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Il Trono di Spade 1. Il Trono di Spade, Il Grande Inverno.

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei – sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, definita da Marion Zimmer Bradley “la più bella epopea che io abbia mai letto”.

Il trono di sangue

Un solo uomo è pronto a cambiare il destino dell’Inghilterra.
Anche se non lo sa ancora.
È l’anno 937 e il re Æthelstan, nipote di Alfred il Grande, si prepara all’attacco delle terre settentrionali. È il momento decisivo: dopo quest’ultima guerra, il suo sogno di un’Inghilterra unita potrà finalmente realizzarsi, oppure sgretolarsi miseramente sotto il peso della sconfitta. C’è qualcuno che può aiutarlo, uno degli uomini che stanno guadagnando più influenza a corte: il giovane prete Dunstan di Glastonbury. Un uomo diverso dagli altri. Ambizione, talento e intelligenza politica fanno di lui un alleato fondamentale del re, e ovviamente un bersaglio di nemici invidiosi e malevoli. Ma Dunstan non teme nessuno, neanche il diavolo in persona. Santo, profeta, politico, accusato di stregoneria, Dunstan sarà destinato, nella sua vita leggendaria, a lasciare la sua impronta nella storia di una nazione: e il sogno di unire l’Inghilterra diventerà, sotto la sua guida e la sua visione, una possibilità reale. Dal piccolo villaggio del Wessex dov’è nato, alla corte di Æthelstan, ai colli di Roma, Dunstan compirà così il suo cammino. Ma l’unità fa paura a chi divide per governare, e nessun trono, neanche spirituale, è mai davvero al sicuro… Un personaggio epico, una parabola narrativa straordinaria, le cupe e inquietanti atmosfere del Medioevo inglese: il nuovo romanzo di Conn Iggulden, come sempre, fa della Storia la narrazione più avvincente di tutte.

(source: Bol.com)

Il trono di legno

Irrequieto e sognatore, Giuliano vorrebbe seguire le orme del nonno, emigrato dal Friuli fino in Danimarca. E nello stesso tempo vorrebbe vivere d’amore e d’avventura assieme a Flora. Ma c’è un unico luogo in tutto il mondo in cui Giuliano può trovare la pace e vivere in armonia con il mondo: Cretis, un piccolo villaggio nel cuore delle Alpi. Solo qui egli può conquistarsi il diritto di sedere sul grande, antico seggiolone di legno, come su un trono, per raccontare le sue fiabe meravigliose. Dall’adolescenza alla maturità, Carlo Sgorlon ripercorre la vita di Giuliano, sempre in bilico tra realtà e leggenda, tra la curiosità per il mondo e per il futuro e l’ansia di non perdere i valori del passato.

Il trono di Dio

Italia, 1890. Mentre passeggia per le strade di Napoli, un uomo crolla a terra, svenuto. Portato in ospedale, agonizzante e in preda al delirio, continua a ripetere ossessivamente una sola parola: “Il trono…” Grecia, oggi. Il monastero di Agia Triada, il più isolato e inaccessibile del complesso di edifici arroccati sulle cime di Meteora, è la scena di un crimine raccapricciante: un gruppo di assassini decapita sette monaci e getta i loro cadaveri oltre le mura. Chiamato a indagare, l’ispettore Nick Dial dell’Interpol si convince che quegli uomini erano alla ricerca di qualcosa, e il ritrovamento di una camera segreta è solo il primo, piccolo passo verso la soluzione del mistero… Russia, oggi. Richard Byrd è in fuga. Non sa chi lo vuole morto, tuttavia sa il perché: dopo anni di ricerche, è finalmente riuscito a rintracciare un indizio che svelerebbe il luogo in cui è nascosto un tesoro leggendario. Le uniche persone in grado di proteggerlo sono Jonathon Payne e David Jones, due ex soldati delle forze speciali diventati consulenti del governo americano. Però, subito dopo aver mandato loro un disperato messaggio d’aiuto, Richard viene ucciso a San Pietroburgo… Decisi a fare luce su quell’omicidio, Payne e Jones vengono così coinvolti in un’avventura che li porterà prima in Russia e poi in Grecia, braccati da nemici pronti a tutto pur di difendere un segreto custodito da millenni…

