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Il bello della diretta (Youfeel)

Ognuno di noi ha uno scheletro nell’armadio. Quello di Valentina, coautrice del talk show di punta di Canale Uno, è alto circa un metro e ottanta, ha gli occhi grigio-blu e i capelli castani. È il suo ex Fulvio Valenti. E gli ex, si sa, a volte ritornano. Il guaio è come ritornano. Fulvio non è più il ragazzo bello, povero e semplice che lavorava con il padre, idraulico di fiducia della famiglia di Valentina. Ora è ricco, famoso ed è uno degli anchorman più apprezzati della CNN. I problemi arrivano nel momento in cui Canale Uno decide di assumerlo e di affidargli la conduzione del programma. Sono passati dodici anni da quando Valentina e Fulvio si sono lasciati, e molte cose sono cambiate nelle loro vite. Lei non lo ha mai dimenticato, ma Fulvio come reagirà? Il bello della diretta si ispira a “Persuasione”: dopo “Prime catastrofiche impressioni” e “Cosa farebbe Jane?”, un altro romantico appuntamento con la miniserie “Le ragazze di Jane Austen”. Mood: Romantico. YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Il barbecue

Clementine ed Erika sono migliori amiche. Basta uno sguardo per capirsi perché si conoscono fin da bambine, anche se col tempo hanno preso strade diverse. Clementine si divide tra il ruolo di madre e la professione di violoncellista ed è completamente assorbita dall’audizione che le può spalancare le porte dell’orchestra sinfonica di Sydney. Erika fa la commercialista e, nonostante abbia sempre sostenuto di non volere figli, ha alle spalle undici tentativi falliti di inseminazione in vitro. E poi ci sono i vicini di Erika, Tiffany e Vid, che hanno il giardino più curato della zona con una fontana monumentale più grande di una piscina. E tanti segreti, come Erika e Oliver, come Clementine e Sam. Ma la sera del barbecue nel giardino di Vid, l’atmosfera è distesa, a tratti maliziosa, quasi frivola. È per questo che nessuno si accorge di quello che sta succedendo a pochi metri dal tavolo? È per questo che due mesi dopo, mentre la pioggia non dà segni di tregua, Clementine e Sam continuano a chiedersi che cosa sarebbe successo se non fossero mai andati a quel barbecue? Con questo romanzo Liane Moriarty racconta come il senso di colpa possa sgretolare anche la più salda delle relazioni, come quello che non diciamo possa avere conseguenze più gravi di quello che facciamo e come alle volte l’attimo più innocente si riveli di colpo il più crudele di tutti. **

Idealismo e prassi: Fichte, Marx e Gentile

Il presente studio affronta il rapporto tra idealismo e prassi nelle riflessioni di Fichte, Marx e Gentile, nella convinzione che tra i sistemi di pensiero dei tre autori si dia un nesso di forte continuità. Per un verso, l’ontologia della prassi su cui si regge la dottrina della scienza fichtiana costituisce la base delle marxiane undici Tesi su Feuerbach. Per un altro verso, l’attualismo di Gentile opera una riforma della dialettica hegeliana in cui risuona il timbro del prassismo fichtiano e marxiano. L’ideale marxiano della prassi trasformatrice non soltanto è presente in Fichte come in Gentile: è la chiave stessa dell’idealismo e del suo rigetto di ogni dogmatica resa alle logiche dell’esistente. In un rovesciamento integrale delle letture più consolidate, si adombra per questa via il carattere intrinsecamente idealistico della prassi e, in maniera convergente, l’essenza antiadattiva dell’idealismo.

I ritorno di Jim Digriz

In una galassia dove la civiltà ha ricoperto ogni mondo con acciaio e cemento armato, solo un uomo dalle eccezionali qualità può trasgredire tutte le regole e riuscire ugualmente a farla franca. Un uomo che sa scivolare negli interstizi della società come un ratto… un «ratto d’acciaio». Ecco dunque il grande ritorno dell’eroe più scanzonato, geniale, scaltro, coraggioso di tutta la fantascienza: James Bolivar diGriz, ‘Ratto d’Acciaio’, che dopo un passato di fuorilegge e filibustiere spaziale, autore delle più impensabili imprese criminose, e infine caduto nelle mani della giustizia e subito, con intuizione geniale, arruolato come superagente dei famigerati Corpi Speciali, mettendo cosi al servizio della legge le sue impareggiabili doti. Nel primo volume delle avventure di Jim diGriz, l’abbiamo visto impegnato nelle più rocambolesche missioni da un angolo all’altro dell’universo o nelle più strane epoche storiche, perché Jim può sempre farcela anche quando le probabilità sono zero. Ora l’impareggiabile ‘Ratto d’Acciaio’ è di nuovo sulla scena, ma lo attendono ormai missioni sempre più insidiose e, dopo aver sventato complotti di ogni tipo, liberato il mondo di Paraiso-Aqui dalle grinfie di un crudele dittatore ed essere addirittura candidato alla presidenza, Jim deve vendicarr nientemeno che l’assassinio dell’Alfiere, trovandosi faccia a faccia con il suo nemico più temibile… Sfrenato, irriverente e immensamente godibile, questo ciclo di avventure tuttora insuperato continua ad appassionare i lettori di fantascienza di tutto il mondo.

