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Morgana

Controcorrente, strane, pericolose, esagerate, difficili da collocare. E rivoluzionarie. Sono le dieci donne raccontate in questo libro e battezzate da una madrina d’eccezione, la Morgana del ciclo arturiano, sorella potente e pericolosa del ben più rassicurante re dalla spada magica. Moana Pozzi, Santa Caterina, Grace Jones, le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid. Morgana non è un catalogo di donne esemplari; al contrario, sono streghe per le donne stesse, irriducibili anche agli schemi della donna emancipata e femminista che oggi, in piena affermazione del pink power, nessuno ha in fondo più timore a raccontare. Il nemico simbolico di questa antologia è la “sindrome di Ginger Rogers”, l’idea – sofisticatamente misogina – che le donne siano migliori in quanto tali e dunque, per stare sullo stesso palcoscenico degli uomini, debbano sapere fare tutto quello che fanno loro, ma all’indietro e sui tacchi a spillo. In una narrazione simile non c’è posto per la dimensione oscura, aggressiva, vendicativa, caotica ed egoistica che invece appartiene alle donne tanto quanto agli uomini. Le Morgane di questo libro sono efficaci ciascuna a suo modo nello smontare il pregiudizio della natura gentile e sacrificale del femminile. Le loro storie sono educative, non edificanti, disegnano parabole individuali più che percorsi collettivi, ma finiscono paradossalmente per spostare i margini del possibile anche per tutte le altre donne. Nelle pagine di questo libro è nascosta silenziosamente una speranza: ogni volta che la società ridefinisce i termini della libertà femminile, arriva una Morgana a spostarli ancora e ancora, finché il confine e l’orizzonte non saranno diventati la stessa cosa.

Moneta Internazionale

Il nome di John Maynard Keynes evoca politiche di espansione fiscale, investimento pubblico, spesa in deficit, e più genericamente l’intervento dello stato a sostegno della piena occupazione e in risposta alle crisi economiche. Sebbene queste cure palliative si siano dimostrate in ultima analisi efficaci, il principio guida di Keynes era in realtà prevenire l’intrinseca instabilità del capitalismo, dovuta soprattutto al laissez-faire finanziario. In pochi sembrano disposti a riconoscerlo, così come in pochi riconoscono che Keynes fu profeta inascoltato non solo dopo la Prima guerra mondiale, ma anche dopo la Seconda.Chiamato dal governo britannico a disegnare un nuovo ordine economico internazionale, all’inizio degli anni quaranta Keynes concepì un progetto audace, volto allo sviluppo di un commercio libero ed equilibrato fra i paesi del mondo, che avrebbe reso inutili i mercati valutari e finanziari. Il suo piano prevedeva la creazione di una International Clearing Union, una «stanza di compensazione» nell’ambito della quale i crediti ricavati dalla vendita di merci all’estero sarebbero stati disponibili per acquistare i prodotti di qualsiasi altro paese. Questa compensazione tra debiti e crediti sarebbe avvenuta tramite una moneta internazionale non accumulabile, chiamata bancor: una moneta per «vincere la pace», una misura di «disarmo finanziario» da affiancare al disarmo vero e proprio. Alla conferenza di Bretton Woods del 1944, però, sulla proposta di Keynes s’impose quella statunitense. La subdola adozione del dollaro come moneta internazionale – inizialmente ancorata all’oro – ha permesso agli Stati Uniti di vincere la Guerra fredda agendo come inesauribile fonte di liquidità per l’Occidente, ma a lungo andare ha portato all’esplosione degli squilibri globali, all’espansione ipertrofica dei mercati finanziari, al caos economico e all’inasprimento della conflittualità fra gli stati e al loro interno.I testi che il Saggiatore propone in questo libro, corredati da un’approfondita introduzione di Luca Fantacci, delineano l’utopia possibile che – affermando il principio, oggi negletto, per cui i paesi creditori non sono necessariamente i più virtuosi, e dunque devono farsi carico del riassorbimento degli squilibri tanto quanto i debitori – avrebbe potuto cambiare il mondo. E che, se solo i rapporti di forza lo permettessero, potrebbe ancora cambiarlo, ponendo fine allo strapotere della finanza internazionale.

