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Le cronache di Narnia – 5. Il viaggio del veliero

TERRA 1942 – NARNIA 2306 ‘C’era un ragazzo che si chiamava Eustachio Clarence Scrubb, e se lo meritava.’ E oltre a ritrovarsi questo nome, Eustachio, a differenza dei suoi cugini Edmund e Lucy, non è mai stato a Narnia. Perciò non poteva immaginare che guardando il quadro di un mare in tempesta, ci sarebbero finiti dentro! Per fortuna il principe Caspian li salverà e li porterà con sé a bordo del dorato Veliero dell’alba, in un lungo viaggio per arrivare alla Fine del Mondo.
(source: Bol.com)

Le cronache di Ambra

Ambra costituisce l’unico mondo reale del quale tutti gli altri, Terra compresa, sono solo le ombre. Qui è in atto l’eterna lotta tra Bene e Male, Ordine e Caos, Luce e tenebre, e i Principi di Ambra possono passare attraverso i mondi e sperimentare la vita in altre realtà. Corwin e suo figlio Merlino fanno parte della famiglia reale di Ambra, i cui membri sono continuamente in lotta fra loro per impadronirsi del trono più ambito tra tutti gli universi conosciuti.

Cronache della famiglia Wapshot

“John Cheever è un incantato realista, i suoi romanzi sono incomparabili” Philip Roth Sembra tutto normale a St Botolphs, un villaggio di pescatori saldamente piantato nel Massachusetts e in tutto ciò che quello stato verde, ricco e tradizionale rappresenta per gli Stati Uniti. Sembra normale la florida famiglia Wapshot. Sembra normale la vita del lupo di mare Leander Wapshot e dei suoi figli, l’impertinente Moses e l’inafferrabile Coverly. Sembra normale, anche se eccentrica, la vita della cugina Honora. Eppure di realmente normale c’è poco in loro, in questi personaggi inventati eppure verissimi, in questo villaggio immaginato ma più autentico di quelli segnati sulle mappe, parte di un New England trasformato in geografia dell’anima. Pubblicato nel 1957 e vincitore del National Book Award, Cronache della famiglia Wapshot è uno dei massimi romanzi americani del Novecento. Una grande storia familiare, comica e tragica, ambientata in un paese sognato così bene da sembrare vero. Una foto di gruppo nella quale tutti possiamo riconoscere, in controluce, il nostro volto.

Cronache del Mondo Emerso – 1. Nihal della Terra del Vento

Nihal è davvero strana. Nel Mondo Emerso sembra non esserci nessuno come lei: grandi occhi viola, orecchie appuntite, capelli blu. Cresciuta da un armaiolo, vive in una delle tante città-torri della Terra del Vento, giocando a combattere insieme a un gruppo di amici che l’ha eletta capo, in virtù della sua forza e agilità. Ma per Nihal tutto cambia all’improvviso quando la Terra del Vento viene attaccata dal Tiranno, il despota che già ha conquistato cinque delle otto Terre che compongono il Mondo Emerso. A Nihal rimane solo una scelta: diventare un vero guerriero e difendere gli innocenti che rischiano di cadere sotto il tallone dell’esercito del Tiranno, composto di mostri apparentemente imbattibili. Potrà contare solo su due validi alleati: Sennar, il giovane mago che è diventato il suo “inseparabile nemico” e soprattutto la sua infallibile spada di cristallo nero.

Cronache Del Dopobomba

Che cosa accade dopo la fine del mondo? Cosa avviene quando la Bomba – quella di cui tutti parlavano dal 1945 – viene finalmente lanciata? Apparso nel 1963, “Cronache del dopobomba” narra il mondo dopo il lancio dell’ordigno che ha messo in ginocchio l’umanità, cancellando dalla faccia della terra città ed esseri viventi. I sopravvissuti non sono più uguali a prima, ma rappresentano l’embrione di una stirpe che ha innestato sulle malinconie di una civiltà al crepuscolo il vitalismo confuso di una razza agli albori. L’intero pianeta viene rappresentato da una piccola comunità californiana, in cui i superstiti vivono aggrappati alle onde radio che provengono dallo spazio. Il loro profeta è Walt Dangerfield, l’astronauta rimasto bloccato in orbita prima della catastrofe atomica, e che dal cielo trasmette alla Terra nastri musicali e pedagogici. Introduzione di Carlo Pagetti. Postfazione di Antonio Gnoli.

