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L’eredità del Fantini

Il notaio Ersilio Cristalli è appena arrivato a Boscobasso e si è già scontrato con il maresciallo Bellomo. Passi il fatto di averlo quasi investito, ma installarsi nella villa del fu liutaio Antonio Arcari è davvero troppo: significa precludere ogni possibilità di ritorno dell’amata Edwige Dalmasso. Ma così è. Il notaio a Boscobasso potrà esercitare la sua professione, superare quel piccolo handicap dell’altezza, anzi, della bassezza, che tante prese in giro gli ha causato, e soprattutto dedicarsi al suo sogno segreto di diventare un attore. Peccato che don Fausto prima gli prometta il ruolo da protagonista nella recita di Natale e poi esiti, comportandosi in modo molto misterioso. Non solo: Amilcare Fantini, titolare dell’omonima officina del paese, decide di passare a miglior vita e lascia il notaio esecutore testamentario delle sue ultime volontà, ma un imprevisto farà saltare i piani. Mirella Fantini, nipote del meccanico e suora in quel di Brescia, si presenta alla porta del notaio in una gelida mattina di dicembre, senza velo e ben decisa a non indossarlo mai più. Con quell’eredità, i progetti per la sua vita sono cambiati… Come se non bastasse, l’auto dell’impiegata comunale Gigliola Bittanti, proprio quella sotto cui è morto l’Amilcare, sembra sparita nel nulla, e don Fausto è vittima di un ricatto a luci rosse. Ancora una volta, tocca al maresciallo Bellomo e ai suoi sottoposti indagare e risolvere il mistero; tra invidie, tradimenti, pettegolezzi ed equivoci, mentre storie d’amore nascono ed altre sono sul punto di finire.
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### Sinossi
Il notaio Ersilio Cristalli è appena arrivato a Boscobasso e si è già scontrato con il maresciallo Bellomo. Passi il fatto di averlo quasi investito, ma installarsi nella villa del fu liutaio Antonio Arcari è davvero troppo: significa precludere ogni possibilità di ritorno dell’amata Edwige Dalmasso. Ma così è. Il notaio a Boscobasso potrà esercitare la sua professione, superare quel piccolo handicap dell’altezza, anzi, della bassezza, che tante prese in giro gli ha causato, e soprattutto dedicarsi al suo sogno segreto di diventare un attore. Peccato che don Fausto prima gli prometta il ruolo da protagonista nella recita di Natale e poi esiti, comportandosi in modo molto misterioso. Non solo: Amilcare Fantini, titolare dell’omonima officina del paese, decide di passare a miglior vita e lascia il notaio esecutore testamentario delle sue ultime volontà, ma un imprevisto farà saltare i piani. Mirella Fantini, nipote del meccanico e suora in quel di Brescia, si presenta alla porta del notaio in una gelida mattina di dicembre, senza velo e ben decisa a non indossarlo mai più. Con quell’eredità, i progetti per la sua vita sono cambiati… Come se non bastasse, l’auto dell’impiegata comunale Gigliola Bittanti, proprio quella sotto cui è morto l’Amilcare, sembra sparita nel nulla, e don Fausto è vittima di un ricatto a luci rosse. Ancora una volta, tocca al maresciallo Bellomo e ai suoi sottoposti indagare e risolvere il mistero; tra invidie, tradimenti, pettegolezzi ed equivoci, mentre storie d’amore nascono ed altre sono sul punto di finire.