Mitosis

Dopo la sconfitta di Steelheart, un nuovo Epico vuole conquistare Newcago. Riusciranno gli Eliminatori a vincere questo nuovo nemico?

Mimesis. Vol. I. Il realismo nella letteratura occidentale Anthology

Anthology containing:
**Mimesis. Vol. I. Il realismo nella letteratura occidentale**

Mimesis è un’indagine condotta sul realismo letterario, dagli antichi tempi biblici e omerici sino al Medioevo cristiano, al Rinascimento, al Sei e Settecento e che si estende quindi, attraverso il nodo centrale del realismo moderno ottocentesco, fino agli scrittori del Novecento, in particolare Marcel Proust e Virginia Woolf. L’autore ha inteso accertare la presenza e la validità della teoria classica dei livelli di stile nella rappresentazione letteraria, pervenendo a una storia del realismo per mezzo di una metodologia stilistica. È nato cosí un capolavoro della critica letteraria in cui si può cogliere all’opera l’acutezza di uno studioso che si rivela anche scrittore impegnato sugli autori piú famosi e sulle opere principali della civiltà europea.
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**Mimesis. Vol. II**

Metti le mie scarpe e vai

Esiste un posto dove tutto può accadere, ed è lì che abitano Adna e Irma. La prima è insofferente, ribelle, a tratti quasi rabbiosa. La seconda è l’esatto opposto: pacata, ragionevole, paziente e materna nei confronti dell’amica, sempre disponibile a preparare gustosi manicaretti. Tra squisite ricette e rilassanti chiacchierate, trascorrono piacevolmente le serate spesso in compagnia di un altro amico, Bote. Niente di strano fin qui, ma c’è un piccolo particolare: i tre amici sono morti.

