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Esegesi dei luoghi comuni

Ecco l’”Esegesi dei luoghi comuni” del “terribile” Léon Bloy, mistico, infaticabile “giustiziere” dei contemporanei, caustico e livoroso critico della modernità. L’Esegesi dei luoghi comuni è una tra le opere più impressionanti e dure di tutta la letteratura europea del Novecento. Un libro senza mezze misure né peli sulla lingua, dove le frasi fatte, i luoghi comuni, la sciocca banalità dei contemporanei è svuotata di ogni pretesa assennatezza o presunto buonsenso: “Niente e’ assoluto, tutto e’ relativo”; “Gli affari sono affari”; “Nessuno al mondo e’ perfetto”; “Sono come San Tommaso”; “Solo la verita’ offende”; “Il denaro non fa la felicità, ma…”; sono solo alcuni dei modi di dire attraverso cui Bloy demolisce il mondo e il tempo del borghese.
Attraverso l’interpretazione di centottantatré luoghi comuni, Bloy da vita a qualcosa più di un “semplice” sciocchezzaio o di un “moderno” bestiario sulla banalità del mondo contemporaneo: l’Esegesi vuole essere un’opera di radicale smascheramento delle falsità e delle ipocrisie su cui si fonda la società moderna. È infatti contro il borghese, suo nemico designato, che Bloy e la sua Esegesi si scatena: egli è per Bloy la mortificazione stessa della parola e del pensiero, schiacciato dalle sue merci, dalla sua meschinità, dalle sue formulette di presunta saggezza quotidiana. E la ferocia con cui aggredisce i loro affetti più cari – il denaro, gli affari, la ricchezza – le loro inespresse, malcelate fedi – la tecnica, la salute, l’intrattenimento – fa crollare tutto il mondo del borghese sotto i colpi dell’invettiva viscerale e oltraggiosa di quest’opera insolitamente affascinante – ostile.
Il misticismo ispirato, che a tratti diviene addirittura violento, esasperato, il richiamo costante all’Assoluto come irriducibile termine di confronto attraverso cui intendere il mondo e il tempo del borghese è infatti elemento ineliminabile in tutta l’opera e la biografia di Bloy. E l’Esegesi del “terribile” reazionario Bloy, rappresenta ancora oggi, nonostante l’“inattualità” – e la diffidenza – che ha da sempre accompagnato l’autore e l’opera in questione, la difesa di un modo e un tempo del pensiero irriducibile a ogni etichettatura; e a una lettura odierna rimane intatta e non di rado ancor più pregnante la portata disperatamente morale e filosofica – mai moralistica – della sua critica radicale alla società, all’umanità stessa e al suo orizzonte di progresso.
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### Sinossi
Ecco l’”Esegesi dei luoghi comuni” del “terribile” Léon Bloy, mistico, infaticabile “giustiziere” dei contemporanei, caustico e livoroso critico della modernità. L’Esegesi dei luoghi comuni è una tra le opere più impressionanti e dure di tutta la letteratura europea del Novecento. Un libro senza mezze misure né peli sulla lingua, dove le frasi fatte, i luoghi comuni, la sciocca banalità dei contemporanei è svuotata di ogni pretesa assennatezza o presunto buonsenso: “Niente e’ assoluto, tutto e’ relativo”; “Gli affari sono affari”; “Nessuno al mondo e’ perfetto”; “Sono come San Tommaso”; “Solo la verita’ offende”; “Il denaro non fa la felicità, ma…”; sono solo alcuni dei modi di dire attraverso cui Bloy demolisce il mondo e il tempo del borghese.
Attraverso l’interpretazione di centottantatré luoghi comuni, Bloy da vita a qualcosa più di un “semplice” sciocchezzaio o di un “moderno” bestiario sulla banalità del mondo contemporaneo: l’Esegesi vuole essere un’opera di radicale smascheramento delle falsità e delle ipocrisie su cui si fonda la società moderna. È infatti contro il borghese, suo nemico designato, che Bloy e la sua Esegesi si scatena: egli è per Bloy la mortificazione stessa della parola e del pensiero, schiacciato dalle sue merci, dalla sua meschinità, dalle sue formulette di presunta saggezza quotidiana. E la ferocia con cui aggredisce i loro affetti più cari – il denaro, gli affari, la ricchezza – le loro inespresse, malcelate fedi – la tecnica, la salute, l’intrattenimento – fa crollare tutto il mondo del borghese sotto i colpi dell’invettiva viscerale e oltraggiosa di quest’opera insolitamente affascinante – ostile.
Il misticismo ispirato, che a tratti diviene addirittura violento, esasperato, il richiamo costante all’Assoluto come irriducibile termine di confronto attraverso cui intendere il mondo e il tempo del borghese è infatti elemento ineliminabile in tutta l’opera e la biografia di Bloy. E l’Esegesi del “terribile” reazionario Bloy, rappresenta ancora oggi, nonostante l’“inattualità” – e la diffidenza – che ha da sempre accompagnato l’autore e l’opera in questione, la difesa di un modo e un tempo del pensiero irriducibile a ogni etichettatura; e a una lettura odierna rimane intatta e non di rado ancor più pregnante la portata disperatamente morale e filosofica – mai moralistica – della sua critica radicale alla società, all’umanità stessa e al suo orizzonte di progresso.

