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Nido Vuoto

La nuova attesissima avventura dell’ispettore Delicado e del suo vice Garzón. I due investigatori sono questa volta alle prese con un pietoso caso di sfruttamento infantile. E un inatteso finale cambia le carte in tavola per tutti.

Il nido del falco. Mondo e potere in Corea del Nord

**Il testo**
Ciò che comunemente viene alla mente quando si pensa alla Repubblica Democratica Popolare di Corea, meglio nota come Corea del Nord, è l’immagine di un paese poverissimo, isolato e nelle mani di un regime sanguinario, violento, senza scrupoli e, soprattutto, irrazionale nei suoi comportamenti. Tale prospettiva risulta, però, estremamente semplificatoria di una realtà molto più difficile da comprendere nelle sue molteplici sfaccettature e, soprattutto, non tiene conto delle ragioni che hanno dato origine ad alcuni comportamenti da parte della Corea del Nord. In questo volume si rigetta l’ipotesi che la Corea del Nord sia un «provocatore irrazionale»; di contro, concentrandosi sull’evoluzione storica della politica estera degli ultimi tre decenni, si assume una duplice prospettiva: quella della percepita «minaccia esterna», che ha generato i costanti segnali provocatori da parte di Pyongyang, e quella della «minaccia interna», rappresentata dall’incertezza creata dalla successione alla leadership del paese.

Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli è considerato uno dei più grandi teorici della ragione politica. In effetti è straordinaria la capacità con cui analizza le situazioni, i rapporti di forza, le alternative. Ma non è solo questo. È anche un visionario capace di sporgersi oltre le barriere dei canoni consueti, di vedere al di là delle situazioni di fatto, di proporre soluzioni ‘eccessive’, straordinarie: appunto, ‘pazze’. Non per nulla gli amici gli attribuiscono capacità profetiche, cioè di prevedere cosa sarebbe, infine, accaduto. Machiavelli condivide naturalmente il giudizio sulla pazzia come mancanza di senso della realtà, stravaganza, addirittura idiozia: fare le cose ‘alla pazzeresca’, come dice nella Mandragola, gli è completamente estraneo. La ‘pazzia’, però, può essere anche un’altra cosa: capacità di contrapporsi alle opinioni correnti, di rischiare il tutto per tutto inerpicandosi sul crinale che divide la vita dalla morte, di combattere affinché le ragioni della vita – cioè della politica, dello Stato – possano prevalere sulle forze della crisi, della degenerazione, pur sapendo che sarà infine la morte a prevalere sulla vita, perché questo è il destino di ogni cosa. Realismo e ‘pazzia’: è in questa tensione mai risolta che sta il carattere non comune, anzi eccezionale, dell’esperienza di Machiavelli rispetto ai suoi contemporanei. Una pazzia totalmente laica e mondana, senza alcun contatto con la follia cristiana di Erasmo.

(source: Bol.com)

Never 2 Non perdermi

Il secondo e ultimo capitolo della serie in vetta alle classifiche.
‘Un libro che vi spezzerà il cuore per poi ricomporlo dolcemente.’
Mona Kasten, autrice bestseller di AGAIN

AMORE È
NON ESSERE PIÙ SOLA
CON LE TUE PAURE.

‘L’unica cosa che so è che mi manchi.’
Quando Sage è arrivata a Melview, senza un tetto sopra la testa e senza un soldo in banca, aveva alle spalle un passato da scordare e davanti a sé un futuro tutto da scrivere. A chilometri di distanza da casa, sperava di realizzare i suoi sogni, i suoi desideri. E cosí, in fondo, è stato. L’inaspettato incontro con Luca, poi, le ha regalato una felicità mai provata. Un passo alla volta, è riuscito, infatti, a farsi strada tra le sue paure, insegnandole cosa significhi davvero fidarsi. Vivere. E amare. Ma, all’improvviso, il passato di Sage è tornato, travolgendo ogni cosa. Anche la storia con Luca. Il suo sguardo glaciale e la sua ultima parola sono ancora impresse a fuoco nella memoria e nel cuore di Sage. Sparisci. Ogni giorno che passa senza di lui, Sage si sente come se le mancasse una parte di sé. Dimenticarlo sembra impossibile, nonostante gli sforzi. Un giorno, però, a sorpresa, Luca si presenta alla sua porta e le chiede di tornare. La situazione è più confusa che mai. Ma, a volte, c’è solo un modo di superare le proprie paure: insieme.

