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La ruota del buio: Serie di Pendergast

Nessuno sa quale sia il potere dell’Agozyen, il misterioso manufatto da sempre custodito nel tempio buddista di Gsalrig Chongg, in Tibet. Durante l’annuale cerimonia di apertura della stanza segreta, i monaci scoprono che l’Agozyen è sparito. L’agente speciale dell’FBI Aloysius Pendergast, che sta completando la sua istruzione nella meditazione e nelle arti marziali, accetta di indagare: si mette sulle tracce di uno strano viaggiatore e lo segue da Pechino a Venezia, a Londra, per giungere alla Britannia, la nave da crociera più grande e lussuosa mai costruita. Pendergast e la sua pupilla Constance Greene riescono a salpare all’ultimo momento, ma il viaggio inaugurale del transatlantico si trasformerà ben presto in un vero e proprio incubo

La runa magica

E’ il quarto e conclusivo episodio della tetralogia fantastica ‘La Grande storia della Runa Magica’, dedicato alle avventure di Dorian Hawkmoon. Entrato in possesso dell’arma che gli consentirà di sconfiggere le schiere dell’Impero Nero, Dorian deve guardarsi dalle trame oscure del barone Meliadus e dal potere nefasto della pietra che porta incastonata sulla fronte.
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Il rumore della pioggia

Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo di Giustizia, quando apprende una notizia davvero ghiotta per un cronista di giudiziaria a corto di esclusive: all’alba, in un antico palazzo di via Maggio, la prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré coltellate l’anziano commesso del negozio di antichità religiose più rinomato di Firenze. Un caso molto interessante anche perché il palazzo è di proprietà della Curia e sopra al negozio ha sede l’Economato. Marchi si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di tirar fuori uno scoop e chiudere finalmente la bocca al direttore del Nuovo Giornale. Sempre correndo come un pazzo, intendiamoci, perché a casa c’è Donata, la figlia di dieci anni che inizia a lanciare i primi segnali di un’adolescenza decisamente in anticipo. Ma stavolta conciliare il ruolo di padre single con quello di reporter d’assalto sembra davvero un’impresa disperata: sì, perché c’è tutto un mondo che ruota intorno al delitto di via Maggio e le ipotesi che si affacciano sono sempre più inquietanti. Su tutte, l’ombra della massoneria, che in città è prospera e granitica da secoli. E l’inchiesta corre veloce in una Firenze improvvisamente gotica e oscura.
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Il rumore dei baci a vuoto

Un cane regalato mette a nudo un matrimonio che fa fatica a stare su, e chissà se a Tano fare il vigile basterà. E il Matto Bedini? Esisterà davvero o saranno le solite chiacchiere di paese? Di sicuro esistono i due ragazzini che decidono di scoprire finalmente la verità. Una lettera che un chirurgo forse aprirà, forse no. Che forse gli farà aprire gli occhi su una storia di quotidiana disumanità, forse no, ma è certo che li farà aprire a noi. Un’azienda che sta morendo, anche se ha ancora qualcosa da dire, e un fiume che sta morendo, anche se ha ancora qualcosa da dire. Una vacanza nell’estate piú strana fin qui e una in pieno inverno, e la scoperta che il passato riesce a ferire nonostante i patti e le promesse, ma forse non mortalmente. Un comico all’apice del successo che compie una scelta difficile da capire. Un rapimento per errore che forse non è tanto per errore. Una moglie già anziana che si è portata dentro tutta la vita un incredibile segreto e adesso lo svela. O forse no. E quale verde aspetterà il giovane medico per oltrepassare il semaforo davanti al quale la sua vita sembra essersi tranquillamente assestata? E sarà davvero morto quel gatto tirato sotto la sera in cui un papà decide che non vuole piú parlare a suo figlio attraverso lo specchietto retrovisore? E quello scontrino pescato tra i rifiuti, e se… una delle prossime cinque macchine fosse una golf… Ma questa casa, comunque, non la vendo.
Ci sono molti tipi di amore, in queste storie. Nessuno facile. Verso i figli, verso i genitori, verso gli amici, dentro le piú diverse coppie e famiglie. Ma c’è soprattutto tenerezza, nei racconti teneri come in quelli che colpiscono dritti allo stomaco. E c’è speranza e futuro, nei finali aperti che lasciano immaginare tante soluzioni possibili. E sempre c’è tenerezza nello sguardo che l’autore rivolge alle persone, e ai suoi indimenticabili personaggi.

