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Scimmia nera

Una strana inchiesta sulla violenza infantile conduce un giornalista moscovita nei sotterranei di un laboratorio, dove vengono tenuti in osservazione alcuni bambini-assassini. L’inchiesta diviene per lui un assillo: va in cerca di testimoni, interroga professori, poliziotti e uomini politici che possiedono, a suo avviso, informazioni importanti che non sono intenzionati a condividere. Intanto, anche la sua vita privata si sgretola… Ma forse tutta la storia è frutto di un’ossessione, e la violenza si cela dovunque?

La scienza occulta nelle sue linee generali

“La scienza occulta è la scienza di ciò che avviene nell’occulto, in quanto non viene percepito fuori nella natura, ma là dove l’anima si orienta quando indirizza la propria interiorità allo spirito. Sebbene il libro si occupi di indagini non accessibili all’intelletto legato al mondo dei sensi, pure nulla vi è detto che non sia comprensibile alla ragione scevra da preconcetti e ad un sano senso della verità”.

La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene

Se la storia del gusto italiano ha avuto un ricettario per eccellenza, questo è certamente La scienza in cucina. Così, a oltre cento anni e decine di edizioni di distanza, “l’Artusi” appare oggi come uno strumento privilegiato per rileggere in filigrana, in forma di ricette, le scelte e i consumi che, attraverso fasi alterne di povertà e benessere, hanno contribuito a creare un’identità nazionale. Molte fra le questioni sollevate qui sui cibi e sui sapori rimandano infatti ad altre domande, più gravi, che riguardano conflitti di generazioni e mentalità. Attraverso la storia delle parole, l’origine delle ricette, gli scambi epistolari con i lettori, spesso forieri di consigli preziosi, la fortuna che alcune intuizioni avranno nella storia alimentare italiana, Alberto Capatti ci conduce con curiosa sapienza a investigare le pieghe di un ricettario che funge ancora da guida per cuochi e cuoche che ne hanno rimosso l’origine, smarrito l’autore, alterato le regole, ma non hanno rinunciato a ripeterne i piatti e, soprattutto, a interpretarne il sogno di felicità, ribadito quotidianamente attraverso la condivisione di una tavola apparecchiata.
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La scienza delle serie tv

Un professore di chimica potrebbe davvero fabbricare droga come Walter White in “Breaking Bad”? Tra quanto avremo il teletrasporto di “Star Trek”? E qual è il modo migliore di reagire a un’epidemia zombie come quella di “The Walking Dead”? Si può parlare di scienza anche stando comodamente in poltrona di fronte alla televisione. Le serie tv sono diventate prodotti di culto, e le più celebri sono proprio quelle fantascientifiche, mediche o di investigazione, che al loro interno raccontano molta scienza. Cosa c’è di vero in ciò che mostrano? Dalla nascita del cosmo in “The Big Bang Theory”, passando per le fantadiagnosi del “Dr. House”, i complotti alieni di “X-Files” e la natura del tempo in “True Detective”, Andrea Gentile svela il lato nascosto dei nostri show preferiti, con un linguaggio semplice e spiegazioni alla portata di tutti.
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La scienza del diventare ricchi

Hai sempre pensato di essere destinato a vivere nella scarsità e nella mancanza? Hai bisogno di soldi e non sai come fare?
Da oggi attingere alla fonte dell’abbondanza e della prosperità sarà semplice: Wallace wattles spiega un metodo scientifico infallibile per ottenere la ricchezza che si desidera.
“Un manuale pratico e non filosofico”, così come lo stesso Wattles lo definisce, un documento moderno e attuale che, però, affonda le radici nelle teorie di straordinari pensatori come Cartesio, Spinosa, Schopenauer e Hegel.Tante indispensabili istruzioni, espresse con chiarezza e semplicità, sul giusto modi di agire e di far affari nella vita quotidiana, per passare da un atteggiamento passivo a una mentalità creativa, per mantenere costanti la fermezza dei propri propositi e la fiducia in ciò che si fa.
Da oggi puoi plasmare a tuo piacimento la tua realtà; infatti c’è una sostanza che è il principio primario di tutto ciò che esiste.
L’uomo può imprimervi il proprio pensiero determinando la creazione della ”cosa” da lui pensata.
Una lettura destinata a chi vuole scoprire e far fruttare i propri talenti, unendo la forza del pensiero creativo all’efficacia delle azioni quotidiane.
(source: Bol.com)