Erotici risvegli

C’è qualcosa nella casa di Mel. O meglio, qualcuno. Una presenza che si avverte grazie al lieve profumo di lillà e alle note lontane di un carillon che aleggiano nell’aria. Lei non è spaventata. Anzi, quelle stranezze non fanno che aggiungere fascino al palazzo d’epoca in cui vive. Con l’arrivo di Jon Adams, il nuovo inquilino, quegli strani fenomeni diventano più frequenti e l’attrazione di Mel per quel bellissimo uomo alto, bruno e silenzioso è sempre più intensa. Ma quella che prova nei suoi confronti non è una passione normale: ha la forza di un’ossessione, che la consuma. E forse l’unico in grado di spiegare che cosa si nasconde nei vividi sogni erotici che turbano le sue notti è proprio lui.
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### Sinossi
C’è qualcosa nella casa di Mel. O meglio, qualcuno. Una presenza che si avverte grazie al lieve profumo di lillà e alle note lontane di un carillon che aleggiano nell’aria. Lei non è spaventata. Anzi, quelle stranezze non fanno che aggiungere fascino al palazzo d’epoca in cui vive. Con l’arrivo di Jon Adams, il nuovo inquilino, quegli strani fenomeni diventano più frequenti e l’attrazione di Mel per quel bellissimo uomo alto, bruno e silenzioso è sempre più intensa. Ma quella che prova nei suoi confronti non è una passione normale: ha la forza di un’ossessione, che la consuma. E forse l’unico in grado di spiegare che cosa si nasconde nei vividi sogni erotici che turbano le sue notti è proprio lui.

Erotic horror

Erotismo e Morte: un binomio terribile e perfetto, che anima da sempre il nostro immaginario e, in particolare, l’immaginario dell’horror. E maestri indiscussi di questo fortunato genere sono gli autori di cui vengono presentati in questa classica raccolta. Da Richard Matheson a Robert Bloch, da Theodore Sturgeon a Ramsey Campbell, da Harlan Ellison a Richard Laymond, il pantheon della narrativa nera e macabra si riunisce per evocare, fra cinica ironia e gusto del brivido continuato, donne bellissime e crudeli, congegni malefici, sedute necrofile, insetti pericolosissimi, il tutto innervato da un erotismo che si torce in lussuria e mette in crisi le possibilità umane aprendosi a diaboliche suggestioni. In poche parole: inoltratevi fiduciosi in queste storie, ma tenetevi saldi, perché la paura è sempre in attesa dietro la porta. Dietro la prossima pagina.

Eros mi ha rapito!