(source: Bol.com)

Neve sottile

Nel 1942 il governo giapponese imponeva la censura su “Neve sottile,” il romanzo che Jun’ichir? Tanizaki stava pubblicando a puntate su una rivista: nelle sue pagine la guerra, minacciosa e inarrestabile marea, suscitava nei personaggi sgomento e preoccupazione, non il fervore dell’allineamento. Tanizaki era ben lontano dall’urgenza degli eventi: nella storia di quattro sorelle di Osaka, degli equilibri e squilibri affettivi che giocano in seno alle famiglie, straordinaria è l’intensità dell’esperienza psicologica; mai il racconto si aggiusta nei limiti angusti di una cronaca. Ma c’è di più. Il confronto fra il modello occidentale e le antiche tradizioni nipponiche si fa materia e motivazione delle scelte, emblema dei destini personali. “Neve sottile” è il grande romanzo della maturità di Tanizaki: nelle sue pagine l’erotismo delle prime e delle ultime opere si arricchisce fino a una profonda ricognizione dell’esistenza umana.

Nevada

Accolto con entusiasmo al suo apparire dalla critica e dalla stampa americane, “Nevada” segna il folgorante esordio di Claire Watkins sulla scena letteraria internazionale. Con la sua prosa «scabra e, ad un tempo, delicata» (San Francisco Chronicle), l’opera ha fatto subito incetta dei maggiori premi letterari dedicati alle short stories e la sua giovane autrice è stata unanimemente considerata come «una delle migliori voci» (Louise Erdrich) della nuova narrativa americana. Le ragioni di questo successo stanno certamente nell’originale luce che “Nevada” getta sul paesaggio per eccellenza della letteratura americana: il West, dove l’anima selvaggia della natura si misura con i furori propri della modernità. Ma stanno ancora di più nei personaggi con cui Watkins anima e popola il suo West: minatori, movie star, milionari, maniaci, visionari e opportunisti che in un secolo e mezzo hanno, come ha scritto il New York Times, eretto un mondo nuovo in un immenso spazio vuoto. Fantasmi, cowboys, il primo racconto, è un’esemplare rassegna di questo mondo che dal 1941 – quando George Spahn, produttore di latte e apicultore dilettante della Pennsylvania, compra dalle mani di un divo del cinema muto un ranch sulle Santa Susana Mountains – si spinge fino al 1968, quando, in quello stesso ranch, si accampa un gruppo di all’incirca dieci ragazzi – la maggior parte adolescenti, tra i quali il padre di Claire Watkins – che trasformeranno le utopie di una generazione nel più atroce degli incubi e dei crimini. In L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno non sono i sogni, ma gli oggetti perduti a ricostruire il mondo di narratore e narrato. Un pomeriggio un uomo ritrova su una strada i detriti lasciati da un incidente d’auto: vetri rotti, lattine di Coca, boccette di medicinali, una busta di plastica piena di lettere firmate, un fascio di foto, e attraverso quegli oggetti finisce col ricostruire il filo rotto della sua stessa vita. In L’archivista una donna decide di tramutare il proprio appartamento in un Museo dell’Amor Perduto, un’installazione composta da tutti i messaggi arguti ed evasivi ricevuti dall’amato, una copia del bar dove si erano incontrati, i diorami fatti a mano delle loro uscite più belle. Su ogni perdita, sullo stesso peso inadeguato del passato spira, tuttavia, in queste pagine l’aroma di una terra che ha «quel certo modo di addolcirti, di renderti vulnerabile», quell’odore del «respiro di ogni pianta del deserto piena di gratitudine, di ogni appezzamento di terreno, di ogni scarto d’argento ancora non trovato già».
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Nessuno uscirà vivo di qui. La sconvolgente biografia di Jim Morrison

La vita – breve, folgorante, estrema e drammatica – di Jim Morrison, il Poeta del Rock che attraversò come un razzo l’orizzonte musicale e che finì in frammenti brucianti quando la Realtà gli sfuggì di mano.
Una storia di genialità e follia, nata e consumatasi nell’America di fine anni Sessanta, quando Morrison – poeta, ribelle, cantante, filosofo – fece irruzione sulla scena quale smagliante, oltraggioso, sensuale discepolo dell’Oscurità e cantore della Sessualità, della Rivolta, dell’Inconscio.”…Volevo solo provare i confini della Realtà… Ero curioso di sapere cosa sarebbe successo. Tutto qui: solo curiosità…”.
Il leggendario mito di “Re Lucertola”, nel più celebre best seller di Cultura Rock.