Gli eredi della terra

«*Un grande bestseller, un romanzo grandioso come una cattedrale*»
***El Pais***
**Barcellona, 1387.** Arnau Estanyol, dopo le mille traversie che hanno segnato la sua vita e la costruzione della grandiosa Cattedrale del Mare, è ormai uno dei più stimati notabili di Barcellona. Giunto in città ancora in fasce e stretto tra le braccia del padre, un misero bracciante, nessuno sa meglio di lui quanto Barcellona possa essere dura e ingiusta con gli umili. Tanto che oggi è Amministratore del Piatto dei Poveri, un’istituzione benefica della Cattedrale del Mare che offre sostegno ai più bisognosi mediante le rendite di vigneti, palazzi, botteghe e tributi, ma anche grazie alle elemosine che lo stesso Arnau si incarica di raccogliere per le strade. Sembra però che la città pretenda da lui il sacrificio estremo.
Ed è proprio dalla chiesa tanto cara ad Arnau a giungere il segnale d’allarme. Le campane di Santa Maria del Mar risuonano in tutto il quartiere della Ribera; rintocchi a lutto, che annunciano la morte di re Pietro… Ad ascoltare quei suoni con particolare attenzione c’è un ragazzino di soli dodici anni. Si chiama Hugo Llor, è figlio di un uomo che ha perso la vita in mare, e ha trovato lavoro nei cantieri navali grazie al generoso interessamento di Arnau. Ma i suoi sogni di diventare un maestro d’ascia e costruire le splendide navi che per ora guarda soltanto dalla spiaggia si infrangono contro una realtà spietata. Al seguito dell’erede di Pietro, Giovanni, tornano in città i Puig, storici nemici di Arnau: finalmente hanno l’occasione di mettere in atto una vendetta che covano da anni, tanto sanguinosa quanto ignobile… Da quel momento, la vita di Hugo oscillerà tra la lealtà a Bernat, l’unico figlio di Arnau, e la necessità di sopravvivere.
Dieci anni dopo *La cattedrale del mare*, Ildefonso Falcones torna al mondo che tanto ama e che così bene conosce: la Barcellona del Quattrocento. Tra le terre profumate di vino della Catalogna, negli anni turbolenti del Concilio di Costanza, ricrea alla perfezione una società effervescente ma imbrigliata da una nobiltà volubile e corrotta, nella quale emerge la lotta di un uomo per una vita che non sacrifichi dignità e affetti. Uno straordinario romanzo di lealtà e vendetta, amori e sogni, ma soprattutto di fortissime emozioni.
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### Sinossi
«*Un grande bestseller, un romanzo grandioso come una cattedrale*»
***El Pais***
**Barcellona, 1387.** Arnau Estanyol, dopo le mille traversie che hanno segnato la sua vita e la costruzione della grandiosa Cattedrale del Mare, è ormai uno dei più stimati notabili di Barcellona. Giunto in città ancora in fasce e stretto tra le braccia del padre, un misero bracciante, nessuno sa meglio di lui quanto Barcellona possa essere dura e ingiusta con gli umili. Tanto che oggi è Amministratore del Piatto dei Poveri, un’istituzione benefica della Cattedrale del Mare che offre sostegno ai più bisognosi mediante le rendite di vigneti, palazzi, botteghe e tributi, ma anche grazie alle elemosine che lo stesso Arnau si incarica di raccogliere per le strade. Sembra però che la città pretenda da lui il sacrificio estremo.
Ed è proprio dalla chiesa tanto cara ad Arnau a giungere il segnale d’allarme. Le campane di Santa Maria del Mar risuonano in tutto il quartiere della Ribera; rintocchi a lutto, che annunciano la morte di re Pietro… Ad ascoltare quei suoni con particolare attenzione c’è un ragazzino di soli dodici anni. Si chiama Hugo Llor, è figlio di un uomo che ha perso la vita in mare, e ha trovato lavoro nei cantieri navali grazie al generoso interessamento di Arnau. Ma i suoi sogni di diventare un maestro d’ascia e costruire le splendide navi che per ora guarda soltanto dalla spiaggia si infrangono contro una realtà spietata. Al seguito dell’erede di Pietro, Giovanni, tornano in città i Puig, storici nemici di Arnau: finalmente hanno l’occasione di mettere in atto una vendetta che covano da anni, tanto sanguinosa quanto ignobile… Da quel momento, la vita di Hugo oscillerà tra la lealtà a Bernat, l’unico figlio di Arnau, e la necessità di sopravvivere.
Dieci anni dopo *La cattedrale del mare*, Ildefonso Falcones torna al mondo che tanto ama e che così bene conosce: la Barcellona del Quattrocento. Tra le terre profumate di vino della Catalogna, negli anni turbolenti del Concilio di Costanza, ricrea alla perfezione una società effervescente ma imbrigliata da una nobiltà volubile e corrotta, nella quale emerge la lotta di un uomo per una vita che non sacrifichi dignità e affetti. Uno straordinario romanzo di lealtà e vendetta, amori e sogni, ma soprattutto di fortissime emozioni.

L’erede delle tenebre

Dopo aver scoperto di essere la figlia di Ciaran, il potente capo di una setta di magia nera che sta per scatenare la terribile onda nera su tutte le congreghe. Morgan viene incaricata dal consiglio supremo della Wicca di fingersi sua alleata per estorcergli importanti informazioni. Morgan entra così a contatto con il lato oscuro, ammaliante e coinvolgente della magia nera, e ne rimane affascinata. Contro ogni aspettativa, la ragazza instaura con il padre un rapporto profondo, e comincia a dubitare di poter resistere al richiamo del suo stesso sangue. Riuscirà a tradire la fiducia del padre e rinanciare alle promesse di potere che lui le offre? Oppure rifiuterà di portare a termine la missione che le è stata affidata per diventare l’erede di Ciaran? Età di lettura: da 11 anni.
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Erano ragazzi in barca: La vera storia della squadra di canottaggio che umiliò Hitler

