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Tra I Castagni Dell’Appennino. Conversazioni Con Francesco Guccini

Un viaggio in treno fino a Pàvana, lungo la ferrovia Porrettana, per avvicinarsi nel modo più autentico allo spirito delle canzoni e dei luoghi di Francesco Guccini. È il viaggio, metaforico e reale, che intraprende l’antropologo Marco Aime, e insieme a lui ogni lettore, che ha con questo libro l’occasione di scoprire, attraverso la viva voce di Guccini, i ricordi più personali, insoliti e inaspettati attinti da una vita intera tra musica e poesia. Un viaggio emozionante e suggestivo, ma al contempo molto concreto, fatto di paesaggi aspri come i boschi dell’Appennino che Guccini ci invita da sempre, attraverso i suoi versi, a scoprire. E popolato di personaggi curiosi come la vecchia signora di Pàvana che indica ad Aime – appena sbarcato nel borgo gucciniano per eccellenza – la casa del cantautore annunciando, con il tono fiero e rispettoso di chi segnala a un turista il museo del Louvre a Parigi, o il Colosseo a Roma: «Lì c’è Guccini». *Tra i castagni dell’Appennino* è, naturalmente, anche un viaggio nella memoria, che ripercorre l’evoluzione artistica ed esistenziale di una delle più grandi voci del panorama musicale italiano. Dai primissimi dischi ed esibizioni nelle osterie alle influenze letterarie che percorrono tutta la sua produzione, dagli anni delle contestazioni politiche ai piccoli vezzi privati che hanno accompagnato decenni di concerti, fino a diventare mitici rituali collettivi, ciò che emerge in queste pagine è soprattutto la volontà di Guccini di esprimere, con le parole e con i versi, la sua esperienza di vita e la sua personale visione del mondo. «Per me scrivere canzoni voleva dire raccontare la propria esistenza, le proprie vicende. Non convivo spesso con la malinconia. Non è una mia caratteristica, se non forse nel momento del ricordo, perché il ricordo a volte immalinconisce. Il fatto è che noi il futuro non lo conosciamo e il presente è fugace, quindi viviamo soprattutto nel passato, nel ricordo. Ma quando poi le racconto, queste cose, le vesto sempre di ironia.»
«Guccini incanta ancora, e attraverso questa conversazione al presente, che riporta il lettore nella magia del passato, anche il testo è musica» – Caterina Minnucci, *Il Fatto Quotidiano*
«Che siate suoi fan della prima ora o meno, una lettura consigliata» – Fabio Guastalla, *Il Mucchio Selvaggio*
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### Sinossi
Un viaggio in treno fino a Pàvana, lungo la ferrovia Porrettana, per avvicinarsi nel modo più autentico allo spirito delle canzoni e dei luoghi di Francesco Guccini. È il viaggio, metaforico e reale, che intraprende l’antropologo Marco Aime, e insieme a lui ogni lettore, che ha con questo libro l’occasione di scoprire, attraverso la viva voce di Guccini, i ricordi più personali, insoliti e inaspettati attinti da una vita intera tra musica e poesia. Un viaggio emozionante e suggestivo, ma al contempo molto concreto, fatto di paesaggi aspri come i boschi dell’Appennino che Guccini ci invita da sempre, attraverso i suoi versi, a scoprire. E popolato di personaggi curiosi come la vecchia signora di Pàvana che indica ad Aime – appena sbarcato nel borgo gucciniano per eccellenza – la casa del cantautore annunciando, con il tono fiero e rispettoso di chi segnala a un turista il museo del Louvre a Parigi, o il Colosseo a Roma: «Lì c’è Guccini». *Tra i castagni dell’Appennino* è, naturalmente, anche un viaggio nella memoria, che ripercorre l’evoluzione artistica ed esistenziale di una delle più grandi voci del panorama musicale italiano. Dai primissimi dischi ed esibizioni nelle osterie alle influenze letterarie che percorrono tutta la sua produzione, dagli anni delle contestazioni politiche ai piccoli vezzi privati che hanno accompagnato decenni di concerti, fino a diventare mitici rituali collettivi, ciò che emerge in queste pagine è soprattutto la volontà di Guccini di esprimere, con le parole e con i versi, la sua esperienza di vita e la sua personale visione del mondo. «Per me scrivere canzoni voleva dire raccontare la propria esistenza, le proprie vicende. Non convivo spesso con la malinconia. Non è una mia caratteristica, se non forse nel momento del ricordo, perché il ricordo a volte immalinconisce. Il fatto è che noi il futuro non lo conosciamo e il presente è fugace, quindi viviamo soprattutto nel passato, nel ricordo. Ma quando poi le racconto, queste cose, le vesto sempre di ironia.»
«Guccini incanta ancora, e attraverso questa conversazione al presente, che riporta il lettore nella magia del passato, anche il testo è musica» – Caterina Minnucci, *Il Fatto Quotidiano*
«Che siate suoi fan della prima ora o meno, una lettura consigliata» – Fabio Guastalla, *Il Mucchio Selvaggio*