Cronaca di una morte annunciata

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Ángela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione. Basato su un fatto reale, Cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un anno prima del Nobel a García Márquez) e, pur nella brevità, rappresenta uno dei vertici della sua narrativa: un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoria dell’assurdità della vita, l’apoteosi della fatalità.

Cronaca di un suicidio: Un caso dell’ispettore Ferraro

«Uno scrittore di razza. Un umorismo poetico, trasognato e irresistibile. Da non perdere.» Giancarlo De Cataldo «Uno scrittore imprevedibile, acuto e di grande godibilità letteraria.» la Repubblica «Biondillo divaga cercando l’anima delle cose. Colora di leggenda il grigio delle periferie… Appassiona, diverte, poi, dopo tutto, finisce. Senza fretta, d’un fiato.» Corriere della Sera «Biondillo ha il dono di una scrittura fluida e sicura, che, unita a un autentico interesse per i problemi della società contemporanea, gli permette di narrare con intensità e ironia efferati delitti, ordinarie prevaricazioni, umanissime debolezze.» Panorama Una semplice vacanza a Ostia, con la figlia Giulia. Doveva essere un momento di relax per l’ispettore Ferraro: qualche giorno di distensione per cercare di costruire un nuovo rapporto con quella ragazzina in piena adolescenza. Durante una nuotata al largo una barca alla deriva attira la loro attenzione. A bordo un biglietto lascia intendere che qualcuno ha deciso di porre fine alla sua vita. Perdono tutti e a tutti chiedo perdono, c’è scritto. E sotto, Non fate troppi pettegolezzi. Parole prese in prestito da Cesare Pavese, che Giulia, lettrice appassionata, riconosce subito. Una volta chiamati i colleghi di Roma, la faccenda sembrerebbe finita lì per Ferraro, se non fosse che il suicida ha lasciato un’ex moglie a Milano, e all’ispettore tocca l’ingrato compito, tornato a casa, di informare la donna. E così, suo malgrado, in una calda estate milanese, Ferraro si trova coinvolto insieme alla figlia in un’indagine sul destino di un uomo qualunque, Giovanni Tolusso, che partito dal nulla era riuscito caparbiamente a costruirsi una vita dignitosa. Fino a quando, in un’assolata mattina romana, il recapito di una cartella esattoriale aveva segnato l’inizio della sua fine…Il più kafkiano dei gialli di Biondillo, il più disperato, il più intimamente legato alla crisi economica che stiamo vivendo in questi anni difficili, in cui le nostre illusioni sembrano crollare, una a una, impietose.

Cronaca criminale. La storia definitiva della banda della Magliana

Magistrati che se ne sono occupati affermano che la Banda della Magliana “è un’invenzione giornalistica” e che “non è mai esistita una organizzazione unitaria della malavita romana” oppure, al contrario, che “era molto di più di una banda, molto più pericolosa, ed è stata colpevolmente sottovalutata”. Sta di fatto che la “bandaccia”, come veniva anche chiamata, è protagonista di romanzi, film e sceneggiati televisivi di grande successo e suggestione, fino a diventare sinonimo di “cupola” onnicomprensiva della malavita capitolina dalla seconda metà degli anni Settanta alla fine degli anni Ottanta e a far sospettare che esista ancora. Associata alla mafia e al terrorismo nero, ritenuta ricca di agganci e compiacenze nelle zone torbide dei servizi segreti, della finanza, della massoneria e della gerarchia vaticana, tanto da esserne la longa manus negli affari più sporchi, le propaggini della Banda della Magliana sono state “viste” in quasi tutti i casi che hanno scandito la burrascosa storia italiana di quegli anni sanguinosi. Capire l’arcipelago Magliana vuol dire addentrarsi in una tragedia collettiva fatta di avidità e ferocia, deliri di onnipotenza criminale e sottili disegni politici, un magma in cui tutto si fonde insieme e che, una volta raffreddato, ha lasciato sogni di pietra e morti senza gloria.

