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Ritratti del desiderio

L’Occidente capitalista ha prodotto una nuova forma di schiavitù: l’uomo senza desideri, condannato a conseguire un godimento schiacciato sul consumo compulsivo e perennemente insoddisfatto. Era la tesi di “L’uomo senza inconscio”: nel nostro tempo il desiderio rischia l’estinzione. Ma quando diciamo “desiderio” che genere di esperienza evochiamo? Qual è il significato di questa “parola” così fondamentale per la realtà umana? Massimo Recalcati indaga qui un tema chiave della dottrina di Lacan: il desiderio e i suoi enigmi. Come in una galleria di ritratti vengono raffigurati i diversi volti del desiderio umano: il desiderio invidioso, il desiderio di riconoscimento, il desiderio di “niente”, il desiderio angosciante, il desiderio sessuale, il desiderio d’amore, il desiderio di morte, il desiderio dell’analista… Ne scaturisce una sintesi semplice e avvincente, che può essere considerata l’introduzione più efficace e più leggibile al pensiero di Lacan.

Il ritorno di Vasco e altri racconti dal carcere

Non è facile raccontare la vita del carcere con leggerezza e senza mai cadere nel pietismo o nei luoghi comuni. Su questo registro l’autore si muove con sapienza, ironia e semplicità. Del resto al carcere di San Vittore ha anche insegnato e conosce bene questo mondo che ha esperito. Un clochard viene scambiato per Vasco Rossi da un gruppo di discotecari che lo raccattano dalla strada e lo ospitano. La vita gli cambia improvvisamente e per settimane viene nutrito e idolatrato dai fan. L’inevitabile finale sarà quello di finire in carcere, come si evince dal titolo che è il filo conduttore di questa raccolta. Il marocchino Saachid, come in un film di Totò, in carcere ci va per sua decisione. Dietro le sbarre si dà da fare con mille traffici e lavoretti per racimolare piccole fortune. Scontata la pena torna al suo paese e fa il mecenate. Poi c’è Gabriel playboy colombiano che traffica con droga e gioielli per mantenere nel lusso le donne che frequenta. C’è Nello che ingoia lamette da barba per evitare il trasferimento e riuscire a prendere la licenza media e Matteo che si laurea a pieni voti a Porto Azzurro, combatte con il cancro e scrive un romanzo. E c’è ancora di più. Questo “ritorno” del “Ritorno di Vasco”, pubblicato per la prima volta da Marcos y Marcos nel 1994, include tre racconti inediti: “Gli amori di Irene”, “La grande farfalla” e “The in crowd”.Davide Pinardi insegna al Politecnico di Milano e all’Accademia di Brera. Ha pubblicato numerosi libri di narrativa (“La storia segreta del señor Correal”, Rizzoli; “Tutti i luoghi del mondo”, Tropea; “A Sud della Giustizia”, Interno Giallo) e di saggistica (“Narrare, dall’Odissea al mondo Ikea”, Paginauno; “Il mondo narrativo”, Lindau; “La Giubba del Re – Intervista sulla corruzione”, Laterza; “La letteratura Italiana tra ‘800 e ‘900”, RCS). ** ### Sinossi Non è facile raccontare la vita del carcere con leggerezza e senza mai cadere nel pietismo o nei luoghi comuni. Su questo registro l’autore si muove con sapienza, ironia e semplicità. Del resto al carcere di San Vittore ha anche insegnato e conosce bene questo mondo che ha esperito. Un clochard viene scambiato per Vasco Rossi da un gruppo di discotecari che lo raccattano dalla strada e lo ospitano. La vita gli cambia improvvisamente e per settimane viene nutrito e idolatrato dai fan. L’inevitabile finale sarà quello di finire in carcere, come si evince dal titolo che è il filo conduttore di questa raccolta. Il marocchino Saachid, come in un film di Totò, in carcere ci va per sua decisione. Dietro le sbarre si dà da fare con mille traffici e lavoretti per racimolare piccole fortune. Scontata la pena torna al suo paese e fa il mecenate. Poi c’è Gabriel playboy colombiano che traffica con droga e gioielli per mantenere nel lusso le donne che frequenta. C’è Nello che ingoia lamette da barba per evitare il trasferimento e riuscire a prendere la licenza media e Matteo che si laurea a pieni voti a Porto Azzurro, combatte con il cancro e scrive un romanzo. E c’è ancora di più. Questo “ritorno” del “Ritorno di Vasco”, pubblicato per la prima volta da Marcos y Marcos nel 1994, include tre racconti inediti: “Gli amori di Irene”, “La grande farfalla” e “The in crowd”.Davide Pinardi insegna al Politecnico di Milano e all’Accademia di Brera. Ha pubblicato numerosi libri di narrativa (“La storia segreta del señor Correal”, Rizzoli; “Tutti i luoghi del mondo”, Tropea; “A Sud della Giustizia”, Interno Giallo) e di saggistica (“Narrare, dall’Odissea al mondo Ikea”, Paginauno; “Il mondo narrativo”, Lindau; “La Giubba del Re – Intervista sulla corruzione”, Laterza; “La letteratura Italiana tra ‘800 e ‘900”, RCS).

