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Fuga dalla follia

Il dolore è come qualcosa di carnivoro. Si alimenta ogni giorno e finisce per inghiottire qualunque altra emozione. Lo sa bene Trevor Stone, magnate multimiliardario devastato da un cancro molto più atroce di quello che ha corrotto il suo corpo. La splendida figlia, Desiree, è scomparsa da quattro settimane. L’ultima volta è stata vista in un centro di supporto psicologico, al quale forse si era rivolta nel tentativo di superare l’immenso dolore per la perdita della madre, morta in un drammatico incidente. In un gesto estremo, Stone fa rapire i detective Pat Kenzie e Angie Gennaro: vuole i migliori sulla piazza. Non può permettersi altri errori, specie da quando l’investigatore che era sulle tracce della giovane donna è svanito anche lui nel nulla. Pat e Angie iniziano le ricerche, ma con il procedere delle indagini si profila una realtà via via più complicata e oscura, e le domande si accavallano. Nulla è come sembra e i colpi di scena sono in agguato. L’unica a poter fare luce sulla verità è Desiree, la cui ombra guida i due detective tra le strade di Boston e della California. Sempre che la ragazza sia ancora viva.

Fuga dal pianeta degli umani

La porta tra gli universi è stata chiusa e rischia di non riaprirsi più. Ponter Boddit, lo scienziato Neanderthal, è tornato nella propria dimensione lasciando un solo rimpianto nella nostra: la genetista Mary Vaughan. Per questo convince il consiglio a tentare un pericoloso esperimento: invitare Mary in visita ufficiale sulla Terra parallela in cui sono i Neanderthal, non l’Homo sapiens, la razza dominante. Mary accetta e si avventura fra le sorprese di un mondo capovolto, in cui tra uomini e donne non può esistere il minimo contatto. Ma è solo l’inizio dell’odissea in un altro spazio, un altro tempo.

Fuga

«Clive Cussler è un magistrale protagonista dell’avventura, non solo scritta ma anche vissuta»Corriere della Sera«Clive Cussler è l’Hemingway pop»la RepubblicaUna donna in pericolo, un uomo in cerca di vendetta, una corsa contro il tempo per il detective Bell.1909, Stato di New York. Il re dei quotidiani, Preston Whiteway, ha deciso di offrire una somma notevole all’aviatore che, per primo, riuscirà ad attraversare l’America in meno di cinquanta giorni. In realtà, vuole che a vincere sia Josephine Frost, la pilota più in gamba e, soprattutto, più affascinante del Paese. Motivo per cui ha ingaggiato Isaac Bell, della Van Dorn Detective Agency. Josephine, infatti, ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere; ora qualcuno la vuole morta e non si fermerà davanti a niente e a nessuno, nemmeno davanti a Whiteway e a Bell, il quale, per garantire l’incolumità della giovane e temeraria aviatrice, dovrà imparare a volare per seguirla nelle sue spericolate manovre. Nel frattempo, una serie di misteriosi incidenti mette a rischio la vita degli altri partecipanti alla competizione. Cosa si nasconde dietro quei sabotaggi? Bloccato come una pedina in un gioco mortale, Isaac Bell dovrà svelare anche questo…

