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Controstoria del liberalismo

Come spiegare che nell’ambito della tradizione liberale la celebrazione della libertà va spesso di pari passo con l’assimilazione dei lavoratori salariati a strumenti di lavoro e con la teorizzazione del dispotismo e persino della schiavitù a carico dei popoli coloniali? In questo volume Losurdo indaga le contraddizioni e le zone d’ombra da sempre trascurate dagli studiosi, siglando una controstoria che evidenzia la difficoltà di conciliare la difesa teorica delle libertà individuali con la realtà dei rapporti politici e sociali.
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### Sinossi
Come spiegare che nell’ambito della tradizione liberale la celebrazione della libertà va spesso di pari passo con l’assimilazione dei lavoratori salariati a strumenti di lavoro e con la teorizzazione del dispotismo e persino della schiavitù a carico dei popoli coloniali? In questo volume Losurdo indaga le contraddizioni e le zone d’ombra da sempre trascurate dagli studiosi, siglando una controstoria che evidenzia la difficoltà di conciliare la difesa teorica delle libertà individuali con la realtà dei rapporti politici e sociali.

Contro Tempo

Una cascata di riccioli neri, due occhi scuri e profondi e una moto potente e rumorosa come unica amante. Marco viene dalla strada, da un quartiere violento e difficile che lascia i segni addosso più di mille schiaffi. Lui corre come se non ci fosse un domani e sa di essere il migliore. Vincere, non mostrare le proprie debolezze, non raccontare i propri cavoli agli altri: questo è il corretto modo di vivere, questo, l’unico modo che conosce per farlo.
Arrogante, scontroso, dispotico, usa le donne a proprio piacimento. Non ama, perché sa che l’amore altro non è che un’assurda perdita di tempo. Per lui gli uomini veri non ammettono debolezze e l’amore lo è per definizione. Ma la vita non si può controllare come una motocicletta. La vita a volte prende strade sconosciute, inerpicandosi per sentieri impervi che, come spesso accade, attraversano luoghi dimenticati, come i sentimenti. Così correre non basta più e nemmeno mentire.
“La strada come una pista, i lampioni che saettavano ai margini, le mani che gli dolevano mentre il tachimetro segnava i centotrenta chilometri orari in pieno centro urbano, ma il viso di lei era ancora lì, presente, ingombrante, come la consapevolezza che quello non fosse solo un malessere ma uno stato d’animo.
Decelerò, fino quasi a fermarsi. Aprì il casco e respirò a pieni polmoni l’aria fresca. L’avrebbe portata a casa e poi avrebbe fatto in modo di non rivederla più. Ci mancava solo che lei si innamorasse… No, avrebbe dato sfogo alle proprie pulsioni, l’avrebbe avuta per l’ultima volta e poi ognuno per la propria strada, come se nulla fosse mai successo e come era abituato a fare.”
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### Sinossi
Una cascata di riccioli neri, due occhi scuri e profondi e una moto potente e rumorosa come unica amante. Marco viene dalla strada, da un quartiere violento e difficile che lascia i segni addosso più di mille schiaffi. Lui corre come se non ci fosse un domani e sa di essere il migliore. Vincere, non mostrare le proprie debolezze, non raccontare i propri cavoli agli altri: questo è il corretto modo di vivere, questo, l’unico modo che conosce per farlo.
Arrogante, scontroso, dispotico, usa le donne a proprio piacimento. Non ama, perché sa che l’amore altro non è che un’assurda perdita di tempo. Per lui gli uomini veri non ammettono debolezze e l’amore lo è per definizione. Ma la vita non si può controllare come una motocicletta. La vita a volte prende strade sconosciute, inerpicandosi per sentieri impervi che, come spesso accade, attraversano luoghi dimenticati, come i sentimenti. Così correre non basta più e nemmeno mentire.
“La strada come una pista, i lampioni che saettavano ai margini, le mani che gli dolevano mentre il tachimetro segnava i centotrenta chilometri orari in pieno centro urbano, ma il viso di lei era ancora lì, presente, ingombrante, come la consapevolezza che quello non fosse solo un malessere ma uno stato d’animo.
Decelerò, fino quasi a fermarsi. Aprì il casco e respirò a pieni polmoni l’aria fresca. L’avrebbe portata a casa e poi avrebbe fatto in modo di non rivederla più. Ci mancava solo che lei si innamorasse… No, avrebbe dato sfogo alle proprie pulsioni, l’avrebbe avuta per l’ultima volta e poi ognuno per la propria strada, come se nulla fosse mai successo e come era abituato a fare.”