Vittoria sogna e spera di conoscere l’uomo della sua vita. L’impresa è un po’ difficile, visti i precedenti fidanzati e una costante sfortuna che la perseguita. La sua vita è normale, lavora come cameriera alla pizzeria del padre e subisce la perfezione della sorella maggiore, sentendosi sempre sbagliata. Stefano è l’unica persona che sembra capirla ma, quando succederà qualcosa di sconvolgente, anche lui inizierà a non crederle.
Vittoria viene rapita per sbaglio, nessuno sembra cercarla e non sarà la sola a essere ostaggio dei sequestratori. Coinvolto nel rapimento c’è un affascinante Conte – Ernesto Romeo Ottaviano Simone Vinci della Rocca: il suo acronimo è E.r.o.s. – che turberà Vittoria con il suo sorriso micidiale e non solo. Eros ha un comportamento ambiguo, sembra sia l’unica persona di cui Vittoria possa fidarsi ma, a quanto pare, nasconde qualcosa. Chi è realmente? Un Conte con un debito da saldare, un mezzo delinquente, oppure un semplice ragazzo che vuole giustizia? Il suo comportamento può essere frainteso e, proprio per questo motivo, Vittoria ha difficoltà a esternare i propri sentimenti. La ragazza cerca in qualche modo di reprimerli, ma l’amore è un sentimento che non si può nascondere, arriva senza avvisare e non chiede il permesso per entrare nel nostro cuore. S’insinua silente e non possiamo fare altro che assecondarlo …
Questa è una storia romantica e, a tratti, frustrante, ma anche ironica e paradossale. Vittoria è simpatica, è una di noi, un po’ brontolona e molto curiosa. Parlerà con voi lettori: cercherà conforto e sostegno. Sarà confusa, combattuta, si sentirà sola e abbandonata. Conoscerà l’amore, quello vero, tramite l’uomo che ne porta il nome: Eros. Ricordatevi, però, che l’apparenza inganna e non tutto è come ci appare.
Altri romanzi di Emme X:
-“La forza dell’amore” (new adult drammatico e sentimentale)
-“Quando l’amore è amore” (chick lit ironico e romantico)
-“Una (s)volta nella vita” (racconto breve all’interno dell’antologia gratuita “Tutto nasce da qui” AA.VV. delle Dragonfly Wings)
-Prequel gratuito “Aspettando Eros …” (introduzione al romanzo “Eros mi ha rapito!”
-“Baciarsi e dirsi addio” – The kiss trilogy vol. 1 (rosa contemporaneo)
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### Sinossi
Vittoria sogna e spera di conoscere l’uomo della sua vita. L’impresa è un po’ difficile, visti i precedenti fidanzati e una costante sfortuna che la perseguita. La sua vita è normale, lavora come cameriera alla pizzeria del padre e subisce la perfezione della sorella maggiore, sentendosi sempre sbagliata. Stefano è l’unica persona che sembra capirla ma, quando succederà qualcosa di sconvolgente, anche lui inizierà a non crederle.
Vittoria viene rapita per sbaglio, nessuno sembra cercarla e non sarà la sola a essere ostaggio dei sequestratori. Coinvolto nel rapimento c’è un affascinante Conte – Ernesto Romeo Ottaviano Simone Vinci della Rocca: il suo acronimo è E.r.o.s. – che turberà Vittoria con il suo sorriso micidiale e non solo. Eros ha un comportamento ambiguo, sembra sia l’unica persona di cui Vittoria possa fidarsi ma, a quanto pare, nasconde qualcosa. Chi è realmente? Un Conte con un debito da saldare, un mezzo delinquente, oppure un semplice ragazzo che vuole giustizia? Il suo comportamento può essere frainteso e, proprio per questo motivo, Vittoria ha difficoltà a esternare i propri sentimenti. La ragazza cerca in qualche modo di reprimerli, ma l’amore è un sentimento che non si può nascondere, arriva senza avvisare e non chiede il permesso per entrare nel nostro cuore. S’insinua silente e non possiamo fare altro che assecondarlo …
Questa è una storia romantica e, a tratti, frustrante, ma anche ironica e paradossale. Vittoria è simpatica, è una di noi, un po’ brontolona e molto curiosa. Parlerà con voi lettori: cercherà conforto e sostegno. Sarà confusa, combattuta, si sentirà sola e abbandonata. Conoscerà l’amore, quello vero, tramite l’uomo che ne porta il nome: Eros. Ricordatevi, però, che l’apparenza inganna e non tutto è come ci appare.
Altri romanzi di Emme X:
-“La forza dell’amore” (new adult drammatico e sentimentale)
-“Quando l’amore è amore” (chick lit ironico e romantico)
-“Una (s)volta nella vita” (racconto breve all’interno dell’antologia gratuita “Tutto nasce da qui” AA.VV. delle Dragonfly Wings)
-Prequel gratuito “Aspettando Eros …” (introduzione al romanzo “Eros mi ha rapito!”
-“Baciarsi e dirsi addio” – The kiss trilogy vol. 1 (rosa contemporaneo)
### L’autore
Biografia autore Emme X è nata nel 1977 e risiede in Sardegna. Amante della lettura sin da piccola, ha sviluppato la passione per i romanzi contemporanei. Scrivere, per lei, è un istinto animale. Ha iniziato a pubblicare nel 2013 il suo primo romanzo La forza dell’amore di genere New Adult. Nel 2014 pubblica il Chick lit Quando l’amore è amore. Ha partecipato all’antologia gratuita Tutto nasce da qui con il racconto Una (s)volta nella vita. Nel 2015 pubblica il prequel gratuito Aspettando Eros… e, qualche mese dopo, il romanzo completo Eros mi ha rapito! Al momento, sta lavorando ad altre prossime pubblicazioni.

Eros

È la storia affascinante di un ragazzo alle prese con i primi amori e le prime delusioni; un ragazzo che diventato uomo si abbandonerà alle intemperanze e agli eccessi di numerose esperienze erotiche. Un uomo che viaggerà tanto, ma non riuscirà mai a trovare la pace interiore, neanche quando sposerà la donna che fu il primo amore nella sua adolescenza. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

Eroi della frontiera

Josie ha trentotto anni ed è felice, quella sera. In un camper al buio, con i suoi due bambini e i boschi sconosciuti attorno. Sa che la sua è una felicità passeggera, e che tutto è sbagliato. Non dovrebbe essere in Alaska, una zona del paese che è America ma anche non lo è, è il luogo dell’oblio e dei viaggiatori erranti. Non dovrebbe trovarsi in un’anonima casa a quattro ruote, senza telefono e con in tasca solo contanti. Irrintracciabile. Era una dentista e non lo è più. Il padre dei suoi figli l’ha lasciata. Ha una causa legale alle costole e un rimorso che la tormenta. Credeva in un paese che non esiste più, cancellato dalla durezza della crisi economica. Così Josie si è ribellata: ha preso i suoi figli (sequestrati, si potrebbe dire, all’insaputa del padre), li ha caricati su un camper e sono partiti, senza un piano. Paul, otto anni, “gli occhi freddi e premurosi di un prete glaciale”, più assennato di sua madre. Ana, cinque anni, “una minaccia continua al contratto sociale”, un animale con gli occhi verdi e “la capacità di individuare l’oggetto più fragile in qualsiasi stanza e romperlo con incredibile alacrità”. E ora puntano dritti verso l’Alaska. Un genitore non dovrebbe prima di tutto tenere i figli alla larga da pericoli inutili e traumi evitabili? Invece lei li ha trascinati in Alaska, che non è per niente un luogo magico dall’aria cristallina, ma un posto soffocato dalla caligine di decine di incendi dispersi per tutto lo Stato come galeotti in fuga. Ma è anche la terra degli eroi, e Josie ha bisogno di trovarne uno: trovatemi uno coraggioso, un ardito, chiede agli alberi scuri. Trovatemi uno che non si tira indietro. Dave Eggers torna a raccontare l’America contemporanea e quel che resta di una famiglia disastrata che si mette in marcia verso la frontiera. E in più la luminosa e quasi utopistica fiducia, nonostante tutto, che qualcosa di simile all’originario sogno americano esista ancora, da qualche parte sotto il ghiaccio.
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Gli eroi del crepuscolo

