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Hammerstein o Dell’ostinazione: Una storia tedesca (Supercoralli)

La sera del 3 febbraio 1933, a Berlino ebbe luogo una cena a suo modo storica: Adolf Hitler incontrò per la prima volta come neo-cancelliere i maggiori esponenti della Reichswehr. Fra questi, discendente di un’antica famiglia aristocratica, il generale Kurt von Hammerstein-Equord, che durante la Repubblica di Weimar aveva fatto una brillante carriera sino a diventare capo di stato maggiore dell’esercito tedesco. Un uomo di destra, che considerava Hitler un confusionario non particolarmente pericoloso. Nel corso della cena, tuttavia, il Führer espose senza mezzi termini i suoi veri obiettivi: instaurazione di una dittatura all’interno del paese, ricerca di «spazio vitale» a oriente. E specificò persino quando avrebbe avuto inizio la guerra. Il discorso di Hitler fece radicalmente cambiare opinione a Hammerstein che un anno dopo rassegnò le dimissioni: da quel momento in poi divenne – pur fra prudenze, contraddizioni e nella piú assoluta segretezza – il punto di riferimento della resistenza anti-hitleriana che condusse al fallito attentato del 20 luglio 1944. Il generale però a quel punto era già morto da un anno: durante il funerale, accanto alla bara venne deposta l’enorme corona inviata da Hitler: il nastro, che recava il suo nome, era stato però «dimenticato» in metropolitana dai familiari.
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### Sinossi
La sera del 3 febbraio 1933, a Berlino ebbe luogo una cena a suo modo storica: Adolf Hitler incontrò per la prima volta come neo-cancelliere i maggiori esponenti della Reichswehr. Fra questi, discendente di un’antica famiglia aristocratica, il generale Kurt von Hammerstein-Equord, che durante la Repubblica di Weimar aveva fatto una brillante carriera sino a diventare capo di stato maggiore dell’esercito tedesco. Un uomo di destra, che considerava Hitler un confusionario non particolarmente pericoloso. Nel corso della cena, tuttavia, il Führer espose senza mezzi termini i suoi veri obiettivi: instaurazione di una dittatura all’interno del paese, ricerca di «spazio vitale» a oriente. E specificò persino quando avrebbe avuto inizio la guerra. Il discorso di Hitler fece radicalmente cambiare opinione a Hammerstein che un anno dopo rassegnò le dimissioni: da quel momento in poi divenne – pur fra prudenze, contraddizioni e nella piú assoluta segretezza – il punto di riferimento della resistenza anti-hitleriana che condusse al fallito attentato del 20 luglio 1944. Il generale però a quel punto era già morto da un anno: durante il funerale, accanto alla bara venne deposta l’enorme corona inviata da Hitler: il nastro, che recava il suo nome, era stato però «dimenticato» in metropolitana dai familiari.

Il gusto di uccidere

Il Cuoco d’Oro: l’evento al quale chiunque abbia, o aspiri ad avere, un ruolo nel prestigioso mondo della gastronomia svedese non può non partecipare, una serata che riserva sempre grandi sorprese. Solveig Berg, la più spregiudicata giornalista d’inchiesta di Stoccolma, sempre alla ricerca dello scoop, si è assicurata l’ingresso allo Stockholm Grotesque, il noto ristorante che ospita il premio. Tutti sembrano puntare su Florian Leblanc o su Jon Ragnarsson – due chef stellati un tempo soci, ora rivali. Ma proprio al momento dell’annuncio del vincitore le luci si spengono improvvisamente e un colpo di pistola sovrasta il brusio della sala, uccidendo Vanja Stridh, il capo di Solveig. Le indagini sull’accaduto iniziano rapidamente, ma Solveig capisce subito che la polizia sta imboccando una pista sbagliata, soprattutto a causa di quello che Vanja le ha bisbigliato prima di morire. Tra le sale e le cucine dei ristoranti di lusso della città, la giornalista si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, una mente criminale imprevedibile… e le ombre del suo stesso passato. Una sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica disfarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere, è finalmente tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, ma è pronto a rifarsi investendo questa volta nella ristorazione, e spende i suoi ultimi risparmi per acquistare un food truck. Le strade di Lennie e Solveig sembrano destinate a incrociarsi di nuovo…
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### Sinossi
Il Cuoco d’Oro: l’evento al quale chiunque abbia, o aspiri ad avere, un ruolo nel prestigioso mondo della gastronomia svedese non può non partecipare, una serata che riserva sempre grandi sorprese. Solveig Berg, la più spregiudicata giornalista d’inchiesta di Stoccolma, sempre alla ricerca dello scoop, si è assicurata l’ingresso allo Stockholm Grotesque, il noto ristorante che ospita il premio. Tutti sembrano puntare su Florian Leblanc o su Jon Ragnarsson – due chef stellati un tempo soci, ora rivali. Ma proprio al momento dell’annuncio del vincitore le luci si spengono improvvisamente e un colpo di pistola sovrasta il brusio della sala, uccidendo Vanja Stridh, il capo di Solveig. Le indagini sull’accaduto iniziano rapidamente, ma Solveig capisce subito che la polizia sta imboccando una pista sbagliata, soprattutto a causa di quello che Vanja le ha bisbigliato prima di morire. Tra le sale e le cucine dei ristoranti di lusso della città, la giornalista si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, una mente criminale imprevedibile… e le ombre del suo stesso passato. Una sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica disfarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere, è finalmente tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, ma è pronto a rifarsi investendo questa volta nella ristorazione, e spende i suoi ultimi risparmi per acquistare un food truck. Le strade di Lennie e Solveig sembrano destinate a incrociarsi di nuovo…

