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L’armata perduta

401 a.C.: spossata da trent’anni di guerra tra Atene e Sparta, la Grecia è in ginocchio. Nel momento di più profonda crisi, il comandante Clearco arruola un esercito di mercenari greci: l’armata dei ”Diecimila”. Quale sia la sua missione non è chiaro. Si sa che dovrà addentrarsi in territori misteriosi e ostili, nel cuore dell’impero persiano; e si sa che è al soldo del principe Ciro, fratello del Gran Re Artaserse.
A raccontare la grande epopea dell’Anabasi di Senofonte – resoconto dell’incredibile marcia di quell’esercito di ritorno dall’odierno Iraq attraverso l’Armenia fino al Mar Nero – è una donna, Abira, una ragazza che abbandona il suo polveroso villaggio per seguire Xeno, il guerriero a cavallo che un giorno le è apparso con una promessa d’amore e di avventura nello sguardo. E il suo racconto grandioso ci mostrerà tutta la fierezza di diecimila indomiti guerrieri addestrati a superare qualsiasi prova e insieme il coraggio e la dolcezza di una donna innamorata, capace di sopportare qualunque sacrificio.
(source: Bol.com)

Armand il vampiro. Le cronache dei vampiri

Morto carbonizzato sul sagrato della cattedrale di Saint Patrick, a New York: questa era la fine che tutti credevano avesse fatto il vampiro Armand. Invece Armand è sopravvissuto ed è pronto a raccontare al vampiro-biografo David Talbot la sua vita, lunga oltre cinquecento anni. Bello come un angelo, Armand ha l’aspetto di un eterno adolescente; tuttavia, dietro quell’eterea sembianza, si celano una vicenda colma di violenze e un’anima tormentata e profondamente inquieta. Dalle steppe russe alla Venezia più misteriosa fino all’incontro con Marius, il Maestro, colui che gli offrirà la conoscenza e l’immortalità, colui che lo salverà dall’abisso e lo condannerà in eterno…

L’arma di Caino

Quarto capitolo della Genesi: Caino uccide Abele. Non è solo il primo omicidio della storia, ma anche uno dei suoi più grandi misteri. Perché la Bibbia non rivela un dettaglio fondamentale: l’arma che Caino usò per trucidare il fratello. Cleveland, 1932. Mitchell Siegel viene ucciso con tre colpi d’arma da fuoco. Suo figlio Jerry, sconvolto per la perdita del padre, inizia a fantasticare di un uomo immune ai proiettili, creando così il primo supereroe dei fumetti: Superman. L’arma utilizzata per l’omicidio non è mai stata ritrovata. Ma che cos’hanno in comune questi due delitti così lontani? Nulla. Almeno fino a oggi, quando Cal Harper si trova faccia a faccia con suo padre tornato, dopo anni di latitanza, per portare in salvo un misterioso documento chiamato Libro delle Bugie. Tutti lo vogliono morto, compreso il killer tatuato con il marchio di Caino. Perché? Cosa si nasconde veramente dietro l’arma che ha ucciso Abele? E qual è la relazione tra Mitchell Siegel e il Libro? Un romanzo mozzafiato, un grande bestseller che tra sette segrete e fanatismi religiosi, colpi di scena e arcani misteri fonde in un’alchimia esplosiva il ritmo incalzante del thriller e l’impatto visionario del fumetto.