Il pomeriggio del 14 agosto 1936 a Berlino, sullo specchio d’acqua del Langer See, sotto gli occhi di Adolf Hitler e di una folla immensa si svolge la finale dell’otto maschile, la gara di canottaggio più attesa dell’XI Olimpiade. In sesta corsia, la meno favorevole, l’equipaggio statunitense si prepara a coronare un sogno incredibile, la conquista della medaglia d’oro, in uno dei più emozionanti e sorprendenti trionfi negli annali della specialità.
Solo pochi mesi prima, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle possibilità di vittoria della squadra dell’Università di Washington, formata da ragazzi di umili origini, figli di un’America messa in ginocchio da una spaventosa crisi economica. Eppure, spinti dall’insopprimibile desiderio di cambiare un destino apparentemente segnato, gli studenti della Washington sostengono senza battere ciglio allenamenti sfiancanti in condizioni climatiche proibitive e, grazie all’aiuto di tecnici esperti e inflessibili, ma ricchi di umanità, imparano a superare individualismi e gelosie, e a fidarsi ciecamente l’uno dell’altro, trasformandosi in una delle migliori squadre di canottaggio di tutti i tempi.
Tra questi ragazzi spicca Joe Rantz, entrato nell’equipaggio per guadagnare un po’ di autostima e trovare il proprio posto nel mondo insieme alla sua adorata Joyce. Per lui in particolare, con una dolorosa vicenda familiare alle spalle, la disciplina imposta dallo sport agonistico traccia il faticoso percorso verso la maturità, dandogli l’orgogliosa consapevolezza – ancora ben viva settant’anni dopo – di aver compiuto un’impresa memorabile.
Alla luce di una grande mole di documenti dell’epoca – quotidiani, giornali radio, notiziari cinematografici, diari privati – e di interviste e colloqui con i protagonisti e i loro parenti e amici, Daniel James Brown racconta con la passione e la leggerezza del romanziere una pagina di storia sportiva troppo a lungo ignorata, tracciando dapprima il fedele ritratto di un’America che tenta faticosamente di uscire dalla Grande Depressione, e poi, attraversato l’oceano, descrivendo la straordinaria avventura vissuta da nove ragazzi dello Stato di Washington in una ventosa giornata dell’estate 1936 nella Berlino nazista. Un raggio di luce alla vigilia di uno dei periodi più bui dell’umanità.
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### Sinossi
Il pomeriggio del 14 agosto 1936 a Berlino, sullo specchio d’acqua del Langer See, sotto gli occhi di Adolf Hitler e di una folla immensa si svolge la finale dell’otto maschile, la gara di canottaggio più attesa dell’XI Olimpiade. In sesta corsia, la meno favorevole, l’equipaggio statunitense si prepara a coronare un sogno incredibile, la conquista della medaglia d’oro, in uno dei più emozionanti e sorprendenti trionfi negli annali della specialità.
Solo pochi mesi prima, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle possibilità di vittoria della squadra dell’Università di Washington, formata da ragazzi di umili origini, figli di un’America messa in ginocchio da una spaventosa crisi economica. Eppure, spinti dall’insopprimibile desiderio di cambiare un destino apparentemente segnato, gli studenti della Washington sostengono senza battere ciglio allenamenti sfiancanti in condizioni climatiche proibitive e, grazie all’aiuto di tecnici esperti e inflessibili, ma ricchi di umanità, imparano a superare individualismi e gelosie, e a fidarsi ciecamente l’uno dell’altro, trasformandosi in una delle migliori squadre di canottaggio di tutti i tempi.
Tra questi ragazzi spicca Joe Rantz, entrato nell’equipaggio per guadagnare un po’ di autostima e trovare il proprio posto nel mondo insieme alla sua adorata Joyce. Per lui in particolare, con una dolorosa vicenda familiare alle spalle, la disciplina imposta dallo sport agonistico traccia il faticoso percorso verso la maturità, dandogli l’orgogliosa consapevolezza – ancora ben viva settant’anni dopo – di aver compiuto un’impresa memorabile.
Alla luce di una grande mole di documenti dell’epoca – quotidiani, giornali radio, notiziari cinematografici, diari privati – e di interviste e colloqui con i protagonisti e i loro parenti e amici, Daniel James Brown racconta con la passione e la leggerezza del romanziere una pagina di storia sportiva troppo a lungo ignorata, tracciando dapprima il fedele ritratto di un’America che tenta faticosamente di uscire dalla Grande Depressione, e poi, attraversato l’oceano, descrivendo la straordinaria avventura vissuta da nove ragazzi dello Stato di Washington in una ventosa giornata dell’estate 1936 nella Berlino nazista. Un raggio di luce alla vigilia di uno dei periodi più bui dell’umanità.

Era te che cercavo

«Un romanzo straordinario per tutti coloro che si interrogano sulla vita.»Simona Sparaco«Un autore sempre in vetta alle classifiche. Un fenomeno senza precedenti amato dai lettori di tutto il mondo.»Público«Pedro Chagas Freitas è un caso pazzesco, tutti lo dovrebbero studiare.»SabadoDall’autore di Prometto di sbagliare, una storia che racconta le ombre dell’animo umano.Stai attento a quello che desideriPotrebbe trasformarsi nel tuo peggiore incuboLa pioggia si abbatte incessante sulla città nel caos dell’ora di punta. Sotto una coltre grigio scuro, Carlos, inzuppato da capo a piedi, sta scattando fotografie. Con un clic cerca di catturare l’anima delle persone nell’irripetibilità di pochi istanti. All’improvviso, si accorge che l’obiettivo della sua reflex si posa con insistenza su una donna. Un attimo di smarrimento. Poi, con gli occhi carichi di inquietudine e le mani tremanti, mette a fuoco l’immagine. È lei. Sempre lei. La donna che misteriosamente compare in tutte le sue fotografie. La donna che silenziosa lo segue ovunque come un’ombra scura. O almeno lui crede che lo segua. Perché da un po’ di tempo a questa parte, da quando si è reso conto che il suo matrimonio è diventato una prigione e sua moglie non è più la donna che ha sposato, la sensazione di essere osservato da lontano non lo abbandona mai. Forse sta solo perdendo la testa. Sta diventando incapace di distinguere realtà e finzione, un confine labile che si fa sempre più sottile nei contorni sfumati di un’istantanea. Eppure, qualcosa gli dice che non è solo suggestione. È quasi sicuro che lei sia sempre lì, lo osservi con attenzione, guidi i suoi gesti e le sue azioni. Ma cosa vuole questa donna misteriosa, che si è insinuata nella sua vita facendo crollare anche le poche certezze rimaste? Perché ha scelto proprio lui? Quando comincia a ricevere messaggi enigmatici che riecheggiano minacciosi nella sua testa, Carlos non ha più dubbi: deve andare a cercarla, costi quel che costi. Dopo il successo internazionale di Prometto di sbagliare, che ha venduto oltre 100.000 copie e per mesi è rimasto in vetta alle classifiche mondiali, Chagas ritorna con un nuovo sorprendente romanzo, che lascerà anche i più appassionati a bocca aperta. Un viaggio nei segreti più oscuri dell’animo umano. Una storia di inganni e ossessioni, della ricerca spasmodica di una verità che sembra inafferrabile.

