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Il ritratto di Dorian Gray

Sei bello, Dorian Gray, bello come nessuno, e hai una certezza: la tua vita deve essere un’opera d’arte. Ti interessa solo il piacere, del resto te lo puoi permettere, i soldi non ti mancano. Vivi senza freni, ti fanno orrore le convenzioni e uccidere un altro uomo non ti turba, se quest’uomo rischia di diventare un problema. Sei perfino riuscito a non invecchiare, lasciando che a portare i segni del tempo sia il ritratto dipinto per te dall’amico Basil. “Guardati nello specchio”, aveva detto Plutarco, “e se ti sembra di essere bello, opera cose degne della tua bellezza. Se invece ti credi deforme, fa’ in modo che i difetti del tuo volto siano emendati dai virtuosi costumi.” Conosci Plutarco, Dorian?

Il ritratto Bellini

Con il fido Palewski, Yashim si aggira in una Venezia spettrale e oppressa dal giogo della dominazione austriaca. Due cadaveri che appaiono nella melma dei canali fanno subito capire che la partita non sarà né semplice, né incruenta. Tra gli echi di Istanbul che risuonano in tutta la laguna – un palazzo che ospitava un caravanserraglio, dimore fatiscenti che celano tesori -, niente è come sembra, tutto rimanda a un disegno nascosto che muta di continuo, intrecciando presente e passato, finzione e realtà. Il ritratto di Maometto il Conquistatore di Gentile Bellini (o «attribuito a» come dicono prudentemente gli esperti), al centro di questo romanzo, non è invenzione. È un dipinto famoso oggi custodito alla National Gallery di Londra. Le peripezie storiche del dipinto sono ricostruite da Goodwin in una divertente Appendice al romanzo.

Il ritorno dell’aquila

Nel 1943 Kurt Steiner, paracadutista tedesco, è stato fatto prigioniero dagli inglesi, mentre tentava di rapire Churchill. Il generale Schellenberg viene incaricato da Himmler di liberare l'”Aquila” (nel tentativo di distrarlo dal complotto per uccidere Hitler). Ma il nostro eroe non solo riuscirà ad organizzare un piano perfetto, ma anche a sventare il losco gioco di Himmler. ne che hanno fatto impazzire re e imperatori? circolari INPS e INPDAI.

Il ritorno del naufrago

UN CASO LETTERARIO SORPRENDENTE E AVVINCENTE, VINCITORE DEL PREMIO GONCOURT. Metà del diciannovesimo secolo: Narcisse Pelletier, un giovane marinaio francese, viene dato per disperso e abbandonato su una costa inesplorata dell’Australia, dove era approdato insieme ad altri marinai alla ricerca di acqua dolce su una scialuppa calata da una goletta. Diciassette anni più tardi, un veliero inglese di passaggio in quei luoghi scorge fra gli indigeni un uomo bianco. Nudo, tatuato, caccia e si comporta come loro. Ha perduto l’uso della lingua francese e ha dimenticato il suo nome. Che cosa è successo in questi diciassette anni? Che esperienze ha avuto, come è sopravvissuto Narcisse? Sono le domande che si pone Octave de Vallombrun a cui Narcisse viene affidato, geografo e studioso, ma soprattutto uomo sensibile e privo di pregiudizi che dapprima incuriosito da quello che ritiene un oggetto di studio, sviluppa con il marinaio una profonda amicizia basata su una comprensione che va oltre ogni forma e convenzione. Vincitore del premio Goncourt per l’opera prima, Il ritorno del naufrago è uno straordinario romanzo d’avventura e al tempo stesso una riflessione sull’identità e la differenza. E su quello che la vita a volte ci costringe a imparare e a comprendere.