Guidami al tuo cuore

La Serenissima, 1699.
Cassandra Quintavalle ha da poco debuttato in società, anche se non era esattamente il suo sogno nel cassetto. I suoi genitori sembrano intenti a trovarle un marito, ma lei non ne vuol sapere. L’unica cosa che l’appassiona vivamente sono l’amore per i libri, la passione per la scrittura e uno spiccato senso di indipendenza.
Leonardo Valier è un futuro conte, appena rientrato a Venezia, dopo aver valorosamente combattuto la guerra in Morea. Il suo unico obiettivo è quello di godersi la vita e i piaceri carnali, spassandosela con donne sposate.
Entrambi rifuggono l’amore, ma Galeotto fu il loro luogo d’incontro.
Il fascino che Leonardo nutre per Cassandra è fulmineo, e in parte dovuto al suo carattere ribelle. Cassandra, invece, lo crede un mascalzone e non vuole più avere niente a che fare con lui.
Pian piano, però, quei sentimenti dapprima sepolti cominciano a fare capolino in maniera evidente. Il gioco sembra ormai fatto. Ma come reagirà Cassandra quando scoprirà che il matrimonio era già stato deciso a sua insaputa, e che Leonardo l’aveva attratta in un tenero, dolce inganno?

(source: Bol.com)

Guida allo studio per pigri

Lo abbiamo imparato tutti ai tempi della scuola o dell’università: da una parte ci sono i secchioni, che si danno un sacco da fare e sanno sempre tutto; dall’altra i “pigri”, che dedicano poco tempo allo studio e si riducono sempre all’ultimo, eppure riescono a superare tutte le prove. Nel mezzo quelli che, pur con tutti gli sforzi del caso o, al contrario, rinunciando a impegnarsi a priori, hanno risultati mediocri, quando non disastrosi. Ma che metodo utilizzano questi “minimalisti dello studio” per riuscire a ottenere buoni risultati con un impegno ridotto all’osso? Qual è l’atteggiamento mentale che permette loro di raggiungere in modo mirato un determinato obiettivo? Quali i trucchi di cui si avvalgono per non spendere gran parte del loro tempo sui libri? Queste strategie ce le illustra Iris Komarek, in modo che tutti possano trarne vantaggio. Che siate studenti o professionisti alle prese con lo studio per piacere o necessità, sarà facile individuare il vostro stile di apprendimento e, in base a questo, sviluppare una personale strategia per raggiungere il massimo investendo il minimo.

(source: Bol.com)

Guida Allo Studio Della Storia Greca

Questo libro si affianca alle altre analoghe guide storiche la cui comune griglia di base (Concetto, periodizzazione, problemi – Le grandi questioni – Le Fonti – Come lavora lo storico) è stata pensata ed elaborata in funzione della nuova didattica universitaria. Oggi che il vecchio corso monografico è morto per sempre, l’ambizione di questa Guida allo studio della storia greca è quella di offrire –non senza originalità– allo studente spunti per una riflessione sulla disciplina e al docente argomenti di discussione e di ulteriore approfondimento.