L’equivoco della famiglia

In Italia il discorso pubblico sulla famiglia è spesso intessuto di conflitti ideologici, ambiguità, equivoci.

In questi anni i modi di fare e intendere la famiglia sono stati oggetto di cambiamenti, anche radicali. L’invecchiamento delle parentele ha trasformato i rapporti tra le generazioni. Separazioni e divorzi hanno modificato i confini delle famiglie. Le tecniche di riproduzione assistita hanno portato nuovi modi di diventare genitori. L’occupazione femminile ha fatto emergere l’importanza del lavoro non pagato delle donne. Le coppie dello stesso sesso hanno chiesto e ottenuto riconoscimento.

A fronte di questi cambiamenti le reazioni sono spesso di paura, di nostalgia del passato, quando non di condanna. La famiglia è chiamata in causa come soluzione di tutti i problemi ma anche come fonte di problemi essa stessa: i giovani che tardano a diventare autonomi, le donne che non fanno abbastanza figli, i padri troppo assenti oppure troppo presenti, le figlie che non sono più disponibili a occuparsi a pieno tempo dei genitori divenuti fragili. In compenso, le politiche sociali per le famiglie concretamente esistenti sono molto scarse, con conseguenze gravi per il futuro di tutti.

(source: Bol.com)

Equivoci e bugie

SONO LE DECISIONI CHE SEMBRANO POCO IMPORTANTI QUELLE CHE CI CAMBIANO LA VITA.«Un romanzo originale, commovente e ben scritto. Equivoci e bugie è una delizia dall’inizio alla fine.»Paula Hawkins, autrice della Ragazza del treno«Uno dei libri più belli, vitali e affascinanti degli ultimi anni… Un romanzo da assaporare.»The Guardian«Uno splendido primo romanzo, Joann Cannon raggiunge un risultato eccellente…»Daily Mail«Un libro molto speciale, che ci fa riflettere su noi stessi e sugli altri.»Nathan Filer, autore di Chiedi alla lunaUna piccola cittadina inglese, un lunedì mattina nell’afosa estate del 1976: Mrs Creasy del civico 8 è scomparsa. I vicini sembrano attribuire questo fatto al caldo insolito, ma Grace, dieci anni, e la sua amica del cuore Tilly non la pensano allo stesso modo. Ispirate da una predica del vicario della parrocchia locale, le ragazzine decidono di investigare, sicure del fatto che se il nostro cuore ci permette di trovare Dio, anche Mrs Creasy può essere trovata e ricondotta a casa con il loro aiuto. E così, mentre la temperatura si impenna e l’asfalto si scioglie, Grace e Tilly vanno di porta in porta alla ricerca di qualche indizio. Quello che scoprono è una incredibile rete di menzogne e segreti legati a un fatto accaduto tempo prima. E intanto che cercano di raccapezzarsi in quel che hanno visto e sentito, viene alla luce una storia ben più grande di loro…