La sciarpa

La sciarpa è un caro ricordo. Carissimo. Con lei ho strangolato tutte le donne della mia vita. Eppure le amavo, eppure non c’è niente del mostro in me… esternamente. Nella vita faccio lo scrittore. Voglio arrivare lontano, ma l’industria si è accorta del mio talento. Tra poco a Hollywood faranno un fil dal mio primo romanzo ed io dovrei dedicarlo alle donne. Loro, come dire?, mi aiutano a creare: se non le uccidessi non saprei cosa scrivere. Sono schizofrenico? Lascio a voi le etichette, ma da qualche parte ho un parente che si chiama Norma Bates. Solo che io sono peggio. Molto più cattivo. E stanotte è notte di caccia…

Lo sciamano

Rob Cole, discendente di quel Rob Cole già incontrato in “Medicus”, inizia a esercitare la professione a Boston. Deluso da un insoddisfacente legame sentimentale e insofferente alla chiusa vita di città, decide di stabilirsi in un piccolo e remoto centro dell’Illinois. Qui stringe un profondo legame con un popolo di pellerossa, già decimato da sanguinosi conflitti con i soldati bianchi e in condizioni di estremo degrado, ma è proprio qui che Rob trova la sua serenità più completa.
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### Sinossi
Rob Cole, discendente di quel Rob Cole già incontrato in “Medicus”, inizia a esercitare la professione a Boston. Deluso da un insoddisfacente legame sentimentale e insofferente alla chiusa vita di città, decide di stabilirsi in un piccolo e remoto centro dell’Illinois. Qui stringe un profondo legame con un popolo di pellerossa, già decimato da sanguinosi conflitti con i soldati bianchi e in condizioni di estremo degrado, ma è proprio qui che Rob trova la sua serenità più completa.

Schiuma della terra

Scritto mentre era rifugiato a Londra nel 1941, “Schiuma della terra” racconta le avventure di Koestler nella Francia del 1939-40, dallo scoppio della guerra all’invasione tedesca, all’espatrio clandestino dell’autore. “Straniero indesiderabile”, ebreo e antifascista, prima rinchiuso in un campo di prigionia sui Pirenei, poi fuggiasco per la Francia in rotta, arruolato nella Legione straniera, Koestler riassume nelle sue concitate avventure il destino di una generazione di esuli che nell’età dei totalitarismi furono braccati e perseguitati, a un tempo protagonisti e vittime della storia.
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Lo schiavo Hanis

Egitto, al tempo della VI dinastia. Hanis è uno schiavo, ma la sua aspirazione è di diventare uno scriba. Con la sua tenacia, riesce ad istruirsi e compie una rapida scalata al potere. E sullo sfondo della prima rivoluzione democratica della storia, la rivolta degli schiavi, vive una tormentata storia d’amore.