Ritorno dall’India

Un giovane medico israeliano, Benji Rubin, è coinvolto dal dottor Lazar, direttore sanitario dell’ospedale in cui lavora, in un viaggio in India che sconvolgerà la sua vita di studente e figlio modello. Si tratta di andare a riprendere e riportare in Israele la figlia di Lazar, Einat, che si è ammalata laggiù di epatite. Durante il viaggio Benji si innamora non di Einat, ma della madre di lei, Dori. Nasce così un triangolo “impossibile”: per gli anni che dividono Benji dall’amante cinquantenne, per il sentimento di amicizia profonda che nel frattempo ha maturato per Lazar. Il senso di colpa spinge il prudente e timoroso Benji a scelte azzardate fino al matrimonio con un’amica di Einat.

Ritorno alla base: Le opere di Giovannino Guareschi #22

In principio era il Lager, dove tutto sembra provvisorio, anche la vita stessa. E gli uomini si aggrappano ancora disperatamente ai loro affetti e alle loro consuetudini e ai loro pensieri che erano rimasti tutti al di là (del Lager) e non trovano la forza di staccarsene. Guareschi Dei due anni di prigionia, Guareschi aveva conservato e riportato in Italia le numerosissime pagine scritte per rendere meno duro a se stesso e ai suoi compagni di sventura il periodo dell’internamento. Nel 1945 pubblicò parte di queste pagine neLa favola di Natale e nel 1949 nel Diario clandestino. Nel 1957 tornò nei Lager in cui era stato internato, per ritrovare le speranze e i sogni del Giovannino di allora, quel Giovannino che – come ancora dichiara – fra i reticolati ci stava meravigliosamente bene… “perché ebbi subito la fortuna di incontrare nel Lager il tipo più simpatico e interessante del mondo. […] Incontrai, insomma, me stesso e là imparai a stimarmi e a volermi bene”. Questo volume è la storia del suo “ritorno”.

Il risveglio di Endymion

Anno 3131. Il pellegrino padre Lenar Hoyt, nominato papa Urbano XVI, proclama la crociata definitiva contro i rinnegati Ouster, muovendo contro di loro la flotta spaziale messa a disposizione dalla Pax. Intanto, Aenea e tutti i suoi nuovi fedeli lottano per distruggere la Chiesa dei cristiani rinati e ripristinare l’equilibrio tra la vita e la morte: gli uomini non devono dimenticare che l’esistenza eterna non si addice alla loro vera natura. Chi sono veramente gli Ouster e quali sono i loro scopi? E qual è l’effettiva funzione del misterioso crucimorfo? E soprattutto da dove… o da quando viene il sanguinario Shrike? Domande che devono trovare una risposta, per salvare l’universo e, allo stesso tempo, l’anima di un uomo.

(source: Bol.com)

Riposa in pace

Un grande thriller di una scrittrice svedese che ha venduto più di 1 milione di copieMaria Wern è un’investigatrice della polizia svedese che in passato ha risolto molti casi complicati. Lavorando a contatto con un mondo per lo più maschile, e con un capo che la sottovaluta, è costretta a lottare con tutte le sue forze per affermarsi professionalmente. Sta cercando di venire a capo della scomparsa di un uomo, quando una mattina si risveglia ferita e dolorante sul freddo pavimento di un capanno ancora avvolto nel buio. È ferita, non ricorda nulla e non sa dove si trova. Quando allunga una mano, scopre con orrore che accanto a lei c’è un cadavere. Come è finita in questa trappola? Maria può solo affidarsi ai propri ricordi: stava seguendo il caso di Clarence Haag, un agente immobiliare svanito nel nulla, senza lasciare tracce. Potrebbe essere suo il corpo senza vita che giace con lei in quella cella? O forse è Odd Molin, il suo ambiguo socio in affari? In ogni caso, chi li ha ridotti così e perché? A Maria non resta che scavare ancora più a fondo nella sua memoria, alla ricerca di qualche fondamentale indizio. Deve riuscire a salvarsi la pelle e a trovare il colpevole di quel misterioso delitto, prima che sia troppo tardi…Un grande successo internazionaleUn’autrice tradotta in 11 PaesiChi ha paura di Maria Wern?Anna Janssonè nata nel 1958 a Visby, sull’isola di Gotland (Svezia). Finora ha scritto tredici romanzi che hanno come protagonista l’agente investigativo Maria Wern e che hanno riscosso un grande successo, vendendo complessivamente più di un milione di copie. Sono stati tradotti in diversi Paesi e hanno ispirato anche una serie televisiva. Nel 2011 la Newton Compton ha pubblicato il primo episodio dedicato alle indagini della Wern, Il sacrificio.

