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La dama dai due volti

Scozia, 1817 – C’è un’unica parola che definisce, agli occhi della buona società scozzese, una donna come Lady Christina MacMorlan, ed è zitella. Figlia del potente Duca di Forres, ha ormai passato la trentina senza trovare marito, perciò non può che rassegnarsi a vivere nella casa dell’illustre genitore, gestendola come la più squisita delle padrone e rinunciando all’idea di avere una famiglia tutta sua. Ma Christina non ha certo tempo di annoiarsi. Se di giorno è impegnata in innumerevoli incombenze domestiche, di notte, al comando di un manipolo di contrabbandieri di whisky, ha il suo daffare, innanzitutto a evitare gli agenti della Corona, determinati a smascherarla. I guai veri iniziano quando uno di loro, l’affascinante Lucas Black, tenta di farsi assumere come valletto addirittura al castello di Forres, con il chiaro scopo di intralciare i piani dei distillatori clandestini e del loro incantevole quanto insospettabile capo.L’unico vero crimine sarebbe lasciarla andare.

Dalle rovine

Il collezionista di serpenti Rivera, grazie a un video amatoriale, entra in contatto con l’insolita e seducente scena della pornografia d’arte. Questa esplorazione si trasforma ben presto nella discesa in un abisso popolato da figure oscure, tra le quali spicca un argentino a dir poco enigmatico: Alexandre Tapia. Proprio attraverso la frequentazione di Tapia, Rivera scoprirà un universo di abiezioni private e catastrofi collettive, vittime invisibili e carnefici rimasti impuniti.
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Dalle navi bianche alla Linea gotica, 1941-1944

Tra il 1941 e il 1943 quattro transatlantici della Marina mercantile italiana – Saturnia, Vulcania, Giulio Cesare e Caio Duilio – furono appositamente trasformati nelle cosiddette Navi Bianche per riportare in patria dall’Africa Orientale Italiana 30.000 civili prelevati dalle loro case dopo l’occupazione del 1941 e rinchiusi nei campi di concentramento britannici: donne, anziani, invalidi e tantissimi bambini. Tra questi c’era anche Massimo Zamorani, che racconta il viaggio epico vissuto in prima persona, a quindici anni, attraverso mari invasi dai sommergibili in guerra. Dopo mesi nei campi di prigionia trascorsi in proibitive condizioni climatiche, igieniche, alimentari e sanitarie, i rimpatriandi si trovarono ad affrontare un percorso lunghissimo e difficile di circumnavigazione dell’Africa, poiché il governo britannico non aveva concesso il passaggio dal Canale di Suez. Come altri giovani rimpatriati – fra questi anche l’allora sconosciuto Hugo Pratt, futuro creatore di Corto Maltese – appena compiuti gli anni minimi Zamorani si arruolò volontario nell’esercito della Repubblica Sociale e combatté sulla Linea Gotica dove, dato disperso in combattimento, finì ancora una volta prigioniero in Algeria e poi a Taranto. Un episodio poco noto della Seconda guerra mondiale nella straordinaria testimonianza di un piccolo sopravvissuto che tornerà da grande in Africa orientale, come inviato speciale. Prefazione di Mario Cervi.

Dallas (Edizione Italiana) (Invitation Only Vol. 5)

