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Vali ogni rischio

La notte in cui il Comandante dell’esercito è entrato in teatro, io ero su quel palco.
La più giovane tra le ballerine classiche, la più testarda tra le ragazze che lui avesse mai incontrato. La famiglia per la quale versava sangue era la finanziatrice della Compagnia, la stessa che decideva il nostro futuro. Ho fatto di tutto per coronare il mio sogno, spingendomi persino a stringere un accordo con quel vizioso di Stefàn Nazir.
Sono stata ingenua, lo ammetto. Avrei dovuto prestare più attenzione alla sua arroganza e meno all’oceano degli occhi. Ben presto il suo nome ha provocato un nodo allo stomaco e i colibrì in petto. Ora è impossibile prevedere le conseguenze.
Mi aveva avvertita di non conoscere sconfitta e io gli ho giurato battaglia. Nascondo più di quanto crede, e non mi fermerò finché non avrò raggiunto lo scopo.
Un accordo violato.
Una prigionia cospirata.
Una guerra imminente.
Quale sarà la sua prossima mossa?
**
### Sinossi
La notte in cui il Comandante dell’esercito è entrato in teatro, io ero su quel palco.
La più giovane tra le ballerine classiche, la più testarda tra le ragazze che lui avesse mai incontrato. La famiglia per la quale versava sangue era la finanziatrice della Compagnia, la stessa che decideva il nostro futuro. Ho fatto di tutto per coronare il mio sogno, spingendomi persino a stringere un accordo con quel vizioso di Stefàn Nazir.
Sono stata ingenua, lo ammetto. Avrei dovuto prestare più attenzione alla sua arroganza e meno all’oceano degli occhi. Ben presto il suo nome ha provocato un nodo allo stomaco e i colibrì in petto. Ora è impossibile prevedere le conseguenze.
Mi aveva avvertita di non conoscere sconfitta e io gli ho giurato battaglia. Nascondo più di quanto crede, e non mi fermerò finché non avrò raggiunto lo scopo.
Un accordo violato.
Una prigionia cospirata.
Una guerra imminente.
Quale sarà la sua prossima mossa?

Il vaccino non è un’opinione

“La terra è tonda, la benzina è infiammabile, i vaccini non provocano l’autismo. La scienza ci dice che i vaccini sono sicuri e affidabili e che proteggono i bambini e l’intera società da pericolosissime malattie. Però se vi collegate a Internet trovate un gran numero di medici e personaggi vari che vi dicono l’esatto contrario e che vi vogliono fregare. I praticoni che affollano la rete non solo mettono in pericolo il vostro conto corrente, ma anche la salute vostra, dei vostri figli e dei figli degli altri.” Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, spiega le inoppugnabili ragioni scientifiche che rendono vitale vaccinare i bambini. Lo fa con l’autorevolezza di un professore in camice bianco e con quella forza comunicativa che lo ha fatto conoscere sui social network, in televisione e sui giornali come il medico che “cura” le paure dei genitori di oggi sui presunti effetti collaterali dei vaccini. Alcuni di questi genitori, disorientati, tendono a non vaccinare i propri figli con la conseguenza che la popolazione infantile non coperta dalle vaccinazioni è in repentina crescita e sta raggiungendo il livello di guardia oltre il quale si rischiano concretamente focolai di epidemie. Il professor Burioni riporta la discussione sui vaccini su un piano oggettivo: la sua esperienza clinica e scientifica. Racconta chi ha compiuto questa scoperta medica, cosa accade al “lupo virus” quando sbatte contro un “gregge immune”.
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Va’, metti una sentinella