I fucilieri di Sharpe: Le avventure di Richard Sharpe

È il 1809 e l’esercito di Napoleone ormai dilaga in Spagna. Rimasto isolato e costretto ad assumere il comando di uno sbandato distaccamento di Fucilieri, il maggiore Richard Sharpe deve decidere: ricongiungersi a una guarnigione superstite, raggiungendo la costa nordoccidentale del Paese, o dirigersi verso Lisbona, nella speranza di trovare una nave per tornare in patria? Entrambe le imprese sembrano disperate: gli uomini sono avviliti per l’andamento della guerra e stremati dalle privazioni; il nemico è ovunque, ben armato e col morale alle stelle per le recenti vittorie; il viaggio, tra montagne impervie e serrate nella morsa di un gelo implacabile, appare pressoché impossibile. Torturato dall’incertezza, il maggiore lascerà decidere al fato, che ha messo sulla sua strada un gruppo di Cazadores, agli ordini del nobile Blas Vivar, e si convincerà che procedere con loro verso Santiago de Compostela sia l’unica possibilità di salvezza. Ma il fato ha molto altro in serbo per Sharpe: la scoperta che i Cacciatori spagnoli sono inseguiti da un drappello di Dragoni francesi pronti a tutto pur d’impadronirsi della misteriosa cassaforte da cui Vivar non si separa mai; l’incontro con un inquietante personaggio che indossa un paio di stivali bianchi e che si rivela tanto inafferrabile quanto spietato; la sconcertante rivelazione del contenuto della cassaforte e quindi del reale motivo della fuga verso Santiago e addirittura la promessa di una vita migliore, accanto a una donna affascinante e audace… Colpo su colpo, col polso fermo del vero soldato, che trema solo alla prospettiva di una morte da codardo, Richard Sharpe fronteggerà ogni imprevisto e si batterà contro chiunque gli sbarri la strada. E, accanto a lui, avrà uomini per i quali la guerra è l’unica aspirazione possibile e la vittoria l’unica ricompensa. Uomini degni di essere chiamati I Fucilieri di Sharpe.

I frutti del vento

Nella prima metà del XIX secolo James e Sadie Goodenough giungono nella Palude Nera dell’Ohio dopo aver abbandonato la fattoria dei Goodenough nel Connecticut. La legge dell’Ohio prevede che un colono possa fare sua la terra se riesce a piantarvi un frutteto di almeno cinquanta alberi. Una sfida irresistibile per James Goodenough che ama gli alberi più di ogni altra cosa, poiché gli alberi durano e tutte le altre creature invece attraversano il mondo e se ne vanno in fretta. In quella terra, dove gli acquitrini si alternano alla selva più fitta, James pianta e cura con dedizione i suoi meli. Un frutteto che diventa la sua ossessione; la prova, ai suoi occhi, che la natura selvaggia della terra, con il suo groviglio di boschi e pantani, si può domare. La malaria si porta via cinque dei dieci figli dei Goodenough, ma James non piange, scava la fossa e li seppellisce. Si fa invece cupo e silenzioso quando deve buttare giù un albero. Finché, un giorno, la natura selvaggia non della terra, ma della moglie di James, Sadie, esplode e segna irrimediabilmente il destino dei Goodenough nella Palude Nera. Romanzo che si iscrive nella tradizione della grande narrativa americana di frontiera, “I frutti del vento” è un’opera in cui Tracy Chevalier penetra nel cuore arido, selvaggio e inaccessibile della natura e degli uomini, là dove crescono i frutti più ambiti e più dolci che sia dato cogliere.
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Un fruscio d’ombre