Il cromosoma Utonto: perché il problema è tra il monitor e la sedia

“Il cromosoma Utonto” racconta le difficoltà di quelle persone (chiamate, in gergo informatico, “Utonti”) che “minacciano l’espansione della tecnologia nel mondo”. Il libro affronta, in chiave ironica e a tratti autoironica, le situazioni più comuni, assurde e divertenti alle quali i tecnici informatici devono porre rimedio, richiamando a sé in alcuni casi fonti di pazienza mai conosciute prima. Non mancano spunti più profondi sull’importanza (e a volte l’invadenza) della tecnologia al giorno d’oggi e sulla figura dell’informatico nel panorama lavorativo.
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Crociera lo cost

Roba da non credere, quello che può succedere in una crociera a basso costo. Coi marinai cinici e crudeli che buttano in mare i passeggeri inopportuni, insolenti, o anche solamente infortunati. I cuochi luridi, il cibo rivoltante, l’animazione patetica. E i viaggiatori un branco di pecore, cafoni, conformisti, eppure ognuno mostruoso a modo suo: vecchi decrepiti, uomini inetti, signore ignorantissime, bambini rompiballe. Che nella noia devastante del viaggio si perdono nelle viscere della nave, e nella sala macchine incontrano un gruppetto di persone rimaste intrappolate lì da anni… Non è una novità che Paolo Villaggio, con la scusa di far ridere, sia uno dei più lucidi e spietati antropologi del nostro tempo. E quando il poeta Evtushenko lo indicò come erede di Gogol’, aveva visto in lui una genialità rara nel cogliere i vizi della piccola borghesia. Questo suo nuovo libro è una perla di umorismo grottesco e surreale, un Titanic da discount sul quale si muove un’Italia tanto ridicola da assomigliare pericolosamente alla realtà. Roba da non credere, quello che può succedere in una crociera a basso costo. Coi marinai cinici e crudeli che buttano in mare i passeggeri inopportuni, insolenti, o anche solamente infortunati. I cuochi luridi, il cibo rivoltante, l’animazione patetica. E i viaggiatori un branco di pecore, cafoni, conformisti, eppure ognuno mostruoso a modo suo: vecchi decrepiti, uomini inetti, signore ignorantissime, bambini rompiballe. Che nella noia devastante del viaggio si perdono nelle viscere della nave, e nella sala macchine incontrano un gruppetto di persone rimaste intrappolate lì da anni… Non è una novità che Paolo Villaggio, con la scusa di far ridere, sia uno dei più lucidi e spietati antropologi del nostro tempo. E quando il poeta Evtushenko lo indicò come erede di Gogol’, aveva visto in lui una genialità rara nel cogliere i vizi della piccola borghesia. Questo suo nuovo libro è una perla di umorismo grottesco e surreale, un Titanic da discount sul quale si muove un’Italia tanto ridicola da assomigliare pericolosamente alla realtà.