Il primo romanzo fantasy pubblicato da Einaudi. L’esordio di un’autrice di diciassette anni. Da tempo gli Eterni sono in guerra contro i goblin: dal fronte arrivano notizie sconfortanti. Ma quando il Signore delle Tenebre rapisce la figlia del re, Eileen, tutto precipita. Lyannen, giovane mezzomortale che ha osato innamorarsi di lei, parte con la strampalata Compagnia dei Rinnegati per salvarla, e liberare il suo popolo dalla minaccia incombente. A loro si unirà Slyman: il ragazzo ignora tutto di sé, ma sa che combattere per il Reame, anche se non lo ha mai visto, è il suo destino. Il percorso dei Rinnegati sarà pieno di assalti e insidie, ma anche di incontri fortunati, tra centauri, golem di foreste, amazzoni, droqq. Un grandioso affresco di personaggi. Un avvicendarsi di scontri spietati e spettacolari. Una storia di reietti che si scoprono eroi. In un mondo che sembra al suo crepuscolo, dove si crede non esistano piú eroi, Lyannen, Slyman e gli altri mostreranno che il tempo degli eroi non è finito. Che è tempo di eroi nuovi. Umili, imperfetti, veri. È il tempo degli eroi del crepuscolo. Gli Eterni vivono un’epoca di decadenza. Il mondo che conoscono è diviso, i popoli sono in guerra, le alleanze tradite. Come se non bastasse, Eileen, la figlia del re, viene rapita dal Signore delle Tenebre. Eileen è la ragazza che Lyannen ama. Un amore impossibile, perché lei è una principessa Eterna e lui soltanto un mezzomortale: un diverso, uno sbaglio. Lyannen non è un eroe. Ma spinto dall’amore parte con un gruppo di amici in cerca di Eileen. La Compagnia dei Rinnegati – cosí si fanno chiamare – è disposta a tutto pur di salvare la principessa, il Reame e la Bianca Capitale Dardamen. A Dardamen, Slyman non è mai stato. Non sa da dove viene né di chi è figlio, non è mai appartenuto a nessuno, se non al Solitario, l’uomo che lo ha allevato. Slyman non è un eroe. Ma quando il Solitario gli chiede di raggiungere la Compagnia dei Rinnegati, lo fa come se avesse aspettato quel giorno da sempre. Lyannen e Slyman affronteranno la propria imperfezione: insieme, troveranno dentro di sé la «magia» per sconfiggere il Male. Romanzo fantasy, di formazione, epico, Gli eroi del crepuscolo ci catapulta in un mondo vasto e multiforme, abitato da diverse etnie e culture, e ci racconta una guerra di idee oltre che di popoli, che si rifà tanto all’epica greca quanto alle mitologie nordiche. Una storia sulla diversità come patrimonio eccezionale di ogni essere vivente. E sull’utopia di una convivenza solidale tra i popoli.

Un eroe del nostro tempo

È il 1945. Tre nuclei familiari coabitano in un appartamento: i giovani sposi comunisti Faliero e Bruna, la vedova di un ex repubblichino, Virginia, e Lucia, madre vedova del sedicenne Sandrino.
Il ragazzo, bello, irruento e cresciuto nel culto della figura autoritaria e squadrista del padre perduto, seduce Virginia e inizia con lei una relazione intessuta di soprusi e vessazioni. Le tensioni travolgono la casa e i suoi abitanti, inclusi Bruna e Faliero che tenteranno di “salvare” Sandrino, ma invano. In lui infatti la violenza fascista è un male incurabile, che tracimerà in un acme di tragica brutalità. Scritto nel 1947, il romanzo riflette il clima da guerra civile che agitava l’Italia del dopoguerra e segna un’evoluzione marcata nello stile dell’autore. Pratolini è trascinato al realismo dall’urgenza storica e personale di testimoniare le profonde fratture sociali che abitavano come demoni le ombre della difficilissima ricostruzione – non solo materiale – del Paese.
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### Sinossi
È il 1945. Tre nuclei familiari coabitano in un appartamento: i giovani sposi comunisti Faliero e Bruna, la vedova di un ex repubblichino, Virginia, e Lucia, madre vedova del sedicenne Sandrino.
Il ragazzo, bello, irruento e cresciuto nel culto della figura autoritaria e squadrista del padre perduto, seduce Virginia e inizia con lei una relazione intessuta di soprusi e vessazioni. Le tensioni travolgono la casa e i suoi abitanti, inclusi Bruna e Faliero che tenteranno di “salvare” Sandrino, ma invano. In lui infatti la violenza fascista è un male incurabile, che tracimerà in un acme di tragica brutalità. Scritto nel 1947, il romanzo riflette il clima da guerra civile che agitava l’Italia del dopoguerra e segna un’evoluzione marcata nello stile dell’autore. Pratolini è trascinato al realismo dall’urgenza storica e personale di testimoniare le profonde fratture sociali che abitavano come demoni le ombre della difficilissima ricostruzione – non solo materiale – del Paese.