Nessun requiem per mia madre

Genuflessa De Benedictis è morta. Al suo funerale partecipano tutte le persone “per bene”, quelle che più contano nel borghesissimo quartiere romano dei Parioli, dove la donna ha sempre vissuto. Immobili tra la folla ci sono il marito e i tre figli – Stefano, Aldo e Franco -, chiusi in un silenzio che cela, insieme al dolore, una sconcertante verità: dietro l’apparenza di madre totalmente dedita alla famiglia, Genuflessa è stata una donna tirannica ed egocentrica, capace di annientare le loro personalità. Solo il terzogenito, Franco, ha osato sfidarla sottraendosi alla sua ansia di controllo e sposando Marta, una ragazza di colore immigrata dal Brasile, alla quale la suocera ha dichiarato fin da subito una guerra senza quartiere. Scandito in capitoli che si richiamano nel titolo a un comandamento, “Nessun requiem per mia madre” è il monologo ossessivo e delirante di Genuflessa al quale si contrappone la coraggiosa difesa di Franco e Marta del diritto ad avere una propria vita. Ma è anche la crudele metafora di un paese che, dietro la retorica dell’integrazione e della scuola multietnica, nasconde gli egoismi di chi non paga le tasse, il razzismo di chi dice “negro”, il materialismo di chi si prostituisce per fare carriera, continuando ad alimentare un’immagine placida e consolante di sé. Proprio come, fin dalla sua infanzia, fa Genuflessa, artefice e vittima di una rappresentazione falsa e intoccabile della sua vita, per difendere la quale ogni mezzo è lecito.
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Nessun dolore: potere e fantasmi

Un uomo perbene. Questo è il volto di Marco Tagliaferri. Avvocato, padre di famiglia, credente devoto e adesso candidato sindaco nella sua città. Per garantirsi la vittoria ha bisogno di un ultimo pacchetto di voti, quello che dipende dagli interessi di un losco imprenditore con i contatti giusti e un mafioso disprezzo per la legalità. L’uno borghese, l’altro parvenue: due facce della stessa logica di potere. Tutto, però, precipita in una notte. Tagliaferri si lascia sedurre da una ballerina di lap dance e proprio mentre si trova con lei perde il controllo dell’auto che si schianta ai margini della strada. La ragazza non respira. Lui capisce di essere finito. Lo scandalo travolgerà tutto: la sua carriera, la candidatura e la sua vita familiare. E allora…
L’ebook contiene anche il racconto «Un sole che splende per me soltanto».
Riccardo Bruni ha scritto i romanzi «La lunga notte dell’Iguana», «Zona d’ombra», «Nessun dolore», «Il Leone e la Rosa», «La notte delle falene», «La stagione del biancospino» e la raccolta «Sette racconti».
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### Sinossi
Un uomo perbene. Questo è il volto di Marco Tagliaferri. Avvocato, padre di famiglia, credente devoto e adesso candidato sindaco nella sua città. Per garantirsi la vittoria ha bisogno di un ultimo pacchetto di voti, quello che dipende dagli interessi di un losco imprenditore con i contatti giusti e un mafioso disprezzo per la legalità. L’uno borghese, l’altro parvenue: due facce della stessa logica di potere. Tutto, però, precipita in una notte. Tagliaferri si lascia sedurre da una ballerina di lap dance e proprio mentre si trova con lei perde il controllo dell’auto che si schianta ai margini della strada. La ragazza non respira. Lui capisce di essere finito. Lo scandalo travolgerà tutto: la sua carriera, la candidatura e la sua vita familiare. E allora…
L’ebook contiene anche il racconto «Un sole che splende per me soltanto».
Riccardo Bruni ha scritto i romanzi «La lunga notte dell’Iguana», «Zona d’ombra», «Nessun dolore», «Il Leone e la Rosa», «La notte delle falene», «La stagione del biancospino» e la raccolta «Sette racconti».

