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Sgumbéi: le porte della città nascosta

Come è possibile che la locanda della Brentana, così piccola vista dall’esterno, riesca a contenere migliaia di studenti? Chi è lo strano essere rinchiuso in un’ampolla nella cantina di messer Lippo, che in piena notte fa crollare il palazzo? Dove sono finiti il diadema d’oro e argento, lo scettro, gli speroni d’oro, la spada con l’elsa tempestata di diamanti di Heinz di Hohenstaufen? Nel chiaroscuro di questi misteri si snoda il cammino del protagonista di Sgumbéi, pellegrino in viaggio per una città senza nome, distante “poche ore di buona andatura”. E’ una passeggiata nell’impossibile, nei segreti che nel corso dei secoli si sono stratificati nelle piazze, sotto i portici, nelle case di questo luogo così reale e tuttavia irraggiungibile.

Lo sguardo del leone

In un giorno del 1974, la vita di Hailu e di milioni di etiopi muta di colpo. Dal cielo terso e acceso dal sole di Addis Abeba, gli elicotteri dell’esercito imperiale lasciano cadere migliaia di volantini. Adagiandosi al suolo con la grazia di piume strappate, i fogli annunciano alla popolazione l’impensabile: la ribellione dell’arma a una «monarchia vetusta e decadente», incapace di assicurare alla giustizia i corrotti e i responsabili della carestia che flagella l’Etiopia. Nei mesi seguenti l’imperatore Hailè Selassiè, subito dopo aver firmato l’ordinanza di scioglimento del governo e del consiglio della corona, viene arrestato e trasportato in una modesta casa sulla collina che sovrasta la capitale. Nella notte fra il 26 e il 27 agosto del 1975, l’eletto del Signore, il monarca con nelle vene il sangue di re Salomone, il Leone di Giuda che ha combattuto Mussolini, viene soffocato con un cuscino e sepolto sotto il pavimento di una latrina, di fronte alla finestra dell’ufficio del nuovo tiranno, Menghistu. Nei trent’anni trascorsi come medico del Prince Mekonnen Hospital, ribattezzato dal nuovo regime Black Lion Hospital, Hailu non ha mai visto una città così sconvolta come ora. Jeep e uniformi, marce militari e assemblee obbligatorie, una continua parata di manifesti propagandistici, stelle, falci e martelli, operai dall’aria fiera e con i pugni alzati e, soprattutto, incessanti arresti ed esecuzioni di intellettuali, notabili, aristocratici e funzionari imperiali finiti, inermi, nelle mani del Derg, il consiglio della rivoluzione, dopo essersi fidati della sua falsa promessa di non ricorrere a un bagno di sangue. Il Derg ha trasformato persino l’ospedale in un luogo desolato, pieno di dottorini russi e pazienti etiopi mal assistiti e afflitto da una perenne scarsità di medicinali. Hailu tuttavia, non si ribella. Continua la sua vita segnata dalla solitudine seguita alla morte della moglie per un male incurabile, anche quando scopre che il figlio più giovane, Dawit, non frequenta affatto i corsi universitari, ma le riunioni clandestine della resistenza studentesca contro il Derg. Un giorno, però, al Black Lion Hospital viene trasportato il corpo di una ragazza avvolto in un foglio di plastica trasparente. Un corpo orrendamente torturato, i jeans e la camicetta a fiori letteralmente zuppi di sangue, i piedi che sporgono gonfi dall’estremità della barella. Un’oscenità inaudita, che costringe Hailu a drammatiche e inevitabili decisioni. Opera strabiliante sulla tragedia di una rivoluzione e sull’insopprimibile bisogno di libertà degli esseri umani, *Lo sguardo del leone* svela, sulla scena letteraria mondiale, l’originalità e la potenza del nuovo romanzo africano.

La Sfinge Rossa

L’indagine retrospettiva sull’assassinio di Enrico IV, che introduce nella narrazione storica la suspense del poliziesco; i ritratti efficacissimi di Luigi XIII, di Richelieu e della sua “Eminenza Grigia”, padre Joseph; la cornice di intrighi politici, scene mondane e imprese militari nella quale è racchiuso l’intreccio principale: tutto in questo romanzo, per la prima volta tradotto in italiano, avvince e seduce il lettore, trasportandolo in un’epoca che non solo rivive davanti ai suoi occhi, ma sembra attirarlo e coinvolgerlo con la forza magica di una prodigiosa illusione. La Sfinge Rossa è un sorprendente esempio della capacità di Dumas di raccontare le grandi vicende della storia in una forma che stimola l’immaginazione e si imprime nella memoria: grazie all’impatto drammatico e visuale del suo narrare, Dumas ha vinto la sfida del tempo e la sua opera approda al XXI secolo con stupefacente vitalità e intatta freschezza.

