sulla sua vita, il suo pensiero e la storia della scuola da lui fondata le notizie sono vaghe. Ciò si deve in larga misura all’atmosfera di segretezza che avvolgeva il suo circolo. La scoperta fondamentale attribuita ai pitagorici è l’intuizione che alla base della natura ci sono relazioni matematiche e che l’universo è razionale. Tale assunto, nonostante la varietà delle interpretazioni, ha dato un importante contributo allo sviluppo scientifico, fornendo strumenti e stimoli a Copernico, Galileo e Keplero, ed è sopravvissuto in qualche forma fino a oggi. Kitty Ferguson restituisce ora nuova vita a uno dei più misteriosi sapienti dell’antichità.

La musica della notte

È una mattina d’inverno del 1777 a Vienna quando Franz Anton Mesmer, il medico forse più noto della città, scende le scale che dagli alloggi notturni conducono alle stanze in cui esercita la professione. Fuori è buio pesto e fa freddo. Cinque minuti alla tastiera della glassarmonica, giusto qualche accenno di Mozart, Haydn o Gluck, sarebbero forse il modo migliore di cominciare la giornata. Ma Mesmer ha fretta di raggiungere il suo studio. Lo attende una visita importante, forse la più importante della sua carriera: deve esaminare la figlia cieca del funzionario imperialregio Paradis.
Della nuova paziente ha sentito dire tutto e il contrario di tutto. Che è brutta. Che è bella. Compresa nel suo dolore. Che si veste in modo poco adatto. Che suona il pianoforte meglio di quanto canti. Che ha una cataratta completa. Che finge soltanto di essere cieca. Solo su un punto sono tutti concordi: all’Imperatrice la ragazza sta enormemente a cuore dal giorno in cui, nella chiesa di corte degli Agostiniani Scalzi, ha cantato e suonato al suo cospetto commuovendola oltre ogni misura.
Per Mesmer, è chiaro, la giovane Paradis rappresenta un’occasione unica. Una volta accolta a corte, infatti, la sua figura di medico cesserebbe d’incanto di essere così controversa, e il suo metodo, la trasmissione del fluidum, la materia più fine che ha l’universo, attraverso l’uso di magneti e l’imposizione delle mani, sarebbe accettato da ministri e segretari, cameriere e valletti, padri e figli, e da tutte le fanciulle del Paese.
Il tempo di preparare lo studio, di sentire una carrozza arrivare e Mesmer si trova al cospetto del Segretario di corte e di Maria Theresia Paradis: una bambola pallida, imbellettata di cera, con una parrucca che sovrasta tutti, una drammatica cascata di pieghe nell’abito celestiale, gli occhi chiusi, la voce attutita come se fosse avvolta nella lana, il volto che assomiglia a un nido abbandonato da tempo.
Riuscirà Franz Anton Mesmer, medico tedesco in Vienna, genio per alcuni e ciarlatano per altri, a guarirla?
Romanzo intriso di magia letteraria e storia, *La musica della notte* indaga, con l’ammaliante melodia della sua prosa, la vicenda vera dell’incontro tra la più raffinata pianista della Vienna di fine Settecento e Franz Anton Mesmer, lo scopritore del magnetismo animale ammirato da Mozart, Kleist e Olov Enquist e considerato da molti il precursore della psicanalisi.

La musica della notte

Sarah Connolly ha sempre avuto ben poco dalla vita. Ma ora il destino sembra offrirle la via d’uscita che merita: lasciare i vicoli di Londra per le calli di Venezia, al seguito di una famiglia ricca seppur enigmatica. E l’enigma più grande non si fa attendere: Sebastian Grimsthorpe, lord Wortham, un uomo che si cela nell’ ombra alla ricerca del riscatto da un passato di tradimento e violenza. Sarah è forse la sola donna in grado di comprendere il suo tormento. Di certo, l’unica pronta ad amarlo

La musica della città vivente

Il tema della città e stato più volte sfruttato in fantascienza, da quelle volanti di James Blish a quelle del lontano futuro di Clifford Simak.
Ma nessuno, prima di John Shirley, aveva esplorato con tanta efficacia il mito della città vivente, organismo tipico del XX secolo e dintorni. Se le città hanno davvero un’anima, è possibile che sia maligna? E ammesso che si tratti di organismi senzienti, è concepibile che il rock sia l’equivalente della loro musica delle sfere? Lo scoprirà il lettore in questo thriller metropolitano ante-litteram, il libro che alla fine degli anni Settanta consacrò John Shirley come uno dei più promettenti autori di fantascienza moderna.
Copertina di Marco Patrito