L’Invitation Only, il nuovissimo club BDSM di recente apertura in Texas, ha un nuovo Dom che risponde al nome di Dallas Wagner. Quando però il cowboy inizia a mettere in discussione la propria natura dominante, scopre che un nuovo angelo biondo appena assunto di nome Gabriel potrebbe aiutarlo a capire chi è veramente.
Cuss O’Brien, noto anche come Padron C, è un Dom imponente e tosto che non crede nell’amore. Dopo il successo riscosso presso il DOMZ.com, esibendosi con un sub di nome Stix di passaggio a Los Angeles, Cuss ha perso di vista le cose importanti della sua vita… o, per meglio dire, la persona importante. Infatti, quando Stix decide di piantare tutto e tornare in Texas perché il suo Dom non ha voglia di impegnarsi, Cuss inizia a chiedersi se lasciarsi scivolare quell’attraente cowboy dalle mani non sia stata la decisione peggiore della sua vita.
Come reagirà Dallas di fronte alle sue nuove tendenze da sub? Riuscirà Cuss a impegnarsi con un uomo capace di convincerlo che l’amore esiste davvero? E Stix sarà in grado di accettare senza rimpianti un nuovo uomo nella sua vita? Le cose stanno per scaldarsi all’Invitation Only e l’atmosfera si farà più rovente che mai. Un Dom, un sub e un reverse infiammeranno gli animi e troveranno l’amore eterno.
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### Sinossi
L’Invitation Only, il nuovissimo club BDSM di recente apertura in Texas, ha un nuovo Dom che risponde al nome di Dallas Wagner. Quando però il cowboy inizia a mettere in discussione la propria natura dominante, scopre che un nuovo angelo biondo appena assunto di nome Gabriel potrebbe aiutarlo a capire chi è veramente.
Cuss O’Brien, noto anche come Padron C, è un Dom imponente e tosto che non crede nell’amore. Dopo il successo riscosso presso il DOMZ.com, esibendosi con un sub di nome Stix di passaggio a Los Angeles, Cuss ha perso di vista le cose importanti della sua vita… o, per meglio dire, la persona importante. Infatti, quando Stix decide di piantare tutto e tornare in Texas perché il suo Dom non ha voglia di impegnarsi, Cuss inizia a chiedersi se lasciarsi scivolare quell’attraente cowboy dalle mani non sia stata la decisione peggiore della sua vita.
Come reagirà Dallas di fronte alle sue nuove tendenze da sub? Riuscirà Cuss a impegnarsi con un uomo capace di convincerlo che l’amore esiste davvero? E Stix sarà in grado di accettare senza rimpianti un nuovo uomo nella sua vita? Le cose stanno per scaldarsi all’Invitation Only e l’atmosfera si farà più rovente che mai. Un Dom, un sub e un reverse infiammeranno gli animi e troveranno l’amore eterno.   

Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo

Per stabilizzare la finanza internazionale, dopo la crisi che ne ha travolto il folle equilibrio, biliardi di dollari sono stati praticamente regalati dai governi alle istituzioni bancarie di tutto il mondo. Perché non è stato mai possibile mobilitare risorse anche solo lontanamente comparabili per affrontare la drammatica piaga della povertà e la rovinosa crisi ecologica? In queste pagine, Slavoj Zizek tratteggia il fallimento morale della modernità nei termini dei due eventi che hanno aperto e chiuso gli anni Zero, il micidiale uno-due della nostra Storia, il diritto della tragedia, il gancio della farsa. Con l’11 settembre 2001 e il credit crunch globale il liberismo è morto infatti due volte: come dottrina politica e come dottrina economica. Zizek smonta l’ingranaggio dell’ideologia liberista individuandone il nucleo utopico e perverso, che ne ha determinato la crisi. E per combattere l’irrazionalità del capitalismo globale, Zizek ritiene necessario imparare dai fallimenti della sinistra novecentesca: solo così si potrà formulare una nuova ipotesi di emancipazione dell’umanità, un’ipotesi che – in un senso, come leggerete, molto speciale – il “gigante di Lubiana” non esita a ri-definire comunista.

Dalla Terra alla Luna

I soci del Gun Club, associazione americana di artiglieri, con sede a Baltimora, annunciano che un proiettile lanciato da un cannone di loro invenzione è in grado di raggiungere la Luna. Il proiettile sarà di forma sferica, costruito in alluminio, mentre il dispositivo di lancio, un’enorme bocca in ghisa scavata nel terreno, utilizzerà il Fulmicotone come detonatore. “Dalla Terra alla Luna” è una delle storie più celebri di Verne ed è la prima parte di un dittico che si chiude con “Intorno alla Luna”. Verne anticipa le prime fasi dello storico allunaggio avvenuto poi realmente il 20 luglio 1969.