Uno storico evento letterario: la pubblicazione del primo romanzo di Harper Lee, l’amata autrice del romanzo premio Pulitzer, ”Il buio oltre la siepe”. ”Va’, metti una sentinella” è ambientato a metà degli anni cinquanta e presenta molti personaggi de ”Il buio oltre la siepe” vent’anni dopo. Scout (Jean Louise Finch) torna a Maycomb da New York per andare a trovare Atticus. Cercando di comprendere l’atteggiamento del padre nei confronti della società e i suoi stessi sentimenti verso il posto dove è nata e dove ha passato l’infanzia, Scout è costretta ad affrontare difficili questioni personali e politiche. Esaminando come i personaggi de ”Il buio oltre la siepe” cambiano di fronte agli eventi turbolenti che caratterizzano l’America in trasformazione della metà degli anni cinquanta, ”Va’, metti una sentinella” getta una nuova affascinante luce sul classico di Harper Lee. Commovente, divertente e appassionante, ”Va’, metti una sentinella” è sì sequel del precedente, ma soprattutto è un magnifico romanzo a se stante.
(source: Bol.com)

Use of force (Italian Edition)

Mar Mediterraneo. Mentre i lampi accendono il mare in tempesta e i tuoni si abbattono fragorosi, il Comando generale della guardia costiera italiana risponde a una disperata richiesta di aiuto. Ma la comunicazione è disturbata e l’imbarcazione non si trova. Qualche giorno dopo, la Marina rinviene un corpo al largo di Lampedusa: è un terrorista sparito dai radar delle agenzie di intelligence tre anni prima. L’uomo potrebbe essere collegato a un laptop ritrovato dagli americani che contiene file e progetti per una serie di attentati. Non c’è tempo da perdere e la CIA mette in campo il suo uomo migliore, Scot Harvath, ex Navy SEAL dell’unità d’élite antiterrorismo, che però non riesce a impedire lo scoppio della prima bomba a un grande raduno in Nevada. Quando altri feroci attacchi, tutti collegati tra loro, devastano Santiago de Compostela e Parigi, inizia una serrata caccia all’uomo tra Libia, Malta e Italia. In una folle lotta contro il tempo, Harvath e i suoi dovranno ricorrere a ogni possibile espediente per sventare i piani efferati del Califfato e capire quali ambigui rapporti intercorrano tra lo Stato Islamico, i trafficanti di uomini nordafricani, le milizie libiche filoislamiche e le più temibili organizzazioni criminali italiane. Adrenalinico, diabolico, perfetto come una macchina da guerra, Use of force è un thriller magistralmente costruito, firmato da una nuova e brillante voce del techno-thriller, sempre ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti d’America.
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L’uomo senza profilo

«Quello che so è che mi chiamo Piedimonte. Di più, non posso garantire.»
Stefano Piedimonte, scrittore napoletano trapiantato a Milano tra molto alterne fortune, si è ridotto così, steso sul letto nel suo monolocale di periferia, a dubitare del proprio passato, del proprio presente e della propria stessa identità, in compagnia di un cucciolo di bassotto forse immaginario.
Come può essere successo? C’entra uno studente universitario che per un esame ha ricevuto il compito di compilare la voce Stefano Piedimonte su Wikipedia. C’entra un’incredibile serie di false informazioni biografiche comparse online in pochissimo tempo. C’entrano anche una cassiera ispanica salutista, una terrazza frequentata da intellettuali poco raccomandabili, un nonno che a Napoli faceva il bagno sotto le bombe… C’entrano i casi della vita, insomma.
Ma quale vita? Quella che ricorda lui o quella che racconta la Rete? Umorismo e nichilismo, imperfezione e ambizione, trappole del virtuale e agguati della dura realtà si intrecciano in un’aspra commedia metropolitana che plasma dalla percezione, dal ricordo, dalla biografia famigliare un’ammaliante materia narrativa.
Una parabola sulla grande verità delle fake news: Internet ha ragione, è la realtà che ha torto.
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### Sinossi
«Quello che so è che mi chiamo Piedimonte. Di più, non posso garantire.»
Stefano Piedimonte, scrittore napoletano trapiantato a Milano tra molto alterne fortune, si è ridotto così, steso sul letto nel suo monolocale di periferia, a dubitare del proprio passato, del proprio presente e della propria stessa identità, in compagnia di un cucciolo di bassotto forse immaginario.
Come può essere successo? C’entra uno studente universitario che per un esame ha ricevuto il compito di compilare la voce Stefano Piedimonte su Wikipedia. C’entra un’incredibile serie di false informazioni biografiche comparse online in pochissimo tempo. C’entrano anche una cassiera ispanica salutista, una terrazza frequentata da intellettuali poco raccomandabili, un nonno che a Napoli faceva il bagno sotto le bombe… C’entrano i casi della vita, insomma.
Ma quale vita? Quella che ricorda lui o quella che racconta la Rete? Umorismo e nichilismo, imperfezione e ambizione, trappole del virtuale e agguati della dura realtà si intrecciano in un’aspra commedia metropolitana che plasma dalla percezione, dal ricordo, dalla biografia famigliare un’ammaliante materia narrativa.
Una parabola sulla grande verità delle fake news: Internet ha ragione, è la realtà che ha torto.