Aristotele nel regno di Alessandro

“È la cosa più triste del mondo, Stefanos, vedere la tua creazione più grande andare in rovina. E ancora peggio quando l’andare in malora ha effetti terribili sugli altri”. La creazione in cui Aristotele ha fallito, e se ne duole con il braccio destro di tante imprese Stefanos, non è un’opera della filosofia o dell’ingegno, ma un uomo: Alessandro di Macedonia. Aristotele è stato il suo precettore, ne ha forgiato le virtù, si è compiaciuto quando ha visto la gloria trionfante, ma adesso il vecchio filosofo si sente lo spettatore sgomento di un dispotismo non immaginato, di una sete di guerra e di sangue imprevista. Restare spettatore? Intervenire diventando parte attiva nel dramma che sta bruciando la cometa travolgente del biondo Gran Re macedone? Lo scenario di questa nuova avventura che coinvolge Aristotele nella morte del suo leggendario allievo è la Persia da poco conquistata: sensualità orientali, inesausti complotti di satrapi, misticismi zoroastrani, tutte cose difficili da decifrare per un ateniese del IV secolo a. C. È giunto ad Atene il satrapo Arpalo, con un grande tesoro che non si sa se rubato o meno ad Alessandro, e nella città si è incerti e divisi se accoglierlo o meno. In questa incertezza, Stefanos è spedito in Persia. Il suo compito è triplice: raccogliere testimonianze su una grande corruzione; scortare e proteggere il figlio di Antipatros, vice di Alessandro in Grecia, il giovane Cassandro; indagare sulla scomparsa di Callistene, uno degli storici di Alessandro.
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Le argentee Teste d’Uovo (Urania)

In un futuro ormai prossimo, gli scrittori si limiteranno a firmare le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole (e a recitare in pubblico i ruoli imposti dalle biografie sulle alette di copertina). Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggeranno i mulini-a-parole, salvo poi dover affrontare una grave crisi di creatività. In tanto caos mediatico, l’Editrice Razzi è l’unica a restare imperturbabile: forse perché custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. E infatti, in una nursery segreta vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe sconvolgere sia il mondo della finzione che quello della realtà.

Arde la notte: 2

Sette anime da salvare, sette peccati capitali che solo lui può condurre alla redenzione o alla condanna. La prima partita dell’eterna battaglia tra bene e male l’ha vinta Jim Heron, angelo caduto con un passato pieno di cicatrici ed eroe suo malgrado. Ma non c’è tregua per Jim perché Deviiia, il demone che può assumere qualsiasi sembianza e che lo sta sfidando in una gara senza esclusione di colpi, è pronta a riprendere la lotta. E la seconda pedina del gioco è un osso veramente duro; Isaac Rotbe, un ex soldato che ha militato con Jim nelle Operazioni Speciali, pericolosissima squadra top secret con una sola regola: non se ne esce se non da morti. Ma Isaac ba infranto quella regola, trasformandosi in un disertore. E ora, mentre si guadagna da vivere come pugile in un giro di combattimenti clandestini, qualcuno lo sta cercando per ucciderlo. A proteggere Isaac insieme a Jim. questa volta, c’è l’affascinante e misteriosa dottoressa Grier Childe, l’avvocato di Isaac, tormentata da un passato impossibile da dimenticare. Ma fra Grier e Isaac, due anime ribelli così diverse ma in fondo così simili, esplode da subito un’attrazione imprevedibile e incontrollata. Perché forse l’amore è l’arma letale e fa la differenza.
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L’Arcivescovo Del Genocidio

Nello Stato indipendente di Croazia, voluto dai nazifascisti negli anni 1941-1945, si consumò una delle pagine più terribili della Seconda guerra mondiale. Gli ustascia di Ante Pavelic, sostenuti da Hitler e Mussolini, sterminarono centinaia di migliaia di serbo-ortodossi e decine di migliaia di ebrei e rom, in nome di una “soluzione finale” etnico-religiosa perseguita anche attraverso l’imposizione di “conversioni” di massa al cattolicesimo. In quello che passerà alla storia come l’Olocausto balcanico, un ruolo decisivo, diretto e indiretto, lo ebbe Santa Romana Chiesa: l’arcivescovo di Zagabria, monsignor Alojzije Stepinac, collaborò attivamente con la dittatura ustascia; settori del clero cattolico croato parteciparono in prima persona allo sterminio e alle “conversioni” di massa; il Vaticano avallò il genocidio etnico-religioso attuato da Ante Pavelic. Questo libro ricostruisce l’Olocausto balcanico, e documenta il “collaborazionismo” di monsignor Stepinac e della Chiesa di Roma con il nazifascismo croato, MARCO AURELIO PIVELLI (Genova 1935}, laureato in Scienze politiche con la tesi “La politica razziale e religiosa dello Stato indipendente croato (1941-1945)”, ha pubblicato il libro Le génocide occulte – État indépendant de Croatie 1941-1945 (L’Ago d’Homme, Losanna 1998).