Contro Steve Jobs

Sono dieci anni che la Apple colleziona un successo dopo l’altro. La società di Cupertino ha portato nelle case di milioni di persone non solo una tecnologia, ma anche uno stile di vita. Chi compra un MacBook, un iPad, un iPhone non sta solo comprando un computer, un tablet o uno smartphone; sta dichiarando un’appartenenza. Sta dicendo qualcosa di sé. Ma cosa c’è dietro questo successo? Cosa è riuscito a fare Steve Jobs che non sono riusciti a fare gli altri imprenditori? Evgeny Morozov, l’enfant terrible del web, ha affilato la sua penna, ha preso un bel respiro, e si è buttato a testa bassa contro i ritratti agiografici dedicati a Jobs che in questi ultimi mesi hanno popolato le librerie e internet. Un’analisi caustica e illuminante sul “miracolo Apple”.La domanda a questo punto sorge spontanea: Steve Jobs è stato un filosofo che ha cercato di cambiare il mondo, oppure è stato un genio del marketing, capace di trasformare una normale azienda produttrice di computer nell’oggetto di una vera e propria venerazione, mentre era indaffarato a regolare i conti con il passato e a nutrire il suo gigantesco ego?

Contro ogni regola

Jimmy Nash e Lawrence Decker hanno formato per anni la squadra più temibile ed efficiente di agenti dei servizi segreti nordamericani. Ora, fuori dall'Agenzia, lavorano per un gruppo privato che arriva dove non possono farlo i governi. Il loro primo lavoro è introdursi nel cuore di un paese dell'Asia Centrale dominato dai signori della guerra e recuperare un'informazione vitale per la lotta contro il terrorismo. Ma il principale problema è accordarsi sulla propria squadra: Tess, l'attraente e tenace esperta in informatica, la donna dalla quale Jimmy fuggì senza dare spiegazioni dopo una sola notte di passione, la stessa donna della quale Decker è segretamente innamorato… Tess non è disposta a sprecare le sue qualità dietro un tavolo di ufficio. Per quel motivo lascia l'Agenzia ed entra a fare parte della squadra speciale antiterrorismo. Ma tra quegli esperti ex Navy Seals ed ex Marines si ritrova con l'ultimo uomo che si aspettava di vedere. Dopo quella notte, si è chiesta continuamente perché Jimmy sia sparito dalla sua vita senza una parola, abbattendo le sue illusioni ed un amore che stava covando da mesi. Ora, nelle strade distrutte del Kazbekistán, mascherati da operatori internazionali, ambedue devono nascondere le loro vere emozioni e lavorare gomito a gomito contro gli uomini di un dittatore pazzo, in un posto dove qualunque passo in falso può essere l'ultimo. In un posto dove le loro vite sono in pericolo in ogni momento, i tre cercheranno di compiere il loro dovere e combattere contemporaneamente, contro le loro emozioni. Una squadra molto insolita… per la missione più pericolosa. Per uomini come Jimmy o Decker, i sentimenti e le emozioni sono debolezze che possono costar loro la vita in qualunque momento. Nel loro mondo, devono essere capaci di sgozzare un uomo senza battere ciglio, e non fidarsi di nessuno oltre che del proprio compagno di squadra. Per quel motivo vedono con crescente preoccupazione quella missione. In terra nemica, col destino della lotta contro Al Qaeda in gioco, la presenza in squadra della donna che ha alterato le vite di ambedue apre una breccia in quello che fino ad allora era un cameratismo a prova di bomba, proprio l’unica cosa che li ha tenuti in vita tra infiniti pericoli. E a complicare le cose, incrociano sulla loro strada un’altra bella giovane occidentale con la più incredibile delle storie…

Contro ogni nemico

Un feroce ammutinamento scoppia su uno dei pianeti controllati dalle Famiglie. Esmay Suiza decide di approfittare della confusione generale per sposare, contro ogni regola, Barin Serrano. Ora si tratta di affrontare le conseguenze del suo gesto temerario e farsi riammettere nella Flotta, da cui è stata sospesa. Per riabilitarsi e poter tornare a combattere, Esmay parte quindi alla ricerca di Brun Meager, l’ambiziosa politicante cui ha salvato la vita. Perché Esmay Suiza ha una missione: spazzare via dalla galassia i sanguinari membri della rivolta.
Copertina: Franco Brambilla
* supplemento a Urania # 1521