Il rifugio dei cuori solitari

UN BESTSELLER CHE SCALDA IL CUORE«Una storia d’amore, la più bella… Credo non ci sia in circolazione un libro più perdutamente sentimentale di questo.»Antonio D’Orrico, Sette – Corriere della Sera«Tenero e caldo, una lettura perfetta per far sbocciare un nuovo amore.»ElleSeduta di fronte all’antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell’anziano notaio che sta sbrigando le ultime formalità testamentarie. Il suo sguardo è fisso sulla sua eredità: un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio, un orecchio nero floscio e l’altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell’eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l’amico prediletto. Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l’ha preparata al faticoso lavoro in campagna. Ma tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. Non tutto però è perduto e Rachel scopre, proprio grazie a Gem, di avere un sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei trovatelli del rifugio. Natalie e Johnny sono una coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra. Zoe crede che la piccola labrador Toffee sia uno scomodo regalo dell’ex marito ai suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l’ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato… A poche settimane dall’uscita Il rifugio dei cuori solitari ha scalato le classifiche grazie al passaparola dei lettori e dei librai che l’hanno adorato. Un romanzo commovente e memorabile sull’amicizia, le nuove opportunità e l’amore davvero incondizionato che solo gli animali sono capaci di regalarci.

Il riflesso del destino

Peter e Gemma sono amici fin da quand’erano bambini. Da sempre, Peter è il punto di riferimento di Gemma. È la spalla su cui piangere, la persona che la conosce meglio di chiunque altro. E, da sempre, Gemma è molto più di una semplice amica per Peter. È l’unica ragazza che abbia mai amato, l’unica per cui sarebbe disposto a sacrificare tutto. Ma come confessarle i suoi sentimenti senza rovinare il loro rapporto? Forse l’occasione giusta è una gita alle Split Rock Falls, le meravigliose cascate poco lontane dalla città. Lassù, tra boschi incontaminati e acque cristalline, Peter potrà finalmente aprire il suo cuore, e Gemma capirà che loro due sono fatti per stare insieme. Ma Peter non può immaginare che il destino di Gemma è già stato scritto… In occasione dell’uscita della «Carezza del destino», Elisa S. Amore ci regala un prequel al romanzo in cui s’intrecciano i fili dell’amore, dell’amicizia e della suspense, dando vita a una trama limpida eppure ricca di sfumature, semplice e sorprendente.

Riflessioni sulla pena di morte

“Il senso d’impotenza e di solitudine del condannato incatenato, di fronte alla coalizione pubblica che vuole la sua morte, è già di per sé una punizione inconcepibile. E anche per questo sarebbe preferibile che l’esecuzione avvenisse pubblicamente. L’attore che è in ogni uomo potrebbe allora venire in soccorso dell’animale terrorizzato, e aiutarlo a ben figurare, anche di fronte a se stesso. Ma la notte e la segretezza sono senza appello. In questo disastro, il coraggio, la forza d’animo, persino la fede rischiano di essere affidati al caso. Generalmente l’uomo è distrutto dall’attesa della pena capitale molto tempo prima di morire. Gli si infliggono due morti, e la prima è peggiore dell’altra, mentre egli ha ucciso una volta sola. Paragonata a questo supplizio, la legge del taglione appare ancora come una legge di civiltà. Non ha mai preteso che si dovessero cavare entrambi gli occhi a chi aveva reso cieco di un occhio il proprio fratello”.

Lo rifarei!