Theodore Sturgeon ha sempre subito una sorte bizzarra, per quanto concerne le sue opere tradotte in Italia: se si escludono i tre soli romanzi lunghi ed una splendida antologia (Profumo d’Infinito, SFBC n. 6), i suoi racconti sono sempre apparsi a pizzichi, quasi centellinati da tutte le pubblicazioni specializzate. Forse, come per Fritz Leiber, il guaio di Sturgeon riposa nel suo rifiuto di una precisa specializzazione, e nella sua preferenza per decantare nel tempo le proprie ispirazioni.
I romanzi brevi ed i racconti di questa antologia sono stati scritti fra il 1946 e il 1956, e forniscono uno spaccato ideale delle tendenze e dei gusti di questo autore; dai temi della fantascienza classica a quelli dell’orrore, dal fantasy al puro gusto per l’insolito (spesso quotidiano), Sturgeon riesce a dilatare la sua lente poetica e sovente crudele su situazioni svariate in moltissimi campi. Non gli è tuttavia difficile, neppure con una così vasta scelta di temi, riconfermarsi ogni volta grande scrittore e incline ad un approfondimento esperto nell’intera gamma dei valori umani. Con stile a volte allusivo ma sempre penetrante, Sturgeon scava a fondo nell’animo umano per estrarne la materia primitiva di ogni sua storia, impegnandosi in una ricerca di soluzioni o suggerimenti che possano servire a chiunque.
Un’antologia, quindi, che offre un’occasione unica per la ricomparsa di uno Sturgeon ormai raro e inedito con alcune delle sue opere più affascinanti.
Un fruscio d’ombre // Theodore STURGEON
5 Presentazione // Gianni MONTANARI
9 Theodore Sturgeon: Biografia
9 Bibliografia italiana
13 INDICE
14 Da Plynck a Planck // Theodore STURGEON
18 Memoriale // Theodore STURGEON
32 Il cielo era pieno di navi // Theodore STURGEON
44 Non esiste difesa // Theodore STURGEON
92 L’ospite perfetto // Theodore STURGEON
140 L’altro uomo // Theodore STURGEON

Freddo Sud: L’ottava inchiesta di Annika Bengtzon

A Marbella, l’intera famiglia di Sebastian Söderström, idolo svedese di hockey sul ghiaccio, viene sterminata da un attacco con il gas a opera di una banda di rapinatori. Una tragedia che sconvolge la comunità straniera di ricconi e celebrità, che si godono le meraviglie della Costa del Sol protetti da alte mura e sofisticati sistemi d’allarme. Annika Bengtzon raggiunge la Spagna come inviata della Stampa della sera, lasciandosi per qualche giorno alle spalle a Stoccolma la sua faticosa routine di casa-lavoro-bambini, complicata dall’imminente divorzio da Thomas e da un nuovo superiore che la perseguita in redazione. Mentre la polizia spagnola è pronta ad archiviare il caso, lei si convince che i Söderström non siano morti per l’errore di qualche ladro anonimo: qualcuno ha progettato di ucciderli. Vulnerabile e testarda, Annika cerca la verità in un ambiente dove i segreti vengono custoditi per generazioni: al di là delle sontuose facciate, trova un mondo parallelo di corruzione e droga, che un filo di sangue lega a uno sperduto podere della Svezia. Professionista della documentazione, Liza Marklund costruisce la nuova inchiesta della sua reporter Annika Bengtzon basandosi su fatti reali, e dà vita a un thriller di grande suspense che, abilmente combinato con storie di vita quotidiana, fa emergere spietatamente gli abissi della cosiddetta società bene.

Freddo come la pietra (The Dark Elements Vol. 2)

Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così.
Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l’anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l’idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l’ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro.
Ma talvolta toccare il fondo è solo l’inizio. Perché all’improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare.
Serie “The Dark Elements” – Vol. 2
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### Sinossi
Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così.
Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l’anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l’idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l’ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro.
Ma talvolta toccare il fondo è solo l’inizio. Perché all’improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare.
Serie “The Dark Elements” – Vol. 2

Freddo a luglio

A luglio, in Texas, può succedere qualunque cosa. Persino che faccia freddo: nell’anima. È una notte bollente, e un ladro irrompe nella casa di Richard Dane, un pacifico corniciaio. Un colpo di pistola, del sangue, un morto. Legittima difesa, ma la vita del tranquillo artigiano e della sua famiglia è sconvolta dalla violenza di un evento imprevisto e inevitabile. Poi accade qualcosa di strano: iniziano le minacce, il padre del delinquente, dal passato turbolento, promette vendetta: per un figlio si può fare qualunque cosa. La polizia non sembra turbata, eppure si comporta in modo sospetto, forse perché nella sonnolenta provincia texana si profila l’ombra del crimine organizzato… Una spirale da incubo, un’odissea di colpi di scena, un viaggio negli anfratti più scuri ed efferati della psiche…