Contro ogni evidenza – lucchesi 4

Milano. Una mattina, in un affollato ufficio postale del centro, entrano due uomini armati di pistola e a volto coperto: doveva essere una banale rapina, ma ci scappa il morto. Il commissariato competente, quello di piazza San Sepolcro, chiama la Omicidi, che manda il suo elemento migliore, il commissario Andrea Lucchesi. Ma a questi è sufficiente porre qualche domanda ai testimoni per fiutare odore di marcio: quella della rapina, secondo lui, è stata solo una copertura, per nascondere un vero e proprio assassinio. Così, contro ogni evidenza, decide di intraprendere un'indagine per omicidio premeditato. Un'indagine ostacolata però dai colleghi, desiderosi di chiudere in fretta il caso, dai testimoni, che in troppi hanno motivo di mentire, e dallo stesso Lucchesi che, col suo carattere impossibile e il suo pericoloso attaccamento all'alcol, ancora una volta riesce a finire in pasto alla Disciplinare. Sarà la bravissima ispettrice Lucia Anticoli a portare avanti l'indagine in sua vece, e a salvarlo da se stesso…

Contro natura: Una lettera al Papa

Remotti indirizza questo libro esplicitamente al papa. Spiega e argomenta perché il relativismo culturale, presente nello stesso cristianesimo, sia preferibile a ogni tipo di approccio dogmatico. In particolar modo quando sono in ballo i cosiddetti temi etici, dai quali dipende la qualità della convivenza ma anche della nostra stessa vita.
Corrado Augias, “il Venerdì di Repubblica”
Non so quante lettere ricevano il Papa e i suoi collaboratori. Di certo, non molte coraggiose e decise come questa che Francesco Remotti indirizza al Pontefice. L’antropologo propone una profonda riflessione sull’idea di natura che caratterizza molti discorsi di Benedetto XVI, ma soprattutto sulla quantità di cultura che impregna le nostre umane esistenze. Marco Aime, “La Stampa”
Per la Chiesa cattolica la natura umana è una, stabile e permanente. Ma esiste una norma e chi la stabilisce? Francesco Remotti affronta e discute una concezione univoca, rocciosa, imperiosa dell’essere uomini.

Contro la pena di morte

Il patibolo è un delitto permanente; è il più insolente degli oltraggi alla dignità umana, alla civiltà, al progresso, e tutte le volte che il patibolo viene alzato, noi riceviamo uno schiaffo. Questo delitto è commesso in nostro nome”: tenace oppositore della pena di morte, Victor Hugo si batté per tutta la vita contro di essa, e a questa battaglia dedicò alcune delle parole più potenti che siano mai state scritte sulla giustizia, la pietà e il rispetto dell’uomo. E mentre la pena di morte continua a essere tragicamente diffusa anche nel mondo di oggi, gli scritti di Hugo costituiscono un monito di assoluta attualità che interroga le nostre coscienze, esortando tutti noi a difendere l’inviolabilità della vita umana.

Contro L’identità

«Cento pagine divulgative di uno scrittore affascinante e antropologo di qualità, per smontare un valore forte della nostra cultura: la rivendicazione di sé etnica, politica, religiosa, localistica che fissa il confine tra noi e gli altri.» Ferdinando Albertazzi, Tuttolibri«Oggi che la psicologia e la psicoanalisi ci hanno resi avvertiti della natura plurale dellIo e dunque del carattere problematico della sua identità, è urgente che anche al livello del noi dei gruppi, dei popoli, forse persino della specie umana questa coscienza si imponga e contribuisca a gettare una luce critica sulla nozione stessa di identità. È questa la tesi di Francesco Remotti che documenta con numerosi (e spesso gustosi) richiami a esperienze sul campo i paradossi e le contraddizioni dellidentità.» Gianni Vattimo, LEspresso
### Language Notes
Text: Italian 

Contro l’antimafia

Matteo Messina Denaro, l’invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un’agguerrita lettera di resa.
Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l’antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all’antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai «progetti per la legalità» alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c’è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti.
Non è più questione di «professionisti dell’antimafia»: oggi comanda un’oligarchia dell’antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l’immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio.
Contro l’antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l’atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell’onestà intellettuale, dell’impegno e della fatica.
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### Sinossi
Matteo Messina Denaro, l’invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un’agguerrita lettera di resa.
Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l’antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all’antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai «progetti per la legalità» alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c’è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti.
Non è più questione di «professionisti dell’antimafia»: oggi comanda un’oligarchia dell’antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l’immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio.
Contro l’antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l’atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell’onestà intellettuale, dell’impegno e della fatica.