Il trono del drago

Il regno di Osten Ard è minacciato dal Signore delle Tempeste, capo del magicopopolo dei Sithi (imparentati con gli elfi). A sua difesa si erge la Lega della Pergamena, capeggiata dal giovane Simon, che dovrà battersi contro nemiciumani e mostruosi, per scongiurare la distruzione del suo regno.

Il tronco di Davide

Verso la metà del 21° secolo la gente non se la passava troppo bene né troppo male. Nessuno era affamato, pochi erano oppressi, la maggior parte aveva un sia pur minimo lavoro, e tutti s’annoiavano a morte. Ma non si sarebbero annoiati ancora per molto. L’11 dicembre 2047 sembrava un giorno qualunque, non migliore né peggiore di tanti altri; e anche i due uomini il cui incontro a un angolo di strada avrebbe cambiato la faccia del mondo, sembravano gente qualunque almeno a prima vista: uno era un criminale e l’altro un mendicante.
Copertina di Karel Thole

Trollslayer. (Lo sventratroll). Gotrek & Felix. Warhammer

II poeta-spadaccino Felix Jaeger è appena riuscito a sfuggire alle “premurose attenzioni” delle guardie della città imperiale di Altdorf ma, non potendo rimanere lontano dai guai troppo a lungo, una notte si ubriaca e giura al nano Gotrek di raccontare in un poema la gloriosa fine che cerca di battaglia in battaglia. Ma, nella fredda luce del giorno, Felix si accorgerà di aver commesso un terribile errore. Gotrek è infatti uno Sventratroll, un guerriero di forza e abilità smisurate, e non sarà impresa da poco trovare chi gli dia la tanto sospirata morte in battaglia…

Triplo

1. Il servizio segreto israeliano viene a sapere troppo tardi che l’Egitto, con l’aiuto dell’Unione Sovietica, sta approntando un arsenale di armi nucleari: una fine prematura minaccia Israele, a meno che non riesca a sua volta a costruire bombe atomiche, reperendo una fonte di uranio in assoluta segretezza e all’oscuro perfino dei suoi alleati. Impossibile, naturalmente, a meno che qualcuno riesca a rubare l’uranio… Lavorando da solo, Nat Dickstein, agente israeliano sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, organizza il più grandioso e segreto dirottamento mai avvenuto nella storia: Contro di lui si schierano tre avversari: il Kgb, i servizi segreti egiziani e i Fedayn; al suo fianco una giovane donna mezza inglese e mezza araba, la cui lealtà appare incerta. Un thriller straordinario e una splendida storia d’amore in cui suspance e attualità si combinano perfettamente per mano di un Ken Follett magistrale.
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La tripla vita di Michele Sparacino