Dalla parte di Swann

Quasi un preludio “musicale” all’intera Recherche, Dalla parte di Swann (1913) introduce i temi cruciali dell’intera opera: il senso del tempo, la memoria, il sogno, l’abitudine, il desiderio. E poi ancora la gelosia, il rapporto fra arte e realtà, l’interagire di rituali ed emozioni. Il lettore fa conoscenza in queste pagine con i personaggi destinati ad accompagnarlo lungo i sette libri – Odette, Bloch, Françoise, Charlus… -, mentre la storia d’amore di Swann diventa quasi “figura” del contrastato rapporto che legherà poi il Narratore a Gilberte e Albertine.

Dalla parte di Bailey: Qua la zampa!

E se esistesse un cane che non muore mai? Un cane che si reincarna in diverse vite, ricordandosele tutte, una per una? Questa è la magnifica storia di Bailey, raccontata dalla sua stessa, adorabile voce di cane. Ingenuo e spaurito, quando viene al mondo è un bastardino randagio che fatica a capire come girano le cose: non è svelto quanto i fratelli ad accaparrarsi le coccole della sua adorata mamma, va in pezzi per la delusione quando la sua cagnetta preferita viene insidiata da rivali ben più scaltri di lui e quasi muore per lo spavento quando si trova di fronte all’«animale uomo». Ma ogni volta che rinasce, Bailey è un po’ più saggio e disinvolto. Finché arriva Ethan, un bambino speciale che gli insegnerà il senso del gioco, della lealtà, dell’amore, dell’amicizia; in una parola, il senso dell’esistenza. Nelle vite successive, quando ormai, da cane poliziotto, si ritroverà capace di imprese straordinarie, sarà sempre Ethan il suo pensiero fisso e la persona che vorrà a tutti i costi ritrovare. E quando succederà, Bailey compirà per lui la sua azione più bella, più vera e più grande. Enorme successo del passaparola, Dalla parte di Bailey è stato definito il romanzo sui cani più divertente e commovente degli ultimi anni. W. Bruce Cameron (1960) è un giornalista umoristico americano di fama internazionale.