Il ritorno di Sunnie Night

Sunday Night ha chiuso: basta con l’esercito, basta con la polizia. I fallimenti sono stati troppi. E troppe le cicatrici da curare, ben più profonde di quella che le segna il viso. Poi, un giorno, qualcosa la costringe a lasciare il suo ritiro solitario sulla minuscola Goat Island, in South Carolina. La visita di una persona cara e, soprattutto, un attentato dinamitardo che ha preso di mira una scuola ebraica. E delle vittime che da troppo tempo aspettano giustizia. E quella ragazza scomparsa, forse finita in mano a dei terroristi fanatici. Insomma, è un caso che sembra tagliato su misura per Sunnie Night, se accetterà di vestire i panni dell’investigatore privato. Così, l’ex addestratrice dei Marines inizia una frenetica caccia all’uomo che dalle paludi del South Carolina la porterà alle coste assolate della California. Una pericolosa danza sul filo del rasoio, una guerra da combattere contro avversari sconosciuti e senza scrupoli. Ma finché avrà anche solo una possibilità di salvare Stella Bright, Sunnie sarà in prima linea. Perché questa volta, in ballo, non c’è soltanto il profumo dei soldi o il brivido dell’adrenalina, e lei non ha altra scelta se non farsi trovare pronta. In un’avventura dura e affascinante come la sua protagonista, Kathy Reichs ci consegna l’altra faccia di Temperance Brennan. Una donna d’azione cinica e risoluta, abile con le armi da fuoco e maestra delle risposte taglienti, ma anche una donna con la mente rivolta a un passato che non le dà respiro e che le ha lasciato profonde e tenaci fragilità. Una nuova eroina e un universo letterario inedito, per immergersi una volta di più nella scrittura magnetica della regina del thriller.

Il ritorno di Casanova

L’originalità dell’opera schnitzleriana consiste nello svolgimento dell’idea di solitudine, che coincide con la decadenza fisica e morale del personaggio di Casanova e diventa emblema, per lo scrittore, per i suoi colleghi austriaci e per tutti i suoi lettori, anche della grave crisi politica e bellica della prima guerra mondiale. Ecco dunque che l’autore, come per una sorta di rispecchiamento, costruisce un ritratto del tutto crepuscolare dell’impenitente conquistatore veneziano, che viene descritto al tramonto della sua vita di avventuriero e seduttore.
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### Sinossi
L’originalità dell’opera schnitzleriana consiste nello svolgimento dell’idea di solitudine, che coincide con la decadenza fisica e morale del personaggio di Casanova e diventa emblema, per lo scrittore, per i suoi colleghi austriaci e per tutti i suoi lettori, anche della grave crisi politica e bellica della prima guerra mondiale. Ecco dunque che l’autore, come per una sorta di rispecchiamento, costruisce un ritratto del tutto crepuscolare dell’impenitente conquistatore veneziano, che viene descritto al tramonto della sua vita di avventuriero e seduttore.

Il ritorno delle gru

Nell’antichissimo gioco giapponese del Gô, l’immagine delle gru che fanno ritorno al loro nido e vi si rifugiano simboleggia il ritiro dalla lotta di uno dei contendenti. Nicholai Hel lo sa molto bene. Ultimo discendente di una nobile famiglia russa emigrata a Shangai, adottato da un nobile guerriero giapponese e educato agli ideali orientali, Nicholai si oppone ai valori occidentali – il denaro, l’interesse, il successo – dilaganti dopo la fine della guerra. Esercita la sua forza interiore, mirando all’equilibrio che porta all’azione irripetibile. Sfruttando le sue doti quasi mistiche, la sua tecnica micidiale di combattimento, diventa una pedina decisiva, ma invisibile, al di sopra del gioco nel quale è coinvolto.

Il ritorno del principe

Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il “Principe” di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C’è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c’è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa. II libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire, è già successo.