L’uomo giusto al numero sbagliato

Quando riceve un SMS anonimo che le chiede di raggiungerla in un bar malfamato nel centro di New Orleans, convinta che il mittente sia sua sorella e pensando che abbia perso la ragione, May Wexler decide di andare in suo soccorso. Perché Jenny dovrebbe trovarsi in un locale per motociclisti? E infatti Jenny non è in quel bar con i suoi bambini, e l’unica a finire nei guai è proprio May. Con le sue espadrillas rosa e l’amato Chihuahua nella borsetta, in quel postaccio salta all’occhio come un’insegna al neon. E quando qualcuno inizia a sparare, non ha altra scelta che seguire il massiccio uomo barbuto che sembra l’unico disposto ad aiutarla. May si ritrova così alla Bourbon Street Boys, l’agenzia di sicurezza privata gestita dal muscoloso Ozzie, che non solo le offre protezione (e anche un lavoro), ma senza barba si rivela un’eccitante distrazione. Presto May si renderà conto che il malvivente armato che la sta cercando non è il suo unico problema.
Un numero di telefono sbagliato l’ha messa in questo pasticcio… potrebbe averla condotta anche dall’uomo giusto?
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L’uomo che parlava solo

Un uomo di mezza età, irresoluto, abbandonato dalla giovane amante, ripercorre la propria vita alla ricerca di un senso possibile. Un’opera di Lalla Romano salutata al suo apparire, nel 1961, da autorevoli consensi, che viene oggi riproposta come un classico del Novecento italiano a una nuova generazione di lettori.

L’uomo che non poteva morire e altri misteri

L’UOMO CHE NON POTEVA MORIRE di L. Ron Hubbard – Rischiare la vita è un inferno, rischiare di non poter morire è l’inferno di Clayton McLean, prigioniero di una trappola diabolica.
L’UOMO LIQUIDO di C.B. Gilford – Aveva puntato tutto sull’esperimento di smaterializzazione: ma le conseguenze furono allucinanti…
L’UOMO STOCASTICO – di Robert Silverberg – Prevedere il fututo, per chi lavora in un’agenzia statistica, è cosa di tutti i giorni. Ma prevedere veramente il futuro può diventare una maledizione senza scampo.
Copertina di Marvin Mattelson

Uomini e computer

La storia dell’informatica a partire dai primi passi compiuti dall’uomo nel campo della matematica e del calcolo assistito, per arrivare a Internet e ai supercalcolatori; un cammino lungo il quale si incontrano personaggi animati da passione e voglia di conoscenza, uomini che hanno saputo produrre invenzioni geniali o creare aziende oggi conosciute a livello mondiale. Un libro attraverso cui ogni lettore potrà soddisfare innumerevoli curiosità e nel quale l’esperto e l’appassionato troveranno notizie e approfondimenti su argomenti poco trattati dalla stampa specializzata, con uno sguardo approfondito sulla storia dell’informatica italiana corredato dai documenti e dalle immagini fotografiche dell’archivio storico di IBM Italia.