Dal lato sbagliato

Diego ha una missione da compiere: bloccare i traffici criminali del clan Forte e recuperare l’ingente bottino sparito in seguito alla rapina che ha decimato il clan e lasciato a capo Sabrina. E non lo fa solo per la divisa che porta, no… lo fa per ragioni assai più radicate legate al suo passato, alla sua identità: ciò a cui aspira è poter ottenere da suo padre quel riconoscimento, quell’affetto che gli è mancato per trent’anni. È deciso e niente può arrestare la sua determinazione.
Il piano è semplice: infiltrarsi nel clan e smontarlo pezzo dopo pezzo. Un clan potente comandato da Sabrina “la femmina” senza arte né parte, non bella, non magra, quella che c’è ma non si vede. Cresciuta in un’ideologia maschilista in cui l’unico boss non può che essere un uomo, quell’uomo, suo padre, che a seguito di quella rapina è finito in carcere, fuori dai giochi, lasciandole in eredità il comando. Finalmente ha l’occasione che tanto aspettava: dimostrare a tutti che lei è potente tanto quanto il padre e i suoi fratelli… forse anche di più.
Non può permettere a nessuno di interporsi tra lei e il suo scopo, deve e vuole uscirne vincente e a testa alta per poter finalmente guardare suo padre in faccia e mostrargli ciò che è davvero. Ma gli obiettivi nel corso della vita possono mutare.
Due poli opposti, due famiglie da conquistare e due obiettivi diversi da raggiungere.
Nessuno cederà, non ci saranno incertezze. Tutto semplice sulla carta ma la realtà sarà molto diversa. Ciò che sembrava bianco si tingerà di nero, ciò che sembrava nero si tingerà di bianco.
Entrambi si insinueranno in una realtà che non gli appartiene e allora tutto verrà stravolto, persino i propri obiettivi.
Non potranno raggiungerli entrambi; uno dovrà vincere e uno dovrà perdere… o forse no.
[email protected]
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### Sinossi
Diego ha una missione da compiere: bloccare i traffici criminali del clan Forte e recuperare l’ingente bottino sparito in seguito alla rapina che ha decimato il clan e lasciato a capo Sabrina. E non lo fa solo per la divisa che porta, no… lo fa per ragioni assai più radicate legate al suo passato, alla sua identità: ciò a cui aspira è poter ottenere da suo padre quel riconoscimento, quell’affetto che gli è mancato per trent’anni. È deciso e niente può arrestare la sua determinazione.
Il piano è semplice: infiltrarsi nel clan e smontarlo pezzo dopo pezzo. Un clan potente comandato da Sabrina “la femmina” senza arte né parte, non bella, non magra, quella che c’è ma non si vede. Cresciuta in un’ideologia maschilista in cui l’unico boss non può che essere un uomo, quell’uomo, suo padre, che a seguito di quella rapina è finito in carcere, fuori dai giochi, lasciandole in eredità il comando. Finalmente ha l’occasione che tanto aspettava: dimostrare a tutti che lei è potente tanto quanto il padre e i suoi fratelli… forse anche di più.
Non può permettere a nessuno di interporsi tra lei e il suo scopo, deve e vuole uscirne vincente e a testa alta per poter finalmente guardare suo padre in faccia e mostrargli ciò che è davvero. Ma gli obiettivi nel corso della vita possono mutare.
Due poli opposti, due famiglie da conquistare e due obiettivi diversi da raggiungere.
Nessuno cederà, non ci saranno incertezze. Tutto semplice sulla carta ma la realtà sarà molto diversa. Ciò che sembrava bianco si tingerà di nero, ciò che sembrava nero si tingerà di bianco.
Entrambi si insinueranno in una realtà che non gli appartiene e allora tutto verrà stravolto, persino i propri obiettivi.
Non potranno raggiungerli entrambi; uno dovrà vincere e uno dovrà perdere… o forse no.
[email protected]

Dal cielo alla terra. Da Michelangelo a Caravaggio. Il tesoro d’Italia: 3

“Letteralmente: dal cielo alla terra, ovvero da Michelangelo a Caravaggio. Dal ‘Giudizio universale’ a ‘I bari’. In pochi anni il mondo di tutte le perfezioni possibili si rovescia in un gruppo di giocatori, sporchi e ubriachi, all’osteria. La pittura della realtà, dunque. La fine di un modello ideale per poter, infine, puntare l’unico obiettivo degno del nostro sguardo: il vero. Non esercizi astratti sulle forme, quelli dei pittori toscani che guarderanno come a un miraggio a Michelangelo, primo fra tutti il Vasari, ma il confronto con una realtà, anche cruda, che attende di essere fedelmente riprodotta, e che una mente aperta la veda nitidamente e la stampi con assoluta evidenza. Dal tormento interiore di Rosso, Pontormo, Bronzino, Beccafumi, al lento riemergere della verità della natura in Vincenzo Campi, Moroni, Passerotti, Annibale Carracci. In questo percorso un posto a parte hanno i veneti, nell’indicare un sentimento profondo delle persone e delle cose: Tiziano, Lorenzo Lotto, Veronese, Tintoretto e, soprattutto, Bassano. Incamminati verso il vero i padani, lombardi ed emiliani, Moretto, Savoldo, Romanino, Dosso Dossi e Bastianino. Solitario e aristocratico Parmigianino. Un secolo di ricerche e sperimentazioni, dopo e oltre Raffaello. Cielo e terra, in diversi momenti e luoghi, si scambiano le parti, fino alla definitiva conquista del vero in Caravaggio”. (Vittorio Sgarbi) Introduzione di Luca Doninelli.
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Dagli elettroni all’ Elettronica