I fratelli Cavadora

I fratelli Cavadora è la storia di due fratelli, due eroi della battaglia di Lepanto, ormai dominati dal vizio, autodistruttivi, sacrileghi e vendicativi, ma a brevi tratti anche compassionevoli ed amorevoli; Pedro e Battista Cavadora, i protagonisti, appartengono ad una cattolicissima famiglia nobile proveniente dalla Spagna, ma trapiantata a Roma. I fatti in questione si svolgono alla fine del XVI sec, tra un’antica ed una moderna visione del mondo che si scontrano.
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### Sinossi
I fratelli Cavadora è la storia di due fratelli, due eroi della battaglia di Lepanto, ormai dominati dal vizio, autodistruttivi, sacrileghi e vendicativi, ma a brevi tratti anche compassionevoli ed amorevoli; Pedro e Battista Cavadora, i protagonisti, appartengono ad una cattolicissima famiglia nobile proveniente dalla Spagna, ma trapiantata a Roma. I fatti in questione si svolgono alla fine del XVI sec, tra un’antica ed una moderna visione del mondo che si scontrano.

I Francesi in Italia – 1796-1815

“I Francesi in Italia – 1796-1815” from Vittorio Fiorini. Scrittore italiana, amico e discepolo di Pasquale Villari (1860-1925).
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Fragili verità

UN AUTORE DA 150.000 COPIE SEMPRE IN CLASSIFICATORNA L’INVESTIGATORE DEI CARRUGGI CHE HA CONQUISTATO I LETTORI ITALIANI E LA CRITICA PIÙ ORESTIGIOSA«Un caso editoriale già dal primo romanzo.»Il Venerdì di Repubblica«Bacci Pagano, detective dal cuore d’oro che si schiera sempre dalla parte dei perdenti.»Laura Guglielmi, Il Secolo XIX«Bacci è uno dei personaggi più amati dal pubblico della giallistica italiana contemporanea.»Vanity FairÈ l’estate del 2015, la più torrida degli ultimi centocinquant’anni. Il sole e l’aria refrigerata dei condizionatori invadono le stanze affrescate della bella villa di Albaro, il più elegante quartiere di Genova. Ogni particolare in questa casa esprime una vita fatta di ricchezza, appagamento, serenità. Tutto tranne gli occhi dei due genitori che, disperati e smarriti, fissano Bacci Pagano. Il loro figlio Giovanni, sedici anni, è scomparso ormai da giorni. Un ragazzo difficile, Giovanni, cresciuto nelle favelas di Santiago di Cali, una delle città più povere e violente della Colombia. Il suo è un passato fatto di degrado, droga, criminalità: un terribile modo di essere bambini che, attraverso l’adozione, i genitori hanno cercato di cancellare. Senza riuscirci. Ora Giovanni sembra vittima di un destino che torna a riaffiorare brutalmente e ne condiziona le scelte, imprigionandolo. A Bacci Pagano tocca un compito fin troppo semplice, ritrovare il ragazzo: il lavoro ideale per rimettersi in pista dopo la pericolosa indagine sul passato dell’amico Cesare Almansi, che gli è quasi costata la vita. E il compito è presto portato a termine. Ma quando l’incolumità di Giovanni sembra messa a repentaglio da un pericoloso traffico internazionale di droga. forse legato alla causa delle FARC, le Forze armate rivoluzionarie colombiane, Bacci sente crescere dentro di sé un senso di responsabilità nei confronti del ragazzo. L’investigatore si ritrova combattuto tra il lontano e romantico ricordo di un padre guerrigliero, che lo rimanda ai miti della sua giovinezza, e il dubbio che qualcuno approfitti cinicamente di un giovane inesperto, trincerandosi dietro l’impunibilità di un minorenne. Fragili verità è il nuovo romanzo di Bruno Morchio con protagonista Bacci Pagano. L’investigatore che ha conquistato i lettori italiani è tornato sulle strade di Genova: cinico e pungente, ma anche capace di accogliere la disperata richiesta di due genitori che vogliono solo una seconda occasione con il figlio.