Un eroe borghese

L’Italia degli anni settanta è l’Italia della loggia P2, della strategia della tensione, del terrorismo rosso e nero, l’Italia in cui la nascente società civile scopre che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre. Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese, conservatore, cattolico, in gioventù monarchico. Muore nella notte di una Milano deserta, ucciso da un sicario venuto dall’America, l’11 luglio 1979. Nel settembre 1974 la Banca d’Italia aveva nominato Ambrosoli commissario liquidatore dello scricchiolante impero bancario di Michele Sindona. Basta poco ad Ambrosoli per scoprire, allibito, il castello di trucchi contabili, operazioni speculative, autofinanziamenti truffaldini su cui si è retto l’inganno della sindoniana Banca Privata Italiana. Sfatando le previsioni di chi lo vorrebbe influenzabile, sensibile agli equilibri politici, il “moderato” Ambrosoli si rivela invece un osso durissimo, fedele alla propria integrità morale nonostante le pressioni dall’alto, i tentativi di corruzione che sfociano in minacce, la solitudine in cui gradualmente sprofonda. Fino all’omicidio, ordinato da Sindona. La storia di Giorgio Ambrosoli – che Corrado Stajano ricostruisce in un’inchiesta incalzante, fulminea nelle sue giustapposizioni impreviste di fatti e scene, sempre attenta alla verità del particolare – è un frammento illuminante, tragicamente emblematico, della storia politica italiana.

Un eroe borghese (La cultura)

L’Italia degli anni settanta è l’Italia della loggia P2, della strategia della tensione, del terrorismo rosso e nero, l’Italia in cui la nascente società civile scopre che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre. Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese, conservatore, cattolico, in gioventù monarchico. Muore nella notte di una Milano deserta, ucciso da un sicario venuto dall’America, l’11 luglio 1979.
Nel settembre 1974 la Banca d’Italia aveva nominato Ambrosoli commissario liquidatore dello scricchiolante impero bancario di Michele Sindona. Uomo d’affari romanzesco, spregiudicato equilibrista della finanza internazionale, amico di ministri della Repubblica, mafiosi siciliani e narcotrafficanti italoamericani, bene inserito negli ambienti vaticani, massonici, imprenditoriali, Sindona era per Giulio Andreotti «il salvatore della lira». Basta poco ad Ambrosoli per scoprire, allibito, il castello di trucchi contabili, operazioni speculative, autofinanziamenti truffaldini su cui si è retto l’inganno della sindoniana Banca Privata Italiana. Sfatando le previsioni di chi lo vorrebbe influenzabile, sensibile agli equilibri politici, il «moderato» Ambrosoli si rivela invece un osso durissimo, fedele alla propria integrità morale nonostante le pressioni dall’alto, i tentativi di corruzione che sfociano in minacce, la solitudine in cui gradualmente sprofonda. Fino all’omicidio, ordinato da Sindona. «Se l’andava cercando» commenterà nel 2010 Giulio Andreotti, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio.
La storia di Giorgio Ambrosoli – che Corrado Stajano ricostruisce in un’inchiesta incalzante, fulminea nelle sue giustapposizioni impreviste di fatti e scene, sempre attenta alla verità del particolare – è un frammento illuminante, tragicamente emblematico, della storia politica italiana. In terra di illegalità sistemica, di poteri criminali che si saldano al potere istituzionale, di compromissioni a buon mercato e tentazioni consociative, nell’Italia corrotta di ieri come in quella di oggi, l’onestà è la più imperdonabile delle virtù. E un servitore dello Stato finisce per diventare un ribelle solitario, un lottatore coraggioso: Un eroe borghese, suo malgrado.
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### Sinossi
L’Italia degli anni settanta è l’Italia della loggia P2, della strategia della tensione, del terrorismo rosso e nero, l’Italia in cui la nascente società civile scopre che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre. Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese, conservatore, cattolico, in gioventù monarchico. Muore nella notte di una Milano deserta, ucciso da un sicario venuto dall’America, l’11 luglio 1979.
Nel settembre 1974 la Banca d’Italia aveva nominato Ambrosoli commissario liquidatore dello scricchiolante impero bancario di Michele Sindona. Uomo d’affari romanzesco, spregiudicato equilibrista della finanza internazionale, amico di ministri della Repubblica, mafiosi siciliani e narcotrafficanti italoamericani, bene inserito negli ambienti vaticani, massonici, imprenditoriali, Sindona era per Giulio Andreotti «il salvatore della lira». Basta poco ad Ambrosoli per scoprire, allibito, il castello di trucchi contabili, operazioni speculative, autofinanziamenti truffaldini su cui si è retto l’inganno della sindoniana Banca Privata Italiana. Sfatando le previsioni di chi lo vorrebbe influenzabile, sensibile agli equilibri politici, il «moderato» Ambrosoli si rivela invece un osso durissimo, fedele alla propria integrità morale nonostante le pressioni dall’alto, i tentativi di corruzione che sfociano in minacce, la solitudine in cui gradualmente sprofonda. Fino all’omicidio, ordinato da Sindona. «Se l’andava cercando» commenterà nel 2010 Giulio Andreotti, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio.
La storia di Giorgio Ambrosoli – che Corrado Stajano ricostruisce in un’inchiesta incalzante, fulminea nelle sue giustapposizioni impreviste di fatti e scene, sempre attenta alla verità del particolare – è un frammento illuminante, tragicamente emblematico, della storia politica italiana. In terra di illegalità sistemica, di poteri criminali che si saldano al potere istituzionale, di compromissioni a buon mercato e tentazioni consociative, nell’Italia corrotta di ieri come in quella di oggi, l’onestà è la più imperdonabile delle virtù. E un servitore dello Stato finisce per diventare un ribelle solitario, un lottatore coraggioso: Un eroe borghese, suo malgrado.