Equazione di un amore

Singapore è una bolla luminosa a misura di gente privilegiata e Lea, che non indossa nemmeno un gioiello, ha lasciato Roma per vivere lì. Ha sposato un avvocato di successo che nel tempio finanziario del consumo ha trovato le sue soddisfazioni. Anche se a tratti è punta da una nota di malinconia, la ragione le dice che non avrebbe potuto fare scelta migliore: Vittorio è affidabile, ambizioso, ac­cudente. È un uomo che prende le cose di petto e aggiusta quello che non va; come quando ha raccolto lei, sotto la pioggia, un pomeriggio londinese di tanti anni prima. Al cuore di Lea invece basta pochissimo per confondersi: l’immagine di un ragazzino introverso, curvo su una scrivania a darle ripetizioni di matematica. Si chiama Giacomo e Lea non ha mai smesso di pensare a lui. L’alunno più brillante, il professore più corteggiato, l’amante passionale, l’uomo codardo. Lea sa bene che deve stargli lontano, perché Giacomo può farle male: c’è un’ombra in lui, qualcosa che le sfugge, ma che lentamente lo divora.
Quando una piccola casa editrice accoglie il romanzo che ha scritto, Lea è costretta a tornare a Roma, e ogni proposito crolla. Il passato con tutta la sua prepotenza li travolge ancora una volta, con maggior violenza e pericolo. Secondo i principi della fisica che Giacomo le ha insegnato, nulla può separare due particelle quantiche una volta che sono entrate in contatto. Saranno legate per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili.
Un romanzo che lascia senza fiato. Una storia appassionante e poetica, carica di emozione e colpi di scena. Una riflessione a tutto tondo sull’amore e sul destino, da una delle scrittrici più forti e amate della narrativa contemporanea.
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### Recensione
**Come fai a non desiderare chi fuma canne e ama Spinoza?**
*Chiara Moscardelli*, Tuttolibri – La Stampa
«In fisica quantistica, nessun oggetto ha una posizione definita se non quando interagisce con qualcosa d’altro. Come se le cose non esistessero sempre, ma si materializzassero in un luogo preciso solo quando sbattono contro uno sguardo». Così comincia *Equazione di un amore*, il nuovo romanzo di **Simona Sparaco**.
Ma una felicità che si rivela tale solo se vissuta in funzione di una relazione con l’altro è una felicità quasi inaccessibile, traballante. Il bisogno che abbiamo di sentirci vicini a un altro essere umano è una trappola. Soli, non ci sentiamo realizzati. E se è vero che tendiamo a desiderare spesso ciò che non abbiamo, aspirando costantemente, quindi, a una felicità che non è mai qui e ora, ma sempre altrove, il raggiungimento di questa felicità appare ancora più complicato.
Così è per Lea, che quasi non esiste se non nel desiderio di un uomo. Sposata con Vittorio, avvocato di successo, marito affidabile e innamorato, si trasferisce con lui a Singapore costruendo una vita che sembra avere un valore solo perché è vissuta in coppia.
Sullo sfondo, una città che non le apparitene.
La Sparaco conosce bene il cuore di una donna e con un linguaggio sapiente, equilibrato, mai eccessivo lo svela lentamente al lettore. Siamo all’inizio del romanzo, Lea sta facendo l’amore con suo marito sul tavolo della loro cucina all’interno del loro elegante appartamento di Singapore. Eppure, neanche quell’atto la rende felice, pensa a come sarebbe stato se Vittorio quel vestito glielo avesse strappato, anziché sfilato garbatamente. Ma quella è passione, non amore che riaggiusta la vita.
Non riesce a dimenticare Giacomo, il ragazzo conosciuto a scuola, che invece la vita gliel’ha distrutta. Giacomo rappresenta tutto ciò da cui una donna dovrebbe tenersi lontana. Tenebroso, saccente, passionale, colto, ma soprattutto refrattario a ogni tipo di rapporto e già solo per questo Lea, e noi con lei, lo amiamo. Ascolta Rachmaninov, suona il pianoforte, legge Spinoza, fuma le canne. Come si fa a non desiderarlo? Che gene ci hanno inculcato, a noi donne, a parte la famigerata costola, che ci ha rese così vulnerabili di fronte ai «belli e dannati»? Perché siamo spinte a cercare una vita accanto a un uomo, e per giunta un uomo che il vestito ce lo strapperebbe di dosso? Vittorio la ama, la protegge e si prende cura di lei. Giacomo, al contrario, ha dato prova più volte di non esserne capace. C’è un’ombra in lui, qualcosa che lentamente lo sta divorando e gli impedisce di legarsi a una donna. Ed è proprio quell’ombra, ovviamente, ad attrarla. Noi donne, si sa, non amiamo le cose semplici. Forse la felicità ci fa paura. Forse temiamo la solitudine. Forse ci sentiamo complete solo nell’incontro con un uomo, che ci strappi i vestiti o meno.
Una cosa è certa, Lea deve crescere come individuo autonomo, trovare una «posizione definita» anche da sola. E comprendere, in quanto individuo, che cosa sia giusto per lei.
La Sparaco riesce ancora una volta a scavare nella vita delle sue donne fino a rivelarcene l’ossatura. Sono donne all’apparenza fragili, ma che nascondono un cuor di leone.
L’epilogo finale, non scontato, né banale, stravolge ogni cosa e lo lascio nelle vostre mani.
Io rimango qui a domandarmi se sia meglio l’amore che aggiusta la vita o la passione che la vita, spesso, te la distrugge. Se sia meglio un uomo che ti sfili i vestiti, o uno che te li strappi. La risposta forse è nelle parole che Diane Keaton rivolge a Woody Allen in Amore e guerra: «Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire, non si deve amare. Però allora si soffre di non amare. Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire. Essere felice è amare, allora essere felice è soffrire. Ma soffrire ci rende infelici. Io spero che tu prenda appunti».
E noi con lui.
### Sinossi
Singapore è una bolla luminosa a misura di gente privilegiata e Lea, che non indossa nemmeno un gioiello, ha lasciato Roma per vivere lì. Ha sposato un avvocato di successo che nel tempio finanziario del consumo ha trovato le sue soddisfazioni. Anche se a tratti è punta da una nota di malinconia, la ragione le dice che non avrebbe potuto fare scelta migliore: Vittorio è affidabile, ambizioso, ac­cudente. È un uomo che prende le cose di petto e aggiusta quello che non va; come quando ha raccolto lei, sotto la pioggia, un pomeriggio londinese di tanti anni prima. Al cuore di Lea invece basta pochissimo per confondersi: l’immagine di un ragazzino introverso, curvo su una scrivania a darle ripetizioni di matematica. Si chiama Giacomo e Lea non ha mai smesso di pensare a lui. L’alunno più brillante, il professore più corteggiato, l’amante passionale, l’uomo codardo. Lea sa bene che deve stargli lontano, perché Giacomo può farle male: c’è un’ombra in lui, qualcosa che le sfugge, ma che lentamente lo divora.
Quando una piccola casa editrice accoglie il romanzo che ha scritto, Lea è costretta a tornare a Roma, e ogni proposito crolla. Il passato con tutta la sua prepotenza li travolge ancora una volta, con maggior violenza e pericolo. Secondo i principi della fisica che Giacomo le ha insegnato, nulla può separare due particelle quantiche una volta che sono entrate in contatto. Saranno legate per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili.
Un romanzo che lascia senza fiato. Una storia appassionante e poetica, carica di emozione e colpi di scena. Una riflessione a tutto tondo sull’amore e sul destino, da una delle scrittrici più forti e amate della narrativa contemporanea.