Me ne frego

Discorsi, articoli e interventi pubblici di Benito Mussolini, pronunciati e scritti tra il 1904 e il 1927. Le parole che hanno costruito l’immaginario fascista. Un linguaggio che continua a segnare il nostro presente.
“Quelle parole, con il loro carico di immaginario, sono tornate a circolare nella nostra mente e spesso nel nostro linguaggio parlato. Sono tornate a essere ´parole gridate՝ e  non più solo ´parole sussurrate՝. E la forza del grido, se senza contrasto, le rende ´parole ammesse՝. Ovvero ´legittime՝.” ****
* *David Bidussa**
“Noi ci permettiamo il lusso di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalitari e illegalitari a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente, in una parola ´di storia՝ nelle quali siamo costretti a vivere e ad agire. [Non siamo] una chiesa; piuttosto una palestra. Non siamo un partito; piuttosto un movimento.” ****
* *Benito Mussolini, 1921**
**Tre motivi per leggerlo:**
Perché le parole pesano e vanno riconosciute. “Me ne frego”, “tiro dritto”, “prima gli italiani”, “chi si ferma è perduto” sono espressioni fasciste, e ora di nuovo nel linguaggio diffuso, cui il governo gialloverde strizza l’occhio e che ci riportano a una certa idea di società,
dove la politica è solo un mezzo per affermarsi e zittire l’avversario.
Perché leggere Mussolini è scioccante ma rivelatore. È lui l’inventore dell’antipolitica, della critica sprezzante dello Stato, dello sberleffo delle istituzioni. Le sue parole ci riportano al tempo in cui il fascismo ha occupato il posto lasciato libero dai partiti di allora, così come sta succedendo oggi in Italia.
Perché anche negli anni Venti l’opinione pubblica credeva di poter cambiare le cose, convinta che le parole di Mussolini fossero finalmente il segno che l’Italia non era più nelle mani dello straniero, dei “professionisti della politica, della classe dirigente corrotta, servile, prigioniera dei poteri forti (soprattutto stranieri)”.
* * *
**David Bidussa** (Livorno, 1955) è uno scrittore, giornalista, saggista, storico italiano. Ha insegnato nei licei, è stato lecturer presso la Hebrew University di Gerusalemme tra il 1982 e il 1984. Dal 1988 ha collaborato con Radio Popolare e con “l’Unità”, “il manifesto”, “Linus”, “Diario”, “il Secolo XIX”, “il Riformista”, “Reset”, il domenicale del “Sole 24 Ore”. Ha scritto saggi sull’ebraismo, sul sionismo, sul movimento socialista francese e sulla Repubblica di Vichy. Per Chiarelettere ha curato le antologie *Siamo italiani. La questione morale* (con scritti di Berlinguer, Capitani, Einaudi, Malaparte, Moro, Prezzolini, Salvemini…), *Odio gli indifferenti* , con gli scritti di Antonio Gramsci, *The time is now* , sul Sessantotto in Italia e nel mondo, *La vita è bella* , con gli scritti di Leon Trotzky, e *Lettera sul fanatismo* di Shaftesbury.
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### Sinossi
Discorsi, articoli e interventi pubblici di Benito Mussolini, pronunciati e scritti tra il 1904 e il 1927. Le parole che hanno costruito l’immaginario fascista. Un linguaggio che continua a segnare il nostro presente.
“Quelle parole, con il loro carico di immaginario, sono tornate a circolare nella nostra mente e spesso nel nostro linguaggio parlato. Sono tornate a essere ´parole gridate՝ e  non più solo ´parole sussurrate՝. E la forza del grido, se senza contrasto, le rende ´parole ammesse՝. Ovvero ´legittime՝.” ****
* *David Bidussa**
“Noi ci permettiamo il lusso di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalitari e illegalitari a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente, in una parola ´di storia՝ nelle quali siamo costretti a vivere e ad agire. [Non siamo] una chiesa; piuttosto una palestra. Non siamo un partito; piuttosto un movimento.” ****
* *Benito Mussolini, 1921**
**Tre motivi per leggerlo:**
Perché le parole pesano e vanno riconosciute. “Me ne frego”, “tiro dritto”, “prima gli italiani”, “chi si ferma è perduto” sono espressioni fasciste, e ora di nuovo nel linguaggio diffuso, cui il governo gialloverde strizza l’occhio e che ci riportano a una certa idea di società,
dove la politica è solo un mezzo per affermarsi e zittire l’avversario.
Perché leggere Mussolini è scioccante ma rivelatore. È lui l’inventore dell’antipolitica, della critica sprezzante dello Stato, dello sberleffo delle istituzioni. Le sue parole ci riportano al tempo in cui il fascismo ha occupato il posto lasciato libero dai partiti di allora, così come sta succedendo oggi in Italia.
Perché anche negli anni Venti l’opinione pubblica credeva di poter cambiare le cose, convinta che le parole di Mussolini fossero finalmente il segno che l’Italia non era più nelle mani dello straniero, dei “professionisti della politica, della classe dirigente corrotta, servile, prigioniera dei poteri forti (soprattutto stranieri)”.
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**David Bidussa** (Livorno, 1955) è uno scrittore, giornalista, saggista, storico italiano. Ha insegnato nei licei, è stato lecturer presso la Hebrew University di Gerusalemme tra il 1982 e il 1984. Dal 1988 ha collaborato con Radio Popolare e con “l’Unità”, “il manifesto”, “Linus”, “Diario”, “il Secolo XIX”, “il Riformista”, “Reset”, il domenicale del “Sole 24 Ore”. Ha scritto saggi sull’ebraismo, sul sionismo, sul movimento socialista francese e sulla Repubblica di Vichy. Per Chiarelettere ha curato le antologie *Siamo italiani. La questione morale* (con scritti di Berlinguer, Capitani, Einaudi, Malaparte, Moro, Prezzolini, Salvemini…), *Odio gli indifferenti* , con gli scritti di Antonio Gramsci, *The time is now* , sul Sessantotto in Italia e nel mondo, *La vita è bella* , con gli scritti di Leon Trotzky, e *Lettera sul fanatismo* di Shaftesbury.
### Dalla seconda/terza di copertina
A cura di David Bidussa. David Bidussa (Livorno, 1955) è uno scrittore, giornalista, saggista, storico italiano. Ha insegnato nei licei, è stato lecturer presso la Hebrew University di Gerusalemme tra il 1982 e il 1984. Dal 1988 ha collaborato con Radio Popolare e con “l’Unità”, “il manifesto”, “Linus”, “Diario”, “il Secolo XIX”, “il Riformista”, “Reset”, il domenicale del “Sole 24 Ore”. Ha scritto saggi sull’ebraismo, sul sionismo, sul movimento socialista francese e sulla Repubblica di Vichy. Per Chiarelettere ha curato le antologie Siamo italiani. La questione morale (con scritti di Berlinguer, Capitani, Einaudi, Malaparte, Moro, Prezzolini, Salvemini…), Odio gli indifferenti, con gli scritti di Antonio Gramsci, The time is now, sul Sessantotto in Italia e nel mondo, La vita è bella, con gli scritti di Leon Trotzky, e Lettera sul fanatismo di Shaftesbury.