Il crociato infedele

Come guerriero, il giovane Caffaro è stato addestrato alla violenza della battaglia; come mercante, però, ha fatto della diplomazia e della parola le sue armi. Per questo la spedizione per liberare Gerusalemme dai saraceni, e con essa il mare che la separa dalla sua amata Genova, lo riempie di speranza; sogna di riportarvi pace, unità e giustizia. Un sogno condiviso da Guglielmo, l’amico di sempre, che gli sta accanto con la spada e con il cuore. Ovunque purché insieme. Insieme purché ovunque. Il vento che soffia dal deserto toglie il fiato e intorno a loro si prepara l’assedio più impressionante di tutto il medioevo: la conquista di altre città è durata anche più a lungo, o ha coinvolto più uomini, ma niente è paragonabile all’armata giunta dall’Europa per rimpossessarsi della Terrasanta. L’impresa sembra disperata, come disperato è l’amore di Caffaro per Adelaide, la donna che lo ha aiutato a ingaggiare mani utili, se non proprio forti, tra i pellegrini. Ma da questa sfida dipenderà una delle grandi svolte della Storia.Con un ritmo indiavolato e una tagliente ironia, ma al tempo stesso attraverso uno sguardo lucido e attento, Davide Mosca ricostruisce l’epopea delle crociate e degli uomini che, a dispetto dei loro vent’anni, le hanno combattute. Pronti a morire per un ideale, a gettarsi in battaglia armati soltanto del proprio spirito, in quell’unione folle di ebbrezza e tormento che è la guerra. IL PRIMO EBOOK DELLA SERIE “I SIGNORI DELLA GUERRA”. AMBIZIOSI, CORAGGIOSI, SENZA SCRUPOLI. SONO LE ANIME NERE DELLA STORIA D’ITALIA: CONDOTTIERI, POLITICI, SOLDATI AUDACI E SPREGIUDICATI MOSSI DA UN’INARRESTABILE SETE DI POTERE. Gli altri titoli della serie: – Il gran diavolo, di Sacha Naspini – Il falco nero, di Mauro Marcialis – Il principe del male, di Francesco Ongaro
(source: Bol.com)

Crociata spaziale

Su Halma la vita non è facile per gli esseri umani: oppressi da una razza di arroganti Signori alieni che proibisce l’uso di ogni macchina e impone un feudalesimo falsamente bonario, gli uomini devono chinare il capo. Ma Ghyl Tarrok non è dello stesso avviso: affascinato da un’antica leggenda, il giovane ribelle ruba un’astronave e parte alla ricerca del pianeta che ha visto nascere i suoi lontani antenati. E’ scritto che su questo mondo cupo e terrificante sia nascosto il segreto capace di rendere libero ogni popolo, e Ghyl è pronto ad affrontare ogni rischio per impadronirsi di questo potere… anche a tornare su Halma e a scontrarsi con l’odiata tirannia dei Signori.

La croce e il potere: I cristiani da martiri a persecutori

Settant’anni, e la Chiesa da perseguitata si trasforma in Chiesa di Stato. Settant’anni, e la croce si trasforma in simbolo di vittoria e di potere.
«I protagonisti di questa storia sono essenzialmente due: gli imperatori romani da Costantino a Teodosio, da un lato, e vescovi cristiani, da Eusebio e Atanasio ad Ambrogio e Agostino, dall’altro. In sintesi, i rappresentanti del potere politico e del potere ecclesiastico dell’epoca. Mentre gli imperatori in questione non hanno avuto successori, i continuatori del potere ecclesiastico, dopo milleseicento anni, sono ancora tra noi»: sono stati in particolare questi uomini a rendere possibili trasformazioni destinate a condizionare la storia del mondo in cui viviamo.
È infatti in un breve periodo, compreso tra l’editto di Costantino nel 313 sulla libertà di culto e il 380, quando Teodosio dichiara il cristianesimo unica religione ufficiale dell’Impero romano, che i cristiani da martiri diventano persecutori e la loro croce, fino a quel momento simbolo della passione e della morte di Cristo, diviene strumento di potere e controllo. Giovanni Filoramo racconta questa straordinaria storia, fatta di conflitti sempre più violenti tra i seguaci dei culti pagani e i cristiani, di divisioni interne tra i vari gruppi cristiani in Oriente, in Europa e in Africa, di relazioni sempre più strette tra capi religiosi e capi del potere politico. Fino a quando la Chiesa cattolica, sconfitti nemici interni ed esterni attraverso una serie di persecuzioni, si affermerà come l’unico potere religioso dell’Impero.