Camila è piccola quando i genitori, borghesi alternativi, rompono le regole e decidono di abbandonare la vita normale per unirsi alla comunità di Osho, leader spirituale dell’amore libero e della ricerca della felicità individuale come fine supremo. Diventa così una figlia dei figli dei fiori, una bambina che cresce all’ombra degli ashram hippy, tra meditazioni, musica, danze, totale condivisione dei beni e continui spostamenti da una casa all’altra, dove ogni volta bisogna ricominciare tutto da capo. Da Milano a Poona, in India, da Londra a Berlino, Camila racconta il suo vertiginoso viaggio di ragazzina amata e protetta nel cerchio magico della vita comunitaria, poi abbandonata e costretta a contare esclusivamente su di sé quando si trova all’improvviso sola tra estranei in un college inglese in cui vengono allevati, lontano dalle loro famiglie, i giovani discepoli di Osho. Queste pagine svelano un’identità forte, dipendente, ribelle. E un’ampiezza di vedute non comune, quella di una cittadina del mondo. Attraverso la sua infanzia nomade e il melting pot di culture che l’hanno contaminata, Camila dà voce a un’esperienza singolare, diversa, non solo come testimonianza autobiografica ma come ritratto di un’intera generazione poco conosciuta. Dietro le quinte del personaggio televisivo, una storia vera, carica di fascino e di tensione emotiva.
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### Sinossi
Camila è piccola quando i genitori, borghesi alternativi, rompono le regole e decidono di abbandonare la vita normale per unirsi alla comunità di Osho, leader spirituale dell’amore libero e della ricerca della felicità individuale come fine supremo. Diventa così una figlia dei figli dei fiori, una bambina che cresce all’ombra degli ashram hippy, tra meditazioni, musica, danze, totale condivisione dei beni e continui spostamenti da una casa all’altra, dove ogni volta bisogna ricominciare tutto da capo. Da Milano a Poona, in India, da Londra a Berlino, Camila racconta il suo vertiginoso viaggio di ragazzina amata e protetta nel cerchio magico della vita comunitaria, poi abbandonata e costretta a contare esclusivamente su di sé quando si trova all’improvviso sola tra estranei in un college inglese in cui vengono allevati, lontano dalle loro famiglie, i giovani discepoli di Osho. Queste pagine svelano un’identità forte, dipendente, ribelle. E un’ampiezza di vedute non comune, quella di una cittadina del mondo. Attraverso la sua infanzia nomade e il melting pot di culture che l’hanno contaminata, Camila dà voce a un’esperienza singolare, diversa, non solo come testimonianza autobiografica ma come ritratto di un’intera generazione poco conosciuta. Dietro le quinte del personaggio televisivo, una storia vera, carica di fascino e di tensione emotiva.

Ricordi di mia madre

“Mia madre dava l’impressione di essere un meccanismo rotto. Non era malata, ma una parte di lei aveva ceduto… Le parti integre e quelle compromesse si mischiavano di continuo ed era arduo distinguerle. Nonostante fosse afflitta da una notevole mancanza di memoria, vi erano particolari che ricordava perfettamente”. Così leggiamo in questi “Ricordi di mia madre”, in cui Inoue cela, con pudore, il suo lato più intimo e dolente. E non possiamo non ascoltare partecipi quella voce che ci spiega come la donna “avesse incominciato a cancellare a ritroso, con una gomma, la lunga linea della sua vita”, del tutto inconsapevolmente, “perché a tenere in mano la gomma era quell’evento ineluttabile che è la vecchiaia”. Vecchiaia su cui Inoue ci offre, con quest’opera in tre tempi, pagine fra le più intense che abbia mai scritto, dove riesce a trovare la misura perfetta, con una delicatezza di tratto che nulla concede all’effusione sentimentale, per raccontare un lento congedo, raffigurare angosce primordiali ed evocare immagini che si incidono nella memoria. Come quella dell’anziana donna che – con una lampadina tascabile in mano – vaga di notte nella casa del figlio, senza che sia possibile sapere se ora, nella sua mente, lei è la madre alla disperata ricerca del bambino perduto o la bambina smarrita in cerca della mamma.