Mazzo E Rubamazzo

Per un tragico errore della Prefettura, i bonifici della meritata pensione di Ferruccio Pammattone, Eugenio Mignogna e Luc Santoro, alias **Semolino** , **Kukident** e **Maalox** , sono saltati, scaraventando i tre ex poliziotti in un mondo a loro sconosciuto, quello di chi si arrabatta per mettere insieme il pranzo con la cena. La temporanea indigenza, però, permette loro di guardare con occhio più comprensivo certi «stratagemmi» per tirare a campare, che nella «pancia» più povera di Genova pare siano all’ordine del giorno. Negli ultimi tempi, poi, in quei quartieri dai fragili equilibri sociali si notano strani movimenti di speculatori, costruttori, uomini d’affari ed esponenti politici. I nostri tre eroi vengono così a conoscenza, per caso, di uno squallido piano dei famigerati «poteri forti» per l’appropriazione di un pezzo significativo del centro storico. Tra l’altro, chi ha provato a denunciarli ci ha rimesso la vita…
Sembra uno scontro impari, una partita persa in partenza: tre poliziotti in pensione contro una banda di giganti ricchi e potenti. Ma Semolino, Kukident e Maalox non si arrenderanno e sapranno mettere in campo vecchie esperienze e nuove competenze per riscattare quella fetta di popolazione senza voce.

Matrimonio D’Onore

“Edward!”Dopo un impaziente battere di nocche, l’interpellato vide sua moglie irrompere nello studio in cui, come ogni giorno, si era rifugiato. Non era ancora abituato a sentirsi chiamare per nome da lei e immaginare le lettere uscire una a una dalla sua bocca gli diede un brivido lungo la spina dorsale. Cosa avrebbe provato se sua moglie l’avesse pronunciato in ben altra situazione, magari all’apice del piacere? Decisamente i suoi buoni propositi stavano vacillando…” **Londra. 1813.** Il tenebroso maggiore Edward Fitzwilliam, figlio cadetto del marchese di Winchester e valoroso combattente al servizio della Corona inglese, ha un unico piano: far sposare lo scapestrato nipote Thomas duca d’Arcy entro l’estate, in modo da assicurare alla sua casata una discendenza. Finita la stagione poi, ritirarsi in solitudine nella sua tenuta nel Devonshire, lasciando per sempre fuori dalla sua vita tutte le passioni che, dopo la menomazione subita in battaglia, ritiene essergli ormai precluse. Eppure l’incontro con lady Esther Ashcroft, unica donna che a quanto pare � ancora in grado di accendergli i sensi e far palpitare di nuovo il suo cuore divenuto di pietra, fa vacillare il suo piano. Le sue resistenze vengono meno quando la necessit� di salvare la reputazione della bella baronessina si mette di mezzo, costringendolo a chiedere proprio la mano della donna che avrebbe voluto con tutte le forze allontanare da s�. Il matrimonio d’onore che ne deriva nasce sotto i peggiori auspici. Incomprensioni, malcelata gelosia e vane opposizioni alla passione, ogni giorno pi� vibrante, rendono la convivenza dei due coniugi quantomeno scomoda… **Dopo i successi ottenuti con i suoi meravigliosi contemporanei pubblicati sia in self che per prestigiose case editrici, Marilena si cimenta per la prima volta in un romanzo regency accontentando una nostra specifica richiesta.E lo fa in maniera veramente riuscita. La storia che ne scaturisce � un classico del genere al quale le nostre lettrici sono abituate, e nel quale potranno trovare tutte le caratteristiche che hanno amato nei nostri romanzi. Il tutto per� arricchito da una cifra particolare, propria dell’autrice, e da una scrittura dallo stile impeccabile.Siamo sicuri sar� un successo! ** *** ROMANZO AUTOCONCLUSIVO **** ***