(source: Bol.com)

Rosso come una sposa

«Ne successero di cose a me, alla mia famiglia, al mio Paese e al resto del mondo. Ma il resto del mondo non m’interessava ancora». L’Albania del primo Novecento è un luogo misterioso, magico e caotico. Un luogo dove gli opposti convivono da sempre: cristianesimo e islam, tradizioni risalenti all’Impero bizantino come all’Impero ottomano. Ed è anche, e soprattutto, una società fortemente matriarcale, in cui per il potere che si acquisisce diventando suocere le donne passano la vita aspettando con gioia d’invecchiare. Meliha è una figlia di questo mondo, una donna forte, capace di seguire i vivi e i morti con lo stesso trasporto: è lei il cuore della famiglia Buronja, all’inizio di questa storia. Ma il vero perno della famiglia e del romanzo diventerà ben presto sua figlia Saba. Appena quindicenne, Saba è costretta a sposare Omer, un uomo maturo che lei non ama, già vedovo di sua sorella e legato ai Buronja da un debito di sangue. Ma la aspettano ben altre altre prove, che Saba crescendo – e conquistandoci pagina dopo pagina – attraverserà con disperata energia: i tanti figli, la guerra, lo sterminio dei fratelli, fino alla transizione a una nuova e per lei piú felice dimensione di vita: il comunismo. È attraverso le tante vicende che gravitano intorno a Saba e al suo mondo – dai piccoli infiniti rivoli di vita ai grandi rivolgimenti politici che entrano nella quotidianità piú intima degli individui e si fanno storie – che il romanzo assume un tono epico indimenticabile, per forza e naturalezza.

Il rosso attira lo sguardo

Una romantica notte di Capodanno a due che si trasforma in una pericolosissima sfida; un’irresistibile lolita che esige dal suo uomo una complicità sempre più audace; un magnifico abito da sera rosso fuoco, sulla riva del mare; le conseguenze di un folle amore giovanile che stendono la loro ombra molto, troppo lontano… Inverno, primavera, estate e autunno: le stagioni dell’anno fanno da sfondo alle vicende di quattro donne che attraverso il brivido del pericolo, dell’inganno, del crimine sono disposte a perdere tutto per trovare se stesse. Come se solo in q ueste situazioni estreme, che ci conducono fino al sottilissimo confine fra il bene e il male, fosse possibile conoscersi e riconoscersi, capire che cosa si desidera; come se anche l’amore avesse bisogno di trovarsi di fronte al limite ultimo, alla trasgressione di ogni regola per dimostrare la propria verità, facendosi largo con tutta la sua forza o dimostrando la sua immensa fragilità.

La rossa e il nero

Appena divorziata da uno scialbo marito milanese di cui viveva succube, Cettina ha ora l’occasione di inventarsi una vita emozionante. Andrà in Siria in qualità di fotografa in una spedizione archeologica. La sua avventura si tinge presto di giallo, quando Cettina si accorge che una misteriosa talpa passa informazioni a una missione archeologica rivale, e ancora di più quando, nascosta in un mobile della sua stanza d’albergo, la donna ritrova una lettera di una misteriosa viaggiatrice inglese di inizio Novecento che parla d’amore, di soldi e spionaggio.
Ma la vicenda prende anche decise sfumature rosa quando Ahmad, il condirettore siriano degli scavi, inizia a gettare a Cettina i suoi sguardi infuocati…
Nell’esotico paesaggio mediorientale la protagonista scoprirà che anche l’amore rischia di essere un oggetto perduto, un prezioso reperto che va disseppellito prima che si dissolva definitivamente.