(source: Bol.com)

L’umanita’ e’ scomparsa

Un uomo si sveglia, solo, in una città assolutamente deserta. Non ci sono voci, rumori, nessuna traccia di esseri viventi. Eppure case, macchine e utensili di tutti i giorni sono intatti e funzionano normalmente. Poco a poco, il senso di disagio e straniamento che pervade il protagonista di questo celebre racconto dà corpo a una domanda angosciosa, paralizzante: *che fine* *ha fatto il genere umano?* Quale mistero si cela dietro la sua improvvisa e inspiegabile scomparsa? Ancora una volta il tocco magistrale di Rod Serling trasforma un ottimo *thriller* di fantascienza in qualcosa di più, in un racconto – anzi una serie di racconti – dove l’ignoto e il quotidiano si fondono con assoluto realismo.
**INDICE**

**IL GRANDE CASEY**
Ind Nighty Casey |
**CLAUSOLA DI ANNULLAMENTO**
Escape Clause |
**SOLO UNA PASSEGGIATA**
Malking Pistance |
**FEBBRE**
Walking Distance |
**L’UMANITA’ E’ SCOMPARSA**
Wudre is Evory Body |
**ARRIVANO I MOSTRI IN VIA DEGLI ACERI**
The Monsiores Are Dive an Maple Strei |
**EDWARD RODMAN SERLING – L’autore**
|
**REPLICANTI, GIOCHI, LABIRINTI – LA FANTASCIENZA DI PHILIP K. DICK** **- Philip Kendred Dick è uno di quei grandi autori troppo spesso citati a sproposito. Vediamo di rendergli giustizia a dieci anni dalla morte – Documenti**
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DELIO ZINONI
**UOMO E ANGELO**
Angelman (1992) |
JESSIE THOMPSON
**LE RADICI DELLA FANTASIA – In libreria**
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SILVANO BARBESTI

Ultramar

La Conquista del Nuovo Mondo fu l’opera di un Giano bifronte, un balletto sul filo del cinismo e dell’utopia. Di fronte all’enormità della scoperta, gli europei rimasero letteralmente senza parole. La Natura americana e la Cultura europea sembravano irrimediabilmente incommensurabili. Tutti gli aspetti del Nuovo Mondo richiedevano una definizione appropriata, che le categorie concettuali europee non erano in grado di fornire, se non per approssimazione: l’oceano venne provvisoriamente chiamato “Mar tenebroso’, il puma fu battezzato “leone di montagna’, gli stessi indigeni furono chiamati “indios’, anche se non si trattava nemmeno lontanamente di abitanti delle Indie. Per “prendere’ il Nuovo Mondo, prima di tutto bisognava “comprenderlo’ e i soli che avessero le parole giuste per farlo, gli stregoni delle nuove terre, erano i giuristi. La cultura giuridica fu insomma il sistema di comunicazione, l’interfaccia tra il Vecchio Mondo medievale e il Nuovo Mondo la cui scoperta inaugurava l’età moderna. Abituati per mestiere ad avere orrore delle approssimazioni, i giuristi iniziarono a distinguere, a discutere, a definire. Questo libro ripercorre la storia di quelle parole e del loro potere demiurgico e distruttivo.

(source: Bol.com)