Contro il mercato della salute

«Le persone sane sono persone malate che semplicemente non sanno di esserlo». La battuta di una vecchia commedia è uscita dai teatri per inverarsi negli attuali sistemi sanitari. Quel paradosso va sotto il nome, in apparenza confortante, di medicina preventiva: screening di massa attuati con sofisticate apparecchiature di misurazione biometrica rilevano minime anormalità spesso indolenti e non progressive, su cui agisce poi un trattamento farmacologico di correzione della «devianza». Sollecitudine per la salute pubblica o affare colossale per il complesso medico-industriale? Iona Heath non ha esitazioni. Assimila le politiche neoliberiste in materia di rischio epidemiologico a una «licenza a stampare denaro». Ma nella sua accorata accusa contro la «combinazione tossica di interesse personale e buone intenzioni» la dottoressa Heath, tra i medici più esperti e stimati del Regno Unito, non è sola. Ricerche scientifiche pluridecennali hanno ormai dimostrato che l’illusione statistica dell’efficacia della prevenzione dipende soltanto dall’ampliamento della nozione di malattia e dall’abbassamento della soglia dei protocolli di intervento. Il risultato di questo regime di sovradiagnosi e sovratrattamento è una medicalizzazione della vita che ci fa sentire tutti un po’ malati, mentre storna ingenti risorse dalla cura di chi ne ha davvero bisogno, ossia le fasce soccombenti della popolazione. Quando ci ripeteranno che «prevenire è meglio che curare», chiediamoci almeno quali costi sociali abbia un’ossessione per il benessere del corpo che allontana sempre più l’idea stessa della sofferenza dall’orizzonte umano a cui inevitabilmente appartiene. Proprio su questo prospera il lucroso mercato della salute.

Contro gli incappucciati della finanza

Per la prima volta un volume raccoglie tutti gli articoli di Federico Caffè apparsi su «Il Messaggero» di Roma e «L’Ora» di Palermo nel periodo che va da metà degli anni Settanta sino alla vigilia della sua scomparsa, nell’aprile del 1987. Una raccolta unica, in cui è possibile cogliere la straordinaria lungimiranza e capacità di analisi economica e finanziaria di Caffè, oggi tra i più riscoperti studiosi del secolo scorso. Gli scritti proposti in questo volume rappresentano la collaborazione più duratura che Federico Caffè ebbe nel campo pubblicistico, nella funzione di «consigliere del cittadino», come lui stesso amava definirsi. Questa raccolta si avvale inoltre di alcuni saggi critici relativi alla mancata ricostruzione del secondo dopoguerra: un disegno di programmazione democratica e partecipata dal basso a cui il professore dette un importante contributo come capo di gabinetto di Meuccio Ruini, ministro nel governo Parri. Una straordinaria intuizione che fu però messa da parte per far spazio al disegno neoliberista e conservatore di «liberalizzazione senza programmazione », un modello di sviluppo economico di cui oggi l’Italia paga le conseguenze

Contro di te (Blind Love Saga Vol. 3)

Cinque anni sono un tempo lunghissimo. Ed è quello che è trascorso dalla fuga di Viola e Andrea verso la Francia. Gli intrecci della vita sono imprevedibili e azzardati, e neanche il loro amore è sopravvissuto agli scherzi del destino. Viola ha quasi ventiquattro anni, sta con un altro uomo, conduce una vita ordinaria, tranquilla, senza scossoni, concentrata solo sullo studio e sulla laurea ormai prossima. Andrea, da sempre inquieto e talentuoso, ha rivoluzionato il suo percorso: è diventato un campione sportivo famoso in tutto il mondo, si è trasferito a Miami, ha lasciato la sua vecchia vita senza rimpianti. Vive nel lusso, circondato da fotografi, giornalisti e fan adoranti. E sta con un’altra donna.
Andrea e Viola sono entrambi convinti di aver dimenticato tutto, di essersi lasciati alle spalle la loro burrascosa relazione. Vivono in due continenti diversi, non si vedono da anni. Ma basta una scintilla per riaccendere un fuoco che sembrava spento. Basta che Andrea torni a casa e che la veda. E che capisca, lui prima di lei, che niente è finito. E allora si attraggono e si respingono, si rincorrono e si sfidano incatenati in un legame oscuro fatto di bugie e di compromessi, di tradimenti e di mezze verità.
Perché due come loro si sfuggiranno per sempre. E per sempre si cercheranno.
L’ultimo capitolo della trilogia Blind Love, che comprende:
Tornerò da te (Vol. 1)
Senza di te (Vol. 2)
Contro di te (Vol. 3)
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### Sinossi
Cinque anni sono un tempo lunghissimo. Ed è quello che è trascorso dalla fuga di Viola e Andrea verso la Francia. Gli intrecci della vita sono imprevedibili e azzardati, e neanche il loro amore è sopravvissuto agli scherzi del destino. Viola ha quasi ventiquattro anni, sta con un altro uomo, conduce una vita ordinaria, tranquilla, senza scossoni, concentrata solo sullo studio e sulla laurea ormai prossima. Andrea, da sempre inquieto e talentuoso, ha rivoluzionato il suo percorso: è diventato un campione sportivo famoso in tutto il mondo, si è trasferito a Miami, ha lasciato la sua vecchia vita senza rimpianti. Vive nel lusso, circondato da fotografi, giornalisti e fan adoranti. E sta con un’altra donna.
Andrea e Viola sono entrambi convinti di aver dimenticato tutto, di essersi lasciati alle spalle la loro burrascosa relazione. Vivono in due continenti diversi, non si vedono da anni. Ma basta una scintilla per riaccendere un fuoco che sembrava spento. Basta che Andrea torni a casa e che la veda. E che capisca, lui prima di lei, che niente è finito. E allora si attraggono e si respingono, si rincorrono e si sfidano incatenati in un legame oscuro fatto di bugie e di compromessi, di tradimenti e di mezze verità.
Perché due come loro si sfuggiranno per sempre. E per sempre si cercheranno.
L’ultimo capitolo della trilogia Blind Love, che comprende:
Tornerò da te (Vol. 1)
Senza di te (Vol. 2)
Contro di te (Vol. 3)