L’archivista

I colleghi della questura di Bologna lo chiamano lo Zoppo, ma attenti a non farsi sentire, per non essere colpiti dal suo immancabile bastone. L’incidente gli ha massacrato la gamba destra, ma non l’ha persuaso al pensionamento anticipato: d’altronde per essere un buon investigatore non servono gambe, serve testa. Però il suo superiore Raimondi Cesare, lo stesso di Sarti Antonio, lo ha confinato a protocollare pratiche. E Poli Ugo si vendica, indagando a titolo del tutto personale su casi archiviati come insoluti, tra cui quello di uno scippatore che ha derubato una ragazza ed è fuggito a bordo di un’auto con la targa di una città inesistente. Impossibile trovarlo, sostiene Sarti Antonio, ma Poli Ugo non è d’accordo. La sua inchiesta non autorizzata si svolgerà con metodi investigativi al di fuori di ogni regola. «Sarti Antonio, sergente, non sa fare miracoli perché in questura non glielo hanno insegnato ancora e cosí, dopo una decina di giorni dall’incidente, butta il rapporto, completo di firme e timbri, come da regolamento, sul tavolo dello Zoppo ed esce dall’ufficio. Non dice neppure “buongiorno” e non perde tempo a spiegare di che si tratta. Un po’ perché è sempre noioso spiegare i motivi per l’archiviazione di un caso non risolto, e un po’ perché non gli riesce proprio di parlare con quel tipo; non c’è possibilità di dialogo. Lo chiamano lo Zoppo, ma in realtà ha un nome, un cognome e una qualifica: Poli Ugo, vice ispettore aggiunto».

L’archivio di Dalkey

A giudicare dalla trama, si potrebbe collocare “L’archivio di Dalkey” fra i tipici romanzi di formazione, precisando eventualmente che ha un andamento picaresco: un giovane irlandese alla ricerca del proprio ruolo nel mondo dopo molteplici incontri e varie vicende decide, come si conviene, di sposare la sua fidanzata e avere da lei molti bambini. La definizione sarebbe dunque esatta, se non fosse che il protagonista vive le sue avventure passeggiando nei luoghi da cui Flann O’Brien non si allontanò mai: Dublino e gli immediati dintorni, che, come nella migliore tradizione irlandese, sono non soltanto simbolo del mondo, ma anche e soprattutto fonte inesauribile di storie nelle storie nelle storie. E se non fosse che il nostro protagonista riesce perfino a salvare l’universo dalle macchinazioni del famigerato dottor De Selby, inventore di un metodo per fermare il tempo (cosa che non stupisce molto i suoi interlocutori, almeno fino a quando non scoprono che tale metodo funziona). E se non fosse ancora che il giovane protagonista si imbatte, fra gli altri, in sant’Agostino e James Joyce, il quale non ha mai scritto l’Ulisse e sogna segretamente di abbandonare la sua squallida attività di barista ed entrare nell’ordine dei gesuiti al fine di «espellere lo Spirito Santo dalla divinità e dalla Chiesa cattolica». E se non fosse infine che l’autore è Flann O’Brien, il geniale e patafisico irlandese al quale mai sarebbe balenato di scrivere un tradizionale romanzo di formazione. Fra chiacchiere da pub e pomposi dibattiti teologici (o fra chiacchiere teologiche e pomposi dibattiti da pub), fra scienziati pazzi che sembrano usciti dai pulp magazines degli anni Trenta e poliziotti di provincia che sembrano altrettanto pericolosi, O’Brien riprende temi e personaggi dei suoi precedenti romanzi e li immerge in una apposita sostanza allucinatoria (forse approntata dall’infernale De Selby?) dalla quale escono rinfrancati come dopo una nuotata nella baia di Dublino e pronti a riprendere il loro chiacchiericcio ininterrotto in un pub e a mandare giù un’altra pinta di inchiostro irlandese. “L’archivio di Dalkey” è apparso per la prima volta nel 1964.