L’ultimo inverno

Chi non è rimasto almeno una volta incantato dal mondo misterioso dei venditori ambulanti, dai loro carretti così carichi di oggetti semplici, ingegnosi, meccanici, che essi sapevano riparare grazie a un’arte tramandata da tempo immemorabile? È questo il mondo da cui proviene George Washington Crosby; è questo il mondo a cui ritorna mentre, steso su un letto d’ospedale al centro del soggiorno della sua casa nel New England, si prepara a concludere la sua vita circondato dai famigliari e accompagnato dal tintinnio dei suoi orologi cui per anni si è dedicato come meticoloso restauratore. Meravigliosi meccanismi di tutte le epoche e fogge che sono stati a lungo il legame, negato ma indissolubile, con il mondo della sua infanzia e di suo padre Howard, un uomo silenzioso, sognante, poetico, il quale stentatamente manteneva quattro figli e una moglie insoddisfatta girovagando con il suo carro pieno di mercanzie tra i boschi del Maine. Il carro arrivava insieme al suo solitario guidatore a offrire spazzole, polvere dentifricia, calze di nylon, crema da barba, lucido da scarpe, manici di scopa, pentole, e persino gioielli da quattro soldi a donne rudi e senza più sogni, a uomini che finivano troppo presto le loro scorte di gin e sigarette, a eremiti in un mondo dominato dalle stagioni, dal sole e dal gelo, dagli alberi, dai laghi e dai ruscelli, da leggende e da poche parole. Mentre le funzioni vitali lo abbandonano, George ritrova Howard così come non aveva mai permesso a se stesso di immaginarlo, e di quell’uomo simile a un veggente rivede anche i segni dell’incurabile e misteriosa malattia: l’epilessia. Un dramma che era quasi in sintonia con quella natura imprevedibile e spesso impetuosa in cui il venditore ambulante viveva immerso: un eccesso di energia, di elettricità lo colpiva così come il fulmine colpisce il bosco, e lo lasciava stordito e sanguinante dopo angosciosi minuti trascorsi sul pavimento a scalciare, rovesciare le lampade, sbattere la testa sulle assi, mentre i denti mordevano un bastoncino. Oppure le dita del figlio, di George adolescente che in seguito, per anni, non aveva più saputo se odiare o amare quel padre folle, ma che ora finalmente riesce a incontrare, e solamente ad amare. L’ultimo inverno è un romanzo d’esordio di rara potenza espressiva, dominato da un linguaggio plasmato dalla penna di un grande scrittore, un romanzo sull’America di ieri e di oggi che parla dell’amore tra un padre e un figlio, della fierezza della natura, del ricordo e della fantasia.

(source: Bol.com)

Ultimo Alito Di Vita

Alfredo Milleri è un latin lover italiano, trovandosi in vacanza a Parigi ha l’occasione di conoscere una bella signora di nome Diana Fulton e decide di sottrarla al suo amante di nome Serge Pellier nonché di diventare il suo più assiduo frequentatore. I suoi piani riescono con il successo sperato ma quello che non riesce a prevedere e che si innamorerà perdutamente della donna nonché la reazione furiosa e violenta, perpetrata ai suoi danni, dallo stesso Pellier. Diana, a sua volta, ricambia la passione di Alfredo ma, a seguito di una notte d’amore, la mattina seguente, dopo avergli lasciato un piccolo biglietto d’addio, fugge via lontano, con l’intento di non rivederlo più. Alfredo, risvegliatosi, dopo aver letto il biglietto, rimane sconcertato dall’atteggiamento assunto da Diana e pertanto, alfine di chiederle una spiegazione in merito all’abbandono, la cerca in ogni dove, scontrandosi con realtà molto crudeli ed esperienze violente come uno scontro a fuoco contro dei sicari e la dura reclusione in un carcere della Bosnia. Dopo alcune dolorose vicissitudini, Alfredo, al termine della sua vana ricerca, conosce Lucilla, la sorella gemella di Diana e nel vedere sul suo viso i lineamenti della sua amata, finisce con l’innamorarsi di lei. Ma il destino vuole che Alfredo vada in un locale a luce rosse, dove Lucilla si esibisce come spogliarellista e lui, nel riconoscerla, rimane deluso e sconcertato. Dopo un duro confronto tenuto nel camerino, la ragazza, messa alle strette, gli confida il suo penoso segreto. Alfredo, a quel punto, lascia il locale e per tutta la notte non riesce a chiudere occhio, tenuto sveglio dai suoi numerosi pensieri. L’indomani mattina decide di portarsi all’aeroporto, per imbarcarsi sul primo aereo che parte per l’Italia ma qualcosa lo costringe a terra, impedendogli di partire.