Il contratto

Cosa si è disposti a fare pur di conquistare la fama e il successo? Qual è il confine oltre il quale si perde, insieme alla dignità, anche se stessi? Un aspirante scrittore si troverà inaspettatamente di fronte a un bivio di fausti memoria.
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Contratto indecente

Un contratto matrimoniale… Per salvare la villa di famiglia, l’impulsiva Alexa Maria McKenzie, ventisettenne proprietaria di una piccola libreria, sarebbe disposta addirittura a far bere un filtro d’amore a un rospo, possibilmente ricchissimo. Ma mai avrebbe immaginato di incappare nel fratello maggiore della sua migliore amica, uno degli uomini più ricchi, potenti e… appetibili di cui parlano le cronache mondane e di cui, da teenager, Alexa si era perdutamente innamorata senza speranza alcuna.
Il miliardario Nicholas Ryan da parte sua non crede per nulla nel matrimonio, ma per ereditare l’azienda dai suoi che lui stesso ha convertito in un business di successo nell’ambito delle nuove tecnologie, è costretto da un patto di famiglia a trovare una moglie. E in fretta. Così, quando scopre che quella scocciatrice della migliore amica d’infanzia di sua sorella è in ristrettezze economiche, le offre un contratto di un anno: matrimonio, nessun coinvolgimento emotivo, proibito innamorarsi. Ma almeno il sesso, no quello non è proibito… E come Alexa scopre che Nicholas supera ogni suo ricordo di ragazzina, Nicholas andrà ben oltre l’immagine che aveva di lei e dovrà venire a patti con le sue stesse convinzioni…

Contraccolpo: Una missione per l’ex comandante SAS Nick Stone

L’ex agente del SAS britannico Nick Stone si è ritirato in Svizzera e sta meditando di sposare Silky, che ignora la sua vera identità. Ma anche lui non sa molte cose di lei. All’improvviso, Silky scompare. Qualche ricerca, e Nick scopre che è andata in Congo al seguito di un’organizzazione umanitaria per aiutare le vittime dei massacri che avvengono in quel Paese. Nick c’è già stato nel 1985 per addestrare le truppe di Mobutu contro i ribelli e conosce la ferocia di cui quegli uomini sono capaci. Adesso la situazione è ancora più drammatica: da un anno l’Esercito di resistenza del Signore (LRA), in cui sono stati arruolati anche dei bambini, terrorizza e uccide la popolazione per impadronirsi delle miniere e nessuno sembra riuscire a fermare l’eccidio. Nick non può far finta di niente: parte per raggiungere Silky. E questa volta non dovrà affrontare soltanto i pericoli e le insidie di una nuova missione: dovrà fare i conti con il proprio passato, con gli innocenti che molti anni prima non è riuscito a salvare e il cui ricordo, come un tormento, bussa alla porta della sua coscienza. Ma perché Silky è andata proprio in Congo? Chi si nasconde dietro questa realtà che impedisce ai bambini di restare bambini? Chi vuole mettere le mani sul metallo più quotato alla Borsa di Londra? Purtroppo nulla è come sembra, e Nick scoprirà gente spietata e corrotta, disposta a tutto per il dio Denaro.