Il ritorno del Padrino

Il nuovo romanzo con la famiglia Corleone e i personaggi di Mario PuzoÈ il 1955. Michael Corleone ha ottenuto una sanguinosa vittoria nella guerra scoppiata tra le famiglie di New York. Ora vuole consolidare il suo potere, salvare il suo matrimonio e mettere la propria famiglia in affari puliti. Per riuscirci deve ancora fronteggiare il suo nemico più pericoloso: Nick Geraci, un ex pugile che si è fatto strada nella malavita come picchiatore al servizio dei Corleone. La loro lunga battaglia andrà avanti fino al 1962, trascinandosi da New York a Washington, da Las Vegas a Cuba, e segnerà le sorti dei più potenti criminali d’America e dei loro cari. Con Il ritorno del Padrino Winegardner riprende la saga di Mario Puzo sulla mafia italo-americana, ritraendo le imprese di sangue e onore della famiglia Corleone e dando nuova vita ai protagonisti del libro di Puzo e della memorabile trilogia cinematografica di Francis Ford Coppola.’La più grande storia di mafia mai raccontata.’The Washington Post’Winegardner è un narratore di grande talento, l’unico vero erede di Mario Puzo.’PeopleMark WinegardnerNato in Ohio, si è laureato alla Miami University e ha conseguito un master in scrittura creativa presso la George Mason University. Ha insegnato e tenuto corsi in varie università americane. Molti suoi romanzi sono stati scelti come migliori dell’anno da importanti riviste (‘The New York Times Book Review’, ‘Chicago Sun-Times’, ‘Los Angeles Times’, ‘USA Today’. È stato investito dagli eredi di Mario Puzo della responsabilità di scrivere anche Il ritorno del Padrino, un libro che ha avuto un immediato e straordinario successo negli Stati Uniti e in Italia, dove è stato pubblicato dalla Newton Compton.
(source: Bol.com)

Il ritorno del killer: Un caso di Alex Cross

Evaso da un carcere di massima sicurezza, Kyle Craig, alias Mastermind, ha un solo scopo: vendicarsi di Alex Cross, l’uomo che lo ha fatto rinchiudere in isolamento per tutti questi anni. Per agire indisturbato, Craig cambia letteralmente volto, assumendo un’identità insospettabile. Nel frattempo Washington è scossa da una serie di delitti efferati, firmati da un cecchino che ha deciso di eliminare la parte marcia e corrotta della società. Il Patriota, così si fa chiamare il killer, sceglie le proprie vittime tra i politici e gli esponenti dell’alta finanza che ritiene responsabili della deriva del Paese. Un eroe o un pazzo criminale?, si chiedono i media. E poi, come fa quest’uomo a essere così informato sui movimenti delle sue illustri vittime? Le indagini vengono affidate a Cross, che entra subito in contrasto con l’agente inviato sul campo dall’FBI… Oltre a questa difficile indagine, Cross deve affrontare il ritorno di Mastermind che, disposto a tutto pur di eliminare lui e la sua famiglia, lo trascina in un gioco perverso, nel quale il detective ignora il volto del suo acerrimo nemico. Un piano diabolico che per Kyle Craig ha un sapore ancora più dolce, dato che per Cross si avvicina il giorno delle nozze…James Patterson è autore della serie “Alex Cross”1 – Ricorda Maggie Rose2 – Il collezionista 3 – Jack & Jill 4 – Gatto & topo5 – Il gioco della Donnola6 – Mastermind 7 – Ultima mossa8 – Il caso Bluelady9 – La tana del lupo10 – Ultimo avvertimento11 – Sulle tracce di Mary12 – La memoria del killer13 – Il regista degli inganni14 – L’istinto del predatore15 – Il segno del male16 – Il ritorno del killer17 – Uccidete Alex Cross18 – Buone feste, Alex Cross

