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Io, robot

Pubblicata per la prima volta nel 1950, questa celebre antologia raccoglie i più significativi racconti che il più prolifico e famoso scrittore di fantascienza di tutti i tempi ha dedicato ai robot. È proprio in questo libro che Asimov detta le tre Leggi della robotica, che regolano appunto il comportamento delle “macchine pensanti” e che da allora in poi sono alla base di tutta la letteratura del genere.
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Io, Partenope

Di Giulia Di Marco esiste una storia ufficiale, che il tribunale dell’Inquisizione le ha cucito addosso nel Seicento: un’eretica, colpevole di aver sedotto e traviato l’intera Napoli. Poi esiste la storia vera, quella di una religiosa che ha dedicato la vita a soccorrere gli altri, prendendo il nome di “suor Partenope”, come la Sirena che protegge la città e che rivive in tutte le sue donne. A loro indica una via nuova verso Dio: l’estasi, una comunione diretta dell’anima ma anche del corpo, senza la mediazione dei sacerdoti. Venerata come una santa, Giulia apre una voragine nell’ordine delle cose, sovvertendo regole e gerarchie. Occhi pericolosi si spalancano su di lei, occhi che non si chiudono neanche di notte: quelli del nemico più temibile, il Papa. Portata a Roma con la forza, Giulia conosce il dolore e l’umiliazione, ma rinasce giorno dopo giorno al fianco di un amico speciale, Gian Lorenzo Bernini, la cui ingenuità in amore si rivelerà grande soltanto come il suo genio. Ideale conclusione di un percorso narrativo lungo oltre trent’anni, con questo romanzo Vassalli ci conduce attraverso una stagione di tenebre e di illusioni, mettendo a nudo le menzogne che l’hanno fatta esistere, e ci ricorda qual è la Chiesa che tutti quanti abbiamo perso.

Io, l’immortale

Conrad Nomikos, uno dei quattro milioni di abitanti rimasti su una Terra pressoché annientata da guerre apocalittiche. Conrad Nomikos, l’uomo che ha il compito di proteggere l’emissario vegano, la cui missione sul nostro pianeta è un autentico enigma. Qualcuno vuole uccidere l’alieno. Conrad deve non solo impedirlo a tutti i costi, ma anche accompagnare Cort Myshtigo in un viaggio attraverso le insidie del mondo mutante, una Terra popolata di anomalie e mostri che sembrano usciti dai peggiori incubi della mitologia. Fino al momento di mettere le carte in tavola. Fino allo spettacolare rivelazione del vero significato di quel viaggio all’inferno.
Copertina di Franco Brambilla

Io, Emanuela – Agente della scorta di Paolo Borsellino

Emanuela Loi, assegnata alla squadra di scorta del giudice Paolo Borsellino, si aggiudicò il triste primato di “prima donna agente di polizia morta in servizio”. Aveva 24 anni, un fidanzato, una famiglia unitissima e una volontà di ferro. Una carica di esplosivo ha fermato il suo sogno. Questa è la storia degli ultimi mesi della sua vita. Un romanzo appassionato, nato da una dettagliata ricerca di fonti per raccontare ai più giovani una pagina intensa e drammatica della nostra storia.
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Io voglio. Angeli caduti

Caldwell, NY: Jim Heron fa il carpentiere, ha un passato avvolto nel mistero, si diverte con gli amici nella discoteca Iron Mask e di solito non pensa all’inferno o al paradiso. Ma un giorno, dopo un’avventura con una donna bellissima e pericolosa, ha un incidente mortale sul lavoro, e si ritrova in uno strano prato dove quattro uomini giocano a croquet. Sono angeli, e arruolano Jim per la lotta millenaria in corso tra angeli e demoni, in cui la posta in palio è la salvezza della terra. Jim potrà tornare in vita e avrà il compito di salvare sette anime da ciascuno dei sette vizi capitali. La prima è quella del ricchissimo Vin Di Pietro, e il suo peccato è l’avarizia. Mentre cerca di redimerlo, Jim si rende conto che il nostro mondo è pieno di angeli caduti e demoni che possono assumere le forme più ingannevoli, come il corpo meraviglioso di una donna. “Io voglio” è il primo romanzo della nuova serie “Angeli caduti.”