A Vigata c’è un agitatore di folle che di nome fa Michele Sparacino. Aizza i lavoratori delle cave di zolfo e innesca uno sciopero generale che unisce panettieri e netturbini, maestri e impiegati. Ma Michele Sparacino, in realtà, è il risultato della fantasia di Liborio Sparuto, giornalista pigro e bugiardo che inventa il fuorilegge per spiegare ai suoi lettori i fatti che sconvolgono Vigata. E però un Michele Sparacino esiste davvero, nato “alla mezzanotti spaccata tra il tri e il quattro di ghinnaro” del 1898. Puntualmente fuori tempo e fuori posto, il poveretto diviene protagonista di un’intrecciata commedia degli equivoci. Andrea Camilleri ci regala una storia di crudele ironia, troppo amara per essere vera ma troppo verosimile per non diventare lo specchio di una certa Italia. Completa il libro una conversazione di Francesco Piccolo con l’autore sul mestiere di scrivere.
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### Sinossi
A Vigata c’è un agitatore di folle che di nome fa Michele Sparacino. Aizza i lavoratori delle cave di zolfo e innesca uno sciopero generale che unisce panettieri e netturbini, maestri e impiegati. Ma Michele Sparacino, in realtà, è il risultato della fantasia di Liborio Sparuto, giornalista pigro e bugiardo che inventa il fuorilegge per spiegare ai suoi lettori i fatti che sconvolgono Vigata. E però un Michele Sparacino esiste davvero, nato “alla mezzanotti spaccata tra il tri e il quattro di ghinnaro” del 1898. Puntualmente fuori tempo e fuori posto, il poveretto diviene protagonista di un’intrecciata commedia degli equivoci. Andrea Camilleri ci regala una storia di crudele ironia, troppo amara per essere vera ma troppo verosimile per non diventare lo specchio di una certa Italia. Completa il libro una conversazione di Francesco Piccolo con l’autore sul mestiere di scrivere.

Trionfi

Nonostante Petrarca non affidasse la propria gloria alle sue opere in volgare, egli raggiunse la fama in primo luogo per quelle “rime sparse” – in volgare appunto – che sono una sorta di autobiografia spirituale del poeta e un cardine fondamentale della letteratura italiana. E, in volgare, Petrarca scrisse anche i “Trionfi”, che lo impegnarono quasi trent’anni, dal 1340 al 1370, ma rimasero incompiuti. L’opera è costituita da una serie di visioni mitiche e simboliche che raffigurano sentimenti ed eventi umani innalzati a moralità universale, sulla linea dei poemi allegorico-didascalici del tempo, di cui massima espressione fu la “Commedia” di Dante. Nel loro essere rimasti incompiuti però, i “Trionfi” mostrano come il mondo degli intellettuali fosse radicalmente cambiato nel corso dei circa cinquant’anni che dividono il capolavoro dantesco dall’opera di Petrarca: cinquant’anni che avevano visto il passaggio dal Medioevo all’Umanesimo, dalle certezze tomistiche al dubbio agostiniano, dall’ideale moralizzatore alla concentrazione sull’Io e sulle sue debolezze.
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Trilogia del ritorno: L’amico ritrovato; Un’anima non vile; Niente resurrezioni per favore