Partiamo con una domanda che oserei definire “retorica”. Perché varrebbe la pena conoscere l’Elettronica? La risposta è semplice. Ciascuno di voi lettori già sa il perché nutra un certo interesse nei confronti dell’Elettronica. Altrimenti, non starebbe leggendo questa sinossi oppure non avrebbe già acquistato questo libro. Vi sono tante ragioni che rendono l’Elettronica allettante. Il primo fra tutti è che è assolutamente divertente. Infatti essa ha strettamente a che fare con la costruzione di aggeggi che emettono suoni, che diffondono luce, in maniera intermittente magari, e perché no, che si muovono attorno alle nostre case. Conoscere l’Elettronica significa entrare in possesso di abilità che ci consentano di lavorare con strumenti tramite i quali riusciremmo a controllare qualsivoglia tipo di aggeggio elettronico. E poi i prodotti elettronici circondano tutta quanta la nostra esistenza. E, ogni giorno che passa, diventano parte sempre crescente delle nostre vite. Alcune persone sono contente di essere meri utilizzatori di tali gadgets , widgets e compagnia bella. Molte altre invece vogliono scavare a fondo, conoscere il modo in cui questi oggetti realmente funzionano. Ovviamente, chi stia leggendo questa sinossi in questo momento ricade in tale secondo gruppo che è decisamente molto più cool del primo. La scienza dell’Elettronica ha fatto talmente tanti passi in avanti che oggigiorno ci è consentito di tenere un computer potentissimo soltanto nel palmo di una mano. E magari con tale computer saremo anche in grado di controllare l’intero impianto di illuminazione delle nostre case, comandare un robot che pulisca a fondo il nostro salotto o un sensore che faccia in modo che suoni un allarme se qualcuno cerca di rubare la nostra collezione di fumetti. Ma la parte più interessante è che è davvero possibile fare elettronica con pochi spiccioli. Infatti, mentre l’arte e la scienza dell’elettronica stanno avanzando rapidamente, il prezzo per costruire un circuito già in grado di fare qualcosa di incredibile sta crollando come un sasso giù da un precipizio. E allora perché privarci di questa possibilità? Incominciamo una volta per tutte a divertirci sul serio ed entriamo a far parte del fantastico mondo dell’Elettronica.
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### Sinossi
Partiamo con una domanda che oserei definire “retorica”. Perché varrebbe la pena conoscere l’Elettronica? La risposta è semplice. Ciascuno di voi lettori già sa il perché nutra un certo interesse nei confronti dell’Elettronica. Altrimenti, non starebbe leggendo questa sinossi oppure non avrebbe già acquistato questo libro. Vi sono tante ragioni che rendono l’Elettronica allettante. Il primo fra tutti è che è assolutamente divertente. Infatti essa ha strettamente a che fare con la costruzione di aggeggi che emettono suoni, che diffondono luce, in maniera intermittente magari, e perché no, che si muovono attorno alle nostre case. Conoscere l’Elettronica significa entrare in possesso di abilità che ci consentano di lavorare con strumenti tramite i quali riusciremmo a controllare qualsivoglia tipo di aggeggio elettronico. E poi i prodotti elettronici circondano tutta quanta la nostra esistenza. E, ogni giorno che passa, diventano parte sempre crescente delle nostre vite. Alcune persone sono contente di essere meri utilizzatori di tali gadgets , widgets e compagnia bella. Molte altre invece vogliono scavare a fondo, conoscere il modo in cui questi oggetti realmente funzionano. Ovviamente, chi stia leggendo questa sinossi in questo momento ricade in tale secondo gruppo che è decisamente molto più cool del primo. La scienza dell’Elettronica ha fatto talmente tanti passi in avanti che oggigiorno ci è consentito di tenere un computer potentissimo soltanto nel palmo di una mano. E magari con tale computer saremo anche in grado di controllare l’intero impianto di illuminazione delle nostre case, comandare un robot che pulisca a fondo il nostro salotto o un sensore che faccia in modo che suoni un allarme se qualcuno cerca di rubare la nostra collezione di fumetti. Ma la parte più interessante è che è davvero possibile fare elettronica con pochi spiccioli. Infatti, mentre l’arte e la scienza dell’elettronica stanno avanzando rapidamente, il prezzo per costruire un circuito già in grado di fare qualcosa di incredibile sta crollando come un sasso giù da un precipizio. E allora perché privarci di questa possibilità? Incominciamo una volta per tutte a divertirci sul serio ed entriamo a far parte del fantastico mondo dell’Elettronica.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano: Ricordi, sogni e ricette di una famiglia come tante. La mia.