Massoni. Società a Responsabilità Illimitata

Sedetevi e fate un bel respiro: QUI TROVATE STORIA, NOMI E OBIETTIVI DEI MASSONI AL POTERE in Italia e nel mondo, raccontati da autorevolissimi insider del network massonico internazionale, che per la prima volta aprono gli archivi riservati delle proprie superlogge (Ur-Lodges). LE LISTE CHE LEGGERETE SONO SCONVOLGENTI. Lo sapevate che Angela Merkel e Vladimir Putin sono stati iniziati alla stessa Ur-Lodge, la Golden Eurasia? E che l’Isis è manipolato da superfratelli assolutamente indifferenti all’Islam? Da Barack Obama a Xi Jimping, da Mario Draghi a Giorgio Napolitano, da Christine Lagarde a Pier Carlo Padoan, passando per Gandhi, Reagan, Mandela, Agnelli, Clinton e Blair, ecco i grembiulini che hanno segnato la storia del Novecento e dei primi anni Duemila. UNA BATTAGLIA PER LA DEMOCRAZIA. Tra le Ur-Lodges neoaristocratiche, che vogliono restaurare il potere degli oligarchi, e quelle progressiste, fedeli al motto Liberté égalité Fraternité, è in corso una guerra feroce. L’ultimo atto è già iniziato, come rivela Magaldi per la prima volta, con la rottura della PAX MASSONICA stilata nel 1981: il patto UNITED FREEMASONS FOR GLOBALIZATION. UNA RILETTURA ESPLOSIVA del Novecento nei suoi momenti più drammatici – la guerra fredda, gli omicidi dei fratelli Kennedy e di M.L. King, gli attentati a Reagan e a Wojtyla – arrivando fino al massacro dell’11 settembre 2001 e all’avanzata dell’Isis in questi giorni. MASSONI SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ ILLIMITATA. LA SCOPERTA DELLE UR-LODGES è il primo volume di una trilogia che offre un’inedita radiografia del potere.

Maledizione d’amore

Per lady Amelia Collingsworth, il sogno di una romantica luna di miele diventa un incubo quando è costretta a difendersi da quella che sembra l’aggressione del marito. Mentre un mostruoso predatore è in agguato nell’ombra, l’intervento inaspettato di Gabriel Wulf, enigmatico gentiluomo, salva Amelia da morte certa. Ma l’incubo non è destinato a finire:c’è un tragico segreto nella stirpe dei Wulf. E mentre il desiderio unisce Amelia e Gabriel, forze oscure e terribili tentano di separarli.

Malattie Infettive

Il testo si rivolge allo studente di medicina e allo specializzando di malattie infettive. L’impostazione del volume, basata su un approccio clinico e non eziologico, si presenta completamente rinnovata nella veste e nei contenuti, ricca di iconografia e di tabelle riassuntive. Prevede una parte introduttiva sui concetti di base dell’infettivologia legati alla patogenesi, alla diagnostica, ai farmaci e alla profilassi per poi passare in rassegna le diverse patologie.

Mafia Export

Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi. Brevi servizi che non lasciano traccia nell'opinione pubblica, assuefatta e indifferente. In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita. Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c'è una realtà in cui narcotrafficanti della 'ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori "coccolati" in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent'anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario – in cui il fatturato annuo di 'ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell'"industria mafiosa" – si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate? A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di "colonizzazione" economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire.