Guerre civili: Una storia attraverso le idee

Che cos’è una guerra civile? Tutti noi pensiamo di saperlo, quando ce ne troviamo una di fronte. In realtà, le idee a proposito di cosa essa sia, e cosa non sia, hanno una storia lunga e dibattuta. Quando si parla di guerre le parole stesse vengono brandite come armi, e nessuna forma di guerra è più controversa, anche sul piano linguistico, della guerra civile. In questo campo infatti ogni definizione comporta un atto eminentemente politico: l’applicazione dell’espressione «guerra civile» a un conflitto spesso dipende dal fatto di essere un governante o un ribelle, il vincitore o il vinto, un nativo o uno straniero. L’uso stesso del termine «civile», dunque, fa parte del conflitto: può determinarne l’esito, a seconda che altre nazioni scelgano di intervenire o decidano di starne fuori. In questo libro originalissimo, David Armitage, uno dei più eminenti storici americani, ripercorre la forma meno compresa e più controversa di violenza umana organizzata dall’antica Roma fino ai giorni nostri, passando per il Rinascimento, le rivoluzioni settecentesche, la guerra civile americana e i drammatici conflitti che hanno scandito il Novecento. Dai Balcani al Ruanda, dall’Afghanistan all’Iraq, fino al recente drammatico caso della Siria, il conflitto civile sembra essere oggi più che mai tornato alla ribalta del nostro tempo. E all’interno dell’Occidente perfino la lotta politica «sembra sempre più una guerra civile condotta con altri mezzi». La prospettiva unitaria con cui questo libro guarda al fenomeno, indagandone le origini e le dinamiche nel lungo periodo, si rivela indispensabile, se si vuole provare a fare i conti con quello che appare un problema tragicamente attuale.
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### Sinossi
Che cos’è una guerra civile? Tutti noi pensiamo di saperlo, quando ce ne troviamo una di fronte. In realtà, le idee a proposito di cosa essa sia, e cosa non sia, hanno una storia lunga e dibattuta. Quando si parla di guerre le parole stesse vengono brandite come armi, e nessuna forma di guerra è più controversa, anche sul piano linguistico, della guerra civile. In questo campo infatti ogni definizione comporta un atto eminentemente politico: l’applicazione dell’espressione «guerra civile» a un conflitto spesso dipende dal fatto di essere un governante o un ribelle, il vincitore o il vinto, un nativo o uno straniero. L’uso stesso del termine «civile», dunque, fa parte del conflitto: può determinarne l’esito, a seconda che altre nazioni scelgano di intervenire o decidano di starne fuori. In questo libro originalissimo, David Armitage, uno dei più eminenti storici americani, ripercorre la forma meno compresa e più controversa di violenza umana organizzata dall’antica Roma fino ai giorni nostri, passando per il Rinascimento, le rivoluzioni settecentesche, la guerra civile americana e i drammatici conflitti che hanno scandito il Novecento. Dai Balcani al Ruanda, dall’Afghanistan all’Iraq, fino al recente drammatico caso della Siria, il conflitto civile sembra essere oggi più che mai tornato alla ribalta del nostro tempo. E all’interno dell’Occidente perfino la lotta politica «sembra sempre più una guerra civile condotta con altri mezzi». La prospettiva unitaria con cui questo libro guarda al fenomeno, indagandone le origini e le dinamiche nel lungo periodo, si rivela indispensabile, se si vuole provare a fare i conti con quello che appare un problema tragicamente attuale.

Della Guerra

Tre sono le forze in gioco: il cieco istinto dell’odio, la libera scelta dell’anima e la pura e semplice ragione. Un soldato non deve essere il mero strumento dell’autorità, ma proprio in nome della ragione e del sentimento ha il diritto di ribellarsi agli ordini. Con La guerra del Peloponneso di Tucidide, il trattato di Clausewitz è un classico della letteratura sull’arte della guerra. Un’analisi logica, razionale ed emotiva dell’aggressività umana quando si fa vero e proprio strumento politico.

Guerra Senza Limiti

Sono stati due militari cinesi, i colonnelli Qiao Liang e Wang Xiangsui, a definire Osama Bin Laden l’interprete più efficace di un nuovo tipo di guerra, prima degli attacchi agli Usa. I due commissari politici dell’esercito cinese hanno pubblicato quest’opera rinverdendo una tradizione del loro paese nella trattazione delle tecniche militari che vanta tra i capostipiti il celeberrimo “L’arte della guerra” di Sun Tzu. L’opera analizza i nuovi scenari bellici mondiali, spiegando il terrorismo e le sue tecniche, la guerra condotta attraverso le manipolazioni dei media, le azioni di piraterie sul web, le turbative dei mercati azionari, la diffusione di virus informatici e altre armi non tradizionali.