Il ritorno del colonnello Arcieri

«*Gori ha grandi doti narrative. I suoi romanzi suscitano emozioni, creano immagini, ci fanno viaggiare nella storia recente del nostro Paese*»
**Marco Vichi**
Parigi, maggio 1968. Tra i passanti che osservano dal marciapiede gli studenti in rivolta invadere i boulevard c’è anche Bruno Arcieri. A Parigi Arcieri si sta nascondendo: da chi ha cercato di ucciderlo, dai ricordi, dai rimorsi, dai fantasmi del passato. Si fa chiamare Marcel, aiuta nella cucina di un bistrot e si è fatto pure crescere la barba. Ha trovato anche uno sguardo amico, quello di Marie, ma è inquieto, si sente braccato, ed è stufo di scappare. Così, quando gli «amici» gli consigliano di lasciare la città e cercarsi un altro rifugio, magari in Spagna, Arcieri non ci sta. Sì, lascerà Parigi, ma per tornare a Firenze, per saldare i conti sospesi, fare chiarezza, forse giustizia, e combattere un’altra battaglia, anche se dovesse essere l’ultima. Alla fine di un viaggio avventuroso, l’uomo che il 15 maggio 1968 scende dal treno alla stazione di Santa Maria Novella non è più Marcel, è il colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri. È tornato, e non per stare a guardare. Leonardo Gori torna con questo romanzo di grande intensità al suo personaggio più complesso e amato, un servitore dello Stato critico, forte e profondamente leale; che dello Stato ha condiviso ambiguità, disastri e grandezze, finendo col portarne le stesse cicatrici.
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### Sinossi
«*Gori ha grandi doti narrative. I suoi romanzi suscitano emozioni, creano immagini, ci fanno viaggiare nella storia recente del nostro Paese*»
**Marco Vichi**
Parigi, maggio 1968. Tra i passanti che osservano dal marciapiede gli studenti in rivolta invadere i boulevard c’è anche Bruno Arcieri. A Parigi Arcieri si sta nascondendo: da chi ha cercato di ucciderlo, dai ricordi, dai rimorsi, dai fantasmi del passato. Si fa chiamare Marcel, aiuta nella cucina di un bistrot e si è fatto pure crescere la barba. Ha trovato anche uno sguardo amico, quello di Marie, ma è inquieto, si sente braccato, ed è stufo di scappare. Così, quando gli «amici» gli consigliano di lasciare la città e cercarsi un altro rifugio, magari in Spagna, Arcieri non ci sta. Sì, lascerà Parigi, ma per tornare a Firenze, per saldare i conti sospesi, fare chiarezza, forse giustizia, e combattere un’altra battaglia, anche se dovesse essere l’ultima. Alla fine di un viaggio avventuroso, l’uomo che il 15 maggio 1968 scende dal treno alla stazione di Santa Maria Novella non è più Marcel, è il colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri. È tornato, e non per stare a guardare. Leonardo Gori torna con questo romanzo di grande intensità al suo personaggio più complesso e amato, un servitore dello Stato critico, forte e profondamente leale; che dello Stato ha condiviso ambiguità, disastri e grandezze, finendo col portarne le stesse cicatrici.

Il ritorno del Cantore. Il vento di fuoco

Un popolo misterioso costruisce nel villaggio primitivo dei Manth una torre fatta di tronchi e canne (il “Cantore”); il vento che si incanala nelle canne fa uscire una musica celestiale che incanta l’intero villaggio e quel villaggio diventerà, secoli dopo, la città di Aramanth. Qui l’appartenenza dei singoli cittadini e delle famiglie ai ranghi sociali dipende dai punteggi assegnati loro in una serie infinita di esami che iniziano fin dalla prima infanzia; in base al punteggio avvengono brutali trasferimenti nei quartieri inferiori e ambite promozioni in quelli più ricchi ed eleganti. Solo la famiglia Hath contesta questa opprimente forma di “democrazia”. Età di lettura: da 10 anni.
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Il ritorno degli umanoidi

Apparsi sulla scena della fantascienza per la prima volta nel 1948, gli umanoidi di Jack Williamson hanno contribuito non meno dei robot di Isaac Asimov all’anticipazione di quel futuro automatizzato, computerizzato e cibernetica che è il nostro presente di oggi. Ma domani? In questo nuovissimo romanzo l’autore del Figlio della notte e della Legione dello spazio riprende l’interrogativo e lo estende fino al futuro più remoto.
Copertina di Karel Thole

Ritorno da te

Devo proteggere il mio segreto.
Tu credi di avermi salvato, invece hai scritto la mia condanna…

Ivy Morgan pensava di avere tutto sotto controllo, di aver eretto una barriera impenetrabile tra sé e il resto del mondo. Ma le sue difese sono crollate nel momento in cui ha incontrato Ren Owens. Coi suoi profondi occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy, conquistandosi la sua fiducia. Anche perché, con lui, Ivy può finalmente condividere ogni aspetto della sua vita: Ren infatti è membro dello stesso, antichissimo Ordine di cui fa parte lei, perciò capisce bene cosa voglia dire passare le giornate fingendo di essere una ragazza come tante e le notti a combattere contro il Male che si cela tra le strade di New Orleans. Però tutto cambia quando Ivy scopre un segreto sulle origini della sua famiglia, un segreto che non può rivelare a nessuno, neppure a Ren. Perché, se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla. Ben presto, quindi, Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all’uomo che ama e mettere in pericolo tutto ciò per cui hanno lottato insieme, o sacrificare se stessa per la salvezza del mondo intero…

(source: Bol.com)