Fra me e te

Edo è in seconda superiore, ma si crede già un uomo. Vuole mostrarsi duro, aggressivo, cattivo, forse per nascondere le sue ferite. Ha sempre in testa Giulia, la ragazza che il destino ha scelto per lui. Non parla con i suoi professori, né con quelli ostili come Voldemort e la Frigida, né con quelli che stima come la Profetessa e il Cetaceo. È solitario e non ha nessun vero amico, tranne due piccole tartarughe portafortuna che non lo tradiscono mai. Odia Cordaro, la sua città. La odia perché è caotica, sporca e disordinata. La odia soprattutto perché è piena di stranieri. E lui è razzista e gli stranieri non li può proprio vedere, in particolare i cinesi, per il male che crede abbiano fatto alla sua famiglia. Edo è convinto di sapere tutto, ma dovrà scoprire a sue spese di non sapere nulla. Perché il futuro non è già scritto dal destino, ma è una sfida da giocare a viso aperto giorno per giorno. Chiara è una sua coetanea. È una brava ragazza, fa volontariato con gli scout, ha voti altissimi a scuola. Alle medie veniva presa ferocemente in giro per la sua serietà. Per gli adulti è una affidabile, una da additare come esempio. Vive con suo padre, ma i loro sono due mondi diversi, che non riescono ad entrare in comunicazione. Nonostante le apparenze, Chiara è infelice, insoddisfatta, tormentata. Nel suo passato c’è un’ombra che non conosce fino in fondo. Un’ombra che suo padre e sua nonna non vogliono assolutamente dissipare. Nel suo presente invece ci sono Lucia, la sua migliore amica, e Mattia, che forse è un po’ più di un amico. Poi ci sono gli altri: le compagne di classe alla moda, sempre perfette e truccate, e gli alieni, i ragazzi del triennio, quelli bellissimi e irraggiungibili. Uno tsunami sta per investire le loro vite. Per Edo è l’arrivo di Yong, un ragazzo cinese appena giunto in città. Per Chiara è facebook: le basterà aprire un profilo e caricare qualche foto perché uno degli alieni più grandi si accorga della sua esistenza. Due incontri inattesi, che faranno irruzione e li cambieranno in modo irreversibile. Due persone che li costringeranno a fare i conti con verità nascoste da sempre e con l’abisso dei loro sentimenti. Marco Erba, insegnante di liceo, racconta una storia dura, violenta e tagliente, ma, allo stesso tempo, piena di luce e di speranza, perché la speranza in fondo non muore mai e trova sempre lo spiraglio per farsi strada. “Fra me e te” è un romanzo veloce, ricco di colpi di scena dalla prima all’ultima pagina. È una grande storia sull’amicizia che supera ogni pregiudizio, sull’odio e sull’amore, sul tradimento e sul perdono, sul bullismo, sulla famiglia, sulla forza e sulla fragilità. È un grande affresco sull’adolescenza dedicato agli adolescenti di oggi e di ieri, a chi ha a che fare con gli adolescenti e a tutti quelli che ricordano di essere stati, un tempo, adolescenti loro stessi.
(source: Bol.com)

Fra la Terra e le Stelle

Roma, 2011.
Antonia è una vampira. E’ stata trasformata contro la sua volontà dal vampiro che amava e ora vive nel risentimento e nel senso di colpa. Si odia per il suo disperato attaccamento a quella vita a metà e non vede niente, se non la morte, nel proprio futuro.
Finché un evento fuori dal comune non stravolgerà la sua vita. Da quel momento, per Antonia, inizia un viaggio che la costringerà ad attraversare le tenebre di quella Terra che la respinge e la condanna. Ma non sarà da sola ad affrontare il cammino, incontrerà qualcuno il cui destino si intreccerà con il suo, cambiando il corso degli eventi e della storia.