La guerra e l’unità europea

Nel 1918, quando infuriava ancora la guerra, Luigi Einaudi pubblicò sul «Corriere della Sera» un memorabile articolo per mettere in guardia i fautori della Società delle Nazioni che essa sarebbe stata non uno strumento di pace, come tutti pensavano, bensì un paravento dietro il quale potevano agire indisturbati i fautori della guerra. In poche pagine di rara chiarezza Einaudi aveva saputo andare alla radice del problema denunciando le vere cause della guerra e indicando nella federazione la sola via per costruire una pace duratura. Nessuno lo ascoltò, ma Einaudi mantenne fermo il suo punto di vista che trovò una tragica conferma nella corsa agli armamenti scatenatasi fra le due guerre e nello scoppio del secondo conflitto mondiale.
Mentre l’Europa era devastata dagli eserciti di Hitler, Einaudi maturò la convinzione che, una volta cessate le ostilità, sarebbe stato necessario creare una Federazione europea per garantire la pace e la prosperità degli abitanti del vecchio continente.
Lo scoppio della bomba atomica lo indusse, a trent’anni di distanza, a riprendere il profetico articolo del 1918 concludendo il suo scritto «Chi vuole la pace?» con queste parole ammonitrici: «Quando noi dobbiamo distinguere gli amici dai nemici della pace, non fermiamoci alle professioni di fede, tanto più clamorose quanto più mendaci. Chiediamo invece: volete voi conservare la piena sovranità dello stato nel quale vivete? Se sì, costui è nemico acerrimo della pace. Siete invece decisi a dare il vostro voto, il vostro appoggio soltanto a chi prometta di dar opera alla trasmissione di una parte della sovranità nazionale ad un nuovo organo detto degli Stati Uniti d’Europa? Se la risposta è affermativa e se alle parole seguono i fatti, voi potrete veramente, ma allora soltanto, dirvi fautori della pace. Il resto è menzogna».

Il guaritore di maiali: A.D. 1589

Chi è l’Artiglio del diavolo? Nei carruggi si parla di lui sottovoce, con orrore. Quando cala la notte le donne tremano al pensiero di incontrano e fare la stessa fine delle altre disgraziate che sono cadute sotto la sua bestiale ferocia. Tutta la città lo cerca. E quale presenza diabolica si aggira tra i carmelitani scalzi di Sant’Anna e profana la casa di Dio sgozzando i preziosi maiali del convento e incidendo una croce sui loro corpi? È come se il Cielo avesse scagliato contro i genovesi due pesti allo stesso tempo, ma il guaritore di maiali, che ama le bestie più degli uomini, è convinto che il Signore abbia faccende più importanti di cui occuparsi e che si debba invece dubitare delle persone. Di tutti, proprio tutti.

Guardia Bianca

Il romanzo narra le vicende dei tre fratelli Turbin (Aleksej, Nikolka ed Elena) nella Kiev del convulso inverno 1919-1920, durante la guerra civile russa. La città di Kiev, nelle mani dell’avventuriero Simon Petljura, è altresì nella morsa di un duplice accerchiamento, quello dell’atamano Shoropadskij e dei bolscevichi. Numerosi altri personaggi, pur nella rapidità di uno stile futurista, intrecciano le loro disavventure a quelle dei protagonisti e concorrono a creare un affresco di grande impatto emotivo, epico e lirico nello stesso tempo.

Guardando il sole

Jean Serjeant vive quasi cent’anni, accompagnata da fantasie e amori non consumati, matrimoni e figli, viaggi e ritorni, tutto l’incanto e la delusione di ogni vita. Ma la magia è sempre stata lí, a far capolino dietro le dita schiuse. Come quella notte del giugno 1941 quando il sergente-pilota Thomas Prosser, sorvolando i cieli della Francia settentrionale sul suo Hurricane IIB, si volge verso est a guardare la Manica e si accorge che l’arancia del sole già spunta dalla viscosa banda gialla dell’orizzonte. Poi l’avvistamento di un pericolo giú a terra, una discesa di qualche migliaio di piedi, ed eccolo, il miracolo: lo stesso sole che si leva dallo stesso punto dello stesso mare. Un’altra alba, a pochi minuti dalla prima.
‘Possibile? Sí, pensava, tutto era possibile’.

