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La straniera

Straniero. Diverso. Estraneo. Così è l’Architetto, un giovane uomo che da un paese del Medio Oriente si è trasferito in Italia per gli studi universitari e vi è rimasto a lavorare senza incontrare eccessive difficoltà. E così è Amina, una ragazza che l’uomo incontra per caso e dalla quale si sente irresistibilmente attratto, contro la sua stessa volontà. Perché Amina vive una vita ai margini, estremamente diversa dalla sua, la vita di chi non si è mai integrato, e per resistere è costretta a vendere il suo corpo. Sullo sfondo di una Torino multietnica e inquieta, raccontata attraverso gli occhi di due anime in transito provenienti da una cultura altra, una storia d’amore impossibile, insieme toccante e amara, che segna l’esordio di una nuova e potente voce letteraria. Una voce in grado di infondere a una storia di estrema contemporaneità tutto il fascino della classica letteratura islamica, creando uno stile inedito, diverso, straniero.

Strani Accadimenti (Italian Edition)

“Lievemente si lasciò cadere arricciando l’aria fredda fin su il primo comignolo dell’albergo, sopra le assi, attorno all’angolo del sottotetto. ”
“Lungo il profilo della torre 4, nel condominio 103 del quartiere Alessandrino, un corpo era caduto sopra il cemento. Lo schianto fu cupo, come una busta di latte sbollito…”
“La notte quei mostri ripulivano tutto, ogni cosa, smontavano auto e mangiavano ogni resto e porcheria.”
“Capì che da quel cesto intestato, su cui c’erano le sue iniziali, salivano gli effluvi maleodoranti di intere giornate sprecate fin sopra al mucchio di panni puliti e mai piegati. ”
“Il vantaggio di un simile sistema era indiscutibile, ma il liquido aveva un odore acre, forte e causava enormi e nebulose flatulenze.”
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Le strane logiche dell’amore

«Non scapperai anche tu, vero?» ingoiò la saliva, facendo sussultare il pomo d’Adamo. 
«Se non scapperai prima tu, no». 

Cameo ha ventisei anni e vive a Londra, insieme al suo fidato Flash, il Basset Hound di due anni con il quale condivide l’appartamento. Gestisce un blog letterario e per mantenersi lavora nella sala da tè di sua madre a Notting Hill. Ha una vita piuttosto monotona, fatta di passeggiate nel parco, di letture notturne, di pettegolezzi e di sabati di shopping insieme a sua cugina Nancy, prossima alle nozze. Tutto questo cambia, quando riceve un libro da recensire in anteprima esclusiva. Un libro che la porterà a oltrepassare ogni logica, pur di scoprire il mistero che si cela dietro al nome dell’autore… 
Tristan Moseley, Canterbury, Kent, 1986, prima di dedicarsi alla scrittura si laurea in letteratura inglese al King’s London College e compie dei viaggi intorno al mondo come inviato di alcune riviste scientifiche e d’informazione. 
Ma chi è davvero Tristan Moseley? È davvero l’autore di Sweet Olivia, il libro che Cameo ha ricevuto in anteprima? Tra vari dubbi, inseguimenti, concerti e glow party, cercherà di trovare la soluzione, lasciandosi guidare dai propri sentimenti. 

Strane lealtà. Le indagini di Laidlaw

La vita è una roulette russa e a volte fa davvero schifo. Lo sa bene Jack Laidlaw, detective della polizia di Glasgow. Nella sua carriera ne ha viste tante, ma nessuno è mai pronto quando la cattiva sorte gli si accanisce contro. Proprio mentre il lavoro vacilla, il matrimonio è ormai finito e lui ha più che mai paura di affondare, un uomo muore. Una morte immeritata, ingiusta e senza senso come tante altre, ma stavolta ancora più difficile da accettare. Perché Laidlaw conosce bene l’uomo in questione: è Scott, suo fratello. La morte viene classificata dalla polizia come un incidente: Scott è stato investito da un’auto in maniera apparentemente fortuita, ma Laidlaw ritiene che il suo precario stato mentale – di recente aveva avuto problemi di alcol ed era molto tormentato – possa aver giocato un ruolo rilevante. Si immerge così nella vita del fratello, lungo una scia di indizi che lo rimandano continuamente a un misterioso “uomo in giacca verde” e a vecchi episodi di violenza. Ben presto il viaggio si trasforma in un tuffo senza paracadute dentro il passato, dove Laidlaw scoprirà sconvolgenti verità anche su di sé.