Epepe

Ci sono libri che hanno la prodigiosa, temibile capacità di dare, semplicemente, corpo agli incubi. “Epepe” è uno di questi. Inutile, dopo averlo letto, tentare di scacciarlo dalla mente: vi resterà annidato, che lo vogliate o no. Immaginate di finire, per un beffardo disguido, in una labirintica città di cui ignorate nome e posizione geografica, dove si agita giorno e notte una folla oceanica, anonima e minacciosa. Immaginate di ritrovarvi senza documenti, senza denaro e punti di riferimento. Immaginate che gli abitanti di questa sterminata metropoli parlino una lingua impenetrabile, con un alfabeto vagamente simile alle rune gotiche e ai caratteri cuneiformi dei Sumeri – e immaginate che nessuno comprenda né la vostra né le lingue più diffuse. Se anche riuscite a immaginare tutto questo, non avrete che una pallida idea dell’angoscia e della rabbiosa frustrazione di Budai, il protagonista di “Epepe”. Perché Budai, eminente linguista specializzato in ricerche etimologiche, ha familiarità con decine di idiomi diversi, doti logiche affinate da anni di lavoro scientifico e una caparbietà senza uguali. Eppure, il solo essere umano disposto a confortarlo, benché non lo capisca, pare sia la bionda ragazza che manovra l’ascensore di un hotel: una ragazza che si chiama Epepe, ma forse anche – chi può dirlo? – Bebe o Tetete.

Entre nous: Incontri di scrittori italiani e francesi del Novecento (La memoria) (Italian Edition)

Se non fosse montato in modo quasi cinematografico, come quei piano sequenza in cui l’occhio della macchina si sposta da un personaggio a un altro intercettandone la storia a ogni incrocio casuale, questo libro probabilmente rischierebbe l’infinità. È infatti una folla sterminata quella dei personaggi eminenti che passano e raccontano le vicende, i casi e i capricci dei loro incontri, tra Parigi e l’Italia. Daria Galateria ha scavato in un secolo di memorie letterarie, testimonianze, ricordi a caccia delle conversazioni e liaisons parigine: Ungaretti, Apollinaire, Barrès e D’Annunzio; Buzzati e Camus, Malraux e Moravia; Sciascia e Bernard-Henri-Lévy; ma anche Gide con La Capria a Napoli, a Capri Malaparte e Vailland, e Sartre e Carlo Levi a Roma. Equivoci, invidie e ammirazioni, ritratti, piccole crudeltà, divertimenti, futilità, chiacchiere, dell’esprit, e anche a volte la vita come massima opera d’arte. E dal montaggio emerge, nitida, e più vasta e irradiante dei suoi reali confini, la mappa letteraria di Parigi, capitale culturale del mondo intero.

Se non fosse montato in modo quasi cinematografico, come quei piano sequenza in cui l’occhio della macchina si sposta da un personaggio a un altro intercettandone la storia a ogni incrocio casuale, questo libro probabilmente rischierebbe l’infinità. È infatti una folla sterminata quella dei personaggi eminenti che passano e raccontano le vicende, i casi e i capricci dei loro incontri, tra Parigi e l’Italia. Daria Galateria ha scavato in un secolo di memorie letterarie, testimonianze, ricordi a caccia delle conversazioni e liaisons parigine: Ungaretti, Apollinaire, Barrès e D’Annunzio; Buzzati e Camus, Malraux e Moravia; Sciascia e Bernard-Henri-Lévy; ma anche Gide con La Capria a Napoli, a Capri Malaparte e Vailland, e Sartre e Carlo Levi a Roma. Equivoci, invidie e ammirazioni, ritratti, piccole crudeltà, divertimenti, futilità, chiacchiere, dell’esprit, e anche a volte la vita come massima opera d’arte. E dal montaggio emerge, nitida, e più vasta e irradiante dei suoi reali confini, la mappa letteraria di Parigi, capitale culturale del mondo intero.

Apollinaire, Buzzati, Camus, D’Annunzio, Moravia, Sciascia, Ungaretti…Un secolo di memorie letterarie. Ritratti, invidie e ammirazioni, divertimenti e crudeltà, chiacchiere. Una giostra di celebrità da cui emerge una Parigi, capitale spirituale del ‘900.