L’eretica di Dio

1412, Domrémy. Il giorno in cui Giovanna d’Arco viene alla luce non è un giorno come gli altri, è un giorno straordinario. Il sole scompare per qualche ora, nascosto da un’eclissi, gettando nel panico i villani. E proprio quando la neonata emette un vagito, la luce torna. Questo non è che il primo segno di una vita che sarà breve e straordinaria. Giovanna, infatti, giovanissima, inizia ad avere delle visioni, a sentire la voce di Dio. Una voce che la spinge alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo prima, e poi a un’impresa che pare impossibile e assurda per una sedicenne di umili origini: salvare il regno di Francia, afflitto da decenni di guerra contro gli inglesi. La fugace ed eccezionale vita di Giovanna è scandita dalle parole di Dio, dal sostegno del suo popolo, dal favore delle truppe da lei guidate, dai miracoli praticati a chi chiede la grazia. Giovanna è il simbolo della rinascita contro la decadenza. E, forse per questo, viene condannata come eretica, il suo corpo dato alle fiamme, i suoi resti gettati nella Senna. Una condanna assurda e osteggiata da molti, vergata da quella stessa Chiesa che secoli dopo ne proclamerà la Santità.
Dopo ***Matilde*****, **Rita Coruzzi**** narra le gesta e i segreti di un’altra eroina della fede cristiana, Giovanna d’Arco, guerriera, eretica, santa. Una donna che, in soli diciannove anni di vita, cambiò la storia.
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### Sinossi
1412, Domrémy. Il giorno in cui Giovanna d’Arco viene alla luce non è un giorno come gli altri, è un giorno straordinario. Il sole scompare per qualche ora, nascosto da un’eclissi, gettando nel panico i villani. E proprio quando la neonata emette un vagito, la luce torna. Questo non è che il primo segno di una vita che sarà breve e straordinaria. Giovanna, infatti, giovanissima, inizia ad avere delle visioni, a sentire la voce di Dio. Una voce che la spinge alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo prima, e poi a un’impresa che pare impossibile e assurda per una sedicenne di umili origini: salvare il regno di Francia, afflitto da decenni di guerra contro gli inglesi. La fugace ed eccezionale vita di Giovanna è scandita dalle parole di Dio, dal sostegno del suo popolo, dal favore delle truppe da lei guidate, dai miracoli praticati a chi chiede la grazia. Giovanna è il simbolo della rinascita contro la decadenza. E, forse per questo, viene condannata come eretica, il suo corpo dato alle fiamme, i suoi resti gettati nella Senna. Una condanna assurda e osteggiata da molti, vergata da quella stessa Chiesa che secoli dopo ne proclamerà la Santità.
Dopo ***Matilde*****, **Rita Coruzzi**** narra le gesta e i segreti di un’altra eroina della fede cristiana, Giovanna d’Arco, guerriera, eretica, santa. Una donna che, in soli diciannove anni di vita, cambiò la storia.
### Dalla seconda/terza di copertina
È nata il 2 giugno 1986 a Reggio Emilia, dove tuttora risiede. Affetta da tetraparesi, in conseguenza di un intervento chirurgico andato male, dall’età di dieci anni è sulla sedia a rotelle. Diplomatasi al liceo classico della sua città, ha conseguito la laurea triennale in Lettere e si è specializzata in giornalismo presso l’università di Parma. Della sua esistenza ha fatto una battaglia quotidia