Strane creature

È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio sulla costa meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di una provincia allinizio del diciannovesimo secolo.
Un giorno, però, sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora
con grevi vestiti stile impero.
Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli.
Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire uneccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per letà che ha, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e
istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini.
In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dellebanista. Quandera poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dellincidente era una bimba quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di
aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.
Basata sulla storia vera di Mary Anning, la ragazzina che a Lyme Bay portò alla luce il cranio del primo ittiosauro e rese così possibile quella svolta negli studi sullevoluzione che trovò il suo coronamento nel 1859, con la pubblicazione dellOrigine delle specie di
Darwin, Strane creature è una delle opere più riuscite di Tracy Chevalier: unavvincente storia di donne che lottano contro le ottuse convenzioni di unepoca per aprire la strada al progresso e alla conoscenza.
«Questa è una storia vera. Vera, poetica e sorprendente.
Una storia con cui Tracy Chevalier ha voluto ancora una volta
rendere omaggio a eroine che vogliono sottrarsi al loro destino
e spiccare il volo».
Susanna Nirenstein, la Repubblica
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### Sinossi
È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio sulla costa meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di una provincia allinizio del diciannovesimo secolo.
Un giorno, però, sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora
con grevi vestiti stile impero.
Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli.
Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire uneccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per letà che ha, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e
istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini.
In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dellebanista. Quandera poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dellincidente era una bimba quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di
aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.
Basata sulla storia vera di Mary Anning, la ragazzina che a Lyme Bay portò alla luce il cranio del primo ittiosauro e rese così possibile quella svolta negli studi sullevoluzione che trovò il suo coronamento nel 1859, con la pubblicazione dellOrigine delle specie di
Darwin, Strane creature è una delle opere più riuscite di Tracy Chevalier: unavvincente storia di donne che lottano contro le ottuse convenzioni di unepoca per aprire la strada al progresso e alla conoscenza.
«Questa è una storia vera. Vera, poetica e sorprendente.
Una storia con cui Tracy Chevalier ha voluto ancora una volta
rendere omaggio a eroine che vogliono sottrarsi al loro destino
e spiccare il volo».
Susanna Nirenstein, la Repubblica

Strane cose, domani

Si può essere assassini e innocenti?
Danio fa lo psicologo, è separato e ha un figlio, nervoso come tutti i ventenni. Ha anche una giovane fidanzata, e le pazienti che affollano il suo studio lo adorano. Fin troppo.
Ma, soprattutto, Danio ha un segreto: è un assassino. Un assassino per caso. Nessuno lo sa tranne la sua ex moglie, l’enigmatica, magica Eliana.
Il ritrovamento di un diario, abbandonato in un parco da una ragazzina, rompe il delicatissimo equilibrio che governa le sue giornate. Coinvolto in un odioso dramma famigliare, pressato dalla coscienza e seguito ovunque da un bizzarro e indimenticabile detective privato, Danio dovrà difendere se stesso e le persone che ama da una minaccia inattesa, fino a una resa dei conti rivelatrice per il senso stesso della sua esistenza.
Strane cose, domani è un romanzo ricco di sorprese e sottigliezze, una storia incalzante, lontana dai luoghi comuni, che racconta un amore indomabile per la vita.

Stramonio

Seduto sul davanzale di un ospedale un uomo parla a due piccioni e racconta una storia, cosí come avrebbe fatto «il signor Hrabal»: e noi, come i due ignari volatili, ascoltiamo srotolarsi i fatti e le ragioni di un ragazzo minuto, un Candido che cerca disperatamente la sua maturità tra una serie di abbandoni e di insuccessi fino al suo primo e tanto desiderato lavoro: lo spazzino. Cosí, sotto l’insegnamento del suo caposquadra – il burbero e anarchico Lupo – e attraverso le loro mille comiche e tragiche avventure, assistiamo a una educazione alla vita compiuta attraverso la pulizia di una città. Stramonio guarda il mondo dalla parte di chi perde, di chi non è sotto i riflettori del successo o del potere, ma si fa strada nella vita alla luce di un fiammifero. *** «Stramonio è nato qualche anno fa, quando, durante un incontro con alcuni studenti liceali, uno di loro mi domandò come fosse possibile per un ragazzo diventare adulto oggi, in mezzo all’immondizia che ci circonda. Mi parve evidente che, per il mio interlocutore, la parola “immondizia” comprendesse, in modo stimolante, l’enorme quantità di ciarpame culturale, politico, mediatico in mezzo al quale viviamo». Ugo Riccarelli

Le strade di Montreal

Un uomo malato e solo, vedovo da troppo tempo, un uomo ironico che di ogni giornata, comune o drammatica che sia, coglie ogni dettaglio con precisione da ossesso: Claude LaPointe, ispettore di polizia e vero re del Main, il quartiere di Montreal in cui ribolle il torrente degli ìmmigrati.E’ una storia che inizia da un fatto di sangue, dal grottesco assassinio di un ragazzo; e che poi si dilata fino a inglobare, oltre a due antichi delitti, tutto il Main, coloro che lo abitano, e un passato difficilissimo da sondare perché appare infinitamente remoto e improbabile, perché la scena di quel teatro è affollata, approssimativa e stracciona. È così che la terribile tragedia finale non può essere raccontataa che nei toni inesorabili e sommessi dei romanzieri come Chandler, Simenon o Le Carré, e oggi Trevanian, per i quali la vita è il vero, il grande dramma poliziesco per eccellenza.