Archivi del Nord

Marguerite Yourcenar prosegue, dopo *Care memorie*, l’affascinante opera storica intitolata *Il labirinto del mondo*. “Si tratta – dice la scrittrice francese – di restituire la parola a milioni di esseri che di generazione in generazione si moltiplicano, all’immensa folla anonima di cui siamo fatti”. Servendosi di diari, lettere, album, l’autrice tratteggia, trasfigurate dalla fantasia, tutte le generazioni della sua antica famiglia dietro le quali si intravede l’evoluzione di una società, dei suoi costumi e abitudini. Un percorso a ritroso nel tempo che attraverso il destino dei singoli restituisce il senso più generale e profondo del mondo e della storia.

Gli archi di Scona

Perimadeia la tripla città che era stata capitale del maggiore Impero dell’universo, sede di tutte le scienze e di tutte le invenzioni, era caduta. Scampato alla furia dei barbari, Loredan era riuscito a mettersi in salvo nella remota isola di Scona. Lì aveva iniziato una nuova carriera come costruttore di archi. Il suo solo sogno era di vivere finalmente in pace, godendosi l’equilibrio raggiunto, ma strane forze erano all’opera nell’universo e il Principio che tutto muove cominciò ad agire secondo vie imperscrutabili…

Archangel

Fluke Kelso, professore inglese in viaggio di studio a Mosca, ascolta incredulo la storia che gli racconta Papu Rapava. Papu era presente la notte in cui Stalin morì e giura di aver assistito al furto delle sue carte. Poche ore dopo Papu viene ucciso, e tutto lascia pensare che stia accadendo qualcosa di incredibile. Forse il dittatore più crudele della storia o qualcuno che gli era molto vicino sta per ritornare. Un thriller magistrale costruito su un’inquietante ipotesi fantapolitica.

L’arcangelo degli scacchi: vita segreta di Paul Morphy : romanzo

Sessantaquattro caselle. Trentadue figure. E una possibilità combinatoria pressoché infinita. Nessuna partita di scacchi è uguale a un’altra. Ognuna è una sfida unica, giocata su quel quadrato magico che è la scacchiera: quasi un mondo fuori dal mondo. Paul Morphy è stato un autentico artista della scacchiera, forse il più grande. Nella sua brevissima parabola, sospesa sull’esile filo che separa la genialità dalla follia, ha incarnato alla perfezione l’essenza del “nobile gioco”. Paul nasce a New Orleans, da una famiglia facoltosa, nel 1837. Ha solo quattro anni quando rivela il proprio straordinario talento. A dodici anni è già il più forte giocatore della Louisiana e, non ancora maggiorenne, si laurea campione degli Stati Uniti con una facilità disarmante. A quel punto non gli resta che affrontare i più famosi campioni europei, e soprattutto quello che molti considerano il migliore al mondo: Howard Staunton. A nulla valgono le suppliche della madre, e neppure della sua amata Adele. L’ambizione di Paul non conosce ostacoli. Come un cavaliere, sprezzante di qualunque premio che non sia la gloria, Morphy parte per la sua missione accompagnato da un ambiguo scudiero, il giornalista Frederick Milnes Edge, lasciando la solatia città natale per smarrirsi nelle nebbie londinesi. Chi era in realtà Paul Morphy? Quali accadimenti spensero la fiamma del suo genio, inducendolo ad abbandonare per sempre gli scacchi all’apice della carriera, e a ritirarsi?