I numeri magici di Fibonacci. L’avventurosa scoperta che cambiò la storia della matematica

Tutti conoscono la “successione di Fibonacci”: una sequenza di cifre nascosta in molti fenomeni naturali che da oltre ottocento anni affascina i matematici, e che si dice possa predire l’andamento dei mercati finanziari. Ma chi fu in realtà Fibonacci, considerato il maggiore matematico del Medioevo, che comprese per primo che le “nove figure indiane” e soprattutto zephirum, lo zero, avrebbero cambiato il mondo in cui viveva? In un affascinante viaggio che ripercorre la vita di questo genio intraprendente, Keith Devlin permette al lettore di riscoprire una figura cruciale e misteriosa del nostro passato, che con le sue ricerche e il suo “Liber abbaci” – il più importante testo di algebra del tempo che spiegava come adottare il sistema numerico indo-arabico – mostrò all’Europa i risvolti pratici e commerciali della matematica, e aprì così la strada all’ascesa del Vecchio continente verso il dominio scientifico ed economico mondiale.

I Misteri Della Sinistra

Questo libro muove da un interrogativo di fondo: coloro che credono ancora nella possibilità di una società libera, ugualitaria e solidale o, in altri termini, in una prospettiva socialista, possono ancora fare affidamento sulla «sinistra»? e definire sé stessi «uomini di sinistra»? La riflessione che ne segue offre una risposta inequivocabile: non possono. Una risposta che, secondo l’autore di queste pagine, non riposa affatto sull’attuale contingenza politica che vede la «sinistra moderna» quasi interamente convertita al liberalismo, ma è inscritta nella data di nascita stessa di tale raggruppamento politico. Il presupposto di questa tesi è naturalmente che socialismo e sinistra non sono, storicamente, la stessa cosa. Né Marx né Engels, ricorda Michéa, hanno mai pensato una sola volta di definirsi «uomini di sinistra». E il movimento socialista si è tenuto, al suo sorgere, così opportunamente lontano dalla sinistra da subirne le più feroci repressioni (in primo luogo quella di Adolphe Thiers contro la Comune di Parigi nel maggio del 1871). Ciò che definiamo «sinistra» ha in realtà, per Michéa, un’altra origine. Un’origine che risale al compromesso che le forze del movimento operaio stipularono a un certo punto della loro storia con i loro vecchi avversari della sinistra parlamentare contro i fautori dell’Ancien Régime (in Francia ciò accade con l’affaire Dreyfus). Compromesso che è il vero atto di nascita della sinistra moderna, il punto di partenza di quel processo che ha condotto alla dissoluzione del socialismo nel cosiddetto «campo del Progresso». Il progetto socialista si definiva, infatti, all’inizio come una critica intransigente del sistema liberale. Un movimento, stando alle parole di Engels, contro l’«atomizzazione del mondo» annunciata dalla modernità capitalista con la sua «decomposizione dell’umanità in monadi ciascuna delle quali ha un principio di vita particolare e uno scopo particolare». Il marchio identitario della sinistra moderna risiede, invece, a partire dalla sua data di nascita, in nient’altro che in una metafisica del Progresso capace di travolgere ogni vincolo comunitario. Una metafisica per la quale qualunque forma di appartenenza o di identità che non sia stata scelta liberamente da un individuo risulta potenzialmente oppressiva e «discriminante». Di qui, la successiva celebrazione (che è oggi dinanzi ai nostri occhi) da parte della sinistra moderna delle virtù del mercato globale senza frontiere e di ogni forma di affrancamento da appartenenze e identità date (comprese quelle sessuali). Di qui, anche, per Michéa, la necessità, per chiunque coltivi ancora una prospettiva socialista e ritenga, con Marx, del tutto irreale questa fede religiosa nella libertà come proprietà privata di un individuo, di considerare la «sinistra» un significante ormai privo di senso. «Un militante di sinistra è sostanzialmente riconoscibile, ai nostri giorni, dal fatto che gli è psicologicamente impossibile ammettere che, in qualunque campo, le cose potessero andare meglio prima». Jean-Claude Michéa