Tra Due Mari

Tra due mari by Carmine Abate
Un incontro nella Calabria remota del secondo dopoguerra: Giorgio Bellusci e Hans Heumann. Il primo ha un sogno nella vita: ricostruire il Fondaco del Fico, una locanda nei pressi di Roccalba. Il secondo è un giovane fotografo tedesco che è arrivato a Sud in cerca di luce, paesaggi e nutrimento per la sua arte. I due stringeranno una forte amicizia e infine i loro figli si sposeranno. Dal matrimonio nasce Florian, ragazzo diviso tra due mondi e due culture, tra Amburgo e la Calabria infuocata. Ed è proprio lui a narrare in prima persona la storia di Giorgio Bellusci, imparando ad amare il nonno e a capire i suoi sogni in un racconto epico e nostalgico. Un romanzo originale, ricco di materia, odori e suoni che incrociano destini e culture diverse.

Tra dovere e desiderio

*Orgoglio e pregiudizio*, amato da milioni di lettori, rivela ben poco dei pensieri e dei sentimenti di Mr. Darcy, l’eroe misterioso e affascinante del capolavoro di Jane Austen. Ora, sullo sfondo dell’epoca Regency, perfettamente ricostruita nelle coloratissime atmosfere e nelle ambientazioni storiche e politiche, Pamela Aidan tenta di darci una risposta. Rievocando gli eventi narrati dalla Austen, la scrittrice crea una fitta e ricchissima storia parallela, che segue Darcy nel suo incontro con Elizabeth e nel tentativo di superare la forte attrazione che sente nei suoi confronti. *Tra dovere e desiderio*, il secondo episodio della trilogia, copre il periodo “silenzioso”, in cui Darcy, per svago, decide di accettare l’invito a Oxford di un vecchio compagno di studi. Nell’elegante dimora dell’amico dovrà confrontarsi non soltanto con le mire delle signore della buona società inglese, desiderose di trovare marito, tra cui la misteriosa Lady Sylvanie, ma con una serie di intrighi messi in atto dai suoi presunti amici.

Totenfrau. La signora dei morti

Anche le brave ragazze nascondono un segreto. Blum ha trentadue anni, un marito poliziotto di nome Mark e due figlie piccole, la vita le sorride. Ha conosciuto Mark sul ponte della barca a vela dei genitori di lei, il giorno in cui sono morti annegati al largo della costa croata in un pomeriggio d’estate: lui l’ha soccorsa e se ne è innamorato subito. Il segreto di Blum è nascosto nelle ore di quel pomeriggio di otto anni prima, ed è importante per capire come reagirà adesso, quando d’improvviso le tolgono l’amore sotto gli occhi: proprio di fronte a casa, una Rover investe e uccide Mark. Ma non è un incidente, e non appena emergono gli indizi di un omicidio compiuto per mettere a tacere l’indagine che Mark stava seguendo, per Blum inizia una nuova vita. Al posto del lutto la vendetta, si riparte da qui. Il piano è stabilito: bisogna eliminare ogni persona coinvolta, andare a prenderla a casa, sul posto di lavoro, ovunque, e farla sparire senza lasciare traccia. Blum non ha paura: è proprietaria di una ditta di pompe funebri e con il corpo umano ha un rapporto molto pratico, trattare coi morti per lei è pane quotidiano. Così, inizia la sua corsa senza fermate: ci sono degli obiettivi da centrare, i colpevoli imperdonabili di un gioco perverso e pornografico che ha distrutto la vita di molte persone innocenti. Sono uomini rispettabili, apprezzati, che nascondono pagine oscure e verso i quali non può esserci pietà.