Un eremo non è un guscio di lumaca

‘Qualcuno dice che mi sono ”ritirata” in un eremo; e io puntualmente reagisco. Un eremo non è un guscio di lumaca, e io non mi ci sono rinchiusa; ho solo scelto di vivere la fraternità in solitudine. E lo preciso puntigliosamente per rispondere all’obiezione che concepisce questa solitudine come un tagliarsi fuori dal contesto comunitario. E invece no. L’isolamento è un tagliarsi fuori ma la solitudine è un vivere dentro’.
È questo un libro da leggere in silenzio.
Con la schiena ben dritta e gli occhi che guardano avanti mentre esplorano il mondo nei suoi dettagli: fiori, piante, frutta, animali. Così tutto ciò che vedi ti parla di sé e insieme di altro, degli altri, di quello che è fuori, diverso e straordinariamente unico.
Se ti abbandoni a queste pagine, se le esplori e le ascolti, scopri che le stagioni della natura sono quelle dell’uomo e della vita, di un’età che si compie e si arricchisce ad ogni passo e sguardo. Scopri che una scelta di silenzio contemplativo è un modo per parlare forte e meglio a tutti. Che la solitudine può essere un luogo fecondo di incontro, una condivisione e un dialogo duraturo. Che una gatta (pardon, una micia), può anche scaldarti il cuore e che per difendere e proteggere ciò in cui credi vale ancora la pena di affrontare battaglie e sacrifici.
Adriana Zarri, teologa, scrittrice, eremita, donna libera, prima di morire a novantuno anni compiuti, ha condotto tante battaglie e ha appoggiato, anche in aperto contrasto con le posizioni della chiesa cattolica, le iniziative a favore del divorzio e dell’aborto e le discussioni sul celibato del clero. Con la sua voce sottile, eppure vibrante e sicura, ci guida in un mondo antico e nuovo che è poi il nostro.
Diverso e nuovo è il modo in cui lei va incontro al mondo. E diverso e nuovo è il modo di dirlo, usando con consapevolezza, e assaporandola, la potenza della parola: una parola meditata a lungo e coccolata, a volte stridente e scomoda, a tratti polemica, ma sempre affascinante e coraggiosa nella sua poetica esattezza.
Nelle pagine di Erba della mia erba, pubblicate per la prima volta nel 1981 e qui riproposte, così come negli Altri resoconti di vita, narrazioni nuove e inedite, la propria esperienza di silenzio e di un vivere appartato è raccontata (senza essere mai testimoniata) nel suo farsi concreto, nello scorrere quotidiano e inconsueto di gioie, incontri, speranze e paure. Il proprio eremo, che sia l’amata cascina isolata del Molinasso oppure Cà Sàssino con il suo giardino pieno di rose, è sempre un luogo della vita e dell’anima dove racconto e realtà convivono e si contaminano, dove lo studio e la riflessione sono impastati di vita. E dove l’ospitalità, l’amicizia, la meditazione, la natura, la libertà e il dialogo non possono che essere momenti indispensabili alla vita e alla sua complessa bellezza.
(source: Bol.com)

Eredità proibita (YouFeel): Ama il tuo peccato e sarai innocente (Italian Edition)

Ama il tuo peccato e sarai innocente.

Nathan e Karen non conoscono l’esistenza l’uno dell’altra. Rampollo di una ricchissima famiglia newyorkese lui, giovane donna cresciuta senza padre e con pochi soldi nella provincia inglese lei, le loro vite scorrono separate dall’oceano fino a quando la sorte non decide di far incontrare le loro strade. 
A cambiare per sempre le loro esistenze, un’eredità in comune e un segreto rimasto nascosto per decenni. Uno scherzo del destino, che avvicina due persone suscitando tra loro un’attrazione irresistibile quanto proibita.
“Un’eredità proibita” è un romanzo avvincente e sensuale sul potere dell’amore che spezza ogni catena.

Mood: Erotico – YouFeel RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

L’eredità di Dio: Un’avventura della Sigma Force

«I libri della Sigma Force sono il massimo della letteratura di intrattenimento.»The New York Times«I protagonisti della Sigma Force sono grandiosi come i romanzi di questa serie imperdibile.»Publisher WeeklyUn’avventura della Sigma Force Vol. 10Terra Santa, estate 1134. Lo cerca da sedici anni. Per recuperarlo, ha sacrificato la sua giovinezza e il patrimonio della sua famiglia. Si è persino travestita da uomo, così da essere ammessa tra i Templari e prendere parte alle crociate. E, alla fine, ha trovato la cripta. Ora l’ultimo ostacolo è un vecchio guardiano, un guardiano che aspetta quel momento da 455 anni.Seychelles, oggi. Lo teme da giorni. Per sfuggirgli, Amanda Gant ha viaggiato sotto falso nome e ha evitato l’occhio indiscreto delle telecamere a circuito chiuso, finché non è salita a bordo di uno yacht al largo delle Seychelles. Lì dovrebbe essere al sicuro. Invece un gruppo di uomini armati prende il comando della barca e rapisce Amanda. Per portarla da lui.Zanzibar, oggi. Lo insegue da ore. Per trovarlo, il comandante Gray Pierce ha girato a lungo fra i tortuosi vicoli della città. E adesso deve convincerlo a collaborare, perché Tucker Wayne è un ex ranger specializzato in operazioni di salvataggio, e il presidente degli Stati Uniti ha un disperato bisogno d’aiuto: sua figlia Amanda è stata rapita. E non da criminali qualsiasi, bensì dalla Gilda, un’organizzazione sulle tracce di un segreto che la famiglia Gant custodisce da novecento anni. Un segreto di cui Amanda è l’ultima depositaria.