Ieri una bambina faceva i compiti sul tavolo della cucina mentre il fuoco dei fornelli trasformava ingredienti semplici in cibo superbo. Ieri quattro bambini, Rosario, Anna, Catena e Giuseppe, osservavano quasi inconsapevoli la mamma mentre compiva magie per far quadrare i conti, e ridevano insieme a un papà che al ritorno dal lavoro aveva voglia di scherzare con loro. Oggi Catena racconta quegli anni, in cui a vincere è sempre stata la serenità unita alla forza di credere nel futuro: perché la vera ricchezza della sua famiglia era racchiusa tutta nei piatti che sua madre Sara preparava ogni giorno, ispirandosi unicamente alla propria fantasia. Un libro intimo, commovente, ironico, un manuale di cucina atipico e per questo autentico, che porta con sé i sapori e gli odori di una famiglia vera. Una come tante.

Da una storia vera

L’ultimo romanzo di Delphine, nel quale aveva messo a nudo la storia della sua famiglia, è diventato un successo planetario. L’ha travolta, le ha preso ogni energia lasciandola incredula, sfinita, debole. Lasciandola letteralmente senza parole. Ormai è passato del tempo, i lettori e l’editore si aspettano da lei qualcosa e una domanda la incalza a ogni apparizione pubblica: sta scrivendo qualcosa di nuovo? E, soprattutto, cosa scriverà dopo quel romanzo?È in questo momento delicato che L. entra nella vita di Delphine. Un incontro casuale, una nuova conoscenza con cui si scopre un’intimità naturale, un’amicizia che si trasforma rapidamente in una presenza stabile e confortevole nella vita di tutti i giorni. L. incarna l’ideale di donna bella, sofisticata e sicura di sé che Delphine, con i suoi capelli disordinati e i modi nervosi, un certo imbarazzo mai superato dall’adolescenza, non ha mai saputo essere. L. è un’amica come se ne hanno solo a diciassette anni: sempre disponibile, generosa e simpatica, una presenza complice comparsa dal nulla e diventata subito imprescindibile.L. la assiste, la sostiene, inizia a interessarsi sempre più da vicino al problema della scrittura che assilla l’amica e ha una visione incredibilmente lucida. “Ricordo di aver avuto un’intuizione” scrive Delphine. “Qualcosa in L., qualcosa di nascosto, di appena percettibile, mi diceva che era una sopravvissuta, che aveva alle spalle un passato torbido e misterioso, che aveva messo in atto una straordinaria metamorfosi.” Una sopravvissuta come tutti gli scrittori, o le persone pericolose.

Da un’altra carne

Guido, uno dei figli della signora Traversari, rientra a casa un giorno con un bambino per mano. Salvino ha dieci anni e un passato segreto. Dei suoi genitori non si sa nulla, né Guido fornisce spiegazioni, anche se tra lui e il piccolo sembra esserci una confidenza costruita nel tempo. Per tutti l'arrivo di Salvino è un tornado interiore. Non solo e non tanto perché è difficile accettare l'estraneo, l'intruso che irrompe nelle nostre esistenze e le sconvolge, un po' le brucia e un po' le rigenera. Le ragioni per cui la sola presenza di quel bambino è sufficiente a modificare gli equilibri di una famiglia e degli individui che la compongono sono in gran parte oscure: ed è proprio questa zona buia, questo luogo di verità in movimento, che il romanzo di De Silva attraversa senza dare né chiedere spiegazioni.