Lo schiavo di Roma

Nel 72 a.C. Roma è alle corde, ripetutamente sconfitta da un esercito che non proviene dalle barbare lande del Nord né dalle terre nemiche dell’Asia, bensì dalla stessa penisola. È l’esercito di Spartaco, che, coi suoi schiavi ribelli, sta mettendo a ferro e fuoco la Campania e il sud dell’Italia. E proprio a due schiavi in fuga da una villa nei pressi di Pozzuoli viene attribuito l’omicidio di Lucio Licinio, cugino del potente Marco Licinio Crasso. Il cadavere, sfigurato, è stato rinvenuto nell’atrium; accanto al corpo c’è soltanto un lembo di mantello intriso di sangue e sei lettere incise nel pavimento di marmo: SPARTA. Crasso, che sta per mettersi alla testa di otto legioni per soffocare la rivolta, decide di seguire un’antica, crudelissima usanza romana; di lì a tre giorni, punirà la morte del congiunto con la vita di tutti gli altri schiavi della casa: novantanove persone, novantanove innocenti. Solo Gordiano il Cercatore, chiamato da un misterioso cliente a far luce sull’omicidio, può fermare quell’insensata carneficina e scoprire la verità. Ma l’indagine si rivelerà più insidiosa del previsto e metterà in pericolo tutto ciò che Gordiano più ama, nonché la sua stessa vita.
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Lo schiavo del manoscritto

La storia dello schiavo è depositata nel manoscritto H. 6 che è stato redatto nel 1156 e ritrovato nella sinagoga di Ben Ezra al Cairo. Questa sinagoga è stata il più ricco archivio di testi arabo-ebraici. Con in mano soltanto il frammento di una lettera Ghosh si mette alla ricerca di un ignoto schiavo di cui non conosce neppure il nome, e che tuttavia gli appare come una chiave per intendere e raccontare i legami tra la sua India e l’Antico Egitto. Punti di partenza e centro della vicenda sono due piccoli villaggi egiziani di oggi. Nei vicoli di terra battuta, nelle amicizie con i loro abitanti, nel profondo rispetto reciproco e nelle differenze di usi e religioni l’autore cerca vecchi legami. Così le storie dell’antico schiavo e del ricercatore si intrecciano.

Schiavo d’amore (Gli Adelphi)

In diverse occasioni W. Somerset Maugham precisò che “Schiavo d’amore” – il suo secondo e più celebre romanzo, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare – non era «un’autobiografia, ma un romanzo autobiografico», e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell’esi­s­tenza, era solo il protagonista di una finzione, e non la controfigura del suo autore. Ma se si può anche fingere di credere a quel diabolico illusionista di Maugham quando sostiene di aver prestato a Philip solo i sentimenti, è legittimo sospettare che poche altre volte la menzogna romanzesca – anche la più sofisticata e avvincente, come questa – abbia coinciso in modo tanto fedele e tanto necessario con una quasi feroce autenticità.
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### Sinossi
In diverse occasioni W. Somerset Maugham precisò che “Schiavo d’amore” – il suo secondo e più celebre romanzo, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare – non era «un’autobiografia, ma un romanzo autobiografico», e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell’esi­s­tenza, era solo il protagonista di una finzione, e non la controfigura del suo autore. Ma se si può anche fingere di credere a quel diabolico illusionista di Maugham quando sostiene di aver prestato a Philip solo i sentimenti, è legittimo sospettare che poche altre volte la menzogna romanzesca – anche la più sofisticata e avvincente, come questa – abbia coinciso in modo tanto fedele e tanto necessario con una quasi feroce autenticità.

La schiava di Granada

Spagna, 1587. Nella sua lunga carriera d’inquisitore, Lope de Mendoza ha condannato peccatori di ogni genere, eppure mai aveva affrontato un simile enigma: chi è la persona che ha davanti? Chi è in realtà Céspedes? Secondo alcuni, il suo nome è Elena ed è la figlia illegittima di una schiava nera. Dopo un’infanzia segnata dalla povertà e dalla violenza, è stata costretta a sposare un uomo brutale da cui ha avuto un figlio. Quindi ha deciso di abbandonare la famiglia e ha cominciato a peregrinare di città in città, trovando lavoro come sarta o domestica. Ma, d’un tratto, di lei si sono perse le tracce… Secondo altri, il suo nome è Eleno ed è un uomo affascinante e dal passato oscuro. Distintosi durante la rivolta delle Alpujarras, l’ultimo atto della conquista cattolica del regno di Granada, ha vissuto a Madrid, è stato apprendista di un cerusico, ha esercitato la professione di chirurgo ambulante e ha conosciuto Maria del Cano, che poi è diventata sua moglie. Ed è proprio a causa di Maria che è stato imprigionato dalla Santa Inquisizione… Chi è dunque Céspedes? Basato su una storia realmente accaduta e ambientato in una Spagna dilaniata dalle guerre di religione, questo romanzo ripercorre le incredibili vicende di un individuo che ha sfidato una società ostile e bigotta pur di affermare il proprio diritto alla felicità.
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La schiava di Granada