Strada senza fine

La prima celebre pista di Roger Zelazny (La pista dell’orrore, Urania n. 492) traversava gli Stati Uniti dall’Atlantico al Pacifico. Ma questa sua nuova e non meno allucinante strada, o autostrada che sia, sebbene traversi località a tutti note, nessuno sa dove cominci o dove finisca. Le sue migliaia di migliaia di migliaia di chilometri si snodano da un remotissimo punto X a un ancora più remoto punto Y, prorogabile all’infinito… D’altra parte uscirne non è un problema: la sua precisa segnaletica orizzontale e verticale vi fornisce in tempo tutte le indicazioni. Il problema è piuttosto di trovare i suoi riservatissimi caselli di entrata.
Copertina di Karel Thole

La strada per Itaca

Martin Bora, l’investigatore di casi delicati per i servizi segreti della Wehrmacht, si trova a Mosca. Mancano settimane all’attacco di Hitler alla Russia di Stalin, e l’ufficiale è aggregato al corpo diplomatico della capitale sovietica immersa ancora nel clima del patto Ribbentrop-Molotov. In questa veste, gli arriva una strana richiesta da parte del diabolico Beria: recarsi a Creta, appena presa dai tedeschi, per procurare al raccapricciante capo dello spionaggio sovietico sessanta bottiglie di un pregiatissimo vino cretese. Invece, giunto nell’isola piena ancora dei segni di un bagno di sangue, l’ufficiale-detective è posto di fronte a un compito ben diverso. Una famiglia di civili è stata massacrata nella sua villa, a quanto pare da una pattuglia di paracadutisti tedeschi. I servizi vogliono vederci chiaro, non solo per scagionare i soldati accusati di crimini di guerra e impedire un incidente diplomatico, ma anche per prevenire l’intervento della Croce Rossa e tenere lontane le SS di Himmler, interessate alla strage. Infatti, la vittima principale è un residente svizzero, esperto di antichità e storia della razza ariana e membro dell’Ahnenerbe, la società fondata da Himmler per studiare il passato mitico della razza ariana e sovrintendere a tutte le ricerche ancestrali e archeologiche. L’imbarazzo è grande, ed enorme il mistero. Per scioglierlo, Bora dovrà farsi carico di un’indagine che lo porterà a muoversi lungo piste divergenti…
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La strada di San Giovanni

L’infanzia, la guerra partigiana, i rapporti con il padre… Cinque scritti postumi sul tema della memoria.

La strada del ritorno è sempre più corta

L’estate in cui Vera ha cinque anni è una girandola di avventure. Vera è sfacciata e sognatrice: gioca a nascondino con l’amico immaginario Ringo Starr e da grande vuole fare la camionista, come il nonno, per scoprire dove finiscono tutte le strade del mondo. Oltre ai capelli rossi – della stessa tinta con cui i bambini colorano i cuori –, ha ereditato dal papà libraio la passione per le storie: riempie pile di fogli di una scrittura immaginaria per raccontare favole di calzini parlanti e piante grasse dimagrite. Quella dei suoi cinque anni è anche l’ultima estate che trascorre insieme al padre Giordano.Oggi Vera ha trent’anni, ed è una celebrità della tv: inventa oroscopi irriverenti e graffianti, specie per i nati dello Scorpione, segno zodiacale dell’ex fidanzato che l’ha appena lasciata, mettendola di colpo davanti a tutte le sue fragilità. Perché Vera è cresciuta senza un genitore, ed è come se fosse a metà: ha avuto in dotazione un solo braccio e un solo orecchio, una sola gamba e un solo occhio, e ha riempito tutto quel vuoto di sarcasmo e finta imperturbabilità.Di suo padre non sa nulla: la madre Lia, credendo di proteggerla e di proteggersi, ha preferito dimenticare. Ma quando riceve un centinaio di pagine scritte da Giordano durante gli ultimi mesi di vita e che parlano proprio di lei, dell’eccentrica Lia che si è ribellata alle leggi ancestrali della provincialissima Campobasso, e della nonna Santa, che ha consacrato la propria vita ai figli, Vera è investita da una sfida: il libro è senza finale. Lei adora gli inizi e odia la responsabilità della fine, eppure è la sola che potrebbe completarlo, è un’occasione unica per incontrare tra le pagine quel padre mancato, e per capire cosa accadde quell’estate in cui tutto è cambiato.La strada del ritorno è sempre più corta è un romanzo pieno di luce e di ironia, che racconta l’amore, la perdita e la trasformazione. La giornalista Valentina Farinaccio, qui al suo folgorante esordio narrativo, racconta con una lingua cangiante come attraversare il dolore sia l’unico modo per uscire salvi e interi, dall’altra parte. Ma questa storia è anche una dichiarazione d’amore per i libri e le eredità che vi passano attraverso, un atto di fiducia nell’eternità della letteratura.