‘Né il sole, né la morte si possono guardare intensamente’. È questa massima di La Rochefoucauld a fare da premessa al quarto romanzo di Julian Barnes che in origine doveva intitolarsi ‘Question and Answer’. Le domande (numerose e bizzarre) e le risposte (pressoché nulle) sono quelle di Jean Serjeant, una donna del tutto ordinaria le cui vicissitudini ripercorrono quasi un secolo di storia. La incontriamo bambina, fatalmente e ingenuamente innamorata dell’eccentrico zio Leslie con il quale condivide risate sguaiate e giochi spericolati, l’incanto di trucchi fumosi e indovinelli improbabili: perché agli ebrei non piace giocare a golf? Esiste davvero un museo del panino? Perché il cibo esce tanto diverso dall’altra parte del corpo? Il paradiso è in cima al camino come sospettava? E perché i visoni sono cosí ostinatamente attaccati alla vita? Le risposte, com’è ovvio, non hanno alcuna importanza, ma saranno proprio queste sollecitazioni – scintillanti e misteriose al contempo – a svegliare quella curiosità che le farà da bussola nella vita adulta.
A seguito di un matrimonio deludente, una maternità tardiva e numerosi fallimentari tentativi di comprendere l’universo maschile, Jean sfodererà saggezza e coraggio imprevisti per poter rispondere, con la vita stessa, a un paio di domande mai esplicitamente formulate: come fa la gente comune, protagonista di vite anonime e incolori, a proteggersi dal tedio? Ed è capace, di tanto in tanto, di rendere la propria esistenza straordinaria?
Sembra esserci riuscito il sergente-pilota Thomas Prosser che, mentre sorvola i cieli della Francia settentrionale in una quieta notte di giugno del 1941, si volge verso est e vede l’arancia del sole che fa capolino dalla banda gialla dell’orizzonte. Poco dopo si lancia in picchiata per una ricognizione e, giunto a quota 8000 piedi, guarda di nuovo verso oriente. Ed è allora che gli si mani festa il prodigio: il globo arancione che sorge per la seconda volta sopra l’orizzonte, lo stesso sole che si leva dallo stesso punto dello stesso mare. Da quel momento il pilota sarà per tutti Alba Due Prosser; e per la giovane Jean, poi donna adulta e infine vecchia, lo stimolo per aspirare sempre a una vita di prim’ordine.
È possibile, dunque, scorgere lo straordinario nell’ordinario, il magico nel quotidiano? Come per ogni grande miracolo, suggerisce Barnes, occorre saper vedere: basta schermarsi gli occhi con le mani e persino il sole può diventare oggetto di osservazione negli stretti interstizi delle dita schiuse.
Daniela Fargione

(source: Bol.com)

Il grimorio nero

Il Grimorio Nero è un vero e proprio trattato di Magia Rituale, onnicomprensivo, inteso a insegnare una serie di cerimonie soprannaturali grazie alle quali il praticante fortifica sé stesso e acquisisce poteri speciali. Nella sua vera essenza, Il Grimorio Nero è una collezione d’incantesimi, destinati soprattutto a far acquisire dei vantaggi materiali. Riproponiamo in una nuova veste grafica la più completa edizione mai apparsa in stampa di questo rarissimo testo di magia. Tutti i simboli dell’edizione originale sono stati fedelmente riprodotti e inseriti al loro giusto posto, così come i testi sono stati integrati e ridisposti nel loro ordine originario. Un vero e proprio “Libro dei Libri”, per quanto riguarda la Magia Bianca e le pratiche benefiche, di lotta al Male e a tutte le sue nefaste conseguenze, una ricca e ragionata raccolta di pentacoli, sigilli, talismani e amuleti, corredata di informazioni teoriche e pratiche, perfetta per il neofita e piacevolissima per la persona colta.