La torta di Natale

Ezra Grayson vive nella sua enorme villa e spadroneggia su Brooktown.
Possiede tutto, tranne lei.
Adeline Bishop è proprietaria della Pasticceria Bishop, una delle ultime attività nella cittadina a non appartenere a Grayson. Per cinque anni, ha continuato a inviare le sue famose torte di Natale al misterioso signor Grayson e, nel contempo, ha sempre rifiutato ogni sua offerta di acquisto della pasticceria.
La torta consegnata quest’anno porta la loro faida a un punto cruciale. Ezra decide di affrontare Adeline, ma non si sarebbe mai aspettato che la formosa pasticciera fosse così dolce.
Quando il cattivo incontrerà la brava ragazza, chi avrà ciò che si merita?
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### Sinossi
Ezra Grayson vive nella sua enorme villa e spadroneggia su Brooktown.
Possiede tutto, tranne lei.
Adeline Bishop è proprietaria della Pasticceria Bishop, una delle ultime attività nella cittadina a non appartenere a Grayson. Per cinque anni, ha continuato a inviare le sue famose torte di Natale al misterioso signor Grayson e, nel contempo, ha sempre rifiutato ogni sua offerta di acquisto della pasticceria.
La torta consegnata quest’anno porta la loro faida a un punto cruciale. Ezra decide di affrontare Adeline, ma non si sarebbe mai aspettato che la formosa pasticciera fosse così dolce.
Quando il cattivo incontrerà la brava ragazza, chi avrà ciò che si merita?

Torpedone trapiantati

Una ‘comitiva di sopravvissuti’: a dieci anni esatti dal suo trapianto di fegato, Francesco viene invitato a una rimpatriata cui interverranno cento trapiantati assieme alle rispettive famiglie. È titubante, non sa se partecipare, ma alla fine, trascinato per un orecchio dalla Mamma, sale con lei sul torpedone. Acciacchi, fobie, farmaci indispensabili e piccole miserie: i protagonisti di questa gita somigliano ciascuno a una maschera della commedia, dal timido al giullare, dallo sbruffone al pauroso. In comune hanno il fatto di essere nati due volte, che è un dono immenso, ma anche una responsabilità. Quella di dover essere felici. Con la sua voce carognesca e a tratti malinconica, Abate ci racconta la storia della nostra fragilità e, al contempo, della nostra cocciuta voglia di vivere.

‘Quando ho visto un’ottantenne sbucare da un gomito della salita, venirmi incontro, lesta come un capriolo sui sassi traditori, e sbraitare: – Checco, noioso, ma insomma, vi muovete o no?! – ho capito di aver commesso l’irrimediabile cazzata dell’anno 2017: partecipare alla gita dell’associazione sarda trapiantati e portarci pure Mamma’.

(source: Bol.com)

Tommaso Campanella

Un libertino che ha giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione della cultura europea, un irriducibile ribelle per le sue idee politiche, filosofiche e religiose. Nella ricorrenza del 450° anniversario della nascita, Luca Addante ribalta le interpretazioni dominanti sul filosofo, raccontando Tommaso Campanella attraverso le sue rappresentazioni e smascherando l’incredibile stratificazione di miti e di usi politici e apologetici della sua figura, che ne hanno stravolto le originarie fattezze.

(source: Bol.com)

Tocaia grande

In questo romanzo-ballata, Jorge Amado racconta una storia tanto strana che potrebbe essere vera. È la storia di una valle fertilissima, attraversata da un limpido fiume, ricca di fiori e frutti dal dolce profumo. Questa terra benedetta da Dio viene battezzata dagli uomini Tocaia Grande (Grande Imboscata) perché insanguinata dalle lotte di truci cacicchi che si contendono terra e potere. Gli abitanti che giungono via via a popolarla sono mercanti arabi e negri fuggiaschi, avventurieri e reduci, zingari e prostitute, immigrati europei e meticci senza terra. Manca solo una cosa, di cui gli abitanti non sentono affatto il bisogno: la Legge, lo Stato. Ma a questo pensano i “grandi”: le multinazionali del cacao, i militari, i preti fanatici venuti da lontano. Tocaia Grande, conquistata con l’inganno e con la forza, perderà persino il suo nome insolito e sconveniente per quello pomposo di Irisópolis.
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Della Tirannide; Libri Due