I Migliori Racconti Di Padre Brown

Un minuto prete cattolico dal viso rotondo, ingenuo e impacciato all’apparenza, nasconde uno strano investigatore che nulla ha da invidiare al campione del metodo scientifico, il detective Sherlock Holmes. Padre Brown non è uno scienziato e le sue indagini sono del tutto particolari: egli non cerca il criminale da punire ma l’uomo da far ricredere e l’anima da recuperare. Ancor prima dei malfattori, saranno le falsità e le ipocrisie a cadere nelle sue trappole sotto i colpi di arguti ragionamenti. A Chesterton il merito di aver coniato una nuova declinazione del genere poliziesco che diverte, appassiona e ispira da oltre un secolo, capace di stillare gemme di riflessione morale senza nulla togliere al sano intrigo della migliore tradizione del giallo d’Oltremanica. I racconti contenuti nell’antologia sono:La croce azzurra, Il passo strano, La parrucca rossa, La freccia del cielo, Il segreto di Padre Brown, Il lutto del signore di Marne, Il segreto di Flambeau, Il libro maledetto.

I miei ricordi

“I più pericolosi nemici d’Italia non sono i Tedeschi, sono gl’Italiani. E perché? Per la ragione che gl’Italiani hanno voluto far un’Italia nuova, e loro rimanere gl’Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico la loro rovina; perché pensano a riformare l’Italia, e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro.” **

I miei Lucignoli

Ho raccontato il mondo giovanile e il difficile rapporto tra studenti e insegnanti mettendo in luce anche retroscena e fuori scena di momenti ed episodi di vita scolastica riservati, di solito, solo agli addetti ai lavori. I protagonisti sono i Lucignoli e gli adulti con cui si confrontano. Sono ragazzi come tanti, ma irripetibili; sono capaci di rabbia e di affetto, e di disperazione e di ironia, ci sfidano ma hanno bisogno di noi; il libro fa parlare la loro giovinezza invitando ad ascoltarla con attenzione. Il mondo in cui vivono non è un paese dei balocchi, ma probabilmente non lo è stato nemmeno nel passato. Il titolo è dovuto al mio lungo ed ininterrotto amore per il libro di Carlo Collodi. Essendo impossibile imitare Pinocchio, mi sono dedicata al suo compagno Lucignolo che tutti, insegnanti compresi, considerano cattivo per dagli un’altra possibilità. I nomi dei protagonisti sono modificati per rispetto della privacy. **

I Libri Sono Pericolosi

Continuano a bruciare libri. Sulle pubbliche piazze. O nelle piazze virtuali: i piromani d’oggi si dedicano ai social network. Ma chi sono i vecchi e nuovi incendiari? Dall’Inquisizione a Savonarola, da Hitler a Mao fino al caso Salman Rushdie, l’intreccio tra le fiamme dei roghi e le maglie della censura ha accompagnato in modo sorprendente tutta la storia del libro. Nel secolo dei Lumi più che nel Medioevo, tra i colti più che tra gli ignoranti, a sinistra non meno che a destra. Perché i libri sono davvero pericolosi, non sono la solida e rassicurante fonte di Bene e di Bellezza raccontata nella liturgia dolciastra degli appelli alla lettura. Queste pagine sono una difesa appassionata dei libri, ma anche una sferzata contro i luoghi comuni che li accompagnano. Perché forse a bruciarli non sono sempre i nostri nemici: “Guardiamoci attorno, guardiamo chi abbiamo al nostro fianco, forse il piromane è tra noi”.