Da qui non se ne va nessuno

“Milano dista da Torino cinquant’anni.” Alba
Parietti li ripercorre tutti con la mente e con il
cuore mentre vola in autostrada per andare a
soccorrere sua madre, una donna meravigliosa
ma afflitta per molti anni da gravi sofferenze
psicologiche. A ogni chilometro un ricordo, poi
un altro e un altro ancora. Insieme s’impongono
con prepotenza nei dettagli, nei colori, negli
odori, fino a ricreare volti, fatti, emozioni
di una vita intera.
Con la morte della madre, il bisogno di ricostruire
la storia della sua famiglia diventa incontenibile
per Alba, quasi terapeutico. Un
desiderio reso possibile dal ritrovamento, del
tutto inaspettato, dei diari della mamma e di
suo fratello Aldo, rinchiuso per tutta la vita al
manicomio di Collegno. Da quelle pagine spuntano
epoche, luoghi e figure famigliari che somigliano
ai personaggi di un romanzo storico
di fine Ottocento. Da una parte la famiglia
materna, colta e raffinata, in stretto rapporto
con i Savoia, il cui aplomb è allegramente minacciato
dallo zio Angelo, chiamato da tutti, a
causa della sua passione per il travestitismo e
la sua mitomania, il “Marchese Faraone”.
Dall’altra la famiglia paterna, contadina, comunista,
antifascista. Il nonno Antonio che
non si toglie il cappello davanti a Mussolini e
impedisce al futuro padre di Alba di indossare
la divisa da Balilla. Un imprinting profondo,
che lo porterà diciassettenne a diventare
il partigiano Naviga e, in seguito, a sfuggire
all’eccidio di Perletto.
Alba incrocia la sua storia personale, dalla carriera
agli amori – fra cui quello con uno degli
imputati, poi assolto, della strage di Brescia – ,
con quella dei suoi avi e si sorprende a scrivere
questo libro di ricordi in compagnia degli amati
fantasmi della madre, del padre e dello zio.
Da qui non se ne va nessuno è l’affascinante autobiografia
famigliare di una donna di grande
successo che sperimenta sulla propria pelle
una consolante verità: gli affetti veri continuano
a essere presenti nella vita quotidiana
di ognuno di noi.

Da quando sei scomparsa

Che cosa fai se la figlia della tua migliore amica è scomparsa… ed è solo colpa tua? Lisa è una donna come tante, che come tante cerca di essere una buona madre, una buona moglie, una buona lavoratrice. Come tante, annaspa per tenere insieme tutti i pezzi della sua vita. Non come Kate, la sua migliore amica, che non avendo impegni di lavoro può dedicarsi anima e corpo alla cura dei suoi figli, trovando persino il tempo di occuparsi dei problemi altrui. Una donna perfetta. Lisa sa di non essere perfetta, ma fa del suo meglio. Finché, in un giorno particolarmente difficile di una settimana estremamente dura, accade qualcosa di terribile. Basta un attimo di distrazione, un tragico errore, e la figlia tredicenne di Kate, che le era stata affidata per un giorno, sparisce nel nulla. La prima, sconvolgente ipotesi è che sia stata adescata da un maniaco sospettato di aver rapito e violentato un’altra adolescente nella stessa zona. Comincia così per Lisa un lungo calvario, fatto di accuse spietate da parte della pubblica opinione e di inevitabili sensi di colpa, che la spinge però a intraprendere un’indagine privata. Un’indagine che rivelerà l’orrore nascosto sotto l’apparente tranquillità della vita quotidiana…