Ritorno alla Terra

Il genere umano si è autodistrutto e soltanto l’intervento degli Oankali, gli enigmatici alieni che vagano nel cosmo alla ricerca di nuovi ceppi genetici, ha consentito il recupero di pochi superstiti, con la speranza che un giorno i loro figli potessero abitare di nuovo la Terra Fin qui la storia di Lilith Iyapo, come narrata in Ultima genesi (Urania 1058), ma ora la Xenogenesi, ovvero la fusione tra l’uomo e gli Oankali, sta per trasferirsi sul nostro pianeta. Akin è il primo figlio maschio di una straordinaria unione: la madre Lilith, il padre morto da quasi tre secoli, a soli due anni possiede già la mente e la voce di un adulto, e quando viene rapito da una banda di umani ribelli ha modo di conoscere anche la vita di coloro che rifiutano il patto con gli Oankali. Solo allora potrà affrontare la sfida nascosta nella condanna genetica del genere umano.
Copertina di Vicente Segrelles

Ritorno alla censura

Nel 1952, nonostante la fine del regime fascista, la sua opera teatrale "La governante", scritta per la moglie Anna Proclemer e incentrata sul tema dell'omosessualità femminile, viene bloccata dalla censura che ne impedisce la messa in scena. L'episodio lo induce a scrivere Ritorno alla censura, che l'autore stesso non esitò a definire "violento", per rivendicare la piena libertà di espressione di uno scrittore.
In questo saggio, lucido, aggressivo, rivive, indelebilmente espresso, il clima oscurantista dell'italia anni Cinquanta, dove l'odio per la cultura – scrive Brancati – ha un ufficio apposito, "che una volta si chiamava, con ironia involontaria, Ministero della cultura popolare e oggi Sottosegretariato per lo spettacolo e le informazioni."

Ritorno a Ford County

Nella sua prima raccolta di racconti, John Grisham torna a Ford County, Mississippi – già sfondo del romanzo d’esordio Il momento di uccidere -, per dare vita a una galleria di personaggi e storie di straordinaria intensità. Tre ragazzi di campagna partono per Memphis animati dalle migliori intenzioni: donare il sangue a un amico in fin di vita. Ma dopo essersi fermati nel primo negozio di alcolici che incontrano, il loro cammino prende una nuova piega, fino a concludersi in un infimo club di spogliarelli alla periferia della grande città. Inez Graney, un’anziana costretta su una sedia a rotelle, intraprende un viaggio attraverso il Delta del Mississippi in compagnia dei due figli maggiori per rendere l’estremo saluto al minore dei Graney, Raymond, detenuto nel braccio della morte, e riportarne a casa la salma. Più ordinaria sembra la vicenda di Mack Stafford, avvocato di provincia di mezza età. A sconvolgerne gli equilibri sarà una telefonata che riporta a galla un caso archiviato molti anni prima. D’improvviso Mack vedrà schiudersi davanti a sé nuovi, inimmaginabili orizzonti. Sidney è quello che si definisce un uomo comune: lavora in una compagnia di assicurazioni, ha un matrimonio a pezzi e una vita come tante. Almeno fino a quando scoprirà di possedere un innato talento per il blackjack e la possibilità di vendicarsi dell’uomo che gli ha portato via la moglie. Nella piccola città di Clanton, dove tutti si conoscono, non è strano che l’avvocato Wade si imbatta in un uomo uscito sconfitto anni prima da una causa e che gli aveva giurato vendetta. Una tranquilla serata si trasforma così in una violenta ordalia nella quale Wade viene giudicato da una giuria “popolare” riunita per l’occasione. Niente di più rassicurante di una casa di riposo? Al Rifugio Sereno viene assunto un nuovo inserviente: gentile, sensibile e affezionato agli anziani, con uno spiccato interesse per il loro conto in banca. La routine cittadina di Clanton viene sconvolta da voci secondo cui il figlio di una delle famiglie più in vista sta tornando a casa perché malato di AIDS. La paura si impadronisce degli abitanti, ma proprio a Lowtown, il quartiere nero, c’è una persona che trova il coraggio di non abbandonare il ragazzo al suo destino. L’ottavo racconto, presente solo nell’edizione italiana, ci porta nel braccio della morte insieme a Joey, che si prepara a vivere le ultime ore prima dell’esecuzione. Non desidera più niente, non ha più nessuno da salutare. Una cosa, però, gli piacerebbe: guardare per l’ultima volta la luna. Narrati con la maestria che abbiamo apprezzato nei legal thriller più riusciti, i racconti di Ritorno a Ford County ci restituiscono indimenticabili spaccati di vita della provincia americana e confermano il formidabile talento narrativo di John Grisham.