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Sinossi

Apollinaire, Buzzati, Camus, D’Annunzio, Moravia, Sciascia, Ungaretti…Un secolo di memorie letterarie. Ritratti, invidie e ammirazioni, divertimenti e crudeltà, chiacchiere. Una giostra di celebrità da cui emerge una Parigi, capitale spirituale del ‘900. 

Enrico VIII

L'”Enrico VIII”, o meglio “La famosa storia della vita di Enrico VIII” è l’ultimo dramma di Shakespeare, e segna il ritorno, dopo un intervallo di ben 14 anni, ai grandi temi della storia nazionale affrontati nelle due grandi tetralogie che trattano le vicende del governo inglese dal 1398 al 1521, come anche nel “Re Giovanni”, che risale agli esordi della sua attività di drammaturgo. Se il dramma di Giovanni Senzaterra prelude alla ricca e fortunata stagione delle “chronicle plays”, l'”Enrico VIII” ne costituisce la più che degna conclusione. Entrambi i drammi presentano un sovrano che vuole riaffermare l’autorità della corona e riscattarla dalle ingerenze della Chiesa di Roma, entrambi offrono memorabili, nobili esempi di fermezza d’animo di fronte all’avverso destino e si chiudiono con fervidi accenti di un patriottismo che in Shakespeare non si dà mai per scontato.
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Enrico VI parte seconda

La trilogia dell’Enrico VI racconta il lungo e turbolento regno dell’ultimo sovrano della dinastia dei Lancaster, sul trono dal 1422 al 1471. Nella parte seconda lo scontro tra i nobili comincia a produrre i primi frutti avvelenati: la morte violenta del saggio duca di Gloucester (lo zio del re, figura paterna che aveva cercato di pilotare la rotta dello stato a difesa del debole sovrano) è seguita da quella dei suoi nemici, Winchester e Suffolk, mentre Riccardo di York esce finalmente allo scoperto, reclamando la corona per sé e per i figli. Divampa la guerra civile, la cosiddetta Guerra delle due Rose: Lancaster contro York, una guerra dove non esistono vincitori definitivi, dove chiunque aspiri al potere è destinato alla sconfitta, mentre l’Inghilterra, rotolata nell’anarchia come una testa mozzata nella polvere, degenera verso lo stadio terminale della malattia: la tirannia di Riccardo III.Enrico VI parte seconda fa parte della serie Tutto Shakespeare nei Grandi Libri Garzanti, diretta da Nemi D’Agostino e Sergio Perosa. La serie comprende i 38 lavori teatrali del grande drammaturgo oltre ai Sonetti e ai Poemetti. Tutte le opere sono corredate del testo originale inglese e sono curate dai maggiori studiosi italiani di Shakespeare.La versione digitale dei 40 titoli della serie mantiene le stesse caratteristiche dell’edizione cartacea, ma con i vantaggi della consultazione interattiva: la possibilità di passare agevolmente atto per atto, scena per scena dal testo inglese originale alla traduzione italiana grazie ai link bilingue, di effettuare ricerche specifiche per parole chiave, di verificare occorrenze, di confrontare varianti, di approfondire lo studio della lingua e dello stile dell’autore.