Ricordi

Un testo elaborato attraverso successive redazioni, lungo l’arco di quasi vent’anni, dal 1512 al 1530, durante i quali Guicciardini figurò tra i protagonisti dell’azione politica come ambasciatore, governatore di Stati, consigliere di papi e di principi. Una raccolta di riflessioni e avvertimenti desunti da un’intensa esperienza di vita e tramandati ai posteri come una sorta di spregiudicato manuale di famiglia. I Ricordi del Guicciardini sono questo, e lo sono senza enfasi moralistica o compiacimenti retorici, con la lucida consapevolezza di ciò che vale a un’avveduta pratica di vita, tanto più indispensabile quanto più debole e infida appare la natura umana, e imprevedibile risulta l’avvicendarsi degli eventi. Dei Ricordi, BUR presenta un’edizione fondata sugli esiti più rigorosi cui sono pervenute l’esegesi critica e l’analisi filologica del testo, nelle sue successive versioni.

Ricordatevi di noi

Di Leonard Daventry, un nuovo autore inglese che si situa ad alto livello nella linea di Clarke, di Windham, di Shaw, i lettori di Urania già conoscono il tremendo Terremoto di grado XIII dove l’umanità si riduce a pochi superstiti che forse riusciranno a perpetuare la specie dell’homo sapiens. In questo Ricordatevi di noi la situazione è ben più critica. Qui non sembrano esserci forse. L’umanità appare fatalmente destinata a spegnersi sull’ultimo pianeta che gli ultimi terrestri sono riusciti fortunosamente a raggiungere. A meno che qualcuno, all’ultimo momento, non abbia un’idea…
Copertina di Karel Thole

Ricorda Maggie Rose: Un caso di Alex Cross

Gary Soneji è un tranquillo insegnante di matematica in una scuola di Washington. Gli altri professori lo stimano; i ragazzi lo adorano. Almeno fino al giorno in cui scompare e con lui scompaiono Maggie Rose, figlia di una star del cinema, e Michael Goldberg, figlio del ministro del Tesoro. La città intera è sconcertata, incredula, annichilita. E ignora che non si tratta della prima «impresa» di Soneji. Quell’uomo adora essere al centro dell’attenzione: da anni progetta e mette a segno rapimenti e omicidi. E ha un unico obiettivo: commettere «il delitto del secolo». Alex Cross è un detective con una laurea in psicologia. Vive e lavora nel ghetto di Washington. È un tipo duro, cresciuto sulla strada, che adora fare il poliziotto e suonare Gershwin. Ma soprattutto adora i suoi due figli. Ed è disposto a tutto pur di proteggerli. Jezzie Flanagan è la prima donna a ricoprire il delicatissimo incarico di supervisore dei servizi segreti a Washington. È bellissima, abile, decisa. Adora lanciare la sua moto a folle velocità per le strade della capitale e con la stessa irruenza si getta tra le braccia di Alex Cross. Insieme, i due riescono, tra innumerevoli ostacoli, a tracciare la strada che porta a Soneji. Ma poi, come in un gioco di specchi, tutto si confonde. Soneji è un lucido, spietato assassino oppure, in realtà, non è altro che il mite Gary Murphy, un padre di famiglia affetto da personalità multipla? E fino a che punto Jezzie è disposta a sacrificarsi per Alex? Entrare nella mente diabolica di uno psicopatico non sarà l’unica sfida per Alex Cross. Perché al varco lo attende qualcosa di ben più spaventoso, qualcosa che mira al suo cuore e a quello della sua famiglia…James Patterson è autore della serie “Alex Cross”1 – Ricorda Maggie Rose2 – Il collezionista 3 – Jack & Jill 4 – Gatto & topo5 – Il gioco della Donnola6 – Mastermind 7 – Ultima mossa8 – Il caso Bluelady9 – La tana del lupo10 – Ultimo avvertimento11 – Sulle tracce di Mary12 – La memoria del killer13 – Il regista degli inganni14 – L’istinto del predatore15 – Il segno del male16 – Il ritorno del killer17 – Uccidete Alex Cross18 – Buone feste, Alex Cross