Macchine come me

Con l’eredità che gli ha lasciato sua madre, Charlie Friend avrebbe potuto comprare casa in un quartiere elegante di Londra, sposare l’affascinante vicina del piano di sopra, Miranda, e coronare con lei il sogno di una tranquilla vita borghese. Ma molte cose, in questo 1982 alternativo, non sono andate com’era scritto. La guerra delle Falkland si è conclusa con la sconfitta dell’Inghilterra e i quattro Beatles hanno ripreso a calcare le scene. E con l’eredità Charlie ci ha comprato una macchina. Bellissima e potente, dotata di un nome e di un corpo, la macchina ha intelligenza e sentimenti e una coscienza propri: è l’androide Adam, creato dagli uomini a loro immagine e somiglianza. La sua stessa esistenza pone l’eterna domanda: in cosa consiste la natura umana?
Londra, un altro 1982. Nelle isole Falkland infuriano gli ultimi fuochi della guerra contro l’Argentina, ma per le vie della città non sventoleranno le bandiere della vittoria. I Beatles si sono da poco ricostituiti e la voce aspra di John Lennon continua a diffondersi via radio. Anche il meritorio decrittatore del codice Enigma, Alan Turing, è scampato alla morte precoce, e i suoi studi hanno reso possibili alcune delle conquiste tecnologiche di questi «altri» anni Ottanta, dalle automobili autonome ai primi esseri umani artificiali. Fra chi non resiste alla tentazione di aggiudicarsi uno dei venticinque prototipi esistenti nel mondo, dodici Adam e tredici Eve, c’è Charlie Friend. Certo, un grosso investimento per un trentaduenne che si guadagna da vivere comprando e vendendo titoli online. Ma Charlie è convinto che quel suo Adam bellissimo, forte, capace in tutto, «articolo da compagnia, sparring partner intellettuale, amico e factotum» secondo le promesse dei costruttori, gli sarà di grosso aiuto con l’affascinante ma sfuggente Miranda, la giovane vicina del piano di sopra. Per certi versi non ha torto. Il primo non-uomo ha accesso a tutto quello che si può sapere, dalla soluzione del problema matematico P e NP, all’influenza di Montaigne su Shakespeare, fino al modo di vincere le resistenze di Miranda e penetrarne il segreto. Un segreto complicato e doloroso che, quando emerge, pone ciascuno di fronte a un dilemma etico lacerante. Ma la legge piú inviolabile dell’androide recita: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno». E per un’intelligenza artificiale tanto sofisticata da anteporre la coscienza alla scienza, il concetto di danno può essere piú profondo e micidiale di quel che appare.

Lyos (Drow Saga #3)

Quando Eric si risveglia in un luogo isolato lontano da Skittburg, è ferito e non ricorda nulla dei giorni precedenti. Non sa dove si trovi, né come vi sia arrivato. Una sola cosa gli è chiara: è in pericolo, qualcuno è sulle sue tracce. I pochi oggetti che ha con sé sembrano appartenere a un’antica era, ma non ha idea del loro significato. Per capire cosa gli sia successo, l’unico modo è muoversi di nascosto in una Skittburg cambiata dalle decisioni del Consiglio: i drowhunter, infatti, non esistono più e i drow vivono finalmente liberi. Questa volta, però, non avrà al suo fianco lei. Gli eventi recenti hanno lasciato ferite profonde: Sophie si è allontanata alla ricerca di se stessa e le loro vite hanno preso direzioni differenti. Il legame che li univa sembra vivere ormai solo nei ricordi di entrambi. Le loro strade sono però destinate a unirsi di nuovo: mentre Eric ripercorrerà i propri passi dalla notte in cui tutto è cambiato, Sophie si troverà catapultata di nuovo nel mondo da cui è voluta fuggire, inseguendo con Jimmy e Dana la scia di mistero lasciata da Eric. Ogni passo verso la verità svelerà che le radici del male vanno cercate in un passato lontano, dove giacciono i ricordi di una stirpe dimenticata. La pace apparente che si respira è destinata a durare ancora per poco: un piano di odio e vendetta minaccia di sgretolare per sempre le fondamenta del mondo nascosto degli elfi. Mentre passato e presente stanno per scontrarsi e Skittburg è pronta a precipitare in tenebre sempre più oscure, Eric dovrà combattere contro il suo stesso sangue per impedire che l’orrore del passato li travolga di nuovo.

Lontano Da Cuba

Elliot Steil, figlio di una donna cubana e di un americano che da anni ha abbandonato la famiglia, insegna in una scuola all’Avana: la sua vita è dura, stentata, con poche speranze in un futuro migliore. Un giorno, un visitatore misterioso che si dichiara amico del padre, morto di recente, offre al protagonista di fuggire da Cuba. Durante il viaggio in mare, però, tenta di annegarlo. Miracolosamente salvo, Elliot raggiunge la Florida, dove si dedica alla ricerca della verità sul padre e sul misterioso visitatore. Coinvolto con personaggi sempre più torbidi, Elliot scopre antiche bugie, verità inquietanti, ambienti e pericoli inattesi.