La sfida: Dal patto alla crisi e oltre

Il libro è un minuzioso reportage sulla vita del palazzo, sugli umori veri dei politici, sui fatti raccontati “dall’interno”, anche se stavolta l’argomento centrale è la situazione di immobilità, o meglio di “attesa”, che ha contraddistinto il 1997.
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La sfida

Estate. Tempo di vacanze, di corse in bicicletta, di partite di calcio con gli amici. Non per Danny. Niente è più lo stesso a casa sua dalla sera in cui la mamma rientra scortata da due poliziotti. C’è stato un grave incidente, però la mamma non ne ha colpa. Ma è proprio così? E chi è la ragazzina dai capelli rossi che si presenta a casa loro e dichiara di sapere come stanno davvero le cose? John Boyne ci regala una nuova storia lancinante, in cui ancora una volta sono i bambini a deviare il corso degli eventi. Una parabola moderna, scritta con la voce di un ragazzo di dodici anni, che si legge tutta d’un fi ato e non si cancella più.
(source: Bol.com)

La sfida di Landover

Ben può finalmente regnare in pace su Landover. La sua sposa, Willow, regina degli Elfi, gli ha dato una figlia, Mistaya, una bambina dolcissima. Ma ecco incombere una nuova, terribile minaccia. Rydall, re delle terre che si estendono al di là delle nebbie magiche che avvolgono Landover, rapisce la bimba e lancia la sua sfida: un combattimento con sette invincibili campioni. La posta in gioco é altissima: Mistaya, sua figlia, e Landover, il suo regno. Ben accetta, non sapendo che i suoi avversari non sono altro che mostri creati dalla mente di chi gli é molto vicino… L’ultima avvincente puntata che chiude il fantastico ciclo di avventure ambientato nel magico regno di Landover.
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La sfida di Kazam

Jennifer, ormai famosa in tutte le Terre di Drago per essere l’ultima ammazzadraghi, gestisce l’agenzia di maghi Kazam in assenza del suo fondatore, il grande Zambini, condannato da un incantesimo a comparire solo per pochi istanti e in luoghi sempre diversi. Tra le bizze di stregoni egocentrici e le scocciature burocratiche, la vita scorre paradossalmente tranquilla, finché una donna non si presenta con un’insolita richiesta: ritrovare un anello perduto, pervaso di una devastante energia negativa. E proprio mentre Jennifer e il suo sgangherato seguito riescono nell’impresa, il Re in persona dà un solenne annuncio: verrà operata una fusione tra le agenzie iMagic e Kazam, per creare un’unica proprietà alle sue dipendenze. Per impedire l’indesiderata fusione le due agenzie dovranno sfidarsi in una gara di magia! Ma mentre la Kazam già pregusta la vittoria grazie ai poteri dell’anello, il perfido avversarlo dell’iMagic medita di uccidere la famiglia reale e cattura una Quarkbestia, creatura nota per una singolare proprietà: riprodursi da sola, generando un’esplosione di energia annientatrice. Riuscirà Jennifer a fermarla? Età di lettura: da 11 anni.
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La sfida del corvo

I corvi non sono uccelli particolarmente predatori, ma neppure dolci e sottomessi. E poi, calano dal cielo nei momenti piu’ brutti. Un gruppo di donne, alcune delle quali molto carine, sceglie a simbolo, la testa di un corvo. Forse per lanciare un messaggio all’uomo: non siamo particolarmente aggressive, ma neanche dolci e sottomesse. L’Ispettore Capo Wexford e’ abituato ad affrontare persone ben piu’ pericolose, e cosi’, quando si trova coinvolto nella scomparsa del marito di Joy Williams, una vicina di casa, pensa di compiere solo un atto di solidarieta’ di quartiere. Ma, intanto, fa la sua comparsa una misteriosa ragazza che accoltella e ferisce gli uomini dai quali pensa di essere concupita. E, in fondo a uno stagno, viene dragata la valigetta dell’uomo scomparso. A questo punto, Wexford non ha piu’ dubbi: l’uomo non e’ scomparso, ma morto. E, infatti, il cadavere spunta puntuale, sepolto in una fossa poco profonda. E’ zeppo di barbiturici ed e’ stato, anche lui, accoltellato. Da chi? Forse dalla ragazza con la T-shirt ornata sul davanti da un corvo col viso di donna, e la scritta ARRIA? Ma chi e’ questa ragazza? Le T-shirt sono diffusissime, e se ne vedono in giro parecchie. Allora, bisognera’ cercare piu’ a fondo, fra le nere piume del corvo, fino a trovare l’ossatura del caso.

La sfida dei gemelli

Con La sfida dei gemelli si conclude la seconda trilogia delle Cronache di Dragon Lance. Raistlin e Caramon, i due gemelli-rivali, sono arrivati alla sfida finale. Raistlin, il mago, è riuscito a superare il Portale ed è pronto ad affrontare la Regina delle tenebre mentre Caramon, il guerriero, dopo aver azionato il congegno che permette di viaggiare nel tempo, si ritrova in un luogo sconosciuto dove lo attende una realtà spaventosa. tutti gli eroi della leggenda per combattere l’Ultima Battaglia. Una battaglia finale contrappone le forze del male a quelle del bene: queste ultime prevalgono di poco, grazie all’intervento di Rand rientrato in possesso del magico Corno.