Il roseto ardente

Una rosa bianca ogni anno, colta da un particolare rosaio, è ciò che Judith Perle, giovane vedova senza figli, chiede in cambio della donazione delle proprie case all’abbazia dei santi Pietro e Paolo di Shrewsbury, la casa dove è vissuta felicemente, purtroppo per tre anni soltanto, con il marito. Felicità della quale la rosa dev’essere al contempo simbolo e ricordo. Ma sarà pure la causa di una catena di tragedie, a cominciare dal primo tentativo di distruggere a colpi d’ascia il roseto, tentativo che si complica con l’uccisione del giovane confratello che aveva l’incarico di consegnare la simbolica pigione, poi con la morte della stessa Judith. Toccherà come sempre a fratello Cadfael risolvere il mistero.
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Le rose nere di Firenze

Una bellissima giovane dell’alta borghesia fiorentina soffocata nel suo appartamento, deposta nuda sul letto con una rosa nera tra le gambe; una donna uccisa e lasciata bruciare in una chiesetta sconsacrata, forse durante un rito satanico; un extracomunitario marocchino freddato a colpi di pistola sul Ponte Vecchio. È appena iniziata l’estate del 2004 e Firenze assiste scioccata a un’assurda escalation di violenza che sembra non avere un filo conduttore. Gli investigatori intanto si interrogano: bisogna dare la caccia a un serial killer che porta avanti un suo piano o a un sicario che agisce su commissione? E se invece si trattasse di un maniaco desideroso di rievocare l’orrore del Mostro? Il commissario Michele Ferrara, appena rientrato dopo il suo trasferimento a Roma, conosce bene il volto oscuro di Firenze, ma la verità non può emergere se qualcuno, dietro le quinte, si adopera per allontanarla. Forse un burattinaio influente pronto a tutto pur di rimanere nascosto. Deciso a stanare il colpevole, Ferrara sarà costretto ad affrontare l’indagine più insidiosa della sua carriera. Accettando la sfida dovrà però fare i conti con i fantasmi del passato e finirà per mettere in gioco addirittura la sua vita. Michele Giuttari, maestro del thriller italiano, costruisce in questo suo nuovo romanzo una detection serrata, nella quale niente è come sembra, e ogni certezza può crollare nel giro di poche ore. E ci suggerisce che la verità, a volte, è più sconvolgente degli incubi.