Questo libro di storia potrebbe contenere numerosi refusi e parti di testo mancanti. Solitamente gli acquirenti hanno la possibilità di scaricare gratuitamente una copia scansionata del libro originale (senza refusi) direttamente dall’editore. Il libro è Non illustrato. 1849 edition. Estratto: …dai popoli servi, che dai liberi, sono pur sempre il coraggio e una certa virtù: colla somma differenza nondimeno, che l’onore nelle repubbliche, scevro da ogni privato interesse, riesce di pura ricompensa a sè stesso; ma nelle tirannidi, questo onore impiegatosi in prò del tiranno, vien sempre contaminato da mercedi e favori, che più o meno distribuiti dal principe, accrescono, minorano, o anche negati, spengono affatto l’onore nel cuor de’suoi servi. Le conseguenze poi di questi due diversi onori facilissime sono a dedursi. Libertà, grandezza d’animo, virtù domestiche e pubbliche, il nome e il felice stato di cittadino; ecco quali erano i dolci frutti dell’antico onore: tirannia, ferocia inutile, vii cupidigia, servaggio e timore; ecco innegabilmente quali sono i frutti del moderno. I Greci e i Romani erano in somma il prodotto del vero onor ben diretto; i popoli tutti presenti d’Europa (meno gl’Inglesi), sono il prodotto del falso onore moderno; Paragonando fra loro questi popoli, la diversa felicità e potenza da essi acquistata, le diverse cose operate da loro, la fama che ottengono, e quella che meritano, si viene ad avere un’ampia e perfetta misura di ciò che possa nel cuor dell’uomo questa divina brama di essere giustamente onorato, allorchè dai saggi governi ella è bene indirizzata e accresciuta, o allorchè dai tiranni ella.iene diminuita, o traviata dal vero. Mi si dirà che, o buono sia o cattivo il principato, a ogni modo il sacrificar la propria vita, il mantenere la data fede a costo di essa, l’esporla per vendicare le ingiurie private, tntto ciò suppone pur sempre una somma virtù….
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Della tirannide

Nella produzione letteraria di Vittorio Alfieri assumono grande importanza gli scritti politici, nei quali il grande pensatore diede libero sfogo al suo pensiero di un’ideale connessione della politica con la morale, esaltando la libertà individuale e il ruolo dei letterati nella società. Nel trattato Della tirannide (1777) Alfieri definisce la figura del tiranno, l’«infrangi-legge», colui che si trova a essere al di sopra delle leggi, sottratto a ogni controllo, e che può «farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità», dimostrando un energico accanimento contro tutto ciò che può impedire la libertà ideale. L’opera Del principe e delle lettere analizza il rapporto fra potere politico e letteratura libera. La virtù sconosciuta (1789) è un elogio classico-rinascimentale, retorico, celebrativo della virtuosa, solitaria levatura morale, incarnata dall’amico Gori Giambellini.

Timira. Romanzo meticcio

In un capolavoro del neorealismo, *Riso amaro* di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in *hot pants* compare una strana mondina nera. Il suo nome è Isabella Marincola, ma in Somalia si farà chiamare Timira. Donna appassionata e libera, nata nel 1925 a Mogadiscio, è una figura nascosta e leggendaria, uno scrigno di storie intrecciate, tra Europa e Africa, che questo libro per la prima volta disseppellisce.
*Timira* è un «romanzo meticcio» che mescola memoria, documenti di archivio e invenzione narrativa. Scritto da un cantastorie italiano dal nome cinese, insieme a un’attrice italosomala ottantacinquenne e a un esule somalo con quattro lauree e due cittadinanze. Per interrogare, attraverso l’epopea del passato, un tempo che ci vede naufraghi, sulla sponda di un approdo in fiamme.
Questo tempo dove ci salveremo insieme, o non si salverà nessuno.

Timira: romanzo meticcio

In un capolavoro del neorealismo, *Riso amaro* di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in *hot pants* compare una strana mondina nera. Il suo nome è Isabella Marincola, ma in Somalia si farà chiamare Timira. Donna appassionata e libera, nata nel 1925 a Mogadiscio, è una figura nascosta e leggendaria, uno scrigno di storie intrecciate, tra Europa e Africa, che questo libro per la prima volta disseppellisce.
*Timira* è un «romanzo meticcio» che mescola memoria, documenti di archivio e invenzione narrativa. Scritto da un cantastorie italiano dal nome cinese, insieme a un’attrice italosomala ottantacinquenne e a un esule somalo con quattro lauree e due cittadinanze. Per interrogare, attraverso l’epopea del passato, un tempo che ci vede naufraghi, sulla sponda di un approdo in fiamme.
Questo tempo dove ci salveremo insieme, o non si salverà nessuno.

Ti amerò, mio Duca

Lady Olivia Shea gestisce una delle più frequentate boutique parigine di profumi, oltre a creare personalmente esotiche fragranze. Il matrimonio con l’affascinante e irresistibile lord Edmund Carlisle sembra il coronamento di una vita da sogno, che si infrange però la prima notte di nozze quando lui sparisce depredandola del suo denaro. Dopo tre mesi di ricerche. Olivia riesce finalmente a ritrovarlo a Londra… salvo scoprire che si tratta di suo cognato Sani, il serioso gemello di Edmund. Se davvero Sam non è il farabutto che stava cercando, è di certo l'amante che Olivia desidera appassionatamente.