Io vi accuso. Così le banche soffocano le famiglie e salvano il sistema

Dopo “Io so e ho le prove”, Vincenzo Imperatore allestisce un vero processo al sistema bancario, a partire da documenti interni, estratti di conto corrente, confessioni circostanziate di “gole profonde” tuttora in attività. Ci sono preti di provincia che guadagnano 900 euro al mese ma effettuano movimenti per centinaia di migliaia di euro; giornalisti e altre categorie protette che ricevono un trattamento “speciale” direttamente dalla direzione centrale; commercianti cinesi che versano soldi in contanti e potenzialmente illegali senza alcuna segnalazione; nuovi manager addestrati a piazzare non più mutui o prestiti ma televisori, tablet, frigoriferi, palestre, vacanze in centri termali, perfino un giro all’autodromo di Monza, con fatturati da capogiro… È incredibile scoprire come si sta riorganizzando il sistema bancario, mentre arrivano miliardi da Bruxelles. Ben poco viene impiegato per sostenere commercianti in difficoltà, piccoli imprenditori, giovani famiglie, pensionati da 500 euro al mese. Si tratta di categorie tuttora vessate. Eppure i soldi ci sono. Certo, come dice Gianluigi Paragone nella prefazione, “le banche non fanno beneficenza”. Ma è inaccettabile “che in mezzo a una burrasca sempre più potente i loro bilanci siano messi in salvo dalla politica o da doping contabili a scapito di clienti in buona fede”. Una via d’uscita esiste ma non passa dal sistema bancario. Imperatore fornisce tutti i consigli utili per gestire la propria attività senza bisogno delle banche.
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Io ti voglio: La prima trilogia erotica italiana

UNA VITA SENZA VIZIO E’ COME UN LIBRO SENZA INIZIO UNICA REGOLA: NON INNAMORARSI. MAI. DOPO IO TI GUARDO E IO TI SENTO, IL CAPITOLO CONCLUSIVO DELLA TRILOGIA. Elena ha perso tutto. La sua vita, ora, è una discesa agli inferi che culmina quando una mattina, sotto casa, viene investita da un’auto. Si risveglia in ospedale, e Leonardo è lì. Ha deciso di curare con la passione il suo dolore. Ma il passato è un demone che Leonardo non è ancora riuscito a sconfiggere…

Io ti sento: La prima trilogia erotica italiana

UNA VITA SENZA VIZIO È COME UN LIBRO SENZA INIZIO UNICA REGOLA: NON INNAMORARSI. MAI. DOPO IO TI GUARDO, CONTINUA IL VIAGGIO DI ELENA E LEONARDO ALLA CONQUISTA DEL PIACERE PIU’ ESTREMO. Elena si è trasferita a Roma per stare con Filippo e iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Lavora a un importante restauro nella chiesa di San Luigi dei Francesi e sembra aver ritrovato la serenità. Ma il destino le fa incontrare di nuovo l’uomo che ha sconvolto la sua intimità. Leonardo la vuole ancora, come e più di prima. La loro, però, è una passione quasi impossibile, su cui incombe un segreto inconfessabile…

Io ti pretendo

Dall’autrice bestseller del «New York Times» e di «USA Today» The Indebted Series «Tu dici che non sarai mai una mia proprietà. Ma se vinco, dovrai accettare di esserlo… Non stai firmando solo un contratto per estinguere un debito, ma anche un altro, che mi rende il tuo padrone». La famiglia di Nila Weaver è indebitata fino al collo. Per un accordo firmato più di seicento anni fa. Che pare però senza via d’uscita. Nonostante lo neghi, Nila ormai appartiene a Jethro. E la pazienza del rampollo della famiglia Hawk si sta esaurendo. Perché Nila lo sottopone a continue sfide e a sorprese che lui non apprezza affatto. Lei non è ancora al guinzaglio, ma lui pensa di aver trovato il modo di legarla a sé per sempre. Dall’autrice del bestseller Io ti appartengo I commenti delle lettrici: «In una sola parola, Pepper Winters è un genio!» «Comincerò col dire che Pepper Winters è una scrittrice straordinaria. E se non avete ancora letto i suoi romanzi, allora vi state perdendo delle storie eccezionali. I suoi libri non mi hanno mai deluso.» Pepper WintersÈ un’autrice bestseller del «New York Times» e di «USA Today». Ama leggere e viaggiare e i suoi libri sono già tradotti in numerose lingue. La Newton Compton ha pubblicato Io ti appartengo e Io ti pretendo, primi volumi della Indebted Series.