(source: Bol.com)

Un grido nelle rovine

Piantagione di Beauvais, Virginia. Guerra civile americana. Il proprietario terriero Antony
Levallois è stanco della produzione di tabacco e cotone. Sa che il futuro appartiene ai grandi
capitali e all’industria. È un uomo senza scrupoli, che mira soltanto a difendere i suoi interessi
e a ingrandire la sua ricchezza. Quando il vicino Bob Reid parte per la guerra, Levallois sfrutta
la sua assenza per soffiargli la proprietà, sedurre e sposare Emily, la figlia dodicenne di Reid e prendersi i suoi schiavi, fra cui la giovane Nurse. Quando Bob Reid torna a casa dal fronte, sfigurato e mutilato, non trova più nessuno ad attenderlo, la sua tenuta non gli appartiene più e sua figlia è sposata con il responsabile della sua rovina. A un uomo disperato resta
una sola scelta: la vendetta. L’acclamato autore di Yellow Birds torna con un romanzo faulkneriano sul potere e la violenza. Un libro che solo apparentemente racconta la guerra civile americana e lo schiavismo, per esplorare piuttosto la potenza delle pulsioni che muovono ogni uomo.
“ Ricorda Faulkner. Un romanzo incredibile sulla schiavitù e la distruzione e sulle sfide dell’amore.”
Kirkus
“ Un grido nelle rovine conferma il talento
eccezionale di Kevin Powers.”
The Guardian
“ Un capolavoro. Powers ha scritto un romanzo che comprende tutta la ferocia, la complessità, e la violenza razziale degli Stati del Sud, dalla loro caduta fino alla loro eventuale rinascita.”
Philipp Meyer
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### Sinossi
Piantagione di Beauvais, Virginia. Guerra civile americana. Il proprietario terriero Antony
Levallois è stanco della produzione di tabacco e cotone. Sa che il futuro appartiene ai grandi
capitali e all’industria. È un uomo senza scrupoli, che mira soltanto a difendere i suoi interessi
e a ingrandire la sua ricchezza. Quando il vicino Bob Reid parte per la guerra, Levallois sfrutta
la sua assenza per soffiargli la proprietà, sedurre e sposare Emily, la figlia dodicenne di Reid e prendersi i suoi schiavi, fra cui la giovane Nurse. Quando Bob Reid torna a casa dal fronte, sfigurato e mutilato, non trova più nessuno ad attenderlo, la sua tenuta non gli appartiene più e sua figlia è sposata con il responsabile della sua rovina. A un uomo disperato resta
una sola scelta: la vendetta. L’acclamato autore di Yellow Birds torna con un romanzo faulkneriano sul potere e la violenza. Un libro che solo apparentemente racconta la guerra civile americana e lo schiavismo, per esplorare piuttosto la potenza delle pulsioni che muovono ogni uomo.
“ Ricorda Faulkner. Un romanzo incredibile sulla schiavitù e la distruzione e sulle sfide dell’amore.”
Kirkus
“ Un grido nelle rovine conferma il talento
eccezionale di Kevin Powers.”
The Guardian
“ Un capolavoro. Powers ha scritto un romanzo che comprende tutta la ferocia, la complessità, e la violenza razziale degli Stati del Sud, dalla loro caduta fino alla loro eventuale rinascita.”
Philipp Meyer

La grande storia degli indiani d’America

Attraverso una lunga serie di film e romanzi, la storia della conquista dell’America del Nord si è ridotta spesso a coincidere per il pubblico europeo con il pittoresco mondo del Far West
Questo documentatissimo libro rappresenta invece un’analisi dettagliata della conquista (della Frontiera americana in quanto catastrofe alle spese dei suoi primi occupanti.
Seguendo l’avanzata dei bianchì da Est a
Ovest Pictet ottre così grandi affreschi di storia militare e minuziosi ritratti ti straordinari personaggi indiani: da Little Turile, capo dei Marni, a Capo Giuseppe, guida dei Nez-Percé, senza dimenticare i grandi capi Apache Cochise e Geronimo e ì Sioux Nuvola Rossa,Cavallo Pazzo e Toro Seduto.
E se in questa ricostruzione dalla parte degli indiani non mancano i più famosi protagonisti bianchì
– da Kit Carson al colonnello Custer, dai conquistatori spagnoli
ai filibustieri francesi – nelle sue pagine trovano spazio anche gli episodi, spesso emozionanti, dì incontro tra le due razze: l’amore tra la principessa indiana Pocahontas e l’inglese John Smith e l’impegno di William Penn, fondatore della Pennsylvania, in favore dei pellerossa.
Insomma, ecco la storia indiana raccontata in tutte le
sue avvincenti sfumature e le sue più riposte (e a volte inconfessabili) verità.