The Passenger: Giappone

Più di altri paesi altrettanto ricchi e complessi, il Giappone ha la capacità di suscitare sorpresa. L’esasperazione delle vite dei moltissimi abitanti di un arcipelago così piccolo, il monolitismo delle strutture sociali, l’originalità dell’industria culturale, il gigantismo delle multinazionali tecnologiche, la resilienza delle sue tradizioni e la varietà delle sottoculture delle megalopoli post umane ci lasciano meravigliati o perturbati, e ci trasformano in piccoli etnologi che si grattano la testa perplessi.
Perché sorprendersi allora se dalla notte dei tempi un’infinità di viaggiatori, entusiasti, reporter e scrittori ha versato fiumi di inchiostro su questo stesso incanto? Lo stupore non è forse uno dei combustibili della miglior letteratura? Le parole più o meno intraducibili un tempo snocciolate dal nerd di turno impallinato di Sol levante fanno oggi parte del nostro bagaglio culturale comune: otaku, karōshi, sararīman, shokunin, gōkon. Ciò nonostante, il Giappone è sempre un puzzle di cui riusciamo ad assemblare alcune tessere, ma il cui disegno complessivo rimane impenetrabile. Questo enigma lo ha reso un generatore senza fine di storie, racconti, riflessioni di cui nelle pagine che seguono si può leggere una raccolta necessariamente soggettiva, ma trasversale: dal culto degli antenati alla scena musicale di Tokyo, dall’alienazione urbana al cinema, dal sumo al maschilismo, per citarne alcuni.
Il Giappone, come sospeso tra invecchiamento della popolazione e post modernità estrema, tra immobilismo e sperimentazione del futuro, è un osservatorio privilegiato per capire il mondo che è stato e quello che sarà. A patto che partiamo per questo viaggio senza la pretesa di risolvere il mistero, perché come ricorda Brian Phillips in «Vivere da giapponesi» (pagina 108): «Alcune storie giapponesi finiscono bruscamente. Altre non finiscono proprio, ma nel momento cruciale staccano sull’immagine di una farfalla, del vento o della luna.»

The Heroes

Bremer dan Gorst, maestro di spade caduto in disgrazia, ha giurato di reclamare sul campo di battaglia l’onore perduto. È ossessionato dalla redenzione e assetato di violenza, dunque non gli importa molto di quanto sangue scorrerà, anche se si trattasse del proprio. Il Principe Calder non ha alcun interesse per l’onore e di certo non ha intenzione di finire ammazzato. Tutto quello che vuole è il potere, e si servirà di qualsiasi bugia ed espediente, tradirà tutti gli amici per raggiungerlo. Almeno sino a quando non sarà lui a dover combattere. Curden lo Strozzato, l’ultimo uomo onesto rimasto al Nord, ha dedicato la sua vita all’arte della guerra, ricavandone solo ginocchia gonfie e nervi logori. Non gli importa nemmeno più chi sia a vincere, vuole soltanto fare la cosa giusta. Ma è possibile individuarla nel mondo che gli sta crollando intorno? Il destino del Nord sarà deciso da tre sanguinosi giorni di battaglia. Ma con entrambi gli schieramenti corrotti da intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie, è improbabile che siano i cuori più nobili o anche le armi più potenti a prevalere.

The Beast. After, Tim Walker

Richard e Rebecca sono ormai una coppia stabile e consolidata. Hanno un figlio e lavorano insieme. Tutto sembra andare bene, finchè qualcuno del loro passato piomba di nuovo nelle loro vite, portando il caos. Tim Walker, dopo anni in cui sembrava scomparso nel nulla, si ripresenta a Detroit, con un chiaro obiettivo e farà di tutto per ottenerlo. Riusciranno Richard e Rebecca a superare quello che sembra l’ostacolo più grande?
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### Sinossi
Richard e Rebecca sono ormai una coppia stabile e consolidata. Hanno un figlio e lavorano insieme. Tutto sembra andare bene, finchè qualcuno del loro passato piomba di nuovo nelle loro vite, portando il caos. Tim Walker, dopo anni in cui sembrava scomparso nel nulla, si ripresenta a Detroit, con un chiaro obiettivo e farà di tutto per ottenerlo. Riusciranno Richard e Rebecca a superare quello che sembra l’ostacolo più grande?