Io ti credo

La vita di Vanessa Coletti sembra normale, addirittura banale: ha un lavoro che le piace presso un’agenzia immobiliare e un compagno che ama. La telefonata del suo capo, ansioso di avere dei documenti per lui importanti, la obbliga a raggiungerlo. Ciò che troverà in quell’appartamento sarà l’inizio di tutto. Il corpo dell’uomo è a terra, riverso in una pozza di sangue. La polizia fa irruzione nell’abitazione, trovando Vanessa sul luogo del delitto. L’ispettore Stefano Rosti è a capo dell’indagine: è lui che deve indagare sul caso, l’unico che può dare una mano a Vanessa e, probabilmente, anche l’unico a credere nella sua innocenza.
Per contattare l’autrice: [email protected]

Io sono vivo, voi siete morti

“Da adolescente” scrive Emmanuel Carrère nel “Regno” “sono stato un lettore appassionato di Dick e, a differenza della maggior parte delle passioni adolescenziali, questa non si è mai affievolita. Ho riletto a intervalli regolari ‘Ubik’, ‘Le tre stimmate di Palmer Eldritch’, ‘Un oscuro scrutare’, ‘Noi marziani,’ ‘La svastica sul sole’. Consideravo e considero tuttora il loro autore una specie di Dostoevskij della nostra epoca”. A trentacinque anni, spinto da questa inesausta passione, Carrère decise di raccontare la vita, vissuta e sognata, di Philip K. Dick. Il risultato fu questo libro, in cui, con un’attenzione chirurgica per il dettaglio e una lucidità mai ottenebrata dalla devozione, Carrère ripercorre le tappe di un’esistenza che è stata un’ininterrotta, sfrenata, deragliante indagine sulla realtà, condotta sotto l’influsso di esperienze trascendentali, abuso di farmaci e di droghe, deliri paranoici, ricoveri in ospedali psichiatrici, crisi mistiche e seduzioni compulsive e riversata in un corpus di quarantaquattro romanzi e oltre un centinaio di racconti (che hanno a loro volta ispirato, più o meno direttamente, una quarantina di film). Con la sua scrittura al tempo stesso semplice e ipnotica, Carrère costruisce una biografia intricata e avvincente quanto lo sarà, vent’anni dopo, quella di Eduard Limonov che è insieme un romanzo di avventure e un nitido affresco delle pericolose visioni di cui Dick fu artefice e vittima.
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Io sono un’assassina: ventuno storie di ragazze che uccidono

Affrontare apertamente il comportamento criminale femminile ha sempre rappresentato una sfida in una società che spesso tende a relegare la donna nel ruolo tradizionale di custode del focolare domestico.
Una sfida che Cinzia Tani raccoglie in Io sono un’assassina, sostituendo i tanto celebrati miti dell’amore e della cura, della mitezza e della dedizione con moti dell’animo più odiosi, ma forse più veri: rabbia, invidia, vendetta, avidità, passione, perversione erotica… E ci narra ventuno storie di giovani assassine, dipanate in due secoli e in otto nazioni diverse: dal delitto di Road Hill del 1860, in cui Costance Kent uccise il fratellastro di appena quattro anni, alla parricida Violette Nozière, cantata dal movimento surrealista francese come icona del ribellismo, alla ventenne Irma Grese, «la Belva di Belsen», sadica torturatrice in un campo di concentramento nazista, alla nostrana Pupetta Maresca, assassina per vendicare l’amato sposo, alla diciannovenne Florence Rey, una «terrorista per caso», autrice, insieme al fidanzato, di una sanguinosa mattanza per le strade di Parigi nel 1994, fino al delitto passionale di Anna Maria Sacco, che ha ucciso a Dublino il marito violento e fedifrago.
Cinzia Tani ripercorre le tappe delle indagini, dalla scoperta della vittima all’identificazione della responsabile, descrivendo i drammatici istanti del delitto e i suoi retroscena, sulla base dei rapporti ufficiali di polizia, dei verbali di interrogatorio, dei fascicoli del processo, delle perizie psichiatriche.
Ventuno casi emblematici che l’autrice tratteggia soffermandosi sulle vicende personali delle criminali, sulle dinamiche psicologiche che motivarono l’efferatezza dei loro gesti e sul contesto sociale in cui si mossero, svelando come il confine tra una vita apparentemente normale e la follia omicida sia più sottile di quanto immaginiamo.
A farci guardare per un attimo dentro l’abisso sono le parole di don Guido Galfiona, insegnante della giovane Doretta Graneris, che sterminò tutta la sua famiglia per entrare in possesso dell’eredità: «No, Dorett non è pazza. È normale, come ognuno di noi.
Questa è la lezione tremenda del suo delitto: tutti possiamo diventare come lei. Lei non è un demonio, è umana. I figli che abbiamo accanto, domani, potrebbero assomigliarle.
Sapete una cosa? Se mi avessero detto che una mia allieva era diventata un’assassina, ne avrei nominate venti prima di arrivare a Doretta».