La sfida degli Alton

Partita da Darkover all’età di sei anni, Margaret Alton vi fa ritorno molti anni dopo per studiarne il patrimonio musicale. Ma il suo arrivo porta lo scompiglio in quella comunità chiusa e legata alle tradizioni. Margaret infatti, quale erede dell’antica e nobile dinastia dei Comyn, possiede il Dono (una straordinaria facoltà telepatica risvegliatasi con il suo arrivo a Darkover). A poco a poco Margaret, fino ad ora ignara dei suoi poteri e della storia del suo pianeta natale, scopre oscuri episodi legati al suo passato di bambina, trovandosi suo malgrado intrappolata in una rete di avvenimenti più grandi di lei.
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Sfida a Poirot

Colin Lamb, biologo nonché agente del controspionaggio inglese, sta cercando qualcuno al numero 61 di Wilbraham Crescent, a Crowdean nel Sussex, quando si imbatte in una ragazza che fugge atterrita dal numero 19, dove ha scoperto il cadavere di un uomo. Nessuno ha idea di chi sia la vittima. Ma l’identità dell’uomo non è l’unico problema della polizia. Ci sono anche quei misteriosi orologi rinvenuti nell’appartamento, orologi che indicano tutti un’ora precisa diversa da quella reale. E per giunta non si riesce a capire come siano giunti lì, dal momento che non appartengono alla padrona di casa, una signora cieca tanto indipendente da creare sospetti. Se per la polizia di Crowdean il delitto è indecifrabile, per Hercule Poirot, che ha raccolto come una sfida l’invito a partcipare alle indagini fattogli da Colin Lamb, si tratta in realtà di un crimine molto semplice da risolvere. Scritto nel 1963, Sfida a Poirot è una storia in cui ritroviamo la fine capacità deduttiva di Agatha Christie, che ha fatto di lei la regina del giallo.

Sfida a Detroit

Tanta gente avrebbe voglia di uccidere il giudice Alvin B. Guy, personaggio molto impopolare e ambiguo. E il. giudice, infatti, viene ammazzato, ma per una banale faccenda di sorpasso da un tale, Clement Mansell, che neanche lo conosce. Però, Mansell è un efferato criminale, rapinatore, ladro, pluriomicida, che la polizia non è mai riuscita a incastrare per mancanza di prove, grazie anche all’abilità del suo avvocato, Carolyn Wilder.
Incaricato di questo caso è il tenente Raymond Cruz, della Squadra Omicidi di Detroit, il quale per una serie di indizi e di testimonianze intuisce subito chi è il colpevole dell’omicidio. Ma non ha possibilità di incriminarlo. Il romanzo è la cronaca della sfida di Mansell contro Cruz, e di Cruz contro Mansell, contro la colonia albanese di Detroit e persino contro l’avvenente Carolyn, coinvolta non solo professionalmente in questa sporca storia. La lotta tra i due si concluderà in un confronto finale dal quale soltanto uno potrà uscire vivo.
Un romanzo di alta drammaticità, scritto con piglio deciso, senso dell’azione, uno stile personalissimo, un linguaggio stringato. E personaggi che non si possono facilmente dimenticare.

La sfera del buio

“Più che un King classico, un King al massimo della sua creatività. Un narratore che ci accompagna nel lato oscuro della psiche costringendoci a leggere pagina dopo pagina il suo romanzo. Una trama magistrale, che vede protagonisti una strega, una diabolica sfera di cristallo, mille tradimenti, assassinii e congiure, con una conclusione da incubo.” (“Publishers Weekly”)

La sfera del buio – La Torre Nera IV

Nel quarto romanzo del ciclo de La Torre Nera ritroviamo Roland di Gilead, Eddie, Susannah e Jake intrappolati in una carrozza di Blaine il Mono, il treno teleguidato dalla stessa intelligenza malefica che ha sterminato la cittadina di Lud. L’ultimo cavaliere si salva vincendo una sfi da davvero particolare… solo per ritrovarsi in un’America alternativa, spopolata da una misteriosa superinfl uenza. In un mondo che “va avanti” sempre più rovinosamente, è infatti facile sconfi nare in luoghi e tempi paralleli attraverso le sottilità, le insidiose porte per l’altrove via via più frequenti. Nello spiegare ai suoi compagni di avventura che cosa sia questo fenomeno, Roland è costretto a rituffarsi nel proprio lontanissimo passato e, in una notte che pare senza fine, narra la tragica storia di Susan Delgado, del loro amore immortale e di una sfera magica che sembra scaturita da un’antica leggenda…