Nero su bianco

Lo scrittore Mizuno ha scritto una storia sull’omicidio perfetto. La sua vittima fittizia è modellata su un conoscente, un collega scrittore. Poco prima che la storia venga pubblicata, Mizuno scopre che il vero nome dell’uomo è stato riportato nel suo manoscritto; tenta di correggere l’errore, ma è troppo tardi. Terrorizzato dall’idea che l’omicidio avvenga per davvero e che lui venga sospettato come colpevole, Mizuno fa di tutto per trovare un alibi, avventurandosi negli inferi della città. Ma finisce solo più invischiato nelle sue fantasie paranoiche, in cui un misterioso ‘Uomo nero’ tenta di intrappolarlo. Sofisticato romanzo psicologico, Nero su bianco è il magistrale romanzo di un grande scrittore all’apice della sua carriera.

(source: Bol.com)

La nemica del cuore

È un momento molto difficile per Agnes: suo marito Erich è morto, e lei rischia di perdere la casa in cui hanno sempre vissuto insieme. Ancora rinchiusa nella solitudine del suo dolore, Agnes riceve una lettera inaspettata, un affettuoso messaggio da parte di Henny, amica d’infanzia con cui aveva rotto ogni rapporto vent’anni prima. Spinta dalla nostalgia e dalla curiosità, Agnes dà il via a quella che all’inizio sembra solo un’innocente corrispondenza tra vecchie conoscenti. Ma tutto cambia quando Henny svela ad Agnes il suo piano: uccidere il marito che la tradisce e cominciare una nuova vita. Per farlo senza destare sospetti, però, ha bisogno del suo aiuto, e per convincerla è disposta a tutto. Sopraffatta da un passato che credeva non sarebbe più tornato, Agnes sente di non avere scelta. Ma quanto vale una vita umana? Com’è possibile che una donna come lei possa pensare di uccidere qualcuno? Si tratta solo di soldi? O dietro c’è qualcos’altro?

(source: Bol.com)

Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale

Accade tutto all’improvviso, nel giro di qualche secondo: un uomo comincia a sparare da una finestra, come un cecchino impazzito, su passanti inconsapevoli che si accasciano a terra, uno dopo l’altro. E un silenzio gelido, rotto solo dai colpi d’arma da fuoco, spegne il caos di una città turbolenta e frenetica. Perché? Cosa si nasconde dietro a quel gesto folle? Questa volta è complicato e pericoloso l’intreccio con cui Marco Corvino, indomito cronista di nera, si trova a fare i conti. Perché le sue radici affondano ben oltre il tessuto urbano. Sono tante le gang in lotta tra loro per spartirsi i soldi sporchi e il controllo della città: bande di zingari, gruppi di estrema destra, cosche della camorra e, più potente di tutte, una cupola di insospettabili, le cui manovre partono dai palazzi del potere. Ingranaggi perversi che stritolano deboli e innocenti, pronti a tutto pur di sopravvivere. Finché qualcuno di loro, come una scheggia fuori controllo, non decide di ribellarsi…

**Alla fine rimarrà solo lui.
Il vero boss della città.
L’unico.

Hanno scritto di Massimo Lugli:**

‘Lugli è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma.’
Corrado Augias

‘Lugli ha fiato narrativo, ha tenuta, appassiona.’
Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ore

‘Marco Corvino, un personaggio che, fossi nel mondo delle fiction, terrei d’occhio.’
**Stefano Clerici, la Repubblica

Dal finalista Premio Strega
200.000 copie**

Massimo Lugli

Giornalista di ‘la Repubblica’, si è occupato di cronaca nera come inviato speciale per 40 anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione proibita, La strada dei delitti, Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale e, nella collana LIVE, La lama del rasoio. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Estate in giallo, Giallo Natale, Delitti di Ferragosto, Delitti di Capodanno e Delitti in vacanza. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.