Fra i boschi e l’acqua: A piedi fino a Costantinopoli: dal Medio Danubio alle Porte di Ferro (Biblioteca Adelphi)

Nel 1934 Patrick Leigh Fermor ha diciannove anni, e già da alcuni mesi si è lasciato alle spalle l’Inghilterra e un curriculum scolastico scellerato con il fermo proposito di raggiungere a piedi Costantinopoli, vivendo «come un pellegrino o un palmiere, un chierico vagante», dormendo nei fossi e nei pagliai e familiarizzando solo con i suoi simili. “Fra i boschi e l’acqua” è il racconto della seconda parte di quel viaggio, e prende avvio dal punto esatto in cui era terminato “Tempo di regali”: il ponte di Mária Valéria, al confine tra Cecoslovacchia e Ungheria, che di lì a dieci anni sarà minato dai tedeschi in ritirata e mai più ricostruito fino al nuovo millennio. Ma i mille chilometri successivi – dalla Grande Pianura ungherese, lungo il corso del Tibisco e del Maros e attraverso la Transilvania, fino alle Porte di Ferro, dove collidono i Carpazi e i Balcani – aprono una parentesi idilliaca e precaria nel secolo più violento della storia: il ritmo del viaggio rallenta, il passo si fa più pigro, la percezione del tempo svanisce, come in «un felice e gradito incantesimo». Con sapienza lirica, vigore muscolare e superbo talento per la digressione, Leigh Fermor racconta incontri con cervi e boscaioli, ritrae manieri isolati e villaggi di montagna, fie­nagioni e favolose biblioteche, rievoca notti passate sotto le stelle e amori e­stivi, riferisce leggende di spiriti, fate e lupi manna­ri e conversazioni con un’aristo­crazia votata all’estinzio­ne. Immagini sparse che compongono un quadro dalla grazia impareggiabile e suscitano nel lettore una sorta di incantamento: segno distintivo, questo, dell’appartenenza di Leigh Fermor alla medesima dinastia di Robert Byron e Bruce Chatwin.
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### Sinossi
Nel 1934 Patrick Leigh Fermor ha diciannove anni, e già da alcuni mesi si è lasciato alle spalle l’Inghilterra e un curriculum scolastico scellerato con il fermo proposito di raggiungere a piedi Costantinopoli, vivendo «come un pellegrino o un palmiere, un chierico vagante», dormendo nei fossi e nei pagliai e familiarizzando solo con i suoi simili. “Fra i boschi e l’acqua” è il racconto della seconda parte di quel viaggio, e prende avvio dal punto esatto in cui era terminato “Tempo di regali”: il ponte di Mária Valéria, al confine tra Cecoslovacchia e Ungheria, che di lì a dieci anni sarà minato dai tedeschi in ritirata e mai più ricostruito fino al nuovo millennio. Ma i mille chilometri successivi – dalla Grande Pianura ungherese, lungo il corso del Tibisco e del Maros e attraverso la Transilvania, fino alle Porte di Ferro, dove collidono i Carpazi e i Balcani – aprono una parentesi idilliaca e precaria nel secolo più violento della storia: il ritmo del viaggio rallenta, il passo si fa più pigro, la percezione del tempo svanisce, come in «un felice e gradito incantesimo». Con sapienza lirica, vigore muscolare e superbo talento per la digressione, Leigh Fermor racconta incontri con cervi e boscaioli, ritrae manieri isolati e villaggi di montagna, fie­nagioni e favolose biblioteche, rievoca notti passate sotto le stelle e amori e­stivi, riferisce leggende di spiriti, fate e lupi manna­ri e conversazioni con un’aristo­crazia votata all’estinzio­ne. Immagini sparse che compongono un quadro dalla grazia impareggiabile e suscitano nel lettore una sorta di incantamento: segno distintivo, questo, dell’appartenenza di Leigh Fermor alla medesima dinastia di Robert Byron e Bruce Chatwin.