**UNICA EDIZIONE IN COMMERCIO CHE CONTIENE LA TRILOGIA COMPLETA:
*L’amico ritrovato
Un’anima non vile
Niente resurrezioni per favore***
Niente resurrezioni per favore”Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo.” In questa frase, più ancora che nel tema sconvolgente dell’Olocausto, è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman che nascono dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, se ne vide nel 1933 allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. In “L’amico ritrovato” questa lacerazione coincide con la fine di una fortissima amicizia fiorita al liceo di Stoccarda tra due adolescenti: l’ebreo Hans Schwarz, figlio di ricchi borghesi, e il nobile Konradin von Hohenfels. Il nazismo travolge questo legame con la forza di un contagio che sembra colpire anche l’amico prediletto e condurlo al tradimento. La smentita verrà solo trent’anni dopo, dalle righe di un vecchio album di scuola e dall’ultima lettera scritta ad Hans da Konradin, divenuto ufficiale della Wehrmacht e prossimo a essere giustiziato per aver preso parte alla congiura contro Hitler: una confessione che è anche l’appassionato tentativo di spiegare come un popolo intero possa precipitare nella barbarie. Ma per Uhlman quanto è avvenuto non può essere archiviato nel segno consolatorio del ricordo giovanile, e forse proprio per questo la chiave dell’intera Trilogia va considerato “Niente resurrezioni, per favore”: il confronto, nella Germania opulenta del dopoguerra, fra l’ebreo emigrato Simon Elsas e i suoi vecchi compagni di scuola non garantirà la riconciliazione, ma la reciproca incomprensione, la colpevole dimenticanza del passato.
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### Sinossi
**UNICA EDIZIONE IN COMMERCIO CHE CONTIENE LA TRILOGIA COMPLETA:
*L’amico ritrovato
Un’anima non vile
Niente resurrezioni per favore***
Niente resurrezioni per favore”Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo.” In questa frase, più ancora che nel tema sconvolgente dell’Olocausto, è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman che nascono dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, se ne vide nel 1933 allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. In “L’amico ritrovato” questa lacerazione coincide con la fine di una fortissima amicizia fiorita al liceo di Stoccarda tra due adolescenti: l’ebreo Hans Schwarz, figlio di ricchi borghesi, e il nobile Konradin von Hohenfels. Il nazismo travolge questo legame con la forza di un contagio che sembra colpire anche l’amico prediletto e condurlo al tradimento. La smentita verrà solo trent’anni dopo, dalle righe di un vecchio album di scuola e dall’ultima lettera scritta ad Hans da Konradin, divenuto ufficiale della Wehrmacht e prossimo a essere giustiziato per aver preso parte alla congiura contro Hitler: una confessione che è anche l’appassionato tentativo di spiegare come un popolo intero possa precipitare nella barbarie. Ma per Uhlman quanto è avvenuto non può essere archiviato nel segno consolatorio del ricordo giovanile, e forse proprio per questo la chiave dell’intera Trilogia va considerato “Niente resurrezioni, per favore”: il confronto, nella Germania opulenta del dopoguerra, fra l’ebreo emigrato Simon Elsas e i suoi vecchi compagni di scuola non garantirà la riconciliazione, ma la reciproca incomprensione, la colpevole dimenticanza del passato.

Il tribunale del Duce

Novant’anni fa, il 1o febbraio 1927, s’insediava a Roma, nell’Aula IV del Palazzo di Giustizia, il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, un organo composto da magistrati e giudici in camicia nera reclutati tra gli squadristi. Mussolini, dopo il discorso del 3 gennaio 1925 e l’introduzione delle ‘leggi fascistissime’ – che avevano soppresso la libertà di stampa, di associazione e il diritto allo sciopero –, mostrava il suo vero volto, quello di un dittatore disposto ormai a tutto. Per i nemici del regime, ma anche per i semplici cittadini che osavano criticarlo, non c’era più spazio per il dissenso. Anzi, non c’era più spazio per la libertà. Agli imputati, condotti di fronte alla corte e rinchiusi in un gabbione, non rimaneva che attendere il verdetto: d’altra parte, come potevano difendersi se l’istruttoria era segreta?
Fino al luglio 1943 la magistratura, sottoposta agli ordini del duce, processerà migliaia di oppositori politici (tra loro, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Altiero Spinelli, Sandro Pertini, solo per citarne alcuni) e persone comuni, accusate di spionaggio, contrabbando valutario, mercato nero… Le condanne a morte, mediante fucilazione alla schiena, saranno un’ottantina.
Eppure, la storia del Tribunale speciale dello Stato è rimasta sostanzialmente sconosciuta. Poco studiata. Persino l’imponente biografia mussoliniana di Renzo De Felice, punto di riferimento irrinunciabile per chiunque si occupi del Ventennio, gli dedica meno di due pagine.
Il libro di Mimmo Franzinelli, basato su fonti d’archivio sinora inesplorate, riempie questo ‘vuoto’, e lo fa documentando attività e funzioni del Tribunale, svelando l’intreccio tra persecutori e perseguitati, raccontando i segreti, assai poco commendevoli, della magistratura di regime: gli scandali su cui fu imposto il silenzio, le ruberie dei giudici, la corruzione degli avvocati, le sentenze palesemente truccate, la terribile situazione in cui vennero a trovarsi le donne, vittime di una giustizia ferocemente maschilista (il solo essere figlia, sorella o moglie di un sovversivo comportava l’arresto, senza riscontri oggettivi di reato).
Ma Franzinelli dedica pagine efficaci, ricche di dettagli e informazioni, anche ad altri aspetti, non meno inquietanti, dell’intera vicenda, come il potenziamento del Tribunale speciale durante la seconda guerra mondiale e, soprattutto, il colpo di spugna che dopo il 1945 ‘perdonerà’ quasi tutti i responsabili. In nome della continuità dello Stato, si doveva archiviare (e dimenticare) un passato troppo scomodo.
(source: Bol.com)