(source: Bol.com)

Nello specchio del passato

Nei testi che qui presentiamo Illich, paziente e instancabile archeologo del sapere, scava alle radici dei luoghi comuni della modernità per riesaminarli in una prospettiva storica. “Solo nello specchio del passato risulta possibile riconoscere la radicale alterità della topologia mentale del ventesimo secolo e divenire consapevoli dei suoi assiomi generativi, che normalmente rimangono oltre l’orizzonte dell’attenzione dei contemporanei”. Affrontando questi temi, Illich ci stimola a pensare il presente e il futuro con una consapevolezza nuova: “La mia é una ricerca della politica dell’autolimitazione, grazie alla quale il desiderio possa fiorire e i bisogni declinare”.
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Nelle terre di nessuno

Paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione. Segherie abbandonate; vecchie baracche dove si gioca a poker e le partite rischiano di finire a colpi di pistola, bar fumosi in cui tutti gli avventori si conoscono, e molti coltivano antichi rancori. Figli senza padri, alla deriva; famiglie nelle quali nessuno lavora, ma che l’assistenza sociale sembra aver dimenticato. E ad aleggiare su tutto, l’amore lancinante e doloroso per una terra da cui si parte – ma quasi sempre per farvi ritorno e rimanere – e una testarda, assurda, commovente speranza di riscatto. Con Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ha scritto uno tra gli esordi più fulminanti degli ultimi decenni, aggiungendo alla grande tradizione del racconto americano un nuovo, potente capitolo. Le sue storie, dure ma cariche di emozione, ci guidano in un Kentucky solo apparentemente marginale, e sanno narrarci con profonda empatia la sublime desolazione, il culto della violenza e la fame d’amore che si nascondono nell’America più ignota e dimenticata; in quei paesi che, come scriveva Mark Strand, nessuno visita mai.
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### Sinossi
Paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione. Segherie abbandonate; vecchie baracche dove si gioca a poker e le partite rischiano di finire a colpi di pistola, bar fumosi in cui tutti gli avventori si conoscono, e molti coltivano antichi rancori. Figli senza padri, alla deriva; famiglie nelle quali nessuno lavora, ma che l’assistenza sociale sembra aver dimenticato. E ad aleggiare su tutto, l’amore lancinante e doloroso per una terra da cui si parte – ma quasi sempre per farvi ritorno e rimanere – e una testarda, assurda, commovente speranza di riscatto. Con Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ha scritto uno tra gli esordi più fulminanti degli ultimi decenni, aggiungendo alla grande tradizione del racconto americano un nuovo, potente capitolo. Le sue storie, dure ma cariche di emozione, ci guidano in un Kentucky solo apparentemente marginale, e sanno narrarci con profonda empatia la sublime desolazione, il culto della violenza e la fame d’amore che si nascondono nell’America più ignota e dimenticata; in quei paesi che, come scriveva Mark Strand, nessuno visita mai.

Nella Zona Grigia

Quando, nel 2011, viene sottoposto a risonanza magnetica funzionale presso il Brain and Mind Institute della Western University, in Ontario, Scott è ritenuto privo di coscienza da ormai dodici anni. Un terribile incidente d’auto lo ha ridotto in stato vegetativo, e nessuno, a parte i suoi genitori, lo considera cosciente. Eppure, nel momento in cui il neuroscienziato Adrian Owen gli chiede di immaginare di giocare a tennis o di muoversi nella sua casa, il suo cervello esplode in una miriade di colori, dimostrando così di essere vigile.
Scott è uno fra i pazienti con gravi lesioni al cervello, vittime di traumi o malattie, con i quali Owen è riuscito a stabilire un contatto e che, in alcuni casi, sono usciti dalla cosiddetta «zona grigia», tra la piena consapevolezza e la morte cerebrale. Collaborando con team di ricerca in Inghilterra e in Canada, negli ultimi vent’anni lo scienziato ha trasformato un’idea vaga, un’intuizione, nel fulcro di una tecnica di valutazione cognitiva che punta a svelare la struttura stessa della nostra coscienza. Utilizzando tecnologie di monitoraggio e scanning cerebrale e gli approcci della neuropsicologia, Owen ha messo a punto una serie di esperimenti per mappare l’attività del cervello di pazienti non fisicamente responsivi, in cerca di segni certi della loro consapevolezza. *Nella zona grigia* è l’avvincente e intenso racconto di questa avventura, un percorso in cui esperienza professionale e storia personale si intrecciano in maniera sorprendente, portando lo scienziato a misurarsi con il caso e la fortuna, i limiti di strutture e finanziamenti, l’attenzione dei media, lo scetticismo dei colleghi, le speranze e le sofferenze dei familiari dei pazienti e, soprattutto, l’irriducibile unicità di ogni singolo caso, di ogni persona.
Da una posizione dichiaratamente atea, Owen affronta questioni cruciali sul significato dell’essere umano, sollevando interrogativi che riguardano tutti noi e coinvolgono il diritto, la filosofia, l’etica e la religione. Cosa significa «stato vegetativo»? Perché si entra nella «zona grigia»? A quale livello di funzionamento cerebrale si è coscienti? Cosa desidera chi resta intrappolato nel proprio corpo: vivere o morire? Chi ha diritto di decidere di «staccare la spina»? E perché solo alcuni ritornano dal «regno dei morti»?
In un nuovo dialogo fra ricerca pura e cura terapeutica, fra scienza e tecnologia, le neuroscienze cognitive ci avvicinano alla comprensione del cervello, della coscienza e dei problemi legati a malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer, prospettando un futuro in cui sarà possibile comunicare da mente a mente.