I Gutierrez

Francisco e Amparo Gutiérrez hanno regalato al mondo tre gioielli: un imprenditore, un cantante e un attore.
Avvenenti e di successo hanno un loro posto al sole, ma nella vita sentimentale le cose non sono così semplici. Il cuore sobbalza, la testa si indurisce e l’amore si rivela un labirinto pieno di incognite, dove il lieto fine è il traguardo più ambito.
La raccolta comprende:
1) IL TUO BACIO TRA MILLE
Un’isola in inverno, una star affermata in piena crisi e una giornalista recalcitrante danno vita ad un’imperdibile storia d’amore
Già a quindici anni Federica ha scoperto che quella di Pablo Echevarría è solo una maschera, che indossa per un pubblico adorante, dietro la quale si nasconde un cinico mestierante, ma quando a ventisei anni la svolta professionale nella rivista Famosi arriva proprio grazie a lui, si vede costretta a mettere da parte i ricordi delusi di una fan adolescente, per stanarlo dalla lussuosa villa ad Ischia, dove Pablo, in profonda crisi, si è rifugiato dal mondo.
L’uomo che incontrerà sarà completamente diverso da quello immaginato.
Pablo ha la sensazione di conoscere Federica Bocci, la fastidiosa giornalista che il suo manager ha contattato per la stesura di un romanzo sulla sua vita, e lo strano astio di lei, a lui che è abituato all’adorazione delle donne, rafforza il sospetto che si siano già incontrati prima, anche se lei si ostina a negarlo, tenendolo a distanza.
Prima o poi riuscirà a scoprire il suo segreto. Tutti ne hanno uno. Lui lo sa bene, perché il suo è più grande di quello degli altri.
2) MIO UNICO AMORE
A ventitré anni Rocio non riesce ad avere una relazione stabile. Tutte le sue storie finiscono prima di iniziare, sempre per lo stesso motivo: Julián Gutiérrez, il suo migliore amico.
Rocio n’è innamorata da quando era una ragazzina e oramai si è rassegnata al fatto che lui non la vedrà mai come una donna.
Inaspettatamente, però, qualcosa cambia. Julián torna da Los Angeles e le chiede di accompagnarlo alla festa per l’anniversario di nozze dei suoi genitori.
Il sogno di una vita sembra realizzarsi, ma il giorno dell’appuntamento, al posto di Julián, si presenta Daniel, il maggiore dei Gutiérrez, l’unico con cui Rocio non ha mai legato, determinato a sventare i piani di seduzione del fratello.
Daniel ha soffocato per anni la forte attrazione che prova per Rocio, consapevole che per lei è sempre esistito solo un unico amore: Julián. Questa volta, però, non è disposto a permettere a suo fratello di giocare con i sentimenti di Rocio ed è pronto a utilizzare tutte le sue armi di seduttore pur di farle capire la differenza tra un amore idealizzato e uno reale.
3) L’ALTRA FACCIA DELLA LUNA
Sul grande schermo ha il volto e le movenze dell’ultimo Zorro, ma nella vita reale, Julián Gutiérrez non ha mai avuto grossi problemi da affrontate: bello, ricco e amato dalle donne, sembra destinato alla felicità.
Eppure c’è qualcosa che lo preoccupa: la deriva del successo e l’asfissiante adorazione delle donne. Tanto che è disposto a sposarne una che non ama, per proteggersi dalle altre.
Ma quando all’orizzonte appare Bea…
Beatriz Ortega ha fin troppi problemi per preoccuparsi di Julián Gutiérrez!
È il migliore amico di Rocio, la sua coinquilina e amica, ed è troppo in vista, per pensare a una relazione clandestina.

I diari di una cortigiana

Piper è la curatrice di uno storico museo di Boston, ma la sua carriera è stata guastata da una mostra fallimentare. Decide così di dedicarsi con tutte le forze a un progetto su Ophelia Harrington, eroina locale dell’Ottocento. Piper ha trent’anni e un passato sentimentale disastroso. Dieci anni prima, infatti, ha tentato di sedurre il professor Mick Malloy, ma il rifiuto di lui l’ha indotta a celare la sua femminilità dietro i panni della studiosa. Durante le ricerche, riemergono da un baule i diari di Ophelia e Piper scopre che da ragazza era stata una famosa cortigiana. La lettura risveglia in lei la passione più calda e ammaliante e, una volta riacquisita la sua femminilità, il riluttante professor Mick sarà costretto a cedere al fascino di Piper…

I diari degli angeli

Siamo in Paradiso, prima della Divisione fra angeli e demoni: gli angeli Gahan e Dhalissia sono innamorati e felici, anche se lui è insofferente per il troppo tempo che lei passa a lavorare al grande Progetto con l’architetto Jehovah, mentre lei non approva gli amici di Gahan. Per il suo Progetto, però, Jehovah ha bisogno di un nemico, perché non può esistere il Bene senza il Male. La potenza divina scaraventa allora una schiera di angeli fuori dal Paradiso, creando una barriera che non potranno oltrepassare. Gahan fa parte del gruppo di angeli condannati all’esilio: non vedrà mai più Dhalissia? **