Enrico VI parte prima

La trilogia dell’ *Enrico VI* racconta il lungo e turbolento regno dell’ultimo sovrano della dinastia dei Lancaster, sul trono dal 1422 al 1471. Dopo la vittoria di Enrico V sui francesi ad Agincourt nel 1421, la nazione inglese precipita gradualmente nel caos. Il trionfo dell’anarchia, favorito dalla guerra fratricida tra gli York e i Lancaster, entrambi discendenti dal ceppo dei Plantageneti, culminerà nell’ascesa alla corona dell’anti-re per eccellenza, il satanico e mostruoso Riccardo III. La prima parte dell’ *Enrico VI* rappresenta una sorta di preludio alla Guerra delle due Rose che è al centro delle parti seconda e terza della trilogia, e immette sulla scena personaggi di grande impatto drammaturgico come John Talbot, braccio armato del sovrano, ultimo cavaliere feudale, puro e valoroso, e l’indomita Jeanne d’Arc, la Pulzella d’Orléans, che Shakespeare trasforma in un’amazzone sovversiva e spregiudicata.
*Enrico VI parte prima* fa parte della serie **Tutto Shakespeare nei Grandi Libri Garzanti** , diretta da Nemi D’Agostino e Sergio Perosa. La serie comprende i 38 lavori teatrali del grande drammaturgo oltre ai *Sonetti* e ai *Poemetti*. Tutte le opere sono corredate del testo originale inglese e sono curate dai maggiori studiosi italiani di Shakespeare.
La **versione digitale** dei 40 titoli della serie mantiene le stesse caratteristiche dell’edizione cartacea, ma con i vantaggi della consultazione interattiva: la possibilità di passare agevolmente atto per atto, scena per scena dal testo inglese originale alla traduzione italiana grazie ai link bilingue, di effettuare ricerche specifiche per parole chiave, di verificare occorrenze, di confrontare varianti, di approfondire lo studio della lingua e dello stile dell’autore.
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### Sinossi
La trilogia dell’ *Enrico VI* racconta il lungo e turbolento regno dell’ultimo sovrano della dinastia dei Lancaster, sul trono dal 1422 al 1471. Dopo la vittoria di Enrico V sui francesi ad Agincourt nel 1421, la nazione inglese precipita gradualmente nel caos. Il trionfo dell’anarchia, favorito dalla guerra fratricida tra gli York e i Lancaster, entrambi discendenti dal ceppo dei Plantageneti, culminerà nell’ascesa alla corona dell’anti-re per eccellenza, il satanico e mostruoso Riccardo III. La prima parte dell’ *Enrico VI* rappresenta una sorta di preludio alla Guerra delle due Rose che è al centro delle parti seconda e terza della trilogia, e immette sulla scena personaggi di grande impatto drammaturgico come John Talbot, braccio armato del sovrano, ultimo cavaliere feudale, puro e valoroso, e l’indomita Jeanne d’Arc, la Pulzella d’Orléans, che Shakespeare trasforma in un’amazzone sovversiva e spregiudicata.
*Enrico VI parte prima* fa parte della serie **Tutto Shakespeare nei Grandi Libri Garzanti** , diretta da Nemi D’Agostino e Sergio Perosa. La serie comprende i 38 lavori teatrali del grande drammaturgo oltre ai *Sonetti* e ai *Poemetti*. Tutte le opere sono corredate del testo originale inglese e sono curate dai maggiori studiosi italiani di Shakespeare.
La **versione digitale** dei 40 titoli della serie mantiene le stesse caratteristiche dell’edizione cartacea, ma con i vantaggi della consultazione interattiva: la possibilità di passare agevolmente atto per atto, scena per scena dal testo inglese originale alla traduzione italiana grazie ai link bilingue, di effettuare ricerche specifiche per parole chiave, di verificare occorrenze, di confrontare varianti, di approfondire lo studio della lingua e dello stile dell’autore. 

L’enigma del libro dei morti

Martin Rua è il Dan Brown italiano Un grande thriller Prophetiae Saga LINGUADOCA, 1548. Nei dintorni di Montségur si è diffusa una terribile epidemia. I rimedi del dottor Étienne Domergue non sembrano funzionare. In un ultimo, disperato tentativo di fermare l’ecatombe e porre un freno ai deliri apocalittici di un gruppo religioso, il dottore invia il suo allievo Gaston Arrau in Provenza per chiedere aiuto al più grande esperto di peste in circolazione: Michel Nostradamus. FRANCIA, PRIMAVERA DEL 2004. A Rennes-le-Château una spedizione guidata dall’archeologo Yves Charpentier porta alla luce una parte del tesoro perduto dei catari, ma i finanziatori dello scavo sequestrano i reperti occultando la scoperta al mondo. PARIGI, OGGI. La Francia è costretta a fronteggiare una drammatica emergenza sanitaria: una malattia simile alla peste, creduta ormai debellata da secoli, sta mettendo in ginocchio il Paese. Il governo sospetta un attacco batteriologico di matrice terroristica e affida il caso all’unità speciale Horus. Eppure, nonostante gli sforzi, la squadra del capitano Khadija Moreau brancola nel buio. Se solo potessero ancora contare sull’aiuto di Luc Ravel, alias Gabriel Nostradamus… Un fenomeno del passaparola Oltre 200.000 lettori in Italia Solo un uomo del XVI secolo può risolvere l’enigma del libro dei morti Hanno scritto dei suoi libri: ‘Martin Rua sa dare il giusto ritmo alle sue narrazioni e sa trasformare l’esoterismo in elettrizzante materia narrativa.’ la Repubblica ‘Tra antichi culti e cattedrali gotiche, Martin Rua strizza l’occhio all’alchimia e all’esoterismo.’ Panorama Martin RuaÈ nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle religioni. I suoi studi si sono concentrati su massoneria e alchimia. Con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo la Parthenope Trilogy (Le nove chiavi dell’antiquario, La cattedrale dei nove specchi, I nove custodi del sepolcro), La profezia del libro perduto e L’enigma del libro dei morti (primi capitoli della Prophetiae Saga), l’ebook La fratellanza del Graal, la guida insolita Napoli esoterica e misteriosa. È anche uno degli autori della raccolta di racconti Sette delitti sotto la neve.

(source: Bol.com)

L’enigma dei Maya

I coniugi Sam e Remi Fargo, instancabili cacciatori di tesori, si trovano in Messico nel tentativo di assistere le popolazioni locali colpite da un terribile terremoto. Impegnati nelle operazioni di soccorso, si imbattono in una scoperta sensazionale: lo scheletro di un uomo che stringe a sé un antico vaso sigillato. All’interno del vaso si trova un manoscritto maya, il più completo esemplare mai rinvenuto. Il testo contiene informazioni di immenso valore a proposito dei maya, della loro cultura e delle loro città, ma anche sul destino del genere umano. I Fargo scopriranno presto che i segreti custoditi dal codice sono tanto importanti da spingere qualcuno a fare qualsiasi cosa pur di impadronirsene. Prima che la loro avventura giunga al termine, in molti perderanno la vita per quel libro… e Sam e Remi potrebbero essere fra questi.