Nel Territorio Del Diavolo

Alexander Sarris è un giovane newyorkese che si trova a dover decidere se cedere al fascino seduttivo e intelligente del male. Ha trent’anni, origini greche e lavora in politica; più precisamente è l’assistente di Lee Atwater, il famigerato “Boogie Man”, lo spin doctor più temuto d’America, l’uomo che governa la comunicazione del Partito repubblicano.
È il 1988 e tutti gli Stati Uniti sono convinti che il prossimo presidente sarà un altro uomo politico di origini greche, il democratico Michael Dukakis. Nessuno pensa che lo sfidante, il texano George Bush, possa davvero sconfiggerlo. I sondaggi, all’inizio della campagna elettorale, sono inequivocabili.
Finché non entra in scena Lee Atwater, che imposta una campagna elettorale cinica e spietata, spregiudicata e violenta, volta a screditare Dukakis a colpi di insinuazioni, maldicenze, colpi bassi, falsità. E grazie a quelle che oggi verrebbero chiamate “fake news”, Bush recupera in pochi mesi un distacco di diciassette punti percentuali e vince le elezioni.
Con *Nel territorio del diavolo*, Antonio Monda si conferma come uno degli autori italiani più internazionali, e continua la sua esplorazione letteraria degli Stati Uniti e di New York con un libro profondo, appassionante e di clamorosa attualità, ricostruendo la storia di una delle figure politiche più controverse degli ultimi cinquant’anni.
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### Sinossi
Alexander Sarris è un giovane newyorkese che si trova a dover decidere se cedere al fascino seduttivo e intelligente del male. Ha trent’anni, origini greche e lavora in politica; più precisamente è l’assistente di Lee Atwater, il famigerato “Boogie Man”, lo spin doctor più temuto d’America, l’uomo che governa la comunicazione del Partito repubblicano.
È il 1988 e tutti gli Stati Uniti sono convinti che il prossimo presidente sarà un altro uomo politico di origini greche, il democratico Michael Dukakis. Nessuno pensa che lo sfidante, il texano George Bush, possa davvero sconfiggerlo. I sondaggi, all’inizio della campagna elettorale, sono inequivocabili.
Finché non entra in scena Lee Atwater, che imposta una campagna elettorale cinica e spietata, spregiudicata e violenta, volta a screditare Dukakis a colpi di insinuazioni, maldicenze, colpi bassi, falsità. E grazie a quelle che oggi verrebbero chiamate “fake news”, Bush recupera in pochi mesi un distacco di diciassette punti percentuali e vince le elezioni.
Con *Nel territorio del diavolo*, Antonio Monda si conferma come uno degli autori italiani più internazionali, e continua la sua esplorazione letteraria degli Stati Uniti e di New York con un libro profondo, appassionante e di clamorosa attualità, ricostruendo la storia di una delle figure politiche più controverse degli ultimi cinquant’anni.