Io sono tornato

Cab Bolton non è il tipico poliziotto. Intanto, non assomiglia a un poliziotto: una specie di Robert Redford cresciuto al sole della Florida non si farebbe mai vedere con addosso qualcosa che non sia un perfetto e costoso completo firmato. E poi è ricco, grazie alla madre che è un’attrice di Hollywood. Fa il poliziotto perché lo diverte. Eppure non si può dire che gli piaccia l’autorità. E neanche le regole, se è per questo. Così, quando un’amica di sua madre, Diane Fairbank, candidata alla carica di governatore dello stato, riceve delle minacce, Cab accetta di indagare. In realtà si tratta di ben più di una minaccia: il marito di Diane, dieci anni prima, candidato allo stesso posto, era stato assassinato da un uomo a volto coperto, mai arrestato. E ora le minacce scritte inviate a Diane dicono una cosa soltanto: “io sono tornato”. Sotto un cielo che preannuncia una terribile tempesta tropicale, Cab indagherà, per scoprire che ci sono colpe che neanche dieci anni di espiazione possono cancellare.

Io sono Dot

Niente è stato facile per Dorothy «Dot» Sherman. Ma se mai c’è stata una ragazzina capace di prendere la vita e rivoltarla, be’, è lei. A diciassette anni, quando hai un padre uscito a comprare le sigarette e mai tornato, una madre buona a nulla, un fratellino re delle caccole e una sorella regolarmente gonfiata di botte dal marito, non sono molte le persone su cui puoi contare. Cosí Dot fa la cameriera sui pattini e si difende come può, anche menando le mani. Finché, un giorno, un tizio di nome Elbert, che dichiara di essere uno zio, si installa nella roulotte di famiglia. Per quel che ne sa Dot, Elbert potrebbe essere un serial killer – del resto qualche piccolo trascorso criminale ce l’ha – ma alla fine l’uomo si rivelerà il piú sensato della famiglia. E, dopo anni di frustrazioni e delusioni, forse anche per Dot la ruota potrebbe girare. «Potreste pensare che questa non sia una storia vera, perché una parte di essa contiene cose a cui è difficile credere, ma vi assicuro che non c’è niente di inventato, dall’inizio alla fine. Vi dirò la pura verità, dal principio alla fine. Vi dirò che i miei amici mi chiamano Dot, e che preferisco che i miei nemici non mi chiamino affatto. Si tratta di una grande avventura? Be’, nessuno andrà sulla luna o scalerà una montagna altissima. Ma per me è un’avventura. È la mia vita quotidiana».

Io sono di legno

È l’alba di una domenica qualunque.Giulia aspetta, Mia non è ancora tornata dai suoi sabati senza freno. Sono madre e figlia divise da un precipizio di anni e segreti, apparentemente sicure delle proprie scelte: hanno applicato alle loro vite teoremi precisi e sembrano funzionare. Ma quando Giulia si ritrova a leggere il diario di Mia, l’ingranaggio si rompe. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna ai ricordi di una giovinezza ferita: il perbenismo della sorella, la fragilità di una madre che non voleva guerre, l’amicizia con una suora peruviana curiosa dell’amore e dei balli e che di Dio non parlava mai. Torna ai primi passi da medico, tra corsie e sale operatorie, al matrimonio con un primario, alla lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. Ma per madre e figlia l’incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.“Penelope non riconosce Ulisse quando lo vede tornare.E io non riconosco te.Una madre non lo fa, dicono gli esperti.Non si leggono i diari, non ci s’infila nei pensieri dei figli.I ladri entrano dalla finestra. I ladri, non le madri.Una madre non lo fa, ripetono.Scusami, ma la tua bocca è chiusa, Mia. E come faccio a capirti se non ti scippo i pensieri dalla carta.Scusami, ma la tua porta è blindata, Mia. E come faccio a entrarti dentro se non passo dalla finestra.Una madre non lo fa, assicurano.Farò in fretta, un passo dopo che te ne sei andata, un passo prima che torni. Ti leggerò e mi scriverò.Una madre non lo fa, io sì.”