Il tribunale degli eretici

Dall’autore di VaticanumUn successo indiscussoAnche la vita del professor Tomás Noronha, storico ed esperto di crittogrammi, è stata travolta dalla crisi che sta falcidiando l’Europa: dopo anni di onorato servizio alla Nuova Università di Lisbona, è stato licenziato per mancanza di fondi.Tomás sta ancora cercando di riprendersi dal brutto colpo, quando viene contattato da un suo compagno di liceo, Filipe Madureira, che gli chiede aiuto e gli rivela che qualcuno lo sta perseguitando perché è in possesso di alcuni documenti esplosivi. Filipe muore per strada tra le sue braccia, colpito da una pallottola, ma gli lascia un messaggio cifrato con le indicazioni per arrivare al luogo dove è nascosto un prezioso DVD… E così, tra enigmi, pericoli e colpi di scena, in compagnia della bellissima agente dell’Interpol Raquel de la Concha, il professor Noronha cercherà di risolvere il mistero che, dal Portogallo alla Grecia, dalla Spagna all’Italia, coinvolge le alte sfere responsabili del tracollo economico dell’Occidente, e anche un’oscura, pericolosissima setta, pronta a mietere nuove vittime…Torna il protagonista del bestseller VaticanumUn thriller mozzafiato tra Portogallo, Grecia, Spagna, Italia alla scoperta del segreto che sta sconvolgendo l’OccidenteUn autore tradotto in 19 lingue80.000 copie vendute in PortogalloHanno scritto di Dos Santos:«Meglio di Dan Brown.»Jornal do Brasil«José Rodrigues dos Santos mescola thriller, storia d’amore, spiritualità: una formula vincente che riesce ad attrarre ogni tipo di lettore.»El Mundo«Colpi di scena a ripetizione tengono inchiodato il lettore in un continuo susseguirsi di tradimenti e rivelazioni.»Corriere della SeraJosé Rodrigues dos Santos È nato in Mozambico nel 1964. I suoi romanzi hanno venduto più di un milione di copie in Portogallo e sono stati tradotti in 20 lingue. Tra questi ricordiamo: Codice 632, Il settimo sigillo e Vaticanum, pubblicato con successo nel 2012 da Newton Compton. Tra i volti più noti della TV nazionale portoghese, conduce il telegiornale della sera sul canale RTP. Giornalista, scrittore e reporter di guerra, ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti e insegna giornalismo alla Nuova Università di Lisbona.

Trenta milioni bruceranno vivi

Sul nostro superinquinato pianeta, l’umanità vive ormai solo in pochi ma giganteschi agglomerati protetti da immense cupole di plexiglass. A Norcal (North California) trenta milioni di persone convivono così sotto uno stesso tetto, in condizioni che ad alcuni potranno anche piacere: il consumo di droga per esempio è vivamente incoraggiato, e così pure è approvata e lodata la promiscuità dei matrimoni multipli. I veri guai nascono comunque, come sempre, dagli scontenti e dai ribelli, dai contestatori, che nella fattispecie contestano le consolazioni della droga e del sesso, auspicando il ritorno agli antichi valori. Auspica oggi e auspica domani, questi benintenzionati non s’accorgono del pericolo: gli antichi valori sono infatti così antichi, stagionati, disseccati, che basta accostarci un fiammifero per…
Copertina di Karel Thole