Rosanna: Un Soffio Di Felicità

Sinossi di Rosanna
Gabriel Cameron, visconte di Granthorpe, già conosciuto nel romanzo “Silvia, prigioniera del tuo cuore”, giunge a Torino in seguito ad una lettera fattagli recapitare da uno studio legale italiano in cui lo informano della probabile morte di suo fratello Will, che lui non vede da circa dieci anni, e della di lui moglie Isabella, mentre erano impegnati in una spedizione archeologica in Egitto, mettendolo inoltre a conoscenza dei numerosi debiti da loro contratti e, soprattutto, dell’esistenza di due nipotini.
Rosanna Molinari, sorella di Isabella, dapprincipio accoglie con sollievo l’arrivo di Gabriel nella vita sua e in special modo in quella dei nipotini, Jordy, un maschietto di sette anni, e Gabrielle, una vivace bimbetta di cinque anni, per poi pentirsene successivamente per determinati avvenimenti che la porteranno a scontrarsi con il visconte che, al pari di lei, è deciso a far prevalere le proprie ragioni perché convinto di agire nell’interesse dei nipoti. Ovviamente predominerà la volontà di Gabriel, più forte ed innanzitutto ricco, in grado di assicurare a Jordy e Gabrielle un futuro agiato e senza problemi che Rosanna non può loro garantire avendo anche perso il lavoro di sarta, che svolgeva presso una rinomata modisteria di Moncalieri. La giovane sconfitta si rassegnerà a vederli partire per la lontana Inghilterra al seguito dell’autoritario zio, ma alcune vicissitudini la convinceranno ad accompagnarli cedendo alle insistenze dei bambini e dello stesso Gabriel che, nonostante, in patria, sia prossimo al matrimonio con una giovane di nobile nascita, si sente fortemente attratto da lei e pur di portarla con sé, contribuirà ad alimentare i suoi già forti sensi di colpa. E, dopo una traversata costellata da cattivo tempo, litigi e riappacificazioni, una volta giunti a Londra degli episodi, di cui uno davvero pericoloso per Rosanna, metteranno in discussioni ciò che fino a quel momento era stato certo. Senza contare che anche quello che si credeva perduto per sempre, forse non lo è veramente.
Dall’autrice di “Eleonora”, “Elisa: ovunque tu andrai”, “Giada: ti amo da sempre” “Virginia: la principessa e il bifolco” e “Silvia prigioniera del tuo cuore”, una coinvolgente storia d’amore ambientata nell’Inghilterra della seconda metà dell’800.
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### Sinossi
Sinossi di Rosanna
Gabriel Cameron, visconte di Granthorpe, già conosciuto nel romanzo “Silvia, prigioniera del tuo cuore”, giunge a Torino in seguito ad una lettera fattagli recapitare da uno studio legale italiano in cui lo informano della probabile morte di suo fratello Will, che lui non vede da circa dieci anni, e della di lui moglie Isabella, mentre erano impegnati in una spedizione archeologica in Egitto, mettendolo inoltre a conoscenza dei numerosi debiti da loro contratti e, soprattutto, dell’esistenza di due nipotini.
Rosanna Molinari, sorella di Isabella, dapprincipio accoglie con sollievo l’arrivo di Gabriel nella vita sua e in special modo in quella dei nipotini, Jordy, un maschietto di sette anni, e Gabrielle, una vivace bimbetta di cinque anni, per poi pentirsene successivamente per determinati avvenimenti che la porteranno a scontrarsi con il visconte che, al pari di lei, è deciso a far prevalere le proprie ragioni perché convinto di agire nell’interesse dei nipoti. Ovviamente predominerà la volontà di Gabriel, più forte ed innanzitutto ricco, in grado di assicurare a Jordy e Gabrielle un futuro agiato e senza problemi che Rosanna non può loro garantire avendo anche perso il lavoro di sarta, che svolgeva presso una rinomata modisteria di Moncalieri. La giovane sconfitta si rassegnerà a vederli partire per la lontana Inghilterra al seguito dell’autoritario zio, ma alcune vicissitudini la convinceranno ad accompagnarli cedendo alle insistenze dei bambini e dello stesso Gabriel che, nonostante, in patria, sia prossimo al matrimonio con una giovane di nobile nascita, si sente fortemente attratto da lei e pur di portarla con sé, contribuirà ad alimentare i suoi già forti sensi di colpa. E, dopo una traversata costellata da cattivo tempo, litigi e riappacificazioni, una volta giunti a Londra degli episodi, di cui uno davvero pericoloso per Rosanna, metteranno in discussioni ciò che fino a quel momento era stato certo. Senza contare che anche quello che si credeva perduto per sempre, forse non lo è veramente.
Dall’autrice di “Eleonora”, “Elisa: ovunque tu andrai”, “Giada: ti amo da sempre” “Virginia: la principessa e il bifolco” e “Silvia prigioniera del tuo cuore”, una coinvolgente storia d’amore ambientata nell’Inghilterra della seconda metà dell’800.