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### Sinossi
Settant’anni, e la Chiesa da perseguitata si trasforma in Chiesa di Stato. Settant’anni, e la croce si trasforma in simbolo di vittoria e di potere.
«I protagonisti di questa storia sono essenzialmente due: gli imperatori romani da Costantino a Teodosio, da un lato, e vescovi cristiani, da Eusebio e Atanasio ad Ambrogio e Agostino, dall’altro. In sintesi, i rappresentanti del potere politico e del potere ecclesiastico dell’epoca. Mentre gli imperatori in questione non hanno avuto successori, i continuatori del potere ecclesiastico, dopo milleseicento anni, sono ancora tra noi»: sono stati in particolare questi uomini a rendere possibili trasformazioni destinate a condizionare la storia del mondo in cui viviamo.
È infatti in un breve periodo, compreso tra l’editto di Costantino nel 313 sulla libertà di culto e il 380, quando Teodosio dichiara il cristianesimo unica religione ufficiale dell’Impero romano, che i cristiani da martiri diventano persecutori e la loro croce, fino a quel momento simbolo della passione e della morte di Cristo, diviene strumento di potere e controllo. Giovanni Filoramo racconta questa straordinaria storia, fatta di conflitti sempre più violenti tra i seguaci dei culti pagani e i cristiani, di divisioni interne tra i vari gruppi cristiani in Oriente, in Europa e in Africa, di relazioni sempre più strette tra capi religiosi e capi del potere politico. Fino a quando la Chiesa cattolica, sconfitti nemici interni ed esterni attraverso una serie di persecuzioni, si affermerà come l’unico potere religioso dell’Impero.

Cristoforo Colombo l’ultimo dei templari. La storia tradita e i veri retroscena della scoperta dell’America

Chi era Cristoforo Colombo? Un marinaio premiato al di là dei suoi meriti? O qualcosa di più, molto di più? Perché si firmava Christo Ferens, colui che porta a Cristo? Sulla base di una nuova interpretazione di antiche carte e documenti, l’autore rivisita le vicende del “navigatore dei due mondi” e della “scoperta” dell’America. Quanto si sostiene in questo libro non è mai stato affermato in cinque secoli di scritti colombiani: complotto secolare, thriller storico-politico-teologico, sottofondo alchemico-esoterico, sorprendenti parentele, eredità templari e cavalleresche. Sullo sfondo, “mappe impossibili”, spedizioni e sbarchi precedenti al 1492 fra realtà e leggenda, personaggi come Marco Polo, Pico della Mirandola, Paolo Dal Pozzo Toscanelli.
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Cristo si è fermato a Eboli

“Eboli – dicono i lucani tra cui Levi fu mandato al confino dal fascismo – e l’ultimo paese di cristiani. Cristiano è uguale a uomo. Nei paesi successivi, i nostri, non si vive da cristiani, ma da animali”. Dice Italo Calvino in uno dei due testi che introducono questo volume: “La peculiarità di Carlo Levi sta in questo: che egli è il testimone della presenza di un altro tempo all’interno del nostro tempo, è l’ambasciatore d’un altro mondo all’interno del nostro mondo. Possiamo definire questo mondo il mondo che vive fuori della nostra storia di fronte al mondo che vive nella storia. Naturalmente questa è una definizione esterna, è, diciamo, la situazione di partenza dell’opera di Carlo Levi: il protagonista di “Cristo si è fermato a Eboli” è un uomo impegnato nella storia che viene a trovarsi nel cuore di un Sud stregonesco, magico, e vede che quelle che erano per lui le ragioni in gioco qui non valgono più, sono in gioco altre ragioni, altre opposizioni nello stesso tempo più complesse e più elementari”.
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