L’eredità di Cavendon

È un caldo fine settimana dell’estate 1926 quando, per la prima volta dopo anni, Charles Ingham, conte di Mowbray, decide di riunire l’intera famiglia a Cavendon Hall, l’imponente dimora, immersa nel verde dello Yorskshire, di proprietà degli Ingham da generazioni. Con loro ci sono anche i devoti e leali Swann, che da secoli si prendono cura della casa e dei suoi abitanti, e ne conoscono tutti i segreti. Ma i bei vecchi tempi sono ormai finiti e Cavendon Hall è ora in rovina. La Grande Guerra ha cambiato tutto. E tutti. Costretti sotto lo stesso tetto, problemi, gioie e dolori non tarderanno a venire a galla. E vecchi nemici usciranno dall’ombra. Mentre i ruggenti anni Venti avanzano in tutta la loro fragilità verso la Grande Depressione, toccherà alle donne di Cavendon unirsi e traghettare le proprie famiglie in un nuovo decennio, e in una nuova vita. Segnando per sempre il futuro della tenuta e non solo, nel bene e nel male. Dopo il successo de I segreti di Cavendon Hall, Barbara Taylor Bradford torna tra gli Ingham e gli Swann per raccontare di donne forti e straordinarie, firmando così un nuovo capitolo di questa affascinante saga che ha conquistato i vertici delle classifiche inglesi ed è bestseller del New York Times.
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### Sinossi
È un caldo fine settimana dell’estate 1926 quando, per la prima volta dopo anni, Charles Ingham, conte di Mowbray, decide di riunire l’intera famiglia a Cavendon Hall, l’imponente dimora, immersa nel verde dello Yorskshire, di proprietà degli Ingham da generazioni. Con loro ci sono anche i devoti e leali Swann, che da secoli si prendono cura della casa e dei suoi abitanti, e ne conoscono tutti i segreti. Ma i bei vecchi tempi sono ormai finiti e Cavendon Hall è ora in rovina. La Grande Guerra ha cambiato tutto. E tutti. Costretti sotto lo stesso tetto, problemi, gioie e dolori non tarderanno a venire a galla. E vecchi nemici usciranno dall’ombra. Mentre i ruggenti anni Venti avanzano in tutta la loro fragilità verso la Grande Depressione, toccherà alle donne di Cavendon unirsi e traghettare le proprie famiglie in un nuovo decennio, e in una nuova vita. Segnando per sempre il futuro della tenuta e non solo, nel bene e nel male. Dopo il successo de I segreti di Cavendon Hall, Barbara Taylor Bradford torna tra gli Ingham e gli Swann per raccontare di donne forti e straordinarie, firmando così un nuovo capitolo di questa affascinante saga che ha conquistato i vertici delle classifiche inglesi ed è bestseller del New York Times.

L’eredità dell’abate nero

Secretum Saga L’autore italiano di thriller storici più letto nel mondo Firenze, 21 febbraio 1459. Il banchiere Giannotto Bruni viene ucciso in circostanze misteriose nella cripta dell’abbazia di Santa Trìnita. L’unico testimone è Tigrinus, un giovane ladro di origini ignote, dai capelli neri striati di bianco, che paga caro l’avere assistito al delitto: immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio, solo l’inspiegabile intervento di un uomo molto influente riesce a sottrarlo alla morte. Ma a quale prezzo? Da quel momento in poi Tigrinus sarà braccato e costretto a fronteggiare i tentativi di vendetta di Angelo e Bianca, il figlio e la nipote della vittima, convinti che meriti la forca. Mentre cerca di sfuggire ai parenti di Giannotto, il ladro scopre però qualcosa di decisivo per il proprio destino: la morte del banchiere è legata a un tesoro che si trova su una nave proveniente dall’Oriente. Per aver salva la vita, Tigrinus dovrà stringere un patto con il potente Cosimo de’ Medici e affrontare un incredibile viaggio per mare, alla ricerca di un uomo sfuggente e imprevedibile. Un uomo che pare conoscere tutto sul suo misterioso passato… Un uomo chiamato l’abate nero. L’autore italiano di thriller storici N°1 in Italia e più letto nel mondo Ai primi posti delle classifiche italiane Un autore da 1 milione di copie Vincitore del Premio Bancarella Nella Firenze del Quattrocento si aggira un oscuro personaggio dalle origini ignote di nome Tigrinus. Il suo destino è intrecciato a quello dei potenti signori della città: i Medici. ‘Io mi diverto molto con le storie di Marcello Simoni e ve le raccomando. Se avete amato sir Walter Scott, Il Signore degli Anelli e il poema di Ludovico Ariosto, ecco un loro pronipote.’ Antonio D’Orrico, Corriere della Sera ‘Non ti fa sentire il peso di una storia di settecento anni fa, ma la rende attuale. Il presente storico è la cifra estetica più originale di Simoni.’ Vittorio Sgarbi ‘La sua scrittura è un mix tra Il nome della rosa in salsa ferrarese e un Dan Brown con influssi salgariani…’ Leonetta Bentivoglio, la Repubblica Marcello SimoniÈ nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell��alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni).

(source: Bol.com)