La rosa

“La rosa” è l’ultima pubblicazione voluta da Robert Walser nel 1925, prima di entrare nel lungo silenzio degli anni nella clinica per malattie mentali. Di questo libro disse egli stesso all’amica Resy Breitbach: «”La rosa” è uno dei miei libri migliori, dovrebbero prenderlo in mano solo anziane e nobili signore, perché in questo libro molto c’è da capire e molto da perdonare. È il più maleducato, il più giovanile dei miei libri». Con la sua impeccabile ironia Walser sembra accennare al fatto che La rosa si avvicina alla terra di nessuno della follia, pur mantenendo ancora quella superficie giocosa che in lui è sempre allarmante. Non solo: Walser ci fa intendere che questo è anche un libro di camuffate confessioni, riconoscibili in una sequenza di incantevoli autoritratti. Qui la «prosa breve», elemento costitutivo dell’opera di Walser, tende a contrarsi, come se una forza lo spingesse a ridursi a crampo o ad arabesco, mentre la dissociazione avanza, imponendole un fremito sottocutaneo. «La singolarità si assottiglia ogni giorno sempre di più. Sembra che ci sia una fabbrica al lavoro per la normalizzazione dell’insolito» leggiamo in queste pagine. Walser fu il sabotatore celeste di quella fabbrica.

Rosa shocking

Quanto conta l’amicizia? Più della famiglia? Più dell’amore? E qual è il confine oltre il quale la realtà e la fedeltà si trasformano in ossessione, e l’ossessione in follia? Per Andie, Julie e Raven, amiche d’infanzia coinvolte in un drammatico fatto di cronaca sfociato in omicidio, la vita non è una strada a senso unico. Quindici anni dopo i fatti, il passato è ancora una presenza quanto mai incombente, muto e geloso custode di agghiaccianti segreti, e la loro amicizia rischia di tramutarsi in un cappio che uccide ogni speranza di vita e libertà.

La rosa selvatica

Londra, 1914. In seguito al tragico incidente sulle vette del Kilimangiaro, l’anticonformista e caparbia scalatrice Willa Alden taglia i ponti con il proprio passato e con Seamus Finnegan, l’uomo che l’ha salvata e che a lei è unito dalla passione per le imprese più estreme. Eroe delle esplorazioni polari, Seamus cerca di rifarsi una vita a Londra, provando a dimenticare quella donna che l’aveva sedotto, mentre Willa si rifugia in un angolo remoto del Nepal da cui contemplare e fotografare le cime dell’Himalaya per la Royal Geographical Society. Finché un evento improvviso la richiama a Londra, una città in fibrillazione per le tensioni che precedono la Prima guerra mondiale, dove Max von Brandt – l’enigmatico alpinista tedesco conosciuto in Nepal da Willa – è riuscito ad affascinare i salotti dell’élite e a carpire i segreti dei più influenti uomini politici. L’inatteso incontro tra i tre darà inizio a una serie di avventure che li porterà di nuovo a viaggiare, persino in Egitto e Siria al fianco di Lawrence d’Arabia, in un vorticoso succedersi di colpi di scena e sentimenti che intrecceranno sempre più saldamente i loro destini. Esploratori, furfanti, criminali, spie e alta società. Le vette incontaminate dell’Everest, Londra e il deserto del Nord Africa.

La rosa e il serpente

Oxford, XII secolo. Nei sotterranei melmosi di una taverna riecheggia, indecifrabile, il bisbiglio cospiratorio di due uomini. Un assassino e il suo mandante. Per una tariffa fissa, il primo è disposto a uccidere chiunque: sovrani e bifolchi, donne e bambini. La sua fama lo precede in tutta Europa e lo pseudonimo con cui è conosciuto – Sicarius – è sinonimo di eccellenza. Come tutti i suoi clienti, anche questo si nasconde alla sua vista, dietro una tenda di velluto rosso che però non può camuffarne la voce, che il sicario si imprimerà nella mente. Come tutti i suoi clienti, anche questo si illude di lavarsi la coscienza commissionando a lui l’esecuzione di un delitto. A varie miglia di distanza una donna si cimenta con un parto. Far nascere bambini non è la sua specialità. Lei è esperta di cadaveri, di cui studia l’anatomia per risalire alle cause della morte. A dispetto dei pregiudizi popolari, non è una strega, ma un medico della dotta Scuola di Salerno. Il suo nome, Adelia Ortese Guilar, è famoso alla corte di Enrico II. Perciò quando l’amante prediletta del re muore avvelenata da mano misteriosa, ogni speranza di trovare la verità viene riposta in Adelia. C’è in gioco la pace stessa dell’Inghilterra…
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