Spagna, 1587. Nella sua lunga carriera d’inquisitore, Lope de Mendoza ha condannato peccatori di ogni genere, eppure mai aveva affrontato un simile enigma: chi è la persona che ha davanti? Chi è in realtà Céspedes? Secondo alcuni, il suo nome è Elena ed è la figlia illegittima di una schiava nera. Dopo un’infanzia segnata dalla povertà e dalla violenza, è stata costretta a sposare un uomo brutale da cui ha avuto un figlio. Quindi ha deciso di abbandonare la famiglia e ha cominciato a peregrinare di città in città, trovando lavoro come sarta o domestica. Ma, d’un tratto, di lei si sono perse le tracce… Secondo altri, il suo nome è Eleno ed è un uomo affascinante e dal passato oscuro. Distintosi durante la rivolta delle Alpujarras, l’ultimo atto della conquista cattolica del regno di Granada, ha vissuto a Madrid, è stato apprendista di un cerusico, ha esercitato la professione di chirurgo ambulante e ha conosciuto María del Caño, che poi è diventata sua moglie. Ed è proprio a causa di María che è stato imprigionato dalla Santa Inquisizione… Chi è dunque Céspedes? Una donna o un uomo? Un’umile schiava o un illustre chirurgo? E, soprattutto, è innocente o colpevole? Basato su una storia realmente accaduta e ambientato in una Spagna dilaniata dalle guerre di religione, questo romanzo ripercorre le incredibili vicende di un individuo che ha sfidato una società ostile e bigotta pur di affermare il proprio diritto alla felicità; così, mentre delinea il ritratto di un personaggio modernissimo e fuori da ogni schema, esalta la forza della dignità, l’autonomia del pensiero e il coraggio di essere se stessi, al di là dei pregiudizi e delle convenzioni.

La schiappa

Donald Zinkoff è un ragazzino come tanti: corre, gioca, va in bicicletta. Aspetta con ansia la prima neve, sogna di diventare grande per fare il postino come il suo papà. Però in classe alza la mano di continuo anche se non sa la risposta, inciampa nei propri piedi, ride a crepapelle per una sciocchezza, prende tutto alla lettera. Insomma, è candido, entusiasta, pasticcione, incapace di fare del male, in un mondo che premia la voglia di competere, l’aggressività, la forza. Per questo gli altri ragazzi lo escludono e gli affibbiano un soprannome crudele. Schiappa. Un libro emozionante, profondo e divertente sull’importanza del fallimento e la concreta possibilità che un giorno una schiappa possa diventare qualcosa di diverso… perfino un eroe.
(source: Bol.com)

Lo scheletro nell’armadio

Alle vedove dei grandi scrittori tocca spesso in sorte di trasformarsi in vestali per mantenere la memoria del caro estinto al riparo da scandali e pettegolezzi. La signora Driffield lo sa bene. Se poi al momento di individuare un agiografo affidabile, la scelta ricade su un uomo come Alroy Kear, astro nascente della scena letteraria, il minimo che possa accadere è che dal passato del riverito Edward Driffield riemerga almeno un fantasma, che ha le sembianze della prima signora Driffield, Rosie. Da questo spunto Maugham ha tratto una feroce e divertente commedia di costume. Alla sua uscita, nel 1930, quando molti riconoscevano nei personaggi tutte le leggende viventi dell’epoca, da Hardy a Walpole, il libro suscitò enorme scandalo.
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