La strada che porta a domani

Nella nuova edizione 1997 della ‘Strada che porta a domani’, Gates svela il segreto del suo successo: in un’epoca di rapida evoluzione tecnologica un’azienda che voglia mantenere la propria posizione di leadership deve sapersi rinnovare di giorno in giorno. Questo è lo spirito che nel 1996 lo ha spinto ad affrontare l’avventura di Internet. Gates illustra ai lettori come Internet stia oggi rivoluzionando i destini dell’intera società. Nell’era delle comunicazioni globali, ogni aspetto della nostra esistenza quotidiana subirà cambiamenti radicali: potremo lavorare, sbrigare affari e pratiche, studiare e divertirci, accedere a notizie di qualunque tipo, senza muoverci dal luogo in cui ci troviamo.

La strada bianca. Storia di una passione

Una manciata di minuscole sculture giapponesi ha ispirato a Edmund de Waal “Un’eredità di avorio e ambra”. E una manciata di candidi detriti raccolta sul monte Kao-Ling, in Cina, spinge l’autore a esclamare “Questo è il mio inizio”. L’inizio di un viaggio sulle tracce dell'”oro bianco”, per raccontare la storia della porcellana. Qui lo seguiamo da Jingdezhen a Venezia, a Versailles, a Dublino, a Dresda, fino alle colline della Cornovaglia e ai monti Appalachi del South Carolina, mentre racconta la storia di una vera e propria ossessione per “il bianco perfetto”. Lungo la strada incontra i testimoni della creazione della porcellana: tutti quelli che da quel bianco sono stati ispirati, arricchiti o afflitti; e dei tanti che hanno avuto la vita, il corpo e la mente spezzati dall’affanno della ricerca. L’autore percorre un millennio per arrivare ad alcuni dei momenti più tragici della storia contemporanea. Eroi o vittime dell’invenzione e della produzione del prezioso materiale, i personaggi più disparati: dagli imperatori cinesi ai loro schiavi; dall’elettore di Sassonia e re di Polonia Augusto II al piccolo alchimista da lui imprigionato perché produca quel materiale “semitraslucido e latteo, come i petali di un narciso”; dal farmacista quacchero che esplora le colline della Cornovaglia distratto solo dalla morte della giovane moglie; a Lenin e al suo intervento al Congresso dei lavoratori del vetro e della porcellana.
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Stormbird

Sfortunato è quel regno che ha per re un uomo debole. È il 1437 e le nubi si addensano minacciose nei cieli inglesi: il potere è in mano alla famiglia Lancaster, ma il “leone d’Inghilterra” Enrico V non è più sul trono. A succedergli è il figlio, Enrico VI, un uomo malato e senza ambizioni. Ma il trono di Inghilterra è troppo importante perché resti nelle mani del “re agnellino”. Così, sono in molti, nella schiera dei suoi avidi consiglieri, ad approfittare della situazione – come il potentissimo duca di Suffolk, che nutre inconfessabili speranze di potere. Ma anche nella stirpe di York, rivale dei Lancaster, c’è chi non ha rinunciato a volere l’Inghilterra nelle mani di un re forte – come Riccardo, duca di York, e i suoi sodali. Tanto più che all’orizzonte c’è una nuova minaccia: l’imminente ribellione nei territori inglesi di Francia. E quando comincia a correre voce che Enrico VI sia stato promesso in sposo a una nobildonna francese, Margherita d’Angiò, il futuro dell’Inghilterra appare come non mai in pericolo. Per i Lancaster e gli York comincia così un reciproco assedio, una guerra da combattere in patria e nei territori francesi, il cui bottino è il destino stesso dell’Inghilterra. E quel trono che più di tutti gli altri vuol dire potere e, come il potere, non cessa di generare mostri.
(source: Bol.com)